In alto: Immagine tratta dal blog http://rossoscarlatto2.splinder.com/Aristotele.
La Traviata. Di Giuseppe Verdi. Recensione di Laura Rocatello
Il libretto dell’opera, musicata da GIUSEPPE VERDI, è scritto da FRANCESCO MARIA PIAVE ed è tratto dal romanzo-dramma di ALEXANDER DUMAS figlio, “
Verdi giunge a Parigi nel 1852 proprio mentre questo dramma è il successo della stagione e provoca, ogni sera, in teatro, grande affluenza di spettatori.
Pare che il fatto interessi la vita privata dello scrittore e si nota la somiglianza della protagonista con Alphonsine Duplessis, uno dei volti più noti della mondanità della capitale francese. (Più tardi, lo stesso Dumas ammetterà che la prima parte dell’intreccio è autobiografico).
Verdi, persona non meschina e sempre aperta alla comprensione delle miserie altrui (infatti, convive con il soprano GIUSEPPINA STREPPONI, e la loro relazione sarà regolarizzata il 29 agosto 1859 nello Stato Monarchico della Casa “Savoia”), rimane fortemente impressionato e intuisce quale magnifico libretto si può trarre dalla storia di Marguerite Gauthier (il testo del Piave rimane fedele allo scritto di Dumas), il cui Amore è esaltante e la cui umanità è sincera e genuina, cose che colmano il dramma dello scrittore francese. – La musica di Verdi, per quest’opera, può essere <> e può dare anche un quadro completo alla sua epoca, dove i suoi contemporanei vi si possono riconoscere, immedesimarsi, prenderne parte.
Verdi raggiunge un nuovo stile di musica, la quale è pronta in sole sei settimane: si ha il ritratto psicologico musicale dei personaggi, ritratto prodigiosamente rispondente alla realtà.
Il breve preludio al primo atto esprime i sentimenti intimi di Violetta, un semplice essere umano, il cui stato d’animo viene notato attraverso gli atti-circostanze dell’opera. – Nel secondo atto, Verdi usa le sue melodie con maestrìa per rendere viva e reale una situazione che viene evidenziata – soprattutto – nel duetto tra Violetta e il vecchio Germont. (Ne “LA TRAVIATA ” di questa sera, Germont-padre viene interpretato da Orazio Mori, baritono elevatissimo che ricopre straordinariamente il suo ruolo, specialmente in un’aria tradizionale come “Di Provenza il mar, il suol”).
La sera del 6 marzo 1853, al Teatro “LA FENICE ” di Venezia, “LA TRAVIATA ” vede la sua “PRIMA” RAPPRESENTAZIONE. - Cade. - Verdi stesso comunicherà ad un amico: “FIASCO. FIASCO. SOLENNE FIASCO. Colpa mia o dei cantati? – Mah! Il tempo deciderà”. – Sembra che il soprano fosse un po’ “sovrappeso” (per una Violetta delicata e sofferente …), lo scarso impegno da parte di alcuni cantanti (soprattutto, del baritono), l’indossare abiti moderni (fatto insolito), chiaramente il carattere della musica che, ad ogni modo, dai contemporanei di Verdi viene giudicata troppo difficile e per nulla melodiosa: <>, DA ANNI E ANNI, “LA TRAVIATA ” è considerata un inestimabile forziere di arie e melodie incantevoli.
... Leggi tuttoLiberi pensieri è il nuovo blog di una carissima amica, con lei prosegue la collaborazione iniziata da molto tempo,in questo post ci parla di un libro di un autore semi sconosciuto, Giampaolo Rugarli si intitola:
Andromeda e la notte
Un libro semplicemente straordinario che mi è capitato per caso in mano. E' questa la cosa che mi ha angosciato, letteralmente angosciato, di più. Andromeda e la notte di Gianpaolo Rugarli è, a mio avviso, un autentico capolavoro, che ho conosciuto solo perchè è capitato tra i libri donati da una scuola alla biblioteca della mia scuola, biblioteca di cui sono responsabile.
Scorrevole, profondo, con una sottile ironia che talvolta sfocia nel sarcasmo, Andromeda e la notte (Rizzoli, Milano 1990) ha una trama complessa, dove una vicenda principale si intreccia ad altre ed è dalle altre soggiogata. Vi è un protagonista che narra in prima persona, ma anche gli altri personaggi hanno un loro spessore, e sono visti sempre attraverso gli occhi del protagonista. Capiamo quindi il suo modo di pensare che diviene lentamente anche il nostro, e quasi ci vien voglia di ribellarci, di dire, no, non sono d'accordo,ma poi continuiamo nella lettura e ne rimaniamo incantati, quasi intrappolati, finchè il libro non termina. Andromeda e la notte, nella trama, è anche il titolo di un libro scritto da un aspirante scrittore, Claudio Levi, e si rivela un libro bello, molto bello. La casa editrice per cui lavora il protagonista del romanzo è disposta a pubblicarlo, ma la sorte di questo romanzo sarà tragica: dovrà fare spazio a un romanzo meno bello ma a cui è stata già fatta tanta pubblicità, ed è atteso come "il romanzo del secolo". Ecco quindi l'insinuarsi di un mondo, quello editoriale, marcio e corrotto, che sa solo confezionare bugie: tanto "I libri non possiedono più l'anima, per ora è superfluo leggerli, presto sarà assurdo scriverli". Accanto a questa vicenda c'è la vita del protagonista, la sua storia d'amore, contorta e difficile, con la direttrice di un'altra casa editrice, il travaglio interiore di questo uomo che tra gelosie, tranquillanti e libri buttati dalla finestra cerca uno spazio dove vivere.
... Continua
Il G8 è terminato e mentre i telegiornali e giornali italiani si sperticano nelle lodi al Cavaliere per come ha saputo allestire la passerella dei capi di governo, la stampa estera continua ad avere dubbi sul nostro presidente del consiglio, Daniele Martinelli ne fà un'impietosa descrizione:
G8 all'Aquila: Vergogna tutta italiana.

L’Aquila, G8, Obama evita la stretta di mano a Berlusconi (L’Unità)
La sequenza delle immagini è stata pubblicata a mo’ di copertina dall’Unità giovedì scorso. Ritrae Barack Obama che, appena giunto nella caserma di Coppito per il G8 evita di stringere la mano al corruttore che gli corre incontro.
L’immagine censurata dalle televisioni italiane, sintetizza tutta la disistima e la sconsiderazione che il presidente degli Stati Uniti ha nei confronti del corruttore italiano da ” 7 righe”. Presidente forzato di turno del G8.
Obama in tutte le occasioni in cui è stato ritratto assieme al corruttore durante la 3 giorni del G8, ha sempre avuto un’espressione seria con una smorfia tesa a nascondere vergogna e imbarazzo.
Il corruttore ha fatto la parte dell’intruso fra i cosiddetti grandi della terra che si sono ritrovati all’Aquila. Le poche strette di mano che si sono viste fra il corruttore e altri leader come Sarkozy e la Merkel, sono state imposte dal copione dei cerimoniali. Carla Bruni, italianissima moglie del premier d’oltralpe, non ha retto nemmeno a quelli. Giunta all’Aquila si è data da fare in un percorso pubblico rigorosamente diverso da quello del vergognoso corruttore. L’unico dei leader del G8 che non si è concesso alle domande dei 3.600 giornalisti giunti all’Aquila da ogni parte del mondo.
Il tutto mentre i telegiornali italiani si sono fatti i film sul rapporto umano fra Obama e Berlusconi dipingendo un idillio che non esiste. Non solo clima, crisi economica e povertà. I telegiornali hanno parlato anche di un Obama in forma fare canestro nell’area della caserma militare appositamente adibita a campo di basket. Hanno spinto oltre ogni limite “sull’ottimo livello di organizzazione”. Hanno dipinto L’Aquila orgogliosa di ospitare il G8.
Anche Miss Kappa parla del cavaliere e della sua intenzione di prendere una casa a L'Aquila allo scopo di seguire da vicino i lavori della ricostruzione:
Il mago
A riflettori spenti, il capo del governo ha dichiarato che prenderà casa a L'Aquila, nel mese di agosto, per controllare personalmente i lavori nei cantieri che stanno costruendo i mostri che fanno scempio delle nostre campagne. L'occhio del padrone ingrassa il cavallo. Del padrone. Sarà qui, vigile, a controllare che le sue promesse vengano mantenute. Niente villa Certosa. Vacanze di montagna, fra gli sfollati e i muratori. Tra la polvere e i temporali estivi. E i primi freddi. Siamo commossi. Mentre il gradimento sale alle stelle. Intanto Bertolaso ha firmato l'ordinanza per il finanziamento degli interventi atti alla riparazione e ristrutturazione degli edifici gravemente lesionati dal sisma. Ordinanza che ci sarà illustrata dal cavaliere in persona la prossima settimana, qui a L'Aquila. Decisioni calate dall'alto, senza prendere in considerazione i nostri rappresentati, coloro che abbiamo votato.Sempre sul G8 le considerazioni di Ossimorosa:

Dire che si commenta da se è dire poco. Dire che il G8 non serve assolutamente a nulla è dire ancora meno. Gente classificabile come politica che si ritrova a sorridere con ipocrisia, scambiare frasi di circostanza, mostrare quanto sanno spendere in guardaroba e profumi. I grandi della terra, dicono: ma grandi perché? Perché qualcuno ce li ha ficcati in cima, qualcuno che è rappresentato da una massa indistinta -e spesso impazzita- di elettori. Elettori che vengono prontamente dimenticati, o se va meglio classificati come ingombranti scocciature, nel giro di pochi giorni. Ah, l'odore del potere!
E questi quattro (per due) stronzi dovrebbero decidere le sorti di cosa? Di cosa, porca di quella vacca? Le sorti del mondo? Dell'ambiente? Dell'economia globale?
Ma quando mai. Questi si ritrovano a farsi grandi abbuffate, e i menù vengono recitati al telegiornale tra le prime notizie. E tra un quintale di caviale e un paio di metri cubi di champagne discutono amabilmente su come fare per evitare che i bambini muoiano di fame. Poverini fanciulli denutriti con la pancia gonfia di malattie. Però anche loro, eccheccazzo, questi marmocchi che non vogliono decidersi a schiattare in silenzio. Ci deve sempre essere qualcuno che va a fotografarli, che poi ti tocca guardare le foto e ti va di traverso l'ossicino della costoletta d'agnello. Eh, un po' di decenza diobono, almeno mentre si mangia!
E poi, questi cretinetti che si mettono a protestare. Ma cosa diamine vogliono? Sono qui a fare il loro bene, sono qui a pensare alle loro tasche, sono qui a impedirgli di andare in giro per zone trasformate in caserme, ma almeno se nessuno può muoversi non c'è rischio che ci si faccia male no? Dovrebbero ringraziarli, quelli che se ne stanno dentro le tende, dovrebbero ringraziarli per aver portato il loro regale culo là, in mezzo alle scosse con cui convivono da tanto. Anche se, nella tranquillità della sua lussuosa cameretta, immagino che Barack -o Angela o uno qualsiasi degli altri delegati delle grandi potenze (notare come suona altisonante: grandi potenze! c'ho i peli che si rizzano facendo la ola per la maestosità del tutto)- un po' lo mandi pure a cagare Silvio.
... Continua
Il blog Papere è molto simpatico i post sono divertenti e molto arguti, una vignetta sul caos casalingo:

il mio sabato:
è ora di disfare la valigia,
è ora di mettere ordine nel caos,
è ora di scendere dal palloncino.
L'avvocato Ghedini è una persona avveduta, consiglia sempre per il meglio il suo più importante cliente, il Cavaliere, in questa vignetta ripresa dal blog Voglio scendere, uno dei tanti consigli legali:

Le notizie dal G8 raccontate dai tiggi', visti da Mauro Biani:
Lilliputtani

Gavavenezia tira le somme del G8:
Quid pro quo
Da Massimo Bucchi la sua visione del mondo contemporaneo:
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Pillola del giorno: Mio nonno era un uomo molto insignificante. Al suo funerale il carro funebre seguiva le altre auto.
Woody Allen.








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