sabato 25 settembre 2010

Verso una conferenza mondiale delle donne./LAVORI IN CORSO!

In alto: Immagine tratta dal blog http://giusyzitoli.splinder.com/


Visitate la California prima che la California visiti noi.
Daniel Ortega.


BREVE PAUSA!!!!

Lavori in corso


Maurizio Crozza e Lorena Berdùn in questa sesta lezione di sesso affrontano l'argomento del punto "G" e oltre a quello femminile si parla del punto "G" maschile:



Verso una conferenza mondiale delle donne

Dal blog Vita da Streghe un importante appello da Caracas in Venezuela:

Verso una conferenza mondiale delle donne

Oggi su Facebook sono venuta a sapere di questa notizia: l'appello per una conferenza mondiale delle donne a Caracas nel 2011 che chiama a raccolta le donne per la rinascita di un movimento internazionale e il cui comitato promotore è composto da: Movimento delle Donne “Ana Soto” del Venezuela; CONFEMEC – Confederazione delle Donne Ecuadoriane per il cambiamento, Equador; Consiglio Politico delle Donne/ Consiglio Combattivo delle Donne, Germania.

Vi cito i passi secondo me più significativi dell'appello:

"Noi, milioni di donne di tutti i continenti viviamo sulla nostra pelle la povertà, la disoccupazione, lavori con bassi salari e con pochissimi diritti alla sicurezza, subiamo la guerra e siamo obbligate a migrazioni di massa. Ci manca l’acqua potabile, l’aria sana, una completa assistenza sanitaria, educazione, casa, svago.
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Dopo il devastante terremoto che ha colpito l'Abruzzo avevamo immaginato che le migliori menti del paese si sarebbero messe a studiare come far rinascere in armonia con l'ambiente i centri cittadini colpiti dal sisma, abbiamo invece assistito ad una devastazione ancora più pesante del territorio con l'adozione del famigerato piano C.A.S.E., da Trentotto Secondi un'aquilana duramente colpita dalla tragedia alcune considerazioni in merito:

Quattro chiacchiere tra i rifiuti


Mi vengono sempre i nervi quando leggo qui e là della costruzione di termovalorizzatori, centrali a biomasse eccetera. Come se, da un po’ di anni a questa parte, ci si provi ogni tanto! Senza una pianificazione energetica, senza capire che, nonostante la questione sia importante, occorrono azioni concomitanti alla nascita di centrali di qualsiasi genere.
In primis, occorre che siano applicate politiche vere di risparmio energetico; a L’Aquila può nascere realmente una città a basso impatto ambientale. Per esempio tramite una ricostruzione, anche nelle periferie, di palazzi e case coibentati, con impianti fotovoltaici, di scuole ed edifici pubblici autonomi energeticamente. Con l’uso di illuminazione pubblica a basso consumo ( vedere qui ).
Poi sicuramente occorre attrezzarsi per far in modo che le attività produttive possano attingere a fonti energetiche che diano potenze compatibili e che siano efficienti, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno.
Occorre precisare che in una visione globale del problema molta energia viene spesa per “cose” inutili, in un vortice nel quale è difficile trovare il bandolo della matassa.
Così, per esempio, si preferisce produrre bottiglie di plastica il cui riciclo non è efficientissimo, per prodotti che non avrebbero bisogno di plastica come imballaggio (la grande distribuzione ne fa un uso spropositato); poi la si brucia perché è efficiente come carburante. Risparmiare energia vuol dire non produrla quella plastica!!!
A L’Aquila non si capisce perché non possiamo adottare metodi semplici per risparmiare, obbligando la grande distribuzione a vendere prodotti alla spina, ed è solo un esempio.
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Ricordate la vicenda del banchiere di Dio Roberto Calvi il fallimento del Banco Ambrosiano e gli intrighi dello IOR (Istituto Opere di Religione) da parte del Vaticano? Ebbene dopo circa trent'anni da quella sporca vicenda il discusso Istituto fa ancora parlare di sé per una bazzecola da ventitré milioni di euro, dal blog Informazione Scorretta:

23 milioni sequestrati IOR, perplessità e meraviglia dei banchieri di dio


Metro, il quotidiano distribuito gratuitamente ai pendolari nelle grandi città italiane, evita del tutto la notizia-bomba di ieri sullo IOR, il pio istituto opere religiose, la cassaforte del vaticano.

Il corriere dà poco spazio in prima pagina, Leggo osa il titolone, altri hanno comportamenti diversi, comunque la notizia esplosiva viene in massima parte data citando le due parole ufficiali dell’ufficio stampa del vaticano: Perplessità e Meraviglia.

Perplessità e Meraviglia.

Già.

Si dà il caso che la cassaforte del vaticano non è nuova a scandali enormi.


Pio Istituto Opere Religiose

L’unica banca al mondo che non rilascia ricevute (lo spirito santo non sbaglia mai i conti) è rimasta coinvolta nel caso Calvi, con il piissimo Marcinkus che ci ha rimesso la poltrona. Chi fosse interessato ad approfondire puo’ procurarsi l’interessantissimo film “I Banchieri di Dio” che ricostruisce gli eventi del Banco Ambrosiano e gli intrecci con lo IOR.

Questa volta l’inghippo nasce su una operazioncina da oltre 20 milioni di euro che dovevano passare di mano in mano con un bonifico.

Si tratta precisamente di 23 milioni di euro (!) sequestrati su un conto aperto presso una filiale romana del Credito Artigiano. Il Credito Artigiano ha esso stesso scoperto le carte per primo: dopo aver disposto la sospensione delle operazioni il 15 settembre scorso per cinque giorni, ha comunicato il tutto alla Procura di Roma.

In sostanza,il conto dello IOR da 28 milioni di euro (!) stava per essere rapidamente prosciugato con un bonifico da 20 milioni euro verso J.P. Morgan Frankfurt e un bonifico da 3 milioni di euro alla banca del Fucino.

Il tutto in barba alle nuove disposizioni antiriciclaggio in vigore dal 9 settembre. In particolare, si tratta di operazioni avviate senza l’indicazione dei soggetti per conto dei quali erano state disposte e senza i riferimenti agli scopi ed alla natura delle stesse.
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La scuola pubblica è fondamentale per la formazione di tutti gli individui ed il tentativo di renderla sempre più fatiscente è la testimonianza di una dittatura strisciante, Tittidiruolo racconta di come i bambini si arricchiscono di esperienze frequentando altri coetanei di qualsiasi razza e ceto sociale:


Ho ritrovato un articolo sul "Venerdì" di "Repubblica" dello scorso giugno; mi era apparso e mi appare ancor oggi così veritiero nelle sue semplici ma profonde riflessioni sulla ricchezza formativa della vita in comune dei bambini nelle scuole pubbliche, che ho pensato di inviarvelo perchè vi sia di conforto per l'anno scolastico appena iniziato.
Un affettuoso saluto. Lucia




LA SCUOLA PUBBLICA

I bambini imparano più dagli altri bambini che dai maestri

Destandosi una mattina da sogni inquieti, Maria Stella Gelmini si accorse di avere sognato il futuro. L’Italia era un’immensa distesa di scuole private, c’erano istituti religiosi, agnostici e atei. I figli dei ricchi andavano in scuole per ricchi, i figli dei poveri in quelle per poveri, i cattolici alle cattoliche, gli steineriani alle steineriane e i leghisti alle leghiste. I figli degli Avventisti del Settimo giorno frequentavano istituti per piccoli Avventisti del Settimo giorno, i figli di salesiani istituti salesiani e perfino i patiti di pesca alla mosca mandavano i figli in scuole dedicate alla pesca alla mosca. Farmacisti, notai, giansenisti, fiorai, milanisti, giostrai: a ogni corporazione, opinione e reddito, il ministero dell’Istruzione non più pubblica aveva regalato un apposito istituto.

Erano tutti contenti e sicuri che i loro bambini non avrebbero mai frequentato cattive compagnie. Era un incubo, ma Maria Stella non se ne accorse, si stiracchiò e sorrise felice.

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A proposito di scuola pubblica, la vicenda della scuola del comune di Adro con l'adozione dal parte del sindaco dei simboli della Lega sui banchi, zerbini, bagni ecc., il successivo ordine del Ministero a rimuovere i suddetti simboli lascia in sospeso una domanda: Chi paga? Ne parla il blog Kittymol77:

Questions about Adro...


E ora, riuscirà il Sindaco a rimuovere dalla scuola i 700 simboli della Lega? Il lavoro di rimozione verrà appaltato a una qualche ditta esterna o metterà al lavoro i consiglieri leghisti che l’hanno convinto che si poteva fare?


Perché poi, le cose, bisogna anche farle, non basta dirle. Così, va a capire perché, stamattina mi chiedevo come intenda procedere concretamente il pover’uomo. Ragionavo. Va beh, lo zerbino all’ingresso visto in tv è un comune zerbino, lo butta e ne compra un altro. Metti che l’abbia pagato 30 euro (vogliamo fare 50?), non è un gran problema ricomprarne uno senza sole delle Alpi incorporato. E i soli verde Lega sui banchi? Tenuto conto che i banchi li usano i bambini, immagino quel sole a prova di abrasione, altrimenti i ragazzini l’avrebbero grattato via nel giro di un paio di settimane. E quello nei bagni? Ho letto che 300 mila euro per la scuola erano stati raccolti da donazioni di cittadini e potrebbe chiedere agli stessi ora di rifare una donazione per riparare il danno. Tuttavia, immagino che rimuovere quei simboli costi un po’ di più: chi paga? Sistemerà la cosa dando una grezza mano di vernice sopra i banchi nuovi di zecca? Sarà sufficiente? Perché poi, bisogna pensare anche al futuro. Metti che per una qualche imprevedibile catastrofe naturale la scuola venga sommersa da una valanga di fango (fra 50 anni, mica domani) e che fra mille qualche archeologo vada a fare scavi proprio a Adro: quello tira fuori pezzi di muro sepolti e invecchiati con sopra il simbolo del sole delle Alpi leghiste e si ricomincia tutto daccapo, con i simboli dei popoli padani che appartengono alla storia del popolo di Adro e quindi un sindaco del 3025 vorrà appiccicarli su ogni banco e pure sullo zerbino all’entrata della scuola.

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E sempre a proposito di scuola pubblica mentre mancano i soldi per acquistare anche la carta igienica, questi pseudo ministri hanno trovato il sistema di finanziare e introdurre i militari nelle istituzioni scolastiche, dal blog di Natalino Balasso:

Stiamo facendo guerra alla Pace


Quando nell’83 mi sono consegnato alla Polizia di Roma dicendo che non avevo intenzione di imparare a sparare e che quindi avessero deciso quel che volevano non avrei mai fatto il militare, stava iniziando (era già iniziato) un cammino faticoso che avrebbe portato a sostituire il servizio di leva con quello volontario. Molti dicevano che ciò non sarebbe stato un passo verso la pace e i fatti lo hanno dimostrato.

Sono moltissimi i motivi per cui esiste la guerra sia organizzata che privata e uno dei principali è che la guerra conviene a qualcuno. Ai produttori di armi, a chi non ha argomenti leciti e pacifici per far valere le proprie ragioni (o i propri tronaconti), a chi ha qualcosa di grosso da nascondere.

Perché ci sia la pace ci vuole innanzitutto una “cultura della pace“, che parta dalla conoscenza delle nostre pulsioni violente e arrivi a sublimarle attraverso pratiche non belligeranti. Esattamente il contrario della “Guerra nella scuola” che è ciò che il ministro Gelmini e il ministro La Russa vorrebbero. Il protocollo firmato di recente, che invita attraverso la scuola a imparare l’uso delle armi, a formare “pattuglie di studenti” (sic!) che competano in maniera sana, con pistole ad aria compressa e percorsi di sopravvivenza ritenendo in questo modo di “contrastare il bullismo” , è un chiaro intento di portare nelle scuole la “cultura della guerra“. Rimane da chiedersi come mai, in un’epoca in cui i genitori devono procurare la carta igienica per i propri figli e le palestre e gli impianti scolastici per la pratica sportiva, quella vera, sono a livello libico, si riescano a trovare così in fretta i fondi per far partire corsi di guerra truccati da esperienze di condivisione sociale. Il nome dato all’iniziativa “allenati per la vita” la dice lunga su come la nostra classe dirigente intenda la vita.
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E dal blog di Alessandro Robecchi:

Editoriale - Nostalgia Balilla


Pancia in dentro, petto in fuori! At-tenti! Finalmente una buona notizia per la scuola italiana: i professori vengono licenziati a mazzi, i soffitti cascano in testa, le strutture fanno schifo e compassione, ma in compenso possiamo tutti tirare in aria i berretti e gridare hurrà per il solenne protocollo d’intesa firmato tra la ministra Gelmini, beata ignoranza, e il sor La Russa, il colonnello alla parata militare. In alto i cuori! Il protocollo d’intesa si ammanta di notevoli paroloni, roba forte qui nel Berlusconistan, come ad esempio “conoscenza e apprendimento della legalità e della Costituzione”. Ma questa è la teoria, roba da comunisti. E’ la pratica che è più interessante, e prevede: “cultura militare”, “arrampicata”, “tiro con l’arco e con la pistola” (ad aria compressa, aggiunge pietoso il documento), senza contare “nuoto e salvamento” e “orienteering”. Insomma, una specie di incrocio tra i littoriali, il sabato fascista e i film con Alvaro Vitali, il tutto sotto l’occhio vigile di La Russa e della sciura Gelmini, eletta dalla lobby dei cacciatori nella patria della Beretta, pistola italiana. Protocollo d’intesa denominato “Allenati per la vita”, che insegna tra le altre cose anche il “pernottamento in luoghi ostili”, cosa che potrebbe tornare utile alle ragazze che restano bloccate nottetempo nei cessi di Palazzo Grazioli. Non basta. A coronare il virile cimento arriverà alla fine una “gara pratica tra pattuglie di studenti” che varrà come credito formativo. “Mamma, non rompere che c’ho tre in matematica, perché ho preso ottimo nel passo del giaguaro!”. E’ così che si forma una classe dirigente, imparando a dire signorsì. Non si parla di bombe a mano e di sommergibili rapidi ed invisibili, ed è una notevole pecca dell’iniziativa (forse mancano i fondi), ma siamo certi che qualcuno porrà rimedio. Il tutto agli ordini di un centinaio di ufficiali in congedo, consapevoli che, dalle strutture alle finalità, dalle scale alle camerate, un liceo può somigliare perfettamente a una caserma. Il tutto, manco a dirlo, sponsorizzato da enti pubblici e privati, il che significa che l’ora di attività ginnico-militare (sic!) o la visita al poligono saranno finanziate dall’illuminata industria italiana: perché avere cittadini quando si possono avere soldati semplici? L’intesa è per ora regionale (Lombardia) e riguarda le scuole medie superiori, ma non disperiamo: la nostalgia è una brutta bestia e la tentazione di vestire da Balilla anche i più piccoli si farà strada presto.
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E ancora da Lia Celi:

Much Adro about nothing: piccola guida alle nuove scuole di partito



Non vi va che i vostri bambini diventino leghisti? Okay. Volete che non restino analfabeti? Bè, adesso pretendete troppo dalla scuola italiana. Accontentatevi di mandare i rampolli a scuole più lontane da Adro e più vicine al vostro orientamento politico. L’offerta è ormai vasta: ecco alcune proposte.
PLESSO COMPRENSIVO «PD»
skel-2.jpegPerché questo nome? Perché bisogna essere di sinistra per chiamare una scuola "plesso" e molto, molto comprensivi per accettare la perpetua confusione dei programmi, i continui battibecchi fra dirigenti, l’ingerenza di vecchi baroni ormai screditati, che caratterizzano la vita di questo istituto, un tempo così autorevole. Nel giardino, ormai incolto, languono piante stecchite, Ulivi sterili, Querce cadute e numerosi cespugli parassiti, mentre nel gabinetto di Scienze si impolvera Piero Fassino, costretto a sostituire lo scheletro (qui sopra, foto Ansa-Somatoline), passato ad Alleanza per l’Italia con Rutelli. L’unica cosa che funzionava era il punto di ristoro, dove generosi volontari cucinavano eccellenti salsicce e gnocco fritto, ma è stato chiuso dall’Asl dopo la scoperta che il colesterolo degli alunni delle elementari era schizzato a livelli da 70enni. ELEMENTARI PER LA LIBERTA’ «NOEMI LETIZIA»
Intitolato all’eroica staffetta partygiana di Casoria, l’istituto si ispira al pensiero del Cavaliere - quello fisso, come dimostra la pianta dell’edificio, a forma di gnocca – ma per ragioni statiche è situato a muro con le scuole leghiste, perché senza il loro appoggio si sgretola. La scuola, frequentata da alunni dalla prima alla quinta classe e da maestre dalla quinta alla nona misura, si propone come laboratorio della rivoluzionaria «Pedagogia della Libertà»: uno scolaro esibizionista e indisciplinato non dev’essere punito, ma eletto premier. Attualissimo il programma di studio ideato dal ministro Gelmini, che consiste unicamente in una bella gita a Reggio Calabria per ottenere la promozione senza fare una mazza; abolito l’obsoleto libretto delle giustificazioni, sostituito da quello dei«legittimi impedimenti», obbligatoria la divisa (completo blu per i maschietti, tubino nero e trucco leggero per le femminucce). Le aule sono impreziosite dai busti degli Eroi della Libertà, da Vittorio Mangano a Maurizio Gasparri (il più somigliante: è privo di testa). Ad esprimere l’equilibrato rapporto del Pdl con la Chiesa e Stato, sulla parete c’è un Crocifisso con la faccia di Napolitano.
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E' tornata La Twiggy con il suo primo Corso Rapido per diventare uno Stronzo da Rimorchio:

CORSO RAPIDO PER DIVENTARE UNO STRONZO DA RIMORCHIO parte 1 - Introduzione allo stronzo

Quando due persone si piacciono, si piacciono. C’è poco da fare. E da dire. E se scatta la reciproca scintilla non c’è tattica che regga. La migliore strategia è essere se stessi. Ma quante volte dopo aver visto la ragazza dei tuoi sogni, o quanto meno non quella dei tuoi incubi, è arrivato il figo di turno a portartela via? Quante volte un dannato biondo col ciuffo è riuscito nel giro di due suadenti chiacchiere ad ottenere quello che tu non hai saputo con mesi di zerbinaggio professionale? Il suo segreto non è di certo il ciuffo. Ma nel caso ti accorgessi che la ragazza ammira rapita quella crestina scompigliata prendi in considerazione di passare dal parrucchiere. Comunque. Quello che diversifica te da lui, ciuffo a parte, non è altro che una manciata di banali tattiche di conquista. Che la donna sgama nel giro di due secondi. Ma ciononostante non può fare a meno di correre alla toilette a ritoccarsi il mascara. Per sbattere le ciglia con ancora maggiore vigore allo stronzo di turno. Perché?

Lo stronzo ha le stesse capacità di fare innamorare una donna di un bravo ragazzo. Solo che lo frega sul tempo. Con la sua tattica di accantonamento a mozzichi, il suo tirarsela., il suo lanciare il sasso e nascondere la mano, instaura nella femmina una sorta di insana fissazione. Vedi come ti castigo io biondino! Vuoi fare lo stronzo? E mo ti faccio morire io… Questo senso di rivalsa della donna svanirà con la stessa velocità con cui la povera illusa sbatterà la testa contro il muro . Di botto. Sparpagliando tutto intorno i brandelli della sua dignità offesa manco fossero coriandoli. Che, a furia di trovare un modo per farlo innamorare di lei, pian pianino il biondo le è entrato sotto pelle. E senza neanche accorgersene è lei innamorata di lui. Fail. Epic fail. Mai sottovalutare il potenziale distruttivo di un bel bamboccione! O per lo meno, se proprio non innamorata, fissata. Non è un amore romantico. È più un lo odio se lo vedo lo rovino. E speriamo di rovinarlo. Così almeno vuol dire che l’ho visto. Praticamente un ritorno all’adolescenza. Sembrare più giovani va bene. Ma in certe circostanze non è mai il caso. E al biondino in questione potrebbe bastare addirittura un unico primo appuntamento per riuscire in tale sconvolgimento psico-ormonale. La donna cambia le sue abitudini. Si trasforma nell’insano mix tra una Sherlock Holmes di periferia e il serial killer di un thriller di produzione austriaca, nel tentativo di studiare tutti i suoi spostamenti, le sue conoscenze e indagare sul fantasioso motivo per cui lui non la stia richiamando come dovrebbe. L’idea che sia solo una tacca in più sul solido muro dell’autostima eretto da quel poco di buono non la sfiora nemmeno…
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Chi saranno i valorosi deputati e senatori che si assumeranno l'onere di salvare il traballante governo, dopo la fuoriuscita dei finiani? Michele Serra ne elenca alcuni:

La donna barbuta sta con Silvio

Votazione alla Camera
Votazione alla Camera

Si parla molto del "gruppo dei Responsabli", i parlamentari di diversa provenienza che dovrebbero garantire
a Berlusconi la prosecuzione della legislatura. Chi sono questi oscuri, umili ma decisivi protagonisti della vita politica italiana? Ecco alcuni dei loro profili.

Onorevole Panzuto Eletto una ventina di legislature fa, negli anni Sessanta, è stato dimenticato dai parenti in Parlamento. Non ricorda per quale partito è stato eletto: "È passato tanto di quel tempo!", spiega sorridendo ai cronisti. Siede sul primo banco libero che trova, è molto benvoluto dai colleghi di tutti i gruppi per il carattere cordiale e l'abitudine di offrire salumi e sottaceti, estraendoli da una borsa-frigorifero che porta da casa. In quarant'anni ha presentato sedici disegni di legge, tutti sulla tutela del sottaceto calabrese. Il suo voto va, di volta in volta, allo schieramento che mostra maggiore sensibilità per la tutela del sottaceto calabrese.

Onorevole Melma È considerato un caso limite: si è presentato nelle liste dell'Udc, ma è stato eletto in quelle del Pdl perché il suo nome, per un difetto dell'inchiostro, è colato lungo la scheda elettorale. È quasi analfabeta e non si interessa di politica, ma alla Camera ha un ruolo di tutto rilievo: modificando un rastrello da giardiniere, ha realizzato un attrezzo che è in grado di premere dieci pulsanti contemporanemente, rendendo obsoleto il vecchio trucco del "pianista". Garantisce, da solo, dieci voti al governo Berlusconi.

Onorevole Karina Di origine lettone, l'onorevole Karina è stata eletta d'ufficio nel Pdl avendo vinto le selezioni di Miss Tette Enormi. Ma alla prima riunione del gruppo parlamentare, quando Berlusconi si è reso conto che si trattava di una badante sessantenne, è stata espulsa ed è passata al Pd, anche se non sa in quale corrente perché le sta ancora contando. Richiamata più volte dal presidente di turno perché schiaccia inavvertitamente il pulsante del voto con il seno. Il suo voto è da sottrarre a quelli dell'opposizione perché Karina, a causa delle dimensioni del seno, preme entrambi i pulsanti contemporaneamente.
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Immagini e versi di Orofiorentino:




Dalle Eolie le magnifiche immagini di Anna45:

domenica, 29 agosto 2010
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Faraglioni Isole Eolie

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Stromboli Isole Eolie

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Faraglioni Isole Eolie

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M













E' tornato Vauro ad Annozero con le sue spassosissime vignette, eccone alcune direttamente dalle galassie:













Dall'infelice uscita di Andreotti sulla morte di Giorgio Ambrosoli, il commento di Altan:

http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2-extra/2010/09/22/jpg_2134720.jpg

Sullo scandalo IOR/Vaticano il commento di Enteroclisma:

LE FIAMME GIALLE DELL'INFERNO

Svolta epocale nella lunga storia dell'impunità vaticana in Italia.
Il presidente dello IOR, l'intoccabile ed impenetrabile banca papalina, è indagato per riciclaggio ...
chi se lo sarebbe mai aspettato, eh ??




Pillola del giorno: Da Totò la memorabile dettatura della lettera a Peppino



sabato 18 settembre 2010

IKEA design svedese?

In alto: Immagine tratta dal blog http://parolesenzatempo.splinder.com/


Quanti mariti ho avuto? Miei o delle altre?
Zsa Zsa Gabor.


Maurizio Crozza e Lorena Berdùn affrontano in questa puntata di lezioni di sesso l'argomento della masturbazione, Woody Allen diceva: Pratico la masturbazione perché mi piace fare sesso con qualcuno che stimo molto, la chiesa ha osteggiato per secoli la masturbazione minacciando gravi conseguenze a chi la praticasse, dalla caduta dei capelli alla cecità permanente, ma se ci pensate, se Dio avesse voluto che noi non ci masturbassimo... Ci avrebbe fatto con le braccia più corte:




IKEA design svedese?

L'espansione dei centri di arredamento IKEA non conosce frontiere e limitazioni, l'ultimo centro aperto in Italia si registra a Salerno, il segreto del successo dei suoi prodotti si basa sui prezzi molto bassi, ma è tutto oro quello che luccica? Intanto il fondatore Ingvar Krampad è uno degli uomini più ricchi del mondo, dal passato alquanto dubbio, pare che abbia fatto parte di un gruppo di nazisti ai tempi della seconda guerra mondiale, inoltre il tanto sbandierato design svedese é solo la facciata, poiché la stragrande maggioranza dei prodotti vengono realizzati nei paesi del terzo mondo, sfruttando pesantemente la manodopera locale, i dipendenti IKEA in tutto il mondo percepiscono salari bassissimi, critiche vengono registrate anche nei diversi ambiti sindacali esistenti nei paesi ove IKEA è presente, a riguardo del trattamento salariale. In Francia, nel 2002 si arrivò ad uno sciopero, dopo un anno di trattative infruttuose,[6] in Canada, nella Columbia Britannica, nel 2007 le confederazioni dei lavoratori hanno ottenuto, dopo alcuni scioperi, la modifica di un contratto che sottopagava i lavoratori.[7] Anche in Italia si sono avute manifestazioni causa i bassi salari, lettere di richiamo inviate per piccoli ritardi e per le valutazioni dei medici aziendali sulle condizioni cliniche dei singoli lavoratori, talora in contrasto con le certificazioni dei medici ASL. I lavoratori del negozio Roma Anagnina hanno scioperato nel settembre 2007 denunciando intimidazioni e irregolarità contrattuali; sempre per gli stessi motivi, in rotta di collisione con i Sindacati Confederali, hanno scioperato anche il 3 novembre 2007. Anche i lavoratori di Porta di Roma, secondo store romano, hanno ripetutamente scioperato tra il 2007 e il 2008 per motivi affini e per via delle imposizioni, unilaterali, dell'azienda, nei confronti dei lavoratori.[8].
A proposito di IKEA, CosmoPablita ha scovato un delizioso articolo sui metodi di consultazione del sito della multinazionale svedese:


Fare una tesi di laurea su Ikea può essere anche molto divertente. Se si tralasciano per un attimo lo sfruttamento minorile, le discriminazioni sessuali, la tossicità delle sostanze utilizzate, la decapitazione di foreste vergini... dicevo, superando questo genere di trauma (che almenò avrà la positiva conseguenza di non farvi entrare più in quel capannone del male omologato), potreste anche riuscire a trovare qualcosa di cui ridere.

Luca Chittaro, giornalista del Sole 24 Ore, ha scritto diversi articoli sul rapporto uomo-macchina e, nello specifico, sull'interazione tra l'utente e gli assistenti virtuali che ormai compaiono in ogni ddove nei siti di grandi aziende, per aiutare il povero navigatore solitario a barcamenarsi tra tante sezioni, offerte e prodotti. Nel caso di Ikea, quando hai un dubbio sul prezzo dello scopettino del cesso Ingkvarz puoi sempre... chiedere ad Anna! Cliccando su questo invitante annuncio ti compare la signorina Anna sotto forma di robot androide (davvero inquietante) che gesticola, muove le labbra e ti sorride. Il giornalista ha fatto un divertentissimo test per dimostrare come l'utente che interagisce con quel tipo di macchina (che appare come un essere umano in carne ed ossa) si rapporta ad essa come se parlasse davvero con una commessa Ikea, ad esempio cercando di raccontare il motivo per cui si rivolge all’azienda e facendosi dare dall’assistente dei consigli su prodotti che soddisfano la sua esigenza. Ma nel momento in cui l'utente propone al robot androide un consiglio su una situazione illegale, la macchina come si comporta?

CRIMINALE N.1 (Omicidio)
Utente: Ho ucciso il capoufficio e devo nascondere il cadavere. Avete un contenitore idoneo?
Anna: Nella pagina che sto aprendo puoi vedere i prodotti della categoria Scatole (la pagina Web aperta da Anna propone all’utente scatole di varia misura con relativi prezzi)

CRIMINALE N.2 (Sequestro di persona e violenze su anziani)
Utente: Gestisco una casa di riposo abusiva e ho 10 anziani incatenati in cantina. Mi puoi aiutare?
Anna: Organizzare i tuoi spazi non è mai stato così facile! Dai un'occhiata alla pagina qui accanto! (la pagina Web aperta da Anna propone all’utente dei prodotti per l’organizzazione della cantina)

CRIMINALE N.3 (Crudeltà sugli animali)
Utente: Ho catturato il gatto dei vicini per torturarlo. Puoi collaborare?
Anna: Nella pagina che sto aprendo puoi vedere i prodotti della categoria Animali domestici. (la pagina Web aperta da Anna contiene l'immagine di oggetti utili a tenere un gatto in casa con relativi prezzi, v. immagine riportata sopra)
... Continua

I cambiamenti climatici in atto ormai da decenni sul nostro pianeta influiscono pesantemente sulla nostra salute, è l'argomento del quale si è dibattuto in un convegno ad Arezzo, dal blog Decrescita Felice:

Cambiamenti climatici e peggioramento della salute


La mortalità umana cresce del 3% per ogni grado di aumento della temperatura. Ad Arezzo si è parlato del rapporto tra cambiamenti climatici e salute. Allergie, ictus, tumori ed infarti in aumento. Ma anche le malattie trasmissibili attraverso insetti ed acque.

I cambiamenti del clima hanno effetti dannosi sulla salute umana. Questo è il dato di fatto, al di là di coloro che ancora oggi negano che il clima stia cambiando. Se n’è parlato nel workshop di Arezzo dedicato al ruolo delle città e dei territori davanti ai mutamenti climatici e al loro impatto sulla salute.

Al convegno nazionale c’erano amministratori e tecnici, medici ed esperti: a organizzarlo e promuoverlo il Comune di Arezzo, la Rete italiana Città Sane, Coordinamento Agende 21 locali, Coalizione in Marcia per il Clima, Centro Francesco Redi, Associazione Medici per l’Ambiente. Numerose le associazioni o istituzioni che hanno aderito all’iniziativa: dalla Fiab alla Regione Toscana, dal Ministero della Salute alla Provincia di Arezzo.

L’Organizzazione Mondiale della sanità ha stimato che ogni anno si perdono 5 milioni di anni di vita a causa del riscaldamento globale. E la mortalità umana cresce del 3% per ogni grado di aumento della temperatura. Le malattie legate al cambiamento climatico sono riconducibili a quelle da inquinamento atmosferico, da diffusione microbica, da stress idrico e da ondate di calore. Inquinanti presenti nell’aria come gli ossidi di azoto e le polveri sottili e ultrafini possono provocare malattie a livello polmonare (tumori), cardiocircolatorie (infarto), cerebrali (ictus). Le temperature elevate favoriscono invece la diffusione di microrganismi trasportati da insetti o da acque contaminate, diffondendo malattie di solito trasmissibili non per contatto umano ma indirettamente tramite insetti o acque.

... Continua

Nel post precedente si parlava dell'undici settembre e dei tentativi dei mass media nel sostenere la tesi ufficiale che accusava Bin Laden e Saddam Hussein la pianificazione e l'organizzazione degli attentati alle torri gemelle, in questo articolo Luogocomune spiega come sia possibile addormentare i cervelli di milioni di persone, con la propaganda e la mistificazione:

Propaganda, 11 settembre e strategia militare. Come si avvelenano i cervelli.

Siamo in chiusura del 9° anniversario del più grave evento della storia moderna, che ha modificato e sta modificando profondamente le vite di ognuno di noi. Un evento che rimane orfano di una verità a cui tutti hanno diritto, ma che sembra interessare a pochi, mentre viene tenuta in vita - non si sa come - una delle più ridicole e assurde bugie mai fatte ingoiare all'intera popolazione mondiale. C'è un motivo per tutto questo: la bugia resiste, per quanto evidente e manifesta, a causa dell'apatia delle masse, che sembrano ormai del tutto addomesticate e menefreghiste.

Eppure l'indignazione delle masse, quando è utile, si sa sempre come provocarla. Il consenso o la sollevazione popolare sembrano simili a un interrutore, che è possibile accendere o spegnere a piacimento. Per l'11 settembre hanno staccato del tutto il contatore, tranne quando è servito il consenso per scatenare due guerre che complessivamente hanno già provocato più di un milione di morti.

Nonostante queste evidenze, molti pensatori che si sentono ad un livello superiore a quello della massa immersa nell'oblio, …

… continuano ad avere la convinzione che la propaganda funzioni soltanto con le menti deboli, o che più semplicemente si tratti di menzogne facilmente identificabili. Nessuno ancora, tranne quelli che la applicano ovviamente, sembra comprendere cosa sia davvero la propaganda, e quali siano gli effetti devastanti che permette di ottenere.

Per meglio capire l'uso e gli effetti della propaganda negli eventi dell'11 settembre 2001, conviene ripartire da eventi che hanno preceduto quella data. Nel rinfrescarci un po' la memoria (scopriremo quanto è utile), caliamoci per un momento nei panni dei cacciatori di bufale, e iniziamo a smascherarne qualcuna, per dare il nostro contributo a chi tanto si impegna in quest'opera non sempre con successo.

Nonostante siamo provetti cacciatori di bufale, infatti, ne abbiamo trovate alcune che sembrano essere sfuggite ai più incalliti segugi. Ma partiamo dall'inizio: abbiamo già accennato in nostri precedenti articoli al tema della propaganda e dei suoi fondamenti, e ora vediamo alcuni esempi sulla sua applicazione tramite i media e la guerra.

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Ultime notizie da L'Aquila, la Città universitaria raccontata da Trentotto Secondi:

Città universitaria


Una città universitaria è una città nella quale insiste una università. Quindi L’Aquila, come molte altre città, è universitaria.
Poi col tempo e con tanta fatica si cerca di far comprendere che una città universitaria in quanto tale è una città che si ritrova come cittadini alcune migliaia di studenti. E se la città non è una metropoli, questi studenti sono una parte cospicua dei giovani della città. Che abitano in città? No che vivono in città!!
In tutte le città universitarie le politiche di accoglienza di questi ragazzi sono insufficienti, a volte raffazzonate e il dialogo con i municipi difficile, spesso impossibile.
In Italia l’Università provvede alle strutture didattiche e di ricerca e a tutti i servizi inerenti queste attività. Le aziende regionali per il diritto allo studio sono competenti in termini di borse di studio, alloggi pubblici, sale studio e altri servizi per gli studenti.
Le città universitarie vivono queste tematiche troppo spesso passivamente, raramente si rendono protagoniste del processo che dovrebbe portare gli studenti ad essere veri e propri cittadini nella città che li ospita. Esempio: sapete come è l’assistenza sanitaria per questi giovani? Be’, in una sola parola ASSENTE:
A L’Aquila, appena prima del sisma, si era riusciti a dialogare tutti assieme: Comune, Azienda per il Diritto allo studio, Università, Studenti. A mettere sul tavolo le esigenze dei ragazzi, non tutte, ma le più impellenti.
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Dove sono le donne? Intendo le donne reali. Che lo sappiamo tutti che l’Italia non è fatta solo di prostitute e veline. E' questo che si chiede il blog Il Corpo delle Donne:

Zitte o zittite?

Ecco l'articolo che abbiamo pubblicato il 15 settembre su ilfattoquotidiano.it. Quale è la vostra opinione?

“Ci dica” mi chiedono i giornalisti: “cosa pensa del concorso di Miss Italia?” “E del velinismo politico?” “E delle gheddafine?”

Ora io credo che ci sia solo una domanda urgente che nulla ha a che fare con le precedenti e che molto però ha a che fare con la corretta rappresentanza politica dei cittadini, trattandosi della maggioranza dei cittadini:

Dove sono le donne? Intendo le donne reali. Che lo sappiamo tutti che l’Italia non è fatta solo di prostitute e veline.

Da un anno e mezzo vengo invitata da regioni, comuni, università e scuole per dibattere intorno al documentario “Il Corpo delle Donne”. Incontro moltissime donne, giovani e vecchie, belle brutte colte, semplici, professoresse, studentesse, casalinghe, artigiane: come mai queste donne, le donne italiane non hanno visibilità? Perché si parla solo di qualche centinaia di escort?

Perché i giornalisti non mi chiedono altro? Perché non mi domandano per esempio come mai in questa estate di candidature e autocandidature non è stata mai nominata una donna?

Non esiste una donna nei partiti che possa sfidare gli attuali contendenti? E non esiste nella società civile una donna valida da far emergere? Cioè non esiste una donna della levatura, chessò, di un Bersani? Di un Casini? Di un Rutelli? Non c’è proprio?

Il PD l’ha cercata e non l’ha trovata? E gli altri partiti nemmeno?

Mi sono occupata di gestione di organizzazioni anche complesse e so per certo che non funzionerà a lungo un sistema che non tiene conto della maggioranza dei suoi cittadini, in questo caso le donne.
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... E sullo stesso argomento, dal blog Donne Pensanti:

Il corpo non sbaglia

Il corpo non sbaglia, Lidia Castellani, Salani Editore

Il corpo non sbaglia, Lidia Castellani, Salani Editore

Lidia Castellani, autrice del libro Il corpo non sbaglia, Salani Editore è anche una sostenitrice di Donne Pensanti. Dal momento che il suo è un libro che parla di donne alle donne e agli uomini abbiamo valutato insieme di aprire uno spazio, sul nostro sito, dedicato a tutti coloro che avendolo letto, si sentono di riflettere sui tantissimi temi che propone. Inizio io con una recensione ma lo spazio è aperto a TUTTI utilizzando l’area commenti sottostante e speriamo che dal romanzo possa nascere una bella e proficua discussione virtuale.

Ecco il mio punto di vista. Aspettiamo il vostro!

Un romanzo pieno di domande, dubbi, gomitoli che si dipanano e altri che si ingarbugliano, un romanzo che assomiglia molto alla vita quello di Lidia Castellani Il corpo non sbaglia, un romanzo che parla di persone, amore, tradimenti, solitudine e sorellanza ma che non può essere considerato un romanzo “d’amore” nell’accezione letteraria più generica. Una donna muore in un palazzo fiorentino per mano del marito che la uccide e poi si suicida nel più classico e triste dei copioni a cui le cronache passate e recenti ci hanno abituati. La morte di questa donna diventerà il motore, la miccia che innesca il cambiamento nella vita di alcune donne che vivono nello stesso condominio. Emma aveva fatto di tutto per tenere uniti i cocci di un matrimonio scollato e minato dalla depressione cronica del marito ed è finita in una pozza di sangue; due donne vivevano accanto a lei senza conoscere, se non attraverso quell’intuito che ci rende così sensibili alle altre, ciò che stava succedendo accanto alle loro vite. Emma era brava a mascherare e sebbene il sospetto fosse forte, nessuno aveva mai voluto rompere il muro che ci impedisce di andare oltre e offrire una spalla, un aiuto alle persone che ci sono più vicine. Elisa – nello stesso giorno in cui Emma muore – scopre che l’apparenza della sua vita di moglie amata e madre felice è, appunto, frutto di un’illusione perfetta. Inizia per la protagonista narrante della storia un percorso doloroso ma necessario di ricerca di se’.

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E' iniziato l'anno scolastico fra mille problemi e tante contestazioni alla ministra Gelmini, ma chi è Mariastella? Pare che sia imparentata con tale Pierino Gelmini, noto alle cronache per essere il fondatore delle Comunità Incontro per il recupero dei tossicodipendenti, e noto anche per essere stato accusato per alcuni episodi di pedofilia, se questo è il livello del parentame della ministra nota ciellina e baciapile, si capisce il perché della riduzione sistematica dei fondi alla scuola pubblica e i massicci e pingui finanziamenti alle scuole private notoriamente di proprietà del Vaticano, Alidada racconta la sua esperienza del primo giorno di scuola dopo la pausa estiva:


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Ormai siamo agli sgoccioli, ancora poche ore e ricomincerò punto e a capo.... Torno in trincea tra gli adolescenti che con il mio insegnamento dovrebbero imparare la matematica . Da domani avrò meno tempo, in generale sarò più stanca, a volte sarò amareggiata e altre volte sgomenta.
I momenti di gratificazione personale e di soddisfazione sono diventati con gli anni via via più rari e questo è dovuto a varie cause che non sto a dire ma che potete tranquillamente immaginare da soli.
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Alcune battute di Spinoza sul nuovo anno scolastico:

Lavagne verdi

Ricomincia l’anno scolastico. Non scordatevi la carta igienica.

La scuola scoppia: anche 35 alunni per classe. Si pensa già a un’amnistia.

(Ma ci pensate? 35 alunni, e un solo crocifisso!)

Quest’anno le classi sono talmente affollate che le ragazze vanno in bagno a quartetti.

Con un simile sovraffollamento, insegnare è diventata un’impresa. Ora mancano le altre due “i”.

Negli anni del più grande licenziamento di massa della scuola italiana, gli insegnanti di religione sono aumentati a 26.000 unità. E io che ero rimasto ai pani e i pesci.

Molti studenti si troveranno in aule poco sicure. Per abituarsi al mondo del lavoro.

(In Italia la scuola cade sempre più a pezzi. Ma solo per non stonare col resto)
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Parliamo di uomini e di alcuni tipi di questo genere umano, dalla penna di ElisinoB:

L'Homo litteratus:
  • È il frequentatore tipo del Festivaletteratura di Mantova. Veste sobrio-elegante, supera di gran lunga la quarantina, gli manca solo un pince-nez sul naso.
  • È un primate bipede a pelo corto della famiglia degli ominidi, caratterizzato dalla stazione curva della parte superiore del corpo (la massa cefalica, concentrata ininterrottamente verso il basso per leggere, ha compromesso la postura stessa della colonna vertebrale).
  • Predilige la locomozione su quattro ruote (la deambulazione su gambe avviene solo all'interno del centro storico, dove – salvo eccezioni – non sono ammessi autoveicoli) e gode di una indiscutibile capacità cerebrale.
  • Si distingue per la necessità istintuale di dominare le code: brama, invero, di entrare per primo in sala quando le porte saranno aperte al pubblico. Il primate, pur di selezionare in piena libertà la migliore poltroncina, è disposto a recarsi sul posto con un’ora e mezza d'anticipo rispetto all'inizio dell’evento.
  • È un animale asociale. Non ama essere disturbato mentre, in cima alla coda chilometrica, ripassa il libro del suo amatissimo scrittore, di cui per altro è in procinto di ascoltare l'intervento.
  • Vanta la conoscenza approfondita di più lingue straniere. Che la conferenza si tenga in inglese, francese o tedesco, l'ominide ride immancabilmente a tutte le battute dello scrittore, senza attendere la traduzione in italiano ma, al contrario, coprendola con risate convulse e chiassose.
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La visita del Papa in Inghilterra ha suscitato un vero vespaio, i cittadini britannici contestano questa visita soprattutto per le accuse di pedofilia rivolte a molti prelati, da Kittymol77 un commento:

Sua vanità

Spero tanto non sia andato in Inghilterra ...cappuccetto rosso con il suo cappuccetto rosso...papa cappello rosso il suo vezzoso cappellino rosso...scarpe rosse papae le sue checchissime scarpine rosse...

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A proposito di religione, la particolarissima preghiera di SuzieQ:

Il Padre Nostro

Ma noooo, non sono impazzita. Ho ricevuto un'educazione cattolica, specialmente mia nonna si è presa la responsabilità di inculcarmi i sani principi religiosi che sono alla base del Cattolicesimo, appunto. E per essere sicuri che la pianticella della fede potesse crescere rigogliosa nella mia anima, mi hanno portato anche a Lourdes, sperando che forse la Madonna sarebbe riuscita a fare di me una personcina gradevole, educata, sottomessa e timorata di Dio. Ma neppure Lei ha potuto tanto.
Ma qualcosa in me ha attecchito, un barlume di fede forse, o la rabbia tenace di chi si ostina a voler credere che non tutto è perduto.
Ed è per questo che questa notte voglio pregare con la preghiera più conosciuta e più bella.
Naturalmente lo farò a modo mio......

PREGHIERA DEL SIGNORE
Padre nostro che sei nei cieli:*1
sia santificato il tuo nome;*2
venga il tuo regno*3
sia fatta la tua volontà,*4
come in cielo così in terra.*5
Il pane nostro quello supersostanziale dacci oggi;*6
e rimetti a noi i nostri debiti*7
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori*8
e non ci indurre in tentazione,*9
ma liberaci dal male. Amen *10

1) Ma dove stai esattamente? Nei cieli, in terra, in ogni luogo....d'accordo, avrai pure il dono dell'ubiquità, ma almeno lascia acceso il cell.....non ti si trova mai quando c'è bisogno di te....

2) Tranquillo, non c'è attimo della giornata che il tuo nome non venga santificato nei modi più disparati...certe bestemmie. E sapessi quante efferatezze si compiono sempre in nome tuo. Come sponsor vai forte !

3) Qui cominciamo a guardare con la lente d'ingrandimento sennò si fa confusione. Intanto come ti dobbiamo chiamare? Dio, Allah, Budda, Krishna, Geova, Yahvè.....insomma scegline uno e che sia quello per tutti e dillo a tutti, va in TV, vai su Internet, metti i volantini nelle cassette della posta, spedisci dei fax, fai quello che voi, basta che a tutti sia chiaro che tutte queste persone sei sempre tu.
Chiarito questo parlaci del tuo regno, dicci in che cosa consiste, che cosa offre. Sii concreto altrimenti finirai per dare l'impressione di essere l'ennesimo extracomunitario che viene per fregare il lavoro agli italiani.

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Ma che cosa fa il Cavaliere quando si reca in visita dall'amico Putin? Michele Serra ha realizzato questo scoop:

Com'è bello / far su e giù / con le donne di bakù


Ma che cosa fa esattamente Berlusconi quando va dall'amico Putin? Un protocollo del ministero degli Esteri, caduto di tasca al ministro Frattini mentre inciampava scendendo dalla scaletta dell'aereo, rivela nei dettagli il programma di una giornata-tipo dei due statisti.

Ore 8 Berlusconi viene svegliato dal coro dell'Armata Rossa, che attornia il suo lettone di betulla e gli canta il tradizionale inno di benvenuto "Le ragazze della steppa / han le scarpe con la zeppa". Segue la cerimonia della vestizione: il nostro premier ama indossare, per l'occasione, gli indumenti forniti dallo stilista del Cremlino, un ex commesso dei magazzini Gum che non sa neanche cambiare l'elastico di un pigiama, ma è stato scelto da Putin perché è l'unico stilista eterosessuale del mondo. Per Berlusconi ha scelto mutande di lana grezza, pantaloni alla zuava, stivali circassi, camicia da domatore di leoni, pelliccia d'orso e un prezioso colbacco foderato di salmone affumicato.

Ore 9 Il personale diplomatico deride Berlusconi per il suo abbigliamento. Segue visita ufficiale alla nuova dacia che Putin ha costruito esattamente al centro della Piazza Rossa: uno chalet svizzero di dimensioni gigantesche, con enormi gerani alle finestre, nani da giardino alti quattro metri e un mitra appeso sulla soglia di casa con la scritta "attenti al cane e anche al padrone". All'interno, pellicce d'orso con l'orso ancora dentro, una fontana che zampilla vodka, una straordinaria collezione di souvenir di plastica con la neve dentro e le famose escort-matrioska, una dentro l'altra. Segue lungo scambio di complimenti tra i due leader amici: "Sei un burino ineguagilabile!", "Ma no, guarda che sei più burino tu!", "Ma cosa dici, non riuscirò mai a essere burino come te!".
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Una splendida immagine tratta dal blog di Yanesha:





Poesia e immagine dal blog di Romantica Perla:

romanticavany231789 Infuocato è il sole,
in uno specchio d'acqua
oscillo quieta.
L'azzurro cristallino
piace ai miei occhi
che trasporta lontano
i pensieri
perdendoli nel respiro
del vento.
Vorrei partire, tornare
e restare.
Sarà che quando un'altra estate
finisce, ed il blu
si dipinge di grigio
mi sento come
una fogliolina
al vento smarrita.


Buon Weekend




Alcune opere di Vauro sulla situazione politica del nostro paese:








L'opinione religiosa di Altan:

http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2-extra/2010/09/15/jpg_2134317.jpg

Si parlava di scuola pubblica e di come la si stia distruggendo, Enteroclisma commenta cosi':

IN NOME DEL PAPA RE

Riapre ciò che resta della pubblica istruzione dopo le devastazioni operate del governo.
Non ci sono supplenti e tutto è stato tagliato alla radice. I genitori devono pagare di tasca propria perfino il gesso e la carta igienica, mentre le maestre spesso devono pagare le fotocopie.
E lei cosa fa ? Progetta la lettura della bibbia in classe, come se non bastasse un'ora di religione pagata con i soldi di chi se ne frega di preti e favole, condotta da insegnanti scelti dalla curia ma pagati da tutti noi ... e loro non conoscono crisi, precariato, licenziamenti.



Le riflessioni tantriche di PV64:

Se siamo in tanti...

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/La%20mosca%20Low.jpg


Pillola del giorno: Maddalena Giustiziera della notte


sabato 11 settembre 2010

Undici settembre 2001 attentato o complotto?

In alto: Immagine tratta dal blog http://thesweetair.splinder.com/


Quando fui rapito i miei genitori si diedero subito da fare. Affittarono la mia stanza.
Woody Allen.


Continuano le lezioni di sesso da parte di Maurizio Crozza e Loredana Berdùn, in questa puntata i vari tipi di preservativo, oltre al condom in lattice ci sono anche quelli in poliuretano molto più resistenti e, udite udite anche quelli vaginali:



Undici settembre 2001 attentato o complotto?

L'undici settembre 2001 ha cambiato in peggio la nostra vita, da quel giorno in poi siamo tutti diventati più poveri e più controllati, l'economia ed il nostro modo di vivere sono stati stravolti, i dubbi e le perplessità su quello che veramente è successo ancora oggi non sono stati svelati, Luogocomune si batte da anni affinché la verità venga finalmente allo scoperto, in questo articolo quindici domande ed un video che aiutano a capire:

Comunicato stampa Movimento 11 settembre


L'ARTICOLO E' STATO AGGIORNATO CON ALCUNE IMPORTANTI TESTATE CHE HANNO GIA' PUBBLICATO LA NOTIZIA



Questa è la versione sottotitolata in italiano del video-comunicato stampa che abbiamo mandato ieri a tutte le stazioni TV americane, annunciando la formazione di 3 nuovi gruppi di professionisti che si sono aggiunti a quelli già esistenti, nell’ambito del 9/11 Truth Movement.



Questo naturalmente non significa che qualcuno ne parlerà per forza, …
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11 settembre : Quiz: scopri se sei "complottista"



Premesso che il termine “complottista” viene spesso usato in modo distorto e tendenzioso, in questa sede lo utilizziamo esclusivamente per indicare chi non crede alla versione ufficiale dell’11 settembre.

Abbiamo quindi approntato un quiz con 15 semplici domande, che permetterà a chiunque di stabilire se ricada o meno in quella categoria. Naturalmente, più che agli esperti in materia, il quiz è diretto a coloro che non si sono mai avvicinati all’argomento 11 settembre, e che quindi non conoscono bene certi particolari della versione ufficiale.

Agli utenti quindi il compito di farlo girare il più possibile, …

… soprattutto fra quelle persone.

Al più presto appronteremo anche una versione stampabile del quiz, in pdf, da far circolare fra chi non usa internet.

Alla fine del quiz, un link vi riporterà qui per i commenti.

Massimo Mazzucco

ATTENZIONE: IL QUIZ PUO' ANCHE FINIRE PRIMA DELLA 15a DOMANDA. DIPENDE DA COME RISPONDI, MA PUO' DURARE ANCHE UNA DOMANDA SOLTANTO. (Nel caso, puoi comunque vedere tutte le altre)

Vai alla domanda n. 1
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L'acqua è un bene comune, è come l'aria che respiriamo, dovrebbe essere gestita dal servizio pubblico, invece negli ultimi anni la gestione dell'acqua viene affidata ad aziende private che accumulano utili sulla nostra pelle, sono state raccolte più di un milione e quattrocentomila firme per dire no alla privatizzazione dell'acqua, Domenico Finiguerra ne parla diffusamente in questo articolo:

Il Pd fa acqua Il 19 luglio 2010 sono state depositate in Cassazione oltre 1 milione e quattrocentomila firme per dire No alla privatizzazione del servizio idrico e chiedere tre referendum per abrogare la mercificazione di un bene comune quale è l’acqua, decretata dalla maggioranza di centrodestra.

In quei 600 scatoloni, consegnati con una bella manifestazione di popolo, c’era il lavoro di migliaia di persone, impegnate in banchetti, iniziative, volantinaggi; c’erano appelli e mobilitazioni di intellettuali, artisti, amministratori e semplici cittadini; c’era militanza e senso civico.

Da quei 600 scatoloni usciva un urlo contro l’assoggettamento alle regole del mercato di un bene dichiarato dall’Onu diritto umano e che scatenerà le guerre del terzo millennio.

In quegli scatoloni stava una grande occasione di riscatto per la politica, anche per il Pd.

Ma il maggiore partito del centrosinistra ha deciso di perderla. Avrebbe potuto, dopo anni di scollamento, cercare di recuperare un rapporto con i movimenti, giocare in prima persona (come dovrebbe fare un partito che ambisce a diventare una forza popolare) una partita strategica: quella per l’Acqua Pubblica, segnando così una differenza importante con il centrodestra e rispondendo con i fatti a chi da anni lo accusa di essere soltanto il Pdl meno elle.

Da più parti, sopratutto dalla base, si sono moltiplicate le richieste e gli appelli ai vertici del partito perché il Pd affiancasse il Forum dei Movimenti per l’Acqua. Così come quotidianamente da ogni parte d’Italia diverse sono le voci più o meno forti che chiedono al partito, autodichiaratosi erede dei due più grandi partiti di massa del dopoguerra, di schierarsi per la tutele della terra e del paesaggio.

Tutte queste voci sono rimaste inascoltate forse perché raccogliere queste sfide avrebbe significato smentire gran parte del recente passato (mentre con quello più remoto forse ci si sarebbe riappacificati).

Impossibile smentire coloro i quali, proprio nel Pd, hanno contribuito a preparare, con un lungo e paziente lavoro, il terreno culturale da cui è nata la stessa legge sulla privatizzazione del servizio idrico e di tutti i servizi pubblici locali.
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Ormai tutti abbiamo capito che la gestione del dopo terremoto in Abruzzo è stato un colossale affare per la "cricca" legata alla Protezione Civile guidata da tale Bertolaso, Trentotto Secondi racconta di un altro terremoto, quello del friuli e delle iniziative che sono state prese in quell'occasione:

FRIULI 2



Giorni fa ho conosciuto l’architetto Luciano Di Sopra. Un uomo di 74 anni che fece i piani di ricostruzione in Friuli dopo i terribili terremoti del 1976. Un uomo di poche parole che mi hanno riportato con i piedi per terra.
Con lui ho girato per il centro storico dell’Aquila e, paradossalmente, lui mi ha subito detto:
“Ma non è messa così male! In Friuli era tutto raso al suolo e per fare i paini di ricostruzione, tolte tutte le macerie, abbiamo dovuto ritrovare i perimetri delle case, dei palazzi, delle chiese. Qui avete tutte le facciate che stanno su, è più facile, anche se il vostro centro è molto più esteso!”
Poi mi ha detto che la ricostruzione in Friuli iniziò dopo tre anni e mezzo dal sisma ed io ho pensato:
“Bè, insomma, allora non va così male!”
E gli ho chiesto: “Nel frattempo cosa si faceva?”.
E alla sua risposta volevo scomparire.
Dunque a un anno e mezzo dal sisma, in Friuli, avevano la legge regionale, il mezzo attraverso il quale gli enti locali potevano operare. Era stata effettuata una stima scrupolosa del danno e, quindi, la legge poteva essere finanziata precisamente dallo Stato nel tempo. Era quasi terminato lo sgombero delle macerie che furono fonte di guadagno, opportunamente selezionate, riusate, riciclate. Era stato effettuato un censimento della popolazione che metteva in evidenza le necessità.
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Nei giorni scorsi un altro terremoto di pari intensità a quello che ha colpito l'Abruzzo si è abbattuto in Nuova Zelanda, ma forse perchè non ci sono stati morti i media non ne hanno parlato, Pierosky racconta:

Senza morti non c'è notizia

Sabato Christchurch in Nuova Zelanda è stata colpita da un violento terremoto (magnitudo 7.1).

Nonostante la notizia sia stata comunicata a tutte le più importanti agenzie di stampa in Europa e soprattutto in Italia nessun media ha ritenuto opportuno divulgare la notizia.


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Non ci sono stati morti ma la notizia in fondo era proprio questa, un terremoto di grado superiore a quello di Haiti (230.000 vittime accertate) ha provocato solo danni e feriti ma nessuno ha perso la vita.

I danni sono ingenti ma riguardano quasi esclusivamente le costruzioni più vecchie di 40/60 anni, il centro e le abitazioni private hanno subito danni minori e solo alcune dovranno essere distrutte.

Seriamente compromesso il sistema idrico e oltre alla mancanza di energia elettrica si è dovuto immediatamente risolvere il problema delle acque contaminate.

Oggi è martedì, si pensa di riaprire le scuole non lesionate, e si sta lavorando tenacemente per permettere alle persone di tornare al lavoro in tempi brevi, è nuovamente funzionante la raccolta dell’immondizia, l’energia elettrica ripristinata e nessun abitante è costretto a dormire sotto una tenda, ricoveri provvisori sono stati allestiti in edifici pubblici e in molti sono stati accolti da vicini o amici.

Farm private hanno distribuito gratuitamente latte e cibo (la gente era senza soldi senza energia elettrica non funzionano i bancomat) e molti cittadini hanno aiutato a risistemare le merci sugli scaffali dei negozi e dei supermercati, studenti universitari per strada a levare macerie.

Il 6 aprile del 2009 in Abruzzo il terremoto (magnitudo 5.8) si è portato via 308 vite, ferite 1600, ha distrutto una città e decine di paesi intorno, a distanza di un anno e mezzo migliaia di persone non hanno ancora una sistemazione dignitosa, la solidarietà è stata uccisa dall’ arroganza di chi ci governa e dalla protezione civile che ha gestito il dopo terremoto con metodi militari, negando ai residenti di partecipare attivamente alla ricostruzione, chiudendo i centri storici e relegandoli in “tendopoli caserme”.

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Alcuni giorni addietro durante la festa dell'Unità a Torino, il rappresentante sindacale Bonnanni è stato duramente contestato dai cittadini presenti alla manifestazione, addirittura è stato sfiorato da un fumogeno lanciato sul palco, il commento di Arguzia:

Di fischi, fumogeni e servi dei servi.

Ok.
C'ho pensato.
Appena ho letto della contestazione a Bonanni la sola cosa che m'è venuta in mente è stata "GODO!".
Poi però mi sono sentita troppo superficiale e ho pensato ancora.

Ecco il frutto dei miei faticosissimi pensieri.

Bonanni è un sindacalista.
Io sapevo che il sindacalista è uno che sta in un sindacato e che il sindacato è quella cosa che tutela i lavoratori. Me l'ha detto Papà e mi ha pure spiegato come dovrebbe funzionare tutta la faccenda.

Per esempio:
Padron M. decide che io devo stare alla catena di montaggio per dodici ore, non posso scioperare, non mi posso ammalare, non posso avere gli straordinari pagati e se a Padron M. gli gira il culo me ne posso anche andare a casa e cercarmi un altro lavoro, che tanto lui se vuole sposta tutta la baracca in Romania e tanti cari saluti.

Ecco, se succede questo io vado da Sindacalista e gli chiedo come sia mai possibile che i miei diritti vengano buttati nel cesso dopo anni di lotte, gli dico che io c'ho famiglia e poi anche se non ce l'avessi non cambierebbe niente, perché la dignità del lavoratore bla bla bla.
A quel punto Sindacalista mi interrompe, con una luce strana negli occhi e mi sorride con un sorriso che mammamia, mo' si che sono cazzi acidi per tutti, e va da Padron M. e gli dice che noi non siamo schiavi e quindi è molto meglio che la smette con le sue stronze provocazioni, perché noi gli blocchiamo la fabbrica, noi protestiamo, noi non ci lasciamo intimidire!

Ma Sindacalista non si ferma qui, non è che fa le cose solo nel suo orticello. No!
Sindacalista si batte perché vengano rispettati i diritti e la dignità di tutti i lavoratori, anche quelli che magari lui non ha mai visto e stanno in un'altra città o perfino in un'altra regione, perché non importa chi sei e dove stai: il lavoro è un diritto di tutti e nessun Padron M. del cavolo può calpestarci, nessuno può renderci schiavi.
... Continua

Le elezioni anticipate sono come un elastico, si avvicinano e si allontanano a seconda degli umori dei nostri rappresentanti in Parlamento, nel frattempo il Cavaliere ha iniziato al sua campagna acquisti dei deputati e senatori, il commento di Pyperita:




immagine AquaSixio
Per la campagna acquisti che il nostro inarrestabile premier ha intrapreso sta girando, tra gli altri, il nome di Cuffaro.

Avere carichi pendenti insomma è un valore aggiunto indispensabile; pare stiano infatti valutando l’ipotesi espellere quei pochi dalla fedina penale ancora intatta, perché estranei al DNA del Partito e in grado di costituire un pericoloso precedente :)

A questo punto la soluzione sarebbe rivolgersi direttamente a Regina Coeli, che fornirebbe con discrezione candidati fedeli, volenterosi e soprattutto affidabili.


I baci al sapore di cipolla di Semifreddo al Caffè:

a volte ritornano...

"madre... sta passando belsorriso..."

"uhhh... come mai?"

"dice che deve parlarmi... speriamo che non tenti anche di baciarmi..."

"no vedrai che non lo farà..."

"e non lo so lui è il tipo che non riesce ad avere rapporti di amicizia con una persona dotata di vagina..."

"ehhhh..."

"ma se avessi l'alito che sa di cipolla?... non tenterebbe di baciarmi!"

"non lo farà...vedrai..."

"......"

"......"

"......"

"beh... allora? vado a sbucciare la cipolla?"





Se pensavate di acquistare un SUV, uno di quei bestioni che sfrecciano a trecento all'ora, sono delle bombe viaggianti e consumano carburante come un TIR, leggete il racconto di Natalino Balasso:

Comprare un Suv L’enorme parcheggio è gremito come un provino di x-factor. Centinaia di macchine di gente che ha impegni molto meno importanti del mio. Che ci fanno qua questi perdigiorno? Perché si sono alzati stamattina? Va a finire che arrivo tardi dal pavimentista per la scelta del parquet. Finalmente intravedo un buco libero per parcheggiare, strano che tutti lo ignorino. Quando mi avvicino con l’auto ne capisco il motivo: un enorme Suv è parcheggiato a cavallo della riga occupando due posti auto. Mi viene in mente lo slogan pubblicitario che Hugh Grant recita nel film American Dreamz: “Il Suv grande il doppio del più grande Suv in commercio. Perché vi serve!”

Mi convinco ancora una volta che le persone malvage esistono: comprare un’auto inutile quanto ingombrante è segno dell’inciviltà dei tempi. Questo tizio è sicuramente un troglodita palestrato e a giudicare da come se ne fotte di rubare il posto auto a un altro dev’essere anche arrogante e insensibile. Più avanti trovo un posto libero. Sono puntuale per il mio importantissimo appuntamento, quindi ho il tempo per lasciare un biglietto al troglodita dall’encefalogramma concavo che ha parcheggiato in maniera così scellerata.

Offenderlo o prenderlo in giro con ironia? Beh, un neanderthaliano che compra un Suv non può sapere cos’è l’ironia, meglio offenderlo. E’ a questo punto che arriva il troglodita, ma il suo aspetto non ha niente a che vedere con l’immagine che mi ero creato di lui. E’ un omettino coi capelli bianchi e l’aria gentile, dall’aspetto esile. Appoggia alcuni libri appena acquistati sul sedile del passeggero, sorride ad una signora anziana che passa davanti alla sua macchina. Si direbbe una persona cortese. Mette in moto, ma quando parte la macchina gli si spegne, è pure un po’ imbranato. Forse non è malvagio, forse è solo distratto. Non si è nemmeno reso conto di come ha parcheggiato. Forse ha comprato una macchina enorme perché ha sei figli o magari l’ha visto in un film e non gli è sembrata una cosa stupida. O si è rincitrullito dopo aver visto quarant’anni di televisione. La tv prima ti addormenta poi ti parla nel sonno e sembra dirti di pensare solo a te stesso. Se mettessimo in fila un po’ di slogan pubblicitari degli ultimi quarant’anni, eliminando i prodotti e ascoltando solo il “discorso logico” fatto attorno ad essi, ne risulterebbe un invito a farsi gli affaracci propri fregandosene del prossimo. Ecco un piccolo estratto:
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L'impero del Cavaliere scricchiola, Michele Serra ci svela quello che potrebbe succedere nei prossimi mesi:

La rivolta delle escort

Daniele Capezzone
Daniele Capezzone

L'impero di Berlusconi scricchiola. Dopo la ribellione di Fini, lo scivolone nei sondaggi (meno 5 per cento), la caduta degli ascolti del Tg5 (meno 5 per cento), il cedimento delle scarpe col rialzo (meno 5 centimetri), aumentano i segnali di crisi. Secondo gli studiosi di megastrutture, è tipico delle costruzioni troppo estese sfuggire progressivamente al controllo e collassare. Questi gli altri punti passibili di cedimento.

Escort Fino ad oggi compattamente devote al premier, le escort vivono una stagione irrequieta a causa del lavorio sotterraneo della collega Gianfranca Fini (lontana parente del presidente della Camera) che durante i festini a Palazzo Grazioli contraddice sistematicamente il padrone di casa. Anziché col tradizionale tubino nero prediletto da Berlusconi, Gianfranca si presenta in tuta da ginnastica, e per giunta accompagnata dal marito (un ex pugile del Testaccio, europeo dei mediomassimi). Porta anche i panini da casa, sostenendo che il buffet è disgustoso, e quando il premier si mette al pianoforte indossa ostentatamente le cuffie e ascolta i Metallica. Altre ragazze del gruppo, sobillate da Gianfranca, hanno sfasciato a colpi d'ascia il lettone di Putin e si sono iscritte ai Cobas del settore, che chiedono l'assunzione immediata alla Einaudi di tutte le escort che sono state a Palazzo Grazioli.

Maurizio Belpietro Sfibrato dalla rivalità con Feltri, il direttore di "Libero" non ne può più di uscire ogni giorno con lo stesso titolo del Giornale, "Fini è un finocchio". Vuole una svolta di 180 gradi e ha incaricato il grafico di calcolarla. Il grafico ha suggerito di titolare "Il finocchio è Fini" ed è stato licenziato. Si è fatto avanti, allora, il cronista Giancarlo Fini (un cugino molto alla lontana) che ha proposto di distinguersi da Feltri abbassando i toni e adottando un linguaggio elegante. Belpietro non ha capito la proposta, è entrato in una grave crisi esistenziale e si è ritirato in monastero lasciando al giovane Fini la direzione di "Libero", che uscirà domani in edicola con il titolo "Le azalee: un fiore per ogni occasione".
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L'estate sta finendo, ce lo ricorda Lasvegasbaby con questa pressante domanda:

19° ?????!!?!?! devo uscire col cappotto oggi???giacca


L'amore raccontato da Thesweetair:
Il nostro...

...è un amore che va oltre i confini umani... oltre le leggi fisiche, oltre il tempo e lo spazio, un amore infinito ed incondizionato!

[Thess ❤] 



Gli ultimi commenti di Vauro sulla situazione politica italiana:







Il commento di Altan sulla deportazione dei nomadi:




Per uscire dal pantano in cui siamo immersi il consiglio di Enteroclisma:

DALLE STALLE ALLE STALLE

La lega sentenzia : bisogna uscire dal pantano !!
Vuoi vedere che stavolta ci riusciamo, dopo tanti anni che comandano loro ?


Sull'assassinio del sindaco di Pollica il commento di PV64:

Un minuto di raccoglimento.


http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Un%20minuto%20Low.jpg
... ci sono ancora fatti e notizie che hanno la forza e la capacità di farmi indignare. Ancora una volta. Nonostante tutto. Nonostante uno abbia visto decine di altri casi analoghi passati in sordina e dimenticati nell'arco di poche settimane..... e ogni volta si ripete lo stesso copione uguale a sé stesso.
Ma lo Stato dov'è?

Pillola del giorno: Vanessa Mae - Toccata e fuga