lunedì 28 novembre 2011

Campagna di protesta contro la caccia in deroga

In alto: Immagine tratta dal blog http://orofiorentino.splinder.com/


Uno che arriva ad affacciarsi alla finestra tutte le domeniche all'ora di pranzo per gridare a una folla di turisti in difesa della famiglia e dei figli, ma perchè non si sposa lui?
Fabio Fazio.


Campagna di protesta contro la caccia in deroga

Qui di seguito le ultime iniziative del CABS e un video che documenta la strage di uccelli migratori sulle Alpi:



Video sulla caccia ai migratori sconvolge i naturalisti in tutta Europa:
Il CABS lancia una campagna di protesta contro la caccia in deroga, ossia il massacro di milioni di piccoli migratori sulle Alpi (23.11.2011)


Il materiale video che il CABS ha girato in ottobre sul passo alpino di San Zeno, in provincia di Brescia, lascia sconvolti i naturalisti di tutta Europa: documenta il massacro che meno un centinaio di cacciatori fanno dei piccoli uccelli migratori grazie alla caccia in deroga. Nel giro di un'ora vengono sparati 1.500 colpi, i cacciatori tirano sugli stormi di passo, i pallini e gli uccelli colpiti cadono sulla testa dei volontari del CABS. A cadere sono fringuelli, frosoni e pispole, protetti in Italia ed Europa, ma la cui caccia è autorizzata ogni anno con uno stratagemma dalla Lombardia e Veneto

Qui trovate il materiale video

Una mail di protesta contro la caccia in deroga da inviare al ministro per l'ambiente Corrado Clini la trovate pronta qui...

Germania: volontari del CABS impediscono caccia alle oche artiche in ZPS
Denunciato un ristorante nei pressi che vendeva carne di cigno (21.11.2011)


Venerdì scorso (18.11.2011) cinque teams del CABS hanno impedito una battuta di caccia alle oche in una zona di protezione stabilita dall'UE. Erano 4 i cacciatori che si erano appostati all'interno dell'area protetta per sparare alle oche lombardelle di ritorno al dormitorio all'imbrunire. Appena sparati 5 colpi, i cacciatori sono stati rintracciati dai volontari e costretti ad interrompere l'attività venatoria.

Che vi sia troppo spesso un interesse commerciale intorno alla caccia, lo ha dimostrato anche un ristoratore della vicina Tangermünde, che nonostante il divieto offriva carne di cigno appena cacciato agli avventori. Tanto i cacciatori quanto il ristorante sono stati denunciati alle autorità locali.


Ungheria: la dogana ferma un camion italiano carico carico di....?
11.000 uccelli sparati (08.11.2011)


Nel fine settimana la dogana ungherese ha fermato un camion proveniente dalla Romania che trasportava circa 11.000 piccoli uccelli appena uccisi. Il CABS riferisce che gli animali erano in gran parte allodole sparate da cacciatori italiani in trasferta, ma che vi erano anche circa 1.000 esemplari appartenenti a specie protette: cardellini, verdoni, migliarini, ballerine bianche e pispole. Gli agenti della dogana si sono insospettiti nel notare dei pacchetti diversi dagli altri e aprendoli hanno fatto la macabra scoperta. Il fatto che i cacciatori italiani in trasferta cerchino di far ritornare gli uccelli abbattuti in Italia per poi venderli ai ristoratori di Veneto e Lombardia non è una cosa nuova, ma è testimoniata da numerosi sequestri in Italia e all'estero. Solo a novembre sono emersi 4 casi di importazione illecita di migliaia di uccelli uccisi, spesso di specie protette.

Per leggere di più su questi casi, seguite questo link...


Prima operazione a Castellón: il CABS insieme alle organizzazioni spagnole contro il bracconaggio coi parany (01.11.2011)


Nonostante le numerose condanne inflitte dai tribunali spagnoli e internazionali, le autorità valenziane tollerano, anzi sostengono, il bracconaggio nei più di mille paranys illegali sparsi intorno a Castellòn, al nord di Valenzia. Questi alberi-trappola, ricoperti di vischio, sono comuni e facilmente visibili nei giardini privati, a lato delle autostrade e persino nei retro delle fabbriche. I controlli sono insignificanti, così che ogni anno si permette che più di un milione fra tordi, pettirossi e capinere vengano uccisi impunemente e illeglamente: un vero buco nero per i migratori che passano per la Spagna. Questo ottobre un team del CABS si è unito alle associazioni GECEN, AE-Agró, GER-EA y SEO per studiare la situazione e disegnare una strategia comune contro questo bracconaggio intollerabile.

Qui di seguito alcuni articoli sulle nostre operazioni nel Levante e nel el País. Ancora una intervista con Tolga Temuge, (ex Greenpeace ed ex Birdlife), ora consulente del CABS durante il campo. Per leggere invece di più sul bracconaggio col parany, fate click qui...


La OCSA organizza periodicamente assaggi in strada di stuzzichini vegan, ecco come si può partecipare:

Tra le attività che vogliamo mettere in pratica quando andiamo in strada, tra la gente, riteniamo che un ruolo importante sia giocato dalla diffusione del veganismo. Assaggi in stradaScegliere di concentrarci su questo punto non è dettato da una semplice propensione a suggerire una dieta alimentare, bensì a diffondere un pensiero che può creare prima di tutto una concreta rivoluzione interiore. Ridiscutere prima di tutto le proprie scelte alimentari può provocare un profondo impatto sulla società che ci circonda e sulla domanda di sfruttamento che essa perpetua quotidianamente.

Spesso le persone intravedono nella scelta vegan un gesto 'estremo' e 'settario'. Noi tentiamo, con la nostra organizzazione, di abbattere questi pregiudizi e di portare in strada la possibilità di comprendere, con coscienza, che essere vegan o diventarlo è un gesto di profonda compassione e rispetto nei confronti di tutti gli individui che per il cibo che consumiamo vengono sfruttati e uccisi.

Qual è la cosa più semplice da diffondere se non distribuire assaggi di cibo privo di sofferenza animale, semplice, gustoso, alla portata di chiunque?

Periodicamente cerchiamo di organizzare, in punti di gran passaggio pubblico, banchetti con assaggi vegan gratuiti. Chiunque può entrare in contatto con noi e con ciò che offriamo, interagire con gli attivist* che curano l'iniziativa, comprendere insieme perchè diventare ed Assaggi in strada essere vegan è un primo semplice passo da fare per poter aspirare ad una società di eguali, dove la parola ricorrente possa essere 'rispetto' e non 'sfruttamento'.

E' molto importante per noi portare una riflessione critica ed alternativa in zone dove le persone sembrano sempre impegnate ad acquistare o divertirsi, senza fermarsi a pensare concretamente a chi non ha voce per raccontare cosa gli sta accadendo, in ogni singolo istante di prigionia.
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Grande manifestazione qualche giorno addietro per costringere il comune di Montichiari a far chiudere il "lager dei cani" Green Hill, da Il Fatto Quotidiano:

Brescia, in duemila contro Green Hill
“Da lì 2500 beagle all’anno per vivisezione”

Manifestazione contro l'allevamento di cani destinati alla sperimentazione. Di proprietà di una multinazionale americana, diventerà il centro più grande d'Europa. In corteo anche l'ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, che si dichiara “animalista convinta”, ma è stata accusata di essere solo “in cerca di voti”

In duemila hanno manifestato per oltre cinque ore a Montichiari, in provincia di Brescia, per chiedere la chiusura di Green Hill, il centro che alleva e vende cani destinati alla sperimentazione in laboratorio. Persone venute da tutto il Nord Italia e oltre, per chiedere che il centro chiuda per sempre. Si tratta dell’ultimo capitolo di una battaglia che nel bresciano va avanti ormai da anni. Non sono mancati i momenti di tensione durante la manifestazione. Anche perché nel corteo c’era l’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, non nuova a iniziative animaliste, ma accusata da qualche manifestante di “essere titolare di un salumificio” e di “adottare la causa animalista solo per raccogliere voti”.

Il centro di Green Hill alleva cani di razza “beagle” per i laboratori di vivisezione di tutto il mondo. Si stima che dentro i cinque capannoni del centro siano rinchiusi circa 2500 cani adulti più varie cucciolate. Dopo il tracollo dell’altro allevamento italiano, la Stefano Morini di San Polo d’Enza, Green Hill è diventato il principale fornitore di cani sul mercato europeo, con circa 250 esemplari venduti ogni mese. Tra i suoi clienti figurano laboratori universitari, aziende farmaceutiche e centri di sperimentazione come l’Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande laboratorio europeo. Da alcuni anni Green Hill è stata acquisita da un’azienda americana, la Marshall Farm Inc. la più grande “fabbrica di cani” da laboratorio al mondo.

Dal centro della piccola Montichiari partono stock di animali verso i laboratori di tutto il mondo, dall’America alla Cina. Ma il grosso delle spedizioni resta in Europa, ad esempio in Francia. Nel febbraio 2011, un cagnolino di un anno di età è stato acquistato dalla Cea, il Commissariato per l’energia atomica e le energie alternative francesi. Ma non mancano i compratori italiani, tra cui il Research Toxicology Centre di Pomezia che si trova nel cosiddetto ‘Campus Menarini’ insieme alle due divisioni del colosso farmaceutico italiano, Menarini Ricerche Spa e Menarini Biotech Spa. Sempre a Pomezia figura la Sigma Tau, una società per azioni che dichiara, oltre alla produzione di prodotti farmacologici, anche cosmetici e dietetici. Poi un paio di divisioni, ad Aprilia in provincia di Latina e a Catania, della Wyeth Lederle, multinazionale americana con sede nel New Jersey specializzata in prodotti per la zootecnia e cura di animali domestici e di allevamento. Infine l’Aptuit con sede a Verona, una multinazionale americana con sede nel Connecticut.

“File e file di gabbie con luci artificiali e un sistema di areazione sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori”. Così descrivono quel luogo i membri del coordinamento Fermare Green Hill attivi da anni ed organizzatori di numerose azioni dimostrative contro il canile-lager. Gli animalisti, oltre a contestare la vivisezione in sé, denunciano maltrattamenti e violenze ai cani allevati nel centro, che tiene rigorosamente chiuse le porte al pubblico. Recentemente l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) ha denunciato anche una serie di inadempienze di natura amministrativa per il basso numero di microchip inoculati ai cani e obbligatori per legge.

Ma l’allevamento di cani da laboratorio rappresenta un ottimo business economico, tanto che la Marshall ha previsto un allargamento del centro di Montichiari con l’obiettivo di arrivare a “produrre” 5.000 cani e farne così il più grande allevamento di cani beagle d’Europa. Per un prezzo compreso dai 450 ai 900 euro si possono infatti comprare cani di tutte le età, e aggiungendo qualcosa in più si può comprare una femmina gravida. Green Hill e Marshall Farm inoltre “offrono” ai propri clienti trattamenti chirurgici su richiesta, tra cui il taglio delle corde vocali o l’asportazione di alcune ghiandole.
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Da oggi a Durban in Sudafrica si apre la conferenza Onu sulle sorti del pianeta, per rinegoziare gli accordi di Kyoto sulle emissioni di gas serra, in scadenza nel 2012. Dal Wwf: "Azzeriamo la deforestazione entro il 2020".. dal blog di Beppe Grillo:

Durban, conferenza sul clima, chi rema contro?

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Il mondo è distratto dalla crisi economica e ha accantonato quella ambientale. I governi pensano a come accendere il camino di casa mentre l'appartamento va a fuoco. La chiamano crescita. Dicono che è necessaria per il Pil, per il benessere. Non un solo Stato occidentale ha messo in discussione l'attuale modello di sviluppo. Anzi, nuovi alfieri (più affidabili) di questa economia moribonda stanno sostituendo i vecchi politici alla guida dei governi in tutta Europa. Da almeno 20 anni è in corso una guerra mondiale per l'energia, dai tempi di Bush padre e la guerra in Iraq. L'ultimo conflitto per l'oro nero si è svolto in Libia dove avvengono massacri nell'indifferenza dei nuovi colonialisti. Più energia, più consumi, più potere economico. In questo ventennio di sangue per il predominio delle risorse e di disastri ambientali, si sono susseguite le conferenze per il clima. Rituali, liturgie, prese per il culo. L'ultima fu quella di Copenhagen, la prossima si terrà da lunedì a Durban, in Sudafrica. Si dovrà approvare il "Green Climate Fund", un fondo di 100 miliardi di di dollari da qui al 2020, per aiutare i Paesi in via di sviluppo a combattere i cambiamenti climatici dovuti all'effetto serra. Gli Stati Uniti, che non hanno mai ratificato il protocollo di Kyoto, non hanno firmato l'accordo e con loro l'Arabia Saudita che vuole più contributi per i Paesi produttori di petrolio per la perdita di ricavi dovuti alle misure contro il surriscaldamento globale. Arabia Saudita e USA, il produttore e il consumatore. Obama si sta sbiancando, assomiglia sempre più a Giorgdabliùbush. Nel frattempo il costo del carbone sta diminuendo ed è sempre più utilizzato dalle economie in crisi. Stiamo segando il ramo su cui siamo seduti.
Le multinazionali, le vere grandi elettrici dei governi, vogliono mantenere lo status quo. Il loro obiettivo è il profitto. Greenpeace ha pubblicato un rapporto per Durban "Who is holding us back?" (Chi rema contro?). Chi sono queste multinazionali? "Soltanto negli Stati Uniti, ogni anno si spendono 3,5 miliardi di dollari in attività di lobby a livello federale. Royal Dutch Shell, Edison Electric Institute, PG&E, Southern Company, ExxonMobil, Chevron, BP e ConocoPhillips sono nella lista dei 20 più grandi lobbisti. L'organizzazione non governativa 350.org stima che il 94% dei contributi dell'US Chamber of Commerce siano stati usati per sostenere candidati che negano l'esistenza dei cambiamenti climatici. Associazioni di categoria di settori specifici, come l'American Petroleum Institute, la Canadian Association of Petroleum Producers, l'Australian Coal Association, l'Energy Intensive User Group in Sud Africa o le associazioni europee dell'acciaio e della chimica come la Cefic, la BusinessEurope e l'Eurofer hanno preso apertamente posizione contro le misure per tagliare le emissioni di gas serra e fatto campagne per l'utilizzo indiscriminato di fonti fossili di energia."

... continua


Continua la spoliazione del Bel paese, il debito pubblico sempre più incontrollabile e il governo Monti che prepara le misure "lacrime e sangue", chi spolpa l'Italia? dal sito Libre:

Squali al lavoro: torturare l’Italia, per spolparla meglio

Ci arriva un trader-squalo della City finanziaria di Londra, che sta a guardare il disfacimento della pubblica finanza dello Stato italiano con un gomito appoggiato su una scatola vuota di un Big Mac, il caffè nella tazza di porcellana nell’altra mano e gli occhi che poggiano inespressivi sullo schermo del pc. E dice: «Stiamo assistendo al collasso al rallentatore del terzo più grande mercato di titoli di Stato, quello italiano… è atroce da guardare». E lui sta a Londra, non dentro al furgone del ragazzo di 26 anni che ho tirato fuori da un fosso ieri notte alle 2 e mezza dopo che si era schiantato contro un cancello di una casa di campagna per il troppo sonno.

Nel frastuono di una conduttura di gas che aveva divelto e che sparava metano come il motore di un Jumbo, e mentre gli urlavo di correre via da lì Herman Van Rompuyperché rischiavamo di saltare come due mine, lui ripeteva inebetito: «Non si può, cazzo, non posso fare 6 ore di notte a consegnare i giornali, poi 4 ore a pulire la mensa a Casalecchio, poi altre 4 in discarica…». Poteva essere morto, o paralizzato, e precisamente perché quella cosa atroce da guardare gli ha già tolto l’economia. Ma quello che dovete capire è il balletto dei golpisti: più che atroce da guardare. I titoli italiani non vendono praticamente più, proprio non ci sono compratori, cioè, dato che con l’Euro non sovrano abbiamo bisogno di loro per avere ogni singolo Euro di spesa pubblica, questo significa che l’Italia non può più funzionare.

Chi ci compra i titoli oggi sono finanziatori interni e istituzionali, ma a tassi dal 6,5% al 7,5 e più su, vedrete dove finiranno. Insostenibile, impossibile, suicidio finanziario, perché oltre il 5% di interessi nessun Paese dell’Eurozona può durare, collassa. Abbiamo Monti al governo che deve ottenere un Parlamento e un governo del tutto castrati, impotenti, e obbedienti perché i golpisti finanziari da me più volte identificati e nominati devono poterci depredare e spolpare a sangue. Abbiamo Draghi alla Bce che risponde direttamente a loro. Come si fa a piegare la politica italiana ad Draghi e Montiacconsentire al massacro civico e democratico? La si tortura finché non cede.

Tassi su, Draghi non fa nulla, anzi, gli acquisti di titoli italiani da parte della Bce calano proprio nei minuti in cui i nostri tassi si alzano (la Bce potrebbe calmierare i tassi e mantenerli calmi per anni, se volesse). Monti fa finta di tentennare, aspetta che il dolore divenga insostenibile. Passano i giorni, Monti finge di voler contemplare misure socialmente umane, ma è un balletto. In realtà aspetta che la tortura sia al limite, e poi vedrete che di umano in Italia ci sarà rimasta solo la carne di chi finisce in un fosso alle 2 del mattino perché non può più dormire per vivere.

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La tassa Patrimoniale della quale tanto si parla come nuova misura economica per raddrizzare i nostri conti non può funzionare, lo spiega Stampa Libera in questo articolo:


Siete tra coloro che festeggiano l’idea della patrimoniale, pensando alla Porsche Cayenne del vicino e allo yacht del dentista? Bene, ricredetevi: perché a pagarla saremo ancora solo noi. E intanto nonno corre in Svizzera…

L’idea di una tassa patrimoniale, una tantum, sulle proprietà degli italiani sembra piacere un po’ a tutti. Sicuramente più della reintroduzione della tanto vituperata ICI sulla prima casa. Sarà il sapore della giustizia, dell’“equità”, per dirla alla Mario Monti: hai case, barche, soldi in banca, terreni, azioni? Ebbene, sei ricco, è giusto che paghi più degli altri. E magari, come collaterale, facciamo scucire quattrini anche a un bel po’ di evasori fiscali che se la godono a spese nostre. Ebbene, purtroppo non è così. In Italia, chiunque abbia tre o più immobili, la barca, terreni o altro, se ne guarda molto bene dell’intestarli a se stesso. Esistono migliaia di micro srl nate appositamente per gestire queste proprietà, ogni commercialista è abituato ad aprirne di continuo. E non sto parlando di miliardari e grandi imprenditori: persino il bottegaio sotto casa, se si compra l’Audi A6, la intesta ad una società di comodo o alla sua impresa in modo da poterne anche scaricare le spese.

Quando si discute di patrimoniale, si chiede regolarmente che la si implementi solo per le persone fisiche e non per quelle giuridiche, vista la crisi di cui già soffrono le imprese e i consumi. Indovinate allora chi finirà col pagare la patrimoniale? Esatto: noi, che al massimo abbiamo una casa ed un’auto e non apriamo certo società di comodo.

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Albert Einstein diceva: "Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma so con quali armi si combatterà la quarta guerra mondiale: con pietre e bastoni". Ci sarà la terza guerra mondiale? A ben vedere con quello che sta succedendo in Libia ed in tutto il Nord Africa e visti i precedenti in Iraq e Afghanistan non è da sottovalutare l'articolo su Stampa Libera:

Cari lettori, quello che leggerete in questo articolo non è fantasia e nemmeno qualcosa che sia uscito da qualche organizzazione di “Complottisti”, sono dichiarazioni rilasciate da una persona che nel 2005 era presente a una riunione dell’Elite, anche se non facente parte di queste persone era considerato una persona di fiducia dato che da molti anni lavorava in quella struttura dove spesso l’Elite si riuniva a discutere il da fare e come cambiare il corso della storia a loro favore. Questo gruppo di persone identificata come “Club City of London”, nella quale fanno parte personaggi ormai conosciutissimi a molti di noi, ha deciso di mettere in atto l’Operazione denominata “La Missione Anglosassone” e che vi spiegherò nel miglior dei modi che mi è possibile.

La fase Soft e semi Hard.

Questa fase è stata caratterizzata dalle rivoluzioni nei paesi Arabi del Nord Africa, compresa la semi Hard che si è avuta in Libia, in Libia la parte Hard comincia adesso dopo la costituzione del Governo fantoccio voluto dalla NATO, USA e Israele ma non dal popolo Libico che dovrà essere catapultato nell’Era delle Caverne, questo hanno deciso coloro che si trovavano in quel complesso e deciso di portare tutti i popoli in una guerra Nucleare e Batteriologica con immaginabili conseguenze per tutti, dall’Asia all’Europa, con questo conflitto danno inizio allo spopolamento della Terra come l’hanno progettato e sostenuto fino ad oggi, le preoccupazioni che manifestano Putin e Medvedev hanno una giustificazione consolidata dal fatto che la NATO non ha mantenuto fino a oggi nessuna delle promesse fatte e firmate nei protocolli da ambedue le parti, la NATO ormai si è capito è l’Esercito privato dell’Elite ”Rothschild”.

Con la distruzione del Patto di Versavia l’Elite cercava di appropriarsi della Russia e delle sue risorse, cosa che non gli è riuscita con l’ascesa di Putin al potere, mentre con gli atri che lo hanno preceduto ..compreso Gorby, sembrava che tutto si fosse risolto nel miglior dei modi, Gorby fa parte del Club “City of London” un criminale e nemico dell’Umanità pari ai suoi amici Khazari e Anglosassoni.

Le dichiarazioni tradotte dal filmato:

“La Missione Anglosassone, la Terza guerra Mondiale e l’eredità del nuovo Mondo”.

Nel Gennaio del 2010 abbiamo ricevuto 11 pagine con precise informazioni su una riunione tenutasi da persone fisiche e alte personalità della massoneria “Liberi Muratori”, questa riunione è avvenuta nella città di Londra nel 2005, quello che è stato discusso in quella riunione è da far venire la pelle d’Oca!

I punti su cui si basa la discussione avvenuta in quella Sala.

Questa è una programmata terza guerra Mondiale, che verrà fatta con armi Nucleari e Biologiche, chi ci ha mandato queste informazioni pensa che potrà esserci tra 18–24 mesi a partire dalla data in cui ci sono arrivate le informazioni, cioè quasi fine 2011-2012. Nel programma si parla di un inizio di un attacco da parte di Israele all’Iran, sia la Cina che l’Iran saranno provocati a iniziare un attacco con armi Nucleari che subito dopo seguirà la risposta da parte degli USA-NATO dopo alcuni scambi di attacchi con armi Nucleari ci sarà una Pausa, tutta l’opinione pubblica, cittadini del pianeta saranno messi in paura e isteria totale come prestabilito, questo dovrà facilitare a portare sotto controllo tutti i popoli occidentali usando gli eserciti nazionali e extranazionali in caso di necessità, i piani esistono di già dato che sono stati elaborati e testati in alcuni stati all’insaputa dei cittadini, durante la pausa con armi Nucleari verranno usate armi Biologiche che all’inizio verranno usate solo contro la Cina, nelle informazioni a noi in possesso si specifica che la Cina verrà messa a “Congelare”, questa guerra Biologica si espanderà anche verso l’Occidente cercando di indebolire le infrastrutture fino a un punto critico, questo sarà l’inizio.

Dopo comincerà la vera guerra Nucleare come annunciato, con immense distruzioni dappertutto e perdite di vite umane, questo è la pianificata riduzione ed eliminazione dei popoli che da sempre conosciamo come scritto in molti articoli, questa soluzione dovrebbe portare alla riduzione del 50% della Popolazione sulla Terra, chi ha trasmesso questa notizia lo ha sentito dire durante la riunione tenutasi a Londra.

Questo scenario da orrore è stato pianificato da generazioni, le due prime guerre mondiali sono una parte di questo finale da Apocalisse come anche la Centralizzazione delle Risorse Finanziarie che è stata programmata con incredibile precisione e avvenuta nell’Ottobre del 2008. Come se non bastasse (sempre detto da questa persona) è programmato un finale “Geofisicale” come quello che hanno vissuto i nostri predecessori 11.500 anni fa, se veramente dovrebbero attuare questo piano che non è programmato per il 2012 ma di sicuro per il prossimo decennio, tutta la civilizzazione come noi la conosciamo sarà spenta, facendo apparire di danni causati da una guerra nucleare come un gioco da bambini.

Ho chiesto a questa persona il perché di questa guerra e di tutto quello che verrà dopo, nella sua risposta ho trovato qualcosa di concreto che mi ha lasciato a bocca aperta: “..il tutto è stato programmato per essere sicuri che dopo queste catastrofiche guerre possono costruire un Nuovo Mondo come vogliono loro e sotto controllo totale, le infrastrutture per poter gestire il Nuovo Mondo devono essere costruite durante queste guerre per poi prendere subito il controllo, i rimanenti dovranno chiedere di essere protetti a tutti i costi fino a quando accetteranno le loro condizioni, naturalmente verranno selezionate le giuste nazioni che non subiranno danni o perlomeno pochissimi danni, le giuste persone che loro considerano da poter sottomettere facilmente ricominciare a costruire il Nuovo Mondo per il ciclo dei prossimi 11.500 anni”, quello che è stato programmato in tutta segretezza per generazioni, non è altro che.. a chi lasciare in Eredità la Terra e le sue prossime generazioni se non riusciranno nel loro intendo di assumere e tramandare il potere ai loro “Preprogrammati” eredi.

Chi sono le giuste persone e la giusta razza?

Secondo i loro studi sono arrivati alla conclusione, le persone giuste che dovranno Ereditare la Terra e gestirla secondo i loro criteri, sono i bianchi Caucasi cioè i Khazari, questo potrebbe essere il motivo perché viene denominata “La Missione Anglosassone” con la missione di prendersi il diritto di “Eliminare” il popolo cinese commettendo un Genocidio di immense proporzioni affinchè l’eredità della Terra possa essere acquisita da coloro scelti dall’Elite che dovrà comandare e gestire il rimanente delle popolazioni, questo piano suona cosi abominevole, pieno di razzismo, cosi diabolico e di immense proporzioni che veramente viene la pelle d’Oca, ma tutto corrisponde a quello che da anni molti ricercatori e commentatori hanno sempre ribadito, per me personalmente adesso si presenta una chiara immagine del perché il mondo è cosi, cosi come è e perché tutto questo viene fatto in segretezza, tutto ciò significa di poter mettere una Razza sopra a tutte le altre, il quarto Reich è stato creato vive ancora e messo in atto.

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Una delle soluzioni per evitare guerre e massacri in tutto il mondo sarebbe quella di legalizzare la coltivazione della canapa, questa pianta meravigliosa sarebbe la vera alternativa al petrolio e tutti i suoi derivati, se venisse legalizzata, per esempio in Italia, quali benefici avremmo? L'analisi de Il Fatto Quotidiano in materia:

Legalizzare la marijuana vale un miliardo di euro

Un piccolo suggerimento per supportare questo nostro governo tecnico alle prese con la disperata impresa di reperire risorse finanziarie e denaro fresco. Pochi mesi or sono, in Francia, uscì uno studio di Pierre Kopp, economista, che calcolava, sulla base dei consumi francesi di cannabis, un introito, per le casse dello Stato, pari a circa un miliardo di euro.

Il calcolo sommava, alle entrate dirette in termini di tasse, il venire meno di spese legate alla repressione e alla carcerazione. Giusto l’altro giorno un pover’uomo di Foggia si è visto appioppare 6 anni di galera (sei, dicesi sei ) per avere coltivato 4 piante di marjuana (quattro dicesi quattro). Denaro pubblico mal speso, verrebbe da aggiungere.

Per citare il mio amatissimo Wodehouse vorrei ipotizzare che “sulla base di un calcolo modesto“ in Italia, con moltissime probabilità, le entrate dovute alla tassazione sarebbero superiori a quelle francesi. Per una questione di consumi maggiori rispetto ai cuginastri.

Il problema della Cannabis, con buona pace di Giovanardi, è ancora aperto: i famosi buchi nel cervello per i consumatori sono ancora tutti da dimostrare anche se si può convenire che su alcuni soggetti adolescenti un aumento dei rischi legato all’abuso e a condizioni psico-socio-ambientali difficili, pone un problema psicologico prima ancora che educativo. La dipendenza è ampiamente dimostrata non esistere, come il passaggio automatico da questa sostanza ad altre sostanze maggiormente pericolose. Insomma, il rischio di una nazione di drogati non appartiene alla realtà.

Il problema etico per gli stati europei non dovrebbe porsi , dato che tassazioni e lucro sulle bevande alcoliche sono cosa antica e, da qualche anno a questa parte, anche sul gioco di azzardo non ci si fa mancare nulla. Se aggiungiamo che entrambe queste voci di bilancio incidono su fenomeni ben più gravi rispetto al fumare uno spinello, con conseguenze e costi sociali enormi, si dovrebbe convenire che la morale è una sola: ciò che va regolamentato in uno stato moderno riguarda la diffusione di un consumo, non la sua presunta conformità alle convenzioni sociali.
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Un esempio di vita alternativa al solito meccanismo cittadino viene da un piccolo paese della Toscana, un ecovillaggio in permacultura, da Il Cambiamento:

Un ecovillaggio di transizione nel Comune di Subbiano

Il progetto, nato da liberi cittadini, prevede la costituzione di un 'ecovillaggio di transizione', nel Comune di Subbiano (Ar) ispirato ai principi della permacultura, del cohousing e della decrescita felice. Una opportunità per mettere in pratica l'autosufficienza energetica, idrica ed alimentare, esercitando il mutuo soccorso e condividendo beni e servizi.

subbiano
Il progetto, nato da liberi cittadini, prevede la costituzione di un 'ecovillaggio di transizione', nel comune di Subbiano (Ar)

Cambiare stile di vita? Oggi si può. Nella primavera del 2010, un piccolo nucleo di famiglie e cittadini emiliani e toscani ha dato il via ad un percorso di progettazione partecipata per la realizzazione di un vero e proprio 'ecovillaggio'. Al gruppo si sono presto uniti anche nuclei provenienti da L'Aquila, Roma e Napoli, allo scopo di creare una collettività autosufficiente dal punto di vista energetico, idrico ed alimentare, basata sui principi del 'mutuo soccorso' fra gli eco-abitanti e la condivisione di beni e servizi per ridurre il costo della vita. Un'azione concreta, dunque, in risposta alla crisi economica, culturale ed ambientale che caratterizza i nostri tempi.

In questa piccola collettività allargata ed aperta, infatti, gli 'e-coabitanti' mettono in discussione molti dei principi generali e delle norme che regolano l'attuale concezione capitalistica della società a favore di un futuro più sostenibile, equo ed armonico. Che, tradotto, significa valorizzare il rapporto tra proprietà privata e bene comune per ridurre sensibilmente il costo della vita. Si parte da questo semplice concetto base: “Tu hai un'idea e una moneta. Io ho un'idea e una moneta. Se tu dai una moneta a me ed io do una moneta a te, abbiamo entrambi una moneta. Ma se tu dai un'idea a me ed io do un'idea a te, abbiamo entrambi due idee”.

Da questo semplice concetto si sviluppa un'economia che, oltre ad investire sulle competenze e sui servizi che i singoli 'e-coabitanti' possono offrire alla collettività, mira allo sviluppo di soluzioni ed idee per un'autosufficienza energetica (da fonti pulite e rinnovabili), idrica (acqua come bene primario) ed alimentare (orti sinergici, frutteto biologico, agricoltura biodinamica e giardini della salute).

permacultura
Il villaggio si configura come vero e proprio 'ecovillaggio di transizione' basato sui principi della permacultura, del cohousing e della decrescita

Secondo il Manifesto del progetto, il villaggio si configura come vero e proprio 'ecovillaggio di transizione' basato sui principi della permacultura, del cohousing e della decrescita felice. Che cosa significa? La Transizione è un movimento culturale impegnato nel traghettare la società dall’attuale modello economico profondamente basato su una vasta disponibilità di petrolio a basso costo e sulla logica di consumo delle risorse, a un nuovo modello sostenibile non dipendente dal petrolio e caratterizzato da un alto livello di resilienza.

In ecologia la resilienza è la capacità di un sistema di adattarsi e sopravvivere a eventi esterni anche di tipo fortemente traumatico. In questo caso è la capacità di una comunità di affrontare le difficoltà derivanti dalla riduzione del petrolio e, conseguentemente, della disponibilità di energia.

... Continua


Ormai è ufficiale la piattaforma di blogger italiani Splinder chiuderà il 31 gennaio 2012, un vero peccato perchè i blogger splinderiani sono fantastici, ecco alcune amiche splinder, Oro Fiorentino:

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DIRITTI D'AUTORE


DalfusodiTaiwan:

SPLINDER GRAZIE !!!!

sono stati tre anni felici !





Happysummer:



Nessuno può essere saggio a stomaco vuoto. (G. Heliot )

miss universo
"Non riuscivo a separare la bocca dai bordi deliziosi della sua tazza. Una cioccolata da morire, morbida, vellutata, profumata, inebriante" (Guy de Maupassant)

miss universo
Sai mia moglie cucina dei piatti che si sciolgono in bocca..." "Ah, allora tua moglie sa cucinare..." "No, li serve in tavola prendendoli direttamente dal congelatore!"

miss universo

Il riso abbonda nella bocca degli sciocchi. nella bocca degli intelligenti abbondano gli spaghetti. (G. Vanella)


Mmm… che buona torta… Proprio come solo mamma sapeva comprare! (Stuart Pankin)

miss universo


Gli animali si nutrono, l'uomo mangia, solo l'uomo di spirito sa mangiare. (Brillat-Savarin)

miss universo





Il formaggio nella dieta vegan è bandito come tutti i prodotti derivati dallo sfruttemento degli animali, dal sito VeganRioT un articolo sull'argomento e la ricetta settimanale:

Kechek el fougara
autore: Paolo

Negli ultimi tempi tutti i sedicenti chefs vegan si sono dati un gran da fare a cagliare formaggi vegetali. Non so perché ma l’argomento non ha avuto grande impatto sul sottoscritto, forse probabilmente perché vegano da abbastanza tempo per fare a meno del latticino o perché la socia non ha mai amato i formaggi nella sua vita pre-vegan, con conseguente disinteresse familiare per il bianco alimento. Aggiungerei che il mio minimo desiderio di formaggio o placebo di formaggio viene comunque tenuto a bada nelle vacanze in terre che producono surrogati vegetali come se piovesse. Però questa questione del formaggio vegetale non è così recente; qualcuno nei paesi in cui si faceva una certa fame, faceva fermentare bulgur, il grano spezzato, per diverse settimane, ne modellava il risultato e lo metteva sott’olio, aromatizzandolo con erbette, spezie e semi di quella terra: coriandolo, nigella, sesamo, timo, cumino e via dicendo. Siamo nel Libano e questa antica ricetta, dalla tradizione poco o niente documentata, abbandonata per oltre 50 anni, viene ora tramandata da una signora che ha avuto un certo appoggio da Carlo Petrini & soci, per questo il Kechek El Fougara,o “formaggio dei poveri”, ha ottenuto già da diversi anni il presidio Slow Food. Ho incrociato lo stand della signora un paio di volte al Salone del Gusto di Torino (e qua pioveranno insulti dai più facinorosi; ma anche i facinorosi andranno al supermercato mi domando, o si nutrono di sole barbe di finocchio trovate nel secchio della mondezza nel dopo-mercato?) negli ultimi anni e penso di essere tra i pochi che ne hanno scritto a riguardo ma che hanno contestualmente testato con lingua il formaggio dei poveri libanesi. Che dire? Per essere buono è buono. Potrebbe non incontrare il gusto di tutti perché sa forse un po’ troppo di… fermentazione. Gli aromi sì ci sono, ma non sono così predominanti. Farebbe sicuramente molto piacere incrociarlo più spesso ma temo sia solo ad appannaggio della regione di Tiro e di qualche gran galà per foodies che probabilmente con il vegan hanno poco a che vedere.

... Continua

... La ricetta...
Girandole di tofu e broccoli

Girandole di tofu e broccoli
autore: Paolo
1 ora
3-4 persone

1 broccolo romanesco
200 g di tofu al naturale
220 g di farina di semola rimacinata
2 cucchiai di margarina vegetale
2 tazze di latte di soia non zuccherato
2 cucchiai di farina di grano tenero
½ spicchio d’aglio
Noce moscata
Pepe nero
Olio extravergine di oliva
Sale marino

Associo le girandole a giovanili e spensierati pranzi domenicali spesi a casa di mia nonna. Sebbene ottima cuoca, come tutte le nonne che si rispettino, lei le girandole le comprava già pronte, surgelate. Nei miei ultimi 15 anni e passa di vita vegan - gastronomica le girandole riappaiono una sola volta, da me confezionate, belle come il sole, geometricamente perfette, da copertina di un libro di ricette. Ma il panno con cui le avevo bollite aveva conferito loro quell’inconfondibile sapore ed odore di un eco-dixan… Da quel giorno, la strada delle girandole non si è mai più incrociata con la mia. La garza alimentare in cui bollo il seitan, oggi però farà da paciere tra me e le girandole, dopo un ripetuto ammollo in acqua…a scanso di equivoci.
Dividete il broccolo lavato in cimette, pelate il torsolo, affettatelo in cubetti, quindi cuocete tutto a vapore in acqua salata. Nel frattempo impastate la semola con 110 ml di acqua ed un filo d’olio, energicamente per una decina di minuti. Incellophanate la palla ottenuta e lasciatela in frigorifero. Passate al mixer il tofu, senza aggiungere liquidi, salate e tenete da parte. Prendete il broccolo una volta tenero e ripassatelo in padella in olio in cui avrete soffritto gentilmente il mezzo spicchio d’aglio finemente tagliato. Girate spesso, e dopo 5-6 minuti trasferite il broccolo in un recipiente piatto, e schiacciatelo con un pesta-patate (non lo schiacciapatate…) od i rebbi di una forchetta grande. Non si vuole ridurre il broccolo in crema come il tofu. Trasferite quindi il tofu nella stessa padella e lasciatelo andare qualche minuto, così da eliminare liquidi in eccesso, quindi aggiungete il broccolo ripassato, amalgamando bene il tutto sul fornello. Levate dal fuoco, aggiustate di sale se è il caso e lasciate raffreddare. Riprendete la pasta da frigo e stendetela più e più volte nell’apposita macchina manuale, fino ad ottenere una sfoglia abbastanza fine, altezza 4. tagliate la sfoglia in due pezzi uguali di circa 30 cm, sovrapponetene gli ultimi 2 cm, bagnateli leggermente e muniti di mattarello, uniteli a formare un’unica grande sfoglia. Distribuite quindi il composto ormai a temperatura ambiente, omogeneo su tutta la superficie della foglia, lasciando libero almeno un centimetro di diametro. Avvolgete su sé stessa la sfoglia ed il composto, quindi avvolgetela nella garza o panno da cucina possibilmente bianco, pulito ma che non sappia di Coccolino Concentrato. Se bene avvolto non servirà sigillare il tutto con corde e paranchi. Poggiate il serpente di pasta in una pentola capiente, in orizzontale ovviamente. Riempite d’acqua, sovrastando la pasta, salate e lasciate bollire a fuoco medio almeno una ventina di minuti. Levate dal fuoco, scolate delicatamente e lasciate sgocciolare e raffreddare. Nel frattempo in un tegame sciogliete a fuoco lento la margarina. Aggiungete un cucchiaio di farina e mescolate con una frusta. Unite quindi il latte di soia, salate e lasciate a fuoco medio-basso per una decina di minuti. Il risultato dovrà essere una besciamella abbastanza lenta, eterea, da cucchiaio e non da coltello, per intenderci. Unite una munifica dose di pepe nero ed una grattata di noce moscata. Passate una noce di margarina vegetale su tutta la superficie interna di un pirex capiente. Riprendete il serpente di pasta e tagliatelo in fette di 1,5 cm, massimo 2, con la massima cautela. Disponete le fette all’interno del pirex una vicino all’altra. Cospargete le girandole di besciamella vegetale e lasciate nel forno già caldo a 200° per un quarto d’ora. Sfornate e servite calde.


Parliamo delle miserie di casa nostra attraverso le vignette di Enteroclisma:

MO' CI PENSO IO !!!

Supermario vola da Angela e le mostra le sue misure,
che lei stessa definisce IMPRESSIONANTI !!!
Non sappiamo cosa le abbia mostrato realmente,
ma sembra che la tedesca gradisca la linea DURA !!


CHI LA FA L'ASPETTI

La paffutella Angela non si può certo definire un'amica dell'Italia.
Tra sorrisetti e tiri mancini all'economia nostrana, stretta nelle sue proverbiali giacche mira alla supremazia economica dell'Europa.
Ma le cose non vanno proprio come vorrebbe.
La crisi non risparmia nessuno - neanche i più presuntuosi - ed anche i titoli di stato tedeschi annaspano.


Dice il saggio:
non sputare per aria, perchè poi ti ricade in testa.

ASSASSINIO PREMEDITATO


GENTE CHE CONTA

Tempo di domande e risposte.
Ma certe risposte non sono così semplici da dare ...


IL TACCHINO CHE SPENNAVA I POLLI

24 novembre: in America si festeggia il Giorno del Ringraziamento mangiando tacchini a tutto spiano.






.. E di PV64:
Dietro le quinte ( 1, 2 e 3)
http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Dietro%20le%20quinte%201%20e%202%20Low.jpg

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Dietro%20le%20quinte%20%283%29%20low.jpg

Un grazie a Lara Cardella e a Massimiliano Roberti per avermi suggerito l'idea per le battute... :)
http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/SilvioSempreSilvio%20low.jpg

Pillola del giorno: Daniele Luttazzi - La Macchina Da Scrivere - Tutte le puntate



lunedì 14 novembre 2011

Ciao ciao Berlusconi, ma non è il momento di festeggiare

In alto: Immagine tratta dal blog http://ladyelly2008.splinder.com/


Prima dell'arrivo dei nostri fratelli bianchi,e del loro tentativo di trasformarci in uomini civilizzati,noi indiani non avevamo prigioni.
E di conseguenza non avevamo nemmeno delinquenti:senza prigioni non possono esserci delinquenti.
Non avevamo serrature o chiavi:quindi non c'erano ladri. Se qualcuno diventava così povero da non avere un cavallo,una tenda o una coperta,gli venivano dati in dono.Eravamo così incivili da non dare valore alla proprietà privata.
Desideravamo possedere cose solo per poterle donare.
Non conoscevamo nessun tipo di denaro,così non usavamo nessun parametro per calcolare il valore di una persona.Non avevamo leggi scritte,nè avvocati,nè politici,così non ci potevamo imbrogliare l'uno con l'altro.
Prima dell'arrivo dei bianchi eravamo conciati male e non riesco a capire come potevamo cavarcela senza tutte quelle cose fondamentali che ,come ci dicono sono alla base di una società civile.
Cervo Zoppo capo Sioux.



Ciao ciao Berlusconi, ma non è il momento di festeggiare

Sabato 12 novembre per l’Italia è stato un grande giorno. Non tanto per le dimissioni di B., ma per la modalità della protesta che ha consentito veramente di mettere la parola “fine” a questa epoca, come nel '48 è finita l'epoca del Mascellone... Dopo questa giornata, il Cavaliere non avrà più la forza di ripresentarsi. E questa è la più bella notizia. Per questo sarà giusto segnare sui nostri calendari la data del 12 novembre come la nuova festa di liberazione. Delle dimissioni del nostro amato ex premier e del futuro del paese ne parliamo più avanti in questo post, adesso un ringraziamento, da OCSA:

SERATA BENEFIT PER 'LE BAMBINE': GRAZIE!

Scriviamo un breve pensiero, un ringraziamento per quella che, a nostro parere, è stata una splendida serata. Realizzarla non è stato facile, era stata pianificata da tempo per sabato 19 novembre. I recenti fatti accaduti a Green Hill e il conseguente corteo nazionale fissato per la stessa data ci hanno forzato a 'prendere il rischio' di anticiparla a sabato 12, non avendo altre date disponibili. Ci siamo ritrovati a poco più di una settimana dall'evento con tutto da organizzare per bene e da promuovere.

Alla fine è uscita fuori una serata molto importante, coinvolgente e realizzata grazie al contributo di chiunque: da chi ha partecipato e sostenuto attivamente cenando e dando un'offerta per il progetto 'Le Bambine', a chi ha collaborato in maniera pratica cucinando, servendo ai tavoli e fornendo tutto l'aiuto necessario per una bella realizzazione dell'evento. Un ringraziamento particolare va anche a ragazzi/e del progetto PossibilMENTE che ci hanno permesso di realizzare tutto ciò nella loro sede e ad Antonio e Laura, responsabili del Parco Faunistico di Piano dell'Abatino, che con i loro interventi sulle attività della struttura e sulla vita degli animali che vi sono ospitati, hanno reso la serata ancora più piena di significato.

Ci sentiamo di affermare con quasi assoluta certezza che nei prossimi mesi replicheremo un evento informativo riguardante il Parco, probabilmente in una formula diversa. Pensiamo che parlare di ciò che accade agli animali, del modo in cui vengono recuperati e di come operano posti come la struttura situata a Piano dell'Abatino, sia fondamentale soprattutto per chiunque si definisca 'attivista' o persona sensibile alla 'questione animale'. Spesso si tende quasi a spersonalizzare gli animali, a non dare forma reale a tantissimi esseri senzienti, individui con una vita sociale come la nostra, che esistono come chiunque di noi, non solo nei video, nelle immagini o nei cartelloni esposti in strada, ma nella realtà.

... Continua


A proposito di alimentazione naturale e sfruttamento degli animali, AgireOra segnala alcuni spot pubblicitari sugli allevamenti intensivi e su come cibarsi in maniera sana e consapevole, da vedere e divulgare:



Passiamo adesso al giorno della liberazione dell'Italia dal Cavaliere e ai futuri possibili scenari che ci aspettano, qui di seguito una serie di articoli sull'argomento, da Il Cambiamento:

Ciao ciao Berlusconi, ma non è il momento di festeggiare

Berlusconi e Monti
Berlusconi e Monti, il passato ed il futuro dell'Italia, il primo responsabile di uno dei capitoli più bui del nostro paese, il secondo emissario di forze internazionali che mirano a depredarlo delle proprie risorse

Certo, dopo 17 anni ce lo saremmo immaginati in un altro modo. Non mancano le feste e i caroselli, le grida di giubilio per le strade, le piazze gremite di gente e di bandiere. Ma la sensazione di fondo è quella di una gioia che non riesce ad esplodere. Quello che con ogni probabilità è l'addio definitivo di Silvio Berlusconi alla politica merita oggi giusto un melanconico brindisi, un'alzata di calici alla fine di un'era buia del nostro paese, con la felicità uccisa sul nascere dalla mancanza di prospettive future confortanti.

Immagino che qualcosa di simile possano averlo provato i popoli libici o iracheni, quando hanno festeggiato la fine di una dittatura salutando al tempo stesso l'avvento di un'altra, forse persino peggiore. Già, perché se un Saddam e, ancor più, un Gheddafi erano figli della storia e della cultura del proprio paese, frutti degeneri del proprio albero, la dittatura avventizia ne era del tutto estranea, e somigliava piuttosto ad un'invasione.

Similmente, Silvio Berlusconi appartiene alla nostra storia. Al lato peggiore della nostra storia, fatta di mafia e di logge massoniche, di corruzione, di inganno delle masse, di populismo di comodo. Ma ogni tratto della sua figura e ogni aspetto della sua controversa parabola personale e politica è riconducibile alle fila delle vicende italiane.

Dai finanziamenti ottenuti dalla Banca Rasini - la principale banca usata dalla mafia nel nord Italia per il riciclaggio di denaro sporco, che aveva come clienti Totò Riina, Bernardo Provenzano, Pippo Calò - per avviare la sua carriera d'imprenditore nel campo dell'edilizia, nel 1961, alle pressioni su politici e ministri, qualche anno più tardi, per ottenere il cambio di alcune rotte aeree dell'aeroporto di Linate, che a causa dei decibel eccessivi rendevano difficili da vendere gli stabili di Milano 2.

Per non parlare dell'amicizia con Craxi, sotto la cui ala protettiva nasce e cresce la figura politica di Berlusconi. Fu Craxi, nel 1984 ad evitare con una prima legge ad personam la chiusura delle reti Mediaset, ree di aver infranto il monopolio delle tv di stato. Berlusconi ebbe poi a ringraziare con una letterina inviata all'allora primo ministro – che inizia con “Caro Bettino grazie di cuore per quello che hai fatto” - ed una tangente di 21 miliardi di lire, passati attraverso la società All Iberian.

Fra i mille processi che caratterizzano la parabola di Berlusconi spiccano quello che riguarda le stragi del 1992-93 e quello per mafia. Nel primo gli inquirenti hanno a lungo indagato sulla sua presenza fra i mandanti a volto coperto della morte dei magistrati Falcone e Borsellino, nel '92, e delle stragi di Firenze, Roma e Milano, l'anno successivo. Nel secondo Berlusconi è stato indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco, ma nel 1998 l'indagine è stata archiviata per scadenza dei termini massimi concessi, nonostante i numerosi indizi sui rapporti di Berlusconi e Dell'Utri con uomini di Cosa nostra e la condanna del secondo a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

E poi gli innumerevoli processi per corruzione, ed una carriera politica costellata da leggi ad personam e disprezzo per gli avversari politici e – soprattutto – per la volontà popolare (quest'ultimo mal celato da un finto populismo, sgretolatosi in fretta non appena i suoi interessi si sono allontanati da quelli del suo elettorato).

Insomma, il nome di Berlusconi spunta in molte delle vicende più oscure della nostra storia, compresa quella della loggia massonica P2 di Licio Gelli; egli annovera fra i membri del suo entourage rinomati mafiosi, faccendieri, massoni. Per questi motivi avrebbe avuto un sapore diverso se a porre fine al suo percorso politico fosse stata una sollevazione popolare, un movimento intestino, piuttosto che una tempesta finanziaria internazionale, sorretta e convogliata sul nostro paese da poteri che hanno le proprie origini altrove. E se a prendere il suo posto fosse stato un soggetto democraticamente eletto, magari figlio della cultura legalista, pacifista e ambientalista che da anni si oppone all'ex presidente del consiglio.

Invece, se andiamo ad analizzare la figura che si prospetta come leader dell'instaurando governo tecnico, il grido di gioia per la fine dell'era Berlusconi rischia di morire in gola, sul nascere. Mario Monti è un emissario diretto di quelle forze ultraliberali che premono sui governi nazionali per imporre altre ondate di privatizzazioni e deregolamentazioni, facendole passare come ricette anticrisi. È la figura scelta per perpetuare il furto di democrazia, diritti e beni materiali ai danni del nostro paese, il dottore che ci farà ingerire l'amara pillola, propinandocela come medicina.

Il meccanismo è noto, ed è illustrato con chiarezza nel documentario “Shock Economy” curato da Naomi Klein. La giornalista e scrittrice canadese spiega come il sistema capitalistico neoliberista, nato dalle teorie dell'economista Milton Friedman in opposizione politiche keynesiane, utilizza gli stati di shock emotivo per imporre alle popolazioni misure che altrimenti non sarebbero disposti ad accettare. Gli shock possono essere provocati da catastrofi naturali, guerre, crisi economiche. In ciascuno di questi casi il risultato non cambia. È avvenuto in Cile con il regime di Pinochet, amico e seguace di Friedman, si è ripetuto ad Haiti dopo lo Tsunami – tutte le spiagge sono state privatizzate – e avviene nelle recenti guerre in Iraq, Afghanistan e Libia.

“Stiamo assistendo ad un trasferimento di beni di dimensioni incommensurabili – spiega la Klein nel documentario – dalle mani pubbliche, dei governi (soldi presi dalla gente comune, sotto forma di imposte), nelle mani delle persone e delle imprese più ricche del mondo, tralasciando di dire che sono le stesse persone e imprese che creano questa crisi”. E tutto ciò avviene proprio attraverso la “Dottrina dello shock”, ovvero “ il sistematico saccheggio della sfera pubblica dopo un disastro”.

Mario Monti ha tutte le caratteristiche per essere il nostro “Dottore dello shock”. Si è formato negli Usa, dove ha conseguito una laurea a Yale ed è cresciuto sotto l'influenza di Zbigniew Brzezinski, influentissimo politologo statunitense alla base di molte delle decisioni strategiche nella politica estera americana degli ultimi quarant'anni.

Dopo essere stato rettore e presidente della Bocconi, è diventato, a partire dal 2005, international advisor della Goldman Sachs, la più potente banca d’affari americana, che condiziona mercati e governi. Per dare un'idea dell'influenza della Golman Sachs sulle politiche mondiali, basta citare le parole del trader indipendente Alessio Rastani e riportate da un interessante articolo del Fatto Quotidiano: “i governi non governano il mondo, Goldman Sachs governa il mondo”.

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E sempre da Il Cambiamento il resoconto dei festeggiamenti a Roma:

Roma in festa, Berlusconi si dimette. "Io ero là e ve lo voglio raccontare"

Cade il Governo Berlusconi. In molti si chiedono cosa accadrà ora, quali le prospettive, le conseguenze politiche ed economiche, le alternative. Ma in tutto questo, non dobbiamo dimenticare le emozioni, i pensieri e le riflessioni di chi questa giornata l'ha vissuta. Da spettatore o spettatrice consapevole di una Roma apparentemente risvegliata.

La città mi è sembrata 'impazzita', un'euforia strana  pullulava per le strade
"La città mi è sembrata 'impazzita', un'euforia strana pullulava per le strade".

Quanto segue è il resoconto di una calda giornata di novembre. So bene che "caduto un Berlusconi, se n'è fatto presto un altro". E che Monti, o Dini, o le elezioni, potrebbero portarci in una situazione persino peggiore di quella vissuta fino ad'ora. Ma in questo articolo voglio raccontare quanto ho vissuto oggi. Emozioni, pensieri, sensazioni di una donna proiettata nel cuore di un momento.

12 Novembre 2011. Si è definitivamente (?) conclusa l'era che ha visto come protagonista della scena politica italiana Silvio Berlusconi. Mentre scrivo sono state annunciate le dimissioni ufficiali dell'ormai ex premier e solo in pochissimi canali televisivi si discute di ciò che è accaduto, su quello che è stato e quello che sarà. Il resto delle reti, piuttosto che informare il popolo, preferisce 'custodire' il proprio palinsesto raccontando storie strappalacrime da un lato e dall'altro canticchiando qualche bella canzonetta.

Generalmente non mi capita di uscire con la macchina fotografica, stamattina, però, ho consapevolmente deciso di portarla con me, completamente ignara di ciò che avrei vissuto.

Ieri, 11-11-11, in molti avevano annunciato una ipotetica fine del mondo, non si sa poi in base a quale teoria o premonizione. Naturalmente non è successo niente del genere, anzi. Ho letto da più parti di un diffuso senso di consapevolezza che, in ogni angolo del pianeta, ha generato una corsa all'organizzazione di eventi ed incontri di meditazione e assemblee pacifiche e creative per celebrare questo giorno come un momento di grande risveglio.

Proprio all'indomani di questo giorno in Italia è 'caduto il governo'. Finalmente direbbero alcuni. Per tante volte in molti ci avevano creduto rimanendo delusi a causa degli 'Scilipoti di turno'. Che lo stesso Berlusconi abbia consapevolizzato che non aveva più senso andare avanti così? Può darsi. Sta di fatti che si apre una nuova pagina politica, in realtà non solo politica. Un momento di risveglio, si spera. Un autunno caldo, non solo per le temperature quasi estive come oggi a Roma, ma anche per gli eventi che stanno coinvolgendo ogni angolo di mondo, e in questo momento in prima persona noi italiani.

È stata proprio la ricerca di qualche 'gusto' autunnale a farmi imbattere con la folla stanziata di fronte Montecitorio
"È stata proprio la ricerca di qualche 'gusto' autunnale a farmi imbattere con la folla stanziata di fronte Montecitorio". Foto di Salvina Elisa Cutuli

È stata proprio la ricerca di qualche 'gusto' autunnale a farmi imbattere con la folla stanziata di fronte Montecitorio, sede della camera dei deputati, oggi pomeriggio a Roma. Intenta a sbucciare le appena comprate caldarroste non riuscivo a spiegarmi il perché di tanta gente. Dopo qualche secondo 'sono ritornata in me' e il mistero si è svelato da solo. Tutta quella gente aspettava la fine. Chi esultava e chi si faceva intervistare per gridare al mondo la propria disperazione, chi fotografava – anche io l'ho fatto! – e chi aspettava silenziosamente e semplicemente qualche cenno proveniente dal 'quel' palazzo. Erano le 17.30, cominciava ad imbrunire e a calare un po' la temperatura. La folla, invece, aumentava sempre di più e con essa un fermento pacifico, un desiderio di cambiamento e di rinnovamento.

È stata un'emozione forte. Le stanze ai vari piani del palazzo erano illuminate, in alcune di esse si vedevano degli uomini al telefono che guardavano in basso, verso la piazza, fuori da quelle stanza dove si stava decidendo il futuro dell'Italia.

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E ancora da Megachip:

Il governo di Mariomonterminator

mariomonterminator

E così, dai e dai, è rispuntata l’ipotesi del governo-Monti. Una soluzione alla Greca. È così che lavora il Potere. L'Europa sta diventando la fotocopia in B/N del governo USA, pieno di persone di Wall Street. Ma almeno negli USA ci sono i variopinti colori del potere. Qui c’è ormai solo il grigiore del volgo disperso. Evviva, dopo anni di attacchi, di fatto mai politici ma a base di “conflitti d’interesse” (perché quelli che stanno arrivando non ne avranno, vero?), e soprattutto di mignotte (e chi è colpa del suo mal ...), dopo questa fiera battaglia di civiltà, le truppe straniere ci stanno liberando da Berlusconi.

E il premio sperato, promesso a quei forti,

sarebbe, o delusi, rivolger le sorti,

d'un volgo straniero por fine al dolor ?


Siamo ad una congiuntura drammatica. O si crea un ampio fronte sociale di resistenza o il futuro del Paese, cioè di tutti noi, sarà quello della sopravvivenza negli atri muscosi, nei fori cadenti, nei boschi e nelle arse fucine stridenti (quelle che rimarranno in piedi). Tutti quanti bagnati di servo sudor.

... Continua


Da Megachip Alta finanza e fine della politica:

Monti, alta finanza, fine della politica


fatdollardi Gaetano Colonna - clarissa.it.
Con nota di Pino Cabras in coda all'articolo.

L'attuale crisi economica ha la sua origine nella speculazione che nel corso degli anni Novanta e nei primi anni del nuovo secolo, grazie alla creazione dal nulla di moneta e a nuovi strumenti di scommessa sul valore futuro di titoli e materie prime (futures, bond, derivati, ecc., nel complesso stimati prudenzialmente in oltre 500.000 miliardi di dollari, più di 10 volte il PIL mondiale), ha consentito straordinari profitti alle grandi società multi-nazionali dell'alta finanza, determinando una "moltiplicazione del debito" a carattere di massa, mai conosciuto in precedenza nella storia mondiale.

Quando la crisi è esplosa, tra l'estate del 2007 e l'autunno del 2008, il governo statunitense in primo luogo e, su sua spinta, l'Unione Europea, hanno fornito uno straordinario sostegno finanziario alle principali società finanziarie, dopo il crollo di alcune di esse (14 settembre 2008, fallimento della Lehman's Brothers): migliaia di miliardi di dollari sono stati rastrellati sui mercati dei capitali per supportare le istituzioni finanziarie, in tal modo assicurando impunità ed immunità al mondo della finanza speculativa, evitando che la grande bolla dei "titoli tossici" esplodesse, rivelando l'inconsistenza in termini reali degli asset dichiarati dalle maggiori istituzioni finanziarie.
Oltre a riversare le perdite delle grandi banche sulla collettività, nel momento in cui la crisi globale del sistema produttivo statunitense fa dell'economia Usa il grande malato mondiale, la strategia della presidenza Obama ha gettato sull'Europa, che tentava di bilanciare il sostegno all'alta finanza con la conservazione dell'economia sociale di mercato di impronta mitteleuropea, la responsabilità del cosiddetto "debito sovrano" mondiale, nonostante spesso in Europa, come nel caso italiano, il debito pubblico, segno distintivo di un'inefficienza derivante dai condizionamenti della partitocrazia, si accompagna in realtà a economie vitali e dinamiche, assai meno schiave del debito di quelle anglo-sassoni.
La crisi finanziaria di Wall Street si è così trasformata, nel corso del 2011, in un vero e proprio attacco al sistema politico-economico dell'Unione Europea, spinto ad arroccarsi intorno alla difesa della moneta unica, in quanto privo di una qualsivoglia proposta alternativa: la Grecia, un'economia drogata dall'ingresso del Paese nell'euro, ha così rappresentato il tallone d'Achille dell'Unione, occasione ideale per la leadership europea imperniata su Germania e Francia di allinearsi fedelmente alla politica nordamericana di supporto alla finanza internazionale, senza riuscire ad elaborare strategie diverse da quelle che un tempo si chiamavano del Washington consensus, dimostratesi perdenti negli anni Novanta, come insegnano oggi il caso Argentina ed il caso Islanda.
Sulla Grecia e poi sull'Italia, i Paesi mediterranei nei quali lo Stato nazionale moderno è storicamente debole e soggetto al condizionamento dei poteri forti, si è quindi concentrato l'attacco della speculazione finanziaria nel corso dell'estate 2011, grazie ad un'accurata regia delle società di rating (che, controllate dai maggiori fondi di investimento internazionali, hanno sostenuto le società della speculazione anche quando prossime al fallimento) e dei maggiori gruppi finanziari: assumere il controllo di questi Paesi diventa ora strategico, affinché il salvataggio della finanza speculativa sostenuto dalla moneta europea non travolga economie come quella francese e tedesca, crisi che potrebbe suscitare una reazione europea contro le scelte degli Usa.
Proprio quando, come suo ultimo atto alla guida del Financial Stability Board, Mario Draghi stilava la lista delle Global Sistemically Important Financial Institutions (G-Sifi), le 29 banche a livello mondiale, fra le quali undici banche europee, too big to fail ("troppo grandi per fallire"), i due anelli politicamente più deboli dell'Unione Europea, Grecia e Italia, vengono posti sotto il controllo delle istituzioni comunitarie, del FMI e della stessa amministrazione americana (si vedano gli arroganti moniti del ministro statunitense dell'economia Timothy Geithner, in occasione della sua inusuale partecipazione al vertice Eurogruppo dell'11 settembre, su invito di una compiacente Polonia).
Poi, dinanzi al rischio di reazioni e resistenze "politiche" nei due Paesi (il referendum in Grecia di Papandreu; i tentativi di guadagnare tempo di un Berlusconi sbeffeggiato dai partner comunitari), si arriva allo straordinario, all'inedito, alla diretta imposizione di candidati "tecnici", premier espressione degli interessi finanziari internazionali, quali apertamente sono Mario Monti e Lucas Papadimos.
Si tratta di un'imposizione che colpisce alla radice i principi essenziali insieme della sovranità politica (come teorizzata a partire dal Seicento) e della democrazia rappresentativa (come organizzata a partire dal XIX secolo): abbiamo infatti per la prima volta l'ascesa di capi di governo non espressi né dalle istituzioni parlamentari né dalla stessa Nazione, una manifestazione realmente nuova dell'arcanum imperii, nella quale a un "colpo di stato" si somma un "colpo allo Stato", nel senso che in questa maniera si annienta istituzionalmente il cuore giuridico dello Stato-nazione moderno, senza alcun bisogno di una rivoluzione alla 1789 e alla 1917, vale a dire come la intendevamo finora - a dimostrazione della fine della politica.
Non colpisce che si sia finalmente arrivati a mostrare che il re democratico "è nudo" dinanzi al potere patologicamente acquisito, nel corso del XX secolo, dal capitalismo finanziario internazionalizzato. Non sorprende nemmeno che il mondo dei grandi interessi economici, di orientamento sia massonico che cattolico, plauda oggi all'ipotesi Monti in Italia. Da questo punto di vista, si tratta di un passaggio storico importantissimo, certo, ma solamente perché dà agli attori mascherati della storia italiana la tranquillità di poter scoprire finalmente il loro gioco che quasi ininterrottamente dura da centocinquant'anni.
Ma quello che è veramente utile, è bene dirlo con estrema chiarezza, è che la sinistra italiana, sostenendo Mario Monti, ha finalmente concluso il percorso su cui è stata abilmente portata per mano, nel corso di meno di un secolo: dalla scelta di servire gli alleati anglo-americani nel '43-45, all'adesione alla Nato con Berlinguer, al supporto alle azioni di polizia internazionale anglo-sassone (Balcani, Iraq, Afghanistan, Libia), all'omaggio di D'Alema alla City londinese, finalmente al sostegno all'uomo di Goldman Sachs, della Trilateral, dell'Aspen Institute, del Gruppo Bilderberg. Chi oggi in Italia si identifica ancora con la sinistra italiana, non potrà dunque più fingere di sapere chi sono i veri padroni e chi sono i loro servi.
Questo ci fa sperare che da ora in poi si possa finalmente tornare a parlare con consapevole spregiudicatezza del ruolo dello Stato, dell'organizzazione dell'economia, del significato della libertà. Solo da qui può partire il cambiamento ed il rinnovamento dell'Italia e dell'Europa.


Nota di Pino Cabras.

L'articolo di Colonna unisce molto bene i punti del disegno politico e finanziario che negli ultimi anni - all'interno delle ramificate dinamiche della crisi globale - ha portato al drammatico precipitare delle crisi italiana e greca, con implicazioni enormi dal punto di vista costituzionale, che avranno conseguenze gravi e durature.

Meno convincente, tuttavia, e a tratti sbagliato, appare il giudizio sulla sinistra italiana, le cui relazioni con la stabile presenza anglosassone nelle vicende politiche nazionali non possono essere certo ridotte a una sorta di coerente percorso di asservimento. Nel 1943-45 era in corso una guerra spietata e globale, che in Italia aveva una declinazione stratificata e complessa di guerra civile, di guerra economica e di classe, nonché di guerra di liberazione, e in cui si intrecciavano le strategie delle potenze in guerra. Le classi dirigenti di quei tempi di ferro e di fuoco valutavano i rapporti di forza in modo molto pragmatico. L'alleanza che legava provvisoriamente le potenze anglosassoni e l'Unione Sovietica si rifletteva certamente in guardinghi compromessi e si sporcava le mani in termini di intelligence, diplomazia, rapporti politici, scambi economici. Il che è ben altra cosa che imputare tutto ciò alle sinistre italiane in termini di "scelta di servire gli alleati anglo-americani", laddove il regime che aveva portato l'Italia in guerra fino al punto di non ritorno sceglieva, eccome, di "servire" subalternamente la Germania di Hitler.

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Da Piergiorgio Odifreddi Mario Monti santo subito:

Odifreddi: Mario Monti santo subito?

di Piergiorgio Odifreddi, da Repubblica.it

L’articolo 59 della Costituzione della nostra povera Repubblica stabilisce che il Presidente della Repubblica possa nominare cinque Senatori a vita che abbiano “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario”.

I primi due, nominati da Luigi Einaudi nel 1949, furono il matematico Guido Castelnuovo e il direttore d’orchestra Arturo Toscanini (che rifiutò). Einaudi continuò poi nel modo in cui era partito, scegliendo negli anni uno scultore (Pietro Canonica), uno storico (Gaetano De Sanctis), un economista (Pasquale Jannaccone), un poeta (Trilussa), un archeologo (Umberto Zanotti Bianco) e un politico (don Luigi Sturzo).

Quest’ultima nomina fu l’inizio dello snaturamento dell’istituzione. Nei decenni successivi, dei 25 senatori nominati dai vari presidenti della Repubblica, 15 sono stati politici: da Leone a Nenni, da Fanfani a Spadolini, da Andreotti a Taviani, da Colombo a Napolitano. Tutti accomunati soltanto dall’altissimo merito di avere maturato il diritto all’usucapione perpetua di un seggio parlamentare, per averne occupato uno già sufficientemente a lungo.

Fra i rimanenti dieci, ben tre sono state le nomine per altissimi meriti automobilistici (Vittorio Valletta, Gianni Agnelli e Sergio Pininfarina). E solo quattro quelle che in qualche modo si possono ricondurre alla lettera della Costituzione: due premi Nobel (Eugenio Montale per la letteratura e Rita Levi Montalcini per la medicina), un attore-commediante (Eduardo De Filippo) e un poeta (Mario Luzi).

Oggi Napolitano ha effettuato la sua prima nomina, continuando nell’andazzo dei suoi predecessori. Dimenticando che in Italia abbiamo almeno un premio Nobel della letteratura (Dario Fo) e due di fisica (Carlo Rubbia e Riccardo Giacconi), oltre a una medaglia Fields di matematica (Enrico Bombieri) , un intellettuale come Umberto Eco, un architetto come Renzo Piano, un direttore d’orchestra come Riccardo Muti o un attore come Roberto Benigni, il presidente della Repubblica ha nominato l’economista Mario Monti.

L’altissimo merito di quest’ultimo è di essere stato commissario europeo con deleghe economiche, dal 1994 al 1999 per nomina del primo governo Berlusconi, e dal 1999 al 2004 per nomina del primo governo D’Alema. Oltre che di essere stato presidente della famigerata Commissione Trilaterale, una specie di massoneria ultraliberista statunitense, europea e nipponica ispirata da David Rockefeller e Henry Kissinger.

Ci voleva un ex sedicente comunista dell’area migliorista, per formalizzare attraverso la persona di Monti il ruolo extraparlamentare dell’economia liberista che sta condizionando l’Europa intera attraverso le politiche della Banca Centrale (oggi presieduta da Mario Draghi, ex collega di Monti come consulente della Goldman Sachs), del Fondo Monetario Internazionale e delle borse.
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Ma chi è questo Mario Monti, osannato da tutti?, da Beppe Grillo:

Ma chi è questo Monti

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"Ma chi è questo Monti? Fuori finalmente Berlusconi, si presenta un non eletto diventato improvvisamente senatore, un tecnocrate che alcuni vorrebbero far durare anni, con i soliti noti del Pdl, del Pd che gli sta dietro le spalle. Nomi impresentabili come Gianni Letta, Lamberto Dini e centinaia di altri che hanno ancora la faccia di proporsi dopo essere stati partecipi di questo scempio. Ma stiamo scherzando? Questo governo tecnico deve avere i giorni contati solo per esprimere una nuova legge elettorale e poi si va subito subito alle urne per scegliersi i propri rappresentanti. Oggi, da un'Italia profondamente cambiata ed attenta, ci aspettiamo ben altro del soliti circo barnum che scimmiotta tutte le sere in una tv imbalsamata. Ci aspettiamo una rivoluzione democratica, quella che ci è stata impedita nelle piazze ma che c'è stata nei nostri cuori vedendo questo mercimonio della nostra democrazia e dei nostri valori.
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Che futuro ci aspetta? Alcune considerazioni, da Byoblu:

Dovete restare in apnea


La comprensione chiara e generale del disegno complessivo che muove le cose del mondo, sia detto chiaramente, è fuori dalla portata di tutti noi. Forse anche di quegli stessi che si trovano, per meriti o per logiche aristocratiche, ai vertici della società globale. Del resto i rapporti tra i singoli individui – e quindi tra i gruppi di cui fanno parte – sono governati dalla matematica del caos, dalla teoria delle rete o, se volete, dall’effetto del famoso battito d’ali di farfalla.
Detto questo, vi sono certamente delle spinte che tengono a riorganizzare il tessuto sociale per favorire l’ascesa di alcuni interessi a discapito di altri. Quando questi stimoli si organizzano in maniera trasparente e condivisa parliamo di politica. Quando si organizzano lontano dai riflettori, realizzano un sistema dentro al sistema che genera interrogativi e proietta ombre talvolta inquietanti. Su questo, perlomeno, mi pare non ci si possa dividere. Lo stesso Zbigniew Brzezinski, membro fondatore della Commissione Trilaterale su mandato di David Rockefeller, del Gruppo Bilderberg nonché consigliere per la sicurezza nazionale durante il mandato presidenziale di Jimmy Carter, nel 2007 diceva:

“Certamente in qualsiasi sistema politico ci sono accordi che si stringono al tavolo e accordi che si stringono sotto al tavolo. Se parliamo delle organizzazioni che hai menzionato, in realtà sono tutte sopra al tavolo. Sappiamo chi sono. Sappiamo cosa fanno. Probabilmente in molti casi esageriamo la loro influenza. Ma, cosa più importante, operano con trasparenza. Chiunque voglia sapere cosa fa il Consiglio sulle Relazioni Estere (Cfr) può facilmente scoprirlo.”
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Pare che con la nomina di Mario Monti a capo del governo si sia operato un golpe nel nostro paese, è quello che si afferma in questo articolo di Stampa Libera:


I golpisti finanziari che hanno terminato la nostra democrazia dopo 63 anni di vita sono stati condotti al Palazzo italiano da Mario Draghi e dal Group of Thirty. Ad attenderli dentro il Palazzo vi era Giorgio Napolitano, da 35 anni uomo di punta in Italia del Council on Foreign Relations degli USA e amico delle loro multinazionali, come da lui stesso dichiarato molti anni or sono su Business Week.

Si consideri quanto segue:

1) La sovranità legislativa italiana, quella economica ed esecutiva, già compromesse dai Trattati europei e dall’Euro (si legga Il Più Grande Crimine 2011), sono state terminate del tutto. Ciò è evidente persino nei titoli del Corriere di questi giorni, non c’è bisogno di leggere Barnard o altri. 2) Le misure di austerità – si legga la rapina della pubblica ricchezza e del futuro di milioni di famiglie italiane attraverso un collasso pilotato dell’economia che tali misure portano senza dubbio – non hanno ora più ostacoli, e sono espressione del volere di poteri finanziari non eletti dagli italiani. Il Parlamento non ha avuto voce in capitolo, ha dovuto obbedire di corsa, cioè è stato esautorato di fatto da forze straniere. 3) Saranno decenni di sofferenze e lacrime e sangue per i cittadini, un impoverimento mai visto dal 1948 e tanti morti anzi tempo a causa della demolizione dei servizi. I punti 1, 2 e 3 formano i contenuti sufficienti per un’accusa di alto tradimento della patria da parte di Mario Draghi e di Giorgio Napolitano, che devono essere incriminati e arrestati. Se pensate che questa sia retorica di un esagitato, si legga la letteratura economica americana sulla crisi dell’Eurozona per fugare ogni dubbio, e si visiti l’Irlanda o la Grecia, vittime prima di noi di questi golpisti. Questo è un colpo di Stato.

Mario Draghi è membro del Group of Thirty (GOT), dove la sua presenza segna il più scandaloso conflitto d’interessi della storia italiana, alla luce del disastro democratico che stiamo vivendo (prendano nota i demenziali travagliati dipietrosi che per anni sono corsi dietro al conflitto d’interessi del presunto ladro di polli e hanno ignorato quello dei veri ladri planetari). Il lavoro dell’eccellente Corporate Europe Observatory ha denunciato il GOT e ciò che vi accade. Fondato nel 1978, è una lobby dove impunemente i grandi banchieri si mischiano a pubblici funzionari di altissimo livello. Ecco i principali membri: Jacob A. Frenkel, di Jp Morgan Chase – Gerald Corrigan, Managing Director del Goldman Sachs Group – Jacques de Larosière, Presidente del Gruppo UE sulle risposte alla crisi finanziaria – William C. Dudley, ex Goldman Sachs oggi alla Federal Reserve di NY – Mervyn King, governatore della Banca Centrale d’Inghilterra – Lawrence Summers, ex ministro del Tesoro USA, oggi al Bilderberg Group – Jean-Claude Trichet, uno dei padri dell’Euro, ex governatore della BCE – David Walker Senior Advisor, Morgan Stanley International – Zhou Xiaochuan, governatore Banca Centrale Cinese – John Heimann, Istituto per la Stabilità Finanziaria – Shijuro Ogata, Vice Presidente, Commissione Trilaterale – inoltre vi sono passati Tommaso Padoa-Schioppa (ex Min. Finanze) e Timothy Geithner (attuale Min. Finanza USA). Ripeto: Draghi ne è membro oggi.

Cioè, in esso si mischiano i lobbisti della finanza bancaria più criminosa della Storia e i pubblici controllori delle medesime banche.

Mario Draghi arriva alla BCE fra il 31 ottobre e il primo novembre. Il colpo di Stato finanziario contro l’Italia si svolge nella settimana successiva, il governo eletto ne è spazzato via. Mario Draghi poteva fermare la mano degli speculatori golpisti semplicemente ordinando alla BCE di acquistare in massa i titoli di Stato italiani. Infatti tale acquisto avrebbe, per la legge basilare che li regola, abbassato drasticamente i tassi d’interesse di quei titoli, il cui schizzare in alto a livelli insostenibili stava portando l’Italia alla caduta nelle mani degli investitori golpisti. Essi sarebbero stati fermati, resi inermi di fronte al fatto che la BCE poteva senza problemi mantenere a un livello basso costante i tassi sui nostri titoli di Stato. Ma Mario Draghi siede alla BCE e non fa nulla. Non siate ingannati dalla giustificazione standard offerta per questo rifiuto di acquistare titoli italiani da parte della BCE. Vi diranno che le è proibito per statuto, ma non è vero: infatti clausole come la SMP Bond Purchases lo permettono, e anche le regole sulla stabilità finanziaria del trattato d Maastricht, come scritto di recente da Marshall Auerback e da altri. Draghi poteva agire, eccome.

Risultato: il golpe. Da ora le elite finanziarie sono col loro aguzzino Mario Monti al governo a Palazzo Chigi. Fine della democrazia italiana fondata nel 1948. Comandano i mercati, non il Parlamento.

Tutto ciò è stato ampiamente discusso da Mario Draghi con i suoi camerati al Group of Thirty, secondo un copione che trapelava da anni sulle pagine della stampa finanziaria anglosassone. Silvio Berlusconi era stato avvistato più volte dell’esistenza di quel copione: “L’Italia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali… fra cui ridurre le tasse, tagli all’impiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi privati, e rendere più facili i licenziamenti”, cioè esattamente quello che sta accadendo in queste ore nelle riforme che il golpe ci ha imposto, facendosi beffe, come già detto, del Parlamento non più sovrano. La prescrizione in corsivo è del Neoliberista fanatico Alberto Alesina nell’Aprile del 2006. Lo stessa anno in cui Draghi prendeva il comando della Banca d’Italia, dopo aver lasciato la banca d’investimento più criminosa del mondo, Goldman Sachs, in cui resse una posizione di comando nel settore Europa proprio mentre la Goldman aiutava la Grecia a truccare i propri conti pubblici nel 2002. Draghi mentì negando di essere stato in carica a Golman Sachs nei mesi della truffa, ma fu smascherato dalle audizioni del Senato USA, nientemeno.

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Siamo tutti schiavi del denaro, l'articolo del professor Giacinto Auriti di qualche anno addietro è illuminante:

La schiavitù monetaria: una mostruosità storica nata nel 1694 con la Banca dInghilterra
Di Giacinto Auriti

Goethe affermava che «nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo». Questo principio è particolarmente valido per il sistema monetario vigente. Il cittadino si illude di essere proprietario dei soldi che ha in tasca, mentre ne è debitore. La banca, infatti, emette la moneta solo prestandola, sicché la moneta circola gravata di debito. Il segno della schiavitù monetaria è data dal fatto che la proprietà nasce nelle mani della banca o, per meglio dire, del banchiere che emette prestando e prestare è prerogativa del proprietario. La moneta, invece, deve nascere di proprietà del cittadino perché è lui che, accettandola, ne crea il valore; tanto è vero che, se si mette un governatore a stampare moneta in un isola deserta, il valore non nasce perché, mancando la collettività, viene meno la possibilità stessa della volontà collettiva che causa questo valore. Come ogni unità di misura (e la moneta è la misura del valore) anche la moneta è una convenzione.

Quando la moneta era d’oro chi trovava una pepita se ne appropriava senza addebitarsi verso la miniera. Oggi al posto della miniera c’è la Banca Centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito.

Non si può comprendere come sia stata possibile questa mostruosità storica (nata nel 1694 con la Banca d’Inghilterra e con l’emissione della sterlina) se non si muove dalla definizione della moneta strumento (sterco) del demonio. La verità di questa definizione è stata avvertita anche da San Francesco d’Assisi quando vietava ai padri questuanti di ricevere oboli in moneta. Noi ora ne dimostreremo la piena fondatezza sulla base delle stesse parole di Satana che stanno nel Vangelo.

Satana, nel Vangelo, parla tre volte. Dopo il digiuno di Cristo nel deserto, Satana Gli dice: «Tramuta le pietre in pane». Per lo più queste parole sono interpretate nel senso di considerarle come tentazione in quanto Cristo era affamato e mangiare pane sarebbe stato motivo della tentazione. Questa interpretazione non è accettabile perché la tentazione è sempre relativa ad un peccato e mangiare pane dopo quaranta giorni di digiuno è moralmente ineccepibile. Dunque la giustificazione delle parole di Satana va intesa diversamente e chi ci dice come interpretare le parole di Satana è proprio Cristo quando, rispondendo a Satana, afferma (Matteo 4,4): «Sta scritto, non di solo pane vive luomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Ciò che sorprende in questa frase di Gesù è la novità della proposta, mai considerata dai teorici dell’interpretazione, di dedurre il significato delle parole non dalla loro espressione letterale, ma dalla bocca che le pronuncia. Quelle parole erano uscite dalla bocca di Satana; sicché per interpretarle esattamente va considerata l’ipotesi, peraltro assurda, che Cristo avesse accettato l’invito di Satana e trasformato le pietre in pane. In tal caso avrebbe potuto ben dire a Cristo: «Tu puoi mangiare pane per mio merito perché io Ti ho dato il consiglio di trasformare le pietre in pane». Quindi Cristo sarebbe stato trasformato da padrone a debitore del Suo pane.

A ben guardare questa ipotesi si verifica puntualmente nell’emissione della moneta nominale. Quando la Banca Centrale emette moneta prestandola, induce la collettività a crearne il valore accettandola, ma contestualmente la espropria ed indebita di altrettanto, esattamente come Satana avrebbe fatto se Cristo avesse accettato l’invito di trasformare la pietra in pane. Se si mette al posto della pietra la carta, ed al posto del pane l’oro, al posto di Satana la banca, si riscontrano nella emissione della Sterlina oro-carta e di tutte le successive monete nominali, tutte le caratteristiche della tentazione di Satana.

Con la costituzione della Banca d’Inghilterra e del sistema delle Banche Centrali, tutti i popoli del mondo sono stati trasformati da proprietari in debitori ineluttabilmente insolventi del proprio denaro. La banca, infatti, prestando il dovuto all’atto dell’emissione, carica il costo del denaro del 200%. L’umanità è così precipitata in una condizione inferiore a quella della bestia. La bestia, infatti, non ha la proprietà, ma nemmeno il debito. È gran tempo ormai che si comprenda che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette. Con la moneta debito l’umanità è stata talmente degradata che non a caso si è verificato il fenomeno del «suicidio da insolvenza» come malattia sociale che non ha precedenti nella storia. Ciò conferma la Profezia di Fatima: «I vivi invidieranno i morti». Non si possono valutare esattamente le tentazioni di Satana se non le si considerano nel loro contesto globale. Particolarmente significativa, in questo senso, è la terza tentazione (Matteo 4, 8-9): «… Gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, poi disse a Gesù: tutto questo io Ti darò. Se Ti prostri e mi adori». Adorare prostrati significa mettere Satana sull’altare al posto di Dio. Ciò spiega perché gli adoratori di Satana contestano fondamentalmente e necessariamente l’Eucarestia Cattolica.

La circostanza che il Protestantesimo si sia basato sulla contestazione dell’Eucarestia Cattolica ed abbia promosso la costituzione delle Banche Centrali come promotrici della moneta-debito parla da sè. Non a caso il parlamento inglese approva nel 1673 il Test Act: l’editto con cui viene dichiarata illegittima l’Eucarestia Cattolica e la Transustanziazione. Non a caso nel 1694 viene fondata la Banca d’Inghilterra che emette la sterlina sulla regola di trasformare il simbolo di costo nullo in moneta, inaugurando l’era dell’oro-carta. Non a caso nasce la subordinazione del potere religioso a quello politico quando il re d’Inghilterra diventa anche capo della religione protestante anglicana sovvertendo l’ordine gerarchico del Sacro Romano Impero per cui l’autorità politica era autonoma ed eticamente subordinata alla sovranità religiosa. Non a caso quando il Protestantesimo entra in Europa continentale non fonda una chiesa, ma una banca: la Banca Protestante il cui presidente, il Neker, diventa consigliere di Luigi XIV. Non a caso tutte le monarchie cattoliche della vecchia Europa si disintegrano perché si indebitano senza contropartita verso i banchieri per la moneta satanica da questi emessa a costo nullo e che gli stessi re avrebbero potuto emettere gratuitamente per proprio conto senza indebitarsi.
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A proposito di schiavitù monetaria e debiti, il debito della Madonna, dal blog di Beppe Grillo:

Il debito della Madonna - Domenico De Simone



Intervista a Domenico De Simone, controeconomista.

"Il denaro viene creato sul debito, non esiste un denaro fisico. Un tempo, c’erano le monete d’oro, era una merce, si scambiava e si facevano i rapporti con le altre merci. Oggi il denaro bancario rappresenta circa l’11% della massa monetaria, i titoli del debito pubblico il 13% della stessa massa e i derivati il 75%. Sono tutti strumenti creati sul debito di qualcuno che generano una massa tale di interessi, che superano ormai il Pil che ogni anno il mondo riesce a produrre."


Il meccanismo perverso degli interessi (espandi | comprimi)
Saluto e ringrazio gli amici del blog di Beppe Grillo, sono Domenico De Simone, un controeconomista, dizione alquanto impervia, ma facilmente comprensibile visti gli esiti dell’economia e del pensiero degli economisti sulla società civile. Ho scritto un libro che si intitola “Crac il tracollo economico dell’Italia” in cui racconto la storia della crisi finanziaria, l’origine di questa crisi finanziaria e le ragioni che ci hanno portato fino a questo punto, ma anche qual è l’unica soluzione. La crisi è essenzialmente una crisi del debito, il problema vero è il problema del debito e della logica che porta a questo debito, logica semplice, quella dell’avidità, della prevaricazione, sopraffazione che ci portiamo appresso da qualche millennio e dalla quale dobbiamo necessariamente uscire. Questi strumenti finanziari sono strumenti micidiali. Warren Buffet definisce i derivati, strumenti di distruzione di massa, distruzione di ricchezza. Warren Buffet è il titolare e il gestore di uno dei più ricchi e famosi hedge found del mondo.
È il meccanismo perverso degli interessi che porta a questa situazione. Racconto una storia, che mi raccontò Margaret Kennedy, coordinatrice di un circuito di monete complementari locali tedesco, di grande importanza, e la storia è questa: “In Paradiso, intorno a Natale l’anno scorso, la Madonna si ricorda all’improvviso, stiamo preparando per i festeggiamenti, per la nascita di Gesù e si ricorda all’improvviso che aveva contratto un debito non pagato. Quando era nato Gesù, si era fatta prestare una somma, che equivale a un centesimo di oggi, per comprare il pannolino che in tutte le rappresentazioni della natività, copre le pudenda di Nostro Signore. Non è possibile, c’è la crisi finanziaria, c’è la crisi della Palestina, c’è la guerra, non è possibile che sulla Madonna gravi una macchia così. Ha contratto un debito e non l’ha pagato e allora prende la carta di credito e il libretto degli assegni e si informa in Vaticano, chi fossero i discendenti di quel banchiere che gli aveva prestato quella somma. La Madonna sapete che ha molti risparmi perché anche se le apparizioni hanno dei costi perché Medjugorje, Lourdes, hanno dei costi notevoli, però le offerte votive sono notevolissime e ha dei considerevoli risparmi, scende, va da questi banchieri e gli dice: 2010 anni fa ho contratto un debito, quanto è che vi devo ridare? Questi verificano. Guardano i conti, ah sì Madonna un centesimo, adesso le presentiamo il conto non si preoccupi, dopo un po’ si presentano con un conticino, la Madonna legge e dice: "Eh la Madonna che conto!" Quando chiedo: “Che idea avete di quanto possa diventare un centesimo di Euro al tasso ragionevolissimo del 4% all’anno, capitalizzazione annuale in 2010 anni?", la maggior parte delle persone mi rispondono: “Un milione,cinquemila Euro, un miliardo”. Sappiate che è una somma talmente enorme, un numero che non è dicibile, se non con un’annotazione scientifica. Tradotto in un’immagine a 25 dollari al grammo di oro, viene fuori un numero di tonnellate d’oro anch’esso particolarmente grande, però dato che conosciamo il peso della Terra, tradotto in palle d’oro, ciascuna del peso dellaTterra, ne vengono fuori 1.444 palle d’oro, ciascuna del peso della Terra, per ripagare gli interessi su un pannolino che è costato un centesimo di Euro!
Tradotto in pianeti equivalente alla Terra, dato che sappiamo quanto oro c’è sulla Terra, servono circa 700 galassie. La Madonna si preoccupava di dover andare dal Padre Eterno e dirgli: “Devi fare 700 galassie per pagare quel debituccio che ho dimenticato", “Eh la Madonna!”, disse il Padre Eterno di fronte a tanta follia!”

I politici sono i camerieri dei banchieri (espandi | comprimi)
Obietterete che rispetto alla vita umana, questo calcolo non ha molto senso, perché i debiti si pagano in 20/30/40/50 anni rispetto alla vita di ciascuna persona. Rispetto alla vita di una società, il discorso è più complesso. Stiamo parlando di un meccanismo che genera interessi nel complesso del capitale utilizzato e gestito da privati verso la collettività e 2.000 anni nella storia di una società o di una civiltà sono veramente pochi. La perversione è quindi il meccanismo con il quale il denaro viene creato, perché dovete sapere che il denaro viene creato sul debito, non c’è un denaro fisico come un tempo, c’erano le monete d’oro, era una merce e si scambiava e si facevano i rapporti con tutte quante le altre merci. Il denaro cartaceo che peraltro adesso somma sì e no l’1% di tutta la massa monetaria, il danaro bancario rappresenta circa l’11% della massa monetaria, i titoli del debito pubblico che rappresentano circa il 13% della massa monetaria e ancora di più i derivati che rappresentano il 75% della massa monetaria. Sto parlando del mondo intero, sono tutti strumenti di debito che vengono creati sul debito di qualcuno che generano una massa tale di interessi, che superano ormai il Pil che ogni anno il mondo riesce a produrre.
Per darvi un’idea delle cifre, il totale della massa finanziaria, degli strumenti finanziari, quindi della massa monetaria totale del mondo di queste quattro categorie, somma a circa un po’ di più di 800 mila miliardi di dollari. Il Pil del mondo somma a circa 62 mila miliardi di dollari. Il nostro lavoro giustifica l’emissione di quel denaro, ma chi lo emette, senza fare nulla, si appropria del nostro lavoro attraverso il meccanismo degli interessi e attraverso un meccanismo tale per cui la gente non è messa in condizioni di poter restituire il proprio debito, perché appena c’è un momentino di crisi, si hanno subito le crisi di debito, manca il denaro e manca per l’ovvia ragione che nessuno si indebita più, quindi la massa monetaria creata sul debito, si riduce.
La morale è che aumentano i fallimenti, anche chi lavora duramente, non è in grado di restituire i propri debiti. Molti si trovano in questa condizione drammatica, i “valori” crollano, i prezzi delle cose soprattutto cadono e si hanno le crisi come questa, che è strutturale ed è probabilmente l’ultima crisi di questo folle circo Barnum che è il capitalismo finanziario.
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E sui festeggiamenti per la caduta del Cavaliere il simpatico articolo di Alessandro Robecchi:

Meno dieci… nove… otto… Racconta come festeggerai la fine del Puzzone!

Un grande concorso per tutti i frequentatori di questo piccolo sito. Dite come festeggerete l’addio al governo del signor Silvio Berlusconi. Champagne a go-go nei ristoranti pieni della penisola? Spogliarelli in piazza? Une cena romantica con il vostro compagno? Sesso estremo? Parata militare con lo scolapasta in testa? E’ il momernto per dimostrare la creatività del popolo italiano, finalmente il popolo della libertà, liberato dal peggior ciarlatano che abbia mai calcato la scena politica. Festeggiare vendendo azioni Mediaset, per chi ce le ha, è già un gesto molto diffuso, basta vedere il grafico di quando Ferrara ha parlato di dimissioni e l’impennata del titolo quando Silvio ha smentito: anche nell’ora suprema è riuscito a fare dei soldi. In ogni caso è bene che affluiscano qui tutte le proposte di festeggiamento. Un corteò a suon di clacson come quando si vincono in mondiali? Perché no? La pacifica invasione della Mondadori? Sarebbe un’idea. Naturalmente sono ben accetti anche suggerimenti per il festeggiamento privato, che so, cospargersi di Nutella, mangiare dodici bigné, fare il trenino per casa con trombette e cappellini confezionati con le pagione di Panorama… Qualunque festeggiamento adotterete, naturalmente, tenere a portata di mano carta e penna, servono a prendere i nomi di quelli che dicono: "Io non l’ho mai conosciuto". Nelle prossime ore saranno migliaia. Coraggio, dunque, dite come festeggerete lo storico evento.
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Ancora di Alessandro Robecchi Los funerales del Pequeno Grande:

Los funerales del Pequeño Grande (da Arcore a Macondo)

Cari tutti. A gennaio di quest’anno (2011) è uscito su Micromega un mio raccontino che prendeva spunto da uno dei più bei racconti mai scritti da Gabriel Garcia Marquez, Los funerales de la Mamà Grande (1962). L’idea era di rendere omaggio al grande Gabo e al tempo stesso di immaginare i funerali del nostro piccolo disastro nazionale, quello che se ne va in questi giorni nel modo più umiliante possibile. Berlusconi era il Pequeño Grande, e il suo popolo in gramaglie lo salutava. Mi è venuto in mente in questi giorni, ovvio. A funerale avvenuto, eccolo. Prendetelo come un regalino. Buona lettura

“….Ora che è impossibile passare da Macondo a causa delle bottiglie vuote,
dei mozziconi di sigarette, degli ossi spolpati, degli stracci,
degli escrementi lasciati dalla folla che ha partecipato ai funerali,
ora è giunto il momento di accostare uno sgabello alla porta di strada
e cominciare a raccontare dal principio i particolari di questa perturbazione nazionale,
prima di dar tempo agli storici di arrivare”.
(Gabiel Garcia Marquez,
Los funerales de la Mamà Grande)

Passò sulla Naciòn come una febbre, come un brivido, come un fremito di incredulità che faceva spalancare le bocche e sgranare gli occhi e battere le palme delle mani sulle cosce. Cosce forti di contadini dell’altiplano, di montanari secessionisti della Cordillera, commozione di pie donne, lacrime trattenute delle commesse, frenate appena in tempo che non si sciogliesse il mascara, non ancora.
Passò negli studi degli avvocati che ebbero un moto di stizza delusa, sulle scrivanie dei giudici che imprecarono compostamente, nelle case di amici di sempre, di nemici di sempre, compresi i finti amici e i finti nemici che per decenni, ma sembravano secoli, lo avevano tenuto a galla. Passò come un vento attraverso i ripetitori e i satelliti e i digitali terrestri e i telegiornali amicissimi e le sit-com e arrivò nel più sperduto angolo della Selva e nel più recondito corridoio del più lontano palazzo del potere, immenso e ramificato com’era. Passò come una scossa elettrica nei consigli di amministrazione e nei listini di Borsa, nelle alcove vaporose delle professioniste, nei camerini del Gabibbo. Passò come un ratto veloce e mesto la notizia che non si poteva credere: che il Pequeño Grande era alla fine dei suoi giorni e che dì li a poco tutto si sarebbe concluso, le esequie, i funerali, le condoglianze, il lutto e la disperazione della Naciòn che tanto aveva voluto somigliargli e che ora gli era sorella, figlia, madre, la Patria sua, del Pequeño Grande, sulla cui bandiera era stata messa la scritta “Proprietad Privada” ma in lettere dorate e con il carattere tipografico dei titoli di Dallas.

Che l’ora era giunta si sentiva dai toni, dalle parole, dalle inquadrature, dalle musiche di sottofondo, dalla mestizia dei toni e degli accenti, dalle dichiarazioni dei dipendenti e dei sodali, dallo smarrimento dei sedicenti nemici che già prima della dipartita sentivano pieno il dolore di quell’imminente mancanza, santoni condomblé come don Maximo De Alema, o letterati finissimi come Wòlter De la Veltrona y Vocaciòn Majoritaria.
Nella disperazione e nel disincanto, tutti fremevano per lo stupore, perché nessuno pensava sarebbe successo, il terribile trapasso, prima dei centovent’anni di vita che il Pequeño Grande, secondo i suoi medici e i suoi preti avrebbe – come ci avevano detto per anni – senz’altro raggiunto. Tutti sapevano, tutti erano avvisati, avvertiti a reti unificate. Ma tutti sapevano anche che non era tempo, non ancora.

Prima, c’era il tempo del testamento, dei lasciti, delle eredità. E così dalla Pampa e dall’Altiplano, dalla Cordillera e dalla Selva arrivarono gli Aventi Diritto. Interi treni speciali di avvocati in processione per l’ultima parcella, per quel servigio di un tempo, si ricorda Eccellenza? Di arruffacodici, di principi del cavillo, di estensori di leggi perfette, affilate, tagliate sulla sua persona come abiti su misura. Vennero los Ghedinos, los Previtos in processione, los Gasparros, los Ciramis. I giudici acquistati al mercato giunsero a cavallo, i testimoni stranieri assoldati per amichevoli deposizioni posteggiarono sotto El Palacio auto da seicentomila dollari. Vennero i peones con e senza mutuo da estinguere, a salutare e rendere omaggio e tentare l’ultimo incasso dal Pequeño Grande nell’ora dell’estinzione sua, questa volta. Venne don Domingo De Scilipotes con l’anziana madre importunata dai cronisti. Vennero gli eredi legittimi e quelli illegittimi.

Vennero i legali rappresentanti delle aziende comprate con l’inganno, vennero i responsabili vendite, i pubblicitari diventati deputati e senatori, venne don Marcelo De L’Utri il noto bibliografo, con certi libri antichi che sembrava portare in dono e sui quali invece chiedeva qualche firma, non si sa mai. Vennero i direttori di banca e i capitani d’industria, quelli così assuefatti al potere da doverne aumentare le dosi, cosa impossibile senza l’appoggio del Pequeño Grande e del suo incommensurabile impero di soldi. Vennero Los Capitanos Intrepidos de los Comercios y del Capitalismo de la Naciòn, quelli che si erano comprati le Aerolinas Nacionales in cambio di assai più lucrosi affari futuri.

Vennero banchieri, finanzieri, molti evasori rientrarono con uno scudo fiscale appositamente creato per la triste occasione dal contabile di corte Julio De Tremontes. Vennero tutti quelli che avevano beneficiato di anni e anni di regno incontrastato del Pequeño Grande, e tutti con un “si ricorda Eccellenza?”, quell’affaruccio, quella barzelletta zozza, che ridere Eccellenza. Quella legge fatta apposta, quel voto di fiducia, quella consulenza, quel dossier fabbricato in fretta e furia, quella campagna di stampa. Tutti con un caro ricordo che legava loro a lui e lui al potere e tutti alla maggior gloria della Naciòn sotto il regno del Pequeño Grande, che possedeva i mari e le terre e porzioni di cielo di qua e di là dall’oceano, sottoforma di holding offshore, palazzi, ville, anime, teste, cuori. E signorine. Ma quelle dopo, non ancora.

Vennero prima i prelati. In processione, come è di dovere nella loro categoria. Vennero a ringraziare delle leggi antiche e retrograde sui diritti e la famiglia, a ricordare con bonarietà tutta terrena le battute sui gay, sugli ebrei, la virile y fremente concepciòn de la mujer che il Pequeño Grande mai scordava di esternare, anche a gesti, nel caso. Vennero accompagnati da qualche laico devoto, quasi oscurati dalla enorme mole di Juliano Ferrara El Foliante, già hidalgo della craxitudine, a ricordare come qualche peccatuccio della carne sia spesso un viatico per grandi vocazioni, come certo era stata quella del Pequeño Grande, che il Signore lo abbia in gloria. E tanta era la folla che si assiepava, e tanti i lasciti, le disposizioni testamentarie, le benedizioni, i questuanti, i miracolati dal suo potere immenso, che furono proprio i prelati a decidere: il momento non era ancora giunto, e con toni accorati benedissero quello di cui la Naciòn aveva bisogno sopra ogni altra cosa, la stabilità, davanti alla quale ogni peccato si può emendare. E intercessero presso l’Altissimo loro Principale che la fine fosse prorogata per almeno tre giorni ancora, una specie di decreto ad personam dall’alto dei cieli, un mille proroghe a divinis, così, per non perdere le sane abitudini della tradizione a cui il Pequeño Grande tanto teneva.

Così poterono arrivare le signorine, in tubino nero e poco trucco. Con i loro microfoni nascosti e le macchine fotografiche digitali e i telefonini e le automobili con i vetri oscurati e i loro agenti e i loro accompagnatori. Vennero le ballerine diventate ministre, le ballerine rimaste ballerine, le ministre che sarebbe pure diventate ballerine al solo scoccar di un capriccio del Pequeño Grande, le bionde, le brune, le giovani. Vennero per ricordare lui e se stesse ai tempi dei grandi palazzi e delle sontuose feste, dei filmini celebrativi guardati insieme e delle canzoncine in rima che cantavano l’ode al Pequeño Grande nel grande Palacio de la Capital, o attorno al vulcano poderoso y artificial che il Pequeño Grande si era fatto costruire, lui che dopo el fuego y la pasion y el corazon sapeva sganciare certe buste che sono, ancor oggi, leggenda, e comunque agli atti in certi interrogatori di giudici comunisti e invidiosi di tanta grandezza.

Vennero infine i telegrammi di condoglianze y tristeza y lagrimas dei grandi della terra, tenutari di democrazie ancor meno democratiche della povera Naciòn colpita da così grave lutto. Zar biondini, colonnelli con la tenda, dittatori che vincono le elezioni col cento per cento, cosa che nemmeno al Pequeño Grande era mai riuscita, con suo enorme scorno e delusione e dunque carburante per la sua dote maggiore di re regnate su tutto e tutti: il vittimismo di non contare abbastanza quando già contava troppo e anche di più.

Poi venne il momento.
Los funerales del Pequeño Grande durarono sei giorni e sei notti, durante i quali la Naciòn ritrovò se stessa e celebrò i suoi valori immortali. Treni e torpedoni e auto private e gipponi quattroperquattro e utlitarie e vaporetti e navi e funivie e aeroplani delle Aerolinas Nacionales calarono sulla Capital de la Naciòn per le solenni esequie. E poi di nuovo si mossero le moltitudini verso la residenza privata –
già, ma quale? – del dipartito e rimpianto Pequeño Grande. E per una settimana intera la Naciòn fu preda di questo ondeggiare luttuoso delle masse, scomposte e vocianti, avide di benessere e barzellette e cinepanettoni e reality show e telequiz e consigli per gli acquisti e appelli ad abbassare le tasse e semmai evaderle un po’, come autodifesa del cittadino per bene, del Pueblo Productivo y Empresario y Comerciante contro lo Stato avido e baro.
Una maggioranza silenziosa e dolente orfana del ghe pensi mi, delle pacche sulle spalle, delle barzellette scollacciate, del sole in tasca, del futuro radioso, dello sberleffo agli altri poteri dello Stato, che vergogna, come se non bastasse lui, come se non fosse bastato, il Pequeño Grande, a fare lo Stato. Un fiume, un mare, un oceano di popolo da decenni al potere senza accorgersene, da secoli in sella con l’angoscia, la paura e il tremore di essere disarcionato dai comunisti, che nel frattempo erano spariti chissà dove, ma valevano ancora come spauracchio e monito per tutti, la paura che il Pequeño Grande aveva saputo affilare in anni e decenni e secoli di réclame di se stesso.

E i pochi che non presero parte alle solenni esequie, in un certo senso ne presero parte lo stesso, perché nessuno, in quei secoli e millenni di dominio del Pequeño Grande, poteva dirsi estraneo e lontano.
E così anche nelle maquiladoras di periferia, nei turni di notte con pausa ridotta di Miraflores o Pomijan, nelle università aperte al Comercio y al Capital Privado, nei lavoretti di una stagione, nelle scomode scrivanie degli stages e dei contrattini a progetto si scuoteva il capo e si sorrideva dell’ipnosi funeraria della moltitudine naciònal. Ma anche lì, ancora si parlava di lui, e sempre di lui, e comunque di lui, del Pequeño Grande, che sia benedetto, o maledetto, o celebrato tra mille clamori e pianti e lai, o sotterrato e non se ne parli più. Ma intanto se ne parlava.

Poi, passati i sei giorni e le sei notti, raccolte le cartacce e i rifiuti, riportato l’ordine, smontate le transenne, spostate le macchine in doppia fila, riaccompagnate a casa le figlie e le ragazze, contattati i commercialisti, scaricata l’Iva, tornata insomma la calma, la buona e brava gente de la Naciòn non ci pensò più di tanto, pur bramando ancora, e sperando e invocando che arrivasse qualcuno mandato dalla provvidenza che prendesse il posto di quel grand’uomo celebrato, adorato, osannato e ormai archiviato e seppellito che fu il Pequeño Grande. Con gli occhi ormai asciutti, i lutto dismesso e le faccende da sbrigare che ogni Naciòn, piccola o grande ha, incombenze e affari e tradizioni e usanze da celebrare, con appena la piccola distrazione della speranza e dal desiderio che ne arrivi un altro, a comandarci per bene, a dare orden y exemplo.

... Continua



La consueta e gustosa ricetta da VeganRioT:

Sedano e tofu in carpione
40 minuti + riposo
2-3 persone
  • 4 coste di sedano
  • 1 panetto di tofu al naturale, 180g ca.
  • Farina Manitoba
  • 1 cipolla rossa
  • 8 capperi sotto sale
  • Qualche pinolo
  • Salsa di soia
  • Aceto balsamico
  • Olio di arachidi
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale marino

Qualcuno legge le ricette. Inaspettatamente ci giungono suggerimenti sul cosa fare con un eccesso di sedano e soprattutto consigli sul come usare il verde ortaggio per qualcosa che non sia un soffritto. Ringraziamo e mettiamo in pratica, aggiungendo anche un panetto di tofu…
Tagliate il tofu in rettangoli di un certo spessore che vi permetta di maneggiarli senza spezzarli. Marinateli in salsa di soia, girandoli ogni tanto. Pulite le coste di sedano e levate i filamenti esterni. Tagliateli in 3 pezzi per costa e scottateli in acqua bollente salata per 5-6 minuti, quindi scolateli e lasciateli raffreddare. Preparate una pastella abbastanza spessa mescolando con una frusta acqua ed un pizzico di sale assieme alla farina. Affettate la cipolla abbastanza sottilmente. Rosolatele per 4-5 minuti in un tegame con un filo d’olio d’oliva, mescolando spesso. Unite quindi un bicchiere d’acqua, una mezza tazzina di salsa di soia, altrettanto aceto balsamico ed un pizzico di sale. Lasciate ridurre a fuoco medio per una quindicina di minuti. Infarinate il sedano ormai raffreddato ed il tofu marinato. Tuffateli nella pastella e con l’ausilio di due forchette friggeteli, girandoli, in olio di arachidi in un padellino antiaderente, fino a doratura. Scolate tofu e sedano e eliminate l’olio in eccesso con carta assorbente. Disponeteli quindi in un coccio o pirex, tentando di avere entrambi più o meno alla stessa altezza, in modo che sia il tofu che il sedano tocchino il fondo. Bagnate con il carpione e disponete sopra le cipolle ormai cotte. Unite quindi i capperi dissalati ed i pinoli. Fate raffreddare e lasciate in frigorifero, coperto da cellophane. Levate dal frigorifero una mezzora prima di servire.

Da voci di corridoio pare che la piattaforma di blog Splinder stia per chiudere i battenti, è un vero peccato poichè su questa piattaforma ci sono tantissimi blog belli e interessanti, eccone alcuni, Happysummer:

Che Storia è?


Lo sappiamo tutti che quest'anno si celebrano i 150 anni dell'Unità d'Italia.

Anche se ci sarebbe molto da sottilizzare e disquisire sul concetto di "celebrazione", "Unità" e anche di "Italia", predersico sorvolare su questo e ricordare invece, attraverso alcuni personaggi rappresentativi, il momento più fulgido della nostra storia, il Risorgimento, quando il nugolo d Staterelli e Principati sparpagliati per la Penisola scomparvero dando vita al Paese del sole e del sale, della pizza e del pizzo, del mandolino e delle suonate...

E una ripassatina a quanto abbiamo studiato a Scuola non può che fare bene...



Garibaldi
Il primo Italiano a dire "obbedisco"
Mazzini
Il suo sogno si è quasi avverato: non c'è la giovane Italia, ma l'Italia immatura


I fratelli Bandiera

Il black bloc dell'Impero Austriaco

Cavour
Diede il via alla politica del tramare e dell'ordire

Contessa di Castiglione

La prima a capire che la gloria si conquista in camera


Fatto?... Bravi, così - se priva ricordavate poco - ora non sapete più niente :)


E ancora Oro Fiorentino:

muguets





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Per finire sui blog di Splinder, da DalfusodiTaiwan, i cavoli:

Cavolo, che Cavoli !!!!


















... Continua

Continuiamo a parlare di politica con le vignette di Enteroclisma:

SALVIAMO LA FACCIA

Primo giorno del dopoberluska.


E' FATTA !!!

Il miglior premier degli ultimi 150 anni ( parole sue )
si è tolto finalmente di mezzo,
dopo aver portato il paese sull'orlo del baratro
ed averlo reso ridicolo agli occhi del mondo intero.


UN PESO SULLO STOMACO

Silvio va da nonno Giorgio a togliersi un peso sullo stomaco
( come ha sempre cercato di far credere )
... sarà la volta buona ???


PRENDI UNO E PAGHI TRE

Chi può dire se col cambio ci guadagneremo ??


... E di PV64:

Berlusconi si è dimesso.


In crisi più della metà degli autori satirici d'Italia.... :)

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Crisi%20satirica%20low.jpg


TRE quasi identiche...


http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/17enne%20low.jpg

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/IGNARI%20ma%20felici%20low.jpg

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Salite%20e%20discese%20low.jpg

... si lo so, son pigro e riciclo i disegni, E allora?! Fare una battuta è questione di 3 minuti, a disegnarla ne vanno via almeno 15.
Vorrei vedere voi al posto mio........
:)
PS: delle TRE quale preferite?

Pillola del giorno: Maurizio Crozza parla di Mario Monti e del cetriolo