sabato 30 ottobre 2010

Se ti sta bene è cosi' se no sono botte

In alto: Immagnie tratta dal blog http://nephilymgraphic.splinder.com/


La vita sarebbe infinitamente più felice se noi nascessimo a 80 anni e ci avvicinassimo gradualmente ai 18.
Mark Twain.


Se ti sta bene è cosi' se no sono botte

Settimana densa di avvenimenti quella appena trascorsa, dalla rivolta di Terzigno alle disavventure del nostro amato sultano e l'ormai famoso Bunga Bunga che impazza su tutti i giornali e nel web, partiamo da Terzigno con le considerazioni di Luogocomune:

Minacciare sembra ormai diventato lo sport più in voga nel villaggio globale, multiculturale e monomaniacale, dove le banche e le grandi corporation impartiscono ordini e tutti gli altri, ad iniziare dai mestieranti della politica, del sindacalismo e dell'informazione eseguono pedissequamente, senza proferire fiato.

Minaccia Marchionne, seduto sullo scranno della FIAT, azienda privata da sempre finanziata con il denaro dei contribuenti italiani. E lo fa nel modo peggiore, letteralmente sputando nel piatto in cui ha mangiato per circa un secolo, senza neppure premurarsi di pulirsi la bocca per educazione.

Minaccia lavoratori, politica e mondo sindacale (ma con tutta probabilità solo i lavoratori sono interlocutori reali) di collocare all'estero anche i pochi insediamenti industriali ancora presenti in Italia, se non le verrà permesso di riscrivere a proprio piacimento le residue coordinate che ancora regolano il mondo del lavoro.

E lo fa con l'arroganza di chi si sente forte ed è consapevole di rapportarsi con un nutrito stuolo di servi pavidi ed una massa di lavoratori confusi in preda alla paura.

Minaccia il ministro degli Interni Maroni, ...

... totalmente incapace di spiegare ai cittadini dei comuni vesuviani perchè lo Stato costruisca e gestisca discariche illegali all'interno di un Parco Nazionale, perché il fetore e le patologie tumorali dovranno essere loro compagni di viaggio nella vita e perchè il malaffare criminale, qualora cerificato dallo stato diventa come per incanto cosa buona e giusta.

Minaccia di usare la violenza, Maroni, se i cittadini oseranno continuare nella loro protesta, agitando lo spettro del "cercare il morto" e mandando i carabinieri a violare l'intimità delle loro abitazioni con perquisizioni che rendano maggiormente tangibile il vero tenore della minaccia.

Minaccia la UE, o sarebbe più corretto dire i poteri bancari che gestiscono questa scatola vuota, imponendo agli stati membri cospicue riduzioni del debito pubblico da ottenersi esclusivamente attraverso drastici tagli dello stato sociale e dei redditi dei cittadini, privatizzazioni e svendite del patrimonio pubblico e altre alchimie sui generis. Il tutto mentre il già folle bilancio delle spese militari ed i patrimoni miliardari dissipati nelle grandi opere dovranno costantemente aumentare, imponendo in futuro nuovi drastici tagli e nuove svendite, fino a quando ancora esisteranno gli stati nazionali.
... Continua

A proposito di sospensione della democrazia, esiste un ordine mondiale che ci governa e ci condiziona nelle nostre scelte? Intervista surreale da ScienzaMarcia:

Dominare il mondo

- Come possiamo dominare il mondo? Miliardi di persone?

- E' facile.


- Lo dici tu.

- No, è veramente facile.

- Non penso: soggiogare l'umanità , ricorrendo alla costrizione è impresa improba.

- Quale costrizione? Non serve! Oggi si possono usare metodi molto più raffinati ed efficaci, anche se la violenza...

- Quali sono questi strumenti?

- Ad esempio, la televisione ed il cinema: con la televisione teniamo gli uomini di ogni età e classe sociale, immobili, di fronte ad uno schermo con immagini colorate e dinamiche, ipnotizzati da programmi che assecondino i loro gusti o titillino i loro bassi istinti. E' intrattenimento: si definisce così perché li tiene e li trattiene in un perenne stato di trance.

- Non tutti sono sedotti dalla televisione: alcuni mostrano interessi culturali...

- Non è un problema: noi trasformiamo la cultura in nozionismo o in sterile erudizione, ma dando l'illusione che sia sapere. Sai quanti letterati e scienziati trascorrono l’intera vita dietro immani stupidaggini!

- Come?

- Con la scuola, con le università, centri per il controllo mentale. In questo modo creiamo pseudo-scienziati e pseudo-intellettuali che disprezzano la gente comune, ma che sono solo un po' meno ignoranti della massa, ma altrettanto docili.

- Non mi convince: la conoscenza è potere. Potrebbero diventare pericolosi per il sistema.

- Pericolosi? In primo luogo, le loro conoscenze sono solo quelle che noi consentiamo di acquisire loro. Inoltre, se compiono qualche passo falso, o li corrompiamo o roviniamo la loro carriera, con diffamazioni e calunnie.

- Può darsi, ma qualcuno tra la massa potrebbe prendere coscienza e ribellarsi.

- Impossibile! Noi li riempiamo di cose: ad esempio vendiamo cellulari. Li convinciamo che senza i cellulari la vita è incompleta, infelice. L'altro giorno ho visto un bimbo che avrà avuto cinque anni. Strepitava e faceva i capricci perché voleva un cellulare, come il fratello adolescente. E' un grandioso successo!

- Non tutti hanno il danaro per acquistare questi strumenti o altri.

- Si indebiteranno. Il danaro è un altro ottimo strumento per controllare le persone. Non è vero che siamo noi ad essere avidi di ricchezze: noi abbiamo già tutto. Sono loro che non si accontentano mai: cercano di accumulare soldi ed oggetti, per lo più inutili. Quando si indebitano, li teniamo in pugno ancora di più. Oggi giorno quasi tutti si indebitano: per un appartamento, un'auto, un televisore al plasma, persino una vacanza...

- Va bene: le maglie sono molto strette, ma, secondo me, qualcuno riesce lo stesso a passare.




- Lo escludo nella maniera più categorica. Noi controlliamo tutto: l'istruzione, la politica, la giustizia, le forze dell'ordine, la magistratura, il sistema fiscale, i mezzi di informazione ... Non si sfugge.
... Continua

La situazione a L'Aquila è sempre più drammatica, nonostante le assicurazioni che tutto va bene ci sono migliaia di persone senza un tetto e si apprestano a trascorrere un altro inverno al freddo, ed il centro storico è sempre blindato dai militari, Miss Kappa ha scritto una lettera aperta al presidente della regione Abruzzo, fatela girare:

L'autorità del Presidente Chiodi


Il Presidente della regione Abruzzo, Gianni Chiodi, qualche giorno fa ha esternato su facebook in merito all'autorità (http://www.ilcapoluogo.com/site/News2/Politica/Chiodi-Contro-il-pensiero-unico-sull-autorita). Gli ho risposto.

Egregio Presidente Chiodi, vorrei reagire alla Sua intemerata in favore dell’autorità, anzi dell’Autorità, non una qualità di cui si analizzi il senso e la portata, per comprendere a chi spetti, a chi debba essere riconosciuta e perché, ma una sorta di valore assoluto. A prescindere. Ho riletto la nostra bella Costituzione repubblicana: vi ho trovato i valori della dignità, dell’eguaglianza (art.3), della libertà (art.13,14,15,16 ecc), del rispetto della persona umana (art.32), ma non ho trovato il valore dell’autorità. La parola autorità, lì, non è mai usata da sola, ma come “autorità di pubblica sicurezza” (art.13), “autorità giudiziaria” (art.21) per definire una funzione pubblica.
Ho poi letto la più recente “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”,che ha valore giuridico da appena un anno, e anche lì ho trovato che i sei valori cui sono intitolati i capitoli nei quali la Carta è suddivisa sono: dignità, libertà, eguaglianza, solidarietà, cittadinanza, giustizia. Non si parla dell’autorità. Eppure non sono affatto ignorati i doveri. Anzi, si afferma che il godimento dei diritti previsti “fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri come pure della comunità umana e delle generazioni future”.
Il potere di per sé non è buono. Da Montesquieu in poi abbiamo imparato che deve essere diviso, controllato, soggetto alla legge.
L’autorità si conquista con l’autorevolezza. Se imposta forzatamente, è mero autoritarismo.
L’ordine senza aggettivi non è un valore. L’ordine regna anche nei cimiteri. E nei gulag.
L’obbedienza di per sé non è una virtù. Il dovere di disobbedire agli ordini ingiusti è una delle conquiste della nostra civiltà giuridica, frutto della profonda “rivoluzione dei diritti umani” che, a partire dal secondo dopoguerra, ha segnato una svolta nella comunità internazionale. Dopo gli orrori della guerra e dell’olocausto. Questo dovere di disobbedienza non ha nulla a che vedere col “nichilismo ottundente” o il “relativismo esangue”. Anzi, richiede un sovrappiù di coraggio e di responsabilità di cui si vedono oggi assai pochi esempi, e non certo per colpa del ’68.
E’ davvero azzardato sostenere che la “crisi etica” della società italiana nasca dalla “svalutazione dell’autorità”, quando sono del tutto evidenti ben altre cause. Dalla corruzione, per cui l’Italia vanta un triste primato, alla collusione fra poteri pubblici (le “autorità”, appunto) e le mafie; dall'accaparramento di vantaggi personali da parte di coloro che dovrebbero rappresentare la Nazione, od essere “al servizio esclusivo della Nazione”,ai conflitti di interesse. Sino alla trasformazione in merce e all’umiliante esibizione mediatica del corpo femminile, per dirne solo alcune. Da qui, nasce una cattiva democrazia che esprime istituzioni prevalentemente prive di minimo etico. Estranee ad ogni istanza egalitaria. Una cattiva democrazia non riscuote rispetto per le autorità semplicemente perché non lo merita.
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Il caso della ragazzina marocchina minorenne "salvata" dal Cavaliere dalla questura di Milano con una fantomatica telefonata da palazzo Chigi ed i retroscena del rito tribale Bunga Bunga ha fatto il giro del mondo, rendendoci ridicoli ancora una volta in tutto pianeta, di seguito alcuni articoli sull'argomento, da Byoblu anche un dissacrante video:

Bunga Bunga per tutti

Bunga Bunga per tutti!

Bunga Bunga per tutti!

Silvio Berlusconi è un sultano. L'Italia è un sultanato e Villa San Martino (Arcore) e Villa Certosa sono due dei suoi immensi harem. Ogni giorno, dopo avere fatto qualche telefonata di rito, più che altro a Letta e Ghedini per assicurarsi che il Lodo Alfano proceda, il premier si dedica all'organizzazione di quello che davvero conta per lui: il Bunga Bunga della sera. Ecco perché è così amico di Gheddafi. Ecco perché gli procura 500 hostess bionde sopra il metro e settanta. Ecco perché minimizza sul leader libico, etichettando le sue indegne stravaganze come folklore, ed ecco perché fanno affari insieme. Sono uguali. Sono uguali e passano la giornata nell’attesa dell’amato Bunga Bunga.

Una volta l’Italia era la settima potenza industriale ed un faro nella culla del mediterraneo. Oggi non solo non siamo in grado di introdurre il rispetto dei diritti umani nei paesi dell’Africa del nord, ma anzi importiamo i loro costumi tribali. Importiamo il Bunga Bunga da Muammar Gheddafi e prendiamo lezioni di democrazia da un sovrano che regna indiscusso sull’Egitto da quarant’anni: Hosni Mubarak. (per capire chi è l’uomo dal quale Silvio Berlusconi vuole andare a scuola, guardate questo video).

Non è un caso se Ruby, la minorenne cleptomane che frequentava i Bunga Bunga di Berlusconi (dopocena erotici), è stata rilasciata dalla Procura, lo scorso maggio, dopo una telefonata dalla Presidenza del Consiglio che la indicava proprio come nipote di Mubarak. Ovviamente non era vero, ma Berlusconi era sicuro che Hosni non se la sarebbe presa. Perché anche loro sono uguali. Hanno lo stesso concetto di giustizia ad personam: l’egiziano mette dentro i propri avversari politici in maniera da non avere avversari alle elezioni, l’italiano tiene fuori se stesso e le ragazzine a cui vuole bene. Ovviamente non vuole bene a prescindere, ma solo a tipette qualunque, dozzinali e anonime come Noemi e Ruby. Se sei racchia puoi marcire in cella. Se sei una divinità greca puoi partecipare ai Bunga Bunga o curargli le carie.
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Da Non leggere questo blog considerazioni e intervista del futuro al nostro premier...

Impiccment.

Dunque, è come se Obama telefonasse all'Fbi per far liberare un'avvenente minorenne ucraina - accusata di furto e già protagonista di un "Bunga Bunga Party" alla Casa Bianca - spacciandola nientepopodimeno che per la nipote di Angela Merkel, e chiedendo venga affidata ad una show girl, ehm, pardon, ad una politica locale che se ne laverà le mani subito dopo il rilascio, e che verrà indagata per sfruttamento della prostituzione minorile assieme ad altri 2 uomini dell'entourage presidenziale. Non so se rendo.

Ho intervistato Silvio Berlusconi.

C'ho messo 20 anni. Ma ce l'ho fatta. Ho intervistato Silvio Berlusconi. Per riuscirci ho bruciato i migliori anni della mia vita. L'ho inseguito tra Palermo ed Antigua, Roma e Cinisello, Herat e Pyongyang. Ho pernottato in squallidi motel del New Mexico ed aspettato contatti nella più pericolosa periferia napoletana, ho dovuto inseguire, mentire e scappare, ho speso tutto, ho perso tutto. Ma finalmente ci siamo. La pubblico. Silvio Berlusconi ha 94 anni, si trova nel suo salotto di Arcore, ed è un uomo sereno.

Avrai finito di rompermi le palle.
Scusi Presidente, m'ero imputato.
Alla faccia! Ma poi chi saresti?
Un blogger ...
Ahahah (risata fragorosa) ... che fine avete fatto? Eravate così convinti.
Lasciamo stare. Poi tocca a me fare le domande.
Fammele allora, e di corsa, c'ho Veronica che m'aspetta: pranzo di famiglia.
Come Veronica? Ma vi vedete ancora?
Eccolo lì. Non avete mai capito un tubo ... Lo dico a te perché mi sembri simpatico, e oramai la politica fa parte del passato. In realtà non ci siamo mai separati, la nostra è una famiglia unita, solida, chetticredi.
Ma le escort? E Noemi? E le Veline?
Sì, ciao. Vai dietro ancora a queste storie? E' stata tutta una grande illusione, caro mio. Secondo te il Presidente di uno dei Paesi più importanti del mondo, con tutta la sicurezza che c'ha attorno, si fa sorprendere da 'na mignotta munita di registratore? E corre dietro ad una minorenne di Casoria? Ma cribbio, che c'avete in testa!
E quel bacio a Capezzone?
Maffigurati! Photoshop, Sallusti è un mago.
Lei non ha mai tradito sua moglie, quindi ...
Mai, mai in vita mia. Ma voi vi eccitavate così tanto, e non v'importava d'altro, e la Carfagna, e l'igienista, e la letterina. Prova a pensarci.
In effetti.
Nel pieno della più disarmante crisi economica del secolo - roba che non si vedeva dal '29 - a voi bastavano una barzelletta sconcia, una bestemmia sugli ebrei e 4 fighe al Ministero, ci passavate i mesi a discuterne. Il resto è storia, m'avete lasciato fare tutto. Tutto.
Ecco. Ma come ha fatto a piegare una moderna democrazia occidentale ai suoi interessi, così tanti, per così tanto tempo, così spudoratamente?
Seee, è arrivato Woodward! Comunque questa domanda non la devi fare a me, girala agli italiani. Io c'ho semplicemente provato. Non avevo scelta. Ve l'abbiamo pure detto, e mica una volta sola!
Come scusi?
Massì, prima io, poi Confalonieri, poi Dell'Utri, oggi meritatamente Presidente del Senato. O la discesa in politica, o la galera. L'abbiamo confessato persino a Biagi e Montanelli, e poi in Tv, ed in molte interviste. Eravamo belli che fottuti, nella merde direbbero i miei amici della Sorbona. 4 mila miliardi di debiti - quando i miliardi erano miliardi, mica come ora che senza mille miliardi di debito non sei nessuno - e poi processi per mafia, corruzione, fondi neri, reati finanziari, e molto altro. Eravamo certi che la cosa fosse risaputa, palese, per questo inizialmente scegliemmo la via della trasparenza. Ma sopravvalutammo gli italiani, non era necessario: infatti da lì in poi negammo l'innegabile, se fosse servito saremmo persino riusciti a negare la veridicità della teoria eliocentrica. Eravamo furbi e telegenici: ai cittadini bastava ... e ci votavano ...
E già, mica una sola volta ...
Quattro volte Premier, fino al '18 se non ricordo male.
... Continua

E ancora da Lidia Ravera:

Il caimano
Basso, chiatto, stempiato. Oppresso da un sembiante atrocemente banale. Fosse rimasto un volto tra la folla, protetto dal numero dei suoi simili, avrebbe stimolato, a 74 anni, l’empatia che si prova per chi non riesce a invecchiare bene. Sono parecchi. Anche il suo identikit erotico lo situa in una sorta di medietà animale maschile: vanitoso, superficiale e ossessivamente puttaniere. Non fosse diventato il più Potente del Paese, forse sarebbe stato un uomo felice. Le diciassettenni, le avrebbe guardate da lontano, con l’acquolina in bocca, seduto sulla panchina con il Lele, l’Emilio e quel burlone del Gheddafi. Le diciassettenni, naturalmente, non lo avrebbero neanche notato. Ma niente gli avrebbe impedito di sognare, certe sere, magari dopo aver alzato un po’ il gomito, di chiuderne venti in una stanza e di giocare con loro al “bunga bunga”. Con le nostre benedizioni.

Da Ehvvivi:

LA MORTE DI SARDANAPALO


delacroix.
la prima cosa che mi è venuta in mente è stato delacroix.
un'immagine mentale inquinata da un vago sentore di nausea, ma indubbiamente delacroix e la sua morte di sardanapalo, quel dipinto assai famoso che evoca potentemente la morte del re assiro.
lui, il signore di ninive, assiste con cinica ed annoiata indifferenza alla strage che si sta svolgendo davanti ai suoi occhi, consapevole che da lì a poco il fuoco avvolgerà quei corpi ed il suo, estremo sacrificio nel segno di quella noia di vivere di chi tutta ha avuto dall'esistenza.
va bene, mi rendo conto che il parallelo fra il satrapo di ninive (lussurioso sì, ma colto, potente, fautore del massimo splendore del regno assiro) e il satiro di hardcore non regge, ma l'immagine di quel dipinto non mi abbandona.
c'è morte, violenza, liquido disfacimento, feroce prevaricazione.
nel giro di pochi anni a seguire, il regno assiro si sgretolerà su se stesso.
l'italia invece si sta già sgretolando: politicamente, economicamente, socialmente, moralmente.
un'erosione costante che pare inarrestabile e che avviene sotto le dita di una classe dirigente abile solo a rendersi sempre più potente ed arrogante (e che ha consegnato in toto un paese allo strapotere dei gruppi bancari) e ad un elettorato che, in gran parte, sorride estatico ed inebetito, felice di sedere sul titanic mentre questo affonda.
poi penso che la maggior parte della popolazione italiana è femminile e quindi immagino che anche la maggior parte dell'elettorato italiano sia donna e mi chiedo con quale coraggio una donna possa decidere di votare per questa classe politica che così atrocemente ci malgoverna.
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Ed infine alcune considerazioni dal blog di Beppe Grillo:

Il popolo dei bunga bunga

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Ragazze minorenni sui viali delle città. Rumene, lituane, africane, italiane. A migliaia. Un popolo di stupratori seriali motorizzati le aspetta. Nessuno di loro chiede la carta di identità alle piccole donne. Solo il prezzo per le diverse modalità d'uso. Bambini di dieci/dodici anni in vendita in luoghi pubblici, davanti ai cimiteri, alle stazioni, in piazze di periferia. E ragazzine cinesi nei centri massaggi. Il depliant nel tergicristallo delle macchine parcheggiate con indirizzo, orari, immagini sorridenti con occhi a mandorla.
Il popolo dei bunga bunga non si commuove per la prostituzione di massa degli adolescenti nelle nostre città. C'è chi li usa, chi li ignora e chi si indigna per il pubblico decoro. La mamma con il passeggino tira dritto di fronte alla quindicenne truccata da troia mentre il marito prende nota del marciapiede su cui batte.
Berlusconi è un puttaniere? E' noto. Ha abusato dei suoi poteri? Lo fa da sempre. Ha fatto bunga bunga con Ruby? E' possibile. Centinaia di migliaia di italiani fanno sesso con minorenni? E' certo. Ottantamila abusano di bambini (BAMBINI!) nei viaggi di turismo sessuale (siamo tra i primi al mondo)? E' provato. E allora? Di che parliamo oggi? Ovviamente di Berlusconi, solo di Berlusconi, sempre di Berlusconi.
In un qualunque altro Stato occidentale sarebbe stato condannato per Mills, non avrebbe il monopolio televisivo, sarebbe stato fatto a pezzi dalla pubblica opinione per la sua frequentazione con dei mafiosi come Mangano o condannati in secondo grado come Dell'Utri. In nessuno Stato, neppure in Libia o in Russia, sarebbe potuto diventare presidente del Consiglio. Solo l'Italia poteva permettersi uno come lo psiconano. E' lo specchio di una parte del Paese che vorrebbe trombarsi le minorenni (e se le tromba), vorrebbe evadere il fisco (e lo evade), vorrebbe violare le leggi (e le viola).

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Alcune domande sul Bunga Bunga da parte di Alessandro Robecchi:

Alcune domande sulla Repubblica di Bunga Bunga

La Repubblica del Bunga Bunga sta vivendo in questi giorni nuove appassionanti avventure a base di pruriginose rivelazioni, sesso, presidenti del Consiglio, Lele Mora, Emilio Fede e belle signorine. Il Manifesto, che è un giornale serio e, se permettete, anche un po’ bacchettone, non intende occuparsene. Ma il giornalismo è una brutta bestia, e alcune domande è giusto porsele, sempre considerando il preminente ruolo dell’Italia nel mondo e il suo buon nome sulla scena internazionale. E’ vero che si tenevano nella dimora di Arcore del Primo Ministro Onorevole Cavalier Silvio Berlusconi (73 anni), nell’anno 2 d.N. (dopo Noemi) festini erotici chiamati Bunga Bunga con la presenza di una signorina detta Ruby (17 anni)? E’ vero che in questi party si affollavano decine di vip, due ministre, starlette televisive e il premier? E’ vero che la minorenne maghrebina chiamata Ruby era “l’unica vestita”? E’ vero che Emilio Fede, come lui ammette, l’ha conosciuta lì, ma che lei dimostrava 25 anni? E’ vero che il premier ha regalato alla ragazza molti orologi di lusso e soldi? Noi non vogliamo pescare nel torbido: la storia contiene numerose contraddizioni. Per esempio, ritenete possibile che con tante donne nude intorno, Silvio Berlusconi regali soldi e gioielli all’unica che resta vestita? E’ vero che la ragazza, minorenne, fermata per un reato (furto) è stata subito rilasciata in seguito a una telefonata da Palazzo Chigi? E’ vero che da Palazzo Chigi hanno raccontato agli esterrefatti poliziotti milanesi che la ragazza è nipote del presidente egiziano Mubarak? E in questo caso, la faccenda farà fare passi avanti alle relazioni internazionali della Repubblica di Bunga Bunga? Mubarak come l’ha presa? E’ vero che l’avvocato Ghedini ha avuto una crisi di nervi? E’ vero che ad Arcore, dopo le feste Bunga Bunga vanno tutte a fare il bagno nella piscina coperta? E’ vero che queste nuove rivelazioni accresceranno il prestigio dell’Italia nel mondo dei night-club? E’ vero che il Bunga Bunga è una specie di rito sessuale (detto anche orgia, se volete) caro a Gheddafi che l’avrebbe insegnato al nostro Premier? E se così è, Putin non è geloso?
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Le citazioni di Spinoza:

Carezzone

Premier coinvolto in vicende torbide con una minorenne. Per motivi di privacy non sarà reso noto il nome del premier.

(E vai, Pierluigi, anche la prossima campagna elettorale è fatta!)

Si parla di una storia del premier con una minorenne marocchina. Ma io non posso credere che un uomo della sua moralità vada con le negre.

La giovane aveva detto di avere 24 anni. Praticamente pensavano di essere coetanei.

La ragazza, in questura per furto, è stata rilasciata grazie a una telefonata della Presidenza del Consiglio. Un caso che suggerisce quanto faccia comodo avere un amico che fa l’imitazione di Berlusconi.

(Immagino Berlusconi che telefona in questura. “A proposito, c’è niente per me?”)

Intanto si cercano notizie sulla giovane nordafricana. Pare sia la figlia dell’autista di Craxi ad Hammamet.

Modelle minorenni, festini con prostitute e orge lesbo a casa di Berlusconi. Ma secondo me è la solita montatura per fargli riguadagnare consensi.

La ragazza ha svelato che il dopocena erotico era chiamato “bunga bunga”. Con i più piccoli è consuetudine dare alle cose nomi più orecchiabili.

I figli del premier gli si stringono intorno. Non si sa mai si riesca a sbirciare il testamento.

Indagato Emilio Fede: il reato è pavoneggiamento della prostituzione.

Fede coinvolto in vicende di prostituzione: “L’ho saputo dai giornali”. Che era reato.

Il pentito Spatuzza riconosce un uomo dei servizi segreti. È quello che gli ha portato il caffè.

A Regina Coeli detenuto muore per denutrizione. È successo tutto in un attimo.

Capezzone colpito da un pugno. Si era incantato.

Il portavoce del Pdl è stato colpito da un pugno a Roma. Speriamo sia l’inizio di una tournée.

(Prima Belpietro, ora Capezzone: questi aggressori violenti stanno veramente rompendo i coglioni a Berlusconi)

Dopo il pugno a Capezzone è caccia all’uomo: ha saltato la fila.

Le telefonate di rivendicazione sono al momento gestite attraverso un apposito centralino.

Dell’episodio sospettato un italiano. Su due.

... Continua

Da Happysummer domanda lampo al cavaliere:

Ipse dixit

Durante un'intervista, un giornalista fa al Premier una domanda a bruciapelo (...è proprio in caso di dirlo...)

"E' vero che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine?"

Il Premier risponde:
"Certo!... Ma tanto io sono pelato, eh eh"


Ancora non se ne parla molto, ma a Roma i cittadini della zona EUR si sono già allertati, è prevista un'altra colata di cemento nel quartiere residenziale per l'allestimento della Formula uno del 2012 fortemente voluta dal sindaco Alemanno, i residenti sul piede di guerra contro questa ennesima devastazione del territorio, da La Repubblica:

IL GRAN PREMIO ALL'EUR

"Colata di cemento con la scusa della F1"

Roma, mega progetto intorno al circuito dell'Eur: grattacieli al posto delle aree verdi. Italia Nostra: i terreni ceduti ai privati in cambio delle infrastrutture del Gran Premio

di PAOLO BOCCACCI

Il cemento ha il colore di una fotografia di quello che sarà. Due alti palazzi gemelli da una parte e dall'altra all'altra del verde delle Tre Fontane, davanti ai bianchi marmi dell'Eur, dove adesso si stagliano il rosso dei campi da tennis e delle piste di atletica e il verde di quelli da basket. Ognuno sarà un piccolo grattacielo, ben quindici piani fuori terra che si allungano in altri sette piani accanto, a forma di una L, e tutti e due ospiteranno appartamenti di lusso, uffici e negozi, messi in vendita per lanciare e realizzare il Gran Premio di Roma e far sfrecciare nell'estate del 2013 i bolidi della Formula Uno nel quartiere.

I progetti Gli 'effetti' sull'ambiente

Il progetto è stato presentato all'inizio di agosto in grandi cartelle rosse e bianche nelle stanze che contano del Campidoglio e adesso aspetta il via libera della conferenza dei servizi, convocata per il 9 novembre, e poi del consiglio comunale. I due palazzi del comprensorio si chiamano con nomi poetici, Porta dei Pini e Porta delle Tre Fontane. Ma sono 80 mila metri cubi che si abbatterebbero su uno degli angoli storici destinati a verde attrezzato del quartiere, quelli dove dagli anni Sessanta intere generazioni di ragazzi, con le loro magliette bianche e le scarpette da ginnastica, hanno cominciato a correre sulle piste, a giocare a tennis e a pallacanestro.

Così scendono in campo le associazioni dei cittadini del quartiere (Comitato Salute Ambiente Eur, Coordinamento Comitati e Cittadini per la Difesa dell'Eur, Coordinamento No Alla Formula Uno e La Vita degli Altri Onlus) e Italia Nostra, con un dossier dal titolo "Le mani sull'Eur" e un appello al sindaco Alemanno, ma anche ai ministri dei Beni Culturali, Sandro Bondi , e dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e al premier Silvio Berlusconi. "Ribadiamo" scrivono "la nostra estrema preoccupazione riguardo un progetto che sembra aver preso forma parallelamente alla concezione di Roma Capitale, dimostrando finalità e modi privatistici, troppo lontani dall'interesse pubblico. Un'impresa che si è avvalsa, finora, di modalità di comunicazione a nostro avviso poco chiare, basate sui più agili metodi dell'imprenditoria privata, quando l'oggetto in discussione sono un quartiere storico, gioiello del Razionalismo, e il benessere di migliaia di cittadini"

I nuovi edifici, che si aggiungerebbero ai 150 mila metri cubi da costruire nell'ex Velodromo, spazzeranno via all'inizio tutte le strutture sportive delle Tre Fontane che sarebbero rase al suolo per far posto ai cantieri e poi ricostruite nello spazio rimanente.

... Continua

Il rilancio del TG1 raccontato da Michele Serra:

Se Minzolini ci mette la faccia

Augusto Minzolini
Augusto Minzolini

Il pesante calo di ascolti del Tg1 preoccupa il direttore Minzolini. Sotto accusa il tradizionale schema dell'edizione delle venti: dieci minuti di orribili delitti, dieci minuti di Berlusconi, dieci minuti sui cosmetici preferiti da Lady Gaga oppure sul salvataggio di un mulo rimasto intrappolato in una stalla con la serratura rotta.
Chiuso in una stanza con il suo staff (formato da un ipnotizzatore, da un ventriloquo, da un pubblicitario,
dal cappellano di Mediaset e perfino da un giornalista), Minzolini sta studiando il rilancio del suo telegiornale attraverso un profondo cambiamento di indirizzo.
Ecco le varie soluzioni allo studio.

Rimescolamento Si tratterebbe di usare gli stessi elementi, ma in modo meno rigido. Esempio: dieci minuti di orribili delitti commentati da Berlusconi, dieci minuti di Lady Gaga che salva un mulo rimasto intrappolato, dieci minuti sui prodotti cosmetici preferiti dalle vittime degli orribili delitti. Oppure: dieci minuti
di orribili delitti commessi da Lady Gaga, dieci minuti di Berlusconi che convince il mulo a non opporre resistenza, dieci minuti sui cosmetici preferiti da Paolo Bonaiuti. La formula ha il limite di offrire al massimo una ventina di varianti, ma il vantaggio di non lasciare nessuno spazio ad altre notizie, rispettando la vocazione del principale notiziario del servizio pubblico.

Alleggerimento È il contrario dell'approfondimento. Una formula già applicata con successo nel telegiornale di Antigua, che apre sempre con il campionato di surf e prosegue con la ricetta del giorno. Si pensava di acquistare il format e mandarlo in onda così com'è, ma la Federazione italiana del surf ha giudicato faziosi i primi servizi di prova, e la ricetta del giorno, sempre a base di aragoste vive, è giudicata pericolosa dal sindacato dei cameramen della Rai. Malcontento anche tra i conduttori, che hanno qualche difficoltà a leggere un intero telegiornale in lingua spagnola.

Musical La scaletta rimarrebbe identica, ma sarebbe cantata dal conduttore, con un corpo di ballo che improvvisa suggestive coreografie tematiche. Lo scopo è sdrammatizzare e trasmettere al pubblico una visione più ottimista della realtà. Nel numero zero il conduttore (il tenore goriziano Gianni Tocai, ex re dell'operetta, assunto in quota alla Lega) è stato applaudito a scena aperta per la travolgente interpretazione della giornata politica, con lunghi acuti e preziosismi vocali riferiti al Pdl e impressionanti stecche, seguite da un plateale collasso in diretta, quando ha cantato il breve passaggio dedicato all'opposizione, la celebre romanza "Un rigo appena". Bene anche il corpo di ballo, ma con qualche difficoltà logistica: nella coreografia sul delitto di Avetrana, il ballerino che interpretava il popolarissimo zio Michele, roteando un badile ha colpito alla nuca il conduttore. Necessario uno studio più spazioso.
... Continua

Una splendida immagine da una cara amica, Dolcemania:


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La luce soffusa,
il jazz,
la pioggia sui vetri,
il rumore del mare,
il tepore di una coperta,
le lenzuola di seta,
deliziarmi con la panna,
una carezza tra i capelli,
un gioco complice,
i brividi sulla pelle,
la pressione
di una mano audace sulla schiena,
un’emozione
che non conosce limite e distanza...

Arresa senza indugio
a tutto ciò che è effusione.

La luce soffusa,
Da Unabuonacattiva, cosa le piace:

...nell'armadio!!



...sulla poltrona!!



...sul letto!!




Da Daphnuti:

Femmine (2)

Da Dalfusoditaiwan le vignette animate:

VOGLIA di ALLEGRIA


New Art


morra cinese... ne va di mezzo lo slip


Al Museo


povero uomo di Vitruvio... sei scaramantico o hai altri problemi?



Potenza della patonza!!!


Amori difficili


Le ultime opere di Vauro, i miracoli:






Da Enteroclisma il caso Ruby:

COME E' DURA (si fa per dire ) LA VITA

Scoppia il caso Ruby.
Una folla di avvocati si affretta a smentire e minimizzare,
non è cosa nuova che il piccolo premier si trovi indaffarato con delle ... montature.

Per chi volesse approfondire, può farlo all'indirizzo :













Da PV64 vita di coppia:

Ore d'amore.


http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Coppia%20-%20Ore%20e%20minuti%20Low.jpg


Pillola del giorno: Totò e la fontana di Trevi


sabato 23 ottobre 2010

I have a dream...

In alto: Immagine tratta dal blog http://never-tear-us-apart.splinder.com/


Benchley e io avevamo un ufficio cosi' minuscolo che se fosse stato un centimetro più piccolo, sarebbe stato adulterio.
Dorothy Parker.


Ultima puntata delle lezioni di sesso da parte di Maurizio Crozza e Lorena Berdùn, dove si riassumono tutti gli argomenti trattati nelle puntate precedenti, buona visione:



I have a dream...

Martin Luther king pronunciò questa frase durante il suo discorso tenuto il 28 agosto del 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili. Abbiamo un sogno è la stessa frase con la quale Michele Dotti ha iniziato la sua battaglia allo scopo di riunire quante più persone possibili per realizzare il sogno di vedere finalmente un inizio di rinascimento del nostro paese, aderite e fate girare questo appello, forse questo sogno è possibile realizzarlo:


I have a dream...

Ho fatto un sogno, è meraviglioso e non intendo più svegliarmi.

Ho sognato che un bel giorno, un giorno non lontano, stanchi di attendere e sperare in tempi migliori, i settori più attivi della società civile si riuniranno per organizzare tutti insieme il cambiamento politico nel nostro paese, creando un’alternativa credibile, seria, affidabile che tutti gli italiani potranno abbracciare al di là dei rispettivi percorsi politici di provenienza.

Un nuovo soggetto politico, estraneo a tutte le vecchie logiche partitiche.

Un movimento fondato semplicemente sul “buonsenso”; quanto basta a capire che la raccolta differenziata è mille volte meglio degli inceneritori, che il risparmio energetico e le rinnovabili sono le vere alternative alla follia del nucleare, che le grandi opere servono solo ai grandi affari mentre sono le “piccole opere” quelle che migliorano davvero la vita della gente!

chi-siamo2Un movimento che sa dire sì quando è il momento di dire sì e no quando è il momento di dire no, in modo chiaro e comprensibile a tutti: sì all’integrazione, al rispetto delle diversità, al pluralismo, alla libertà d’informazione, alla pace. No al razzismo, all’esclusione, al monopolio dell’informazione, alla censura, alla guerra e ad ogni forma di violenza.

Sarà così, riflettendo tutti insieme sui contenuti, che i rappresentanti della società civile -raccolti intorno a un tavolo- si accorgeranno di avere fra di loro molti più punti in comune di quanti non ne abbia mai avuti al proprio interno nessun partito nella storia repubblicana. Si renderanno conto cioè di avere creato in tutti questi anni di impegno silenzioso, non soltanto un orizzonte di valori comuni, ma anche un vero “programma” di azioni da realizzare per risollevare il paese, un programma fondato su una visione della società che nessun partito -fino ad ora- ha mai realmente promosso.

E così, mostrando una saggezza che non si è mai vista in Italia, questi “leader” di un “movimento senza leader” sceglieranno consapevolmente di fare ciascuno un passo indietro, per poterne fare dieci avanti tutti insieme.

Ho sognato che ognuno metterà da parte per un attimo quel pizzico di orgoglio, più che legittimo… direi quasi sacrosanto, per i percorsi meravigliosi che ha creato fino ad ora e rinuncerà alla propria sigla, al proprio nome, al proprio logo, per vederne i contenuti aprirsi all’intera società.

Sarà un atto di coraggio e grandezza d’animo, oltre che di lungimirante umiltà!

Un gesto di portata storica, che aprirà uno scenario nuovo per il paese.

E sarà così che in un solo giorno decideranno di fondersi tutti insieme -per un obiettivo comune- le associazioni di volontariato, i comitati, i movimenti e le liste civiche territoriali, le reti di comuni e gli enti locali virtuosi, il mondo del commercio equo e dei gruppi di acquisto solidale, le esperienze di finanza etica e di consumo critico, il mondo ecologista e quello pacifista, i comitati per i beni comuni e quanti si battono contro tutte le mafie… per creare uno straordinario progetto politico unitario ed aprirsi ad ogni singolo cittadino onesto del nostro Paese!

E tutti insieme creeranno un Partito ispirato al buonsenso e fondato sull’onestà, che inizierà da subito a presentare il proprio programma su internet, nelle piazze, in tutte le riviste della società civile, nei bagni in spiaggia e nelle baite in montagna, nelle liste d’attesa dei pediatri e delle poste, nei pub e ai concerti… spinto dall’entusiasmo di milioni di volontari di ogni età che ritroveranno finalmente il piacere di impegnarsi civilmente per il proprio paese.

... Continua


Dal blog di Michele Dotti il video girato da Transition Italia, descrive i movimenti della società civile nel mondo, siamo milioni di persone unite da un obiettivo comune: rendere più vivibile e più umano questo nostro tartassato pianeta, senza violenza e con buonsenso:



Aisha una giovane donna afgana, venduta all'età di dodici anni dal padre-padrone ad un essere senza scrupoli il quale l'ha schiavizzata per anni, quando lei finalmente ha avuto l'opportunità di sfuggire al suo aguzzino è scappata ma è stata riacciuffata ed un tribunale talebano ha condannato la ragazza all'amputazione di naso e orecchie, in seguito aiutata da un'organizzazione statunitense è riuscita a riparare negli Stati Uniti, dal blog Liberamente Lei il raccapricciante racconto della sua giovane vita:

Un volto nuovo per Aisha

Chissà se il capo tribale che un anno fa emise la sentenza ha potuto vedere il suo sorriso in tv o su Internet, chissà se hanno saputo la notizia il marito talebano che ha infierito col coltello su quel volto da ragazzina e il cognato vigliacco che l’ ha tenuta ferma, per terra, di notte, lasciandola morente in una radura di montagna nel cuore dimenticato del nuovo Afghanistan. La notizia arriva dalla California: Aisha ha un naso nuovo. Certo è imperfetto, provvisorio, un po’ triste, forse a uso dei mass media. Una di quelle protesi che usano a Hollywood. Ma Aisha non è Nicole Kidman nei panni di Virginia Woolf, lei ha solo bisogno di tornare nella sua pelle. La ragazzina che ha avuto il coraggio di comparire sulla copertina del settimanale Time, ad agosto, con quel viso scavato dalla lama, probabilmente non tornerà più a casa, al suo villaggio nella provincia di Uruzgan.

Quale casa poi? Quella del padre, che fino all’ ultimo ha cercato di rimandarla dal marito cui l’ aveva data in moglie, all’ età di 12 anni, per ripagare un debito? La casa adottiva di Aisha adesso è dalle parti di Los Angeles e si chiama Grossman Burn Foundation, l’ organizzazione umanitaria che ad agosto l’ ha portata via dall’ Afghanistan.
... Continua

Dal blog Il Corpo delle Donne un video sul femminismo in America:

Yes, I am a feminist!


Il Movimento Femminista americano ha realizzato questo gioiellino coinvolgendo donne e uomini giovani e vecchi, attrici e persino Michael Moore!, per spiegare cosa significa essere femminista. Gli americani in queste operazioni sono maestri: guardate come riescono a giocare con la parola femminista eliminando l'acidità, la durezza che a volte le si attribuiscono (c'è un punto esilarante quando l'attrice dice "femminista non ha a che fare con donne che non si depilano..." si guarda le gambe e aggiunge perplessa" beh... andiamo avanti"...)
... Continua

Continua la protesta degli abitanti di Terzigno e dei paesi circostanti il parco del Vesuvio, cittadini che non vogliono la dscarica nel loro territorio, dal blog Il cambiamento il racconto di quello che sta succedendo, una storia che dura da sedici lunghi anni:

Terzigno e l'emergenza, una rabbia lunga 16 anni

Le barricate in strada, gli scontri con le forze dell'ordine, la guerriglia, i lacrimogeni. I cittadini di Terzigno e Boscoreale, sostenuti dai rispettivi sindaci, non si rassegnano all'apertura della discarica di Cava Vitiello. La seconda della zona dopo Cava Sari. L'ennesimo tentativo, sul territorio Campano, di "alzare il lembo del tappeto e spazzarci sotto lo sporco". Una storia lunga sedici anni.

emergenza rifiuti
I cittadini non si rassegnano all'apertura della discarica di Cava Vitiello. La seconda della zona dopo Cava Sari. L'ennesimo tentativo, sul territorio Campano, di "alzare il lembo del tappeto e spazzarci sotto lo sporco"

Le immagini andate in onda sul tg nazionale sono scioccanti. Gente disperata, la polizia che carica più volte la folla, signore anziane che ti aspetteresti di vedere a passeggio che invece stanno in prima fila e gridano la loro rabbia in faccia ai poliziotti; ragazzi dal volto insanguinato, padri di famiglia che sembrano volersi strappare i capelli dalla testa. Una signora dice alle telecamere che "un poliziotto voleva persino sparare!".




... Continua

L'analisi di Luogocomune sulla politica del manganello di questo governo e della nostra classe politica:

Questa politica che delega al manganello

La distanza siderale che separa il "mondo dorato" in cui alligna la classe politica ed il paese reale dove i cittadini si dibattono fra paure, incertezze e problemi (spesso più grandi di loro) di svariata natura, sta facendosi ogni giorno che passa più siderale.

La politica del nostro tempo vive esclusivamente di autoreferenzialità e ha ormai perso irrimediabilmente la capacità di rapportarsi con quella gente che a scadenze fisse è chiamata a delegare, gettando una scheda nell'urna, il proprio rappresentante. Un personaggio di "plastica" il politico, telegenico e dai modi accattivanti che si rapporterà con lei solo attraverso lo schermo TV, dove parlando a nome di tutti coloro che lo hanno votato (e perciò dello stato e della legalità) annuncerà immancabilmente decisioni deputate ad accrescere i problemi, le paure e le incertezze di cui sopra.

Quando la misura è colma, e negli ultimi mesi sta accadendo sempre più spesso, i cittadini scendono in strada, domandando un confronto e pretendendo delle risposte. Ma la classe politica non ha risposte e non possiede neppure l'umiltà necessaria per scendere dal suo mondo dorato ed entrare nel merito dei problemi delle "persone normali", problemi il più delle volte da lei stessa generati.

Ecco allora che l'unica risposta plausibile per chi vive fra auto blu, festini alla coca nei salotti che contano, rotocalchi televisivi, tangenti ormai legalizzate sotto forma di consulenze e panegirici autoreferenziali, consiste nel lasciare spazio allo strumento che più di ogni altro risulta in grado di essere convincente, senza oltretutto permettere alcuna replica. Il manganello....



Manganellate in Val di Susa, dove i cittadini che si oppongono ad un'opera devastante ed economicamente disatrosa non hanno mai visto gli uomini politici di riferimento "uscire" dalla TV per fornire spiegazioni ed intavolare un confronto, ma in compenso hanno sentito la gragnuola di manganellate sulle loro teste, finendo spesso e volentieri all'ospedale.

Manganellate a Terzigno, dove la popolazione destinata a venire avvelenata da una discarica abusiva sotto il controllo dello stato non hanno mai avuto l'onore di vedere scendere fra loro un qualche politico fra quelli che hanno deciso di annientare il loro futuro. Ma tutte le notti vedono scendere i manganelli, in un'escalation di violenza durante la quale la polizia ha ormai violato qualsiasi regola propria di uno stato civile.

Manganellate a Cagliari, dove i pastori ridotti sul lastrico, con le proprie case e le proprie aziende ormai all'asta, domandavano un confronto con la giunta regionale. Ed hanno ricevuto in cambio bastonate e lacrimogeni lanciati in maniera criminale ad altezza uomo. Con la risultante che Roberto Fresi, pastore di Sassari, oltre alla casa rischierà di perdere anche un occhio.

E ancora manganellate sugli operai che protestano per essere stati messi in mezzo ad una strada, manganellate sugli studenti che domandano perché sia negato loro un futuro. Manganellate sugli ambulanti che occupano la tangenziale chiedendo spiegazioni (e non ricevendole) in merito alla direttiva Bolkestein (firmata in segreto) che metterà a rischio il mestiere che offre loro da vivere.

Manganellate ai tassisti, agli allevatori, ai precari.

Manganellate a Chiaiano, ad Acerra, a Vicenza e in molte altre occasioni che sicuramente abbiamo dimenticato.
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La RAI i suoi programmi ed i costi per realizzarli, da Byoblu la spiegazione del perché il servizio pubblico televisivo non deve guardare al profitto:

Perché Fabio Fazio e Loris Mazzetti sono una miniera d'oro

Franco Bechis Loris Mazzetti

Franco Bechis, su Libero di oggi, ce l'ha con Loris Mazzetti, ospite ieri sera di Annozero, riferendosi ironicamente a lui come un tecnico.

Loris è un veterano capostruttura Rai con alle spalle un'intensa attività come regista, autore, capoprogetto in una sterminata serie di successi che hanno fatto la storia del servizio pubblico, a cominciare da tutte le trasmissioni di Enzo Biagi, di cui era grande amico, passando per una serie interminabile di grandi interviste, come "Parliamo di me" con Woody Allen, per approdare al più recente Che Tempo Che Fa con Fabio Fazio. Ma questo Bechis lo sa benissimo. In realtà cerca solo di sostenere una tesi che non sta in piedi.
Scrive Bechis: «[ndr: Mazzetti] ha fornito per la prima volta il budget economico di quel programma: Fazio prende 2 milioni di euro di cachet personale, la trasmissione costa “10-11 milioni di euro all’anno”. Sempre Mazzetti descrive il programma come una miniera d’oro, tanto è che porta “7-8 milioni di euro di spot”. Dovrebbe provare a recarsi in qualsiasi ufficio acquisti di un’azienda privata in qualsiasi parte del mondo, e dire: “ho un programma di successo clamoroso, costa 11 milioni e ne fa entrare ben 8”. Quale televisione privata del mondo comprerebbe a scatola chiusa un programma di sicuro insuccesso che prima ancora di andare in onda sa già di causare all’azienda un buco di bilancio di 3 milioni di euro? Nessuna. Sarebbero messi alla porta il tecnico Mazzetti e il giovale [ndr: che vuol dire giovale??] Fazio, spiegando loro che la tv libera si fa quando si riesce a fare guadagnare l’azienda, non quando le si fa un danno. “Che tempo che fa” provoca un buco di bilancio, cioè un danno, di 252mila euro al mese. »
Come spesso avviene, la fregatura sta nelle premesse, in quello cioè che non viene detto ma che può sostenere o delegittimare un'intero castello deduttivo. L'articolo di Bechis si basa sull'assunto che un programma sia un prodotto e che la Rai sia una qualunque azienda. Falso.
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A che punto è la ricostruzione a L'Aquila? Il racconto di Trentotto Secondi:

RI-COSTRUIRE

Ricostruire = costruire di nuovo e non costruire "ex-novo".
se lo si intende erroneamente come “ ex novo”, il premier ha ragione a dire che ha ricostruito L’Aquila. I 19 insediamenti, i moduli abitativi provvisori (?) sono la nuova L’Aquila, che ospita tutti coloro che hanno avuto danni ingenti alle proprie abitazioni. La città vecchia? Bah, dovremmo “costruirla di nuovo”, ma siamo lontani, lontanissimi. Neanche i danni leggeri sono stati tutti riparati.
Ma questa nuova accezione del termine ricostruire, inteso come costruire “ex-novo”, sembra aver permeato un po’ tutto.
La foto che segue è un edificio dell’Azienda per il Diritto allo Studio (Azienda regionale), sito a Coppito, che da circa 8 anni (più o meno) ospitava servizi per gli studenti universitari: sala mensa, bar, sala ricreativa e sale studio.



Il terremoto l’ha danneggiato e la sua classificazione in termini di danni non si conosce: forse è “B” (pochi danni), forse è “E” (danni ingenti che, appaiono davvero strani dato che l’edificio è nuovo e ha solo i piani terra e primo). Sono passati 18 mesi e non si hanno notizie di progetti di ri-costruzione. Nei mesi passati il servizio mensa è stato ospitato in un tendone, mentre bar e le sale studio … neanche a parlarne. In 18 mesi lo stabile poteva essere sicuramente ricostruito.
E infatti è stato ricostruito, cioè costruito ex-novo, sul ex-parcheggio attiguo al vecchio edificio. Eccolo qui!!


Due strutture modulari tutte nuove, messe su in pochi giorni. Ospiteranno mensa e bar!










E le sale studio? Niente paura, ci ha pensato il Canada con un nuovo insediamento (tra l’altro bellissimo) comprensivo di sala conferenze, palestra basket e centro fitness (nella foto seguente).
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Continua il corso rapido de La Twiggy per diventare uno stronzo da rimorchio, seconda puntata:

CORSO RAPIDO PER DIVENTARE UNO STRONZO DA RIMORCHIO - parte 2 - L'abbordaggio

Quando il bravo ragazzo si trova al cospetto della donna dei suoi sogni di solito va nel panico. Cosa faccio? Cosa dico? E se mi manda a cagare? Sono queste le domande che lo impietriscono. Li ronzano a tal punto nel cervello che resta di sasso. A fissarla. E prima che gli arrivi l’impulso dal cervello alle corde vocali per proferire un ciao, il fighetto di turno l’ha già portata via. In un angolo appartato. Che in questo locale ci sono troppi maniaci. Ti difendo io. Ha ragione purtroppo. Il maniaco sei tu. Guardati. Silente. In piedi. Sguardo vacuo. Bocca socchiusa nel tentativo di emettere un suono, uno qualsiasi. Mani conserte o in tasca per nascondere il sudore grondante. Ti manca solo l’impermeabile… Non è un bel vedere.

Anni di imbarazzi e sofferenze ti hanno suggerito che l’approccio diretto non fa per te. Preferisci raggirare la preda. Diventandoci amico. Sbagliato! Non mi sento di citare Max Pezzali. Anche perché Repetto potrebbe prendersela a male. Ma noi tutti sappiamo fin troppo bene cosa sia la regola dell’amico. Lo stronzo poi meglio degli altri. E noncurante le ficca due metri di lingua in bocca. Che se tanto rimedia uno schiaffo pazienza. Si passa alla prossima. Il biondino col ciuffo conosce così bene gli infami meccanismi della regola dell’amico da giocarli invece a suo favore. Dopo aver raggirato, incantonato e consumato la preda, se ne uscirà fuori col ridicolo melodramma che non è più il caso di fare sesso. Che c’abbiamo troppo un bel rapporto. Non possiamo rovinare tutto. Non sei tu, sono io. E altri deliri che simulano una sindrome premestruale. Come dico sempre. Io non ho niente contro gli uomini col mestruo. Solo mi sembrerebbe giusto che c’avessero pure loro i dolori. Comunque. Questo sembra essere ai suoi occhi un modo abbastanza elegante per allontanare la femmina che non desidera più. Ma mettendola in stand by. Che non si sa mai che ci sia un periodo di magra. E a nulla vale controbattere che solo le sgualdrine si fanno i propri amici e che noi non siamo delle sgualdrine… La finta consapevolezza che si stia creando un bellissimo rapporto non porterà mai in direzione di una probabile frequentazione più assidua. Cosa a cui ambisce invece il bravo ragazzo, e che lo frega. Perché lo stronzo non vuole la fidanzata. Lo stronzo vuole solo un certo numero di femmine più o meno infatuate che alzino la sua autostima a tempo debito. E non solo quella…

Infatti alla base del mancato rimorchio c’è un problema di autostima e fiducia in se stessi. E le donne c’hanno il radar per gli insicuri. Agli occhi del bravo ragazzo, e della pulzella, lo stronzo è uno di successo, bella presenza, portafoglio importante. Non è detto che sia così. A volte lo fa solo credere. Ma non racconta mai vere e proprie balle. Troppo pericoloso. Potrebbe venir scoperto. Solo mezze verità. Pensa che mentire e barare sia l’unico modo per ottenere ciò che vuole. Il bravo ragazzo non ce la fa. Verrebbe dilaniato dai sensi di colpa… ma un po’ di finzione scenica è proprio necessaria. Non hai mai fatto recitazione? Nemmeno a scuola? Ok. La recita di natale all’asilo non conta. Soprattutto se ti appioppavano sempre il ruolo della stella cometa….
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E a proposito di lezioni, anche Pataterna si cimenta in Lezioni di porno:

LEZIONI DI PORNO

Il porno vuol dire un mondo che non ci dobbiamo vergognare perché non l’abbiamo inventato noi e quindi non è colpa nostra. Però stavolta non diamo la colpa a Berlusconi per piacere,che sennò gli fischiano quelle orecchie grosse a forma di parmigiano e non mi pare una cosa bella.
Le cose porno sono nate nell’età primitiva quando l’uomo che non sapeva che fare disegnava col gesso nelle caverne delle teste di animali squartati, degli scarabocchi che nessuno ha mai avuto la pazienza di capire, delle figure di uomini che mettevano delle mazze in culo ai bisonti. Così un giorno un uomo primitivo, pensando giustamente che i fatti pornografici si facevano così, ha provato a metterci veramente una mazza in culo a un bisonte vero e diciamo che il bisonte non l’ha presa molto bene e l’unica cosa rimasta intera è stata la mazza e quindi da quell’evento le persone si sono accorte che i bisonti non andavano bene sessualmente. Così è iniziata la prassi delle mazze in culo alle femmine.

La sessualità ce l’abbiamo tutti,da quando siamo nati. Tutti quanti: maschi, femmine, zingari (senza offesa), ricchioni (senza offesa), napoletani (con offesa), vecchi, drogati e chiattoni. Ma, lo sappiamo,siamo dotati di accessori diversi. Proprio per non creare una società di gente omologata che facciamo tutti le stesse cose,con i nostri accessori sessuali diversi possiamo essere curiosi di vedere quello che gli altri tengono dentro alla mutanda.

Le femmine dalla nascita tengono la farfallina(che comunque non è uguale a tutte visto che può essere:riccia,liscia,del colore che dipende dai capelli, nuda senza peli, coi peli solo ai lati, col ciuffo a banana,pettinata anni 80, con le ali,a cozza,invecchiata), i maschi invece tengono la terza gamba se sono fortunati,se sono normali il pene, se sono sfortunati una mezza matita,se sono sfortunatissimi la puntina per i poster,se hanno bisogno di un miracolo sembra che tengono solo le palle. Poi le femmine tengono pure le sisette, che variano nelle dimensioni a seconda di quanto esse vogliono bene alla madonna.

Il culo, chiamato da rai uno lato B, da rai due deretano,da rai tre fondoschiena,da rete 4 insieme di natiche, da canale 5 gheghenello ,da italia 1 portammerda (scusate, ma è per la par condicio) è presente sia negli uomini che nelle donne e mentre le donne devono acconsentire ad essere penetrate di soppiatto nel retrostante altrimenti l’uomo diventa triste e non ti porta più a mangiare fuori, guai ad inserire qualcosa nel salvadanaio dell’uomo altrimenti parte al 100% di capocciata. Se ora siete un uomo e non vi riconoscete in questa descrizione vuol dire che siete omosessuali e dovete farvene una ragione, ok?

Agli omosessuali piace utilizzare il sedere per fare mille cose: chiacchierare, fare il sesso, sedersi, espellere i rifiuti, fare del vento. Per saperne di più è consigliata la visione del film western: il buono.il brutto e il passivo.
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Le fantasmagoriche ricette di EvacontroAdamo:

Ricetta per sopravvivere


Categorie: torta scema

INGREDIENTI:

Una ragazza scocciata
Un ragazzo stupido
Una strada
Mezza porzione di parolacce
Una strada
5 cucchiai di sospiri
4hg di rabbia
Un sacchetto di risate

Prendete il ragazzo e stufatelo per bene, mettetelo a scolo nel lavandino. Cospargetelo di libri, penne e cartella e aggiungeteci un pizzico di fatica.
Mescolate il tutto fino ad ottenere una giornata faticosa, poi mettetelo in forno.Giunto ad ebollizione fate scivolare nella pentola il suo pallone, moto e automobile.
Fate cuocere in un tegamino a parte le parolacce. Sformate e lasciate raffreddare il tutto. Dopo 15 minuti rompete due ruote su una terrina, sbattetele e montatele a neve. Metteteci pure il ragazzo bagnato con un po' di liquore dolce
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Comunicazione di servizio sui disoccupati in Italia da parte di Alessandro Robecchi:

Voi siete qui - Certi fantasmi

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Le ville del Cavaliere e le abitazioni dei suoi avi raccontate da Lia Celi:

L'avo di B. e la torre di Babele

A ben guardare, tutti i collezionisti sono collezionisti di immobili: sotto il profilo della mobilità, le farfalle morte e i francobolli non sono meglio di ville e palazzi. E allora, perché biasimare l’insaziabile cupidigia di Silvio Berlusconi per le dimore di lusso, se non per il fatto che un album di farfalle si guarda in un’ora, mentre per visitare tutta la collezione planetaria di ville berlusconiane ci vuole un anno e un passaporto valido? Tanto più che per il premier, lo shopping immobiliare compulsivo non è un capriccio, ma una tendenza ricorrente nella sua schiatta fin dai tempi più remoti. Volete proprio imputare al Cavaliere anche questa dolorosa tara familiare? Mentre ci pensate sù, vi raccontiamo alcune biografie esemplari tratte dall’albero genealogico del premier.

BERLUSCODONOSOR
Re babilonese inventore dei giardini pensili, inseriti da Erodoto fra le sette meraviglie dell’abuso edilizio, si era fatto costruire una reggia per ciascuno dei 354 giorni del calendario lunare e traslocava ogni 24 ore...

Per fargli e disfargli ogni giorno gli scatoloni non bastavano assiri e babilonesi messi insieme, sicché Berluscodonosor dovette schiavizzare allo scopo tutti i popoli della Mezzaluna fertile. Informato che il calendario solare di giorni ne aveva 365, e quindi rendeva necessarie undici regge nuove di zecca, lo adottò con entusiasmo. Purtroppo i suoi palazzi occupavano già ogni metro quadrato del Medio Oriente, e così le undici regge dovette costruirle una sull’altra. Il risultato fu la mitica Torre di Babele, dove nessuno capiva nessuno: chiedevi la calce e ti passavano un martello, chiedevi un ministro per lo Sviluppo economico e arrivava Paolo Romani. Sul superbo re cadde l’anatema dei profeti biblici: pazienza aver distrutto il Tempio di Salomone perché faceva ombra ai cactus della sua villa di Gerusalemme, ma raccontare orride barzellette sugli ebrei nei summit internazionali era veramente troppo. Ignote le circostanze della morte di Berluscodonosor, ma avendo 365 recapiti postali diversi, l’ipotesi più accreditata è che sia stato ucciso da una rivolta dei portalettere.

TITO SILVIO ROGITO
Console nel I secolo a. C., aveva accumulato immense ricchezze vendendo spazi pubblicitari nei bassorilievi romani, di cui possedeva la maggioranza. Citato da Cicerone tra gli affiliati alla congiura di Catilina (tessera MDCCCXIV), gli storici ne ricordano l’attivismo in campo edilizio: durante il suo consolato Tito Silvio costruì ben dieci acquedotti, nove anfiteatri e un numero imprecisato di terme, e tutto questo nel parco di una sola delle sue ville sull’Aventino. Ma ne possedeva molte altre: gli archeologi ne hanno censite decine e decine, dalla Cappadocia all’Iberia, tutte dotate di necropoli privata, vivaio di murene e ovile per le escort. Anzi, pare che l’ostacolo più duro per l’avanzata di Cesare nelle Gallie non siano stati gli Arverni di Vercingetorige, ma le piantagioni di cactus delle sedici ville che Tito Silvio già possedeva sulla Costa Azzurra. Sfuggito miracolosamente al linciaggio dopo che un’eruzione troppo realistica del vulcano realizzato nel giardino di una sua residenza sarda aveva seppellito mezza Gallura, morì di indigestione dopo un banchetto in cui, per impressionare Cleopatra, si era bevuto una delle sue ville sciolta nell’aceto.

GENGIS NAN
Leggendario condottiero mongolo, aveva un unico punto debole: odiava il campeggio, grave handicap per un popolo orgogliosamente nomade. Sosteneva che le yurte di pelle di yak gli davano una fastidiosa allergia, ma in realtà, forse a causa della sua statura ridotta, non aveva mai imparato a montarne una e scaricava la fatica sulle sue numerose e giovani mogli. Durante la sua prima scorreria in Europa scoprì che lì i ricchi vivevano in enormi yurte stanziali di mattoni chiamate «ville» e rimase fulminato. Tornato in Occidente alla testa di un’orda di feroci architetti e interior designer sanguinari, si impadronì, una dopo l’altra, di tutte le magioni di lusso che trovava al suo passaggio per poi riarredarle a suo gusto, lasciando dietro di sé una lunga scia di terrore, cucine Boffi e filari di cactus. «Erano meglio i Vandali,» si lagna un cronista medievale, «loro lasciavano solo macerie, non moquette bianca e orrendi divani in pelle di leopardo». Ma Gengis non era il solito brutalone incolto: in una delle sue ville lombarde fondò l’Università del Pensiero Tribale, dove tennero lezione personaggi come Tamerlano, Celentano e Conan il Barbaro («ma quale barbaro,» precisava Gengis Nan, «Conan va solo interpretato, e io ho la chiave interpretativa»).
... Continua

Da Vickytoria una poesia ed immagine:

Il mio pensiero espresso decentemente da una grande poetessa.

E' necessario che una donna lasci un segno di sè,della propia anima, ad un uomo, perchè a fare l'amore, siamo brave tutte.
(Alda Merini)





donna-di-schiena-celata2


Da Daphnuti, passeggiando sotto la neve:

Louboutin


Le ultime opere di Vauro sulla nostra situazione politica:










Le opere di Enteroclisma:

VECCHIUME CARAIBICO

E voi ce l'avete la villa ai Caraibi ??
Io no, ma c'è chi ne ha una ventina o più.
E si scopre che ad Antigua la pubblica illuminazione è stata realizzata con i soldi dei milanesi, affezionati elettori di Silvio fino al punto di pagargli le lampadine accese intorno alle propietà estere.
Chissà se faranno luce anche sui documenti d'acquisto ...

LA POLITICA ALL'INDIETRO

Ancora una presa per i fondelli nei confronti degli italiani.
Invece di pensare ai problemi del paese, il manipolo delle libertà si dedica esclusivamente ai privilegi dei suoi boss, tentando in ogni modo di nascondere al paese la reale catastrofe sociale ed economica in cui è finito per sua colpa.

http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2-extra/2010/10/20/jpg_2136762.jpg

Pillola del giorno: Da Maddalena un omaggio a Jerry Lewis