domenica 30 gennaio 2011

Future by Design le città del futuro di Jacque Fresco.

In alto: Immagine tratta dal blog http://parolesenzatempo.splinder.com/


Io non so con quali armi sarà combattuta la III Guerra Mondiale, ma so che la IV Guerra Mondiale sarà combattuta con pietre e bastoni.
Albert Einstein.


Future by Design le città del futuro di Jacque Fresco.


Il progetto ecovillaggio vegan comincia a muovere i primi passi, in queste settimane sono previsti una serie di incontri con le persone interessate a far decollare la struttura, cliccate sull'elefantino in alto a destra del blog scrivete all'indirizzo mail countrylife60@gmail.com e chiedete l'iscrizione al gruppo creato su Google per aderire ed essere informati sull'andamento del progetto. Il film documentario Future by Design proposto fa parte della trilogia del movimento globale ZeitGeist descrive il Venus Project ideato e progettato da Jacque Fresco uno scienziato americano che prevede un mondo senza religioni senza partiti e liberato dalle multinazionali, un mondo dove non ci saranno guerre e sfruttamento delle persone e degli animali, il futuro è vicino, iscrivetevi al movimento;
A tal proposito Alessandro Ingegno dice:

Il Venus Project è un nuovo disegno sociale, illustrato all’interno del documentario Zeitgeist Addendum, proposto come alternativa al sistema attuale del mondo industrializzato.

I pilastri su cui si basa il piano Venere sono: l’utilizzo infinito delle fonti di energia rinnovabili ed in generale di risorse sostenibili, l’alta tecnologia e la mobilità sostenibile al servizio dell’uomo.

Il Venus Project parte dal concetto che al giorno d’oggi abbiamo a disposizione le risorse necessarie per dare casa a chiunque, per costruire ospedali e scuole in tutto il mondo, per le migliori apparecchiature e laboratori, per insegnare e condurre ricerche mediche. Abbiamo tutto questo ma il problema è che veramente poco di quello che viene prodotto nella nostra società è nemmeno minimamente sostenibile ed efficiente. Il sistema attuale si basa sulla scarsità delle risorse, allo scopo tenere alto il prezzo di mercato in base alla teoria della domanda e dell’offerta.

Il progetto Venus si propone di eliminare le cause dei problemi alla radice, a partire cioè dalla natura umana e dai suoi comportamenti. Eliminando quei processi che producono egoismo, fanatismo, avidità e corruzione, che si acquisiscono all’interno della società, non in maniera innata. Affinché le persone traggano vantaggio gli uni dagli altri

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Per la visione integrale del film: ZeitGeist Future by Design


Per comprendere ancora meglio il concetto di futuro è utile approfondire la conoscenza, e la tecnologia ci permette di spaziare su numerosi concetti, dal sito del movimento Zeitgeist:

Tecnologia

Quando consideriamo la rilevanza delle nostre strutture sociali e ideologiche nella società, molto spesso vediamo i governi, politici e corporazioni come guide per le istituzioni organizzative responsabili per la qualità della nostra vita. Questo è certamente vero… ma solo fino a un certo punto. Col passare del tempo, gli esseri umani sono diventati sempre più coscienti della natura, i suoi processi, e quindi sono stati capaci di derivare inferenze su come imitare la natura in tutta la sua gloria creativa..

Il risultato è stato la Tecnologia, che separa gli uomini dalle altre specie in quanto a funzionalità. Abbiamo l’abilità di creare in ambiti molto vasti. Se non vogliamo pulire le fogne, possiamo creare una macchina che lo faccia per noi.

All’inizio dell’Era Industriale, la stragrande maggioranza delle persone lavorava in fabbriche. Oggi, l’automazione comprende il 90% di quasi tutte le industrie. Questo ha sostituito il lavoro delle persone e creato un vasto e artificiale settore di industria di “servizi” per mantenere gli uomini nel sistema del lavoro salariato.
Questa evoluzione ci può dire molte cose. L’implicazione è che l’automazione è costantemente in lotta con il ruolo del lavoro umano. Questo non significa che gli uomini non avranno “nulla da fare” nel corso del tempo. Proprio il contrario… questa implicazione porta alla liberazione dell’umanità dai lavori che non hanno interesse nel portare avanti, così avranno modo di impegnarsi in ciò che gli interessa davvero. A margine: è importante far notare come la società oggi assume un atteggiamento davvero negativo verso l’umanità, supportando la credenza secondo la quale se gli uomini non sono “richiesti” per fare qualcosa, passerebbero il loro tempo a non fare nulla. Questa è una propaganda assurda.

La nozione di “divertimento” è un’invenzione monetaria, creata per l’oppressiva e fascista istituzione del lavoro salariato. La pigrizia è, nei fatti, una forma di rigetto del sistema. E’ una qualità che esiste solo in virtù dell’oppressione e servitù richiesta.
In una vera società, non ci sarebbe alcuna differenza tra “lavoro” e “divertimento”, in quanto gli uomini dovrebbero essere liberi di impegnarsi in tutto ciò che ritengono rilevante. In altre parole, considera la curiosità e l’interesse di un bambino. Lui o Lei non sa neanche cosa sia il denaro… devono essere motivati dal denaro per andare ed esplorare/creare? No. Hanno uno speciale interesse e lo seguono senza richiedere riconoscimenti. Infatti, i più grandi contribuenti alla nostra società, come Einstein, Newton o Galileo, hanno fatto quello che hanno fatto senza interesse per il denaro. L’hanno fatto solo perché lo volevano. L’atto del fare e contribuire era il loro riconoscimento.
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Anche Michele Dotti ripone tante speranze sul futuro e sul nostro paese, in questo post cita il messaggio di Bob Dylan:

The times they are a-changin'


Videos tu.tv

"I tempi stanno cambiando" cantava profeticamente Bob Dylan nel 1964, appena pochi anni prima della rivoluzione culturale che nessuno si aspettava avrebbe cambiato così rapidamente la storia e la visione del mondo.

Io ho la sensazione che oggi ci troviamo, contrariamente a quanto sembrerebbe guardando la tv, in una situazione simile a quella raccontata nelle parole di Dylan.Girando l’Italia per i miei incontri respiro una crescente sete di verità.
La stanchezza e lo scoraggiamento che hanno paralizzato il nostro paese negli ultimi anni si stanno rapidamente traformando in una straordinaria energia di rinnovamento dal basso, capace di mobilitare le parti più attente e sensibili della nostra società e anche di coagulare ampi consensi quando sa mostrarsi credibile nelle proposte.
Backminster Fuller scrive: "Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta". E' questo che sta avvenendo nel nostro paese, nonostante l’assordante silenzio delle tv al proposito!

Certo, la situazione italiana è difficilissima. L'Italia è un paese in ginocchio, con problemi difficili da risolvere perché frutto di scelte folli stratificatesi nei decenni. Basti pensare alla cementificazione selvaggia che devasta il nostro territorio, alla disoccupazione giovanile che è ormai al triplo della media europea, ai danni alla salute provocati dagli inceneritori e da una mobilità insostenibile, all'assurdità delle enormi spese militari a fronte di tante emergenze sociali...

Però esiste anche “un’altra Italia”, sempre più consapevole!
E non mi riferisco solo ai 4 milioni e 400mila attivisti che operano nel volontariato e che con il loro impegno quotidiano tengono in piedi questo paese nonostante le scelte scellerate della nostra classe dirigente. Credo che anche fra la gente comune non ci sia bisogno di andare tanto lontano per trovare persone che sognano un paese più onesto, accogliente, solidale.
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A proposito di futuro, sul versante energetico la lobby del nucleare finanzia una campagna pubblicitaria milionaria per convincere i cittadini sulla bontà dell'atomo, Mario Agostinelli anticipa quello che si prevede per l'anno in corso:


L’anno nucleare prima del referendum

L’anno che si è appena chiuso si era aperto con l’annuncio della nomina dei vertici dell’Agenzia per il nucleare (“entro il mese di gennaio”, v. Staffetta Quotidiana 5 gennaio 2010). Sarebbero poi seguite le delibere CIPE riguardanti le tecnologie da adottare e la formazione dei consorzi per la costruzione dei reattori; delibere che avrebbero permesso di affrontare il tema delle localizzazioni, sulle quali sarebbe seguito “un ampio confronto con le regioni e i territori”. Un anno dopo, i passi avanti risultano pochi, anche se nel mese di dicembre il governo ha tentato di recuperare terreno.

È utile ricordare che la Legge n.99 del 2009 e il decreto legislativo 31/2010 prevedono l’adozione di ben 34 provvedimenti per definire tutte le norme tecniche ed amministrative relative alla regolamentazione della pianificazione, progettazione, autorizzazione ed esercizio degli impianti elettronucleari in Italia. Entro il 23 giugno 2010 avrebbe dovuto essere approvata la strategia nucleare. Tuttavia il 13 dicembre scorso, Sara Romano, direttore generale del Ministero per lo Sviluppo economico retto per un semestre da un Berlusconi in tutt’altre faccende affaccendato, ha ribadito per l’ennesima volta che la strategia “è a buon punto”, ma non è ancora pronta. Le delibere CIPE sulla tipologia degli impianti avrebbero dovuto essere pronte per metà febbraio 2010. Sono invece state presentate alla Conferenza Stato-Regioni il 16 dicembre, senza ricevere un parere vincolante visti i difficili rapporti tra i territori e il centro (solo 4 Regioni, tra cui la solita solerte Lombardia di Bossi-Formigoni hanno dato via libera ai reattori di III generazione).

Nel 2010 è giunto in porto solo lo statuto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, ma ancora il governo non è riuscito a completare le nomine del suo vertice. Rimane entusiasta della sua futura funzione l’incompetente Umberto Veronesi che, messone a capo, sproloquia dicendo che dormirebbe con un contenitore di scorie sul comodino e che nel 2150, esauriti tutti i fossili, rimarrà in campo solo l’inesauribile (?) uranio. Inoltre manca la mappa per il deposito delle scorie, lo schema di copertura finanziaria e assicurativa per gli operatori, e manca all’appello la campagna nazionale di comunicazione e sensibilizzazione prevista dalla legge (art.25 comma 2). Vista la latitanza delle istituzioni, le imprese si sono già mosse autonomamente e il 19 dicembre è partita la campagna del Forum Nucleare di Chicco Testa (budget di sei milioni di euro).
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Altre nefandezze questa volta nel campo medico, Chiara Manganelli segnala questo video sui complotti delle multinazionali del farmaco, l'invenzione delle malattie, si consiglia la visione di tutti i video collegati:



Ancora nefandezze, Miss Kappa racconta le vicissitudini da terremotata a L'Aquila:

Si ricomincia

Mi pesa scrivere questo post. Mi pesa tanto. L'ho iniziato da tempo, e sempre archiviato fra quelli da pubblicare. Ma, ogni volta che entro in questo spazio, lo ritrovo. Iniziato e mai finito. Lo ritrovo a dirmi che c'è qualcosa di non detto. Di non raccontato. Eppure ho sempre raccontato tutto quello che sentivo essere importante rispetto alla condizione di noi Aquilani. Non lo finivo, in attesa di una conclusione che fortemente aspettavo positiva. Ma ora è tempo di dire. E' un post che parla di un fallimento. Ma voglio che sia un post che parli anche di rinascita. Un'ennesima rinascita.
Vi ho sempre detto dell'Aquila paradigma dell'Italia, ebbene, anche la conclusione alla quale sta giungendo questo scritto lo è.
"Perché anche un blog può aiutare a rinascere, dalle macerie", questo scrivevo, ormai ventuno mesi fa. E pensavo alle macerie fisiche. Ed a quelle morali. Ma quel movimento di ribellione, e di rinascita, che vado raccontando dal 6 aprile 2009, prima sola, poi con qualche compagno di strada, poi con tanti, è fallito. Fallito non perché morto, ma perché ha mancato il suo obiettivo. Quale? L'unico: quello di cittadini senza città che, insieme, risalgono la china. E ricostruiscono, se non le proprie case e la loro città, ché viene loro impedito, il tessuto sociale ed i rapporti umani.
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Passiamo alle miserie di casa nostra con il Cavaliere ancora inchiavardato alla poltrona, una bella iniziativa del blog Donne Pensanti da far girare nel web, per strada, nei posti pubblici:

Appello per chiedere le DIMISSIONI di Silvio Berlusconi


Donne Pensanti chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi e del suo esecutivo.

Le chiediamo come donne, come cittadine, e le chiediamo insieme a tutti quegli uomini e cittadini che non accettano di essere governati da Berlusconi e dal suo esecutivo.

Se è evidente che oggi come donne e come associazione che tutela la rappresentazione delle donne, non possiamo tacere lo scempio compiuto ancora una volta nei nostri confronti, deve essere altrettanto chiaro che l’inadeguatezza di Berlusconi a governare l’Italia, con gli scandali sessuali degli ultimi giorni è solamente arrivata ad un punto culminante e finale.

  1. L’incapacità di governare di Berlusconi è tale da avere ormai intaccato la credibilità del nostro paese sul piano internazionale: traspare dalla sua totale mancanza di senso dello stato, dalla gestione personalistica della cosa pubblica, dalle sue ripetute gaffes, nonché dai numerosissimi capi d’accusa che gli vengono imputati come il concorso esterno in associazione mafiosa, la concussione e il favoreggiamento della prostituzione minorile. Berlusconi ha da tempo perso ogni senso del limite, trascinando l’intera nazione, grazie alla collusione di una fedelissima corte di vassalli pronti a tutto pur di ricevere i suoi favori, in un declino di proporzioni enormi, per recuperare il quale saranno necessari molti anni e molte, profonde trasformazioni.
  2. Gli scandali sessuali di questi giorni sono solo gli ultimi di una smisurata serie. Nel corso degli anni del suo governo – con un’impennata decisa negli ultimi due, davanti ai nostri occhi si è delineato un quadro scioccante, i cui protagonisti e dettagli non cessano di emergere – non certo perché, come vorrebbe farci credere , è un perseguitato/ intercettato/spiato- ma perché si tratta di un giro di proporzioni tali che è impossibile, nonostante i mezzi dispiegati, comprare il silenzio di coloro che hanno visto e sentito. Una domanda sorge, a questo punto, più che legittima: chi governa l’Italia mentre il Capo del Governo e tutti i suoi Ministri sono impegnati a coprire le nefandezze di colui che non è nemmeno più in grado di comprarsi una credibilità pubblica?
  1. La misoginia di Berlusconi è tale che gli ha fatto sottovalutare il pericolo degli scandali, eppure sono proprio le donne che iniziano a parlare: prima Veronica Lario con la sua lettera profetica, poi Patrizia D’Addario con la sua rabbia, poi le varie Noemi Letizia, Barbara Montereale, Ruby, Nadia Macrìi, che perdendo di vista per un istante scaltrezza e cinismo si sono impasticciate rivelando, forse loro malgrado, ciò che sapevano. Ma è una storia fatta anche della determinazione e della serietà di donne come Annamaria Fiorillo e Ilda Boccassini che sfidando l’omertà e usando gli strumenti della giustizia stanno contribuendo all’affondo degli ultimi colpi definitivi.
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Sempre a proposito del Caimano la similitudine con Youporn e Silvio da Byoblu:


YouSilvio.Com

YouSilvio

Benvenuti nella Repubblica del Bunga Bunga. Gli italiani sono impazziti per YouSilvio. Passano le ore davanti alla televisione, sui giornali e su internet a masturbarsi. Scelgono la categoria che più li attizza, e ce n'è davvero per tutti i gusti, e poi sbavano come gli adolescenti di 30 anni fa sui cataloghi del Postal Market.
Chi è appassionato di anal clicca su Ruby. Chi preferisce la blonde va dritto nel canale di Noemi. Se siete gay, Signorini vi attizzerà non poco. Nella categoria shemale regna incontrastata la De Filippi, se amate i pompini (con perversione igienica) la Minetti è un must, mentre se vi eccita l'interracial Maristhelle non mancherà di attirarvi come api sul miele.
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Il commento di un magistrato su questa turpe e ignobile vicenda, Da Felice Lima:

L’inevitabile punizione della storia

Io e mia moglie siamo entrambi magistrati e prestiamo il nostro servizio da venticinque anni in Sicilia.

In passato accadeva che solo negli ambienti più torbidi del malaffare e della criminalità più odiosa i magistrati (e dunque anche noi) venissimo apostrofati con espressioni ingiuriose – tipo “sbirro”, “curnutu”, e altre – da chi, essendo un criminale, ci teneva a marcare una differenza per così dire ontologica con chi, nel suo universo di riferimento, serviva il nemico: cioè, lo Stato.

E tuttavia, anche questi criminali e anche i peggiori di loro pronunciavano le ingiurie solo quando parlavano fra loro o in ambienti in cui fosse condiviso il loro sistema diciamo così valoriale.

Perché in qualunque altro posto diverso da una suburra anche i più squallidi ceffi si riferivano ai giudici con un rispetto formale magari insincero ma consapevole del fatto che il vivere in una società vagamente civile o almeno aspirante civile o, come direbbe Cetto, qualunquemente civile impone di fingere un certo almeno minimo rispetto per lo Stato.

Da alcuni anni a questa parte, invece, il linguaggio tipico dei più squallidi ceffi delle peggiori suburre è in uso al Capo del Governo e va in onda su tutti i mezzi di comunicazione in tutti gli orari e a preferenza in quelli di punta sulle televisioni generaliste.

Dunque, io e mia moglie ci troviamo costretti a vietare l’uso della televisione – e sommamente negli orari dei vari telegiornali – ai nostri figli adolescenti, per evitare che le loro anime semplici risultino disorientate su una delle idee che i genitori in qualche modo gli hanno inculcato: che i magistrati sono al servizio dello Stato e svolgono un lavoro onorato.

Né sarebbe sensato smentire il Presidente del Consiglio dinanzi ai nostri figli, perché sembra evidente che, se il Presidente del Consiglio, al pari di qualunque incallito criminale, dice che i magistrati sono nemici dello Stato, ogni persona semplice sarà indotta a pensare che non si possa sfuggire all’alternativa consistente nel fatto che, se il Presidente del Consiglio avesse ragione, i magistrati sarebbero davvero l’antistato, ma, se avesse torto, allora senza dubbio l’antistato sarebbe lui. Ed è difficile dire quale delle due alternative sia la peggiore.
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Ecco il riassunto delle puntate precedenti redatto da Andrea Scalzi:

Turpi postriboli disgustosi

di Andrea Scanzi

ditosantanchPensavate che il fondo fosse stato toccato. E invece.
Ricapitolando: giovedì scorso, Daniela Santanché imita Darth Vader che imita Stielike ai Mondiali dell’82. Ad Annozero, sguainando un ammiccante pelo nella narice sinistra e il consueto fascino prognatico, la Pasionaria del Poltronismo rampogna con dovizia gli anti-berlusconiani, ricordandoci che non esiste alcun Rubygate e siamo tutti dei minchioni.
Lo sfogo sembra coincidere con l’acme di un crescendo attraverso cui i pretoriani del Sire intendono smontare le prove, apparentemente inconfutabili, relative alle cene con le ragazze del quartiere dell’Orgettina (non è un refuso). Di lì a poco, si assiste invece a un’ulteriore accelerazione.
La mattina dopo Annozero, Lady Santadeché abbandona Agorà, il pacatissimo spazio di RaiTre condotto da Andrea Vianello, l’uomo più tranquillo del mondo. L’intervento della caricatura di Donna Rachele è così eccessivo da indurre Giampiero Mughini, non esattamente un dipietrista, a gridarle: “Ma in quale angolo di zoo….”. Lady Santadechè, esalando le solite frasi d’ordinanza, tutte rigorosamente senza senso, lascia lo studio. Lasciando un vuoto paragonabile al giorno in cui Lupetto Mannari disse addio al Milan.
Amicone_LuigiPiù o meno contemporaneamente, Paolo Liguori, una delle 712 dimostrazioni viventi su come il Sessantotto abbia lasciato propaggini appena diverse dai desideri iniziali di Mario Capanna, ci ricorda che viviamo in uno Stato di polizia e che i pm di Milano sembrano i comunisti della Germania dell’Est nel film Le vite degli altri. Del suo intervento, pleonastico come tutti gli interventi di Liguori, non colpisce tanto la facilità con cui se ne potrebbero smontare i contenuti, ma il fatto che un capolavoro venga biecamente citato per motivi para-politici. Da persone che, oltretutto, magari quel film neanche l’hanno visto (infatti suole citarlo anche la Santadechè).
In mezzo a siffatto sfoggio di Libertà Intellettuale da Discount, si staglia – come un fagiolo lesso all’orizzonte – il Prode Luigi Amicone. Il direttore di Tempi, l’unica pubblicazione che ha più pagine che lettori, arriva a paragonare Berlusconi alle adultere lapidate in pubblica piazza (da quei cazzoni degli islamici, magari). Amicone, come d’uopo (?), ci stupisce con la sua conclamata profondità afasica. Forte di un bigottismo secondo solo a quello di Casini (l’antiabortista) e memore dei dettami del maestro di aperture mentali Baget Bozzo, Amicone The Man avverte un desiderio tale di arrampicata sugli specchi da tratteggiare un impenitente lussurioso quale novello martire dei moralisti. E’ vero: Amicone che parla di sesso è un’astrazione assoluta. Forse però persino lui, stavolta, ha esagerato. A meno che non valga la regola per cui Hannibal Lecter sia solo una vittima delle diffamazioni dei giornalisti vegani.
vittorio-sgarbi-il-sesso-e-un-coc_asp24711img1Non manca l’ennesimo attacco ischemico di Vittorio Sgarbi; prima tratta la Melandri come una reietta, poi dà del “mafioso” a Peter Gomez. Ah: Sgarbi, quello per cui Caselli era un professionista dell’antimafia, dà del mafioso a Peter Gomez. Come se Nadia Macrì desse della zoccola a Rosy Bindi.
Domenica gira voce che il governo voglia abbassare la soglia della maggiore età, con effetto retroattivo (tripudio tra i pedofili). Sembra una battuta: sembra. Lunedì circola la leggina ad personam per lasciare in mutande i pm. Non sembra una battuta: infatti non lo è.
Nel frattempo, in ogni angolo di mondo, lo zimbellamento è a tappeto. Persino in Uganda, usata ingiustamente come metro di paragone quando qualcuno era ancora comunista, si sentono quasi la versione terrena delle utopie di Thomas More.
In serata, torna Lady Santadechè. Stavolta da Enrico Mentana. In una delle sue molte battute che non fanno ridere, la comica-massaia Littizzetto le aveva consigliato di andare al Tg de La7 a mostrare il dito medio (uuuuuh, qual cipiglio satirico).
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L'intervento di Maurizio Crozza sui festini di Arcore a Ballarò è spassosissimo:




Il blog Dalle8alle5 svela i retroscena su pompette e affini ad Arcore:


Sono nota (anzi famigerata) sin da piccola per le domande inopportune che faccio.
Mia madre, a distanza di 50 anni, ricorda ancora con imbarazzo quel che io, tenera frugolina ancora incerta sulle gambette, chiedevo a perfetti sconosciuti incontrati per strada, robe tipo: signore, ma tu sei ricco? signora, ma perché hai i capelli un po’ neri e un po’ gialli?
La mia curiosità non conosce remore e nemmeno savoir-faire; per dirne una, quasi ventenne mi sono giocata un probabile marito della Milano bene, all’epoca tirocinante in pronto soccorso, perché, nel bel mezzo di una pomiciata sotto le stelle, gli ho chiesto a bruciapelo: ma quando amputate un arto, poi dove va a finire?
Il tirocinante, nonostante ci fossero stati tra noi ben sei mesi di splendida liaison amoureuse, mi scaricò la sera stessa. Però prima rispose alla mia domanda.
Quindi non c’è da meravigliarsi se nella mia testa ronzano sempre quesiti, spesso improvvidi. Di uno di questi sono riuscita a venirne a capo, finalmente!, ieri sera quando ho trovato in Rete un vecchio amico, soggetto perfetto perché barone ospedaliero, dotato di cultura enciclopedica e curioso più di me.
Gli ho chiesto: ma se il silvio è stato operato di un tumore alla prostata anni e anni fa, mi spieghi com'è possibile che abbia ancora erezioni?
Risposta: ma dài, lo sanno tutti, ha una pompetta, cioè una pompa interna peniena.
Incredula, ho cercato su Google e sì, tale Gianni Barbacetto, giornalista, l'ha effettivamente detto a Rai3, durante la trasmissione Agorà del 18.01.2011.




Le domande di Pyperita sulla cultura televisiva:


Lo sapevate?



foto sparklystardust


Misurate la vostra cultura:

  1. Chi ha vinto l’ultimo concorso di Miss Italia?
  2. Come si chiama almeno uno dei partecipanti del GF 11?
  3. Su quale canale va in onda il programma Mistero?
  4. Quanti cuochi ci sono alla Prova del Cuoco?
  5. Conoscete il nome del cane di Alfonso Signorini?
  6. Dove si terrà l’ultima isola dei Famosi?
Se non siete stati in grado di rispondere a queste domande da prima elementare del telespettatore siete: ignoranti.

E quindi inadatti a vivere in questo Paese e condannati ad evidente infelicità.


Le immagini delle amiche blogger, da El3onor3:


Da Oro Fiorentino:


Da Solesenzanuvole:

caffe2

Da Kay Blu:




Da Rosa rossa_3:

sole-al-tramonto

Le ultime notizie raccontate da Vauro:




E da Enteroclisma:

CARNEVALE 2011

Qualcuno ha sentito parlare del Carnevale di quest'anno ??

SILVIO L'ISTERICO COLPISCE ANCORA

Ogni volta pensiamo di aver toccato il fondo, ma non è così.
Forse l'età avanzata, forse una sniffatina in più.
In questo modo si precipita verso il basso, senza paracadute.
E non manca la maleducazione, l'arroganza e la pretesa di essere soli nel giusto.
Il rispetto e l'educazione non sono bagaglio di certe persone, che sfortunatamente hanno accesso libero ai mezzi di comunicazione di massa.
Complimenti a Gad Lerner, che sa rispondere con decisione e garbo alle piazzate da comare.

NIPOTI PERICOLOSE

Cosa si nasconde veramente dietro la rivolta del popolo egiziano ??

Pillola del giorno: Anche in Cina si parla di noi!









domenica 23 gennaio 2011

The Movie-Zeitgeist, documentario sui complotti storici

In alto: Immagine tratta dal blog http://berardina.splinder.com/


Da piccolo ero cosi' brutto che quando mia sorella mi ha visto per la prima volta ha detto a mia madre: "Perché non abbiamo tenuto la cicogna?".
Diego Parassole.

The Movie-Zeitgeist, documentario sui complotti storici

I grandi complotti della storia a cominciare dall'enorme bufala della religione cattolica, una "fede" che ha convinto qualche miliardo di persone a credere che lassù in cielo esiste un Dio che vede tutto e che tutto comprende, un vecchio signore che ci giudicherà alla fine dei nostri giorni... Questo documentario diviso in tre parti, apparentemente distinte ma rivolte verso un unico messaggio:
  • La prima parte tratta della religione cristiana come mito, comparando la storia del Cristo con quella di diverse religioni precedenti, in particolare con il mito di Horus. Così facendo propone una lettura astrologica della Bibbia.
  • La seconda parte rivisita gli attentati dell'11 settembre 2001 in chiave cospirazionista, i possibili artefici dell'attentato, chi possa averne tratto beneficio e se potevano essere evitati.
Dal sito ZeitGeist il film The Movie:


Un altro grande complotto della storia è stato rendere illegale la coltivazione della canapa in tutto il pianeta, con questa pianta eccezionale si possono produrre oltre ventiseimila prodotti, come carta, vestiti, plastiche biodegradabili ecc. Dal sitoUsi della Canapa i principali prodotti che si possono realizzare con la coltivazione di questa pianta:

LA CANAPA UNA RISORSA PULITA
PER UN'ECONOMIA SOSTENIBILE



Si parla sempre molto di ambiente, ma se ne parla anche molto a sproposito. Infatti, nonostante i tanti dibattiti, quando c'è una possibilità di sostituire il petrolio con materie prime naturali e rinnovabili, nessuno se ne accorge (così come nessuno si è mai accorto del più grande sperpero di risorse energetiche della Storia, quello del metano). Certo, è molto difficile oggi immaginare un'economia sviluppata che possa fare a meno del petrolio, dei milioni di alberi abbattuti ogni anno per fare la carta, e dei prodotti dell'industria chimica. Ed è altrettanto difficile immaginare una società affluente senza le montagne di rifiuti, l'inquinamento e gli altri danni all'ambiente a cui siamo da tempo abituati.
Eppure una concreta e fondata speranza esiste: questa speranza ci viene dalla canapa. Con le materie prime della canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l'edilizia ed anche un olio alimentare di altissime qualità. La canapa è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute fin dall'antichità sia in Oriente che in Occidente. In Cina essa era usata fin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti, e più di 2000 anni fa è servita per fabbricare il primo foglio di carta. Nel Mediterraneo già i Fenici usavano vele di canapa per le loro imbarcazioni. E nella Pianura Padana la canapa è stata coltivata per la fibra tessile fin dall'epoca romana. Ma quali sono le materie prime della canapa, e quali prodotti se ne possono ottenere?

MATERIE PRIME - La canapa è una pianta dal fusto alto e sottile, con la parte sommitale ricoperta di foglie, e può superare i 4 metri d'altezza. La parte fibrosa del fusto si chiama "tiglio" e la parte legnosa "canapolo". La canapa può essere coltivata per due scopi principali: per la fibra tessile o per i semi. Se si coltiva la canapa per la fibra tessile il raccolto va fatto subito dopo la fioritura, e si possono ottenere fibre tessili (20 %), stoppa (10 %) e legno o canapolo(70 %). Se invece si coltiva la canapa per i semi, la parte fibrosa o tiglio è interamente costituita da stoppa, cioè da fibra di qualità inferiore inadatta per l'uso tessile, ma che può sostituire la maggior parte delle fibre industriali. Una importante caratteristica della pianta di canapa è la sua produttività. E' una delle piante più produttive in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione della durata di tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno. Molti contadini vogliono riprendere a coltivare la canapa se non altro perchè, data la sua velocissima crescita, essa sottrae la luce e soffoca tutte le altre erbe presenti sul terreno, e lo libera quindi da tutte le infestanti meglio di quanto non sappiano fare i diserbanti.
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Parliamo delle miserie di casa nostra e degli scandali che hanno coinvolto il nostro piccolo premier, scandali a sfondo sessuale e concussione, tanti articoli in proposito, e soprattutto il punto di vista delle donne, iniziamo con l'appello alle dimissioni del Cavaliere lanciato da sito Libertaegiustizia:

Resignation: firma l’appello di LeG


Gustavo Zagrebelsky, Paul Ginsborg e Sandra Bonsanti per tutta Libertà e Giustizia

1. Dimissioni
Chiediamo a Silvio Berlusconi di dimettersi immediatamente.
In nessun altro paese democratico un Primo ministro, indagato per così gravi capi di accusa, rimarrebbe in carica. Tutti i cittadini italiani, di qualsiasi credo politico, devono essere consapevoli che l’immagine del loro paese sarà profondamente danneggiata se Berlusconi rimarrà al suo posto.

2. Presenza in aula
Chiediamo a Silvio Berlusconi di non utilizzare la televisione per difendersi e screditare i magistrati grazie al suo considerevole potere mediatico, bensì di presentarsi ai giudici come farebbe ogni cittadino. In tribunale, Berlusconi potrà comunque giovarsi dall’avere ingaggiato gli avvocati più pagati del paese. Speriamo vivamente per lui e per l’Italia che sia in grado di dimostrare la propria innocenza. Visto che Berlusconi e i suoi sostenitori affermano che i giudici sono irrimediabilmente prevenuti nei suoi confronti, ricordiamo che in più di un’occasione gli è stato garantito il beneficio del dubbio. Nel caso Mondadori, ad esempio, la corte giudicò, nel novembre 2001, la posizione di capo del Governo una “circostanza attenuante” che, unicamente nel suo caso, fece cadere in prescrizione l’accusa.

3. Il ruolo del Presidente della Repubblica
In una situazione in cui due dei principali poteri dello Stato – la magistratura e l’esecutivo – si affrontano in uno scontro estremamente pericoloso per il futuro della Repubblica, chiediamo al Presidente Napolitano di valutare la situazione e di intervenire tempestivamente, entro i limiti previsti dalla Costituzione.

... Continua

Indigniamoci! da Articolo21:

Indigniamoci! Quanto ancora abuserà Berlusconi della pazienza nostra? I costi della sua privacy sessuale.

Quanto tempo dovrà scorrere ancora perché l’Italia si indigni, come il resto del mondo occidentale libero?

Quanto tempo ancora ci vorrà perché la Chiesa, dal Papa Benedetto XVI, al Segretario di Stato Bertone, al Presidente della CEI Bagnasco, escano dalle loro liturgie gattopardesche e si indignino?

Chi pagherà il conto di questo scandalo da fine regime autocratico?

Ha ragione l’anziano intellettuale francese Stephan Hessel, partigiano, diplomatico di lungo corso, autore del libretto “Indignatevi!”, ha richiamarci perché in questa società in crisi ci sono molti motivi per indignarsi e perché solo così si fa il primo passo per impegnarsi e cercare di cambiare il nostro futuro. L’ennesimo scandalo “a luci rosse” che sta coinvolgendo il vecchio Patriarca di Arcore nel suo lungo e grigio tramonto può essere affrontato anche sotto una luce diversa, oltre a quella giudiziaria, politica, morale e sanitaria. Si tratta dei costi per la collettività che questa vicenda lascia trapelare dalle indagine della coraggiosa magistratura milanese.

Stando a quanto è stato pubblicato finora, in merito sia a quest’ultimo caso “pruriginoso” e, andando a ritroso, agli altri riguardanti Noemi, la D’Addario, le feste nelle ville in Sardegna a Palazzo Grazioli e ad Arcore, si evince che il livello di vita “dopo-lavorativa” del presidente del consiglio Berlusconi sia davvero esosa. Ecco perché la seconda moglie, Veronica Lario, nella causa di separazione giudiziale con addebito per Berlusconi ha chiesto l’incredibile cifra di 3,5 milioni di euro al mese come assegno mensile di mantenimento, oltre alla villa di Macherio; mentre la controparte sarebbe disposta a concederne 300 mila o poco più, oltre all’usufrutto di villa Belvedere (valore stimato nel 2010 per 78 milioni e 156 mila euro: 120 mila metri quadrati ai quali è stata aggiunta un’area di altri 286 mila).

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Il punto di vista delle donne, dal blog Il Corpo delle Donne:

Elaborare la Rabbia

Da Libero a Il Fatto Quotidiano a la Repubblica, passando per Grillo, leggo in rete l’espressione di una rabbia pericolosa. Sul premier e sui politici in genere viene vomitato un livore accresciuto dai giornalisti con articoli che mirano al gradimento immediato ma che non pongono nessun obbiettivo formativo o di riflessione.
A cosa serve che una giornalista di uno dei tanti blog in Rete esprima la sua opinione su Nicole Minetti? Ma è questo giornalismo? E’ questa la funzione di un blog popolare? Mi verrebbe da dire: “e chissenefrega di cosa pensi tu”. Ciò che diventa cruciale oggi è che i blog assumano la funzione di elaboratori della rabbia, giustificata, degli italiani.

Stamane Radio Capital mi ha chiesto in un’intervista cosa penso delle madri e dei padri delle ragazze che si dicono felici se le figlie intrattengono relazioni con i potenti. Ora, può essere che anch’io non ne possa più di dovere rilasciare pareri su mie coetanee che vendono le figlie per un improbabile futuro da velina. Ma sono alla radio, migliaia di persone sono all’ascolto e ho dunque la responsabilità di elaborare il mio pensiero e di proporre un punto di vista articolato che serva a chi mi ascolta a comprendere cosa conduce dei genitori a esternazioni così. E’ mio compito dire, con parole comprensibili, poiché esprimersi come se dall’altra parte ci fosse solo Umberto Eco non è un gesto democratico, che queste madri e padri sono figlie/i di una società dove “se non appari non esisti” e che non è sufficiente essere adulto per essere una persona responsabile. Dirò anche che per molti la tv è l’unica “maestra” in una società dove la scuola è in grave difficoltà, che esiste un grave problema di analfabetismo di ritorno che coinvolge anche i sentimenti e le emozioni. Che è urgente proporre modelli positivi a cui ispirarsi e che l tv potrebbe essere un formidabile strumento di formazione oltre che di informazione pluralista. Lo dirò in pochi minuti, ché queste sono le regole, e in modo comprensibile a tutti: la mia funzione nella società oggi è offrire un luogo dove la rabbia, lo scontento, vengano elaborati con strumenti di comprensione, che oggi non tutti hanno a disposizione. Ritengo che questo sia un modo di agire che onora il principio secondo il quale a tutti debbono essere offerti strumenti di educazione, in un Paese che si definisca democratico.
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Di Concita De Gregorio:

Le altre donne

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. Non tutto si può comprare col denaro, non tutti sono disposti ad essere comprati. Quando penso a un paese più ricco non penso alla ricchezza in denaro, penso alle minori sofferenze per le persone, al rispetto delle leggi, alla sicurezza di ciascuno, all’istruzione incoraggiata e capace di ampliare gli orizzonti. Questo è il sollievo di un popolo».

Osservo le ragazze che entrano ed escono dalla Questura, in questi giorni: portano borse firmate grandi come valige, scarpe di Manolo Blanick, occhiali giganti che costano quanto un appartamento in affitto. È per avere questo che passano le notti travestite da infermiere a fingere di fare iniezioni e farsele fare da un vecchio miliardario ossessionato dalla sua virilità. E’ perché pensano che avere fortuna sia questo: una valigia di Luis Vuitton al braccio e un autista come Lele Mora. Lo pensano perché questo hanno visto e sentito, questo propone l’esempio al potere, la sua tv e le sue leader, le politiche fatte eleggere per le loro doti di maitresse, le starlette televisive che diventano titolari di ministeri.
Ancora una volta, il baratro non è politico: è culturale. E’ l’assenza di istruzione, di cultura, di consapevolezza, di dignità. L’assenza di un’alternativa altrettanto convincente. E’ questo il danno prodotto dal quindicennio che abbiamo attraversato, è questo il delitto politico compiuto: il vuoto, il volo in caduta libera verso il medioevo catodico, infine l’Italia ridotta a un bordello.

Sono sicura, so con certezza che la maggior parte delle donne italiane non è in fila per il bunga bunga. Sono certa che la prostituzione consapevole come forma di emancipazione dal bisogno e persino come strumento di accesso ai desideri effimeri sia la scelta, se scelta a queste condizioni si può chiamare, di una minima minoranza. È dunque alle altre, a tutte le altre donne che mi rivolgo. Sono due anni che lo faccio, ma oggi è il momento di rispondere forte: dove siete, ragazze? Madri, nonne, figlie, nipoti, dove siete. Di destra o di sinistra che siate, povere o ricche, del Nord o del Sud, donne figlie di un tempo che altre donne prima di voi hanno reso ricco di possibilità uguale e libero, dove siete? Davvero pensate di poter alzare le spalle, di poter dire non mi riguarda? Il grande interrogativo che grava sull’Italia, oggi, non è cosa faccia Silvio B. e perché.
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Di Consumabili:

Quando il mercato delle donne è promosso dal capo del governo



Finalmente è uscito nero su bianco quello che già si sapeva, ma di cui sembrava non ci fossero o non si volessero vedere le prove. Grazie al coraggio di alcuni magistrati, in primo luogo Ilda Boccassini (nella foto) che non hanno voluto chinare la testa.
Ebbene sì, nella nostra civile e (molto ipocritamente) cattolicissima Italia un'associazione a delinquere a servizio del capo del governo, composta da un giornalista (il "giullare di corte" Fede) un impresario con frequentazioni mafiose (Lele Mora) e una igienista dentale nonché consigliera regionale Lombardia del partito del premier (Nicole Minetti) induceva e organizzava la prostituzione di innumerevoli giovani donne di cui almeno una minorenne. Indagati per induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione adulta e minorile i tre, secondo le carte della Procura di Milano che si leggono ancora in minima parte nei giornali di oggi (il dossier di 300 pagine con particolari, prove, tabulati telefonici, è ancora secretato, esaminato in questi giorni dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera). Lele Mora in particolare avrebbe ricevuto ben 1 milione e mezzo di euro da Berlusconi, al confronto dei quali i compensi delle ragazze (fino a diecimila euro, più, per alcune, il comodato d'uso degli appartamenti di una palazzina in via Olgettina a Milano) appaiono briciole. Per Berlusconi si profila il 600 bis comma 2 del Codice penale, cioè atti sessuali con prostituta minore di diciotto anni. E' emerso infatti che Karima El Mahroug "abbia frequentato la residenza di Silvio Berlusconi in Arcore dal febbraio 2010 al maggio 2010", quindi quando era ancora minorenne. E inoltre il premier è indagato per concussione aggravata dalla volontà di nascondere un reato, per essere intervenuto pesantemente nella vicenda del furto da parte della minorenne marocchina, determinando il suo rilascio e l'affidamento irregolare della ragazza a Nicole Minetti. Il tutto contro il parere del magistrato dei minori di turno, Annamaria Fiorillo, che non ha esitato a insistere sulla irregolarità del procedimento, visto che lei aveva disposto invece l'affidamento di Karima ad una comunità protetta oppure il trattenimento in questura fino a quando non si fosse trovato posto in comunità.
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E infine di FemminilePlurale:

Non è una questione di sesso

Credo che le recenti vicende che coinvolgono il signor B. non siano una questione di sesso. Ovvero credo che il signor B. avrebbe la possibilità di trovarsi quando vuole una fidanzata giovane e accondiscendente. Una donna che per tenerselo stretto sarebbe disposta a tutto (sessualmente parlando). Credo anche che B. avrebbe potuto tranquillamente rivolgersi ad agenzie di escort di professione se ciò che gli interessava fosse solo il sesso. Esistono fior fiore di agenzie alle quali i ricconi come lui possono rivolgersi per avere ciò che desiderano. Ma credo che questo a B. non bastasse. Aveva bisogno di qualcuno che reclutasse queste donne al di fuori dell’ambiente della prostituzione di alto bordo. Perché scomodarsi così a cercare sempre donne nuove, giovani, non del mestiere? A lui non è il sesso che interessa, quanto piuttosto l’esercizio di potere nei confronti di queste donne.
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Finalmente tutti noi abbiamo la possibilità di chiamare direttamente al suo cellulare il nostro capo del governo, per problemi di qualsiasi genere potete interpellarlo ed egli con una telefonata risponderà alle vostre richieste, viene pubblicato il numero poiché dal momento che è stato dato a tante persone (si trova nelle rubriche delle ragazze frequentatrici dei festini...) è giusto che noi che siamo i datori di lavoro del piccolo Silvio quantomeno abbiamo il diritto di averlo... dal blog Nonleggerequestoblog:

Ecco a voi il cellulare di Silvio Berlusconi.



Mettendo assieme il mezzo numero presente nel registro chiamate della escort brasiliana Michel (riportato nelle 389 pagine dell'invito a comparire notificato al Cavaliere dai Pm di Milano), al mezzo numero mostrato dalla escort Nadia Macrì nell'ultima puntata di Annozero - materiale di pubblico dominio, ed accessibile a tutti - ecco il risultato.

335 1500 431
Silvio Berlusconi

In pratica i cittadini italiani del 2011 hanno scoperto il numero privato del loro Presidente del Consiglio incrociando le agende telefoniche di due prostitute, e credo che con questo sia stato detto tutto.

Infine Marco Travaglio in questo editoriale consiglia il nostro premier di presentarsi in tribunale accompagnato da un'infermiera armata di stetoscopio e pompetta per la pressione:

Seminfermità mentale
Per spiegare Tangentopoli, il pm più spiritoso di Mani Pulite ripete spesso: “In ogni economia il numero dei ladri non può mai superare il numero dei derubati. Quando i ladri arrivano al 51% cominciano a derubarsi fra loro e il sistema implode”. Ora ci risiamo. Umilio Fede che fa la cresta sui “prestiti” del Cainano a Lele Mora è l’emblema di una corte famelica e predona, dove tutti derubano tutti e alla fine chi paga il conto è sempre Lui, il povero B. Una certa Faggioli ha fretta, “mi restano solo mille euro, devo fare cassa per forza”, e aspetta speranzosa un nuovo Bunga bunga. Ma corre voce che Lui “voglia ridurre le cene” e soprattutto i dopocena, così una tale Iris medita: “È ora che iniziamo a rubare qualcosa in casa”. Un’altra erinni ipotizza la soluzione finale: “Che palle ‘sto vecchio, fra un po’ ci manda affanculo tutte quante… quella è la volta buona che lo uccido… vado io a tirargli la statua in faccia”. Cioè: lui s’illude di averle fulminate col suo charme, “volete mettere il piacere della conquista?”. E quelle, subornate dal partito dell’odio, lo chiamano “la nostra fonte di lucro”, “che schifo quell’uomo”, “l’ho visto out, ingrassato, imbruttito, più di là che di qua, è diventato pure brutto (prima invece era un figo pazzesco, ndr): deve solo sganciare. Spero sia più generoso, io non gli regalo un cazzo…”.

Uno sciame di cavallette assatanate e sanguisughe parassite, tutte addosso a quel pover’ometto, fra l’altro anziano e gravemente malato, a succhiargli il sangue (anche). A lui che ha già dovuto pagare Craxi, finanzieri, giudici, Mills, un migliaio di parlamentari (i “responsabili” due volte, comprati e ricomprati), servi, giornalisti, giornalisti servi, papponi, ruffiani, mezzane, mignotte (due volte, per i Bunga bunga e poi per il silenzio), e ora deve pure comprarsi una fidanzata. E cos’è, un bancomat? Un caso di circonvenzione di incapace, ma di massa. E dire che lui, a modo suo, tentava di comunicare la sua infermità: quando ne faceva travestire qualcuna da infermiera è perché aveva bisogno di cure, altro che giochini erotici. Solo che quelle non capivano, e nemmeno Lele Mora, che così erudiva una pupa: “Visto che sarai l’infermiera ufficiale, devi fargli uno scherzo… devi prenderti su… quello che misura la pressione finto e poi un camicione”. Roberta: “Quello da dottoressa… con sotto niente ovviamente…”. Lele: “Lo devi comprare oggi… poi ti metti lo stetoscopio sulla camicina da infermiera e sotto le autoreggenti bianche…”. Roberta: “Guarda Lele lo faccio, ti giuro… non mi manca il coraggio”. Lele: “Gli dici: ‘Sorpresa! Sono l’infermiera, la devo visitare…’”. Roberta: “Una visita privata per accertarmi il suo stato di salute…”. Lele: “Esatto… sai quanto si diverte lui… da ridere da morire”. Roberta: “Infatti per quel poco che l’ho conosciuto sta allo scherzo”. Lele: “Sì, sì, fa il finto malato”. Roberta: “Sì, l’ha già fatto proprio ieri sera”. Lele: “Comunque impressione ottima, meravigliosa. Si prevede un grande futuro per te, amore”.

Gente insensibile: quello sta male davvero e pensano che finga. Ora il povero infermo rischia grosso, anzi può dirsi fortunato: chiunque altro, al posto suo, sarebbe già in galera.
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Un'altra nefandezza di questo governo è avere lasciato i cittadini colpiti dal terremoto in Abruzzo senza nessuna possibilità di poter ricostruire le abitazioni, soprattutto la città de L'Aquila, Trentotto Secondi ricorda quei terribili momenti:

Quei “trentotto” secondi




Lo scorso fine settimana sono stata a Roma con mio figlio. Sono rimasta stupita di come ricordasse perfettamente la strada per arrivare a casa di Gustavo. “Mamma, ma non ricordi? Appena dopo il terremoto abbiamo fatto avanti a dietro per quasi un mese!”
Ho avuto un tonfo. Non l’avevo dimenticato, più semplicemente accantonato.
E così ho voluto rituffarmi in quel periodo: viaggiavamo, io e i miei figli. Dormivamo a Roma e la mattina, via! Tutti a L’Aquila. A ritrovare gli amici, a parlare con tutti, nelle tendopoli, da chi capitava, a portare pane, olio, coperte. Dopo pochi giorni uno dei miei figli veniva con me all’Università e mi aiutava. Rispondeva ai telefoni impazziti, parlava con tutti gli studenti che ci raggiungevano e, come me, dava notizie a tutti tramite la connessione wireless di Coppito 1. Solo un giorno rimanemmo a Roma, a comprare biancheria intima per alcuni amici disperati in tendopoli.
Poi comprammo il camper e ci stabilimmo a L’Aquila, con l’energia elettrica fornita da mio fratello, davanti alla sua abitazione.
Questi ricordi sono fatti soprattutto di sensazioni, di sentimenti, di quel che si provava. Quello che ricordo come sentimento predominante è il sentirsi tutti uguali, solidali. Non ricordo nessun altro periodo della mia vita nel quale così tanta gente mi è apparsa simile. Per quanto fosse doloroso, era emozionante e liberatorio parlare con tutti. Era una spinta propulsiva, che ci permetteva di lavorare, di resistere e continuare, almeno sperare di farlo.
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L'uso intensivo dei pesticidi in agricoltura sta letteralmente compromettendo la vita delle api, potrebbe essere fra qualche anno una specie in via di estinzione e subito dopo si estinguerà anche l'essere umano, l'appello dal blog Dalfusoditaiwan:

Emergenza API
In silenzio e in tutto il mondo, miliardi di api stanno morendo,
mettendo in pericolo le nostre coltivazioni e cibo.
Ma un divieto globale di un gruppo di pesticidi
potrebbe salvare le api dall'estinzione.
non si tratta solo delle api, ma dell'intera catena dell'alimentazione
dato che le api concorrono all'impollinazione

Quattro paesi europei hanno cominciato a vietare questi veleni, e alcune popolazioni di api si stanno riprendendo. Ma le industrie chimiche stanno facendo pesanti pressioni per mantenere i pesticidi killer sul mercato.
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Lo sfogo di Phoebe1976 sulla squallida rappresentazione del puttanificio di Arcore:

Preda degli ormoni

Se c'è una cosa al mondo che mi infastidisce è quando, credendo di essere divertenti e smaliziati, gli uomini davanti ad una reazione femminile leggermente aggressiva si sentono in diritto di chiedere “Ma che hai il ciclo?”.
Grrr... grrr.... posso parlare? parlo? Allora vado, eh!?

Ecco, a parte che non sanno assolutamente di cosa si parla, io vorrei tanto chiedergli “Vi siete mai chiesti perché è toccato a noi donne avere il ciclo e fare figli? Perché un uomo con 37 di febbre è già in punto di morte!”
Ecco.
Come stavo dicendo.
Appunto.
Sono preda degli ormoni.
Sarà che sono in lotta con me stessa per smettere la pillola, sarà che c'ho 35 anni e la menopausa si avvicina. E visto che va così, ho deciso di rendere il mio sclero una rubrica fissa sul blog (ne siete felici, eh?).

Quindi, veniamo al sodo.
O all'argomento del contendere, che poi sennò vi illudete.

Tu, pidiellino orgoglioso, tu che sei una specie rara perché in Italia tutti dicono chenon l'hanno votato, sì proprio tu. Tu che mi hai detto che non c'è niente di male nelle feste di Arcore, perché ognuno a casa sua fa quello che vuole. Tu che ridacchi e dai di gomito con i tuoi amichetti, ridendo sotto i baffi all’annuncio che il Silvio s’è fidanzato, proprio a te vorrei dire una serie di cosette:

Tu che vedi i festini di Arcore come il non plus ultra del figo e li rimiri con invidia e una punta di lussuria, non ti fai nemmeno un po' schifo? Ma se tua figlia minorenne andasse ad una festa ad Arcore, tu saresti contento? Ce l'accompagneresti bella bella, in mezzo ai vecchietti allupati? Magari le faresti anche le codine Lolita style o le accorceresti la minigonna? Dimmi, dimmi. Ti ascolto. Come dici? Quelle lì non dimostravano la loro età? E che ne sai come sarà tua figlia a 17 anni?

Amico pidiellino mio, non ti senti male a vedere un Big Jim con il lucido da scarpe in testa e con la fronte intronata dal botox e lucida come il culo di un neonato che blatera di fuffa in televisione mentre i problemi dell’Italia sono ben altri e diversi dall’utilizzo intelligente del Viagra?

Tu, che magari sei operaio o sottopagato, non ti sconvolge che iltuo premier invece di attuare politiche in incentivino il lavoro e tutelino le parti più deboli stia con Marchionne (“Ma almeno lui è maggiorenne!” Luciana Litizzetto op.cit.) e inciti alla delocalizzazione delle imprese come se fosse un imprenditore qualunque e non il Presidente del Consiglio?? Ma lo sai che tuo figlio non troverà un lavoro precario e malpagato nemmeno sventolando la tessera del PDL?

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Il referendum in FIAT è terminato con una stringata maggioranza dei si a favore dello stravolgimento dello statuto dei lavoratori all'interno dell'azienda, da Alessandro Robecchi le similitudini tra FIAT e Bunga Bunga:

Nel reparto bunga-bunga vince il sì, ma di misura

Ha vinto il sì – pur se di pochissimo – anche nei reparti bunga-bunga dello stabilimento di Arcore. Ora i turni per le signorine saranno più lunghi, la pausa per riposare solo di dieci minuti, il diritto di sciopero non più garantito. A quanto si apprende, avrebbero votato no le ragazze più sveglie, quelle che il lavoro lo conoscono, ne sanno le fatiche, la stanchezza, il logoramento che porta. Il palo della lap dance spesso freddo a inizio turno, la mensa sempre un po’ triste con le pennette tricolori e le canzoncine che inneggiano al padrone Berluschionne, l’umiliazione del ritiro delle buste con lo stipendio, senza contributi né assegni familiari. E intanto, dicono molte, sentite dalla questura, il piano industriale non è chiaro, non arriva, non te lo fanno nemmeno vedere. Altre denunciano una specie di caporalato: Emilio chiama Lele, Lele passa col furgone a prelevarle, loro arrivano in fabbrica e si cambiano: via i vestiti e su la tuta, da infermiera, da poliziotta, a seno nudo. Dopo la pausa (dieci minuti) alcune escono dai cancelli, stanche, altre restano per gli straordinari, che possono durare anche tutta la notte. Il nuovo accordo prevede niente malattia prima dei festivi e niente diritto di sciopero, chi vota no perde anche il diritto all’appartamentino pagato dall’azienda. Hanno votato sì le più privilegiate, le impiegate, quelle passate dalla catena di montaggio ad incarichi più prestigiosi, come il reclutamento, o l’affido dalla questura di lavoratrici minorenni sorprese fuori dalla fabbrica senza documenti.
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E a proposito della nostra fabbrica di automobili torinese, Michele Serra in anteprima è riuscito a scovare i nuovi modelli che verranno messi in produzione nei prossimi mesi:

E agli americani la nuova Balilla

Dopo la vittoria al referendum, Sergio Marchionne ha già voltato pagina. Per dare il buon esempio e incoraggiare gli operai, è entrato in fabbrica per provvedere personalmente alla posa della prima pietra della Fiat Fermo, il nuovo modello in muratura fortemente voluto da Lapo Elkann. E, con un gesto di grande valore simbolico, ha avvitato l'ultimo bullone dell'ultima, gloriosa Millecento degli anni Sessanta, ancora in produzione in un reparto che impiega operai vecchissimi, con i poster di Gimondi e Anquetil alle pareti. Ma ecco le altre importanti novità.

Le nuove Chrysler
Finalmente a Mirafiori si potranno produrre le favolose macchine americane! Come la limousine Potomac, lunga otto metri, con interni in pelle di bisonte e un colonnato corinzio che divide il posto di guida dal soggiorno, che verrà prodotta in almeno dieci esemplari. La dune-buggy Crazy, una piccola monoposto con ruote da camion adattissima per le evoluzioni nel deserto, già prenotata dai concessionari Fiat di mezza Italia grazie a uno stratagemma: corso Marconi ha tenuto nascoste le caratteristiche della vettura. Il formidabile Suv a due piani Ingomber, dotato di ascensore, motorizzato con una caldaia condominiale. E la spiritosa Strike!, un chopper biposto a quattro ruote che Marchionne ha già guidato per le strade di Detroit abbattendo un filare di lampioni all'andata, e una scolaresca sul marciapiede al ritorno. Corso Marconi calcola che i nuovi modelli americani incideranno pochissimo nelle vendite, ma daranno una decisa sterzata all'immagine grigia del marchio, come auspica Lapo Elkann.

Fiat Fiom
È il nuovo modello pensato apposta per gli iscritti alla Fiom, che non potranno più entrare in fabbrica ma, secondo gli accordi, devono continuare la produzione a casa propria. Ogni operaio avviterà, sul tavolo di cucina, quello che gli capita sottomano, poi lo consegnerà al vicino di casa che aggiungerà un altro pezzo e così via, fino alla vettura completa. Il ciclo produttivo dura dai quindici ai diciotto anni. Ogni modello sarà completamente diverso dall'altro. Non è arrivata nessuna prenotazione dai concessionari, ma alcune gallerie d'arte si sono dette interessate. L'azienda ha incaricato Lapo Elkann di recarsi a casa degli operai Fiom per dare utili suggerimenti e informarli sulla vita notturna newyorkese. Immediato l'inasprimento delle relazioni sindacali.
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Lory75 e il bucato particolare:

STAMATTINA HO FATTO IL BUCATO.....SCUSATE ...VADO A VEDERE SE SI E ASCIUGATO..




Le splendide immagini di Kamasa54:

il tuo spirito addolorato....



Di Oro Fiorentino:


versi di OROFIORENTINO


Di Cuore562:
Photobucket


Di Viola62:


RISVEGLIO
Qualunque fiore tu sia...
quando verra il tuo tempo sboccerai...
prima di allora..una lunga e fredda notte potra passare.
anche dai sogni della notte dpvrerai forza e nutrimento
percio...sii paziente verso quello che ti accade...curati e ...amati
senza paragonarti a voler sessere un altro fiore. .poiche...
non esiste miglior fiore migliore
di quello che si apre alla pienezza di cio' che è...
e quando ti avvera'
potrai scoprire che andavi sognando
di essere un fiore che aveva da fiorire...OSHO

Le ultime opere di Vauro sul nostro piccolo premier e le sue orge:









I commenti piccanti di Enteroclisma:

LA DAMA IMMAGINARIA

Silvio cerca di salvare la faccia.
Si inventa una relazione stabile, nel vano tentativo di rimanere a galla



... ma la coppia fissa ha i suoi svantaggi !!

DISTRAZIONI PERICOLOSE

Tra uno scandalo ed un bunga bunga, il piccolo Silvio riesce a distogliere l'attenzione degli italiani su un fatto molto importante:
non sta facendo niente per il paese.
Migliaia - se non milioni - di famiglie sono senza lavoro e senza soldi, mentre lui spende 70 mila euro ad orgia e nessuno sembra rendersene conto.

DALLA PADELLA ALLA BRACE

Spinti da un commovente spirito di corpo ( del reato ), Umbertino e Robertino ( non io, intendo dire il Calderoli ) esortano Silvietto a prendersi una vacanza per riprendersi dalle nottate di intenso bunga bunga.
In sostituzione avrebbero offerto al trombatore seriale la piena disponibilità a sostituirlo nei suoi impegni politici.
Praticamente a non fare un cazzo !!

Meno male







Da un certo periodo ho iniziato a cimentarmi con le vignette satiriche...eccone un primo esempio!