domenica 24 aprile 2011

Permacultura e orti sinergici ci salveranno!

In alto: Immagine di Cahterine Deneuve


Vorrei morire ucciso dagli agi. Vorrei che di me si dicesse: "Com'è morto? Gli è scoppiato il portafogli".
Marcello Marchesi.


Permacultura e orti sinergici ci salveranno!



La permacultura è una cura anti stress è un efficace sostituto della politica,è indicata alle persone che hanno a cuore il pianeta terra. La permacultura è una filosofia di vita rivoluzionaria,
un insieme sinergico di piante e animali, in relazione con gli insediamenti umani, che punta soprattutto all'autoapprovvigionamento della famiglia e della comunità, tutt'al più uno sbocco commerciale per quello che può eccedere le necessità di questo sistema.
Inevitabilmente, la permacultura è arrivata a significare di più che autosufficienza per l'alimentazione della famiglia. L'autosufficienza non è possibile se la gente non ha accesso alla terra, all'informazione e alle risorse economiche. In questo modo, negli anni più recenti la permacultura ha iniziato a occuparsi delle strategie legali e finanziarie appropriate, includendo strategie per l'accesso alla terra, strutture contrattuali e di autofinanziamento a livello regionale. E' così diventata un sistema umano globale.


La tragedia del Giappone, il terremoto, lo tsunami e la devastazione ambientale del disastro di Fukushima è scomparsa dalle notizie dei principali organi di informazione, in questo articolo di Luogocomune il perchè di questi silenzi:

media : Il caos organizzato che ci aiuta a non pensare
Avete presente il trucco usato dai gestori d’inceneritori, acciaierie, cementifici ed impianti sui generis, per aggirare i limiti di legge concernenti le emissioni inquinanti? Costruiscono camini più alti e più grandi, per aumentare la quantità di aria presente nei fumi, facendo si che le sostanze nocive pur rimanendo inalterate nella quantità e pericolosità si distribuiscano su un’area più vasta e risultino percentualmente più diluite, rientrando così nei limiti come per incanto, nonostante continuino ad ammazzare la gente come e più di prima.

Qualcosa di molto simile accade anche nell'informazione generalista (che è poi l’unica ad incidere realmente sull’opinione pubblica) dove le emissioni inquinanti sono costituite dalle notizie che dovrebbero preoccuparci ed i camini più alti somigliano da vicino al marasma di spazzatura mediatica all’interno del quale esse affogano dopo una breve agonia.

Nel corso dell’ultimo mese è accaduto praticamente di tutto, dalla tragedia di Fukushima alla guerra imperialista in terra di Libia, passando attraverso l’efferato assassinio di Vittorio Arrigoni, gli sbarchi di massa dei profughi tunisini ed il continuo acuirsi della crisi economica di cui non s’intravvede la fine, probabilmente perché connaturata nel decesso definitivo del modello di sviluppo al quale siamo aggrappati. Solo per citare gli avvenimenti più eclatanti fra quelli che meritano attenzione......

Tutti accadimenti di grossa rilevanza, perché in grado di condizionare il nostro presente ed il nostro futuro, la nostra salute e quella dei figli che abbiamo o che verranno. La possibilità di vivere in pace almeno una parte dei giorni che ci restano, l’aspirazione a poter rimanere uomini liberi che portano avanti le proprie idee, senza venire ammazzati da una mano nascosta nell’ombra. La capacità di ricostruire una società dove la vita, il lavoro ed i rapporti umani siano elementi declinati in chiave di arricchimento, anziché rappresentare incubi all’interno dei quali lasciarsi vivere senza una prospettiva.

Tutti accadimenti balzati sulle prime pagine dei giornali e della TV, nel momento in cui la “notizia” poteva essere monetizzata in termini di lettori ed ascoltatori, ma prontamente accantonati non appena la stessa imponeva approfondimenti e riflessioni che avrebbero indotto l’opinione pubblica a porsi delle domande, a mettere in moto le cellule grigie in via di atrofizzazione, a guardarsi intorno per domandarsi, guarda un po’ sulla cartina, ma abbiamo preso la strada giusta?

Accantonati, diluiti, nascosti, con tanta aria e camini più grandi. Metri cubi e metri cubi di notizie spazzatura intorno alle quali catalizzare l’attenzione dei cittadini, indurli a profondersi in dispute senza fine imperniate sul nulla, ipnotizzarli con la facile demagogia del dividi et impera, fuorviarli ricordando loro che in fondo non pensando troppo si vive più a lungo e soprattutto più felici.
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Nonostante il silenzio totale sul disastro nucleare a Fukushima qualcosa riesce a trapelare, da Greenreport:

Fukushima, divieto ufficiale di entrare nell'area di evacuazione. Stop alle attività all'aperto nelle scuole

Hiroshima rinuncia alle Olimpiadi del 2020

FUKUSHIMA (Giappone).

Oggi il governo giaponese ha ufficializzato il divieto di penetrare nella zona di evacuazione entro un raggio di 20 km intorno alla centrale di Fukushima Daiichi. L'annuncio è stato dato stamattina dal capo di gabinetto del governo, Yukio Edano. La zona ufficiale di evacuazione comprende circa 27.000 abitazioni in 9 municipalità. Il governo ha già chiesto a tutti gli interessati di evacuare dalle loro case e da tutta l'area. Edano ha detto che «Si tratta di una misura di sicurezza e di salute pubblica, alcune persone sono ritornate nei loro domicili senza precauzioni sufficienti contro i rischi di radiazioni».

Da oggi chiunque entrerà di entrare nella zona proibita sarà passible di sanzioni. Il governo ha precisato che però autorizzerà il ritorno temporaneo di una persona per famiglia, con l'esclusione totale nel perimetro di 3 km intorno alla centrale.

Le Self-Defense Forces del Giappone (l'esercito) sta studiando come trasferire tutta la gente fuori dalla zona di esclusione di 20 km, dove vivono ancora diverse decine di persone. Domani verrà designata legalmente la zona off-limits e le persone che non sono in grado di andare via da sole, come gli anziani o quelle bisognose di assistenza infermieristica, verranno aiutate dai militari. Le amministrazioni locali chiedono che per questa operazione siano utilizzati veicoli delle Self-Defense Forces. Si sta anche prendendo in considerazione come decontaminare dalle radiazioni le persone che fino ad ora non hanno voluto abbandonare l'area di esclusione e quelle alle quali sarà consentito di rientrare per brevissimo tempo nelle loro case nelle zone off-limit.

Il governo giapponese si è anche impegnato a risarcire le vittime del disastro nucleare di Fukushima Daiichi. Il primo ministro Naoto Kan lo ha detto oggi a Fukushima, durante un incontro con il governatore della prefettura Yuhei Sato, Il governatore ha chiesto a Kan ed alla Tepco di riprendere rapidamente il controllo della situazione per permette a chi abita nei dintorni di ritornare nelle casa nel minor tempo possibile. Sato ha anche chiesto al governo ed alla Tepco di assumersi il peso e le responsabilità del risarcimento delle persone danneggiate ed ha ricordato che «Gli abitanti dela regione sono doppiamente vittime : della crisi nucleare e delle voci secondo le quali i prodotti locali sarebbero contaminati».

Il problema è che non si tratta di voci: la stessa prefettura di Fukushima oggi ha limitato le attività scolastiche all'aperto. Le preoccupazioni per la sicurezza sono in crescita tra gli insegnanti e i genitori della prefettura e alcune scuole sono state già costrette a limitare le attività all'aperto degli studenti a causa degli alti livelli di radiazioni. Il 18 aprile il governo giapponese ha annunciato che nella sua ultima indagine ha trovato 13 scuole materne, asili, scuole elementari e scuole medie di Fukushima che superavano il limite di sicurezza per le radiazioni di 3,8 microsieverts all'ora. Le attività all'aperto in queste scuole sono state limitate ad un'ora al giorno ed è vietato giocare con la sabbia.

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E' notizia di questi giorni, per evitare il referendum sul nucleare il nostro pseudo governo ha deciso di ritirare alcuni articoli di legge sul ritorno al nucleare nel nostro paese, ma è solo un espediente per non far raggiungere il quorum sui tre quesiti, nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento, alcuni articoli che parlano dell'argomento, da Il Fatto quotidiano:

Il gioco delle tre truffe

Fino a un mese fa, chiunque azzardasse qualche pallida critica, qualche tenue perplessità, qualche timida riserva sul ritorno al nucleare veniva bollato da un ampio fronte di giornali, politici ed “esperti” come un vecchio rottame nemico della Modernità. E non solo dagli house organ del Cainano, ma anche da quelli della banda larga dei costruttori che già pregustavano la pappatoia degli appalti per le nuove centrali atomiche. Ancora all’indomani del disastro in Giappone, il Messaggero (gruppo Caltagirone) ospitava un profetico commento di Oscar Giannino, quello che pare una comparsa del Marchese del Grillo con il cocchio dorato che l’attende fuori dagli studi televisivi: “Tentare di dimostrare che il nucleare non possiamo permettercelo è dimostrazione di crassa ignoranza tecnologica”.

Da oggi c’è da giurare che nessuno di quelli che vengono eufemisticamente chiamati “giornalisti e intellettuali di destra” (in realtà dipendenti a libro paga di B.) oserà più dire una mezza parola pro nucleare. Anzi, diventeranno tutti antinuclearisti convinti e accuseranno di “crassa ignoranza tecnologica” chi fosse a favore. Così come per l’Iraq e l’Afghanistan erano guerrafondai e oggi per la Libia sono pacifisti. Così come sulla morale sessuale erano puritani e bigotti (addirittura “atei devoti”), per poi trasformarsi in sfrenati libertini quando si è dimostrato che il premier è un puttaniere e “utilizza” minorenni. In attesa di vedere Giannino col berretto del Sole che ride, Ferrara con le mutande verdi, Belpietro appeso all’altare della patria avvolto nella bandiera di Greenpeace, Olindo Sallusti sulla goletta verde di Legambiente con Rosa Santanchè nella scialuppa di salvataggio, la retromarcia su Fukushima segnala le catastrofiche condizioni in cui versa il premier.

Lui, ovviamente, del nucleare se ne infischia: non distingue una centrale da un palo della lap dance. Ciò che lo angoscia sono i referendum: non quelli sul nucleare e l’acqua pubblica (è talmente liberaleliberistaliberalizzatore che non ha mai privatizzato nemmeno un canile), ma quello sul legittimo impedimento. Quel diavolo di Di Pietro gli ha infilato proprio lì un cuneo mica male: fra due mesi, dopo vent’anni di leggi ad personam, i cittadini potranno finalmente decidere se la legge è uguale anche per B. o no. Un referendum sull’imputato B. che, al contrario di quel che cianciano i soliti idioti, lo colpisce nel suo unico vero tallone d’Achille: i processi. L’unico attacco che teme davvero, perché gli fa perdere consensi e lo manda fuori di testa, è quello giudiziario: infatti non dorme la notte all’idea che il 12-13 giugno si raggiunga il quorum e il legittimo impedimento venga raso al suolo. Infatti ha relegato i referendum in periodo vacanziero, a costo di sperperare 350 milioni con la rinuncia all’election day, nella speranza che gl’italiani andassero al mare. Ma l’emozione per la catastrofe di Fukushima è tale da garantire che il quorum si raggiungerà per tutti e tre i quesiti, compreso quello che lo riguarda ad personam.
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Da Disinformazione:

Cosa c’è dietro lo stop al nucleare.
Acqua pubblica ai francesi e legittimo impedimento

La notizia è giunta in redazione ieri: il Governo aveva deciso di dismettere il programma nucleare. Fonti interne ci hanno chiarito lo scenario e le ragioni di questa scelta che vedono un accordo Parigi Roma che da una parte toglie la costruzione delle centrali ad AREVA e dall'altra affida la gestione dell'acqua pubblica a VEOLIA.

Nucleare in Italia: il Governo decide di soprassedere sul programma nucleare, lo fa inserendo una moratoria nel decreto legge omnibus, all'esame dell'aula del Senato, che prevede l'abrogazione di tutto l'impianto normativo che attiene la realizzazione di impianti nucleari nel Paese.
L'emendamento recita: "Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare".

Ad abbracciare la linea Berlusconi in persona, da sempre scettico nei confronti del programma atomicoma schiacciato dalla lobby nucleare. Sebbene alcune voci leghino questa scelta ad un sondaggio realizzato la scorsa settimana che avrebbe dato al 54% la percentuale di italiani intenzionati a recarsi alle urne il 12 e 13 giugno (quindi oltre il quorum) le ragioni sono più ampie.
Prima di prendere questa decisione il Governo ha intavolato accordi con la Francia per dare una "contropartita" alla perdita economica che ne sarebbe derivata. Raggiunta l'intesa, stamane, AREVA- il colosso mondiale francese del nucleare che si sarebbe dovuto occupare della costruzione delle nostri centrali - ha iniziato la dismissione dei suoi uffici romani.
Il Governo era ben cosciente che il raggiungimento del quorum avrebbe comportato la bocciatura non solo della legge sul Nucleare ma anche quelle sul Legittimo Impedimento e sulla Privatizzazione dell'acqua.
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Da Voglio Scendere:

NUCLEARE: FORSE

Il governo fa dietrofront e blocca la costruzione delle centrali in Italia. Indecisione sulle sorti del referendum. Ma tra qualche tempo una legge sul nucleare potrebbe essere riproposta



Giorgio Meletti Il dietrofront del governo sulla questione nucleare è veramente una vicenda destinata a passare alla storia costituzionale del nostro Paese. Praticamente il governo Berlusconi ieri ha inventato una legge che funziona così: io approvo una legge e viene organizzato un referendum per abrogarla, la abrogo io prima del referendum, in modo da vanificarlo, e subito dopo il referendum rifaccio la legge. È una cosa che dal punto di vista proprio delle regole istituzionali della politica di un Paese fa abbastanza accapponare la pelle, però dal punto di vista sostanziale è probabilmente vero il contrario. Cioè: il governo Berlusconi sul nucleare non sta prendendo in giro gli antinuclearisti ma sta esattamente prendendo in giro i filo-nuclearisti. Questo governo di fare davvero centrali nucleari in Italia non ne aveva nessuna voglia. La stessa Enel ha rinviato di un paio d'anni i piani di investimento rispetto a quelle che erano le previsioni iniziali e comunque basti pensare al fatto che questo stop al nucleare deciso ieri dal governo non ci costa niente, nel senso che nessuno aveva speso un euro sul nucleare finora.

Ma il referendum si farà ancora? Oppure no?

Su questo c'è una discussione tra giuristi ma mi pare che l'opinione prevalente è che il referendum venga annullato. Perché vengono abrogate dal governo con un decreto le norme che il referendum voleva abrogare. Questa, però, è una cosa che non ha precedenti. E' abbastanza singolare perché è successo in passato che dei referendum sono stati annullati prima che venissero celebrati da interventi legislativi che in qualche modo soddisfacevano la domanda del referendum e quindi lo rendevano inutile. Ma non era mai successo che si facesse l'intervento a termine, cioè si dicesse io abrogo ciò che il referendum vuole abrogare e quindi lo rende inutile, ma dico fin d'ora che a un certo punto, dopo averci pensato, queste leggi probabilmente io le rimetterò in vigore con un nuovo voto del Parlamento. Questa è materia su cui dovranno esercitarsi i costituzionalisti. D'altra parte quand'anche il referendum fosse celebrato e portasse a una manifestazione nel voto popolare contro il nucleare, in realtà non c'è nessuna regola, nessuna legge che vieti al Parlamento di ritornare alla decisione di costruire centrali nucleari rovesciando l'indicazione del voto popolare. È un fatto politico ma non c'è nessuna regola costituzionale che vincoli il Parlamento alle decisioni del referendum.

senza il nucleare la votazione referendaria di giugno perde appeal. Non crede?

Beh certo. Però, quello che da tutta questa vicenda sta emergendo chiaramente è che in realtà a Berlusconi, a Tremonti e a tutto il governo nel nucleare non gliene frega niente.
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Da Il Cambiamento:

Governo all'attacco sui referendum: tocca ai quesiti sull'acqua

Fontanella
L'offensiva del governo contro i referendum continua. Si provano a bloccare i due quesiti sull'acqua

Continua l'offensiva del governo nei confronti dei referendum del 12 e 13 giugno. L'altro ieri è toccato al nucleare, oggi è scoccata l'ora dei quesiti sull'acqua. Quel popolo continuamente invocato dal Presidente del Consiglio come suo unico mandante e in nome della cui volontà ogni legge o questione etica passava in secondo piano è divenuto improvvisamente un temibile nemico da mettere urgentemente a tacere. Non c'è voluto gran che. È bastato un minimo segno di vita, l'ipotesi appena paventata che possa alzare la testa, prendere parola e dire la sua, per scatenare una controffensiva senza precedenti.

Parlando dell'acqua, il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha dichiarato a Radio Anch'io che “anche su questo tema, come per il nucleare il referendum divide in due. Ma – ha continuato – è un tema di grande rilevanza, e ho l'impressione che anche su questo sarebbe meglio fare un approfondimento legislativo”. Già. Accanto alla posizione del Governo, neanche a dirlo, si schierano compatti Confindustria e Federutility, la federazione che riunisce le aziende (spesso private) dei servizi pubblici. Pare che sia stata proprio quest'ultima a sollecitare un intervento governativo. Qualche giorno fa, infatti, il suo presidente si era domandato “se non sia il caso di evitare un referendum che ha sempre più un taglio puramente ideologico”.

Insorge il comitato promotore dei referendum, per il quale la proposta accennata da Romani suona come un vero e proprio boicottaggio. “La volontà popolare si è espressa con un fiume di firme su 2 quesiti molto limpidi, come riconosciuto dalla Corte Costituzionale, che bloccherebbero il processo di privatizzazione e la possibilità di fare profitti sull'acqua”, ha dichiarato Simona Savini del comitato referendario. “La linea del governo è stata fin da subito contraria ai 2 obiettivi; dubito che improvvisamente si possa cambiare idea, visto che per annullare il referendum si dovrebbero abrogare gli articoli in questione, e di fatto impedire che si facciano profitti sull'acqua.”

Dunque si tratterebbe, più che altro, di una sorta di depistaggio. “Probabilmente – ha continuato Simona Savini – ciò che faranno sarà proporre delle modifiche raffazzonate per istillare il dubbio negli italiani che il referendum possa saltare o sia inutile”. Una strategia comunicativa più che politica, che crei confusione. Che sfrutti la scarsa ricettività agli stimoli dell'uomo contemporaneo, bombardato di informazioni e messaggi urlati, costretto a rifugiarsi dietro una cortina di superficialità e disinteresse.

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Da Blogeko:

Dietrofront sul nucleare. Disinnescato il referendum e gabbato lo santo


Poche ore fa il Governo ha inserito nel decreto omnibus l’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari.

Chi mi legge sa che sono contraria al nucleare. Ma non mi produco in una standing ovation per due motivi. Primo, l’emendamento mira solo a cancellare il referendum sul nucleare di giugno: l’onda di Fukushima avrebbe reso facile il raggiungimento del fatidico quorum anche per i referendum relativi ad acqua pubblica e legittimo impedimento.

Secondo motivo: non è scritto nell’emendamento che l’Italia rinuncia all’energia nucleare. Ovvero: passata la festa, gabbato lo santo.

Alla luce di tutto ciò che l’attuale Governo ha detto a proposito del nucleare, ritengo del tutto inverosimile una folgorazione sulla via di Damasco dovuta a Fukushima.

Ricordate il fuori onda del ministro dell’Ambiente Prestigiacomo, nuclearista convinta? Pochi giorni dopo l’incidente in Giappone, pensando di non essere udita esortava i suoi con queste parole: “Non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare, non facciamo cazzate: dobbiamo uscirne ma in maniera soft”.

Detto, fatto. Il referendum sul nucleare non si svolgerà se Parlamento modificherà la legge sottoposta a referendum. Ovvero, non si svolgerà se Camera e Senato approveranno l’emendamento ora inserito nel decreto omnibus che abroga le norme relative alla costruzione degli impianti nucleari.

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Il consumo di carne e gli allevamenti intensivi sono fra i principali responsabili della crisi alimentare, da Il Cambiamento:

Vegetarianesimo e Veganesimo

Earth Day, Enpa: "Stop ad allevamenti intensivi e consumo di carne"

Giornata della Terra. All'Earth Day aderisce anche l’Enpa: "No agli allevamenti intensivi, danneggiano il pianeta". Il consumo di carne e l'allevamento intensivo sono fra i principali responsabili della crisi ambientale. Dire no alla carne, dunque, è una scelta non soltanto animalista ma, soprattutto, di buon senso.

giornata terra
L'Enpa per la Giornata della Terra ricorda che il consumo di carne e l'allevamento intensivo siano fra i principali responsabili della crisi ambientale

Impegno tangibile dei governi affinché vengano adottate misure urgenti e concrete per la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità. È quanto chiede l’Enpa in occasione dell’Earth Day 2011. "I nostri stili di vita – spiega l’Enpa – danneggiano l’ambiente; cambiare i comportamenti, cominciando con l’eliminare il consumo di carne, è diventata una necessità non più rinviabile".

Infatti, tra i principali 'indiziati' per la crisi ambientale del nostro pianeta ci sono proprio gli allevamenti intensivi che contribuiscono non solo alla dispersione di inquinanti negli ecosistemi (i nitriti, ad esempio) o alla deforestazione, per guadagnare nuovi terreni alla coltivazione del foraggio, ma anche al consumo scriteriato delle risorse, con grandissime quantità di acqua e cereali che potrebbero essere invece utilizzati per l’alimentazione dell’uomo. Dire no alla carne, dunque, è una scelta non soltanto animalista ma, soprattutto, di buon senso.

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I segnali di una prossima crisi alimentare globale descritti da L'Aria che tira:

20 segnali di una prossima terribile crisi alimentare globale

DI ALEX JONES
theeconomiccollapseblog.com
Nel caso non l’aveste notato, il mondo è sull'orlo di un’orribile crisi alimentare globale. In un dato momento, tutto questo potrà riguardare tu e anche la tua famiglia. Potrebbe non avvenire oggi, e forse neanche domani, ma accadrà. Il tempo impazzito e i disastri naturali hanno sconvolto la produzione agricola in molte aree del globo negli ultimi due anni. Nel frattempo, i prezzi del petrolio hanno iniziato a impennarsi. L’intera economia globale è basata sulla possibilità di utilizzare enormi quantità di petrolio a basso costo per produrre economicamente il cibo e le altre merci, per poi trasportarli su vaste distanze.
Senza il petrolio a basso prezzo, i giochi cambiano. Il terreno arabile sta calando a tassi sconcertanti e i bacini acquiferi fondamentali di tutto il mondo vengono prosciugati a un ritmo folle. I prezzi mondiali del cibo hanno raggiunto i suoi massimi e continuano a salire in modo aggressivo. E allora cosa accadrà al nostro mondo quando centinaia di milioni di persone non riusciranno più a nutrirsi?....


La maggior parte degli Americani si è così assuefatta ai supermercati, da cui prelevano quantità industriali di cibo economico, che non riescono neppure a immaginare la vita che si incammina in un’altra direzione. Sfortunatamente, quell’epoca sta finendo. Ci sono tutte gli indizi possibili per capire che stiamo entrando in un’era dove non ci sarà abbastanza cibo per tutti. Quando la richiesta di cibo incrementa, i prezzi sono destinati a salire. E già ora stanno salendo. Diamo un’occhiata alle ragioni per cui un numero sempre maggiore di persone ritiene che un’imponente crisi alimentare sia all’orizzonte. Questi sono venti segnali che parlano di un’orribile crisi alimentare globale in arrivo…


#1 In base alla Banca Mondiale, 44 milioni di persone in tutto il mondo sono stati trascinati nella povertà estrema dallo scorso giugno a causa degli aumenti dei prezzi del cibo.

#2 Il mondo sta perdendo terreno coltivabile a un tasso eccezionale. Infatti, con le parole di Lester Brown, "un terzo della terra arabile del pianeta sta perdendo lo strato superficiale in modo più rapido di quanto non venga riformato dai processi naturali".

#3 A causa dei sussidi statunitensi all’etanolo, quasi un terzo del mais coltivato negli USA è utilizzato per la produzione di carburanti. Tutto ciò mette in forte tensione il prezzo granturco.

#4 A causa della mancanza d’acqua, alcuni paesi nel Medio Oriente sono obbligati a confidare quasi totalmente sulle importazioni dei generi alimentari basici. Ad esempio, è stato stimato che non ci sarà più produzione di farina in Arabia Saudita dal 2012.

#5 Le falde freatiche in tutto il globo stanno calando di livello ad un tasso preoccupante a causa del sovrapompaggio. In base ai dati della Banca Mondiale, ci sono 130 milioni di persone in Cina e 175 milioni in India che si sono potuti nutrire grazie a cereali coltivati con l’acqua pompata dai bacini idrici a un ritmo maggiore del suo ripristino naturale. Cosa succederà quando l’acqua si esaurirà?

#6 Negli Stati Uniti, il sistematico abbassamento del bacino acquifero dell’Ogallala trasformerà il granaio d’America in una conca polverosa.

#7 Malattie come la ruggine dello stelo UG99 si sta diffondendo a tassi sempre maggiori in vasti segmenti della catena alimentare mondiale.

#8 Lo tsunami e la conseguente crisi nucleare in Giappone hanno reso vaste aree agricole della nazione inutilizzabili. Infatti, ci sono molti che credono che una porzione significativa del Giappone settentrionale sarà dichiarata inabitabile. Senza considerare il fatto che molti sono convinti del fatto che l’economia giapponese, la terza più importante del mondo, è probabile che per questa ragione abbia un collasso.
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Di seguito la lettera che Il Corpo delle Donne ha inviato all'Expo 2015 contro la discriminazione di genere, da sottoscrivere e divulgare:

Date Expo a un Paese civile

logoExpo2015

Anticipo copia della lettera che insieme a Marina Terragni intendo inviare al Bureau International des Expositions di Parigi, nonché rendere nota a media italiani e internazionali. Vi invito a sottoscriverla qui nel blog e a diffonderla.

Al Bureau International des Expositions di Parigi

e p. c

a Letizia Moratti, Commissaria Straordinaria Expo 2015

a Diana Bracco, Presidente Expo 2015

Gentili Signore, Gentili Signori,

apprendiamo con sorpresa che i 42 partecipanti ai 9 tavoli tematici per Expo 2015 sono tutti uomini, come da elenco che riportiamo in calce. Non un nome femminile, nemmeno per caso o per errore, tra quelli di tutti questi pur stimabilissimi signori. Questo male italiano -una politica machista, caparbiamente chiusa alla società femminile- è ormai noto in tutto il mondo, ma non si danno nemmeno timidi segni di guarigione.

Colpisce in particolare che il fatto che ai vertici di Expo 2015 siano state designate due donne, la Signora Moratti e la Signora Bracco, ma nemmeno questo basti a produrre l’indispensabile cambiamento. Ci chiediamo peraltro come la Commissaria straordinaria e la Presidente non si siano rese conto della cosa, e se nella loro politica tengano conto del fatto di essere loro stesse donne.

In verità il machismo politico italiano è talmente consolidato da produrre una sostanziale cecità di fronte a episodi come questo. Nessuno se n’è accorto, né i vertici di Expo 2015, né i media che hanno riportato l’elenco dei partecipanti ai tavoli. Nel caso specifico di Expo 2015, la cosa può essere tradotta in questo modo: non vi è una sola donna a Milano e nel Paese che sia giudicata degna di partecipare a questo assise; paradossalmente i saperi e le competenze delle donne, nutrici del mondo, non sono ritenuti utili alla realizzazione di un Expo dedicato proprio al tema della Nutrizione del Pianeta.
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Da Miss Kappa gli auguri per una nuova resurrezione ed un invito a non arrendersi:

Buona Pasqua


E' la terza Pasqua, da quando la mia vita è cambiata. La prima, subito dopo il disastro, mi sorprese ancora incredula: era difficile rendersi conto della portata di quello che ci era accaduto. La seconda, lo scorso anno, cadeva a ridosso dei giorni della prima commemorazione. Ed avevo dentro la rabbia di un anno di totale immobilismo, di un anno di bugie e di privazione della libertà. Questa che sta arrivando mi trova stanca e ancor più disillusa. Disillusa dagli eventi, e dagli uomini. Ma l'istinto di sopravvivenza mi fa andare avanti. Ancora a crederci, ancora a sperare. In un domani migliore per tutti noi. Terremotati e non. Buona resurrezione a tutti. Resurrezione nella consapevolezza e nell'impegno civile. Solo ricostruendo noi stessi, possiamo sperare di ricostruire questa nazione terremotata.
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Da Phoebe1976 lezione di bon ton:

Bon ton

La vedi, lì in fila alla cassa o a passeggio per il centro commerciale.
Ma anche in ufficio, o solo per strada.
Sicura di sé, molto donna manager o mamma in carriera.
E tu non puoi far a meno di guardarla. Almeno IO non posso far a meno di guardarla.

E’ più forte di me, non posso non alzare il sopracciglio e farle le radiografie.
Un po’ come quando arriva un ragazzino emo al banco del pane al supermercato e ti viene da chiederti se vuole davvero una rosetta o se invece è venuto solo a vedere la miseria umana che lo circonda.
Sì. Dicevamo.
Ah, già.
L’obbrobrio di primavera.
Perché tra le poche cose di moda che mia madre mi ha insegnato, c’è che mai mai mai mai mai mai una donna dovrebbe mettersi le calze velate color carne.
A meno che non si sia porno-infermiere in un film polacco degli anni ’80..
A meno che non siano contenitive o contro le vene varicose.
In questo caso, pregasi mettere cartello.
Eppure questa semplicissima regola base in primavera viene meno ed il perché rimane un mistero irrisolto insieme al colore ed alla consistenza dei capelli di Carlo Conti.
Tu, donna che hai fatto il cambio dell’armadio con un tantino troppo ottimismo e ora non vedi l’ora di esibire i tuoi vestitini a fiorellini e gonne svolazzino, tu che non puoi aspettare l’innalzamento della temperatura e che sei ancora ferma alle calze nere o ai più primaverili jeans (che vanno su tutto) non puoi non guardare col sopracciglio alzato tale spregio al buon gusto.
No, le calze color carne no.
Sopra i 20 denari poi ASSOLUTAMENTE NO.
a meno che non sia una calza riposante. o contro le vene varicose. O comunque indossabile solo da un over 85 molto poco stilosa.

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Da Happysummer auguri di buona pasqua molto speciali:

A chi ha voglia di volare
e a chi teme di inciampare.


A chi sogna di andare in vacanza
e a chi "ha il cielo in una stanza".


A chi vuole una vita spericolata
e a chi coccola la sua nidiata.


A chi due più uno fanno tre
e a chi si chiede sempre il perché.


A chi vive a passo di danza
e a chi bada alla sostanza.


A chi la Pasqua è morte e Passione
e a chi la Pasqua è Resurrezione.


A voi tutti, amici virtuali,
che non andate via e restate qua...
tanti auguri davvero speciali
di gioia, affetto e serentità



Da Lia Celi il commento sulla possibile successione al nostro amato piccolo premier da parte dell'ineffabile Angelino Alfano:

Silvio: «Dopo di me Alfano». Era meglio il diluvio

alfano.jpg
L’ipotesi che uno squalo come Silvio avesse scelto come successore un invertebrato come Angelino Alfano, accolta con entusiasmo solo fra gli Anellidi, è stata smentita dopo poche ore. L’equivoco è nato da un’errata interpretazione di una frase del premier durante la conferenza stampa con i giornalisti stranieri. Del resto la mobilità dei muscoli facciali berlusconiani, compromessi dai ripetuti lifting, è così limitata che ormai il suo eloquio è ridotto a confusi borborigmi di sempre più difficile interpretazione per i corrispondenti esteri. Ecco infatti come diverse testate internazionali hanno riportato la notizia.

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG

«Annuncio a sorpresa di Herr Berlusconi nel corso dell’incontro con la stampa estera. Dopo aver spiegato che non si ricandiderà alle elezioni del 2013, il premier italiano ha indicato che il suo futuro è “a Fano”. Berlusconi si preparerebbe dunque un buen retiro nella ridente cittadina adriatica - bagnata, non a caso, dal torrente Arzilla, nome quanto mai appropriato alla gagliarda terza età del Cavaliere.

Gli imprenditori marchigiani sperano che l’interesse di Berlusconi per Fano avvantaggi tutta la regione: è ora che il presidente faccia qualcosa per le Marche, dopo aver fatto tanto per le marchette.»

LE NOUVEL OBSERVATEUR
«Imprevista svolta mitologica nell’esecutivo italiano: nell’incontro con la stampa estera il premier ha dichiarato di voler lasciare il governo “al fauno”. Si tratta di un’investitura largamente annunciata: il fauno appare come il successore più naturale di un anziano satiro. Il problema sarà piuttosto snidare la divinità silvestre dai boschi in cui vive e convincerla ad assumersi incarichi di governo che potrà svolgere solo al mattino, in quanto al pomeriggio, com’è noto, il fauno è impegnato in un celebre balletto di Claude Debussy. L’interim potrebbe essere assunto dal suo omologo greco Pan, molto gradito agli strati sociali meno abbienti in tempo di rincari dei generi alimentari, ma l’ala veneta della Lega insiste per un ticket Pan e Vin».

THE LOS ANGELES TIMES
«”My successor will be half-ano”: così, nel suo tipico inglese maccheronico, mr. Berlusconi ha delineato lo scenario politico al termine del suo mandato. Secondo i linguisti la sibillina espressione anglo-italiana significherebbe “fortunato a metà”, nel senso che chi ricoprirà in futuro la carica di capo del governo, dovrà assumersi, oltre all’onore, l’onere di un Paese sull’orlo del baratro. La relativa sensatezza dell’affermazione fa pensare che in realtà Berlusconi intendesse tutt’altro. "Half-ano" alluderebbe alla scarsa virilità dei suoi più accreditati competitor nel centrodestra, dal troppo molle Fini al gelido Tremonti all’ambiguo Casini. Un avvertimento in codice alla Chiesa cattolica sulla deriva omo cui sarebbe condannato il governo qualora Berlusconi dovesse lasciare palazzo Chigi.»

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Le insipide, volgari, di bassa lega barzellette del piccolo premier saranno divulgate urbi et orbi su tutti i canali televisivi del regno, lo anticipa Michele Serra:

Tutti a ridere, lo ordina il capo

Ha ragione il premier, basta con la cupezza della sinistra: da oggi le sue barzellette saranno diffuse in tutti luoghi pubblici con gli altoparlanti. E al nord arrivano le Ronde dell'Allegria, per rispettare il dovere patriottico del buon umore

(22 aprile 2011) Il volume "Le barzellette di Silvio" sarà presto in tutte le librerie, nello spiritoso formato fallico suggerito dallo stesso premier. All'edizione economica sarà affiancato un cofanetto dei prestigiosi Meridiani Mondadori, con l'opera omnia di Berlusconi. Contiene un microchip che a ogni apertura di pagina emette risate registrate.

Edizione critica.
I responsabili dei Meridiani, legati e imbavagliati in uno sgabuzzino da molti mesi, non sono stati in grado di dare anticipazioni sull'importante iniziativa della casa di Segrate. Secondo indiscrezioni, il lungo e paziente lavoro critico avrebbe portato il curatore del Meridiano (Pierino Anonimo, ma si tratterebbe di uno pseudonimo) a dividere l'opera in tre volumi: le barzellette sul culo, le barzellette sulla fica e le barzellette del periodo più maturo, quelle su culo e fica.

Lancio.
Non era prevista alcuna presentazione dell'opera al Salone del Libro di Torino, perché la cupa egemonia della cultura azionista non tollera il buonumore. Per ovviare all'inconveniente, Berlusconi ha comperato il Salone del Libro e affidato la direzione a Chantal Ortis, una maîtresse colombiana che conosce il mondo letterario in tutti i suoi aspetti perché ha tra i suoi clienti uno scrittore, un tipografo, un libraio, un correttore di bozze e il più importante editore italiano. "Il Salone di quest'anno è dedicato al tema della memoria", ha detto Berlusconi, "e nessuno è più adatto di me per parlarne: ricordo a memoria più di 2 mila barzellette". Quanto al delicato tema della memoria dell'Olocausto, Berlusconi esclude che possa costituire un problema: "Conosco anche parecchie barzellette sugli ebrei". Gli ospiti più prestigiosi (Eco, Rushdie, Vargas Llosa, Pamuk e altri premi Nobel) sono stati tutti confermati, e solo al loro arrivo al Salone gli verrà detto che devono partecipare, tutti insieme, al dibattito "La sai l'ultima?", al termine del quale potranno autografare, per i loro fan, le copie del libro di Berlusconi.
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Le immagini delle amiche blogger, da Oro Fiorentino:


Da Cuore562:
Photobucket

Da
LadyLongthorn


Da UniTuran:




Le ultime opere del maestro della satira Vauro:








Di Enteroclisma:

UOVO CON SORPRESA

A Pasqua siamo tutti più buoni.
E' il falso proposito che tutti facciamo anche a Natale.
Anche Silvio non sfugge a questa tentazione e si maschera da benefattore dell'umanità, rinunciando per un annetto - o giù di lì - al nucleare.
Scopo dichiarato: riflettere su una boiata che si stava facendo.
Scopo reale: rimandare la boiata a tempi migliori e cancellare il referendum che lo avrebbe reso ancor più ridicolo agli occhi stanchi degli italiani.

MINISTRO PENDENTE

Silvio cerca di puntellare le crepe nel suo partito
... se ci riesce come con i muri di Pompei, l'Italia è salva !!

Cose dell'altro mondo...

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Cazzate%20Low.jpg

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Rubinetto%20Fascia%20Low.jpg




domenica 17 aprile 2011

Cosa succede a Fukushima?

In alto. Immagine di Giovanna Mezzogiorno


Per anni io e mio marito siamo stati a favore delle vacanze separate, ma i nostri figli sono sempre riusciti a trovarci.
Erma Bombeck.


Cosa succede a Fukushima?

Ad oltre un mese dalla catastrofe nucleare in Giappone le notizie che si riescono ad avere nonostante il silenzio stampa generalizzato sono di estrema preoccupazione, la gravità dell’incidente nucleare di Fukushima è stato portato da 5 a 7 dal governo nipponico, il massimo livello della scala internazionale Ines che è anche quello dato al caso più grave, registrato a Cernobyl nel 1986. i commenti e le notizie che circolano in rete sono fondamentali per capire quello che effettivamente sta succedendo, dal blog Blogeko:

Sale alle stelle la radioattività accanto ai reattori. Cosa succede a Fukushima?

E’ salita alle stelle la radioattività accanto ai tre reattori della centrale nucleare di Fukushima, fuori controllo dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo.

Se n’è accorto Ste, che l’ha segnalato in un commento poco fa. Nelle news non ho visto elementi che aiutino a capire cosa sta succedendo, a parte il timore che le continue, forti scosse di assestamento abbiano causato ulteriori perdite.

Però notizie di questo genere riguardano soprattutto l’acqua che finisce in mare: qui invece si tratta dell’interno della centrale nucleare. Interno si fa per dire, visto che l’edificio è ridotto a un cumulo di macerie e la radioattività ne esce, diciamo, con una certa facilità.

Quando giorni fa la radioattività si è impennata accanto al reattore 1, segnando 100 Siviert/ora (meno comunque di adesso), è arrivata pronta la notizia che lo strumento di misurazione era rotto.

Adesso è un’altra storia: sul sito del ministero giapponese per l’Educazione, che riporta vari dati su Fukushima, c’è scritto chiaro e tondo che nei dry well (i bunker che ospitano i reattori) numero 1 e 3 la radioattività è oggi salita rispettivamente a 121 e a 253 (253!) Siviert/ora.

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Dal blog di Beppe Grillo:

Fukushima forza 7

L'allarme a Fukushima è arrivato al livello 7. Lo stesso di Chernobyl. Lo ha detto la Tepco. Quando lo denunciavano Greenpeace e altre organizzazioni si poteva dubitare. Ora non più. Fukushima ha acceso la spia di sorpasso rispetto a Chernobyl. Ma dopo il livello 7 che altro c'è? Cosa ci aspetta? C'è un livello 8, un livello 9? Lo sapremo solo vivendo. Un disastro nucleare, ambientale di questa portata non è mai successo nella Storia. Ipotesi verosimili prevedono una contaminazione sempre più estesa verso la grande Tokyo. In questo caso si dovrebbero sfollare 35 milioni di persone. Il Giappone si trasformerebbe in una Nuova Atlantide alla luce del sole. Il nocciolo sta fondendo. Sta penetrando nel terreno e se incontrerà delle falde acquifere esploderà rilasciando nell'aria una nuvola da far impallidire "La Nuvola nera" del romanzo di Fred Hoyle. La nuvola andrà dove la porterà il vento, in Corea e in Cina oppure in California dove sono già state trovate tracce di radioattività nel latte. Fukushima non è un problema dei giapponesi, è un problema dell'umanità. L'ONU ha trovato il tempo per far bombardare la Libia, ma non per affrontare le conseguenze di Fukushima. Il mondo è dominato da lobby a scopo di lucro. Il nucleare rende bene, così bene che Fukushima è scomparso dall'informazione. Non sta bene parlare del morto in casa, fa scappare i clienti e gli inserzionisti, come l'ENI e l'Enel, per fare degli esempi, o il codazzo delle imprese che fa riferimento a Scajola e alla Marcegaglia. Una parte del Giappone è morta per sempre. Fa impressione sentire queste parole: "Per sempre", le sentiamo, ma istintivamente le respingiamo, non ci crediamo. Oggi pubblichiamo un video giapponese, un viaggio nell'Inferno intorno a Fukushima, dove tutto è silenzio, un immenso cimitero nucleare senza segni di vita, per decine e decine di chilometri.

Ernesto Burgio e Angelo Baracca mi hanno inviato una lettera contro le affermazioni di Veronesi, l'irresponsabile sponsor del Pdmenoelle del nucleare, nonché suo ex senatore. Veronesi deve dimettersi dall'Agenzia per la sicurezza nucleare italiana. Lo faccia per noi e per il suo passato.
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Le radiazioni stanno arrivando anche in Europa, dal blog L'aria che tira:

Fukushima, il pericolo radiazioni in Europa "non è più negabile"

Il Cambiamento
La comunicazione ufficiale dell'innalzamento al livello 7 della gravità dell'incidente alla centrale di Fukushima ha accresciuto la preoccupazione internazionale circa le conseguenze del disastro nucleare per la popolazione giapponese e per le possibili ripercussioni sul resto del mondo.
A tal proposito l'Ong francese CRIIRAD, specializzata nella sicurezza nucleare, sostiene che “il rischio di radiazioni in Europa non è più negabile”.
In un documento riguardante i principali pericoli per la salute, l'associazione fa riferimento in particolare al possibile contagio da acqua piovana ed invita dunque a non berla e ad effettuare maggiori controlli nel suo utilizzo a fini agricoli e industriali.
Una settimana fa la CRIIRAD e l'Institut de Radioprotection et de Sûreté Nucléaire (IRSN) hanno riscontrato pericolose concentrazioni di Iodio 131 nell'acqua piovana nel sud est della Francia e nei campioni di latte fresco di alcuni allevamenti prelevati il 28 marzo. La contaminazione sarebbe dovuta alla nube contenente radiazioni arrivata sui cieli europei nelle scorse settimane.....

La CRIIRAD ritiene pertanto che le autorità competenti dovrebbero intensificare i controlli sui prodotti alimentari (latte e formaggi fresco, e verdure a foglia larga) più soggetti all'assorbimento dello Iodio 131, sostanza pericolosa contenuta nelle scorie radioattive e rilasciata nell'atmosfera in seguito al disastro di Fukushima.
Il 25 marzo, quando si è avuta la conferma che la catena alimentare giapponese era stata contaminata dalle radiazioni, l'Unione Europea ha aumentato i controlli sulle importazioni da alcune regioni del Giappone. Tuttavia, il Gruppo dei Verdi al Parlamento europeo ha dichiarato che queste misure sono “fin troppo leggere”.
Intanto l'allarme circa una possibile contaminazione al di fuori dei confini del Paese del Sol Levante giunge anche da Sergio Ulgiati, professore di Chimica dell’Università Parthenope di Napoli e membro del Comitato scientifico di WWF Italia, il quale sostiene che il principale pericolo deriva dal commercio globalizzato del cibo.
Inoltre in riferimento al fatto che la nube arrivata in Europa è di “bassa radioattività”, Ulgiati ha spiegato che ciò significa soltanto che “il numero delle persone che sarà colpito da un cancro per radioattività sarà inferiore a quello del Giappone, dove sono stati calcolati circa 4mila morti di cancro entro il 2050 a causa dell’incidente di Fukushima”. Nel lungo periodo dunque, afferma l'esperto, gli effetti dell'incidente nucleare in Giappone riguarderanno anche l'Italia.
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Dal blog Greenreport:


Di nuovo ferme per 50 minuti le pompe per il raffreddamento

Fukushima, un mese dopo. Bulldozer robot per avvicinarsi ai reattori

Allarme arsenico a Kesennuma

LIVORNO. Le pompe di raffreddamento dell'unità 1,2 e 3 di Fukushima Daiichi si sono di nuovo fermate per circa cinquanta minuti dopo il black out elettrico seguito alla nuova potente scossa di assestamento e all'allarme tsunami di oggi. A quanto pare le altre forniture elettriche esterne alle altre centrali nucleari presenti nella regione non si sono interrotte.

La nuova scossa di terremoto di magnitudo 7 si è verificata alle 17,16 ora del Giappone, ad una profondità di 10 km, l'epicentro del sisma è situato vicino alla costa di Fukushima - ken Hamadori un allarme tsunami è stato rilasciato (e poi revocato) per le aree costiere della prefettura di Ibaraki. Le scosse più forti si sono registrate nelle prefetture di Fukushima e Ibaraki e in diversi centri abitati, tra i quali Furudono Town, Nakajima Village e Hokota City. Il sisma è stato avvertito con forza anche nelle regioni di Tohoku e Kanto

L'alimentazione elettrica esterna delle unità 1, 2 e 3 a Fukushima Daichi è saltata in seguito alla scossa di assestamento, bloccando l'iniezione di acqua di raffreddamento per i reattori. Le forniture di acqua sono state ripristinate 50 minuti dopo. I "liquidatori" di Fikushima sono stati evacuati temporaneamente.

Secondo la Nuclear and industry safety agency giapponese (Nisa) non ci sarebbe stata nessun'altra interruzione di corrente all'esterno delle centrali nucleari di Fukushima Daiini e di Tokai, né sono state rilevate variazioni dei livelli di radiazioni in qualsiasi sito.

Ad un mese d al terremoto/tsunami in Giappone, la Tokyo Electric Power Company (Tepco) ed il governo giapponese stanno dunque ancora lottando per recuperare il controllo dei 4 reattori impazziti della centrale nucleare di Fukushima Daiichi e di un'area dove si sono susseguiti incendi, esplosioni, fughe radioattive, fusioni delle barre, sversamenti da acqua contaminata nel suolo e nell'oceano, e poi ancora scosse di terremoto... L'International atomic energy agency (Iaea) continua a ripetere il suo mantra come se fosse un disco incantato: «Nel complesso, la situazione nell'impianto di Fukushima Daiichi rimane molto grave, ma ci sono primi segnali di ripresa in alcune funzioni, come per l'energia elettrica e la strumentazione».

Ieri, durante una conferenza stampa, un funzionario della Tepco ha detto che sarebbe allo studio il raffreddamento ad aria invece che con acqua di mare, ma ha anche detto che viene anche preso in considerazione il raffreddamento dei containment vessels dei reattori con l'acqua: «A questo punto, la società sta ancora esaminando le opzioni praticabili e non possiamo dire quando sarà in grado di raggiungere il raffreddamento stabile e il controllo delle radiazioni». La Tepco dopo 30 giorni sta ancora cercando di ripristinare i sistemi di raffreddamento dei reattori e l'energia elettrica in tutti gli impianti, mentre la centrale continua a rilasciare sostanze radioattive in aria e in mare. Gli edifici delle turbine e un tunnel di cemento sono pieni di acqua altamente radioattiva che ostacola il ripristino e il controllo dei sistemi di pompaggio.

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Dal blog Il Cambiamento:

A un mese da Fukushima, il nostro impegno contro la congiura nucleare

"Le conseguenze di questa tragedia ambientale e umana non dobbiamo immaginarcele, le conosciamo già. Non fanno parte del futuro, ma del passato. Non appartengono alle nostre fantasie catastrofiste e catastrofiche, ma alla nostra memoria storica". A un mese dal disastro, una selezione degli articoli che Il Cambiamento ha dedicato all'incidente nucleare giapponese.

fukushima satellite

Un film già visto 25 anni fa: "Fukushima come Chernobyl". La stampa internazionale stamattina titola così riguardo al disastro nucleare peggiore dopo quello del 1986 in Ucraina. Non c'è rassicurazione che tenga davanti a tale grado di consapevolezza globale rispetto all'incidente avvenuto a Fukushima dopo il terremoto-tsunami dell'11 marzo scorso. Le conseguenze di questa tragedia ambientale e umana non dobbiamo immaginarcele, le conosciamo già. Non fanno parte del futuro, ma del passato. Non appartengono alle nostre fantasie catastrofiste e catastrofiche, ma alla nostra memoria storica.

Ma C'è bisogno dell'apocalisse?, ci chiedevamo già un mese fa, per capire che il nucleare è solo Il problema senza la soluzione, che L'abbraccio nucleare è un abbraccio di morte?

Un dato in particolare, ci fa rabbrividire più degli altri. È la gestione dell'informazione 'istituzionale', 'ufficiale', 'scientifica', 'pubblica'. Vale a dire quella di tutti e che dovrebbe avere la responsabilità di mettere ognuno nella condizione di conoscere cosa accade, in modo da poter essere nelle condizioni di agire di conseguenza, per salvaguardare la propria vita e quella dei propri cari.

Invece, a Fukushima come a Chernobyl, la gestione delle informazioni da parte degli 'apprendisti stregoni' sull'incidente nucleare è stata a dir poco reticente, se non omertosa. Soprattutto per quanto riguarda la continua minimizzazione che dei rischi è stata fatta sia dalla Tepco, la compagnia privata che gestisce i reattori di Fukushima, sia dallo stesso governo giapponese, che nelle ultime settimane ha mantenuto la zona di evacuazione nel raggio dei 30 chilometri, quando esperti internazionali consigliavano l'evacuazione per aree del tutto superiori.

Dopo aver riversato in mare tonnellate di acqua radioattiva la società che gestisce le centrali ha rassicurato dicendo che si trattava di acqua "lievemente radioattiva" e che quella era una "misura di sicurezza". Intanto si stava compromettendo un intero ecosistema: l'Oceano Pacifico e le creature umane e non umane che lo abitano.

Anche rispetto all'impatto che i fumi di Fukushima avranno sul resto del mondo la minimizzazione è stata all'ordine del giorno, come nel caso della nube radioattiva che "non nuoce alla salute".

Per capire Cosa stanno nascondendo a Fukushima, è servito ricercare fonti alternative internazionali di attivisti, scienziati, giornalisti che hanno gratuitamente fornito un servizio importante di copertura sulla vicenda. Un'operazione che non è mai facile, né scontata, in un caso come questo dove anche sul posto si riceverebbero informazioni contrastanti e discontinue.

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E sempre da Il Cambiamento l'appello per i referendum sul nucleare e l'acqua pubblica:

Acqua e nucleare, una guida ai referendum del 12 e 13 giugno

Il 12 e il 13 giugno gli italiani saranno chiamati ad esprimere il loro parere su due temi fondamentali: l'acqua e il nucleare. Di seguito un vademecum per capire quali sono le principali questioni legate ai quesiti referendari e perché sarà di estrema importanza che almeno 25 milioni di persone si rechino alle urne e votino per tre volte sì.

Acqua e nucleare
Il 12 e 13 giugno si voterà su due temi di fondamentale importanza: l'acqua e il nucleare

Di seguito cercheremo di capire perché è importante – ma più che importante fondamentale, essenziale – che il 12 e il 13 giugno prossimi una gran folla di gente vinca l'apatia dell'afa estiva, si stacchi dal ventilatore e si rechi alle urne a votare. Mi scuso fin da subito per i toni un po' più colloquiali e spicci di quanto si dovrebbe che userò nel corso dell'articolo, ma è bene intendersi fin da adesso: qui è in gioco una buona fetta del nostro futuro, e di quello dei nostri figli e nipoti.

Sono quattro i referendum in questione: due riguardano l'acqua, uno il nucleare, uno il legittimo impedimento. Di quest'ultimo non ci occuperemo in questa sede, dato che si tratta di un argomento molto circostanziato, che poco ha a che fare con gli altri due.

Iniziamo col chiarire un aspetto tecnico, che so per esperienza non essere così immediato. Chi vorrà affermare, in sede referendaria, che l'acqua è un bene comune e che il nucleare deve essere messo definitivamente al bando, dovrà votare per tre volte SI. Poi analizzeremo nel dettaglio cosa significa ciascuno di questi sì, ma vorrei fosse chiaro fin da ora che anche per dire no al nucleare va sbarrata la casella del sì. Se infatti è abbastanza intuitivo che si debba votare sì per l'acqua pubblica, potrebbe apparire un controsenso, a chi non abbia qualche nozione giurisprudenziale, barrare il sì per fermare il nucleare.

La ragione di questo apparente controsenso va ricercata nelle regole dell'istituto referendario. Sebbene nel nostro paese siano costituzionalmente previste quattro diverse forme di referendum, l'unica di fatto utilizzata è il referendum abrogativo. Quello cioè che chiede agli elettori se vogliono abrogare – ovvero sopprimere – una determinata legge o parte di essa. Tutti i referendum abrogativi iniziano così: “volete voi che sia abrogato” eccetera eccetera. Ecco quindi che per dire no al nucleare vi sarà chiesto di abrogare la norma che sancisce la sua introduzione nella legislazione italiana. Fatta questa doverosa precisazione andiamo ad analizzare più nel dettaglio i contenuti dei tre referendum.

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Eppure in materia di energia al posto della follia del nucleare la soluzione totalmente ecologica esiste, si tratta della canapa, come racconta Luogocomune nel suo film da non perdere:

Energia: La soluzione esiste

All’inizio degli anni ’30, di fronte all’avanzare della rivoluzione industriale, era nato in America il cosiddetto movimento della “chemurgia”. Questa associazione di chimici, industriali, esperti di agricoltura e filantropi – dei quali faceva parte lo stesso Henry Ford - si proponeva di trovare soluzioni per evitare il completo abbandono dell’agricoltura a favore dell’industria, trasformando la produzione agricola in modo da poter fornire direttamente all’industria gran parte delle materie prime di cui necessitava.

Purtroppo questo concetto (che oggi cadrebbe sotto la definizione di “rinnovabile”) andava a scontrarsi direttamente con le nascenti industrie del petrolio e dei suoi derivati, del tessile sintetico e della stessa industria farmaceutica, che mirava a sostituire tutti i rimedi naturali della farmacopea (a base di erbe) con le pillole prodotte in laboratorio.

A loro, di utilizzare materiali “rinnovabili” interessava ben poco.



Cosa sia andata a finire lo sappiamo tutti, e le conseguenze ci vengono illustrate in modo eccellente dallo storico Gatewood Galbraith nell’estratto che avete visto: “Cento anni fa, il contadino produceva tutta la fibra, tutte le medicine, tutto il combustibile e tutto il cibo che la società consumava. Questa è l'agricoltura. Se coltivi queste 4 categorie, fibra, cibo, medicine e combustibile, e le vendi nelle città, come necessità fondamentali per vivere, i soldi fluiscono dalle città e tornano al proprietario della terra e al produttore. In questo modo la terra resta il mezzo di produzione della ricchezza. E' stato così per migliaia di anni. Oggi, 100 anni dopo, il contadino non produce più nessuna fibra. Al massimo produce cotone, …

che è responsabile del 50% dei pesticidi ed erbicidi usati oggi in agricoltura. Il contadino non produce più medicine, tutto è stato monopolizzato dalle case farmaceutiche. Il contadino non produce più combustibili, è stato tutto monopolizzato dalle società petrolchimiche. E se vai al supermercato, e guardi gli ingredienti sulle scatole del cibo, scopri che il contadino è stato eliminato dalla catena di produzione alimentare. E' stato tutto preso in mano dai produttori di composti sintetici, i quali nel produrre questi composti sintetici creano i rifiuti tossici e i residui pericolosi che fatichiamo così tanto a smaltire. Non solo, ma concentra sempre più ricchezza nelle mani di poche persone, perchè il mezzo per produrre ricchezza non è più la terra, ma sono le fabbriche, gli azionisti, e la gente che detiene il controllo degli interessi di quelle società“.
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A proposito di canapa, con questa pianta è possibile costruire anche le macchine, come dimostra questo articolo tratto da Ditadifulmine:


Kestrel, in arrivo la prima auto realizzata con la canapa
kestrel auto canapaCanapa non vuol dire soltanto droga. Anzi, l'uso ricreativo della canapa, seppure risalente a tempi antichissimi, è solo uno dei molteplici utilizzi delle piante del genere Cannabis.

L'azienda Motive Industries Inc. crede nel potenziale della canapa, tanto da utilizzare questa pianta strordinaria per la realizzazione di un'automobile. Kestrel sarà un veicolo la cui carrozzeria sarà realizzata attraverso fibre di canapa e resine sintetiche, che conferiranno all'automobile un peso ridotto e una resistenza pari a quella della fibra di vetro utilizzata per la costruzione di navi.

Kestrel è un'automobile elettrica del peso di soli 850 kg, peso che contribuirà ad aumentare l'efficienza del motore del 25-30% rispetto alle automobile elettriche tradizionali. Avrà un'autonomia di 160 km e una velocità massima di 135 km/h.

kestrel auto canapaIn realtà, non si tratta del primo prototipo di automobile realizzato con fibre di canapa: già nel 1941 Henry Ford propose la prima autovettura realizzata in fibre vegetali e alimentata da olio di canapa. Ma è solo 70 anni dopo che questa tecnologia è stata rispolverata per la realizzazione di una macchina eco-friendly.

Il primo prototipo della Kestrel uscirà entro il 2011, ma bisognerà attendere il 2012 per la commercializzazione. Il prezzo dell'automobile sarà di circa 25.000$, e l'azienda produttrice prevede di vedere migliaia di canapa-mobili entro la fine del prossimo anno.
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Il piccolo premier continua imperterrito a dare in escandescenze verbali contro i giudici, l'analisi di Micromega:

La profezia del “Caimano”


Quando uscì cinque anni fa “Il Caimano” di Nanni Moretti, a destra fu tutto un “dagli all’untore”, per quel finale in cui il presidente eversore faceva esplodere di fuochi il palazzo di giustizia. Eversivo era solo immaginare che eversore potesse essere Berlusconi, questo il refrain di pasdaran e cheerleader mediatiche del corruttore di Arcore. E anche a sinistra, non nascondiamocelo, molti pensarono che Nanni esagerasse, o andasse metabolizzato come “licenza poetica”: Berlusconi andava contrastato politicamente, programma contro programma, senza scomposte accuse di “regime” o – Dio ne scampi – appelli a scendere in piazza per difendere la democrazia in pericolo.

Da alcune settimane stiamo invece vivendo esattamente il finale di quel film, alla lettera. Proclama eversivo dopo proclama eversivo. Minaccia eversiva dopo minaccia eversiva. Legge eversiva dopo legge eversiva. L’assuefazione delle coscienze al veleno di regime è tale che neppure si misura più l’enormità di un capo di governo che tratta ogni giorno i magistrati da brigatisti, e che dopo aver fatto comprare una sentenza con cui scippava un impero editoriale, accusa di rapina a mano armata l’indagine, il processo e infine la sentenza che ha restituito verità (e forse risarcimento). Basterebbe provare a raccontare detti e fatti dell’ignominia quotidiana berlusconiana, attribuendoli ad un Obama, una Merkel, un Sarkozy, per sentire immediatamente la mostruosità politica in cui viviamo oggi in Italia, visto che nulla, ma proprio nulla, di ciò che qui è normalità, sarebbe in quei paesi immaginabile, e meno che mai tollerabile.
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Le ultime notizie da L'Aquila raccontate da Miss Kappa:


Cazzomifrega


Il terremoto porta anche delle cose buone. Poche. Quali? Nel mio caso le nuove amicizie. E quelle ritrovate. Ho incontrato, o rincontrato, persone a me simili, quelle che decidono di reagire, di non lasciarsi andare, di lottare, di attivarsi per la città,di restare ad essa attaccati. Di amarla. Una di queste è Cristina Rosa: amica nuova, discreta, silenziosa. Entra sempre in punta di piedi: è timida, ma è una donna di grande spessore. Spesso sa farmi sorridere, con le sue battute sarcastiche e sempre al punto giusto. Cristina ha scritto una cosa che vi voglio proporre come post di oggi. Parla degli "altri", di quelli che questa città già l'hanno seppellita. Di quelli che se ne fregano. Quelli che lasciano fare e si adattano, cercando le scorciatoie. Quelli che, se fosse per loro, qui, potrebbero farci di tutto. E di più. Quelli che esistono dappertutto. Quelli che non cambiano le cose.

"Mi fa impressione. Se fosse stato per me non sarei tornato. Poi mi hanno dato la casetta. Cazzomifrega. C'è tutto nella casetta. A casa mia vado poco mi fa impressione. Non so quando la sistemeranno ho firmato la delega all'amministratore. Non vado alle riunioni fa tutto lui. In centro non vado la città è morta mi fa impressione. Mi viene da piangere. Potrebbe venirmi da piangere. Forse mi verrebbe da piangere. Sono stato una volta in piazza e avevo un nodo in gola. Avrei quasi pianto. Mi fa impressione. La città è morta non rinascerà o chissà quando. Spero che i miei figli se ne vadano. Con la liquidazione comprerò una casetta al mare. Ci sono tanti amici al mare. Qui non c'è nessuno non c'è niente che ci sto a fare. Appena possiamo andiamo via. Al mare. Ci sono tanti centri commerciali e poi andiamo a mangiare il pesce. Vado a trovare l'albergatore dell'anno scorso ci sono stato bene mi chiede come va e gli dico tutto apposto e daccordo la città non riparte ma che centra io sto nella casetta. Ho la macchina nuova. Dopo un anno in hotel capirai. Poi non paghiamo affitto e neppure bollette.
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A Roma è esplosa la primavera, nei quartieri di Trastevere e San Lorenzo migliaia di persone girano per locali, il racconto di Gommosa:

Scritto da gommosa alle 16:06


Con l’arrivo delle belle giornate ho finalmente ripreso a respirare un po’ di aria trasteverina.

Due sere di fila immersa in lunghe passeggiate fra piazza Navona e piazza Trilussa.

L’odore che pervade tutti quei vicoli è un misto fra le più svariate marche di sigarette e qualche sigaro ( e pure qualche canna, diciamocelo ). C’è un via vai alcolemico di sorrisi e sguardi sciolti nei bicchieri, che vanno bevuti al massimo sotto la porta dei localetti. Non si può più passeggiare per le strade con i cocktail acquistati nei dintorni.

Salvo poi, vedere gente capeggiare grandi comitive con bottiglie intere di rum, acquistate invece al supermercato. Per risparmiare.

Non è come in zona San Lorenzo dove ci trovi generalmente bande di ragazzini fumati, o di adulti ancora in fase preadolescenziale. A Trastevere si respirara aria meno anarcoinsurrezionalistadistocà e più disordine creativo e anche un po’ freakkettone, un po’ radicalchic, un po’ cosmopolita.

L’età della gente che fa queste nottati è l’età giusta per me e per farmi sentire a mio agio.
Non mi sono mai sentita a mio agio con i miei coetanei, tantomeno con quelli di qualche anno più piccoli di me. Soprattutto se uomini. Hanno una voglia di stupire e di agguantare l’agguantabile (leggi fame di sesso) che un uomo invece non cerca più. O per lo meno, lo ricerca con un’arte più sopraffina.

L’indifferenza.

L’indifferenza per una donna è una sfida.
Ti sono indifferente? IO?
Adesso vedi.

E partono una serie di stuzzicamenti e giochini che possono concludersi nell’arco di poche ore o andare avanti all’infinito.

La maggior parte di questi schemi preda/predatore non si conclude mai. Spesso rimangono punti in sospeso, fini a se stessi, per l’adrenalina che dà la soddisfazioni di aver conquistato qualcuno. O semplicemente perchè poi alla fine dei conti a nessuno va più di giocare. Soprattutto ad una certa età.

Ultimamente io mi sento molto uomo.

Non sono mai stata del tutto donna, e non pensate che all’anagrafe io sia Ugo de Gommis. No sono sempre Gommy, dentro e fuori per essere precisi, ma non sono mai stata femmina.

Ed in questo periodo sono un uomo vestito da donna.

Forse un trans. Più bella di Luxuria, meno grassa di Platinette.

L’indifferenza è l’arma che uso io. Da qualche tempo la uso ancora di più.
Agisco solo per divertirmi, per stuzzicare il mio ego, e coccolare la mia autostima che spesso va a farsi un giro alle Canarie e mi lascia da sola.

E sorrido a tutti. A chiunque mostri un guizzo sberluccicante di empatia.

Un sorriso per lanciare l’amo. Indifferenza per poi mantenere le distanze ed iniziare le danze.

Mentre in bilico fra i sanpietrini accendevo la sigaretta dei miei pensieri e spargevo fumo tra i fumi, mi passa davanti con un incedere lento ed ipnotizzante un uomo.

Un bell’uomo.

Occhi chiari, capelli castani chiari uniti alla barba che gli contornava il viso e le labbra di un rosa pesca. Lo sguardo interessante e malizioso, stretto fra le ciglia anch’esse chiare per sottolineare la profondità del celeste dei suoi occhi.

Mani in tasca, passo scanzonato, pantalone beige largo da safari, camicia e giacca coordinata di un cotone sgualcito. Preciso ma non troppo. Elegante e semplice nella scelta dei colori delle stoffe che facevano pandant con i colori della sua pelle poco ambrata e le pagliuzze dorate della capigliatura.

Seguito da uno stormo di persone decisamente discordanti da lui. Scuri in volto, e col naso all’insù, un po’ storditi e meravigliati dalla gente e dai palazzi. Indicavano questo o quell’angolo come se fosse la prima volta per loro.

Ma non li biasimo. Roma è talmente bella ed affascinante che seppure io ci viva da molti anni ormai, riesco a stupirmi di ogni nuova sfumatura come se fosse la prima volta che la vedo.

Si fermano a pochi passi da me, il biondo mi sfila davanti e stringe gli occhi e mostra un sorriso color del mare, accompagnato da una leggera smorfia di sfida all’angolo della sua bocca.
Lancio i miei occhi scuri nella sua stessa direzione, dritti e paralleli incontrano i suoi.

Distolgo lo sguardo e rido. Non penserai che mi basti così poco, gli faccio capire e volto lo sguardo dall’altra parte. Ecco l’indifferenza.

Lui ci riprova, mentre gli do le spalle e non posso sapere che fa, fa il giro della piazza e mi ricompare di fronte.
Stessa scena, stesso sguardo.

Sorride e stavolta abbassa gli occhi quasi intimidito.

Indifferente, mi guardo attorno per cercare i miei amici ed entrare finalmente in un pub.
Lui ed il suo codazzo ci seguono per la viuzza e si sistemano nel localetto accanto al nostro. Non mostro pietà e mi nascondo ai suoi occhi, sicchè non possa vedermi.
... Continua


La tragedia dei migranti dalle zone del Nordafrica raccontate da
Lia Celi:


Migranti a basso consumo: arrivano a Ventimiglia con un litro di minerale

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Addavenì barcone! Per il governo si apre un’altra settimana di fuoco sul fronte immigrazione. Vi anticipiamo gli eventi più significativi.

LUNEDI’
Nuova missione del ministro Frattini in Tunisia per discutere dei rimpatri, ma il premier Essebsi rifiuta di riprendersi i migranti di Lampedusa, sostenendo che in realtà si tratta di un gruppo di imitatori ungheresi reduci dal concorso per la Migliore Imitazione del Disoccupato Tunisino. Regioni, il Viminale mantiene la linea dura: gli stranieri prelevati da Lampedusa vengono distribuiti in tutta l’Italia. Si tratta ovviamente dell’Italia in Miniatura, il parco tematico nei pressi di Rimini ispirato alla statura internazionale del nostro Paese. Molti immigrati scappano per raggiungere la Francia, ma devono mettersi in fila dietro un altro esercito di affamati, i neolaureati e ricercatori italiani che espatriano per trovare lavoro. Intanto il governo Sarkozy mette nuovi paletti sull’ingresso in Francia: sono molto appuntiti e stanno in fondo a buche nascoste da frasche...

MARTEDI’
La bella Afef, tunisina doc, confessa che anche lei, venendo in Italia, ha rischiato il naufragio: «sono rimasta a galla solo aggrappandomi a un Tronchetti». Lampedusa, sbarcano centinaia di immigrate seminude: sono le ballerine per la festa di inaugurazione della nuova villa di Berlusconi. Il premier ha sveltito l’iter dell’acquisto sostenendo che l’edificio è nipote della piramide di Cheope. Conflitto Italia-Francia sugli immigrati, secondo Frattini l’unica soluzione per superare le resistenze dei francesi è vendergli la Parmalat nascondendo i tunisini dentro i cartoni del latte a lunga conservazione. Ma i transalpini si limitano ad applicare integralmente il trattato di Schengen: aprono le frontiere solo ai maghrebini incensurati in possesso dei documenti necessari, che secondo Parigi includono una Visa Gold, la carta di circolazione di una Jaguar e l’atto di proprietà di un castello della Loira.

MERCOLEDI’
Tunisi, Essebsi apre uno spiraglio: l’Italia non può restituire gli immigrati, ma se sono ancora in garanzia può farseli sostituire con immigrati di prezzo equivalente. Frattini chiede aiuto a Lisbona, forse il paese più adatto ad accogliere gli stranieri alla deriva sui barconi è proprio il Portogallo: anche lui sta facendo acqua da tutte le parti. Mestre, tunisino fuggito da Manduria rapina un passante, dimostrando così di essersi perfettamente integrato nel nostro paese. Maroni promette multe agli extracomunitari che annegano in acque italiane: è vietato inabissarsi senza uno straccio di brevetto da sub. Parigi, nuove clausole al trattato di Schengen: ora per entrare gli immigrati devono anche saper cucinare il coq au vin, recitare un brano del Misantropo di Molière e suonare Sous le ciel de Paris con l’accordéon.

... Continua


Le prossime elezioni a Milano all'insegna dei manifesti pubblicitari della sindachessa, dalla penna di Michele Serra:

Si vota a Milano tra Expo e risciò

Febbrile vigilia elettorale nella metropoli lombarda. La Moratti annuncia cambiamenti. Ma tutto ruota intorno a don Verzé e ai più affermati creativi milanesi della moda. Come Mara Troller

Il sindaco di Milano Letizia Moratti
Il sindaco di Milano Letizia Moratti

Milano sta vivendo una febbrile vigilia elettorale. Il sindaco Letizia Moratti dispone, per la propaganda, di una somma così esorbitante che il suo avversario Pisapia le ha proposto di finanziare, già che c'è, anche la campagna dell'opposizione.

Strategia. La strategia elettorale di Letizia Moratti è allo studio degli analisti politici di tutto il mondo. Promettendo una Milano finalmente nuova e moderna, induce l'elettore a chiedersi chi è il pirla che l'ha governata fino adesso. Si tratta di un abile stratagemma per mettere la Moratti comunque al centro della scena politica milanese, a poche settimane dalle elezioni. Per perfezionare anche nei minimi dettagli il suo piano, la stessa Moratti straccia i suoi manifesti elettorali davanti ai fotografi e li sostituisce con altri, perfettamente identici.

Expo. E' ovviamente il fiore all'occhiello dell'amministrazione Moratti. Già in avanzato stato di realizzazione l'enorme scritta EXPO, in polistirolo dipinto, che campeggerà sopra un edificio ancora da stabilire. Per non dare adito a polemiche le quattro lettere sono state appaltate a quattro soggetti diversi (il costruttore Ligresti, i figli di Ligresti, la sorella di Ligresti e la Fondazione Ligresti) che però non riescono a mettersi d'accordo tra loro. Ciascuno di loro vorrebbe fare la O, che è la lettera più ambita perché la più facile da realizzare. A parte la scritta, tutto il resto è ancora in fase di discussione. Il progetto iniziale, di stampo ambientalista (trasformare Milano in un'enorme piantagione di fagiolini, e farne la capitale mondiale del fagiolino) ha subito qualche modifica: si faranno 20 nuovi quartieri, ma la tangenziale a sei corsie che li collega si chiamerà, in omaggio allo spirito originario dell'Expo, via del Fagiolino.

San Raffaele. Il devastante buco di bilancio del San Raffaele getta ombre sul futuro di Milano. Così come Torino dipende dalla Fiat, l'economia lombarda dipende in larga parte dal numero di analisi cliniche che il colosso ospedaliero di don Verzé riesce a fatturare alla Regione. I militanti di Comunione e liberazione, molto preoccupati dalla situazione, per sostenere il fatturato del San Raffaele fanno l'analisi delle urine ogni quattro ore. Ci si interroga, nel frattempo, su come abbia fatto don Verzé ad accumulare un debito di quasi un miliardo di euro. Perché, per esempio, ha acquistato una enorme fazenda in Argentina? Lui si difende sostenendo che si tratta, in realtà, del primo centro mondiale per mucche cardiopatiche.
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Le immagini delle amiche blogger, da
Cuore562:



karen10091009 thanks Pictures, Images and Photos


Da Oro Fiorentino:


Da
Daphnuti:

lips

Da Kayblu:


Rozan_by_cocoblue

Conosco parole
che sostano e riposano nella penombra
rivelazioni stracciate a nenie
in attesa del sonno
so della calma
alle porte di un istante
e il cauto sollevarsi in volo
lo sciogliersi della cera sulle ali
il distacco e le unghie
che si oppongono come artigli alle rocce
la vita in sospeso
e il grido dell'aquila in amore.
Conosco il ristoro del silenzio
l'impetuoso contatto contro il rumore
e la mia solitudine sbiadita in un abbraccio
il vento che fischia alle orecchie
l'oceano gorgogliante
che smuove la superfice del tempo
so le parole e il suono delle lacrime
bevute nel deserto
gli spasimi ed anche tutta la dolcezza
del sangue che si muove nelle vene
il rivesarsi della marea sulla pelle
la corrente che scivola e che mi scorre
e poi soltanto spazio che mi sovrasta.
Conosco il mio sguardo
rapito, denso e remoto
che strappa ardori immersi e affogati
nella più cruda disperazione
e infine so dei miei occhi
che scavano e giocano la luce
rimestandola come creta
per dileguare la paura della notte.

Kay




Da
Vauro le ultime opere sul nostro disastrato paese:










E da
Enteroclisma:


LE ATTIVITA' MANUALI DI SILVIO

Non ci sono più commenti nè limiti
alle boiate deliranti di Silvio.
Fortunatamente ha la destra, che fa tutto ciò che lui vuole
... o quasi.

L'EVERSIONE MASCHERATA

Il piccolo Silvio compare di fronte ai giudici, suoi nemici naturali, raccontando le sue personalissime e fantasiose realtà, difficili da credere per una mente razionale.
Al termine dell'udienza l'uomo di spettacolo non resiste alla tentazione di uno show patetico quanto preoccupante.
Non tutti gli danno il giusto peso ma, fatto da un capo di governo, un comizio contro uno dei poteri dello stato ha tutto il sapore di una manovra eversiva.
Questo tanti italiani faticano a capirlo.

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