martedì 27 settembre 2011

EARTHLINGS UN VIDEO SULLO SFRUTTAMENTO DEGLI ANIMALI



In alto: Immagine tratta dal blog http://sedutainriva.splinder.com/


Nessuno che una volta abbia riso veramente di cuore può essere irrimediabilmente cattivo.
Thomas Carlyle


EARTHLINGS UN VIDEO SULLO SFRUTTAMENTO DEGLI ANIMALI

Dal sito La Vera Bestia un video sconvolgente sullo sfruttamento degli animali:



"Si dice che gli animali sono fatti per l'uomo..." - Un tempo si credeva che gli schiavi erano fatti per i padroni, i deboli per i forti, i neri per i bianchi le donne per gli uomini. Secondo la cultura cattolica occidentale gli animali sono stati creati da Dio per le necessità dell'uomo. Questa concezione, però, non trova giustificazione né sul piano della logica, né su quella della giustizia divina. L'idea, più o meno diffusa, che gli animali siano "fatti per l'uomo" nasce dai brani biblici Gen. 9,3 in cui il Signore dopo il Diluvio, e dopo 10 generazioni di vegetariani, da Adamo a Noè, consente all'uomo di mangiare anche la carne: "Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo come già vi diedi le verdi erbe. Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue". Mangiare la carne significa accettare di vivere la condizione di ribellione al patto con Dio non quella originale prima del Peccato. E ancora in Gen. 2,18 Dio crea gli animali non come schiavi, né tanto meno come oggetti a disposizione dell'uomo, ma come compagni di vita. "Non è bene che l'uomo sia solo, gli voglio fare un aiuto che gli sia SIMILE...". In questo contesto viene usata la parola "BARA'", cioè creazione diretta, sia per la creazione dell'uomo, che per gli animali e la parola "NEFESCH", per indicare l'unico spirito che viene infuso sia negli uomini che negli animali. La licenza a mangiare anche la carne viene data temporaneamente ai sopravvissuti dell'Arca finché la terra restò coperta dalle acque, cioè per 150 giorni. E in effetti sarebbe un controsenso per un Dio buono e giusto legittimare l'uso di alimenti carnei, e quindi l'uccisione di creature innocenti, in un contesto in cui l'uomo può nutrirsi senza spargimento di sangue.

La prossima azione dimostrativa organizzata da OCSA Organizzazione contro lo sfruttamento degli animali:

9 OTTOBRE, IN STRADA CONTRO LO SPECISMO

Riprendiamo le azioni dimostrative tese a proporre un cambiamento culturale tra gli esseri umani e allo stesso tempo concreto per gli animali non umani.

A ridosso della Settimana Veg(etari)ana Mondiale lanciamo la prima di una possibile serie di iniziative mensili, tese alla diffusione di un'azione concreta per gli animali: scegliere uno stile di vita vegan. Da una semplice scelta, come quella di smettere di nutrirci delle carni di altri individui sfruttati, è possibile iniziare un importante percorso che porterebbe ognuno di noi a capire la vera condizione degli schiavi animali. Scegliere il veganismo può inoltre portare ogni individuo ad una concezione radicalmente diversa di questa società specista e a rivalutare tutto ciò che la sostiene e ne garantisce l'esistenza.

Useremo per questa significativa e semplice protesta (risultata molto efficace in ambito internazionale) cartelloni (disponibili sul posto) per esporre in silenzio la concretezza dei fatti, volantini in italiano ed inglese, schermo con proiezioni di immagini ed ovviamente banchetto informativo. Infine vorremmo usare la cosa più importante: la volontà di parlare e rapportarsi semplicemente alla gente mostrando la realtà dello sfruttamento animale.

DOVE
di fronte a McDonalds, Via delle Muratte 31, Roma.
(il luogo potrebbe subìre delle variazioni che in caso comunicheremo a breve)

QUANDO
domenica 9 ottobre, dalle 16:30 alle 18:30.

In caso di pioggia l'azione dimostrativa non avrà luogo.

Lunedì 3 ottobre, dalle 20 fino alle 22:30 circa, durante l'aperitivo vegan che si tiene ogni lunedì al pub Il Serpente (Via dei marsi 21, quartiere San Lorenzo) curato da Scatoletta Di Seitan sarà possibile incontrarci per condividere del tempo insieme, parlare di quest'azione dimostrativa, fornire ulteriori dettagli ed ascoltare qualsiasi possibile domanda/richiesta.

Se vuoi contribuire ed aiutarci...
scrivici: info@ocsanimal.org
telefona: 370.71.22.316



Da Maria Teresa De Carolis la testimonianza sulle foreste pluviali della Nuova Guinea:

Nuova Guinea, rapporto WWF 2011, nuove specie scoperte


Uno dei luoghi al mondo più ricchi di biodiversità, la Nuova Guinea, descritto nel nuovo rapporto del WWF, L’ultima frontiera: nuove specie scoperte in Nuova Guinea, svela le meraviglie di un magico paese che equivale allo 0,5% di terra emersa sul pianeta, ma che ospita, secondo il WWF l’8% delle specie sulla terra. Sono 1.060 le specie nuove: 218 piante, 43 rettili, 12 mammiferi tra i quali una specie unica di delfino, 580 invertebrati, 134 anfibi 2 specie di uccelli e 71 pesci, tra cui un rarissimo squalo che vive lungo le sponde di fiumi irraggiungibili. La deforestazione è una gravissima minaccia per questa ricchissima biodiversità; nell’anno mondiale delle foreste il WWF lancia l’allarme contro il crimine che si sta commettendo nei confronti di questi paradisi. La Nuova Guinea è dopo il Congo e l’Amazzonia, il paese con la più alta concentrazione di foreste pluviali, un’isola che si trova tra la Papua Nuova Guinea orientale e l’Indonesia occidentale. Il problema della deforestazione non solo minaccia continuamente la biodiversità ma produce ogni anno il 18% delle emissioni di CO2. Questo è l’anno delle foreste è purtroppo oltre alla Nuova Guinea, da un recente rapporto satellitare è emerso che in Amazzonia c’è stato un progressivo aumento della deforestazione, addirittura del 144% rispetto al 2010, 700 chilometri quadrati soltanto a maggio sono scomparsi. Allevamenti, agricoltura, industrie della carta e del legno, fabbriche di olio di palma stanno devastando senza controllo un patrimonio che non potrà mai più essere sostituito, i Governi agevolano questo sistema, ma la voce a questo punto chi la deve alzare? Specie a rischio che vengono scoperte mentre stanno scomparendo, è una illusione il progresso basato su di un sistema distruttivo, l’ossigeno del pianeta non potrà essere sostituito dal cemento del profitto, e la cosa assurda è che si parla dello stesso ossigeno che anche i grandi manipolatori ed industriali respirano, o forse quello che progressivamente si stanno allenando a respirare è il denaro?


Come si prepara un orto sinergico? in questo video un gruppo di amici ha realizzato un bancale completo:

L'orto sinergico




Reportage di VeganRioT sui locali mondani della capitale:

Groupalia Vegan: Sciaccatra'

Se qualcuno avesse pronosticato trenta anni fa l’esplosione di Cinecittà come zona mondana, con vita notturna e locali gettonati, con buona probabilità sarebbe stato guardato con circospezione nella migliore delle ipotesi, se non accusato di satanismo e lapidato in pubblica piazza, anzi di fronte agli studi cinematografici stessi. Invece il quartiere vanta ormai locali famosi e pluripremiati, su cui le guide del settore si sperticano non poco. Nella categoria pizzerie, Sciaccatrà è un nome che parecchi ricordano e difatti mi chiedo il perché un locale conosciuto ricorra ai coupon sconto. Un caldo lunedi di giugno, il locale risulta comunque pieno con gente in mezzo alla sala e decisamente la ragione non è quel paio di centinaia di coupon venduti in un giorno e mezzo di campagna sconto, sebbene le due coppie di vicini fanno parte della nostra stessa categoria di brutti sporchi e cattivi dello sconto. Per un diciotto euri di coupon si ha diritto ad un “cuoppo di zio Urbano” ossia un misto di fritti napoletani, una pizza a testa ed una bottiglia d’acqua. Il tutto proposto in un locale particolarmente carino, un tantino caramelloso, tra il bianco e l’azzurro ed il salotto demodè della casa di campagna della zia ottuagenaria. Il cameriere, mestierante doc, non si sconvolge per la bizzarra dieta mia e della socia. Anzi, eliminati dal cuoppo i fritti non papabili, ne aggiungerà di più tra quelli vegani. Cento punti al cameriere! Finito il cuoppo e quindi ingozzato di pasta fritta e un simil gnocco croccante con sugo di pomodoro, la pizza si dimostra all’altezza della fama del posto, molto buona, crostosa, soffice, in stile napoletano. L’orgia di carboidrato-farinaceo è quindi d’obbligo. Per la cronaca un’ortolana per la socia e rossa con melanzane per il sottoscritto. Pago il mio caffè fuori coupon e lascio un paio d’euri di mancia al tanto valente cameriere. Approvato!
... Continua

E sempre da VeganRioT una gustosa ricetta per un dolce da leccarsi i baffi, Il Cobbler:

Un'ora
6-8 persone

Per il ripieno:

  • 6 pesche
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 1 ½ cucchiaio di amido di mais
  • ½ cucchiaio di succo di limone
  • ½ cucchiaino di aroma di mandorla amara


    Per la copertura:

  • 1 ¼ di tazza di farina
  • ½ tazza di zucchero
  • 6 cucchiai di margarina vegetale spalmabile
  • 5-6 cucchiai di latte di soia
  • 1 ½ cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 cucchiaio di amido di mais
  • Un pizzico di sale

Il cobbler è un dolce al cucchiaio composto da una base di pesche e da una copertura dolce simile al crumble, ma molto più spessa e lievitata, che viene disposta sul ripieno a cucchiaiate. Da qui il nome che richiama quello delle strade pavimentate a sanpietrini. Il cobbler può essere dolce o salato, ripieno di diversi tipi di verdura e frutta.

Sbucciatele le pesche, tagliatele a spicchi (non devono essere sottili) e mettetele in una pirofila da forno che può anche essere portata in tavola. Aggiungete lo zucchero, il succo di limone, l’amido, l’aroma di mandorla e mescolate bene. Fate cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 20 minuti (fate attenzione a non far bruciare le pesche!).

Quando è trascorso circa la metà del tempo di cottura, iniziate a preparare la parte superiore del dolce. Con l’aiuto di un robot da cucina lavorate la farina, lo zucchero, il pizzico di sale, il lievito e la margarina fino ad ottenere un composto “bricioloso”. Incorporate il latte e mescolate, sempre con l’aiuto del robot, fino ad ottenere un impasto morbido, omogeneo ed appiccicoso, del tipo che può essere facilmente preso con un cucchiaio. Se vedete che è troppo asciutto, aggiungete un altro cucchiaio di latte di soia.

Tirate fuori dal forno la pirofila con le pesche e copritela con l’impasto, disponendolo a cucchiaiate. La ricetta originale dice di non livellare la superficie per ottenere l’effetto “sanpietrino”, ma io in parte l’ho fatto e il risultato è stato ugualmente ottimo. Tenete, comunque, conto che, una volta al forno l’impasto tenderà ad allargarsi. Cospargete con un paio di cucchiaiate di zucchero e rimettete in forno a 180°C per circa 15 minuti o fino a quando la copertura non sarà dorata. L’optimum sarebbe servirlo caldo o tiepido accompagnato da gelato, ma anche da freddo non perde nulla della sua bontà.


Per la prima volta nel nostro paese una class action contro una banca, in questo caso si tratta della più importante banca italiana il Gruppo Intesa, dal sito Il Fatto Quotidiano la notizia:

Massimo scoperto, class action contro Intesa
I giudici mandano la banca in tribunale

La class action è stata promossa dagli stessi correntisti degli istituti di credito contro l’applicazione “occulta” delle contestate commissioni di massimo scoperto. La decisione è stata presa dal tribunale di Torino

Adesso è ufficiale. L’associazione di categoria Altroconsumo è formalmente autorizzata a portare in tribunale l’istituto di credito Intesa Sanpaolo nell’ambito di una class action promossa dai suoi stessi correntisti contro l’applicazione “occulta” delle contestate commissioni di massimo scoperto. Lo ha stabilito in via definitiva la Corte d’Appello di Torino respingendo l’istanza della banca che mirava a bloccare sul nascere l’azione collettiva. Nella sua sentenza, precisa una nota diffusa dalla stessa associazione, il tribunale torinese ha infatti ritenuto che Altroconsumo “rappresenti adeguatamente gli interessi dei correntisti”, affermando, di conseguenza, il diritto dell’ente di procedere nelle aule di giustizia.

“E’ un risultato senza precedenti per i correntisti bancari coinvolti e per i consumatori più in generale, in un momento di grave sofferenza finanziaria del Paese e dell’intera area Euro, e di discussione sulla credibilità del settore bancario” ha dichiarato il presidente di Altroconsumo Paolo Martinello. “La trasparenza e il rispetto delle regole – ha aggiunto – sono criteri da applicare irrinunciabilmente alla propria clientela e utenza. In mancanza, i diritti dei correntisti devono poter essere tutelati attraverso il nuovo strumento della class action, che per la prima volta in Italia viene ammesso nei confronti di un importante istituto bancario, per una vicenda che coinvolge migliaia di consumatori”. Per arrivare a una sentenza di primo grado, si stima, dovrebbero trascorrere non meno di due anni.

La vittoria incassata dall’associazione si configura, dunque, come una tappa intermedia di un percorso ancora potenzialmente lunghissimo – il tribunale deve ancora fissare tempi e modi per la raccolta delle adesioni e l’avvio dell’azione legale – ma, al tempo stesso, rappresenta anche un evento di portata notevole. Pesante, infatti, il precedente stabilito dalla Corte che, con la sua decisione, potrebbe ora dare il via a una nuova ondata di cause sul fronte di un tema caldissimo. Insomma, dopo i Tango bond e i derivati degli enti pubblici, i tempi potrebbero essere ora maturi anche per una richiesta di risarcimento su quei costi extra formalmente aboliti da una norma di due anni fa, ma misteriosamente riapparsi nell’inestricabile foresta dei dettagli contrattuali a disciplina della relazione banca/cliente.

Riassumendo: la commissione di massimo scoperto non è altro che la percentuale pagata dal correntista sul deficit del proprio deposito, ovvero, la “multa” imposta sul conto quando quest’ultimo va in rosso. Un balzello, per così dire, che è stato spesso giudicato iniquo anche da voci piuttosto autorevoli del settore finanziario, a cominciare dal futuro presidente Bce Mario Draghi che, nel 2008, parlò apertamente di “istituto poco difendibile”. Talmente poco difendibile, in definitiva, da essere sostanzialmente abolito (con l’eccezione di pochi casi) nel 2009 da un decreto poi convertito in legge. Ma anche talmente conveniente (si parlò nel 2009 di introiti complessivi pari a 10 milioni di euro al mese per il sistema bancario italiano) da essere riproposto dagli istituti di credito con altri nomi e medesimi effetti. A qualche mese di distanza dall’entrata in vigore del decreto, ad esempio, Intesa Sanpaolo aveva sostituito la vecchia imposta con la rinnovata “commissione per scoperto di conto” equivalente a 2 euro per ogni 1000 (o frazione di scoperto) e per ogni giorno di “rosso” contabile fino ad un massimo di 100 euro ogni tre mesi. Un’analisi condotta nel maggio 2009 da Altroconsumo aveva fatto emergere comportamenti del tutto simili (ma a costi ancora più onerosi per il correntista) da parte di Unicredit, Monte dei Paschi, Banca Sella e Bnp.
... Continua


Le miserie di casa nostra raccontate in vignetta da Enteroclisma:


LE MILLE INVENZIONI DI MARIASTELLA

Dopo il tunnel del Gran Sasso, le lavagne multimediali e l'istruzione gratuita, altre fantastiche invenzioni volano nello spazio infinito ...


LE GRANDI OPERE DI MARIASTELLA

Mariastella l'ha sparata grossa.
Un tunnel che collega Ginevra col Gran Sasso
( circa 800 Km )
Bella impresa, per un governo che non è riuscito neanche a costruire un ponte di 3 Km.
Ma intanto la cricca progetta nuove, fantasmagoriche opere pubbliche ...


LA CRISI TRAVOLGE I KILLERS

La ferrea efficienza teutonica è ormai in declino.
Travolta dalla crisi dilagante, anche la vita dell'attentatore diventa un inferno.
Il costo degli esplosivi - ormai alle stelle - costringe all'uso di mezzi più economici ...


IL MIO REGNO PER UN CAMMELLO !!!

Silvio è in difficoltà !!
Manuela vuole vedere cammello, e Silvio si rende conto che da tre mesi sta bombardando il suo fornitore di fiducia !!


SILVIO DEL BUONCONSIGLIO

Silvio bisbiglia al telefono:
"Guarda, è meglio se non torni ..."
A chi lo starà dicendo ??
Sembra stia parlando con qualcuno, invece ...



giovedì 15 settembre 2011

Prima operazione contro il bracconaggio allo zigolo ortolano


In alto: Immagine tratta dal blog http://orofiorentino.splinder.com/


I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale.
Woody Allen.


Operazione antibracconaggio in Francia.

Il bracconaggio è una delle attività più infami che l'uomo persegue da centinaia di anni, ma il bracconaggio delle specie protette di uccelli migratori è ancora più infame, Piero Liberati insieme ad un gruppo di volontari del CABS hanno organizzato in Francia un campo antibracconaggio allo scopo di contrastare questo vile e inutile massacro, ecco il resoconto:

Prima operazione contro il bracconaggio allo zigolo ortolano

Breve report del campo antibracconaggio dell'agosto 2011
con documentazione fotografica

In forte declino: l'ortolano (© kikoarcas)

In forte declino: l'ortolano (© kikoarcas)

Che una specie protetta e in drammatico declino venga appositamente trappolata e per di più con il silenzioso beneplacito delle autorità, può succedere solo in Francia, la nazione dove la spavalderia delle lobby venatorie rasenta la tracotanza. Il piccolo zigolo, un tempo comune fra i campi e gli orti (da cui il nome), oggi presente con solo 500.000-600.000 coppie in tutta Europa, è considerato dai gastronomi francesi una prelibatezza irresistibile per la quale vale la pena spendere anche 150 €. Quelli che non si vendono invece vengono mangiati in famiglia dai circa 1.000-1.500 trappolatori delle Landes in nome della santa e cieca tradizione.

A fine agosto e inizio di settembre le campagne a sud di Mont-de-Marsan si cospargono di piccoli rettangoli di terra arata, dove vengono attratti gli ortolani in migrazione verso l'Africa con l'ausilio di altri uccelli da richiamo. A terra le "matoles" - piccole gabbiette trappola - prendono gli esemplari vivi. Verranno tenuti in vita in box di legno oscurati dove l'uccellino non potrà far altro che mangiare fino a raddoppiare il suo peso. Per dicembre verrà ucciso e servito in tavola come una grassissima prelibatezza.

Nel 2011 il CABS ha deciso di intraprendere delle operazioni per contrastare questa forma di bracconaggio. Un team di volontari italiani dell'associazione si è recato dal 27 agosto al 3 settembre nel Dipartamento delle Landes e ha percorso le campagne nel tentativo di localizzare gli impianti di cattura. In 6 giorni di operazioni sul campo 14 siti di cattura sono stati rinvenuti, 7 dei quali in attività. 23 ortolani da richiamo sono stati liberati, 139 trappole sono state distrutte , mentre tre siti, posti in proprietà private e cintate sono state segnalate alla LPO e alla Gendarmerie locale.

L'attività di antibracconaggio si è dimostrata più difficile del previsto: il fatto che il bracconaggio sia tollerato fa sì che molti impianti siano allestiti spudoratamente nelle immediate vicinanze delle case, delle fattorie e spesso all'interno di recinzioni private. Inoltre i trappolatori non mostrano nessuna percezione del loro essere nell'illegalità, anzi in più occasioni hanno affrontato i volontari con aggressività verbale addirittura minacciando di denunciarli per aver distrutto le trappole. In un caso un trappolatore ha inseguito la vettura del CABS con intenti intimidatori.

Questa serie di immagini mostra la realtà del bracconaggio all'ortolano e l'attività dei volontari:

Un impianto di cattura per ortolani: i richiami e le trappole sono ben visibiliUn impianto di cattura per ortolani: i richiami e le trappole sono ben visibili


La "matole": una semplice trappola fatta di filo di ferro

La "matole": una semplice trappola fatta di filo di ferro


Un triste destino: l'uccello da richiamo passa la vita dietro alle maglie della gabbia per attrarre i suoi conspecifici nella trappole

Un triste destino: l'uccello da richiamo passa la vita dietro alle maglie della gabbia per attrarre i suoi conspecifici nella trappole


Ben nascosti: il gruppo del CABS raggiunge il sito di trappoggio occultandosi nel mais per evitare incontri/scontri con i trappolatori

Ben nascosti: il gruppo del CABS raggiunge il sito di trappoggio occultandosi nel mais per evitare incontri/scontri con i trappolatori


Distruzione delle trappole

Distruzione delle trappole


Fino a 5 richiami sono presenti in ogni impianto. Per i bracconieri questi uccelli sono di estremo valore. Senza di essi attrarre i loro conspecifici in migrazione sarebbe estremamente difficile

Fino a 5 richiami sono presenti in ogni impianto. Per i bracconieri questi uccelli sono di estremo valore. Senza di essi attrarre i loro conspecifici in migrazione sarebbe estremamente difficile


Un buon successo: 4 ortolani salvati nel corso di un'operazione notturna

Un buon successo: 4 ortolani salvati nel corso di un'operazione notturna


Cinque uccelli da richiamo sottratti alla prigionia: possono venire liberati in natura

Cinque uccelli da richiamo sottratti alla prigionia: possono venire liberati in natura


Salvi! 23 ortolani - specie minacciata di estinzione - tornano liberi in natura

Salvi! 23 ortolani - specie minacciata di estinzione - tornano liberi in natura


Un altro sito di trappolaggio. Bisogna fare in fretta: la casa del trappolatore è visibile poco dietro sullo sfondo

Un altro sito di trappolaggio. Bisogna fare in fretta: la casa del trappolatore è visibile poco dietro sullo sfondo


Con una tenaglia si distruggono le trappole sequestrate al bracconiere

Con una tenaglia si distruggono le trappole sequestrate al bracconiere

... Visita il sito del Cabs per altre informazioni...


L'organizzazione animalista OCSA partecipa con il suo banchetto informativo al festival Ladyfest 2011, ecco la locandina e tutte le informazioni dell'evento:


PRESENTI AL FESTIVAL LADYFEST 2011

Da venerdì 16 settembre fino a domenica 18 settembre saremo presenti al Ladyfest 2011, un festival D.I.Y. queer femminista autoprodotto aperto a chiunque.

Il festival si terrà al C.S.A. La Torre (Via Bertero 13, Roma), con un fitto e interessante programma che partirà per ognuno dei tre gioni dalla tarda mattinata fino a notte inoltrata. Noi probabilmente saremo presenti con il nostro stand informativo, materiale, dolci vegan benefit ed altro dal pomeriggio fino alla sera, quindi se ci cercate in altri momenti della giornata e non ci trovate è perchè garantiamo di esserci dal pomeriggio. A prescindere da questo vi invitiamo a vivere questo evento il più possibile per entrare in condivisione con diverse esperienze e workshops che sono di grande interesse.


Per info più particolari sulla 'storia' e sul perchè del festival LADYFEST :
ladyfest-roma.noblogs.org

Articolo stampa interessante sull'evento disponibile QUI

Perchè essere presenti al Ladyfest?
Perchè sebbene non ci sia una stretta connessione tra il contenuto dell'evento e quello che facciamo noi, in realtà non è proprio così. Partendo dal presupposto che il nostro gruppo è attivo in un ambito 'specifico' della lotta allo sfruttamento e alla mercificazione, pensiamo che discriminazione e segregazione siano cose che legano indiscutibilmente insieme animali umani e non. Per questo motivo pensiamo che un banchetto informativo con un contributo del nostro materiale e qualcosa 'ad hoc' strettamente legato alle tematiche del fest, sia per noi qualcosa di importante. La discriminazione sessuale e di genere ha una sua stretta connessione con lo sfruttamento dei corpi degli animali non umani, almeno per noi; per questo pensiamo che un nostro banchetto possa essere importante così come avere la possibilità di essere presenti ad un evento del genere, sia come individui che come organizzazione.

Chiunque sia in contatto con noi, ci ha sempre supportato / aiutato e pensa di essere utile con una presenza al banchetto o quant'altro, è il benvenut*, in caso scriveteci o telefonateci.

OCSA - attivismo abolizionista per la liberazione animale

La discarica di Malagrotta di Roma è ormai giunta alla saturazione, la giunta della regione Lazio paventa l'apertura di una nuova discarica, contro questo folle progetto il comitato Rifiutizero di Fiumicino ha organizzato due giornate di protesta, partecipate!


Ora
Domani alle 18.30 - domenica alle 1.00

Luogo
Palidoro, Fiumicino, Roma, Lazio, Pianeta Terra!
Via aurelia km 28,00 (circa), bivio per Passoscuro.

Creato da

Maggiori informazioni
Un mare di "monnezza" si appresta a sommergere Roma molto presto!!!

L'aria della Capitale verrà contaminata (ulteriormente!) da esalazioni fetide e nefaste per la salute di ogni essere vivente!

Il latte nel quale inzuppi il cornetto ogni mattina sarà salubre quanto il percolato delle fogne di Calcutta!!!
...
Aaaaarghhhh....MORIREMO TUTTI! O_o

A meno che... ;-)

La società civile, i cittadini e le cittadine, ancora una volta, come già contro il nucleare e la privatizzazione dell'acqua, non si mobilitino in massa (critica!) contro il progetto di realizzazione di una nuova, enorme, gigantesca, mega...

-->> discarica/inceneritore messa in cantiere dalla premiata ditta Polverini&Co.

Per farti un'idea di cosa si tratta, dai un'occhiata alla balle che raccontano:

http://www.rifiutizerofiumicino.it/Ecoballe.html

E questa è l'area che più da vicino sarà coinvolta nel disastro ecologico che stanno progettando per i cittadini della Capitale:

http://www.rifiutizerofiumicino.it/aree-impatto.html

Vuoi reclamare il tuo diritto alla salute?!

Vuoi imporre alla Regione Lazio un'alternativa sostenibile per lo smaltimento dei rifiuti?!

Un'alternativa esiste, e come!

Eccola in breve -->> http://www.noinceneritorealbano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=60&Itemid=77

Ed eccola in esteso -->> http://www.nonbruciamociilfuturo.org/i-nostri-documenti.html

Se vuoi informarti meglio e contribuire a questa nuova importante battaglia per la sopravvivenza, allora non puoi perderti questo evento-->>

VEN 16 e SAB 17 SETT ------->>> RIFIUTI ZeRocK FESTIVAL <<<-------

Il Comitato Rifiuti Zero Fiumicino, in collaborazione con Adrian Good Promotion e Reggae Circus Entertainment, vi invita a una clamorosa due giorni di informazione, comunicazione e spettacolo, contro la "monnezza"! :)

Ecco il programma delle serate:

--------------------------------------> VEN 16 SETT 2011:

20:00 Introduzione a cura del Comitato organizzatore

20.30 Band del territorio, a km 0

22:00 TELANERA (http://www.myspace.com/telanera)

23:00 PERCEZIONESESTOSENSO (http://www.myspace.com/percezionesestosenso)

24:00 RED STRIPES (http://www.redstripes.it/)

--------------------------------------> SAB 17 SETT 2011:

20:00 Introduzione a cura del Comitato organizzatore

20:30 Esibizione a tema di Ulderico Pesce (http://www.uldericopesce.it/)

21:30 TETES DE BOIS (www.tetesdebois.it/)

22:00 HONEYBIRD and The Birdies http://www.honeybird.net/

22:30 ADRIANO BONO & TORPEDO SOUND MACHINE (http://www.adrianobono.it/)

+ VERY SPECIAL GUEST -->>

GINKO (http://www.myspace.com/ginkovap)

SAVINO & KONTRAMINA outta WOGIAGIA CREW (http://www.wogiagia.net/)

MANLIO (http://www.myspace.com/manlio1987)

ATTA outta DAP Sound (http://it-it.facebook.com/.../DAP-SOUND/137918666240936)

E con la partecipazione straordinaria di:

--------->>> DANIELE SILVESTRI <<<--------
http://www.facebook.com/danielesilvestriufficiale?ref=mf

Siamo tanti, perchè ci teniamo al nostro futuro e a quello dei nostri figli!

Inutile dire che l'ingresso è categoricamente GRATUITO!

Inoltre, durante tutta la manifestazione -->> raccolta firme, stand informativi, prodotti alimentari BIO e del territorio, artigianato e quant'altro...
... Continua


Parliamo ancora di orti sinergici, con lo slogan"La terra che lavora per te!" una breve spiegazione di che cosa sono gli orti sinergici da Agricoltura Sinergica:

l'agricoltura sinergica - ecco cos'è


Lo studio dell'agricoltura sinergica, come dell'agricoltura naturale, nasce dall'osservazione dei processi naturali, dalla presa di coscienza che è necessario mantenere l'organismo suolo autonomo in grado di rigenerarsi, mettendo tn relazione i diversi elementi in modo che possano essere equilibrati e protetti. É un lavoro che dobbiamo fare tutti, in modo da essere in grado di consigliare altri agricoltori in merito alle tecniche di concimazione verde da adottare , alle sementi, alle strategie di progettazione, ad una produzione vegetale sotenibile perché realmente ecologica, attraverso i processi dell'autofertilità del suolo.

In agricoltura le piante vengono accusate di assorbire elementi fertilizzanti dal suolo, ma com' è possibile che, se in natura le piante creano il suolo, in agricoltura lo distruggono?
L'arte dell'agricoltura si perderà per colpa d'insegnanti ignoranti, ascientifici e miopi che convinceranno gli agricoltori a riporre tutte le loro speranze in rimedi universali, che non esistono in natura. Seguendo i loro consigli, abbagliati da risultati effimeri, gli agricoltori dimenticheranno il suolo e perderanno di vista il suo valore intrinseco e la sua influenza; la causa reale dell'impoverimento del suolo è data dal modo in cui lo manipoliamo per la produzione, pensando alla "forma del frutto" come unico elemento da salvaguardare.

L'agricoltura naturale, usando la legge della sinergia, rifiuta la prima legge in cui crede l'agricoltura convenzionale, che dice: se una data quantità di elementi si trova in una pianta coltivata e raccolta, la stessa quantità di elementi dovrebbe essere re-introdotta nel suolo. Questo principio non tiene conto della capacità delle piante di sintetizzare e convertire elementi ad esse necessari. Gli elementi nutritivi utili alle piante vengono dal sole, dai gas atmosferici e dall'acqua per il 95% del loro volume, ma viene comunque addebitata a loro la perdita di fertilità del suolo che invece si determina a seguito della sua lavorazione. Le piante prendono dal suolo solo azoto, oligoelementi e minerali, e un suolo destrutturato lo impedisce.
Purtroppo l'idea di dover compensare le perdite di fertilità del suolo continua a determinare i calcoli che si fanno per fertilizzare, per integrare la sua materia organica.

Per praticare quest'agricoltura è necessario sentire prima di tutto un'empatia molto forte con l'organismo terra/suolo. Realizzare la complessità straordinaria d'interrelazione microscopica tra le specie presenti su un suolo selvaggio, vuol dire mantenere un equilibrio di salute; in un suolo non lavorato questo benessere si trasmette alle piante che crescono nel suo seno.

La scoperta del dottor Alan Smith del dipartimento agricolo del New South Wales - Australia (uno specialista della materia), è uno schema complesso di relazioni tra le piante, i microrganismi del suolo e gli elementi nutritivi. Nei suoli naturali (imperturbati), questi processi funzionano in maniera sana e controllano efficacemente l'attività microbica, ivi compresa quella delle popolazioni d'organismi patogeni. Rendono inoltre assimilabili gli elementi nutritivi presenti nel suolo. Nei suoli perturbati da arature, lavori colturali e fertilizzanti con nitrati, questi processi non hanno e non possono avere luogo.
Sebbene le piante abbiano questa capacità unica di trasformare l'energia solare in energia chimica che utilizzano per crescere, metabolizzare e riprodursi, esse hanno anche bisogno d'altri elementi che sono incapaci di produrre direttamente. Per esempio hanno bisogno d'azoto, di fosforo di zolfo di calcio di magnesio, di potassio e di oligo-elementi. Il suolo costituisce una riserva di questi elementi, ma per un approvvigionamento adeguato, le piante devono mobilitare questi elementi alterando il suolo attorno alle loro radici. Un modo per far ciò è stimolare l'attività dei microrganismi che allora accrescono la mobilitazione degli elementi nutritivi.
Gli studi di Alan Smith dimostrano perché sistemi come la coltura senza aratura ottengano un tale successo.
Masanobu Fukuoka, un microbiologo ed agricoltore giapponese, cominciò negli anni '30 a sperimentare un nuovo metodo di produzione vegetale. La sua sperimentazione ha un significato rivoluzionario perché ha eliminato l'aratro e copre il suolo con una "pacciamatura vivente" permanente durante la crescita delle colture.
Fukuoka ha dimostrato che l'agricoltura, la programmazione delle colture, può essere praticata rispettando la dinamica degli organismi viventi che si trovano naturalmente nel suolo.
Le piante sulla terra e nell'acqua formano la base della piramide energetica e sostengono quasi tutte le altre forme di vita; quindi sono certamente in grado di sviluppare e mantenere la materia organica e le comunità di vita del suolo.
Il lavoro di Emilia consiste principalmente nell'adattamento ai nostri climi ed alla nostra cultura, dei principi che Fukuoka individua per l'agricoltura naturale:

1. Fertilizzazione continua del suolo tramite una copertura organica permanente.
2. Coltivazione di specie annuali in associazione a colture complementari, con l'integrazione d'alberi azoto-fissatori.
3. Assenza d'aratura o di qualsiasi altro tipo di disturbo del suolo: il suolo si lavora da solo.
4. Il suolo sì area da solo se noi evitiamo di provocarne il compattamento.

Capiamo ora, in sintesi, come questi principi possano essere applicati alla realizzazione di un orto di sussistenza; ulteriori approfondimenti si possono trovare nei documenti di archivio.

PREPARAZIONE DEL SUOLO
Il primo passo per l'agricoltura sinergica è la preparazione del suolo.

Quando instauriamo un sistema di coltivazione che succede ad un sistema presente in un area agricola, sia esso di piante spontanee o coltivate, dobbiamo destrutturare il primo per far sviluppare il secondo.
In suoli destrutturati e impoveriti da colture precedenti o da processi di laterizzazione è necessario, oltre che ripulire il suolo dalle radici di vegetazione spontanea che lo occupa, riattivare un sistema evolutivo con tecniche adeguate.
Un modo per fare questo è la coltura della patata sotto una copertura di cartoni e paglia. Questo sistema integrato di coltivazione e pacciamatura aiuta a mantenere l'umidità del suolo ed attrae i lombrichi, rivitalizzando il suolo e preparandolo al processo di riequilibrio dell'auto-fertilità.

FORMAZIONE DI BANCALI
Dopo la pulizia del suolo comincia la preparazione dell'orto che avviene scavando e formando le aiuole ed i passaggi. E' l'ultima volta che il terreno verrà rimosso; è quindi necessario definire con chiarezza quali saranno i luoghi per il passaggio e quelli dove il terreno verrà coltivato: i bancali.
In grande scala questi bancali possono essere fatti con gli aratri, ma la lavorazione a mano è quella più appropriata.
I bancali possono essere realizzati in forme e dimensioni diverse; l'importante è poter arrivare al centro senza rischiare di calpestare l'aiuola. Se si ritiene necessario si può aggiungere materiale organico al momento della realizzazione per compensare al danno fatto con l'aratura. Anche se il "nutrimento forzato" del suolo è normalmente da evitare, quando le circostanze lo richiedono, è consigliabile aggiungere concime ben stagionato, compost, o altro materiale organico.

IRRIGAZIONE E PACCIAMATURA
Il modo migliore sperimentato per distribuire l'acqua e non viziare le piante è quello d'installare un impianto d'irrigazione a goccia.
Non è necessario comunque acquistare sistemi costosi, il sistema d'irrigazione più semplice funziona con la gravità: l'acqua arriva ai tubi da una vasca posta ad un livello superiore rispetto all'orto.
Dopo aver seminato e trapiantato il suolo viene coperto con uno strato di pacciamatura, ideale la paglia per i bancali e segatura per i passaggi.

TUTORI
Nella maggior parte dei bancali, si possono installare archi tutori permanenti - usando anche tondini di ferro, tipo quelli usati in edilizia - su cui far arrampicare le piante.
Ogni pianta viene attaccata all'arco o a un ulteriore orditura in filo di ferro, da uno spago teso. I tutori vengono assicurati anche tra loro in modo da formare una rete staticamente resistente.
Questo sistema funziona molto bene per pomodori, cetrioli, piante in seme etc. in quanto lascia passare l'aria tra le foglie, riducendo così i problemi dovuti alle muffe e ai funghi e liberando spazio in basso tenendo i frutti sollevati dal suolo, dove potrebbero essere danneggiati dall'umidità o dagli insetti. Inoltre, i legumi rampicanti e le zucche possono correre sopra i tondini stessi, in modo che possano essere utili come ombreggianti, quando il caldo sole estivo non permetterebbe più di coltivare insalate e piante che soffrono le alte temperature.
Un ulteriore vantaggio di questo sistema è che non c'è pericolo che il vento distrugga il raccolto buttando giù tutto.


... Continua


Reportage dei vegan turisti, da VeganRioT:

Ventotene Vegan


Va bene, fino adesso abbiamo scherzato. Budapest, San Francisco, Stoccolma, NY, Londra e compagnia cantando; tutte mete in cui campare da vegan-turista è semplice più o meno come vincere una partita a basket contro vostro nipote di due anni. Ma quando si è su un’isola di 750 abitanti stanziali, di poco più di due chilometri di lunghezza, i cui ristoranti metterebbero del pesce anche nell’impasto del pane e nella Coca Cola, allora il gioco si fa duro. Stavolta niente socia, lasciata a casetta. Il compare di avventure è un prode amico di lunghissimo corso, onnivoro ma vegetariano rinnegato e per questo costantemente da me vilipeso. Per una volta si va incontro all’ignoto, all’insicurezza gastronomica, al digiuno manifesto. Ma sono pronto. Sono anche dotato di un paio di barrette energetiche portate dietro da Londra, nel caso…

Pizzeria sul porto,nome sconosciuto, poco lontano dal ristorante Benito
Pizzeria semplice con tonde rosse fatte sul momento a 4 euri, contorni di verdure sott’olio e non, pizza a taglio quasi per niente veg*. Sopravvivenza garantita ma qualità dell’impasto non eccezionale, a dirla tutta.

L’aragosta, Via Porto 1
Difficile non imbattersi ne L’aragosta, fronte sbarco traghetti, alla fine, o l’inizio se preferite, del porto. Per giunta scortati da un paio di donzelle simpatiche che il mio compare ha pensato bene di rimorchiare da balcone di stanza a finestra… Questo è l’unico posto in cui ho gettato le carte in tavole dicendo tutto quello che non mangiavo. Il solerte cameriere alla fine ha anche chiesto se la mia fosse una questione etica o cosa, non lasciandosi scappare alcun commento, se non la domanda se mi sentissi debole o meno. In un menù di pesce al 95% ripiegherò su una pasta calamarata al pomodoro, dignitosa ed una buona zuppa di lenticchie. C’è da dire che la pasta è stata fatta appositamente per me, perché qualsiasi piatto a parte la zuppa di lenticchie conteneva qualcosa che aveva in precedenza nuotato. La zuppa era buona comunque…

Mezzatorre, Piazza Castello 5-6
Qualcuno ce lo aveva consigliato ed eccoci qua, in mezzo alla sala, abbandonati al nostro destino, senza menù da un quarto d’ora. Il locale è traboccante di clienti ed i camerieri imbizzarriti, sebbene il menù consti anche qui del 95% di natanti o bivalvi, non sanno che pesci prendere. Faccio notare al mio socio, che è un indomito rompicazzo, che non puoi contare su un mese e mezzo di pienoni per rodare uno staff che durante il resto dell’anno non lavora così. E zuppa di lenticchie sia, stavolta anche meglio della precedente, con pezzi di pane (vecchio e tostato la precedente estate…) per arricchire il piatto. Qua a contorni andiamo discretamente ed aggiungerò anche un piatto di zucchine a scapece (fritte e marinate con aglio ed aceto) ed un’insalata mista che non guasta mai. Il conto ci verrà portato con venti minuti di attesa ed alla terza richiesta poco simpatica del mio socio ho pensato che il cameriere gli avrebbe messo le mani addosso. Notiamo che anche altri clienti sembrano un po’, come dire, annoiati da queste lentezze. Anche oggi si è infilato qualcosa nello stomaco.

Pizzeria a taglio sul porto tra il diving center e noleggiatori di barche
Sul porto vero e proprio ci sono un paio di pizzerie a taglio, questa è quella di destra, la più piccola delle due. Non tanta la pizza papabile presente; rossa con pomodori freschi, rossa con origano e pugliese altissima e soffice, con pomodorini ciliegini. In ogni caso tutte molto buone e discretamente unte. Per i gourmet non veg (alla fine Vegan Riot è aperto a tutti…) segnalerei cocchette fritte varie, comprese quelle di spaghetti, di assai bell’aspetto e partenopea originali. Insulterò non poco il mio compare onnivoro per essersi sottratto a simili (immagino) bontà.

Benito, via Pozzillo
Abbiamo sorvolato sul domandarci l’origine del nome del ristorante, anche se avremmo voluto tentare di sparare in aria un paio di saluti romani per vedere se avevamo ragione o meno. Vista panoramica se siete desti a prenotare, altrimenti potete comodamente trovare posto sottovento rispetto alla griglia del pesce, come nel nostro caso. Stavolta il menù raggiunge ben il 96% di percentuale di fu natanti e bivalvi. L’unica parte di un mammifero quadrupede, la pancetta, è ovviamente presente nella zuppa di lenticchie. Medito il suicidio dalla scogliera, però conto sulla ricettività dei locali nei confronti dei non amanti del pesce e rimedio un piatto di spaghetti al pomodoro,non presenti in menù, che nella sua semplicità si son fatti veramente ben apprezzare. E non lo dico per fame o paura del digiuno; il mio compare sa che sono un ninja e non temo le avversità, tramo nell’ombra, aspetto e non mi lamento. Erano davvero buoni. Coadiuvo gli spaghetti con ennesime zucchine scapece, ennesime ma dignitose. Sulla caponata invece potrei suggerire che prepararla con i peperoni in barattolo sott’aceto non è cosa da farsi e soprattutto priva di melanzane, è veramente poco carino… Specie se i clienti se ne accorgono. Vero mattatore della scena è il signor Benito in carne e soprattutto ossa, ormai piuttosto in alto con l’età, che ancora da una mano alla griglia, tra un bicchiere di vino ed altri due… Il signor Benito una volta seduto inizierà a cantare canzoni di Dean Martin vaneggiando e sedendosi random ai tavoli. Perla della serata, si attaccherà alla canna dell’oliera per verificare se fosse olio e non aceto, dietro richiesta del biondo condimento da parte di un tavolo vicino. Visto che siamo in un posto di radical chic ricchi del cavolo (quindi potenzialmente vegan…) la tavolata si farà delle gran risate a simile grottesca visione, condendosi poi le insalate con l’oliera ciucciata dal signor Benito. Se solo questo fosse successo a Roma la stessa tavolata avrebbe chiamato l’ufficio d’igiene, non pagato il conto, acceso rissa con i camerieri, pagato dei sicari… A dispetto delle recensioni truculente lasciate nella rete, in realtà potrei dire che l’esperienza “Benito” non è stato poi così malvagia. Lo lasceremo al tavolo con tre rampolli dell’alta o perlomeno ricca società a cantare “pasta effasule, dezzammore…”

... Continua

... E parlando di alimentazione Vegan, una gustosa ricetta per palati fini:

autore: Paolo
30 minuti + riposo della pasta
2 persone
  • 110 g di semola rimacinata di grano duro
  • 90 g di farina di grano saraceno
  • 5 peperoni friggitelli
  • 1 cucchiaio colmo di concentrato di pomodoro
  • 2 cucchiai di anacardi al naturale
  • 1 pomodoro secco
  • 1 mazzetto abbondante di basilico greco
  • 1 spicchio d’aglio
  • Olio extravergine di oliva
  • Sale marino

“Pappardelle semisaracene al pomodoro con pesto alternativo e friggitelli” sarebbe stato un titolo di ricetta vagamente “wertmulleriano” e quindi operiamo degli ovvi tagli, perlomeno ai titoli. Diluite energicamente il concentrato di pomodoro in 100 ml di acqua. Mescolate le due farine ed impastate con l’acqua aromatizzata ed un filo d’olio. Lavorate la pasta per bene su un piano in legno, fino ad ottenere la classica consistenza elastica; chiudete in un recipiente, o incellophanate, e lasciate riposare in frigo. Pulite i friggitelli, privandoli dei piccioli, semi e parti interne bianche. Tagliateli quindi in listarelle piuttosto fini. Scaldate in una padella abbondante olio ed unite lo spicchio d’aglio che lascerete andare a fuoco medio finchè biondo. Unite quindi i friggitelli, salate e cuocete girando spesso fino a che non saranno soffici; a termine cottura eliminate l’aglio. Riprendete la pasta e passatela nei rulli dell’apposita macchina, più e più volte. Raggiunto uno spessore medio (3 andrà bene) ritagliate della pappardelle in un formato congeniale che non si spezzerà con la cottura, tipo 1 cm e mezzo per 8 di lunghezza. Questo perché la farina di grano saraceno non consente l’elasticità di una pasta di solo grano; anche per questo i pizzoccheri sono di piccolo formato. Spolverizzate di semola le pappardelle ed avendo tempo lasciatele asciugare all’aria, girandole dopo un po’. Rinvenite il pomodoro in acqua tiepida. Passate al mixer il basilico insieme agli anacardi, il pomodoro, un pizzico di sale ed un filo d’olio. In acqua bollente salata tuffate gentilmente le pappardelle, gentilmente mescolatele durante la cottura ed ancora più gentilmente scolatele. Ripassatele a fuoco medio assieme ai friggitelli per un minuto, quindi unite il pesto ed un paio di cucchiai di acqua di cottura tenuti da parte e mescolate con classico ed atletico salto in padella, fuori dal fuoco.


Le ultime opere di Enteroclisma:

IL GAMBERO

Consapevoli ( anche se non tutti lo ammettono ) che Silvio sia ormai una mummia appartenente al peggiore passato di questo paese, molti dei suoi amichetti gli consigliano con discrezione di farsi da parte.


IL TITANIC ITALICO

... E Silvio vola all'estero, con la scusa di una riunione inesistente.

... E A TE IL TARTARO CHI LO SCROSTA ??

I BUONI CONSIGLI DI SILVIO

Ma insomma, ti pare ? ... in questo paese di merda uno non può rubare o corrompere in pace che subito si trova i giudici alle costole !!!
Si può vivere disonestamente in una nazione simile ??

MEGLIO UNA SUORA OGGI CHE UN'INFERMIERA DOMANI

Silvio ama cambiare ... una volta le fa vestire da infermiere, una volta da suore.
E così il bunga bunga si veste da carnevale di Rio.
Quale sarà il travestimento del prossimo incontro ??

OCCASIONI PERSE PER TACERE

L'inopportunità ed il cattivo gusto sono solo un paio dei tanti marchi d'infamia che questo sciagurato governicchio si porterà nella tomba.
La politica esce allo scoperto e non si cura neanche più di mascherare le sue malefatte con un paravento di buona educazione e dignità.

illola del giorno: Uno spassosissimo Totò in

Totò & Nino Taranto -- La Fontana di Trevi




giovedì 1 settembre 2011

Ritorno dalle vacanze agricole.

In alto: Immagine tratta dal blog: http://orofiorentino.splinder.com/


Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, oppure fanno ingrassare.
George Bernard Shaw


Ritorno dalle vacanze agricole.

Dopo oltre tre mesi passati sui campi a coltivare zucchine, fagiolini, lattughe, piselli, pomodori e altri prodotti con il sistema di agricoltura sinergica nell'orto della fattoria degli animali liberi Vallevegan rieccomi nel blog con una nuova impostazione, gli argomenti che verranno trattati saranno:

- L'alimentazione naturale... chi ha detto che la cucina vegan è per persone tristi, che mangiano erbette crude e si trascinano per strada anemiche e senza energie? Dal sito VeganRioT dove non si predica nè si fanno ramanzine idiologiche: molto concretamente, quello che conta sono pentole, ingredienti e voglia di mangiare cose buone. Tante ricette per scoprire una via nuova alla cucina che può essere anche folle, bizzarra e golosa pur restando fedele allo spirito vegan, senza l'utilizzo di carne, pesce e prodotti derivati dallo sfruttamento degli animali.

- Animali in libertà... cani, gatti, maiali, galline, oche, conigli, tartarughe, capre e pecore che vivono in completa libertà senza gabbie nè recinti, senza essere sfruttati, nella fattoria Vallevegan un posto speciale alle porte di Roma dove stiamo sperimentando con ottimi risultati la coltivazione di ortaggi con il metodo degli orti sinergici un sistema rivoluzionario che ti permette di lavorare la terra senza fatica, senza doverla più zappare e senza l'utilizzo di nessun concime o ferilizzante, serve solo acqua per ottenere prodotti biologici gustosi e saporiti (La terra che lavora per te!).

- Contro lo sfruttamento degli animali... Nella società odierna l'animale non umano viene concepito come proprietà, come mero oggetto, merce da vendere o scambiare. Riconoscendo agli animali non umani l'innegabile capacità di provare sentimenti,Chi Siamo dolore e paura, è necessario lavorare sul cambiamento della tradizionale concezione di 'mezzi' a disposizione dell'essere umano. E’ principalmente per questo motivo che ci opponiamo senza esitazione all'uso in questa società degli animali non umani per la ricerca scientifica, per l'intrattenimento, per il vestiario, per la caccia ed ovviamente per il cibo. OCSA è l'organizzazione contro lo sfruttamento degli animali, organizza eventi, volantinaggi e manifestazioni a favore degli animali.

Dai siti di queste organizzazioni verranno tratti i principali articoli e racconti, iniziamo subito dal sito Vallevegan:

Esserlo, non farlo
Pubblicato da Maria Teresa de Carolis
In questi anni di lotte, di grida, di sommessi sogni e di sforzi, spesso mi sono trovata a dover considerare quale fosse il motore che ci spinge verso una giustizia, non umana, universale, assoluta, che non riguarda le specie, bensì l’equilibrio. Mi ritrovo oggi circondata da fatti incomprensibili, fattacci per meglio dire, situazioni che nella migliore delle ipotesi, senza il senno di cui, per fortuna, alcuni umani sono capaci, si finirebbe a rotolarsi per terra con tanto di capelli strappati ed occhi gravemente lesi. Possibile, e qui mi appello a chi dello stile di vita Vegan ha fatto un modus vivendi inattaccabile e profondo, che il fatto stesso di alimentarsi cruelty free non riesca ad incidere un solco di coerenza e coscienza nell’animo di chi lo abbracci? Possibile che il termine Antispecismo debba catalogare e relegare i comportamenti etici solamente verso la sponda dell’animalismo (umani esclusi, perché l’essere umano non lo merita). Non credo, l’Antispecismo per me è oltre la violenza, oltre le specie e le razze, oltre il sesso e le religioni, in poche parole: Oltre. Di lotte intestine in questi tempi se ne sono viste tante, faide vere e proprie il cui oggetto erano semplicemente dissapori, disonestà, menzogne, avidità, presenzialismo o invidie, il potere attanaglia anche chi, illusoriamente, pensa di dedicare la propria esistenza alla Liberazione Animale. Domanda: ma a noi umani chi ci libera? Chi, se non noi stessi? Orizzonti di malsani atteggiamenti fanno sì che qualsiasi attività possa essere strumentalizzata nel tentativo, spesso subdolo e celato, di demolire un individuo, senza tenere conto che dietro quell’individuo ce ne sono altri, una connessione infinita di legami e vite che imprescindibilmente si alimentano. L’errore, tutto umano, è di considerare ogni individuo una causa a sé, un’isola da conquistare, per mostrare al mondo quanto si è forti, uno spudorato tentativo di colonizzare l’altro. Liberazione Animale… e quale sarebbe il motore che spinge alcuni a gridare alle manifestazioni, mascherati da cuccioli indifesi, la rabbia e lo sdegno contro la violenza, contro i soprusi e la crudeltà, per poi magari ingannare i propri fratelli, aggredendoli con infamie, vomitando, soprattutto sul web, illazioni tali da generare solo dolore? Ci sono mondi nei quali non vorrei mai addentrarmi, il mondo della menzogna, quello che ti avvolge e ti inganna, ed inganna per primo chi lo sposa, colui che nel corpo di un essere che apparentemente si dedica ad una causa, si auto incensa di una veste intoccabile: quella dell’attivista, colui che mai farebbe del male ad un altro essere, colui che si sbrodola davanti alle petizioni on line, quello che pontifica di fronte all’umana ignoranza, inconsapevole che lui stesso è vittima dell’arroganza generata da un unico scopo, Egotismo allo stato puro. Il mio dolore e la mia rabbia sono figli della storia, la mia storia, ossia ciò che i miei occhi hanno visto, ciò che le mie mani accarezzato, ciò che il mio cuore, ferito, ha osservato e vissuto; il dolore di vedere un amico bersaglio di lance e frecce avvelenate per il solo scopo di rendere innocuo un gigante, difficile da atterrare. Proprio questa difficoltà nel distruggere mio fratello “il gigante”, ha generato negli anni un accanimento insistente, senza pensare che “questo” accanimento non ha fatto altro che rinforzare i legami veri, quelli unici, autentici, al di là del bene e del male, al di là delle fazioni e delle chiacchiere. A questo punto è necessaria una storia, una piccola favola: mio fratello “il gigante”, vive in un luogo dove la cosa più importante non è quanto Ego riuscirà a nutrire al giorno, o quante persone verranno a conoscenza della sua missione, la cosa più importante - per mio fratello – è, sempre e soltanto, le vite di tutti gli esseri che condividono con lui la quotidianità di un oasi di boschi e cieli tersi, dove piccoli esseri indifesi dormicchiano al sole sereni, dove creature malate vengono curate ed accompagnate verso la fine, laddove la sorte l’avesse deciso. In questo luogo le mani fameliche di alcuni si sono affacciate, per sporcare, gettare immondizie di parole, per poi ritrarsi gonfie di tutto quello che potevano accaparrare, noncuranti delle conseguenze e del fatto che in quella valle non viveva solo mio fratello, vivevano e vivono centinaia di creature, centinaia di respiri e cuori che battendo all’unisono si sostengono. E quel filo, quel legame era - ed è tutt’ora - l’ancora e la ragione di una valle intoccabile ed inaffondabile. La storia continua, perché sotto il sole della valle si avvicendano umani e non, che tentano di convivere, condividendo giornate di quiete e momenti di incomprensioni, talvolta manipolando, taluni umani, ciò che chiaramente appare come un evolversi delle relazioni, ossia una realtà mascherata di buoni intenti che non sempre si sviluppano in una scelta, al contrario si devia il percorso intrapreso con energia e partecipazione verso la strada del risentimento e del sotterfugio, dimenticando ancora una volta, quanto inutile e devastante può essere l’Ego, quello che ingabbia e che illude, che trascina verso convinzioni di centrismo e (in)giustizia. Le perplessità con le quali coabito riguardano le contraddizioni che investono certi comportamenti. Essere Vegan, o almeno dichiararsi tale, attribuendo a questo termine la caratteristica di “essere evoluto” o “essere consapevole” mi fa rabbrividire quando penso ad individui che sventolano la loro bandiera antispecista in faccia ad altri individui umani, urlando la loro (in)giustizia ed il loro valore, usando il telo di un drappo per soffocare, per eludere ed ingannare, per la propria utilità e la propria gloria. E’ evidente quanto il desiderio di emergere possa influenzare, rendendo gli ideali più alti e nobili, il veicolo per sostenere il ruolo di chi al di sopra di tutto interpreta la parte del perfetto attivista. Basta fare cene benefit ed eventi a favore degli animali per essere persone etiche? E’ sufficiente guardare le etichette degli alimenti che consumiamo, tenendo alla larga alimenti di origine animale dalla nostra dieta, o guardiamo anche se quegli ingredienti siano la fonte, nascosta, di sfruttamento, abusi, lavoro minorile, deforestazione? È veramente sufficiente gridare “Basta Vivisezione Adesso” se il primo luogo della terra, il nostro cuore, il luogo da cui inizia la nostra strada verso il rispetto è lontano dall’universalità dell’essere antispecista? Esserlo, non farlo, con la voglia di allontanare la menzogna, gli inganni intenzionali, le infamie, le brutture tipiche di chi ha il vuoto dentro e non un vuoto sano e pronto ad essere colmato di tutte le bellezze che la natura può offrire, ma il vuoto arido di un deserto di spine e solitudine, quello generato dalla cattiveria di desiderare il male dell’”altro”.
... Continua

Da OCSA:

PERCHE' SAPPIAMO MOLTO BENE CHI SIAMO

Alcuni mesi di attività, diverse iniziative svolte e alcuni progetti in lavorazione; continueremo senza sosta a comunicare e lottare concretamente per dar voce a chi viene offeso, torturato, sterminato sistematicamente negli allevamenti, nei laboratori, nei circhi e negli zoo. Perchè quello che accade a loro viene replicato continuamente anche nella società degli umani, ma sotto altre forme di sfruttamento. Nuovi progetti vedranno la luce nella prossime settimane. Speriamo di avere sempre più individui al nostro fianco, perchè servono voci e servono azioni... perchè sappiamo molto bene chi siamo e cosa vogliamo.

OCSA - attivismo abolizionista per la liberazione animale

Leggi qualcosa in più su chi siamo e cosa facciamo:
ocsanimal.org/chi-siamo

Scarica il nostro volantino sull'attivismo
(volantino A5 disponibile anche su spedizione, a colori, stampato in tipografia):
www.ocsanimal.org/download/volantinoA5ocsa_attivismo.pdf


Sempre da OCSA la comunicazione dell'evento Veganch'io:

2-3-4 SETTEMBRE, PRESENTI AL VEGANCHIO 2011

Il 2-3-4 settembre, a Vimercate (MI) , si terrà il Veganch'io, un evento annuale curato dall'organizzazione antispecista Oltre La Specie.


Si tratta di tre giorni di incontri, divertimento, buon cibo (biologico e sostenibile) per diffondere una nuova cultura del rispetto e dei diritti: si può vivere, e bene, senza uccidere e senza sfruttare nessuno.
Perchè una nuova idea di uguaglianza possa prendere corpo e per rendere possibile un altro mondo. Tutti, ma proprio tutti, sono invitati a partecipare; ognuno, anche i più piccoli, avranno modo di avvicinarsi alla questione dei diritti animali in maniera amichevole e completa.

OCSA sarà presente all'evento con uno stand informativo, dove potrete consultare il nostro materiale, richiedere informazioni, capire come sostenerci e soprattutto incontrare alcuni dei nostri attivisti. Inoltre, durante il programma della domenica pomeriggio (4 settembre), nello spazio di 5-10 minuti dedicato alla presentazione di vari progetti ed organizzazioni, anche noi parleremo di quello che abbiamo fatto finora, di quello che stiamo facendo e ovviamente di ciò che faremo prossimamente. Non mancate!

Per maggiori informazioni sull'evento:
veganchio.org

OCSA - attivismo abolizionista per la liberazione animale


I cuochi di VeganRioT sono stati a Londra, ecco il loro reportage:

London Vegan 7
autore: Paolo

Agosto 2011

Rieccoci. A non più di sette mesi dall’ultima scorribanda londinese, a due settimane dai disordini estivi che hanno visto isolati bruciati, quartieri in subbuglio, botte e morti ammazzati assortiti. Ma nulla spaventa il desiderio di scovare nuovi posti e attripparsi in maniera conveniente, disordinata, unta e soprattutto dolce. Le olimpiadi bussano, i prossimi reali si sposano, i sobborghi insorgono ed anche il panorama vegan cambia un minimo: dall’ultimo trip londinese, Zilli Green ed entrambi gli Otarian hanno già chiuso i battenti. A dirla tutta un menù Zilli Green è sopravvissuto all’interno di Zilli Fish, sempre a Soho. Già da un po’ di tempo ha cessato l’attività l’autobus a due piani (double deck) vegan conosciuto prima come Rootmaster e poi Vegan Routes. Insomma, anche fare recensioni e sperare che durino qualche mese inizia ad essere complicato…

Buffet
Poco sopra Covent Garden un classico buffet vegan chino/tai veg, una tipologia di ristoranti locali che ci ha fatto tanto appassionare all’inizio del nostro peregrinare londinese per poi saturarci tanto da prenderne le distanze. La socia aveva il desiderio di un ritorno ed eccoci qua, in una location mai sperimentata prima. In realtà la roba è piuttosto simile a più o meno tutti i Buffet vegan sparsi per Londra. Anzi, mi spingerei a dire che la roba è fatta nello stesso posto che poi li rifornisce, visto che nella maggior parte dei casi sono sprovvisti di cucina. Se vi piace una certa untuosità, il fritto, la soia ristrutturata, spaghetti freddi di riso, coriandolo sparso, verdure scottate e molteplici condimenti assortiti (salse, erbette, frutta secca…) a prezzi ridicoli, questo è chiaramente un piccolo paradiso. Svetta un tofu marinato ai fagioli di soia neri fermentati. Pregevole anche la presenza di una macedonia in cui poter mettere sopra perle di tapioca dolci. Fino alle 17.00 potete ingurgitare finché volete a 5-6 pounds a testa. Spendiamo ben 14 pounds, con annesso del buon succo di Guava.
Buffet, 40 New Oxford St

Ms Marengo
Ms Marengo, è un posto piccolo, vegetariano, molto carino e piacevole, ideale per colazioni e pranzi veloci, ad un paio di vetrine di distanza dal gettonato Mildred’s. Non che l’offerta vegan di cibaria da prima colazione sia poi così ampia. Rifuggiamo le salsicce optando per un porridge di avena con banane, pietanza che a casa nostra guarderemo con sospetto, ma che qua non saremo i soli ad ordinare. Proseguiamo con una torta Fudge Chocolate, veramente enorme e devastante, praticamente una spessa mousse al cioccolato, molto buona ma a dir poco ingombrante. Così per tentar di mandar giù, annacqueremo il tutto con un succo espresso carrot-ginger che si farà apprezzare. Ad un certo punto ci accorgiamo che io sono l’unico appartenente al genere maschile nel posto, in mezzo a donne che vanno al lavoro e giovini donzelle sfaccendate vestite anni ’50. Per il pranzo non sono tanti i piatti presenti sulla lavagna menù, queli vegan sono comunque segnalati. Posto più che piacevole.
Ms Marengo, 53 Lexington St, Soho www.mrsmarengos.co.uk

... Continua

Da VeganRioT la ricetta della settimana:

Tortine al doppio cioccolato e crema
autore: Alessandra
Un'ora
Ingredienti per circa 12 tortine
  • 1 tazza e ½ farina
  • 1 tazza di latte di soia
  • 1 tazza di zucchero
  • ½ tazza di olio di semi
  • 80 g di cacao amaro in polvere
  • 75 g di gocce di cioccolato
  • 3 cucchiai di rum
  • 3 cucchiai di amido di mais
  • 2 cucchiaini di lievito
  • Una bustina di vanillina




Per la crema:

  • 250 ml di latte di soia
  • 180 g di zucchero
  • 45 g di margarina vegetale
  • 40 g di farina

Mescolate l’olio, lo zucchero, la vanillina, il rum e l’amido di mais. Aggiungete la farina alternata al latte di soia e il cacao amaro. Incorporate il lievito e, per ultime, le gocce di cioccolato. Versate l’impasto in circa 12 stampi per muffin, ricoperti dagli appositi pirottini, e fate cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 15-20 minuti (mi raccomando, verificate la cottura con uno stecchino: immergetelo nel dolce e, se viene fuori pulito, vuol dire che è pronto!). Lasciate raffreddare.

Per la crema:
Mescolate lo zucchero e la farina. Aggiungete il latte di soia facendo attenzione a non far formare grumi e la margarina tagliata a pezzetti. Mettete sul fuoco e mescolando continuamente fino a quando la crema non guadagna consistenza. Lasciatela raffreddare

Fate un foro in ogni tortina e, con l’aiuto della tasca da pasticcere, riempitelo di crema. Decorate a piacere.

Da Enteroclisma la vignetta della settimana:

LA MENZOGNA QUOTIDIANA

Le follie sulla manovra proseguono.

Scompare miracolosamente la tassa sui redditi alti ( eccetto quelli statali ) e si cancella il servizio militare e lo studio universitario dal computo della pensione.
Chi con la solita cialtroneria aveva urlato ai quattro venti "le pensioni non si toccano", si è rimangiato tutto davanti ai soldi del suo padrone.
Con quanti nomi puoi chiamare Dio?
Puoi chiamarlo in mille maniere:
Dio, Visnù, Budo, Ernsto, Carisma, Giove, Allah.
Tanto non ti risponde.
(Corrado Guzzanti)