lunedì 23 gennaio 2012

Sfruttamento degli animali, pelli e pellicce.

In alto: Immagine tratta dal blog http://fantasiaerealta.iobloggo.com/


Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati.
Bertolt Brecht



Sfruttamento degli animali, pelli e pellicce.

Una delle attività delle multinazionali a livello planetario è la lavorazione delle pelli degli animali che sono stati macellati per la nostra alimentazione, lo sfruttamento degli animali è anche utilizzo delle loro pellicce, ma oltre alla barbarie della uccisione di esseri indifesi la pratica della lavorazione delle pelli è anche fortemente inquinante poichè per bloccare il processo di decomposizione delle pelli l'industria conciaria utilizza solventi e derivati chimici fortemente inquinanti vedi Wikipedia:

Concia al cromo [modifica]

È il tipo di concia di gran lunga più diffuso. Si valuta che circa l'80-90% di tutti i suoi prodotti nel mondo siano conciati al cromo. La concia al cromo è relativamente semplice da eseguire, è economica, abbastanza rapida e sufficientemente flessibile. In pratica con la concia al cromo si può produrre cuoio per qualsiasi utilizzazione (eccetto cuoio per suola di calzature).

La concia la cromo è fondata sulla capacità del cromo trivalente (Cr3+) di formare complessi con i gruppi carbossilici del collagene (di cui sono costituite le fibre della pelle). Questa capacità è limitata al cromo trivalente e quindi la forma esavalente (Cr6+) come nei cromati e bicromati, non ha alcun interesse dal punto di vista conciario. All'inizio dell'impiego della concia al cromo (fine Ottocento - inizio Novecento) cromati e bicromati venivano utilizzati per produrre sali di cromo trivalente in conceria per riduzione con melassa o altri riducenti. Ma ormai da tempo i sali di cromo trivalenti sono divenuti disponibili sul mercato a costi minori e quindi in conceria vengono utilizzati esclusivamente sali o composti del cromo trivalente.

Prima di far reagire il conciante al cromo, tuttavia, la pelle viene sottoposta al piclaggio, che consiste nel trattare la pelle con una soluzione di sale comune e acido (di solito una miscela di acido solforico e acido formico). Ciò per facilitare la penetrazione del conciante all'interno della pelle. La pelle calcinata e decalcinata, infatti, ha un punto isoelettrico di circa 4 e quindi al pH neutro (dopo la decalcinazione, macerazione, sgrassaggio la pelle ha pH circa 7) il collagene ha carica nettamente negativa. In tali condizione il cromo trivalente, carico positivamente, avrebbe forte tendenza a reagire favorito dall'attrazione elettrostatica e si fisserebbe rapidamente solo negli strati più esterni della pelle lasciando non conciati gli strati più interni. Inoltre a pH superiore a 4-4,5 il Cr3+ forma idrossido insolubile e non potrebbe più fungere da conciante, È necessario, quindi, ridurre il pH del bagno per evitare la precipitazione dell'idrossido di cromo e per portare la pelle al di sotto del suo punto isoelettrico. La pelle in tali condizioni assume carica prevalentemente positiva e il Cr3+ non ha più capacità reattiva nei suoi confronti. Il cromo quindi può facilmente diffondere negli strati più interni della pelle (la diffusione è fortemente accelerata dai movimenti nel bottale).

Quando sia stata raggiunta la completa penetrazione della pelle, però, è necessario ripristinare la reattività pelle-cromo e ciò viene ottenuto con la basificazione che consiste nell'innalzare lentamente il pH del bagno fino a valori intorno a 4. In tal modo la pelle riacquista una carica lievemente negativa e il legame coordinato pelle-cromo può stabilirsi producendo la concia. L'aumento di pH inoltre favorisce l'olazione del cromo, cioè la formazione di legami tra atomi di cromo che portano alla formazione di catene di atomi di cromo di varia lunghezza, con conseguente aumento delle possibilità di legame intra e inter-molecolari con i gruppi carbossilici del collagene. Il pH non deve comunque essere troppo alto per evitare la precipitazione del cromo (lo ione OH- è un complessante più forte del collagene e staccherebbe il cromo dal complesso con la pelle per formare l'idrossido).

Per il piclaggio, come già detto, si usa una soluzione di sale (a concentrazione 80-100 g/l tale da impedire il gonfiamento acido del collagene che lo danneggerebbe) e di acido, più frequentemente una miscela di acido solforico e di acido formico, aggiunto lentamente, fino a raggiungere un valore pH tra 2 e 3 stabile. Per la basificazione si usano alcali blandi come bicarbonato di sodio, acetato e formiato di sodio, solfito di sodio, ecc. Il pH finale è molto vicino a 4.

La durata della concia al cromo dura da 2-3 ore per pelli piccole sottili a un massimo di 20-24 ore per pelli bovine pesanti. La quantità di conciate è tra 1.5 e 2.5% (su peso pelle calcinata e scarnata) di cromo espresso come Cr2O3, fornito più frequentemente sotto forma di solfato basico di cromo (CrOH(SO4)).

Al termine della concia la pelle conciata si presenta di colore verde-azzurro, con tonalità diverse a seconda dei prodotti utilizzati nel piclaggio e nella basificazione. In tale stato, infatti, il cuoio conciato viene chiamato "wet-blue" con riferimento al fatto che è bagnato e ha un colore nel campo dell'azzurro. Il wet-blue, essendo ormai stabile nel tempo, può anche essere commercializzato. Molti Paesi produttori di pelli, infatti, non disponendo della capacità tecnologica per produrre cuoio finito, preferiscono esportare wet-blue piuttosto che pelli grezze per usufruire di un maggior valore aggiunto. L'Italia, Paese importatore di grezzo, importa una crescente quantità di pelli allo stato wet-blue, il che, se da un lato rappresenta un vantaggio dal punto di vista ambientale (le fasi di riviera sono quelle che producono maggior inquinamento), dall'altro rappresenta uno svantaggio dal punto di vista della tecnologia conciaria, perché il conciatore si trova a dover lavorare un prodotto di cui non conosce la storia e spesso in partite disomogenee perché provenienti da piccole concerie diverse.

... Continua


Continuando a parlare di animali, il CABS indica la nefasta abitudine del bracconaggio e delle trappole utilizzate da questi criminali chiamati bracconieri, dal CABS:

Trappole a schiaccia in Italia:

Una trappola a schiaccia, forma di caccia ancora in uso sull'Appennino pavese

Una trappola a schiaccia, forma di caccia ancora in uso sull'Appennino pavese

Sono una forma di caccia fra le più antiche conosciute per la cattura di piccoli uccelli: composte di una pietra piatta centrale di circa 3-10 chili sorretta da alcuni bastoncini posti in equilibrio precario. Quando un uccello si avventura sotto la pietra attratto dalle bacche messe ad esca, con il solo sfiorare i bastoncini fra crollare l'intera costruzione, muorendo schiacciato o soffocato. Fra le vittime non solo i tordi, ma anche pettirossi, cince, regoli, passere scopaiole.

Per questa ragione queste trappole sono vietate in quasi tutta Europa: non selettive e brutali, causano spesso la morte per asfissia, congelamento o dissanguamento delle vittime non immediatamente uccise sul colpo.

Per molto tempo si è ritenuto che queste trappole rimanessero diffuse solo sul massiccio centrale francese, in Lozère e Aveyron, con alcune apparizioni sporadiche in altre zone, come Maiorca, le Alpi Marittime francesi e addirittura la Puglia, eppure i nuovi ritrovamenti sull'Appennino fanno sospettare che il fenomeno sia più diffuso di quanto ci si immagini.

Schiaccia pugliese: questa femmina di occhiocotto è stata uccisa dalla trappola posizionata in un punto d'acqua

Schiaccia pugliese: questa femmina di occhiocotto è stata uccisa dalla trappola posizionata in un punto d'acqua Nel luglio 2011 i collaboratori del CABS vengono a sapere della presenza di alcune schiacce sull'Appennino pavese, nei pressi del monte Penice. Un primo gruppo di volontari si reca sul posto in estate e, nonostante l'erba alta, rinviene circa 7 trappole inutilizzate nella vegetazione. Le bacche però sono fresche, segno che sono state utilizzate alcuni mesi prima.

Dal 20 al 23 dicembre un secondo team di volontari tedeschi e italiani si reca sul luogo: scopo dell'azione è rinvenire le trappole adesso attive e capire quanto è ampio il fenomeno. I volontari percorrono montagne e valli prima di capire esattamente con quale sistema e in quale habitat le trappole vengano posizionate. Alla fine, in un tratto relativamente piccolo di una vallata sopra Menconico, vengono scoperte 82 schiacce, tutte in funzione e armate con l'esca fresca. In una è stata appena uccisa una cesena.

Grazie alla disponibilità della polizia provinciale di Pavia, la cartina con le informazioni necessarie è passata agli agenti, che iniziano una serie di appostamenti.

Cesena morta in una schiaccia

Cesena morta in una schiaccia Dopo due tentativi falliti, il 17.01.2012 ormai all'imbrunire, il bracconiere passa a controllare le sue trappole: gli agenti della provinciale lo colgono in flagrante: in tasca ha due tordi sasselli, un merlo e un pettirosso recuperati dalle trappole. Ma a casa, grazie alla professionalità e all'accuratezza della polizia provinciale, emergono nuove prove dell'attività illegale: il bracconiere ha il frigo pieno di più di 100 uccelli spennati che vende in zona. Molti sono tordi, ma figurano anche pettirossi, cince e regoli, oltre ad alcuni lacci e a parti di cinghiale.

Contro l'uomo si è proceduto per maltrattamento, caccia in giorno di divieto, uccisione di specie protette e caccia con mezzi non consentiti. Quasi un centinaio di trappole sono state distrutte. Ma c'è di più: da ulteriori analisi sembra che vi siano altre installazioni di schiacce nei dintorni.

Presto seguiranno nuove esplorazioni per chiarire quanto sia ancora diffuso il fenomeno sugli Appennini.

... Continua


Ancora sugli animali la LAV ci informa sul primo si all'emendamento sulla direttiva europea sulla vivisezione:

  • Vivisezione: primo sì emendamento a Direttiva UE
    • 19/01/2012
    • foto“Soddisfazione” è stata espressa dalla LAV-Lega Anti Vivisezione per il primo Sì, votato oggi dalla Commissione politiche europee della Camera dei Deputati, sull’emendamento alla Direttiva europea nella Legge Comunitaria.

      La chiusura di Green Hill, il divieto di alcune forme di sperimentazione sugli animali, l’incentivazione dei metodi alternativi, possono essere una realtà grazie al testo proposto dalla Commissione Affari Sociali di Montecitorio - dice la LAV – si tratterebbe di concreti passi in avanti, con nostro obiettivo l’abolizione della vivisezione, per controbilanciare i nefasti effetti della direttiva approvata a Bruxelles un anno e mezzo fa e che l’Italia deve recepire, volente o nolente, entro il novembre prossimo”.

      Chi contrasta questo emendamento è chi vuole, di fatto, continuare a fare di tutto, su tutti gli animali, e continuare a tenere aperti allevamenti come quello di Green Hill in Lombardia. Il miglior risultato ad oggi ottenibile dalla politica italiana – conclude l’associazione animalista – ringraziamo i deputati che contro la politica del “tanto peggio tanto meglio” stanno riuscendo a ottenere un importante risultato che ora andrà confermato dall’Aula di Montecitorio e rappresenterà il vincolo per la stesura del nuovo Decreto Legislativo italiano da cui non si potrà tornare indietro. Per l’utilizzazione dei randagi, infine, l’Italia ha già in vigore il divieto del loro utilizzo, contenuto fin dal 1991 nella Legge 281 su cani e gatti”.

      La LAV, infine, è copromotrice con Enpa, Oipa, Limav, Lega nazionale per la difesa del Cane e I-Care di un convegno proprio sull’emendamento votato, che si svolgerà mercoledì 1 febbraio presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati (ore 9-13).

Scimmie chimera: un gioco tetro e senza senso
  • 12/01/2012
  • [di M.Kuan*] Una pessima notizia per iniziare il 2012 arriva dalla rivista Cell che annuncia un esperimento americano che ha portato alla creazione di scimmie simili a tetri puzzle di cellule provenienti da embrioni diversi, il cui assembramento finale è stato impiantato nell’utero di una femmina adulta.

    Ciascun cucciolo, in pratica, racchiude in sé almeno sei diverse identità genetiche. E' come se un braccino fosse di una scimmia, l'altro di una seconda scimmia, la bocca di un'altra ancora e così via.

    Le chimere sono nate unendo cellule embrionali "totipotenti" (cioè potenzialmente in grado di differenziarsi in qualsiasi cosa) raccolte da diversi embrioni di scimmia e messe l'una accanto all'altra: un esperimento che gli stessi ricercatori specificano non potrà essere applicato all’uomo, quindi fatto come ricerca di base fine a sé stessa.

    Uno studio, quindi, assolutamente inutile, che fonda le sue radici nella possibilità di fare praticamente tutto sugli animali, come fossero oggetti da smontare e rimontare per semplice curiosità; un macabro cubo di Rubik vivente.
    Un animale che non ha nessun senso perché sfugge ad ogni logica evoluzionistica e che diventa un gioco destinato a morte prematura e isolamento. ... Continua


Battibecchi fra umani e animali...
http://a2.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/406450_281673158554988_174781599244145_681483_396653808_n.jpg

A Vallevegan abbiamo realizzato una casa sull'albero (qui sotto la foto)
http://a1.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/291927_10150376547818308_377790543307_8425883_1276095345_n.jpg


Tante altre case sugli alberi sono state costruite da vari ingegneri e architetti, ve ne sottoponiamo alcune fra le più fantasiose dal sito di Eco(R)esistenza:

http://a7.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/403246_320462284664866_203737476337348_958032_1708053078_n.jpg

http://a3.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/394178_320462224664872_203737476337348_958030_164984450_n.jpg

http://a8.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc7/408593_320462191331542_203737476337348_958029_52854403_n.jpg


La terza rivoluzione industriale sta cominciando a muovere i primi passi, ce lo spiega Jeremy Rifkin in questo intervento:

Rifkin: energia da ogni casa, la rivoluzione siamo noi

Nel XVIII e XIX secolo, la tecnologia di stampa a basso costo e l’introduzione dell’istruzione pubblica favorì la nascita di una vasta forza fotovoltaico

lavoro specializzata in grado di gestire l’espansione delle attività commerciali che grazie al carbone e al vapore diedero vita alla Prima Rivoluzione Industriale. Nel XX secolo, la comunicazione elettronica centralizzata – il telefono, la radio e la televisione – è stata lo strumento di gestione di una più complessa e dispersiva epoca suburbana basata sul petrolio, l’automazione e la cultura del consumo di massa della Seconda Rivoluzione Industriale. Oggi, la tecnologia di rete e le energie rinnovabili sono in procinto di unirsi per creare una potente infrastruttura per una Terza Rivoluzione Industriale. In un prossimo futuro, centinaia di milioni di persone saranno in grado di produrre la propria energia “verde” e di condividerla in una “rete energetica virtuale” esattamente come facciamo oggi per produrre e condividere informazioni online.

La creazione di un sistema rinnovabile di energia, da produrre in ogni edificio, in parte immagazzinata sotto forma di idrogeno, distribuita tramite una rete internet dell’energia e collegata ad un plug-in di trasporto ad emissioni zero rappresenta un modello a cinque pilastri che consentirà lo rivoluzione industrialesviluppo di migliaia di aziende e di milioni di posti di lavoro sostenibili. La “democratizzazione” dell’energia porterà con sé un riordino delle relazioni umane, incidendo sul modo in cui conduciamo il mercato, governiamo la società, educhiamo i nostri figli e ci impegniamo nella vita civile.

La Terza Rivoluzione Industriale getterà le basi per la nascita di un’era votata alla collaborazione. Il cui compimento segnerà la fine degli ultimi 200 anni caratterizzati dalla competizione commerciale tra imprenditori, mercati e forza lavoro di massa e l’inizio di una nuova era contraddistinta dal comportamento collaborativo, dai social network e dalle piccole aziende basate su forza lavoro specializzata, professionale e tecnica. Nel prossimo mezzo secolo, le convenzionali operazioni centralizzate di mercato saranno gradualmente sostituite da pratiche commerciali distribuite tipiche della Terza Rivoluzione Industriale; e la tradizionale organizzazione gerarchica del potere lascerà il posto al “potere laterale” organizzato in nodi di scambio trasversali a tutta la società.

A prima vista, il potere laterale può sembrare una contraddizione. Il potere, dopotutto, ha sempre avuto, tradizionalmente, una struttura piramidale. Oggi, tuttavia, il potere collaborativo svincolato dalla struttura tradizionale, grazie a internet e alle energie rinnovabili, ristruttura il sistema delle relazioni sociali, dall’alto in basso e da un capo all’altro, con profonde conseguenze. Le case discografiche non hanno capito il significato del potere distribuito fino a quando milioni di persone non hanno iniziato a condividere musica online, e i loro ricavi sono sprofondati in meno di un decennio. L’Enciclopedia Britannica non è stata in grado di apprezzare il Jeremy Rifkinpotere collaborativo che ha portato Wikipedia ad essere la fonte di consultazione per eccellenza nel mondo. La stampa non ha preso sul serio la blogosfera e oggi molti giornali sono costretti a chiudere o a passare alla versione on-line.

... Continua

A proposito di Internet firmate e fate girare la petizione di Avaaz.org:

Salviamo internet: la pressione sta funzionando!

A tutti i membri del Congresso americano:

In qualità di cittadini preoccupati, vi chiediamo di mettervi dalla parte della libertà della rete e di votare contro le due leggi in discussione riguardanti internet. La rete è uno strumento cruciale per scambiarsi idee e per lavorare collettivamente per costruire il mondo che tutti noi vogliamo. Vi chiediamo di agire responsabilmente nei confronti del mondo intero e di fare tutto quello che potete per proteggere i pilastri della democrazia.
Avaaz.org protegge la tua privacy e ti tiene informato su questa e altre campagne simili.
3,500,000
3,100,882

3,100,882 hanno firmato. Aiutaci ad arrivare a 3,500,000

Aggiornamento: 22 Gennaio 2012
I leader del Senato americano hanno deciso di non votare più questa settimana, ma si rifiutano di affossare definitivamente la legge, nella speranza che la nostra pressione si allenti. Dimostriamo loro che si sbagliano di grosso!
Pubblicato il: 18 Gennaio 2012
Oggi potrebbe essere il giorno in cui salviamo la libertà di internet.

Il Congresso americano era sul punto di adottare una legge che avrebbe dato ai funzionari il potere di proibire l'accesso a qualunque sito internet in qualunque parte del mondo. Ma dopo che abbiamo consegnato la nostra petizione di 1 milione e 250 mila firme alla Casa Bianca, questa si è schierata contro la legge e con una pressione pubblica in ebollizione anche alcuni sostenitori della legge hanno cambiato posizione. La protesta guidata da Wikipedia ha sbattuto la protesta sulle prime pagine dei giornali.

Stiamo invertendo il corso di questa storia. Ma i poteri forti che spingono per la censura stanno facendo di tutto per mandare in porto la legge. Affondiamola oggi una volta per tutte: firma questa petizione urgente per salvare internet e se hai già firmato guarda sotto per contattare i politici e le multinazionali che stanno facendo pressione e per dire loro di arrendersi. Poi inoltra questo messaggio a tutti.
... Continua

A proposito di conflitti di interesse ecco quello che racconta Byoblu sugli interessi su scala mondiale:

Il grande conflitto di interessi mondiale

McGraw-Hill grande Conflitto di interessi globale Standard & Poor's Platt Energia Rating Benzina Petrolio Conoscenza Economia Finanza Claudio Messora Byoblu Byoblu.Com

Un Italia incapace di rialzare la testa fa comodo alla speculazione internazionale. Mantenere elevati i tassi di interesse, abbassando la credibilità finanziaria di un paese, per qualcuno significa sacrifici, per tanti altri vuole dire guadagni. Il paziente deve essere mantenuto in una costante, stabile agonia: se guarisce, il gioco finisce. Se muore, pure.

Così, eccoci in Europa a portare alla maestra il quaderno con i compiti fatti. La maestra mette un “bene” sul diario, ma qualcuno si accorge che l’alunno rischia di essere promosso. Così, il giorno dopo gli si mette un bel 4 in condotta e lo si rimanda. Anche se ha fatto i compiti. Questo è il giochetto di Standard & Poor's. Un bel 4 in condotta e si può continuare a incassare i soldi delle ripetizioni, dei libri di testo, degli eserciziari e di tutto ciò che serve a chi è rimandato a settembre.

Il giudizio di Standard & Poor's passa come un giudizio politico: guardano come ci comportiamo, fanno ipotesi sulla stabilità e si lanciano in previsioni degne del mago Zurlì. Zurlì & Poor's. Evidentemente i baci e gli abbracci sul diniego alla custodia cautelare per Cosentino non devono avere fatto una bella impressione. E neppure il rifiuto della Consulta di avallare i quesiti referendari sull’abrogazione del porcellum. Visto che al prossimo giro insomma non potremo scegliere i nostri rappresentanti, e dato per assodato il criterio con cui i partiti politici li scelgono per noi, la prossima legislatura non promette nulla di buono. E neppure il Malinconico Affaire, seguito a ruota dal Patroni Griffi Gate, sembrano segnare un elemento di discontinuità con il passato. Specialmente se continueremo a scegliere il presente ed il futuro basandoci sulle stesse persone che hanno scavato il sistema dall’interno fino a ieri costruendo, con tecnica mirabolante, una struttura reticolare di gallerie e scorciatoie degna di un termitaio. Per questo, forse, li chiamano tecnici: mica è da tutti realizzare una ragnatela simile di interessi, costruita in modo che il crollo di un singolo tunnel non pregiudichi il flusso complessivo di vantaggi e privilegi acquisiti.

Ma il grande conflitto di interessi mondiale, tuttavia, è ancora più affascinante: basta scavare e vengono alla luce una serie di reperti che in confronto Pompei è un arido terreno improduttivo. La giovane economista Federica De Benedetto, sul suo blog, nel tentativo riuscito di dimostrare che le liberalizzazioni sulla distribuzione della benzina non influiranno che per un massimo di 7 centesimi sul costo finale al litro, si è imbattuta in una scoperta interessante. Il prezzo grezzo della benzina, all’uscita dalle raffinerie, è determinato da Platts, una società che fornisce le quotazioni base per i prezzi dei prodotti energetici e petrolchimici, condizionando in questo modo il costo della benzina intesa come materia prima (33% del prezzo finale), cui si aggiunge il margine lordo operativo (7%, quello su cui le liberalizzazioni possono avere un’influenza) e le tasse (60%), ovvero le accise e l'iva elencate nell’articolo “la verità sul prezzo della benzina”.

Il Giornale ha ripreso il suo articolo ma non ha colto l’aspetto più succulento: Platts è una costola di McGraw-Hill. Quella dei libri di testo sui quali imparano gli studenti di tutto il mondo. Compresi gli economisti. Dunque McGraw-Hill, l’impero del sapere, paga i cervelli per insegnare agli studenti come applicare le teorie economico-finanziarie sulle quali poi lei incide determinando le condizioni di base, i parametri chiave che il mercato poi digerisce ed elabora. A partire dai prodotti petrolchimici infatti, oltre alla benzina si sviluppa tutta una serie di industrie di fondamentale importanza, compresa quella della plastica, dei materiali per le imbarcazioni e dei tre quarti degli oggetti che utilizziamo ogni giorno.

... Continua

Per combattere l'evasione fiscale gli stilisti lanceranno i vestiti senza tasche... da Disinformazione:

Vestiti senza tasche
Ing. Rodolfo Roselli - intervento in diretta su Radio Gamma 5 del 11/1/2012.

Abbiamo la grande fortuna di avere come Primo Ministro una persona coltissima, intelligente, molto riflessiva e che pesa accuratamente ciò che dice e infatti, quando il 7 gennaio 2012, a Reggio Emilia ha detto che “le mani in tasca agli italiani, sono gli evasori a metterle”, siamo rimasti veramente estasiati dalla profondità di questa luminosa riflessione.
Questa battuta è perfettamente in linea con quella, anch’essa luminosa, dell’ex ministro Tremonti che, anche lui, non voleva mettere le mani nelle tasche degli italiani, e poi inavvertitamente ha fatto le manovre, che le tasche non solo le ha sfondate, ma….le ha proprio rotte.
Dunque d’ora in poi le tasche giustamente è bene non averle.

E le conseguenze di queste loro paritetiche idee, tanto luminose, indurranno probabilmente, i più importanti stilisti della moda italiana,a lanciare sicuramente la moda dei vestiti senza tasche, proprio per combattere l’evasione fiscale.

Nessuno potrebbe dare torto al prof. Monti che siamo tutti un popolo di evasori, tanto più colpevoli verso lo stato che, in questo modo, ha qualche difficoltà a pagare gli intoccabili stipendi ai vari signori Scilipoti, Verdini, Penati, etc. e addirittura non riesce ad aumentare loro gli stipendi.

Usando questi nuovi vestiti gli evasori avranno veramente vita dura perché sono sapranno più dove mettere le mani.

E tra gli evasori, saranno nei guai le massaie, che riducendo i consumi alimentari per la famiglia, si permettono di non far incassare allo stato l’IVA sui prodotti, e gli stessi guai passeranno i commercianti che, abbassando i prezzi dei prodotti che non riescono più a vendere, attueranno lo stesso tipo di evasione anche verso quelle pochissime e insignificanti altre tasse correlate.

Pensate la disperazione di quegli evasori che possono andare in Svizzera, in Slovenia e in Francia a fare benzina ,per evadere la sacrosanta tassa delle accise, necessaria per finanziare la guerra d’Abissinia.

Lo sconforto colpirà anche tutti i giovani laureati, che scappano ignobilmente all’estero, perché non vogliono pagare le tasse italiane sul loro stipendio, ammesso che ne trovino uno, e invece preferiscono pagarne di meno negli altri paesi. E per lo stesso motivo saranno disperati tutti gli imprenditori che spostano le loro aziende all’estero, perché così riescono a produrre cose a prezzi di mercato, mentre invece dovrebbero restare in Italia imparando dalla sana gestione delle aziende di stato, come Fincantieri, Finmeccanica, Alitalia etc. che hanno contribuito in modo eccellente ad aumentare il deficit nazionale, versando poi allo stato gli stipendi che invece dovevano andare nelle colpevoli tasche dei loro dipendenti licenziati.

Invece sarà un grande beneficio per i fabbricanti di casse da morto, ove potranno far riposare un numero più elevato di quegli evasori, che hanno trovato la convenienza di suicidarsi perché non potevano pagare i dipendenti, pur dovendo riscuotere dallo stato, che ovviamente, per pagare i nuovi 15 cacciabombardieri del costo di 20 miliardi, non poteva certo pensare a saldare i suoi 100 miliardi di debiti con loro.

Nelle stesse bare potranno essere collocati tutti quegli ingenui suicidi che nelle carceri non potevano sopportare il regime carcerario italiano, preso come luminoso esempio da altri paesi come Turchia, Russia, Romania, Ucraina, tutte nazioni biasimate invece da quegli idealisti del Consiglio d’Europa che, colpevolmente, pensano che i soldi dello stato vanno spesi per rendere decenti le carceri, e non hanno ancora capito che in Italia le carceri non esistono, … per i politici, per i faccendieri, per i corruttori, ... e volete che si spendano soldi per cose che non esistono?

Ma esistono altre categorie di malefici evasori che avranno la vita dura, alcuni saranno giustamente costretti a lavorare per tutta la vita, perché la carota della pensione non la masticheranno mai, ed è giusto punirli con dilazioni su dilazioni, e questa costante presa in giro è indispensabile perché lo stato i soldi delle loro pensioni non li ha, avendoli spesi per il finanziamento dei partiti, mi scuso ho sbagliato, per i rimborsi elettorali costruiti su misura e mai documentati, e fatti pagare anche a chi non ha nessuna voglia di votare.

Ed è giusto, perché occorre sostenere i partiti che sostengono a loro volta questa nostra meravigliosa democrazia, ove ognuno è libero di fare quello che non vorrebbe mai fare.

E poi, sempre in nome dell’equità, è bene non solo colpire quegli evasori che vorrebbero andare in pensione, ma anche quelli che già ci sono in pensione, che non vorrebbero pagare la diminuzione della pensione causata dall’inflazione, e non hanno capito che piano piano aumentando l’inflazione, tutta la loro pensione andrà a beneficio dello stato che non la pagherà più, ma diverranno subito benemeriti perché potranno sovvenzionare quelle povere banche indigenti, anche aumentando il numero dei conti correnti bancari obbligatori per avere la pensione.

Pensate al beneficio immenso che si avrà bloccando l’evasione di quei milioni di pensionati, andando a mettere il naso nei loro lussuriosi nuovi conti correnti bancari, non so quanti miliardi si recupereranno, ma però il tutto fa tanto scenografia sulle prime pagine della stampa,e questo basta!

Come hanno fatto scenografia, tanto da essere probabilmente candidati all’isola dei famosi, tutti i funzionari del fisco che con un perfetto, e riservato blitz a Cortina, dicono di aver stanato 45 evasori, ricevendo la congratulazioni dei nipoti del maresciallo Kappler, e del generale Kesserling, ma ansiosi ancora di meritare in futuro anche i complimenti dei nipoti del dr. Eichmann.

E questi funzionari e il loro capo hanno fatto veramente bene ad usare questi rastrellamenti, perché finalmente hanno capito che, fino ad oggi, con le normali regole tributarie, per la loro professionalità troppo complesse, non erano riusciti a combinare un bel niente.

Pensate che solo ora arriveranno valanghe di controlli con le limitazioni all’uso del contante, con il supercalcolatore Serpico, il nuovo redditometro etc. a dimostrazione che fino ad oggi nessuno si era accorto che prima i controlli non esistevano, che i calcoli erano fatti con il pallottoliere e che il vecchio redditometro era una bufala. Insomma un mondo nuovo … per chi ci crede!

Hanno fatto bene, perché qualche giornalista maligno, certamente comunista, aveva loro mostrato la comparazione di efficienza nell’incassare quattrini concreti degli altri sistemi tributari europei, rispetto a quelli italiani. Da questa comparazione risultava che su 100 euro che erano certi e responsabili d’incassare, loro in realtà ne incassavano 10, mentre gli altri andavano da un minimo di 50 ad un massimo di 90 euro realmente incassati.

E infatti anche loro, insieme ad Attilio Befera, indosseranno vestiti senza tasche perché hanno capito che il 90% dell’evasione fiscale, pensate un po’, fino ad oggi si trova proprio nell’Agenzia delle Entrate. Un perfetto giallo ove l’assassino era totalmente imprevedibile.

Ora invece, usando nelle località turistiche italiane, con truppe d’assalto, bazooka, e perquisendo anche le carrozzine dei bambini, riusciranno a domare completamente l’evasione fiscale, e tutti i ricchissimi evasori se la faranno sotto, e per la vergogna saranno volontariamente esuli all’estero a St.Tropez, a Biarritz, a St.Moritz, ove soffriranno le pene dell’inferno.

E il prof.Monti ha fatto bene a dare il suo ringraziamento a coloro che combattono in questo modo l’evasione perché, invece di perdere tempo negli uffici a capire come diavolo funziona un PC, a riempire di dati archivi elettronici che non si parlano tra loro, a distribuire appalti cercando persone capaci di capire come farli funzionare, o altri appalti dati ai sostituiti d’imposta che, pagati profumatamente , riescano loro almeno a raggranellare qualche soldo, si mettano in moto ,come Diogene, a cercare l’evasore in tutto il paese con l’elmetto in testa, il gatto a nove code in mano e facciano veramente rispettare la legge ,con i loro usuali modi così signorili ,gentili,riservati e soprattutto collaborativi. Pensate quante frustrazioni saranno così soddisfatte !

Se saranno realizzati tutti i vestiti senza tasche, il tripudio di gioia che ha pervaso tutti mezzi d’informazione italiani, alle parole del prof. Monti, aumenterà a dismisura perché, se prima erano solo dedicate la prima intera pagina e almeno due o tre nell’interno, per tessere le lodi di questa trovata, dopo si faranno numeri speciali, fiaccolate di giubilo, saranno mobilitati tutti i costosissimi autoreferenziati esperti permanenti delle radio e televisioni nazionali, per convincere quei pochi ignoranti contestatori che tutto va bene, che l’evasione fiscale è domata, e che, come diceva qualche altra persona illuminata, i ristoranti sono pieni e gli aeroporti colmi di passeggeri.
... Continua


Da Luogocomune una interessante ipotesi sul naufragio della nave da crociera Concordia:
L'affondamento della Concordia
Inviato da Redazione il 14/1/2012 21:30:00 (31661 letture)

L’affondamento della motonave Concordia era programmato. Non c’è stato nessun “incidente”, non c’è stata nessuna “disgrazia”, non c’è stata nessuna “casualità” che abbiano portato quella nave ad incagliarsi sugli scogli dell’Isola del Giglio.

Inizialmente non volevo crederci, ma le mille prove inconfutabili emerse in rete nelle ultime ore mi hanno fatto cambiare idea: l’affondamento della nave da crociera è stato un chiaro segnale da parte dei poteri occulti per indicare la fine della “concordia” europea nata - non a caso – sulle stesse acque, durante la crociera del panfilo Britannia.

La nave Concordia rappresentava esplicitamente l’unità europea, visto che i suoi 13 ponti prendevano il nome dalle 13 nazioni europee: Olanda, Svezia, Belgio, Grecia, Italia, Gran Bretagna, Irlanda, Portogallo, Francia, Germania, Spagna, Austria, e Polonia. Il simbolismo di questa scelta è evidente: i passeggeri di ciascun ponte pisciano su quelli di sotto, a cascata, e gli ultimi pisciano in mare. L’Europa deve essere unita sì, ma in senso verticale, non orizzontale. In questo modo i problemi di ciascuno diventano i problemi di tutti, e non si getta mai via niente. Inoltre, basta provocare una falla alla base della costruzione, e tutto viene giù in pochi minuti, senza che resti un solo superstite.

Lo scettico dirà che non c’era nessun bisogno di “annunciare” la fine dell’Europa, con l’affondamento della Concordia, visto che questa fine è già iniziata da molti mesi, ed è ormai sotto gli occhi di tutti.

Fessacchiotto. L’affondamento del Costa Concordia è solo la conferma definitiva di questa distruzione, ma il preavviso silenzioso era già stato lanciato nel Febbraio del 2010, quando un altro “Concordia”, molto meno noto, era stato affondato vicino alle coste brasiliane (a cercare in rete si trova veramente di tutto). E quel Concordia – guarda caso – era stato ospite del “Britannia Heritage” di Westcoast,...

... in Canada, solo tre anni prima. Come dire “noi vi abbiamo accolto a braccia aperte, ma voi state facendo i furbi, e quindi siete avvisati”. E visto che l’Europa ha continuato a fare orecchie da mercante, adesso paga il conto. Da oggi non potrete più divertirvi a pisciare uno sopra l’altro – ci hanno detto quelli dei poteri occulti - e finite in acqua tutti insieme.

Fra l’altro, proprio ieri “Standards & Poor” ha declassato la Francia, come a rimarcare che l’affondamento della Concordia non sia stato affatto casuale. Perchè non abbiano affondato direttamente una nave francese non è chiaro, ma forse non ce n’erano a disposizione che passassero abitualmente sugli scogli per “salutare” la popolazione locale. (Bisogna anche dare un minimo di plausibilità a questi eventi, altrimenti la gente mangia la foglia. Non a caso la “cerimonia” del passaggio fra gli scogli era già stata istituita da molto tempo, in previsione del giorno – che sarebbe sicuramente arrivato - in cui si volesse rimarcare l’affondamento dell’Europa con un evento fortemente simbolico).

Ogni volta che passavano di lì il timoniere chiedeva preoccupato al capitano: “Ma scusi capitano, perchè dobbiamo continuare a fare questa cazzata immonda ogni volta che andiamo da Livorno a Civitavecchia? Davvero è per salutare gli isolani?”

“Tu non ti preoccupare – gli rispondeva il capitano, guardano lontano nella notte – un giorno capirai.”

Ma il simbolismo di questo affondamento non finisce qui, anzi ha radici secolari. “Quasi” secolari, in realtà, perchè l’affondamento del Titanic avvenne il 14 aprile del 1912, mentre quello della Concordia è avvenuto il 13 gennaio del 2012. Lo scettico fa prontamente notare che queste due date, a parte l’anno, non hanno assolutamente niente in comune.

Fessachiotto. La Concordia ha speronato lo scoglio nella sera del 13, ma in realtà il suo affondamento è avvenuto all’alba del 14. Inoltre, fra le due date intercorrono esattamente 99 anni e 9 mesi: prova a capovolgere quei tre numeri, scetticuzzo dei miei stivali, e dimmi un pò cosa ti ritrovi?

D’accordo, dirà lo scettico, ma cosa c’entra comunque il Titanic? Quello fu un vero incidente in mare, provocato dalla sfortuna e dalla leggerezza del capitano. Perchè paragonarlo ad un affondamento intenzionale come quello della Concordia?

Fessacchiotto. Ma lo sai almeno chi viaggiava sul Titanic? Ci viaggiavano Benjamin Guggenheim, Isidor Straus e John Jacob Astor IV, tre importanti personaggi che si opponevano alla creazione della Federal Reserve Bank negli Stati Uniti. E lo sai quando fu fondata la Federal Reserve? Nel dicembre del 1913.

Quindi il piano era evidente: invece di far fuori silenziosamente queste tre persone, una per una, senza che nessuno se ne accorgesse, i luridi banchieri misero in piedi una complicatissima macchinazione per riuscire a farli imbarcare tutti nello stesso giorno sulla nave più sicura e inaffondabile della storia, e poi convinsero il capitano a fare di tutto per speronare un iceberg nel buio della notte, colpendo l’unico punto della fiancata dove una lacerazione di grandi dimensioni permettesse di imbarcare acqua a sufficienza da raggiungere in poco tempo la cima delle paratie intermedie, provocando così il travaso fatale.

Era tutto calcolato, questa gente non lascia mai niente al caso. Infatti, si preoccuparono persino di avvisare il marconista della California – nave che già sapevano si sarebbe trovata nelle vicinanze del Titanic, a quell'ora e in quel punto preciso dell'oceano - in modo che ignorasse i loro ripetuti segnali di S.O.S. Altrimenti rischiavano che questo piano machiavellico andasse in fumo, e che tutti i passeggeri venissero comunque salvati dalla nave accorsa in loro aiuto.

Dopodichè i luridi banchieri attesero un anno e otto mesi prima di fondare la Federal Reserve, in modo che a nessuno venisse il sospetto che i due fatti fossero correlati.

Si potrebbe andare avanti, ma la marea di stupidaggini che circolano in rete in queste ore è tale che sarebbe come pescare nella tonnara: dovunque lanci prendi qualcosa.

... Continua

Un nuovo panino da Mc Donalds il panino al topo! dal sito Cado in piedi il video che spopola su Youtube:

Topo nei panini del McDonald's. E il video spopola sul web

Un dipendente filma questo video e lo carica su Internet. Intervistato dirà: "E' successo altre volte".



Redazione Cadoinpiedi.it

Un topo si aggira, con difficoltà, nelle buste che contengono i panini del McDonald's. Un uomo filma la scena e la carica su YouTube. E on line il video esplode. In poche ore migliaia di visualizzazioni.
... Continua

Da Giusi Vanella citazioni sul Bel Paese:

O dolce Italia

07
gen
2012

Il 2011 è stato l'anno del 150° dell'Unità d'Italia, celebrato con molte manifestazioni e, "diciamolo", anche con molte polemiche che di sono adagiate mollemente su un substrato di connaturata indifferenza per questo evento.
Ora che siamo nel 2012, su di esso scenderà l'oblio o qualcosa si è smosso nelle nostre coscienze? Ci sentiamo oggi, un po' più Italiani? Parafrasando Raf, cosa resterà di questo anniversario celebrativo?

L'Italia è un Paese di debole Costituzione (Giusi Vanella)


In
Italia per trecento anni sotto i Borgia ci sono stati guerra, terrore, criminalità, spargimenti di sangue. Ma hanno prodotto Michelangelo, Leonardo, il Rinascimento. In Svizzera vivevano in amore fraterno, avevano cinquecento anni di pace e democrazia. E cosa hanno prodotto? L’orologio a cucù. (Orson Welles)


L'italiano è un popolo straordinario. Mi piacerebbe tanto che fosse un popolo normale. Altan

Considerate tutte le inchieste insabbiate, sembra che viviamo nel Sahara (Giusi Vanella)

Ma in Italia oh dolce Italia
In Italia é già primavera
In Italia oh dolce Italia
La gente é più sincera, la vita é più vera (E. Finardi)

Bella Italia, amate sponde, pur vi torno a riveder.Trema in petto e si confonde l’alma oppressa dal piacer. (P. Metastasio)

Papaveri e papi, la donna cannolo, una lacrima sul visto:
Italia si' Italia no Italia bum, la strage impunita.
Puoi dir di si' puoi dir di no, ma questa e' la vita. (Edo e le storie tese)

Di questo cavolo di pianura,
di questa terra senza misura,
che già confonde la notte e il giorno,
e la partenza con il ritorno,
e la ricchezza con il rumore, ed il diritto con il favore,
e l'innocente col criminale,
ed il diritto col carnevale. (F. De Geregori)
... Continua

Con le nuove liberalizzazioni previste dal governo il paese si risolleverà! da Alessandro Robecchi:

Liberalizzazioni: finalmente interventi chirurgici nelle macellerie convenzionate

Nuove norme per sbloccare il mercato: i figli dei notai finalmente potranno fare un lavoro onesto – Basta con le caste e le corporazioni professionali: da lunedì prossimo ogni ferramenta potrà vendere bazooka e missili terra-aria – Un toccasana per l’economia: i farmacisti potranno guidare il taxi anche senza patente

La febbre delle liberalizzazioni ha investito il paese con la stessa irresistibile potenza con cui i Beatles colpirono l’America nel ’64: una vera e propria epidemia. Guidato dal suo caro leader Kim Jong Mont, il popolo pretende liberalizzazioni economiche in ogni settore della vita pubblica e privata. “Perché un impiegato di banca non può guidare un aereo di linea? Vi pare giusto?”, si chiede in un editoriale Il Sole 24 Ore. In una nota rilanciata da tutte le agenzie, esponenti del governo fanno notare che la mancanza di liberalizzazioni blocca lo sviluppo del paese: “Lo sapete che se tutti i notai d’Italia avessero gravi problemi di infertilità, nel giro di una generazione non avremmo più notai? A chi daremmo soldi in nero, se questo accadesse?”. Anche la Conferenza Episcopale Italiana, in un comunicato pubblicato sull’Osservatore Romano, mostra grande attenzione al problema: “Sono ormai secoli che per fare il vescovo non serve essere figlio di un cardinale. Aiuta, certo, ma non è indispensabile”. Un buon osservatorio, come sempre sono le lettere ai giornali. Scrive ad esempio a Repubblica la signora Angelina Cecioni, da Velletri: “Faccio la parrucchiera da trent’anni e vorrei cambiare attività. Purtroppo in questo paese bloccato e senza liberalizzazioni non posso decidere della mia vita, per esempio non posso fare il neurochirurgo. E’ una vera ingiustizia!”. Certo, una seria politica di liberalizzazioni abbasserebbe le tariffe di molti servizi, ad esempio operarsi di prostata in una macelleria di Orvieto costerebbe molto meno che farlo in un normale ospedale, ma questo non è possibile per colpa della potente lobby dei medici.
... Continua

Da VeGanRioT l'ultima succulenta ricetta vegana, spaghetti al pesto di broccoletti:
Spaghetti al pesto di broccoletti
autore: Paolo
30 minuti
2 persone
  • 200 g di spaghetti
  • 200 g di broccoletti freschi
  • 4 pomodori secchi
  • ½ spicchio d’aglio
  • 1 pezzetto di zenzero
  • Semi di girasole
  • Pangrattato
  • Olio extravergine di olive
  • Sale marino

Non sono convinto di poter utilizzare il termine “pesto” per una preparazione cotta, come questa. Tuttavia se c’è una cosa che non sopporto in termini gastronomici vegani è il definire le preparazioni di simili consistenza delle “creme”. Mi passerete quindi la licenza.
Lasciate rinvenire qualche minuto in acqua tiepida i pomodori secchi. Mondate i broccoletti e tagliate le parti del fusto eccessivamente coriacee. Stufateli in poca acqua salata fino a che non saranno teneri, scolateli e appena tiepidi, strizzateli leggermente. Tagliateli finemente con un coltello. In una padella versate abbondante olio di oliva e mettere sul fuoco. Unite quindi l’aglio ed il pezzetto di zenzero grattugiati. Lasciate insaporire per qualche minuto, girando, quindi aggiungete i broccoletti. Ripassate i broccoletti a fuoco vivace per 5-6 minuti, quindi levate dal fuoco e passateli al mixer ad immersione dentro un contenitore lungo, aggiungendo un mezzo mestolino di acqua di cottura della pasta. Ottenuto il pesto, trasferitelo nuovamente nella padella, Unite i pomodori secchi rinvenuti, sgocciolati e tagliati in piccoli quadrati. Tostate in un’altra padella una manciata di semi di girasole ed un cucchiaio di pangrattato e tenete da parte. Scolate la pasta al dente e trasferitela subito nella padella con i broccoletti. Mescolate per bene, a fuoco medio, aggiungendo un altro mezzo mestolino di acqua di cottura qualora risultasse il tutto troppo asciutto. Fate le porzioni e cospargete gli spaghetti con i semi di girasole e pangrattato.


Passiamo alle miserie di casa nostra, da Enteroclisma:

NAUFRAGIO AL SUPERMARKET

Aria di tempesta per tutti.
Ora che il guaio è fatto, nessuno può sentirsi al sicuro dalle ire di De Falco.


LE DISGRAZIE NON VENGONO MAI SOLE

Meglio salire su una nave che affonda oppure a casa,
dopo che tua moglie ha saputo che
ti strombazzavi una bella moldava ??


NEO...REALISMO

Al naufragio non poteva sottrarsi neanche lui ...









Pillola del giorno: Crozza a Ballarò ultima puntata

lunedì 9 gennaio 2012

14 gennaio 2012 - Presentazione di Animal Equality Italia

In alto: Immagine tratta dal blog: http://orofiorentinodue.iobloggo.com/


Gli presentano il progetto per lo snellimento della burocrazia. Ringrazia vivamente. Deplora l'assenza del modulo H. Conclude che passerà il progetto, per un sollecito esame, all'ufficio competente, che sta creando.
Ennio Flaiano.


14 gennaio 2012 - Presentazione di Animal Equality Italia

Invito a partecipare alla presentazione della Organizzazione internazionale antispecista:

E' arrivato il momento di condividere, con chi vorrà partecipare, il nostro lavoro e i progetti per il futuro. Sabato 14 GENNAIO 2012, presso la Sala Conferenze del Canile Comunale di Roma Muratella, presenteremo Animal Equality in Italia. Saranno presenti i fondatori di Animal Equality in Spagna e le persone responsabili del gruppo nel Regno Unito. Durante la serata sarà presentato il lavoro dell'organizzazione svolto in questi anni; foto e video ci accompagneranno tra azioni dimostrative e proteste che hanno permesso di sensibilizzare l'opinione pubblica sullo specismo e sul veganismo. Mostreremo alcune delle investigazioni realizzate all'interno dei tantissimi luoghi di prigionia e sfruttamento per gli animali. Condivideremo con voi le storie e le immagini degli animali riscattati, di quegli individui che adesso vivono in rifugi e luoghi sicuri ma che sono testimonianza di un passato di sfruttamento e sofferenza.

La presentazione sarà preceduta da un ricco e delizioso buffet vegan i cui ricavati andranno interamente a sostenere Animal Equality e i suoi progetti. Vi invitiamo tutti a partecipare, supportare e diffondere questa iniziativa.

Programma della presentazione:
ore 20:00 - Buffet vegan a sottoscrizione per sostenere le attività di Animal Equality, in collaborazione con www.Vegusto.it
ore 21:00 - Breve introduzione all'evento e inizio presentazione a cura degli attivisti fondatori dell'organizzazione

Presso: Sala conferenze del Canile Comunale della Muratella, Via della Magliana 856/H - Roma

All'interno dell'evento saranno presenti altre realtà che vogliamo supportare e a cui intendiamo dare spazio, maggiori informazioni verranno fornite nei prossimi giorni.

Un grazie al Canile Comunale di Roma Muratella per averci permesso di utilizzare i suoi spazi e ad AVCPP - Associazione Volontari Canile di Porta Portese (www.ioLibero.org) che accudisce i cani ospitati presso la struttura ed ha sostenuto la nostra iniziativa.

Per informazioni:
email - info@animalequality.it
infoline - (+39) 370 71 22 316


Animal Equality Italia è:

Animal Equality è un'organizzazione internazionale anti-specista. Il nostro obiettivo è l'abolizione di qualsiasi utilizzo e/o sfruttamento degli animali. Non supportiamo riforme protezioniste, ovvero che mirano al miglioramento di come gli animali vengono trattati all'interno di allevamenti, macelli, laboratori, zoo e circhi. Ridefinire semplicemente le loro condizioni, come ad esempio chiedere 'gabbie più grandi' per le galline ovaiole allevate in batteria, ha portato beneficio solo a chi sfrutta, fornendone un ritratto 'più umano'. Tali riforme hanno inoltre incrementato il profitto degli sfruttatori e rinforzato la convinzione che gli animali siano una proprietà a disposizione degli esseri umani, con un conseguente aumento, nell'opinione pubblica, della convinzione di sentirsi più 'a proprio agio' consumando prodotti di origine animale.

Non promuoviamo l'ambientalismo o il salutismo come ragioni per incoraggiare il pubblico ad adottare uno stile di vita vegan. Crediamo che tale scelta debba essere esclusivamente etica e focalizzata sul pieno riconoscimento degli animali in quanto individui degni di rispetto.

Animal Equality collabora esclusivamente con organizzazioni con medesimi principi e fini.

IL NOSTRO OBIETTIVO - Attivismo per gli animali

Animal Equality si dedica alla sensibilizzazione sulla sofferenza e lo sfruttamento degli animali. Si impegna per mostrare pubblicamente che lo specismo* è la causa della loro schiavitù, ne esige l'abolizione e promuove la diffusione del veganismo**.

* Specismo
E' considerare in maniera discriminatoria o ingiustificata coloro che non sono classificati come appartenenti ad una o più specie particolari. Tutti gli animali sono esseri senzienti capaci di provare emozioni e sensazioni come il piacere, il dolore, la gioia o la paura, come tutti desiderano continuare a vivere. Come per il razzismo o il sessismo, la discriminazione specista si basa su ragioni ingiuste ed inesatte.
** Veganismo
Rappresenta il rifiuto di contribuire allo sfruttamento animale scegliendo una dieta basata su prodotti di origine vegetale e priva di derivati animali, comprando cosmetici vegan, scarpe e vestiti sintetici, evitando spettacoli e mostre con presenza di animali.

IL NOSTRO LAVORO

Educhiamo l'opinione pubblica sullo specismo e sul veganismo attraverso azioni dimostrative non-violente, volantinaggi, banchetti informativi, conferenze, mezzi di informazione ed internet.
Realizziamo investigazioni all'interno di allevamenti, macelli, laboratori, zoo e circhi, per smascherare lo sfruttamento nascosto dietro al silenzio di questi luoghi e per esporre la realtà all'opinione pubblica.
Riscattiamo animali, documentando quello che viene realizzato per poterlo mostrare all'opinione pubblica e trovando in anticipo ricoveri sicuri a lungo termine o rifugi.




Per aiutare la LAC Lega per l'abolizione della caccia ad organizzare i campi antibracconaggio alcune notizie utili per sapere come questa associazione opera su tutto il territorio:

CAMPI ANTIBRACCONAGGIO

La Lega Abolizione Caccia, da oltre 20 anni, organizza campi antibracconaggio in molte zone d'Italia. Valli Bresciane in autunno, Sardegna in inverno, Ponza e isola del Giglio in primavera. Inoltre i volontari della LAC, in collaborazione con il CABS (Committee Against Bird Slaughter) partecipano ai campi antibracconaggio in europa, in particolare a Cipro a Malta ed in Germania. Ogni anno la LAC organizza dei corsi di formazione dei volontari che vogliono partecipare ai vari campi. In questi corsi verranno fornite nozioni sui tipi di caccia illegale praticata nelle varie zone e sulle tecniche usate per contrastarle. Se anche tu vuoi aiutarci, partecipando ai campi antibracconaggio scrivi a Info LAC

E' possibile inoltre sostenere le campagne antibracconaggio della LAC attraverso l'adesione all'iniziativa Adotta un Pettirosso! con un contributo minimo di 20 euro, in cambio del quale si potranno avere la foto del simbolo della campagna, Robin il pettirosso, l'attestato dell'avvenuta adozione e verranno inviate tutte le informazioni sulle campagne antibracconaggio avvenute nell'anno.

Valli Bresciane

Il campo si svolge dalla fine di settembre all'inizio di novembre. Vi partecipano centinaia di volontari provenienti da tutta europa che giornalmente prelustrano la provincia di Brescia in cerca delle trappole per gli uccelli migratori, soprattutto reti, archetti e le sep, trappole utilizzare tradizionalmete per catturare i topi

Sud Sardegna

Il campo si svolge tra novembre e dicembre. I volontari perlustrano i territori di Uta, Capoterra, Santadi e i dintorni dell'Oasi WWF di Monte Arcosu ad Est di Caglaire, e il territorio dei Sette Fratelli ad Ovest di Calgiari, in cerca di trappole formate da cappietti di crine di cavallo o di nylon per l'avifauna, e di lacci d'acciaio utlizzati per la cattura di ungulati, cinghiale e cervo sardo in particolare

Isole Pontine

Il campo si svolge nei mesi di aprile e maggio. I volontari oltre a perlustrare la piccola isola in cercadi trappole sep utilizzate per la cattura dell'avifauna, all'alba fanno da sentinelle in alcune zone in cui vengono utilizzati i fucili da caccia contro gli uccelli migratori


La terza guerra mondiale è alle porte? Illuminante analisi della situazione internazionale da parte di Luogocomune:

news internazionali : Verso la guerra mondiale: chi tace acconsente

Se nel prossimo futuro il mondo sarà travolto da una guerra devastante, innescata dall’attuale “questione iraniana”, la colpa sarà stata anche dell’Italia. Dell'Italia, e di tutti coloro che non avranno fatto nulla per cercare di evitarla.

Tutte le importanti guerre infatti non iniziano mai da un giorno all’altro, ma seguono una classica “escalation” di episodi sempre più gravi, che fanno crescere la tensione internazionale fino a rendere il conflitto inevitabile.

Nel corso di questa escalation è abbastanza facile capire quali delle parti in causa siano più interessate a fermarla, e quali invece vogliano farla arrivare ad ogni costo al punto di non ritorno. Di solito questa dinamica risponde alla logica del cui prodest: chi pensa di avere più da guadagnare da un conflitto armato spinge al massimo perchè questo avvenga, mentre gli altri cercano di evitarlo finchè possono, ed entrano in guerra solo se ci vengono tirati per il collo.

Nel caso dell’Iran, viene naturale pensare che i suoi immensi giacimenti di petrolio facciano talmente gola ai paesi occidentali da voler provocare un conflitto armato pur di riuscire ad impadronirsene. Mentre ovviamente gli iraniani non hanno il minimo interesse a combattere per qualcosa che già possiedono, e pensano piuttosto al modo migliore per non perderlo.

E’ da tempo infatti che gli americani continuano ad agitare la “minaccia nucleare” come strumento per accelerare l’escalation, ...



... mentre gli iraniani ripetono fino alla nausea che gli ispettori internazionali possono andare e venire a piacimento, e che finora non hanno trovato nulla che riveli un intento non pacifico nel loro programma nucleare.

Fra l’altro, è dal novembre scorso che il rapporto della commissione atomica circola liberamente, e persino i sassi sanno ormai che lì dentro non vi sia assolutamente nulla di incriminante verso l’Iran.

Ma i media occidentali fingono di non saperlo, permettendo così all’escalation di continuare.

Il problema è che l’Iran non è proprio uno staterello qualunque. Non solo dispone di alleanze importanti, ma negli ultimi anni – proprio grazie al petrolio – ha potuto acquistare armamenti di primissimo livello, che gli permetterebbero di difendersi anche da solo da un improvviso attacco militare. Non è quindi una nazione che si lasci intimidire dal primo cane che abbaia, e diventa necessario ricorrere a strumenti di ricatto più diretti e più pressanti, se si vuole farla cadere nella trappola mortale.

E’ nata così di recente una serie di sanzioni da parte dell’ONU, che vanno ad aggiungersi a quelle ormai infinite che gli Stati Uniti hanno imposto contro l’Iran negli ultimi decenni. In aggiunta, gli Stati Uniti hanno approvato una misura eccezionale che dovrebbe entrare in vigore fra sei mesi: il congelamento di tutti gli “assets” monetari internazionali della Banca Centrale iraniana. In seguito a questo annuncio, la moneta iraniana ha già perso il 10% del valore negli scambi internazionali, ma sembra che non basti ancora.

Ma ecco che un bel giorno l’Europa si sveglia e minaccia improvvisamente di rinunciare all’acquisto di tutto il petrolio che compra dall’Iran. La decisione finale verrà presa a Bruxelles il 30 gennaio, ma ormai la scelta sembra fatta. Era ormai da settimane che gli Stati Uniti premevano sull’Europa perchè annunciasse questa misura – l’unica che sia realmente in grado di mettere in ginocchio gli iraniani – ed è chiaro a questo punto che gli europei abbiano ceduto.

Questo avviene nonostante una nuova crisi petrolifera sia destinata inevitabilmente a far schizzare il prezzo del petrolio alle stelle, con conseguenze particolarmente pesanti proprio per i paesi europei, come la Grecia, che già faticano a stare a galla.

Nel frattempo l’Italia cosa fa?

Ah già, noi non possiamo fare nulla, perchè attualmente abbiamo un governo “tecnico”, che è talmente impegnato nel farci risparmiare qualche euro qui e là da non potersi minimamente occupare di quello che accade fuori dai nostri confini.

Non solo abbiamo accettato a scatola chiusa un presidente del consiglio scelto fuori dal nostro paese, ma con questo abbiamo anche rinunciato ad influire in qualunque misura su ciò che avviene là fuori.

Che decidano altri per noi, poi casomai fateci sapere.

Nel frattempo la scelta di boicottare il petrolio iraniano, non a caso caldeggiata da Sarkozy, rischia di diventare la svolta senza più ritorno nella famosa “escalation” di cui sopra.

In tutto questo, il pericolo rappresentato dal "folle" Netaniahu – che più volte ha minacciato di aggredire l’Iran senza avvisare nessuno – rischia di diventare un elemento indispensabile per scatenare un cataclisma di portata mondiale, all’interno di un progetto molto più complesso e lungimirante della “semplice” conquista dell’Iran.

Teniamo infatti presente che gli Stati Uniti non potranno mai dichiarare apertamente di voler attaccare l’Iran, per cui un “attacco senza preavviso” da parte di Israele rappresenta per loro l’unica possibilità di ”ritrovarsi” coinvolti in una guerra che non hanno mai voluto dichiarare in primo luogo. Remember Pearl Harbor?

Si chiama plausible denial, ed è ormai diventato la condizione indispensabile per mettere in piedi una qualunque operazione criminale di portata internazionale nel mondo dell'informazione onnipresente.
... Continua

Andiamo alle miserie di casa nostra con una serie di considerazioni di alcuni opinionisti, da Militant Blog:

La reazione dei padroni, fra articolo 18 e precariato diffuso

Il mondo politico-economico si sta interrogando, in questi mesi, sulla riforma del mercato del lavoro per rendere più competitivo il paese. Queste parole e queste giustificazioni sono state alla base di tutte le recenti riforme del lavoro di questo ventennio, riforme che hanno portato l’Italia ad essere il paese che è cresciuto di meno al mondo e quello col più alto grado di precarietà d’Europa.

Nella retorica padronale, l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori consentirebbe all’impresa di adattarsi meglio alle contingenze economiche, rendendo più veloce lo snellimento delle maestranze nei periodi di recessione. Nella retorica filo-padronale dei falsi amici dei lavoratori invece, essendo cambiate le condizioni di vita e di lavoro nelle società, non ha più senso inchiodare un lavoratore per cinquant’anni allo stesso posto di lavoro, e la possibilità di cambiare spesso attività sarebbero così incentivate, e sarebbero uno stimolo e un traguardo anche per il lavoratore stesso. Insomma, una flessibilità buona da opporre al concetto di precarietà cattivo. Vediamo brevemente come questo modo di impostare il discorso è assolutamente falso.

1) I datori di lavoro sono già liberi di licenziare a proprio piacimento i lavoratori nei periodi di recessione economica. Premesso che la tutela contro il licenziamento illegittimo esiste in tutti i paesi d’Europa, l’Italia è ad oggi il paese europeo più flessibile e con meno vincoli al licenziamento. Secondo gli indici OCSE (strictness of employment protection), liberarsi di un dipendente è molto più facile per un imprenditore italiano che per un suo concorrente europeo. Al capo opposto c’è la Germania, tanto osannata di questi tempi per la sua famosa “produttività” e crescita economica, che evidentemente non si basa sulla facilità di licenziare i lavoratori.

Oltre a questo, in Italia è talmente facile, e sin da subito previsto, il licenziamento per motivi economici, che è l’unico paese ad avere come protezione sociale la Cassa Integrazione Guadagni. E cioè lo Stato, sapendo bene che il licenziamento per il lavoratore può essere sempre possibile, ha previsto sin dagli anni settanta un sistema di sostegno al reddito per il lavoratore licenziato per crisi aziendale, in attesa di essere richiamato dall’azienda. La truffa, semmai, è che il lavoratore messo in cassa integrazione non viene conteggiato come “disoccupato”, perché formalmente non licenziato, anche se nei fatti quelli che tornano a lavorare nell’azienda dopo il periodo di cassa integrazione sono veramente pochi. Questa truffa si riversa anche nelle statistiche sulla disoccupazione, per cui sembra sempre che l’Italia sia nella media europea, quando nel resto d’Europa, non esistendo l’istituto della Cassa Integrazione, i lavoratori che nel nostro paese vengono conteggiati come occupati ma in CIG, sono contati semplicemente come disoccupati.

Per chiudere, poi, bisognerebbe anche che qualcuno ci spieghi il processo per cui, se un imprenditore può licenziare più agevolmente, poi l’economia dovrebbe tornare a crescere. E’ una visione del mondo che sta solamente nella mente di quegli economisti liberisti. Licenziare più agevolmente significa solamente contribuire a deprimere ulteriormente i consumi, dunque a produrre e investire di meno nella produzione, quindi ad assumere meno lavoratori. Sarebbe dunque una norma anti-economica e recessiva da evitare come la peste.

2) L’abolizione dell’articolo 18 converrebbe anche ai lavoratori stessi, rendendo più flessibile e più agevole il cambio da lavoro a lavoro. Questa è un’altra palese idiozia. Mentre il datore di lavoro è subordinato ad una norma che gli impedisce di licenziare senza giustificato motivo (cosa che però non è così, come abbiamo visto), nulla vieta al lavoratore di licenziarsi e di cambiare lavoro ogni qualvolta lo desideri. Insomma, l’articolo 18 obbliga il padrone ma non il lavoratore, che non ha altro obbligo nei confronti del datore di lavoro se non quello di preavvertirlo qualche giorno prima della volontà di porre fine al suo rapporto di lavoro. Dunque il lavoratore è già tutelato ampiamente rispetto alla sua presunta volontà di cambiare lavoro anche ogni settimana, se così volesse.

Detto questo, poi, stiamo sempre parlando di ipotesi tecniche; nella realtà, chi ha un lavoro se lo tiene stretto tutta la vita, a meno di non trovarne uno migliore. E questo il lavoratore è liberissimo di farlo: sono i padroni che non stanno garantendo il lavoro, non i lavoratori che non vogliono adattarsi alla flessibilità.

... Continua

Ancora da Libre:

Sacrifici? No, grazie. Prima, vogliamo la verità sul debito

Dalla Francia proviene ora un appello per creare una commissione di audit del debito pubblico in grado di visualizzare come è fatto quel debito, come è Audit Citoyen Forumstato contratto, a favore di chi e di quali interessi. «Noi vogliamo fare nostra questa proposta – scrive il comitato “Rivolta il debito”, sul suo blog – per rivedere in profondità l’entità del debito pubblico italiano accumulato nel tempo per favorire rendite, profitti, interessi di casta e di una ristretta élite e non certo per favorire le spese sociali, l’istruzione, la cultura, il lavoro». Il primo Stato a pretendere con successo un audit sul proprio debito, nel 2007, è stato l’Ecuador di Rafael Correa, che è riuscito a scremare il passivo da indebite speculazioni finanziarie: giusto pagare solo il debito “legittimo”, non quello gonfiato ad arte dagli “usurai” finanziari.

Il comitato francese “Audit Citoyen” ha radunato politici, sindacalisti come Marie-Laurence Bertrand e Patricia Tejas della Cgt, attivisti del calibro di Jean-Claude Chailley di “Résistance sociale” e Thomas Coutrot di “Attac”, gruppi di consumo critico e sodalizi per i diritti civili, economisti di fama come Philippe Askénazy e Frédéric Lordon e poi sociologi, docenti universitari, scrittori, filosofi come Étienne Balibar. «Scuole, ospedali, alloggi d’urgenza, pensioni, disoccupazione, cultura, ambiente: viviamo quotidianamente l’austerità finanziaria e il peggio deve venire», denunciano i francesi. “Noi viviamo al di sopra dei nostri mezzi”, questo è il ritornello che ci viene ripetuto dai grandi media. Per cui, ora “occorre rimborsare il debito”, ci si ripete mattina e sera, Davvro non abbiamo scelte? Davvero Sarkozyoccorre “rassicurare i mercati finanziari e salvare la buona reputazione”, cioè la “tripla A” della solvibilità finanziaria, a scapito del welfare?

«Non accettiamo questi discorsi colpevolizzanti», scrive “Audit Citoyen”. «Non vogliamo assistere da spettatori alla rimessa in discussione di tutto ciò che ha reso ancora vivibile le nostre società, anche in Europa». Massacro sociale? No, grazie. Prima di maneggiare la scure del “rigore”, è meglio controllare la genesi della crisi: «Abbiamo speso troppo per la scuola e la sanità oppure i benefici fiscali e sociali dopo vent’anni hanno prosciugato i bilanci? Questo debito è stato contratto nell’interesse generale oppure può essere considerato in parte come illegittimo? Chi possiede questi titoli e approfitta dell’austerità?». E poi: «Perché gli Stati devono essere obbligati a indebitarsi presso i mercati finanziari e le banche, mentre queste possono farsi concedere prestiti direttamente e a un costo più basso dalla Banca centrale europea?».

«Non accettiamo che queste questioni siano eluse o affrontate alle nostre spalle da esperti ufficiali sotto l’influenza delle lobbies economiche e finanziarie», sottolinea l’appello di “Audit Citoyen”. «Vogliamo dire la nostra nel quadro di un ampio dibattito democratico che deciderà del nostro avvenire comune». La realtà è allarmante: «In fin dei conti, siamo dei giocattoli nelle mani degli azionisti, degli speculatori e dei creditori oppure Francia, manifestazione per l'audit sul debitosiamo cittadini, capaci di deliberare insieme sul nostro avvenire?». Il comitato francese annuncia una mobilitazione porta a porta: città, quartieri, villaggi, luoghi di lavoro. Obiettivo, la trasparenza: lanciare l’idea di un grande audit del debito pubblico.

E’ un’ottima proposta, scrive il comitato “Rivolta il debito”, che serve per impostare un’altra politica economica, del tutto alternativa a quella avanzata in questi anni dai vari governi che si sono succeduti. Una politica civica e democratica, «improntata alla redistribuzione della ricchezza, alla valorizzazione dei beni comuni, del lavoro, del welfare e dell’ambiente, contro gli interessi del profitto e della speculazione finanziaria: una politica economica per il 99% contro l’1% del pianeta».
... Continua

Da Byoblu considerazioni su quanto vale un'ora di lavoro e la differenza fra le categorie lavorative:

Così uguali, così diversi

Così Uguali Così Diversi Contadino Manager Byoblu Byoblu.com Claudio Messora Stipendi Lavoro Salario Retribuzione

Quanto vale un’ora di lavoro? Dipende. Sette, otto euro se fate le pulizie. Ma anche tremila euro, se fate il super-top-manager di qualche grande banca d’affari. Un’ora di tempo presa a noleggio, ovvero sessanta minuti per 60/70 kg di materiale umano impegnato. Due valutazioni molto, troppo diverse.

E’ giustificato, tutto questo divario? Cosa rende il super-top-manager tanto diverso da un lavoratore agricolo? Prendiamo un alto dirigente della Goldman Sachs di quarant’anni (o un neurochirurgo, o quello che volete voi) e prendiamo un contadino della stessa età. Uno passa tutto il giorno su una scrivania a pensare, l’altro passa tutto il giorno nei campi a sudare. Il primo ha perso il contatto con i dettagli, come è giusto che sia occupandosi di strategie complessive, ma in compenso è come un capitano che traccia la rotta: sa interpretare il corso degli eventi meglio degli altri (o perlomeno dovrebbe). Il secondo supervisiona centimetro per centimetro i suoi terreni, sa come mungere una mucca, sa guardare il cielo e stabilire qual è il momento migliore per la semina.

Quanto ci hanno messo per arrivare dove sono? Quanto gli è costato, in termini di fatica? Ognuno ha fatto il suo percorso, e sono percorsi molto diversi, ma la risposta giusta è una sola: ci hanno messo quarant’anni. Che importanza ha il fatto che uno li abbia spesi sui libri, per sua scelta, e l’altro li abbia spesi nei campi? Entrambi sono diventati molto esperti. L’esperienza si può maturare solo dopo una vita in cui ci si occupa con volontà, costanza e dedizione della stesa cosa, arrivando a coglierne ogni aspetto essenziale fino a padroneggiarlo.
Entrambi dormono poco, si alzano prima dell’alba, lavorano tutto il giorno e vanno a letto tardi. Tutti e due sarebbero totalmente impreparati a ricoprire il ruolo dell’altro, perché ci hanno messo quarant’anni a cogliere le sfumature più sottili del loro lavoro. Così, dipendono strettamente l’uno dall’altro. Il manager ha sacrificato la vita chiuso in una stanza, mentre gli altri giocavano a pallone, e ha speso parte della fortuna di famiglia per pagarsi gli studi. Il contadino ha sacrificato la vita sotto al sole e sotto alla pioggia, rovinandosi le mani e la schiena, e ha investito le fortune di famiglia per comprarsi le macchine agricole e i terreni.

Perché il costo orario del lavoro del manager vale di più del costo orario del lavoro del contadino? Esiste una ragione specifica che non poggi le sue basi su una deriva economico-finanziaria di tipo classista cui siamo talmente abituati da non riuscire neppure più a metterla in discussione?

Io facevo l’informatico. Avevo studiato tanto. Liceo scientifico, università (non conclusa perché sono andato a lavorare prima), corsi e tanta passione spesa sui libri in totale autonomia. Lavoravo negli openspace dei palazzoni di vetro. Definivo i processi informativi e gestionali di grandi aziende che fatturavano milioni di euro. Prendevo spesso l’aereo e giravo l’Europa. Cosa mi rendeva superiore al panificatore mio coetaneo che conosceva tutti i trucchi e i mille modi per fare la pasta per la pizza, per gli sfilatini, per il pane casereccio, per le mantovane, per la focaccia e per tanto altro? Quando ci incontravamo, magari la sera a cena, io lo guardavo ammirato mentre mi spiegava come si facevano i grissini. Lui guardava ammirato me mentre gli spiegavo il significato di object oriented. Cose affascinanti ma, in fondo, per molti versi senza senso. Cosa ci rendeva così diversi? Ma lo eravamo, poi, così diversi?

Qualcuno risponderà che è la legge della domanda e dell’offerta. Iniziamo col dire che non è un discorso di responsabilità, perché la responsabilità di un contadino verso la sua famiglia, verso i suoi campi, verso i suoi animali e verso i consumatori che attendono i suoi prodotti non è inferiore a quella di un top manager nei confronti della sua azienda. Può essere invece un discorso di numerosità? Ovvero: siccome ci sono più contadini che neurochirurghi, il lavoro dei primi vale meno?

Vediamo: perché ci sono meno neurochirurghi? Se un contadino potesse scegliere di far fare il neurochirurgo al figlio, lo farebbe? Forse sì, se non costasse così tanto e se non perdesse un paio di braccia forti nei campi. Allora potremmo dire che sia più semplice per il figlio di un chirurgo fare il chirurgo a sua volta, perché ha più disponibilità economiche e meno vincoli sociali? Ma se è più semplice, allora il valore della sua conquista vale meno. Se è un privilegiato, perché ha potuto scegliere di non fare il contadino, allora un’ora di lavoro del super-top-manager dovrebbe valere meno di quella di un contadino, perché lui ha già ricevuto un vantaggio, ha dovuto fare meno fatica, è partito da una posizione più avanzata rispetto ai blocchi di partenza. Dovrebbe dunque ricevere un secondo vantaggio? Dovrebbe cioè avere innanzitutto una possibilità in più rispetto agli altri – quella di potersi permettere gli studi - e come se non bastasse il suo tempo-lavoro dovrebbe poi essere ricompensato infinitamente di più?

Nel mio mondo ideale, un’ora di tempo è un’ora di tempo. E poiché il confronto tra due professionisti si fa in termini di esperienza maturata, e quindi di un’analoga quantità di tempo impiegato a lavorare duramente (nessuna esperienza si determina con l'ozio), si tratta di un criterio conservativo rispetto al concetto di meritocrazia, perché chi non ha fatto niente nella sua vita non può essere paragonato a chi si è sempre impegnato. Non ha conoscenze e dunque il suo lavoro varrà meno. Però chi ha fatto, e ha fatto in egual misura, non dovrebbe subire discriminazioni in base al livello di manualità del suo lavoro.

... Continua

Dal blog di Beppe Grillo il lancio del nuovo VDAY sulla Costituzione:

Un Vday per la Costituzione

L'Italia è una dittatura partitocratica, della democrazia non ha neppure il profumo.Inutile girarci intorno, il cittadino non conta nulla. Da piazzale Loreto sono cambiate solo le forme del Potere, la sostanza è rimasta la stessa. I partiti si reggono su un tavolino a tre gambe. La prima gamba sono i cosiddetti "rimborsi elettorali" pari a un miliardo di euro, senza i quali i partiti cesserebbero di esistere dopo una settimana. La seconda gamba sono i media, i giornali foraggiati dal finanziamento pubblici, la Rai asservita ai partiti, Mediaset a cui sono state date in concessione le frequenze nazionali per un pugno di euro. La terza gamba è parte della Costituzione, disegnata per garantire l'egemonia dei partiti e l'esclusione dei cittadini dalla cosa pubblica. E' opportuno fare un passo indietro. La Costituzione venne scritta nel dopoguerra dall'Assemblea Costituente dominata da esponenti di tre partiti: la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista e il Partito Comunista. I partiti hanno scritto la Costituzione come un abito su misura. La Costituzione entrò in vigore il primo gennaio del 1948. Non si tenne alcun referendum per confermarla ed è quasi impossibile cambiare un suo articolo senza la volontà del Parlamento, quindi dei partiti.
La Costituzione non prevede referendum propositivi, ma solo abrogativi con il quorum. Il cittadino che rappresenta la "volontà popolare" così celebrata nella Costituzione, non può proporre nulla, solo cancellare. Il cittadino può raccogliere firme per una proposta di "legge popolare", ma il Parlamento non è obbligato a discuterla (come è avvenuto per "Parlamento Pulito" con 350.000 firme lasciate a marcire nelle cantine del Senato). Il cittadino non può votare per un candidato, i segretari di partito decidono per lui chi sarà senatore o deputato. La Costituzione non garantisce la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, questo è un fatto, e quindi in parte va cambiata e sottoposta a referendum confermativo.

... Continua

Da Disinformazione notizie utili per una alimentazione senza carne nè pesce:

I danni della carne o i benefici del vegetarismo?
Franco Libero Manco - Associazione Vegetariana Animalista, in collaborazione con A.B.I.N. (Associazione Bergamasca di Igiene Naturale) - www.vegetariani-roma.it

Spesso qualche nutrizionista onnivoro in fase denigratoria del sistema vegetariano sostiene che non sia la mancanza di carne nell’alimentazione dei vegetariani a dare loro migliore salute ma un più corretto stile di vita che tale scelta comporta, cioè i mangiatori di carne hanno generalmente anche un cattivo stile di vita mentre i vegetariani sono generalmente più attenti al loro benessere. I due aspetti, a mio avviso, sono altrettanto importanti per conservare la salute, però succede che anche se gli onnivori seguono sani stili di vita sono ugualmente soggetti a molte patologie contemporanee, mentre i vegetariani, pur non seguendo sani stili di vita, si ammalano molto di meno.

Le statistiche ufficiali in tal senso fanno riferimento alla condotta comune delle persone onnivore, sia che facciano eccessivo o poco uso di carne, così come le statistiche che riguardano i vegetariani fanno riferimento a tutti i vegetariani non solo ai più virtuosi, cioè compresi coloro che scelgono di non nutrirsi di animali per scelta etica e che spesso trascurano l’aspetto salutistico del problema.

La letteratura scientifica vegetariana e tutti gli scienziati indipendenti hanno ribadito e ribadiscono che le malattie generate dalla carne non dipendono dal fatto che la carne derivi da animali trattati con medicinali, ma che sono le proteine proprie della carne sia che provengano da animali terricoli, da pesci, da latticini o da uova.

Anche se un individuo vive in conformità alle leggi naturali ma mangia carne gli effetti protettivi delle verdure vengono in gran parte neutralizzati dai prodotti carnei. La carne fa male non perché gli animali non sono più allevati allo stato naturale ma perché è un alimento incompatibile con i processi biochimici dell’essere umano per natura fruttariano. E tutto ciò che non è adatto alla nostra alimentazione non può che apportare danni. Se fosse un alimento compatibile il nostro organismo non produrrebbe radicali liberi, leucocitosi, crisi enzimatica, carenza di vitamine, aumento di colesterolo, aumento del battito cardiaco, acidificazione del sangue, prelazione di calcio, uricemia, ipertensione, reumatismo, gotta, cancro..

Non c’è stile di vita in grado di neutralizzare tutti gli effetti deleteri della carne. A tal proposito vale la pena ricordare che le scorie accumulate dagli alimenti troppo ricchi di proteine come la carne, oltre ad acidificare il sangue, sono causa di tutte le manifestazioni uricemiche, di obesità, diabete, calcolosi, reumatismo, nevralgie, dispepsie, eczemi, arteriosclerosi, ipertensione, stitichezza, allergie ecc.. Infatti le leggi di Graham sul cibo elettivo dimostrano che esiste un rapporto preciso e definitivo tra costituzione fisica di un animale e il suo cibo elettivo che è quello che serve al meglio i suoi interessi biologici, psicologici, conservativi e ambientali. In modo più dettagliato riporto le considerazioni del dr. Valdo Vaccaro.

“La carne genera l’aldeide malonica (sostanza cancerogena al 100% che si sviluppa con la cottura della carne, l’acreolina (dalla cottura dei grassi, ultratossica per il fegato), l’adrenalina (dal terrore indescrivibile provato dalle bestiole nei macelli), il dietilsilbestrolo (causatore di cancro all’apparato genitale femminile), l’acido apocolico e il 3-metil-colantrene (composti chimici cancerogeni derivati dal contatto dei prodotti di decomposizione carnea coi nostri acidi biliari, l’acido colico e l’acido disossicolico, il beta-glicoronidasi e l’alfa-deiprossilasi (enzimi cancerogeni derivati da batteri intestinali di carni e pesce crudi), il coprosterolo (sterolo cancerogeno da carne e pesce crudi e cotti), la cadaverina (dall’aminoacido lisina), gli etil e metil-mercaptani (dalla cisteina e dalla metionina), la putrescina-agmatina-tiroxina-fenolo (veleni generati dalla cottura di carne e pesce), il solfuro d’idrogeno e l’acido acetico, l’albumina, la fibrina e la gelatina, derivate dal brodo di carne (causatore accertato di morie a gruppi di cani alimentati a brodo), le ptomaine (sostanze che prendono il nome da ptoma, che in greco significa cadavere), il benzopirene, le nitrosammine e le aflatossine (micidiali cancerogeni), i radionuclidi o radicali liberi, le purine (sostanze azotate derivanti soprattutto dal pesce, anche crudo, anche fresco e anche sanissimo, che fanno aumentare paurosamente l’acido urico nel sangue), indolo, scatolo, acido lattico, alte dosi di colesterolo, trigliceridi e acidi urici, estrogeni ed antitiroidei, sulfamidici, cortisonici, beta-bloccanti, ammoniaca, vaccini ecc.

Inoltre con la frollatura la carne appena macellata subisce il cosiddetto rigor mortis, determinato dalla contrazione delle strutture muscolari, che raggiungono la massima intensità entro 1-2 giorni. Si ha poi una parziale e graduale demolizione delle proteine muscolari e del collagene: questo fenomeno (detto frollatura molto importante per il gusto e la tenerezza della carne) avviene a bassa temperatura e varia in base al tipo di carne: per quelle bovine la durata è di almeno 5 giorni.
... Continua

E a proposito di alimentazione naturale, l'allegra ricetta di VeGanRioT:

Biscotti allo zenzero e cannella (pepparkakor)
autore: Alessandra
20 minuti più il riposo
8 persone
  • 950 g di farina
  • 1 tazza e ½ di zucchero di canna
  • 1 tazza e ¼ di zucchero semolato
  • 2 cucchiai di sciroppo d’agave
  • ¾ di tazza di acqua
  • 300 g di margarina vegetale
  • 2 cucchiai di cannella in polvere
  • 2 cucchiai di zenzero in polvere
  • 1-2 cucchiai (dipende dal gusto) di chiodi garofano
  • Un cucchiaio di bicarbonato
Fate riscaldare l’acqua, lo zucchero di canna, quello semolato e lo sciroppo d’agave in un casseruala di media grandezza. Aggiungete la margarina tagliata in pezzi e fatela sciogliere. Togliete dal fuoco, mescolate e lasciate perdere calore. Aggiungete le spezie e il bicarbonato. Infine aggiungete la farina , mescolando con una frusta. Quando l’impasto inizia a guadagnare consistenza, trasferitelo su di un piano di lavoro infarinato e lavorate con le mani fino a quando non diventa omogeno. Vi sembrerà un po’ troppo lento, ma tenderà a solidificarsi una volta raffreddato. Spolverizzatelo con un po’ di farina e lasciatelo riposare in un luogo fresco, preferibilmente per tutta la notte.
Riprendete l’impasto, trasferitelo sul piano di lavoro e lavoratelo con le mani per farlo ammorbidire. Aggiungete un po’ di farina, se dovesse essere troppo morbido. Stendetelo in una sfoglia sottile con l’aiuto di un matterello e ricavate dei biscotti della forma desiderata. Fateli in forno già caldo a 180°C per circa 6-8 minuti, lasciateli raffreddare e servite.

Da Alessandro Robecchi l'anno 2012 personalizzato:

L’anno che verrà - Un 2012 a scelta

Anche quest’anno vi siete dimenticati di spedire la raccomandata. Il diritto di recesso per la fornitura dell’anno nuovo scadeva ieri, quindi vi beccate il 2012 e zitti. Del resto nessuno sarebbe stato così folle da tenersi il 2011 per altri dodici mesi. In compenso, avete diritto di sapere quale 2012 vi aspetta. Consapevoli che meritate più di un’opzione, vi proponiamo un’ampia scelta di possibilità. Grazie per aver comprato un altro anno da noi.
2012 Tecnico – Fornito nella comoda scatola di montaggio, potrete costruirlo comodamente durante l’anno e vi resterà molto tempo libero per cercarvi qualche lavoro precario in cambio di quello fisso che avete perso. Purtroppo, le istruzioni sono in tedesco e la traduzione in italiano vi costerà un paio d’anni di pensione. Cercate di non perdere i pezzi, potreste trovarvi sul più bello senza il sacchettino di lacrime della signora Fornero, e finire per pensare che chi ci governa non ha niente di umano.
2012 Modello Danese – Sentirete ripetere spesso durante tutto l’anno che dovete diventare come i danesi, cioè licenziabili in ogni momento, ma con un sistema di welfare veramente notevole. Per ora sarà possibile realizzare soltanto la prima parte del piano (licenziabili in ogni momento), e quanto alla seconda fase (un welfare veramente notevole)… amici, dove cazzo credete di essere, in Danimarca? In ogni caso i danesi sono sei milioni e per attuare una simile riforma sarebbe necessario sterminare circa 54 milioni di italiani. Purtroppo Sergio Marchionne è impegnato a Detroit, altrimenti glielo chiederebbero.
2012 Maya Edition – Ma tu metti – dico per assurdo – che si stringe la cinghia tutto l’anno, si paga di più tutto quanto, si va in pensione più tardi, si perdono diritti, si scioglie nell’acido il contratto nazionale di lavoro, aumenta la benzina, l’autostrada, il gas… e poi viene fuori che avevano ragione i Maya. Dico questo per convincervi che Mario Monti è un male minore rispetto alla fine del mondo. Del resto, non avete pensato per qualche minuto, due mesi fa, che era un male minore anche rispetto a Berlusconi?
2012 a comando vocale – Per la prima volta un anno sarà dotato della nuova tecnologia a comando vocale che qualcuno ha già sul suo telefono. Provate a pronunciare, scandendole bene, le parole: “diritti acquisiti” e vedrete comparire sul calendario una simpatica animazione che mima il gesto dell’ombrello. Provate a pronunciare la parola “equità” per sentire una sonora risata. Pronunciando la frase “redistribuzione della ricchezza” non succede niente, ma in fondo lo sapevate, no?
2012 War Time – Questa speciale edizione dell’anno nuovo è particolarmente indicata a chi ha letto qualche libro di storia e sa che in nove casi su dieci si esce dalla recessione con un considerevole sforzo bellico. In pratica, si potrebbe scoprire che per stare meglio a Busto Arsizio o a Caserta conviene bombardare Teheran con la scusa dello stretto di Hormuz. Milioni di persone che non sanno nemmeno dov’è Hormuz potrebbero all’improvviso trasformarsi in esperti di geopolitica. Perché vi stupite? E’ successo lo stesso quando milioni di italiani che faticavano a mettere insieme il pranzo con la cena si sono inteneriti per i grafici di Borsa di Unicredit e Banca Intesa: un chiaro caso di ipnosi. Alternative: la guerra dei ghiacci per la conquista del Polo Nord, o un conflitto Pakistan-Groenlandia. Avendo comprato 130 cacciabombardieri, conviene pensare a come della ammortizzarli, no? Sul fronte interno, qualche porcata dei servizi e un po’ di strategia della tensione funziona sempre
... Continua


Le considerazioni politiche di Enteroclisma:

TASSE SU TASSE

Il piccolo Nicolas contro Cameron ...


DA LUNEDI' MI METTO A DIETA !!

Ormai non ci sono più scuse.
E' arrivato il fatidico lunedì in cui TUTTI promettono di mettersi a dieta dopo i bagordi delle feste.
Ora solo brodini vegetali e insalata, senza pane, pasta, acqua, vino, cioccolata, nutella e torrone.
E guai a chi martedì molla !!!


C'E' SCOPA E SCOPA ...

Che la Befana cavalchi una scopa lo sanno tutti,
ma pochi conoscono le mille esigenze
di una vecchia befana scopaiola ...


APPELLO ALLA NAZIONE

Appello a tutti gli uomini di buona volontà :
centinaia di deputati italiani rischiano - dopo una vita di stenti e privazioni, di morire di fame.
Stipendi da sogno, rimborsi, indennità e perfino trasferte a chi risiede a Roma, non bastano a salvarli dall'indigenza.
Ci rivolgiamo a tutti i pensionati, che rubano allo stato 200 Euro al mese, o ai precari che godono di svariati euro di sussidio disoccupazione, perchè aiutino questi poveri disgraziati nella loro dura lotta quotidiana con la vita.
Grazie di cuore !!











Pillola del giorno: Crozza Kazzenger l'ultima puntata di Italialand del 2011