mercoledì 27 febbraio 2013

Marra a Bersani e Grillo: perché mai non abrogate anatocismo, commissioni di massimo scoperto e accredito tardivo versamenti?

In alto: Immagine tratta da La Papessa


Sono gli uomini che sbagliano o siamo noi donne nel giusto?

In alto: vignetta di Vauro

Evento su Facebook da condividere e far girare!

Appello ai neo parlamentari

Il 15 marzo 2013 dovrebbe essere il giorno dell'insediamento dei futuri parlamentari nostri dipendenti, inviamo a loro queste semplici proposte, chiunque di loro sia e a qualunque partito appartengano, interessa tutti noi e dobbiamo approfittare di questo momento storico, nel nosto paese per la prima volta non abbiamo il Papa, non abbiamo il governo e i parlamentari, e ancora, fra un paio di mesi non avremo nemmeno il presidente della Repubblica, approfittiamone! Il Movimento cinque Stelle ha pubblicato sul sito: http://www.beppegrillo.it/movimento/ l'elenco di tutti gli eletti, cominciamo da loro, sono quasi tutti presenti su Facebook, chiediamo l'amicizia e inviamogli la lettera, condividiamo con i nostri amici invitandoli a spedire la lettera ai nostri dipendenti, se siamo in tanti a farlo forse ce la facciamo a levarci di dosso un dei tanti macigni che gravano sulle spalle delle piccole e medie imprese del paese, immaginate quanto denaro potrebbero investire nella ricerca di nuovi materiali e nelle nuove tecnologie e sono invece costrette a sottostare a questo sistema perverso che rasenta e a volte supera l'usura, grazie a tutti per aver partecipato, ecco la lettera:

Marra a Bersani e Grillo: perché mai non abrogate anatocismo, commissioni di massimo scoperto e accredito tardivo versamenti?

La piccola rivoluzione della Rete comincia ad essere non proprio piccola, lo straordinario risultato elettorale del 25 febbraio 2013 rimarrà nella storia, per la prima volta nel mondo in soli tre anni e solo con la forza della Rete, il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo è arrivato ad essere il primo partito in Parlamento, approfittiamo del momento di euforia e del fatto che le alleanze fra i partiti sono ancora da venire per mandare ai loro siti, blog, pagine su FB ecc. questo appello, dichiarino pubblicamente che presenteranno subito in Parlamento queste semplici proposte, potranno cosi dissolvere e azzerare le voci sulle ambiguità di Gian Roberto Casaleggio e verranno perdonate dal popolo italiano le oscure vicende dell'affare MPS, mandiamo questa letterina a tutti i nostri amici, conoscenti e parenti, io comincio domani e voi?, dal sito NoCensura:



L'avv. Marra con le banconote da 5 euro
"Vere ma false"
Marra a Bersani e Grillo: perché mai non abrogate anatocismo, commissioni di massimo scoperto e accredito tardivo versamenti?

Cari Bersani e Grillo, come fate a parlare di riduzione delle spese e moralità se prima non eliminate l'anatocismo, le commissioni di massimo scoperto e l'accredito differito dei versamenti, con i quali le banche lucrano illegittimamente circa 2 miliardi di euro al giorno a danno della società?

Capite: 2 miliardi al giorno di fronte alle quisquilie che recuperereste tagliando i parlamentari o le auto blu o i 'rami secchi' eccetera?

E come fate a disinteresessarvi del fatto che, ogni 100.000 euro, applicando i tassi anatocistici, cioè addebitando gli interessi ogni tre mesi anziché ogni anno, in dieci anni, le banche prendono 204.000 euro in più di interessi?

E perché non chiedete alla magistratura di smettere di rimanere inerte di fronte al gravissimo illecito rappresentato dalla privatezza della Bance d'Italia, la cui nazionalizzazione – come sapete – risolverebbe ogni problema?

E tu Grillo, perché non mi rispondi quando dico che sono pronto a risolvere io, gratuitamente, il problema di buona parte dei 550 milioni di euro di debiti del Comune di Parma semplicemente facendo causa alle banche creditrici, perché, secondo una giurisprudenza ormai pacifica, sono somme per la più parte non dovute? 

Perché cioè non fate queste cose? Quali arcani motivi lo impediscono?

Alfonso Luigi Marra

SMS
Marra a Bersani e Grillo: perché mai non eliminate anatocismo, commissioni di massimo scoperto e accredito tardivo versamenti, con i quali le banche ci rubano 2 miliardi al giorno? E perché non chiedete alla magistratura di confiscare le quote private di Banca Italia?

Vedi anche: Marra offre assistenza legale a Pizzarotti: "recupera i soldi rubati al comune dalle banche" - Marra offre a Pizzarotti assistenza legale gratuita per far recuperare al Comune di Parma buona parte dei 550 milioni indebitamente pretesi dalle banche.

  Da Informare per Resistere un interessante punto di vista, da non sottovalutare, a maggior ragione per quanto si è detto poc'anzi...:

Due piccoli appunti sullo scenario politico che verrà: cosa cambierà?

- Paolo Franceschetti -

Tsunami grillo. Rischio ingovernabilità. Nuove elezioni. Accordi. Altro governo tecnico. Una nuova  Weimar. Scelte responsabili in nome del paese, dice Berlusconi. Giulietto Chiesa dice addirittura che prevedere cosa succederà è impresa impossibile.
Questi i deliri che si sentono nel dopo elezioni anche se i risultati definitivi non sono ancora noti.
Cosa succederà nei prossimi giorni? Che scenario ci attende? Quanto inciderà il movimento di Grillo nelle politiche del paese?
Noi possiamo anticiparvi lo scenario futuro (anche perché io so leggere i tarocchi, il che mi dà un vantaggio non indifferente rispetto agli analisti politici contemporanei) e togliervi l’ansia dell’attesa con la seguente previsione: una beata minchia.
Succederà né più né meno quello che è successo alle ultime elezioni, ma anche alle penultime, alle terzultime, alle quartultime, fino alle prime elezioni del dopo costituente: niente.
Chiariamo infatti due cose.
Intanto non c’è nessun fenomeno Grillo. Grillo è un fenomeno tirato su forzatamente dai media, e andato su grazie ai poteri che hanno voluto che andasse in parlamento. Quindi Grillo non è un fenomeno, ma è parte integrante del progetto politico che esiste da decenni. Se il potere non voleva che salisse, Grillo non sarebbe stato mai neanche menzionato, e se poi Grillo fosse salito lo stesso nonostante il silenzio, lo avrebbero fermato in altro modo, come Haider in Carinzia. Quindi lo hanno fatto salire al potere per un motivo ben preciso: rendere il paese ingovernabile.
Passiamo allora a chiarire un’altra cosa.
Il paese non è MAI stato governabile. Sono decenni che nessun potere ha mai la maggioranza assoluta e deve sempre ricorrere ad alleanze. Ai tempi del proporzionale la Democrazia Cristiana, che era in genere il partito di maggioranza, doveva allearsi con PSI e partiti minori; non a caso i governi di allora duravano pochi mesi; poi successivamente da quando inaugurarono il maggioritario non cambiò ancora una volta una beneamata minchia, perché Berlusconi per governare ha dovuto sempre accordarsi con altre forze anche molto lontane per contenuti e ideologie come la Lega. L’unica cosa che è cambiata col passaggio dal maggioritario al proporzionale è la durata dei governi in carica, mediamente più lunghi.
Per questo motivo infatti in Italia non ha mai funzionato nulla.
I governi tecnici, che sono in sostanza dei veri e propri colpi di Stato, hanno normalmente accellerato lo sfascio del paese con riforme in genere peggiorative, e chiedendo ad ogni finanziaria sempre “nuovi sacrifici” (dal ’47 ad oggi sono state fatte 65 finanziarie e ad ogni finanziaria puntualmente i governi hanno chiesto sacrifici, con il tono di chi dice: “scusateci, vi chiediamo un ultimo sacrificio, ma poi state tranquilli che dall’anno prossimo vi restituiamo tutto”. Sono oltre 65 anni che ce lo ripetono).
In questo senso anche Berlusconi che diceva di voler restituire l’IMU non è stata una novità; l’unica differenza con i precedenti governi è che lui dice le cose in modo più chiaro di altri politici, quindi si espone più di ogni altro a prese in giro e critiche, ma di fatto ha detto la stessa cosa che ci dicono da sessanta anni.
Il governo Monti è stato un vero colpo di Stato, resosi necessario per accelerare lo sfascio del paese; Monti si è dimesso al solo fine di legittimare una sua nuova elezione a presidente del consiglio, che questa volta sarà accettata dagli italiani perché diranno che la sua elezione è stata legittimata dal voto.
Quindi queste elezioni sono preordinate ad una nuova elezione di Monti, o comunque ad un altro colpo di Stato, questa volta legittimo.
E il Movimento 5 Stelle non rappresenta alcuna novità (dissero la stessa cosa per l’ascesa della Lega, o di altri partiti in passato); rappresenta solo una mossa dell’élite finanziaria al potere (quello vero) per creare maggiore instabilità e quindi permettere ulteriori provvedimenti di emergenza per reagire all’instabilità (non a caso le borse sono a picco dopo i primi risultati).
Dopo queste elezioni, quindi, non cambierà nulla ma ci sarà solo un altro colpo di Stato, probabilmente rimettendo Monti alla Presidenza del consiglio, che dopo essersi beccato insulti e improperi da tutti nei mesi scorsi, questa volta riceverà solo plausi. Mentre quelli che lo hanno criticato in passato potranno sempre dire che lo hanno votato per “senso di responsabilità”.
In linea di massima quindi il colpo di Stato sarà senza carri armati, perché l’italiano medio è furbo, se vedesse i carri armati per le piazze forse capirebbe qualcosa. Se invece gli dici che deve essere responsabile, a quel punto cede ed è disposto a subire pure che il paese vada allo sfascio, come sta succedendo da decenni, senza capire il perché.
 
Certo, alcuni hanno messo in conto che l’italiano medio possa essere troppo furbo, rispetto alle aspettative; e quindi hanno anche pronta la ricetta per la furbizia eccessiva: in caso di necessità sono pronti anche i carri armati.
Basterà far passare i carri armati come un provvedimento d’emergenza per rimediare all’instabilità, e chiamare il provvedimento che autorizza l’invasione armata come “carri armati salva-Italia”, e dopo il fuoco amico, le guerre preventive al terrorismo e agli stati canaglia, dopo la guerra alla Libia per proteggere la popolazione civile, avremo anche i colpi di Stato “salva-Stato”, ovverosia i carri armati salva-democrazia. Magari con i politici più noti, Bersani Berlusconi, ecc., che con aria solenne annunceranno alla nazione che si è resa necessaria una scelta responsabile di tutti i politici degni di questo nome per poter portare governabilità.
Ma in linea di massima non ci sarà bisogno di alcun carro armato.
Perché l’italiano è furbo, sì, ma non tantissimo. Non lo si fotte facilmente, è vero, ma dopo qualche giorno, passato il dopo elezioni, tornerà ad occuparsi di fica e di calcio, oppure della famiglia (perché si sa, l’italiano oltre che furbo è anche altruista e si sacrifica per gli altri, e quindi mette la famiglia avanti a tutto e non ha tempo per informarsi, e chi se ne incula se la società è composta di tante famiglie, prima viene la propria).
Proprio perché l’italiano è furbo, ogni tanto uno o due politici nuovi in parlamento devi pure metterli, se no poi se ne accorge che lo stanno prendendo per il culo. E i politici nuovi ci sono (anche perché la maggioranza dei politici ha oltre settanta anni e – diciamocelo – qualcuno nuovo lo dovevano mettere comunque per ricambio naturale, quindi già che c’erano hanno creato il fenomeno Grillo prendendo due piccioni con una fava). Quindi, forse, niente carri armati, niente black out (tranne quello del cervello), niente di niente, almeno per qualche mese, prima di finire (inevitabilmente) come la Grecia.
Anzi, magari qualcuno potrà pure dire che siamo finiti come la Grecia non perché c’era un progetto a monte partito decine di anni fa, no. Saremo finiti come la Grecia per colpa di Grillo che ha reso ingovernabile il paese. I berlusconiani diranno che è stata colpa di Grillo e dei comunisti; quelli di sinistra diranno che è stata colpa di Berlusconi; i grillini diranno che è stata colpa della classe politica corrotta. E tutti contro tutti andremo allegramente allo sfascio, ballando in coperta come accadde durante l’affondamento del Titanic, ove metaforicamente l’Italia è il Titanic-Concordia, e la coperta sono gli stadi di calcio e i demenziali programmi di Maria De Filippi, Bonolis, Scotti, Fazio & co.

Tradizionale, allegrae gustosa ricetta da VeGaN RioT:

Crocchette di champignons
autore: Paolo

30 minuti
8 persone

  • 500 g di champignons
  • 1 panino vecchio
  • 100 g di tofu al naturale
  • Latte di soia
  • Prezzemolo fresco
  • Pangrattato
  • Pepe
  • Aglio
  • Olio di oliva
  • Olio per friggere
  • Sale marino
Lasciate in ammollo il panino tagliato a pezzi in poco latte di soia. Pulite gli champignons privandoli della parte finale del loro gambo. Lavateli e tagliateli grossolanamente. In una pentola antiaderente, lasciate scaldare in olio di oliva due-tre spicchi di aglio in camicia. Aggiungete i funghi e cuocete, mescolando una tantum, per una ventina di minuti, fino a che non avranno rilasciato tutta la loro acqua e quindi si saranno cotti come si deve. Circa a metà cottura aggiungeete anche il tofu sbriciolato. Ricordatevi a questo punto l’eliminazione dell’aglio, pena a posteriori: venir scambiato per un untore ed appestato allo stesso tempo. Passate al mixer il pane ammorbidito insieme al prezzemolo e metà dei funghi e tofu. Aggiungete il composto del mixer ai funghi rimasti e mescolate bene. Formate con le mani una quindicina di palline e rotolatele nella panatura preferita; dato che il mio pangrattato era finito ho usato della farina di polenta, creando un risultato cromatico non proprio esaltante… Direi che potete andare con il pangrattato, decisamente. Fate scaldare l’olio e tuffate le crocchette cinque per volta, cuocendone ogni lato per due-tre minuti. Scolate su carta assorbente e servite calde.

Il punto di vista di Roberto Mangosi:

SPORCO OSTINATO

Alcune macchie sono difficili da togliere.
E se ci provi 
lo sporco si spande anche sul pulito ...

 

DOPO SECOLI CHE NON SI VEDEVA ...

Avete mai sentito - in vita vostra - 
qualcuno che abbia ammesso 
di aver perso le elezioni ??
Questa volta l'abbiamo trovato !!

 


 



lunedì 25 febbraio 2013

Mobili per Ufficio - Abf e Il Papiro Art i colori e l'arte nel grigio dell'ufficio.

 In alto: Immagine tratta da la Fata Nera

Il proprietario della macchina targata "New York BL 7583674589999999999999473628847456578954125963657784", è pregato di spostarla. La sua targa sta bloccando il traffico.

Mobili per Ufficio -  Abf e Il Papiro Art i colori e l'arte nel grigio dell'ufficio.

Un'azienda storica nel panorama del mobile per ufficio, ABF di Teramo, da oltre cinquanta anni produce arredamenti metallici per gli uffici e l'archiviazione, progetta e realizza pareti divisorie e attrezzate, propone il "Contract" lavori specialistici anche su misura di uffici, sale conferenza, sale multimediali e tutto quello che occorre nella realizzazione di progetti "Chiavi in mano", l'azienda promuove l'introduzione all'interno degli uffici prodotti come armadi e cassettiere metalliche, robusti e affidabili che durano nel tempo, esenti da emissioni di formaldeide ed ecocompatibili poichè una volta dismessi possono essere interamente riciclati, nonostante ciò gli arredi metallici stentano a essere accettati dalla clientela dal momento che vengono recepiti come prodotti freddi, grigi e tristi, da oggi non sarà più cosi'! Abf e Il Papiro Art propongono l'arte e una cascata di colori all'interno dell'ufficio, un progetto ambizioso che muove i primi passi in questi giorni, nelle prossime settimane daremo maggiori dettagli e informazioni su questa colorata e allegra iniziativa, qui di seguito trovate alcuni prodotti da ufficio della Abf e alcune opere de Il Papiro Art, immaginate come potrebbe essere il vostro ufficio con arredi decorati, personalizzati ed esclusivi.




Armadietti metallici

Opera pittorica de Il papiro Art


Cassettiera metallica

Opera pittorica De Il papiro Art

Opera su tavolo de il Papiro Art

I soli de Il Papiro Art

Oggi si chiude la tornata elettorale, si prevede un risultato sorprendente e rivoluzionario, Internet entrerà in Parlamento con il Movimento Cinque Stelle, un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica, aldilà delle percentuali che il Movimento riuscirà a ottenere, sarà comunque una piccola rivoluzione, dal blog di Beppe Grillo:

Parole guerriere

Cercavamo una porta per uscire. Eravamo prigionieri del buio. Pensavamo di non farcela. Ci avevano detto che le finestre e le porte erano murate. Che non esisteva un’uscita. Poi abbiamo sentito un flusso di parole e di pensieri che veniva da chissà dove. Da fuori. Da dentro. Dalla Rete, dalle piazze. Erano parole di pace, ma allo stesso tempo parole guerriere. Le abbiamo usate come torce nel buio, come chiavi da girare nella serratura per andare altrove, in posti sconosciuti, verso noi stessi. E ora siamo fuori, siamo usciti nella luce e non ci siamo ancora del tutto abituati. Stringiamo gli occhi e, anche se sappiamo che stiamo percorrendo l’unica via possibile, abbiamo qualche timore, ed è normale. Quello che sta succedendo ora in Italia non è mai successo prima nella storia delle democrazie moderne. Una rivoluzione democratica, non violenta, che sradica i poteri, che rovescia le piramidi. Il cittadino che si fa Stato ed entra in Parlamento in soli tre anni. Abbiamo capito che eravamo noi quella porta chiusa, che le parole guerriere erano da tempo dentro di noi, ma non volevano venire fuori, pensavamo di essere soli e invece eravamo moltitudine. E adesso siamo sorpresi che così tante persone a noi del tutto sconosciute avessero i nostri stessi pensieri, le nostre speranze, le nostre angosce. Ci siamo finalmente riconosciuti uno nell’altro e abbiamo condiviso parole guerriere. Parole che erano state abbandonate da tempo, di cui si era perso il significato, sono diventate delle armi potenti che abbiamo usato per cambiare tutto, per ribaltare una realtà artificiale dove la finanza era economia, la menzogna era verità, la guerra era pace, la dittatura era democrazia. Parole guerriere dal suono nuovo e allo stesso tempo antichissimo, come comunità, onestà, partecipazione, solidarietà, sostenibilità si sono propagate come un’onda di tuono e sono arrivate ovunque annientando la vecchia politica. Siamo diventati consapevoli della realtà. Sappiamo che possiamo contare solo sulle nostre forze, che il Paese è in macerie e che quello che ci aspetta sarà un periodo molto difficile, ci saranno tensioni, problemi, conflitti, ma la via è tracciata. L’abbiamo trovata questa via e ci porta verso il futuro, un futuro forse più povero, ma vero, concreto, solidale e felice. C’è una nuova Italia che ci aspetta. Sarà bellissimo farne parte.

Alcune considerazioni sul Movimento Cinque Stelle, da Informare per Resistere:

Grillo riempie Piazza San Giovanni: l’Italia è cambiata. Bisogna accompagnare il cambiamento

- di Rodolfo Ricci -

Ho assistito via web all’intero evento conclusivo dello Tsunami tour in una stracolma Piazza San Giovanni, a Roma (e insieme a me lo hanno seguito altre 3.000 persone da questo sito che un anno fa è nato con l’incitazione a cambiare il mondo, perchè il mondo cambia, grazie a Dio o nostro malgrado). Più di Grillo, che non è un capo carismatico, ma casomai un capo enzimatico, mi hanno colpito le ragazze e i ragazzi che lo hanno preceduto, in particolare i loro messaggi; messaggi di buon senso, immediatamente comprensibili, quasi ecumenici in buona parte e, per il resto, la maggioranza, rivendicazioni che ricalcavano per filo e per segno quelli dei movimenti degli ultimi 15 anni, passando per Porto Alegre e Genova.
Si può eccepire che essi siano stati pronunciati senza il rigore intellettuale e l’impostazione della voce che ne nobilita i contenuti, ma questa è una considerazione che lasciamo ai puristi della lingua. Si può eccepire il richiamo forse eccessivo alla meritocrazia e alla competenza, ma esso si applica ad ogni contesto e magari il fatto nuovo è che non corrisponde più (vivaddio) al marchio dell’università che si è frequentata e quindi al censo.
Acqua bene comune, no alle grandi opere, approccio al territorio, commercio a km zero e sovranità alimentare, sovranità e sostenibilità energetica ed ecologica, no debito, centralità della piccola impresa come fattore di democrazia economica, costruzione europea sottoposta ai referendum popolari, critica della casta e al contempo della delega che la produce, costruzione partecipata del programma e delle proposte legislative, trasparenza, riduzione della durata del mandato parlamentare e dei relativi emolumenti, uso della rete come nuovo luogo di discussione e partecipazione orizzontale, ed infine reddito di cittadinanza, ecc. ecc., sono argomenti ampiamente condivisi: su uno di questi, l’acqua pubblica, si sono espressi a favore 28 milioni di italiani. (Senza le dovute conseguenze democratiche).
beppe grillo - tsounami tour-2
L’armamentario ideologico del M5S corrisponde in grande parte a quanto i movimenti di critica al neoliberismo e alla globalizzazione hanno saputo elaborare negli ultimi 2 decenni.
Grillo, dal canto suo, esibisce tutta la potenza di fuoco che scaturisce dalla critica alla casta (cosa che fa anche Monti) e alla compenetrazione e subalternità della politica ai grandi potentati economico-finanziari, sintetizzata nella teoria dei maggiordomi (cosa che Monti non fa, ovviamente).
Cosa c’è che non va, da un punto di vista di sinistra ?
Certo, l’attacco indistinto ai sindacati, ma se abbiamo visto Bonanni far parte integrante dell’allegra compagine dei Monti e Montezemoli, qualche riflessione, decisiva, in questo ambito si impone. Difficilissimo fare finta di niente e continuare con la litania di un’unità sindacale a prescindere.
Il problema vero è che a sinistra non vi è stata la capacità (e la volontà) di tradurre a livello politico le lotte di resistenza e le elaborazioni dei movimenti sociali che si sono susseguiti in questi decenni. L’unica vera novità emersa nel paese che era stata in grado di portare in piazza milioni di persone in una trasversalità produttiva e geniale.
... Continua

Sempre sul Movimento Cinque Stelle il commento di Luogocomune:
Beppe Grillo, i media e le «reti di fiducia»
di Gennaro Carotenuto
Il fatto che Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle rifiutassero la stampa ieri a San Giovanni per il trionfo romano, è stato stigmatizzato in tutte le salse. Nella migliore delle ipotesi è stato considerato poco democratico, nella peggiore è stato dato loro del fascista. Da critico di Grillo non solo non condivido tali accuse ma ritengo indispensabile dire la mia in merito.

1) I media mainstream, quelli italiani nel 99% dei casi, rappresentano plasticamente quello che Noam Chomsky chiama «la fabbrica del consenso» e vivono in osmosi con il mondo politico e le classi dirigenti. Per compiere il loro lavoro di squadrismo mediatico (basti pensare a quello che hanno fatto con i movimenti, a Genova, con i NoTav o, allargando il campo, con la sistematica diffamazione dei governi progressisti latinoamericani) credono di poter demonizzare sistematicamente personaggi, movimenti, sistemi culturali per poi pretendere, con un cinismo senza pari, che chi hanno messo alla berlina fino a 30 secondi prima debba subito dopo comportarsi con fair play nei loro confronti. Non funziona così. Non stringerò la mano a chi mi avrà riempito di calci per tutta la partita o colpito sistematicamente sotto la cintura, con l’arbitro che fa finta di non vedere. Non siete neutrali, non siete più il quarto potere, la spina dorsale della democrazia, siete i tutori di un sistema informativo oligopolico chiuso a riccio nella difesa di un sistema di privilegi. Se giocate sporco nei miei confronti -ha detto Grillo- non è scritto da nessuna parte che debba porgere l’altra guancia ...

... anche e soprattutto perché con le nuove tecnologie -ed è il secondo punto- siamo usciti dalla dittatura mediatica per la quale o sono vostro sodale o siete in grado di condannarmi al silenzio. La società, la democrazia, l’opinione pubblica non può fare a meno di comunicare ma, oggi, può fare a meno di voi.

2) Quando l’11 marzo 2004 l’intero complesso mediatico spagnolo, destra e sinistra unite nella lotta, collaborarono a diffondere la menzogna di José María Aznar, che aveva interesse a raccontare che gli attentati di Madrid fossero stati commessi dall’ETA invece che da Al Qaeda, i cittadini si ribellarono ribaltando il risultato delle elezioni politiche della domenica successiva. Lo fecero con i «media personali di comunicazione di massa», utilizzando Internet, i blog, le reti sociali per informarsi, ma soprattutto facendo rete con il più diffuso e semplice di tali media, il telefonino. Lo fecero, secondo Manuel Castells, attivando quelle «reti di fiducia» per le quali «se io mando un SMS a dieci persone e ognuno di loro lo gira a dieci amici, nel giro di pochi minuti potremmo avere lo stesso o addirittura più impatto di quanto ne può avere la televisione perché tali reti sono selettive, si dirigono a persone che si conoscono». Rispetto alla pretesa dei disinformatori di professione di orientare a loro fini l’opinione pubblica, i cittadini spagnoli furono in grado di replicare spostando in poche ore il voto del 21% degli elettori sdegnati dalla manipolazione del governo e della stampa. Quella dell’11-14 marzo 2004, continua Castells «è stata una specie di rivolta etica che ha sorpreso tutti, inclusi gli stessi media. Non è stata una rivolta contro un partito o a favore di un altro. È stata una rivolta per la verità e contro la menzogna».


La consueta ricetta allegra e fantasiosa di VeGaN RioT:
Gnocchi alla Romana ai funghi
autore: Paolo

30 minuti
2 persone
  • 40 g di semolino
  • 300 latte di soia 
  • Funghi secchi
  • Aglio
  • Erba cipollina
  • Sale marino
  • Olio di oliva
Lasciate i funghi secchi a reidratarsi in acqua per una decina di minuti abbondanti. Mettete il latte di soia in una pentola con un pizzico abbondante di sale ed un filo dolio; lasciate riscaldare. Quando il latte sta iniziando a bollire, aggiungete a pioggia il semolino e mescolate con un frusta energicamente fino a che il liquido diventa solido; lasciate cuocere sempre mescolando per qualche minuto quindi levate dal fuoco. Versate il semolino su una teglia umida e livellate aiutandovi con una spatola. Lasciate raffreddare completamente. Nel frattempo scolate i funghi, riscaldate in una padella abbondante olio, rosolatevi lo spicchio d’aglio in camicia lievemente schiacciato, quindi versate i funghi e lasciateli cuocere per una decina di minuti, fino a quando non risulteranno teneri; aggiungete un paio di fili di erba cipollina tagliati finemente.
Con l’aiuto di un coppapasta ricavate dal semolino degli gnocchi. Adagiate gli gnocchi su una placca da forno unta d’olio e spennellatene ulteriormente anche la loro superficie. Passateli al forno ben caldo per un decina di minuti. Servire caldi, accompagnandoli ai funghi.
Gli gnocchi sono tondi ovviamente, ma ci siamo mangiati anche le parti meno artistiche che non compaiono in fotografia…

Le miserie di casa nostra raccontate da Roberto Mangosi:

IL SILENZIO E' D'ORO

C'era da aspettarselo.
Il lupo che ha cambiato il pelo 
non riesce a cambiare il vizio 
e spara insulti alla magistratura, 
prolungando la sua campagna denigratoria 
e diffamatoria ben oltre i limiti consentiti 
dalla legge e dal buon senso.



ESCA VIVA

Le frottole elettorali 
sono il pane quotidiano di certi personaggi che, 
nonostante tutto, riescono ad abbindolare 
un gran numero di persone.
I creduloni, sfortunatamente, 
sono ancora una grande forza in Italia.
E così, grazie all'ultima fantasia 
di un personaggio di cui già conosciamo le gesta, 
tanta gente ha abboccato all'amo 
di una promessa 
chiaramente impossibile da mantenere.
Una sola parola: 
VERGOGNA !!




 

 



venerdì 15 febbraio 2013

Arredi e Design Made in Italy e arte della decorazione in resina.

In alto: Immagine tratta da La Papessa


Mi è capitato spesso di finire su un calendario. Ma mai per una data precisa.

Arredi e Design Made in Italy e arte della decorazione in resina.(L'Industria incontra l'arte).

Finalmente siamo riusciti a organizzare l'evento a Roma di cui si parlava nel precedente post, un evento nel quale abbiamo avuto il piacere di presentare alcuni prodotti industriali Made in Italy delle aziende Ibebi Design e Sedys decorate dagli artisti del laboratorio di arti e mestieri Il papiro Art;
E' stato un evento straordinario con la partecipazione di oltre trecento persone, nel corso del quale  abbiamo evidenziato come sia possibile coniugare l'arte con il prodotto industriale di qualità, di seguito le foto del tavolo ribaltabile serie Magno della Sedys e la seduta in polipropilene riciclabile al 100% serie Hoth della Ibebi Design, due eccellenti esempi di come sia possibile realizzare opere d'arte in un contesto di prodotti di serie, l'intento è di far incontrare l'arte all'interno di spazi abitativi e spazi adibiti al lavoro.


Zeno Malgeri brinda all'evento con alle spalle la parete decorata da Il papiro Art.
Tavolo ribaltabile decorato da Il papiro Art.

Piano tavolo ribaltabile decorato da Il papiro Art.
Seduta Hoth prodotta da Ibebi Design e decorata da Il papiro Art.

Retro seduta decorata.

Seduta vista di tre quarti con decorazione de Il papiro Art.
Nelle prossime settimane vorremmo sviluppare e promuovere questi concetti innovativi e straordinari. 


In piena campagna elettorale è utile leggersi le considerazioni di Informare per Resistere:

ASINO CHI LI ASCOLTA 

- di Stefano Davidson -

Autointervista pre-elettorale
 
- Ma come in piena campagna elettorale non scrivi più?
- No, non ho più niente da dire , quello che dovevo dire l’ho già scritto tutto più e più volte.
- Ma proprio ora che Monti parla, e con lui Belusconi, Bersani e tutta la Corte dei Miracoli che gli ruota attorno, proprio ora che puoi ribattere punto su punto tu non scrivi?
- No. Non scrivo proprio perché quelli parlano, e mi sembra che se gli italiani sono dotati di una memoria media e di una dose d’intelligenza minima, non c’è bisogno che io scriva niente, stanno facendo tutto da soli quelli lì.
 - Nel senso?
- Nel senso che immagino che ormai anche il più sprovveduto dovrebbe aver capito quante balle sparano, quanti voltagabbana riescono a fare in una giornata, e da questo dovrebbe aver dedotto che è perfettamente inutile ascoltarli.
- Ma tutti, proprio tutti?
- Quelli che i media lasciano parlare fino a far trabordare gli schermi televisivi e le colonne dei giornali delle loro presenze: Monti, Berlusconi, Bersani, Ingroia, Giannino, Casini, la Lega e tutti gli altri cazzari che continuano a prenderci per i fondelli.
- Ma come? Anche Ingroia? anche Giannino? Ma non sono novità politiche?
- Se per novità intendiamo uno che alle spalle, dietro alla sua faccia da magistrato in aspettativa si porta un carico da 12 di vecchi parlamentari tipo Di Pietro, Diliberto, Ferrero, Monelli… ho qualcosa da eccepire!
Se poi parliamo dell’altro che con i suoi compari, Boldrin in testa, vuole  procedere, in caso di elezione, alla dismissione dei beni immobili dello Stato così come cedere le quote del Ministero del Tesoro di Eni, Enel, Finmeccanica, ecc. ho decisamente ancora più riserve!
Infatti mi chiedo e ti chiedo: ma secondo te perché vogliono vendere anzi svendere aziende di proprietà dello Stato (cioè NOSTRE) che producono  attivi, e quindi compensano un debito pubblico di identico valore e di conseguenza lo annullano per pari importo? Perché svendere Aziende pubbliche che danno dividendi annui? Perché svendere?
Ma non è lo stesso che voleva fare Monti e la sua compagnia di matti della spending review?

Non sarà perché ad esempio Boldrin lavora per la FEDEA? Ovverossia un’emanazione del Banco de Espana? Cioè la Banca Centrale Iberica? Sarà quindi per questo che Giannino e Boldrin hanno dichiarato che nei loro progetti: “una volta che Mps sarà risanata da banchieri di garanzia e indipendenti, dovrà essere rilanciata sul mercato, venduta preferibilmente ad acquirenti stranieri e non fusa con altri Istituti italiani: bisogna che ”non finisca in mani italiane in modo da aumentare la concorrenza di questo mercato nel Paese?”
Ci siamo capiti perché NON sono novità politiche?

- Ho capito. Quindi non scrivi più nulla?
- Scrivo solo un ultima cosa, qui adesso, già scritta e riscritta mille volte da un anno a questa parte , ma visto che insisti ripuntualizzerò:
“NON È CONCEPIBILE PENSARE CHE UNA PERSAONA SANA DI MENTE VOTI UNO QUALUNQUE DEI PERSONAGGI CHE SONO STATI IN PARLAMENTO NEGLI ULTIMI SESSANT’ANNI E CI HANNO PORTATO A QUESTO LIVELLO. CERTO, C’È CHI OBIETTERÀ CHE CE LI SIAMO VOTATI E CE LI SIAMO CERCATI, E PROBABILMENMTE È VERO, MA QUESTO NON VUOL DIRE CHE SI DEBBA CONTINUARE VISTO CHE ORA COSTORO, E SOPRATTUTTO QUELLI DEGLI ULTIMI VENT’ANNI CI HANNO PORTATO AL “GOVERNO MONTI” AL GOLPE FINANZIARIO, ALL’ASSERVIMENTO TOTALE ALLE BANCHE E HANNO RIDOTTO IL PAESE SUL LASTRICO CAUSANDO CON UNA POLITICA OMICIDA (NO, NON SUICIDA, TROPPO COMODO, OMICIDA E CRIMINALE AGGIUNGO) LA CHIUSURA DI 1000 AZIENDE AL GIORNO E TUTTO QUELLO CHE SAPPIAMO TROPPO BENE ANDARGLI DIETRO, DALLA DISOCCUPAZIONE, AI SUICIDI, ALLA PERDITA DELLE CASE ETC… ETC… ETC…
COLORO CHE HANNO APPOGGIATO DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE LA “DITTATURA MONTI” SONO RESPONSABILI DEKLLA RATIFICA DI UN TRATTATO COME IL M.E.S. UNA NUOVA MACCHINA PRESTASOLDI, CHE INTERVERRÀ CON INGENTI SOMME PER COPRIRE I BUCHI DI DEBITO PUBBLICO DEGLI STATI A CUI L’ITALIA DOVRÀ VERSARE LA BELLEZZA DI 125,3 MILIARDI DI EURO. COME FUNZIONA QUESTA MACCHINA È SPIEGABILE IN QUATTRO E QUATTR’OTTO ANCHE A UN BAMBINO:

 Anche saper cucinare è un'arte, se non vengono utilizzati esseri viventi e loro derivati i piatti sono ancora più buoni, una allegra ricetta di VeGaN RioT:

Fregula Sarda con le Fave

25 minuti
2 persone
  • 180 g di fregula sarda
  • Una tazza di fave fresche sgusciate
  • Una tazzina di passata di pomodoro
  • Finocchietto selvatico
  • Vino bianco secco
  • ½ cipolla bianca
  • Olio di oliva
  • Sale marino
Mettete sul fuoco un paio di pentole d’acqua salata; in una bollite per 5-6 minuti le fave, nell’altra successivamente, la fregula sarda per 10 minuti (o quello che indica la confezione).Scolate le fave. Tagliate finemente la cipolla e fatela stufare un 4-5 minuti in un tegame con un filo d’olio. Aggiungete quindi le fave. Dopo qualche minuto sfumate con una spruzzata di vino bianco secco, lasciate evaporare, quindi versate una tazzina di passata di pomodoro e mezza d’acqua. Aggiungete del finocchietto selvatico pulito e tritato grossolanamente. Lasciate ridurre per una decina di minuti. Salate. Scolate la fregula e aggiungete al sugo di fave, mescolando energicamente. Mi rendo conto che per un sardo possa suonare un po’ oltraggioso mescolare uno dei classici tipici come la fregula con il legume nemico pubblico numero uno di tutta l’isola… sapete com’è, era stagione di fave e c’era questa confezione di fregula in dispensa che stava li già da un po’…

 

Da Roberto Mangosi le ultime notizie sulle miserie nostrane:

ATTENZIONE ALLA TESTA DI SASSO

Un corpo celeste si avvicina 
minacciosamente alla Terra.
Un nuovo impatto sarebbe devastante ...

 

OGNI PROMESSA E' DEBITO ( PUBBLICO )

Morto un papa se ne fa un altro.
... Ma se non è morto ???