In alto: Immagine tratta da
La Papessa
Non piangere mai per un uomo, ti sbava il trucco e... il mio mascara vale più di uno stupido maschio!
Marilyn Monroe
Finalmente svelata la vera natura del progetto politico parlamentare del M5s. Ecco che cosa veramente fanno in parlamento.
Finalmente una buona notizia, sotto la spinta dei neo parlamentari del M5S il governo Monti è stato costretto a promulgare il decreto che sblocca la prima tranche di 40 miliardi dei debiti contratti dalla pubblica amministrazione nei confronti delle PMI, (Debiti Stato, ok sblocco fondi per pagare imprese: “40 miliardi in 24 mesi”. Approvato
il decreto per il pagamento della prima tranche di quanto dovuto alle
aziende dallo Stato. Grilli: "Pagamenti possibili già da lunedì"). Questo risultato è stato possibile grazie alla determinazione, alla tenacia e la pignoleria dei deputati e senatori cinquestellati, i quali è bene puntualizzarlo, non sono nè di destra nè tantomeno di sinistra, loro sono "oltre" gli schieramenti e le ideologie, lavorano per il bene di noi cittadini, è questo il loro compito, vigilare e costringere il Parlamento a legiferare soprattutto sui punti del loro programma, e per ottenere questi risultati non è necessario che si formi il nuovo governo come da settimane sostengono PDL, PD e gli altri partiti, amplificati dai megafoni dei giornali e delle televisioni, lo spiega in maniera esauriente il filosofo Paolo Becchi in questo articolo; La nuova trappola(... la tesi secondo la quale il Parlamento non potrebbe istituire le
Commissioni permanenti senza prima la formazione di un nuovo Governo è
radicalmente priva di fondamento. È una sciocchezza, né più né meno
delle sciocchezze che, per più di un mese, sono state sostenute contro
la prorogatio). I deputati e senatori del M5S pretendono che si installino da subito le Commissioni parlamentari per poter iniziare finalmente a lavorare e lanciano questo avvertimento:

E' questa la grande e stupefacente novità che questi ragazzi hanno portato nelle oscure e maleodoranti stanze di palazzo Madama e di Montecitorio, una sana fresca e profumata aria di trasparenza e di pulizia, e gli altri partiti dovranno adattarsi obtorto collo alle giuste e sacrosante loro richieste, è il primo passo della rivoluzione a bassa intensità che tutti noi cittadini aspettavamo da decenni, parlamentari giovani e preparati, presenti su FB, con i quali è possibile dialogare e farsi sentire, non è mai successo in sessanta anni di storia repubblicana, e sono pericolosi... leggere per credere:
di Sergio Di Cori Modigliani
Il dovere dell’informazione.
Questo sito è riuscito a procurarsi un documento inoppugnabile –che
alla prova dei riscontri è risultato legale- il quale dimostra nei
fatti, e lo svela alla cittadinanza, la vera natura del progetto
politico del M5s. Ormai, non è più possibile far finta di nulla e va
quindi diffuso, pur consapevoli che desterà in più di una coscienza
diversi interrogativi, che consigliamo a tutti di porsi durante il week
end, facendo funzionare il proprio cervello in piena autonomia.
L’evento si è verificato ieri in parlamento.
Approfittando del fatto che la maggior parte dei deputati, sia
piddini che pidiellini, erano tutti presi da Ruby che farfugliava una
sceneggiatura sulle scalinate del palazzo di giustizia a Milano, mentre
l’attenzione dei media, delle istituzioni, della classe politica
dirigente, era imperniata a cercare di analizzare il frutto del prodotto
intellettuale dei Saggi Signori, una pattuglia di neofiti, eletti
quaranta giorni fa nelle liste del M5s, ha tentato una sortita, peraltro
legale e consuetudinaria.
A dire il vero, la “colpa” è di due donne: la deputata Maria Edera
Spadoni e la senatrice Elisa Bulgarelli. Loro sono le due prime
firmatarie e quindi spetta a loro la responsabilità di essere
identificate e rubricate come le firmatarie della interrogazione
parlamentare al governo.
E’ iniziata così, con una semplice domanda
: “Quali azioni intende mettere in campo il governo italiano per recuperare subito i 98 miliardi di euro evasi dalle slot machines?”. Le
due relatrici, che si rendevano conto della totale indifferenza dei
rappresentanti del governo, hanno osato andare avanti nella loro
richiesta. “
A fronte di un costo sociale così elevato ed
esorbitante e delle sempre più numerose patologie dovute al gioco
d’azzardo, il governo non ritiene opportuno vietare su tutto il
territorio nazionale la diffusione e la distribuzione degli apparecchi
di slot machines, videolottery e i giochi d’azzardo on-line?”. Accorgendosi
che non c’era nessuno disponibile all’ascolto fisico, l’interpellanza è
stata presentata ufficialmente sotto forma scritta, firmata da 61
parlamentari. In tal modo, viene rubricato come atto parlamentare
formale. Tale domanda-interpellanza impone al governo una immediata
risposta, sia da parte del ministro degli interni che da parte del
ministro del Tesoro e del primo ministro attualmente in carica, il
dimissionario prof. Mario Monti, il quale è in carica “solo per gestire
gli affari correnti”. Appunto. Questi 61 parlamentari hanno specificato
che, in questo caso, si tratta, per l’appunto di “un affare corrente”:
urge trovare i 100 miliardi di euro per consentire alla Pubblica
Amministrazione di saldare in toto al 100% i debiti che hanno contratto
con i fornitori, in modo tale da consentire alle aziende in crisi di
credito di poter riavviare un percorso virtuoso dell’economia.
Nel documento dell’interrogazione parlamentare si spiega come “
nel
2011, il mercato italiano del gioco d’ azzardo ha raccolto, al netto
dei premi erogati, 18,4 miliardi di euro, pari al 4,4% del mercato
mondiale e oltre il 15% di quello europeo. Secondo il Conagga
(Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’ Azzardo), a fronte di
una netta riduzione dei risparmi delle famiglie e della spesa per
alimenti a causa della crisi economica, nel 2011 la spesa sul gioco
d’azzardo e’ cresciuta del 30% rispetto al 2010. Secondo una
rielaborazione dei dati AAMS del 2012, la spesa annua pro capite sul
gioco d’azzardo e’ di 1703 euro e per il CNR, il gioco d’ azzardo
coinvolge il 58,1% dei maschi tra i 15 e i 19 anni e il 36,8% delle
ragazze“.
Non contenti del loro folle ardire, i firmatari della interrogazione parlamentare hanno spiegato come “
di
fronte ad un aumento della spesa sul gioco d’azzardo, le entrate per
l’erario hanno visto una riduzione di circa il 10% rispetto allo stesso
periodo dell’anno precedente, e secondo le indagini della Guardia di
Finanza, ammonta ad oltre 98 miliardi di euro l’evasione fiscale di
alcune societa’ concessionarie di slot machines, dei quali solo una
minima parte e’ stata ad oggi recuperata”. Un caso questo, nato dalle
inchieste del colonnello Rapetto, che aveva denunciato con forza gia’
dal 2007 lo stato delle cose e che fu rilanciato pubblicamente nel V day
‘Parlamento Pulito’ del 2007 da parte di Beppe Grillo“.
Il documento prosegue nella disamina del problema e conclude nel seguente modo:
“
Chi vede nel gioco d’azzardo diffuso e liberalizzato un
fattore economico positivo per il Paese si sbaglia di grosso dato che il
rapporto 2011 della Corte dei Conti dice e spiega che il consumo dei
giochi interessa prevalentemente le fasce sociali piu’ deboli’ e,
secondo Conagga, gioca di piu’ chi ha una minore scolarizzazione.
Secondo una stima della stessa associazione che tiene conto dei costi
sanitari, dei costi indiretti e dei costi per la qualita’ della vita”
(sono sempre la Spadoni e la Bulgarelli a spiegarlo) “i costi sociali
complessivi causati in Italia dai giocatori d ‘azzardo patologici sono
stimabili tra i 5,5 e i 6,6 miliardi di euro, andando percio’ ad
assorbire gran parte delle risorse incassate dall’erario. I soldi che le
famiglie spendono nei giochi vengono tolti dai consumi, provocando un
danno indiretto per le casse dello Stato dovuto alla ‘mancata’ Iva
incassata, quantificabile, secondo Conagga, in 3,8 miliardi di euro ogni
anno. Gli apparecchi, quali slot machines e videolottery, raccolgono il
54% del fatturato complessivo e, grazie alle loro caratteristiche quali
minore lasso di tempo fra una partita e l’ altra, l’assenza di
relazioni umane, la spazialita’ e temporalita’ diffusa e gli stimoli
visivi e sonori, risultano essere i maggiori responsabili d’ instaurarsi
di dipendenze“.
Chiudono l’interrogazione parlamentare chiedendo “formalmente e
ufficialmente” al governo in carica di provvedere immediatamente a far
valere l’applicazione della Legge per fare in modo che l’erario si
riappropri dei 98 miliardi di euro che sono stati fin qui evasi dai
gestori delle slot machines. Tra i firmatari di tale documento vi sono i
seguenti eletti, alla Camera: Spadoni, Dell’Orco, Ferraresi, Sarti, Di
Stefano, Bernini, Dell’Osso, Mucci, Colletti, Cominardi, Giordano,
Tacciono, Grande, Di Battista, Sibilia, Scagliusi; e al Senato della
Repubblica: Bulgarelli, Mussini, Montevecchi, Gambaro, Taverna, Scibona,
Cioffi, Martelli, Puglia e altri.
Sappiamo anche i nomi e i cognomi, adesso.
In nessun organo di stampa, in nessuna televisione, nessun
giornalista ha dato notizia di questo fatto. Nelle consuete rubriche
della Rai (parlamento oggi, novità in parlamento, che cosa dice il
parlamento, transatlantico) non si è trovato cenno a tale
interrogazione. Sono consapevoli della pericolosità di simili
affermazioni e quindi hanno ritenuto opportuno che il paese non debba
sapere che cosa stia accadendo nel parlamento italiano.
Si vede da questi comportamenti che gli eletti del M5s non sanno fare
politica e sono ingenui, come sostengono i loro detrattori. Forse non
sanno che dodici anni fa, Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Gianfranco
Fini e Massimo D’Alema chiusero un accordo, tale per cui alla sinistra
spettava il controllo “politico” delle sale Bingo, mentre la destra si
occupava di gestire “politicamente” la gestione delle slot machines? Si
ripartirono il territorio, benedetti dalla Corte dei Conti che approvò
“la trovata” come un’ottima modalità per lo Stato di incassare soldi
educando allo stesso tempo la popolazione.
Adesso, invece, questo gruppo di parlamentari vuole a tutti i costi
che il governo intervenga subito per far valere lo Stato di Diritto
pretendendo ed esigendo l’immediato pagamento dei 98 miliardi dovuti
all’erario (per lo più ascrivibili alla famiglia mafiosa messinese dei
Corallo, proprietari della società madre Atlantis, con sede in Florida,
Usa, e le sue 12 sotto-società operanti nel territorio della Repubblica
Italiana) pensando che in tal modo si troverebbero subito i soldi per
pagare le aziende italiane creditrici sull’orlo del fallimento.
Questo, pretendono.
Adesso sappiamo che cosa fanno in parlamento.
Sono pericolosi, non vi è dubbio.
Finalmente capiamo perché il PDL, il PD e la cupola mediatica, ogni
giorno, grazie all’amoroso contributo quotidiano televisivo dei talk
show men&women (ai quali ci aggiungiamo anche la complicità degli
ottusi miopi su facebook) insistono sul fatto che i parlamentari del M5s
sono pericolosi.
Hanno ragione.
Lo sono.
Tutto sta a vedere per chi. (
Sergio Di Cori Modigliani)
Per non farsi fuorviare e strumentalizzare dai media di regime,
Marco Canestrari spiega in maniera dettagliata e concisa del perchè è giusto e conveniente fidarsi del M5S:
DI MARCO CANESTRARI
Per avere le ideee ancora più chiare della nuova era che i neo parlamentari del Movimento stanno costruendo è interessante leggere attentamente questo articolo scritto da
Cosimo Petraroli deputato del Movimento:
L’ultimo post è stato provocatoriamente inserito per anticipare
quello che a mio avviso è stato il punto centrale del meeting a Villa
Valente con Beppe.
Ci stiamo preparando a un qualcosa d’incredibile, noi
del movimento abbiamo tutto il mondo che osserva, tra un paio di mesi
sarà avviata la “piattaforma informatica” che permetterà a tutti gli
attivisti 5 stelle di intervenire direttamente nella stesura e controllo
delle proposte di legge, al mondo esistono già ora esempi di questo
tipo che riguardano piccoli paesi come l’Islanda, ma nel nostro caso
assisteremo a ripercussioni di livello planetario.
COME FUNZIONA: produrre le specifiche di un software di
questo tipo necessita la profonda conoscenza delle dinamiche sociali e
di pensiero interne al movimento.
Ci saranno due canali di comunicazione
1) dal gruppo parlamentare alla base
2) dalla base al gruppo parlamentare.

Il
primo punto risponde alla necessità di partecipazione delle iniziative
di legge da presentare alle camere, le commissioni che avranno preparato
i testi di legge sottoporranno i medesimi alla valutazione della base,
che potrà valutarli in apposite “stanze virtuali” ovviamente in
corrispondenza con le commissioni permanenti dove si potranno fare 3
tipi di osservazioni; procedurale, sostanziale formale, in modo tale che
ogni singolo contributo abbia già una sua collocazione, tutti i
contributi saranno posti all’attenzione di un referente per commissione
permanente in grado di valutare l’opinione della base sul punto
specifico.
Viceversa dalla base al gruppo parlamentare, deve rispondere
all’esigenza in cui la base come da statuto possa proporre testi di
legge da discutere direttamente nelle camere se votate del 20% degli
iscritti certificati al movimento, questo avverrà sempre tramite le
stanze virtuali,
le singole idee dovranno acquisire consenso dalla base di attivisti,
ci saranno vari livelli di “consenso/attenzione” fino ad un livello
massimo prestabilito, a questo punto la proposta sarà messa ai voti.. se
acquisirà il 20% dei consensi sarà sottoposta alle commissioni
permanenti.. e noi dipendenti deputati saremo obbligati a far partire
l’iter legislativo.
Questo strumento sarà a vostra disposizione tra circa 2 o 3 mesi..
abbiamo bisogno prima di capire a fondo il funzionamento di entrambi i
rami del parlamento e le varie fasi di “nascita di una legge”…
come dire .. prima la teoria e poi la pratica …
provate ora a immaginare e sognare … se la base composta ad esempio
da 500 mila utenti, decida in completa trasparenza di non concedere un
appalto o non approvare un bilancio a causa di palesi infiltrazioni
mafiose….
Cosa faranno?? ci ammazzeranno tutti e 500 mila??
Cosimo Petraroli – Parlamentare M5S
Sono vegan da alcuni anni, essere vegan non è una malattia, è una filosofia di vita e una scelta consapevole di non cibarsi di esseri viventi e loro derivati come latte, formaggi e uova, è una scelta etica e salutare, per capire le ragioni di questa scelta consiglio di leggere:
Girelle di pane alla scarola
autore: Paolo
40 minuti + 2h lievitazione
- 400 g di farina 0
- 1 cespo piccolo di scarola
- 80 g di seitan al naturale
- 10 olive verdi
- Semi di lino
- Olio lievito di birra
- Olio extravergine di oliva
Impastate la farina con 200 ml di acqua, un filo d’olio, un pizzico
di zucchero una presa di sale, un cucchiaio di semi di lino ed un terzo
di cubetto di lievito di birra fresco sciolto in una tazzina di acqua
tiepida. Lavorate a lungo la pasta fino a che non si attaccherà più ed
avrà una consistenza elastica. Mettete l’impasto in un recipiente,
coprite con un canovaccio umido e abbandonatelo a lievitare almeno un
paio d’ore in un ambiente caldo privo di correnti d’aria, tipo il forno
(anche leggermente riscaldato e poi spento). Nel frattempo pulite per
bene la scarola e lavatela; lasciate sgocciolare e tagliatela a
striscioline. Scottate la scarola in acqua leggermente bollente per
cinque minuti, quindi scolatela. Riscaldate in una padella abbondante
olio di oliva. Una volta caldo aggiungete la scarola scolate e lasciate
asciugare qualche minuto. Unite quindi le olive denocciolate e
grossolanamente tritate, ed il seitan passato al mixer. Lasciate
insaporire ancora qualche minuto ed aggiustate di sale. Riprendete la
pasta, ormai lievitata e rimpastatela per qualche minuto. Stendetela con
il mattarello a formare un rettangolo. Disponete il composto sopra la
pasta ed arrotolatelo su sé stesso. Ottenuto un salame di pasta ripiena,
tagliate le girelle di 3-4 cm di larghezza e disponetele in una
tortiera ben unta dal bordo alto. Accostate le girelle l’una all’altra
senza problemi. Ungete per bene anche la superficie con olio e pennello.
Infornate a 180° per 30 minuti nel forno già caldo. Sfornate e lasciate
brevemente intiepidire. Servite il pane in tavola non ancora totalmente
freddo. Ogni commensale staccherà dalla forma la propria girella senza
problemi. (VegaN RioT)
Per il piccoletto la campagna elettorale è già iniziata.
Da diversi giorni sono apparsi manifesti
di chiaro stampo elettorale,
nonostante di elezioni ancora non si parlasse.
Le sceneggiate teatrali davanti ai tribunali
ne sono la triste e squallida conferma.
Ancora un teatrino davanti al Tribunale di Milano.
L'inventiva italica si scatena
per deviare il corso del processo.
Pillola del giorno: Totò e la fontana di Trevi