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martedì 10 novembre 2009

Piccole imprese muoiono.

In alto: Immagine tratta dal blog http://diariodimarilyn.splinder.com/


L'arte è un investimento di capitali, la cultura un alibi.
Ennio Flaiano.



Le piccole e medie imprese sono sempre più in affanno, anche se i media e l'informazione ufficiale ci dicono che la crisi economica è superata la situazione delle aziende produttrici e del commercio è tutt'altro che confortante, continuano a chiudere i battenti moltissime realtà imprenditoriali lasciando senza sostentamento migliaia di dipendenti, è un continuo e costante stillicidio come documenta questo articolo tratto da Giornalettismo.com:
Piccole imprese muoiono

La crisi è finita? A giudicare da cosa dicono i piccoli imprenditori italiani no. Viaggio dentro una parte d’Italia che sta pagando il conto più salato. E a cui serve fortuna, talento, ma anche la Politica con la P maiuscola per ripartire

La ripresa è iniziata? Mah…di sicuro non per me!” Alberto P. è il titolare di una micro impresa tessile che lavora in subfornitura e liquida così, davanti al caffè del nostro bar la notizia del balzo positivo del superindice Ocse. “Io non voterò mai per la sinistra, ma quando sento Berlusconi dire certe cazzate mentre sono mesi che lavoro a singhiozzo mi arrabbio” dice Serenella F., socia di una snc che produce calzaure_laboratorio_napolicomponentistica per auto, 9 dipendenti ci cui 6 a casa in cassa integrazione.

L’ALLARME DI CONFINDUSTRIA – Anche nelle stanze dei vertici confindustriali si guarda con scetticismo a certe dichiarazioni trionfali. Qualche segnale positivo c’è, la congiuntura non è più nera come qualche mese fa, ma c’è consapevolezza che non servono solo gli annunci: il sistema paese deve svoltare. Soprattutto pensando alle piccole imprese, spina dorsale dell’economia italiana. Perché anche quelle più solide potrebbero non farcela, nonostante la ripresa prima o poi arriverà. L’allarme lo ha lanciato Giuseppe Morandini, presidente della Piccola industria di Confindustria, in occasione dell’XI forum di Confindustria sulle PMI a Mantova. “Non ci sono ordini. Viviamo in una situazione di straordinaria difficoltà. La ripresa non è chiaro quando ci sarà e comunque sarà lontana” verso i mercati di Cina, India e Brasile. “Fa piacere sentire ripetere che la piccola impresa è la colonna portante del Paese, la spina dorsale dell’Italia, il patrimonio che nessun altro al mondo ha. Ora però vogliamo i fatti”. Secondo lui sono a rischio circa un milione di PMI.

I DATI MOVIMPRESE – Perché forse sarà vero che “piccolo è bello”. Ma è sicuro che piccolo è soprattutto fragile. Quando il gioco si fa duro, i primi a soccombere sono i piccoli. Un dato basta a spiegarlo: nei primi 9 mesi del 2009, mentre la crisi iniziava a farsi sentire nel nostro paese il data base delle Camere di Commercio Movimprese, che registra iscrizioni e cessazioni delle imprese, lo stock complessivo delle imprese italiane è sceso di appena 8.970 aziende. Però, limitando l’analisi alle microimprese, alle ditte individuali che sono circa la metà, il calo degli iscritti è stato di -34.289. Guardando alle sole cessazioni, su 280.262 imprese cancellate nei primi nove mesi del 2009, il 75,1% sono microimprese. Il saldo tra iscritti e cancellati nei primi nove mesi del 2009 rispetto allo stock del 2008 mostra complessivamente un aumento (seppur lieve) dello 0,3%, mentre lo stesso dato calcolato sulle microimprese ci dà -0,6%. Il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello lo dice in modo chiaro: “Le imprese italiane stanno resistendo al prolungarsi della crisi mettendo in campo tutte le proprie risorse. Non dobbiamo nasconderci le grandi difficoltà in cui si trovano tantissime piccole imprese, prima fra tutte quella sul versante del credito che mette a rischio investimenti e posti di lavoro. In forte debito di ossigeno ci sono però migliaia di piccoli imprenditori e di artigiani, soprattutto del Sud e del Nord-Est che stanno pagando più degli altri la crisi. Il momento della verità arriverà alla fine dell’anno, quando in tanti dovranno decidere se ci sono le condizioni per andare avanti o no”.

IL CREDIT CRUNCH – E’ uno smottamento che rischia di trasformarsi in una frana, e poi in una valanga. Che ha molte cause antiche (bassa capacità di innovazione, difficoltà ad adattarsi alle sfide della globalizzazione, ecc…) ma che ora colpisce anche le imprese piccole più agguerrite. Strozzate dalla crisi degli ordinativi, da fornitori (nel caso delle tantissime PMI che lavorano in subfornitura) che dilazionano sempre più i pagamenti e dalla restrizione del credito (il credit crunch). Negli ultimi 12 mesi la crescita del credito bancario al settore privato ha continuato a contrarsi, ma mentre per le imprese medio grandi è passato dal +13,4% di fine 2007 al +1,4% di giugno 2009, per le piccole imprese si è passati dal +6,4% al misero +0,4%, e per la famiglie produttrici (imprese familiari Omer_meccanica di precisioneo ditte individuali) dal +5,9 al +0,9%. Secondo il recente Rapporto di Previsione del Centro Studi Confindustria oltre alla stretta creditizia, l’aumento degli spread penalizza fortemente la piccola impresa italiana, nonostante la diminuzione dei tassi d’interesse di riferimento. “A me hanno chiesto di rientrare così, da un giorno all’altro” dice Antonio, piccola impresa tessile in forte crescita, fino ad un anno fa. Diversi rappresentanti di categoria delle imprese piccole e delle artigiane riferiscono di associati che lamentanobrusche riduzioni delle linee di credito” e “pressanti richieste di rientrare”.

LE CAMBIALI IN PROTESTO – Il morso della crisi si sente, eccome. “Aspettavo un pagamento da Milano per dei lavori fatti ad un negozio, una grande catena di calzaturifici. Ho aspettato 8 mesi” dice Roberto C., artigiano umbro. “Ti è andata bene” dice Marco, il fratello. “A me hanno dato una cambiale, ed è finita in protesto”. Secondo l’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Repr, le cambiali protestate nei primi sei mesi del 2009 in Lombardia superano i 170 milioni di euro, il 50,8% in più del primo semestre 2008. Nelle principali province italiane per numero di imprese, considerate insieme a quelle lombarde, il valore delle cambiali è aumentato in media del 39,9% rispetto allo scorso anno, con picchi di aumento a Modena, Monza e Brianza, Mantova e Verona. Il 35% degli imprenditori lombardi lamenta insolvenze nei pagamenti, imputando a queste ultime la carenza di liquidità della propria impresa: percentuale più alta a Bergamo (45,5%), Milano (35,9%) e Varese (37,5%).

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Fra le tante aziende in crisi c'è anche la società Eutelia, i lavoratori hanno occupato la sede romana a salvaguardia del posto di lavoro, la notte scorsa un episodio inqualificabile, l'ex amministratore delegato insieme ad un commando di guardie private ha fatto irruzione all'interno dello stabilimento, dal quotidiano L'Unità:

Lavoro

Attacco all'alba contro il presidio dei lavoratori Eutelia, lo guida l'ex ad con i suoi vigilantes

Attacco all'alba, come in un film western. Ed è proprio in clima da Far West l'irruzione avvenuta stamattina nella sede romana di Eutelia, contro un presidio di lavoratori che protestano contro la chiusura dell'azienda e sono rimasti rimasti senza stipendio da mesi. A guidare la spedizione l'ex amministratore delegato dell'Eutelia, come denuncia la segreteria nazionale della Fiom.

«Questa mattina alle 5.20 - rende noto la Fiom in un comunicato - una squadraccia di una quindicina di uomini capitanata dall'ex amministratore delegato di Eutelia, Samuele Landi, ha fatto irruzione nella sede romana di Eutelia presidiata all'interno dai lavoratori. Con piedi di porco hanno divelto le porte degli uffici, hanno svegliato i lavoratori che presidiavano la sede puntando loro negli occhi le torce elettriche, spacciandosi per poliziotti, chiedendo i documenti, minacciando gli stessi lavoratori e impedendo loro di muoversi». «L'immediato arrivo delle forze dell'ordine - prosegue la nota - chiamate dai lavoratori, ha evitato il peggio visto l'atteggiamento violento e arrogante di questi loschi personaggi».
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Via Gradoli a Roma è la strada dove si trova l'appartamento del transessuale coinvolto nel caso Marrazzo l'ex governatore della regione Lazio, ma è anche lo stesso luogo dove fu scoperto il covo delle brigate rosse durante il periodo del sequestro Moro, inquietanti analogie e infiltrazioni dei servizi segreti analizzati dal giornalista Enrico Deaglio in questo articolo:

Marrazzo, quattro passi da solo verso il patibolo

Nella tarda mattinata di venerdì tre luglio del 2009, il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, viaggia con l’autista della Regione sulla via Cassia. I quotidiani sono pieni di notizie sugli scandali sessuali del presidente Silvio Berlusconi; addirittura il presidente della Repubblica è intervenuto per imporre alla stampa una moratoria in occasione del G8 che sta per aprirsi nell’Aquila terremotata: Berlusconi rischia infatti di presentare al mondo un’Italia grottesca, ricattata e corrotta.

Marrazzo fa cenno all’autista. «Fermati qua. Faccio due passi a piedi».

È un gesto di gentilezza. Come dire, “ti tengo fuori da questa storia”. Il Governatore, senza occhiali scuri, senza cappelluccio, uno dei volti più riconoscibili della città per il suo passato televisivo e il suo presente politico, scende dall’automobile e si avvia verso uno degli indirizzi più malfamati e loschi di Roma: il numero civico 96 di via Gradoli.

Non si sa con quale passo il Governatore compia la sua ultima passeggiata. Se di piede lento o veloce, se assorto o teso, furtivo o trasognato. Ma è possibile che sia semplicemente portato dagli eventi, attratto da una calamita. Non è una sfida, è piuttosto una marcia quietamente disperata verso un confuso patibolo. Al contrario di un “tirem innanz”, è un “andiamo fino in fondo, vediamo com’è”.

Il patibolo era stato effettivamente apparecchiato e quando Marrazzo vi sale trova non solo chi pensava lo stesse attendendo - l’amante brasiliana Natalì -, ma il campionario dell’Italia di oggi: il pusher che spaccia la cocaina in franchising per conto dei Casalesi; i carabinieri che da tempo lavorano con il pusher e con Natalì (le “mele marce”), il telefonino che gira il video, l’omertà dei coinquilini che non vedono e non sentono niente.

Lo minacciano, lo umiliano, gli mettono le mani addosso, lo denudano, lo filmano, lo derubano e lo ricattano. Il fatto che sia il presidente della Regione non conta nulla, anzi. La secolare sudditanza dei malfattori e dei carabinieri nei confronti del Potente svanisce.

Il fatto che la sudditanza sia svanita proprio al numero civico 96 di via Gradoli non può essere senza significato. E Piero Marrazzo, giornalista di inchieste, figlio di un famoso giornalista che si è occupato di potere, mafie e camorre, lo conosce benissimo.
Quella palazzina, trentuno anni fa, fu il centro operativo delle Brigate Rosse durante il primo mese del rapimento di Aldo Moro. Un appartamento era stato affittato da Mario Moretti, il capo delle Br, ed era servito, prima dell’azione, come deposito di armi, rifugio di latitanti e addirittura foresteria per militanti della lotta armata in cerca di relax. Talmente noto era il “covo”, che nei primissimi giorni del sequestro l’indirizzo prese a circolare. Il professor Romano Prodi, nel nobile intento di aiutare le indagini e salvare la vita di Moro, dichiarò che il nome di Gradoli era stato fatto nel corso di una seduta spiritica, ma il ministro degli Interni Francesco Cossiga mandò le truppe in una Gradoli in provincia di Viterbo, a vuoto.
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Da Miss Kappa la relazione quotidiana di chi vive da terremotato senza via di scampo:

La casa

Sto cercando di organizzarmi l'esistenza. E di rendermela meno penosa. La mia casa mi manca. Mi manca tanto. Immaginate un amore che vi è stato strappato. E voi volete solo quello. Gli altri neanche li guardate. Casa e non solo. Mi manca la mia città. Ma, alla sera ed al mattino, come in diapositive sfocate, mi tornano le immagini della mia tana. Quell'infilata di stanze al sole, e alla luce della luna. Sui tetti della mia vita. E quegli oggetti che ora non hanno più senso. Sono lì, ammassati in un magazzino. A parlare con altri muri del mio tempo passato. E non con me. Ma io non so più ascoltarli. Vado avanti cercando di dare un senso al nulla che ho oggi. La casa che abito ha tutto il necessario. Le manca la mia anima. E la gioia. Ma un senso lo ha trovato. L'ho attrezzata con vari posti letto, e una cucina capiente dove incontrarsi. L'unica ragione che ha di esistere è quella sociale. Sarà, per chi vorrà, il punto di appoggio in città. Per gli Aquilani che, lontani sulla costa, hanno bisogno di una notte per correre presto al mattino negli uffici affollatissimi, o a cercare una casa, per gli studenti che devono sostenere un esame e non sanno dove dormire, o seguire una lezione che non possono perdere, per quanti vogliono venire a vedere con i loro occhi la nostra reltà e non trovano un albergo. E per chi voglia stare qui a parlare con me, con noi, della nostra nuova vita. Mi si può raggiungere via mail all'indirizzo che si trova in basso, nella colonna a destra.
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Lidia Ravera una grande scrittrice analizza alcuni aspetti sul mondo femminile e sulle violenze alle quali vengono sottoposte le donne:

La violenza contro le donne non è soltanto il marito che torna a casa ubriaco e ti picchia, non è il fidanzato respinto che ti prende a coltellate, o il capufficio che si vendica perché non ti sottometti al suo desiderio. Non è soltanto lo stupratore che ti aspetta nel buio del garage e quando scendi dall’automobile ti salta addosso e si accanisce su di te. E’ anche tutto questo. Ma è, soprattutto, una costante e strisciante mancanza di rispetto. E’ lo sguardo che ti svaluta come persona nel momento stesso in cui ti valuta come merce. E’ lo sguardo che ti disprezza quando non corrispondi ai criteri fissi in base ai quali vengono sottoposte a giudizio le donne: le misure del corpo, la freschezza della pelle come se la pelle fosse un rivestimento dal quale si giudica se sei scaduta, se sei avariata.La violenza contro le donne è imporre alle donne un modello, pretendere che vi aderiscano. La violenza contro le donne è insita in una società che non ha ancora acquisito un concetto basilare, apparentemente semplice, prioritario rispetto a qualsiasi altro discorso: al mondo esistono due generi, il genere maschile e il genere femminile. Sono differenti, nel corpo e, di conseguenza, nel vissuto, nello sguardo,nel punto di vista, nell’anima. Differenti, ma equipollenti. Cioè:di uguale valore. Meritano la stessa dignità. Lo stesso rispetto. Quando la storia sarà raccontata da tutte e due le soggettività, quella femminile e quella maschile, quando il modello maschile, lo sguardo maschile, il corpo maschile non sarà più protagonista e padrone, vincente e capace di sottomettere e fagocitare ogni diversità, allora vivremo in un mondo civile. E le donne, le ragazze, le bambine, non verranno più picchiate, violentate, uccise da chi pretende di desiderarle, o addirittura di amarle.


A proposito di donne, Annacomeme propone un gustoso video di donne al volante con una leggera autoironia:
... pericolo costante?

Care amiche, ogni tanto fare dell’autoironia serve a restituirci il buon umore e allora perché non ammetterlo: gran parte delle donne, al volante, non sono degli Assi! Sarà forse una questione di DNA?

Personalmente, non ritengo di essere un’autista imbranata, mi piace guidare, non sono spericolata, rispetto le leggi e sono agile quanto basta per sopravvivere al traffico. In questi ultimi mesi, tra l’altro, sto viaggiando molto, percorro circa 150 km ogni giorno con la mia auto e potrei stilare una statistica. Eppure, ci sono alcune cose che, per quanto mi impegni, non riesco proprio a fare. Ad esempio, quando in una strada extraurbana si forma una lunga colonna di auto dietro a un camion, non sono capace di mettermi a zigzagare tra la corsia di marcia e la corsia di sorpasso, seguo la fila e aspetto che si alleggerisca un po’. Quando arriva il mio turno di sorpasso, mi accorgo tuttavia che l’auto dietro al camion che va a 40 all’ora, il tappo responsabile dell’ingorgo, è quasi sempre una donna!
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Dany64 un'amica conosciuta da pochissimo ha un bellissimo blog che invito a visitare, suggestivo il suo post sul Cavaliere e il cocomero:

Sei fette di cocomero e l'effetto e' lo stesso di una pillola di Viagra. Sembra che l'anguria abbia sostanze capaci di risvegliare l'eros. L’azione non e’ specifica come il Viagra, ma ha gli stessi effetti della pillola blu, senza controindicazioni.

Ora si capisce come fa Silvio Berlusconi a raggiungere certe prestazioni con veline ed affine, eccolo mentre da piccolo si nutriva, gia'sapendo gli effetti sul futuro. Dalle ultime intercettazioni si evince che ha mollato il cocomero tradizionale ed ha fatto capire che ora ama un altro genere di cocomero. E’ coerente, sempre cocomeri sono.




Il video di quest'oggi di Maddalena Balsamo è un invito a tutte e a tutti:




Il presidente della Camera Fini sembra che si voglia defilare dalle ultime iniziative sulla giustizia proposte dal Cavaliere, il commento di Vauro:





Dopo il feroce pestaggio e la morte di Stefano Cucchi, il sagace Giovanardi ha dichiarato che il ragazzo è morto perchè drogato e anoressico, il commento di Mauro Biani:

Bulimia coprofaga


Prot. La Giovanardi-Fini.


... E sul caso Cosentino accusato di mafia:

Cosenostre




Considerazioni di PV64 sulla crisi economica:

Et Voilà!

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Et%20Voil%E0%20Low.jpg

Balliamo, rapiti, tarantelle gossippare al secolo note come “dibattiti politici”. Fermiamo le danze ipnotiche per riprendere fiato, ed ecco la realtà. Ci balza agli occhi. Toh guarda, il Grande Dittatore che sorride. La politica economica è inviolabile nelle sue mani. Nessuno è riuscito finora a sfilarGLI la sua tela tessuta di tagli.

Tagli al Comparto Sicurezza e Difesa. Le Forze dell’Ordine scendono in piazza inferocite. Dissennati! La sicurezza non si fa con i poliziotti, ma con le ronde. Tagli alla Scuola Pubblica. Strumento di sviluppo per la Nazione? Ignoranti! È un’inutile fonte di spesa. La scuola non è libera e per tutti, ma si paga ed è per pochi. Tagli alla Sanità. Posti letto ospedalieri, personale, medici, infermieri… Antiquati! Il diritto alla salute è pura materia economica. La salute è nelle cliniche private. Tagli alle Regioni, agli enti locali, alle politiche sociali. Zac zac zac. Ah, sono stati tagliati 650.000 posti di lavoro in un anno e aumenteranno le perdite.

La realtà. Non si vedono pezze a tappar buchi di un Paese che fa sempre più acqua da tutte le parti. Acqua acqua acqua.

Acqua? Un momento, ci sovviene l’articolo 23 bis del decreto legge 112/2008? Votato dal governo Berlusconi nell’oblio generale dei media (dimenticavamo i tagli alla libera informazione, acqua in bocca!), ha sancito la privatizzazione dell’acqua pubblica. D’ora in poi sarà gestita dalle multinazionali. Le stesse che imbottigliano l’acqua che fa fare tanta plin plin. Ovvio, l'acqua non è un diritto ma una merce. Business.

E quando dai nostri rubinetti esaleranno le ultime gocce di libertà e andremo in bestia come tuareg assetati, forse, sì, sarà la nostra ora di darGLI un taglio.

ANT


... E sulle Simulazioni:

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Simulazione%20Low.jpg



Pillola del giorno: Enzo Del Re definito Patrimonio Artistico vivente in "Comico"







venerdì 6 novembre 2009

Di oggi e di ieri. Di Miss Kappa.

In alto: Immagine tratta dal blog http://unarosadalmare.splinder.com/


Essere donna è un compito terribilmente difficile, visto che consiste principalmente nell'avere a che fare con gli uomini.
Joseph Conrad.


Una notizia da far accapponare la pelle, il Cipe "sblocca" 1,3 miliardi di euro per la costruzione del ponte sullo stretto, il ministro Matteoli dichiara che la prima pietra sarà posta il 23 dicembre, un'opera inutile, assurda, costosissima, devastante e impossibile da realizzare eppure continua ad essere finanziata con cifre elevatissime, mentre sarebbe stato più ragionevole impegnare questi ed altri fondi per la ricostruzione dell'Abruzzo devastato dal recente sisma, in questo intervento di Miss Kappa descrive quello che pensano i cittadini abruzzesi dei nostri governanti:

Di oggi e di ieri

I cittadini consapevoli, coloro che intendono adoperarsi per la rinascita di L'Aquila, hanno deciso di ignorarlo, quando arriva dalle nostre parti. Hanno deciso di ignorare i suoi spot, i suoi sorrisi fuori luogo, le patetiche battute da osteria, la superficialità delle sue osservazioni e valutazioni. Ieri, subito dopo pranzo, ero nella casa che mi ricovera. Perdonatemi, mi è difficile dire che abito questa casa. Il rumore di un elicottero che volava basso, siamo a pochi metri dall'insediamento delle C.A.S.E. di Sant'Elia, mi ha fatto pensare che fosse lui, l'imperatore in visita al cantiere. Son salita al piano superiore, dove un balconcino guarda tristemente su quelli che prima erano campi ed ora son periferie di enormi casermoni ammassati l'uno all'altro, ed ho visto trambusto. E auto blu. Era lui, con il suo show. Un premier di plastica, fra case di plastica. Non si ha notizia di cosa sia accaduto: l'omino ha interdetto i giornalisti dal suo percorso. Poi a Fossa, ad inaugurare le case provvisorie pagate dalla regione Friuli. Altro spot: si autoproclama zio del nascituro di Tatiana ed Andrea, freschi inquilini delle graziose casette in legno. Non pago, si autoproclama zio di tutti i bimbi che nasceranno da queste parti. Ovvio che la parola nonno non gli si addica, e non la voglia. Zio per i bimbi, per poi diventare papi delle bimbe cresciute. Pochi giornalisti vengono ammessi a Villa Sant'Angelo, altro borgo devastato dal sisma, in tempo per raccogliere qualche "bravo Silvio, torna presto". Uscendo da una casina di legno, già abitata da qualche giorno, ha commentato "qui è stupendo,verrò a passarci le vacanze". Lo immagino, il premier sfollato, in quarantacinque metriquadri arredati Mondo Convenienza. Ma con la TV satellitare, ovvio. Ha concluso la lunga giornata visitando il centro storico. Le macerie ancora tutte lì.
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L'Abruzzo devastato prima dal terremoto, poi dal brutale intervento del governo e della Protezione Civile, dal blog di Michela Zanarella un video e una dedica all'Abruzzo:




Vi propongo un video di un amico, Mc Gerry, potete ascoltare una canzone scritta e musicata da lui stesso sul disagio dei terremotati in abruzzo. ormai nelle top 10 -nelle radio di tutto l'abruzzo.



Le discussioni sollevate sulla decisione della Corte Europea di richiamare il nostro paese sul crocefisso nelle aule sono state molte, la levata di scudi dei soliti bacchettoni è stata unanime da destra e sinistra, proponiamo alcuni interventi di persone coscienziose e senza pregiudizi, Lidia Ravera:

La scuola del crocefisso

Tutto cade a pezzi, in questo desolante Paese. Dalla politica (il Parlamento chiuso per mancanza fondi, ma naturalmente niente cassa integrazione ai deputati!) alla morale (troppi puttanieri e cocainomani fra la classe dirigente), dalla cultura (vittima degli unici tagli immediati e brutali) all’economia (la crisi è grave, e chi vive nel mondo reale lo sa). Per non parlare dell’istruzione: studenti ignoranti come capre, insegnanti proletarizzati, precari ridotti a “monnezza”, lauree buone per andare a sciacquare bicchieri nei pub in attesa di un posto da vicebidello. Per tacere della sfinente questione femminile: per “Pari Opportunità” e rilevatori di emancipazione siamo sempre gli ultimi della classe, la peggio tribù maschilista fra i Paesi “sviluppati” (ci manca solo la “sharia” che lapida le adultere, e l’imposizione alle ragazze del “tanga e topless” che è il nostro burka). Non apriamo neanche il discorso della condizione giovanile (un martirio di precarietà e paura) o senile (trent’anni di miseria e vuoto, perché nessuno si è accorto che la vita si è allungata)! E sorvoliamo sull’accoglienza riservata ai migranti, in assoluto disprezzo delle più elementari regole di solidarietà, nell’ignoranza dell’inevitabile futuro multietnico di un mondo globalizzato. Insomma, sgombriamo il cuore e la mente dal cumulo di gravi problemi che ci attanagliano e discutiamo, alla radio, in tivù, su tutti i giornali del tema più urgente, scottante, ammaliante: bisogna staccare il crocefisso dal muro dietro la cattedra oppure no? È, la croce, comune patrimonio genetico e italica radice culturale o è simbolo (angoscioso) di UNA religione che non è LA religione e come tale va rimosso dalle scuole pubbliche? È il simbolo di UNA religione. È ovvio. Stacchiamolo e facciamola finita. Abbiamo ben altro per la testa!


Dal blog di Lia Celi una dissacrante e spassosa parodia:

crocifisso_30cs_d015.jpgOFENA. Finalmente risolto il delicato caso che ha diviso l'Italia. Gesù Cristo, lo scolaro 33enne accusato di infastidire i compagni di religione islamica (nella foto a sinistra, Ansa-Goldfinger), potrà rientrare nell'aula della scuola elementare di Ofena, ma i genitori dovranno impegnarsi di più per favorire l'integrazione del contestato figliolo. A indurre il giudice Mario Montanaro a correggere la sentenza che aveva innescato una vera e propria guerra di religione, sono state nuove informazioni che hanno riportato la contesa dal cielo alla terra, facendo emergere un groviglio di interessi e malumori di natura molto umana. Adel Smith, più che avercela col simbolo religioso, trovava scandalosa la presenza in classe di quel giovane ebreo impudico, sempre seminudo e scarmigliato, esempio disdicevole per ogni fanciullo islamico beneducato. «Tutta la comprensione possibile per un immigrato mediorientale - ammette il dirigente islamico -, ma non è decoroso presentarsi in classe vestito da Tarzan, mentre se mio figlio viene a scuola in mutande, prende sette in condotta». E alla preside dell'istituto non pareva vero di potersi finalmente disfare di un ripetente, per di più disabile, imposto grazie a pressioni dall'alto e praticamente inamovibile. «E' dal 1924 che quel Gesù frequenta le scuole italiane, - era solita lamentarsi -, e in ottant'anni non ha ancora preso nemmeno la licenza elementare. C'è qualcosa che non va. I suoi genitori dovrebbero prendere atto che lo studio non fa per lui, e tenerlo a casa, o mandarlo a imparare un mestiere»...

Maddalena Balsamo un'attrice di teatro cura una rubrica su You tube, il suo parere sul crocefisso nelle aule:




Le ragazze brave o cattive? Il parere di Emmelania:

Brave o cattive



Le brave ragazze dicono "Grazie per l’ottima cena!".

Le cattive ragazze dicono "Che c’è domani per colazione?".

Le brave ragazze non vanno mai dietro all’uomo di un’altra ragazza.

Le cattive ragazze ci vanno, e anche a suo fratello.

Le brave ragazze indossano mutandine di cotone bianco.

Le cattive ragazze non ne indossano, nessuna.

Le brave ragazze lavano i loro pavimenti.

Le cattive ragazze lavano le stringhe dei loro bikini.

Le brave ragazze allentano qualche bottone quando fa caldo.

Le cattive ragazze fanno venire caldo allentando qualche bottone.

Le brave ragazze cucinano il pollo per cena.

Le cattive ragazze prenotano.

Le brave ragazze arrossiscono durante le scene di sesso al cinema.

Le cattive ragazze sanno di poter fare di meglio.

Le brave ragazze non hanno mai pensato di poter dormire con il capo.

Le cattive ragazze neanche, a meno che non sia molto, ma molto ricco.

... Continua


Da notizie di corridoio pare che il Cavaliere abbia contratto la scarlattina, un gustoso commento dell'amica Momma55:


L'OttavoNano ha preso la scarlattina!

Gliel'avrà attaccata Putin?

Sarà diventato tutto ROSSO?

MALEDETTI COMUNISTI!

(P.S.:A quando gli orecchioni?)

... Continua



Un ritorno su questi schermi della cara amica Cerchio di Luna:

Piove. A lavar l’incognita…

pioggia e maschere

Piove in quell’antro di passato

spezzato da un forpice che dilania…

Che aspira e inghiotte i frammenti di una vita

Oltre quella soglia antica, il nulla,

cresciuto tra le braccia della signora delle ossa

che con vestali porpora si incammina al macello

Povera anima segnata come encausto sulla pelle…

Povero questo mio piccolo sogno

vergine e martire del non sentire…

Ancora tu urli… Di una frustata di numeri primi…

Lei non sente che il moto inverso…

Mio povero piccolo sogno…

Lei ancora viaggia incosciente tra le pieghe della vita…

Lei non sa…

Che ancora piovono cristalli di sangue e grandine

sulla seta del suo manto lacero

e che sopra le sue ossa unte di sputi

piovono anche piccoli ricami del divino respiro

Lei non sa ancora che …

Una sentinella aprirà il varco nel buio

con chiavistelli frementi che

in gocce di sole illumineranno il tuo volto

finalmente raggiante di luce nuova

e ancora piove…

A lavar l’incognita




... E a proposito di crocefissi nelle scuole il commento di Vauro e una carrellata di vignette da Anno Zero:
















Gli stupri e le violenze sulle donne sono all'ordine del giorno, il commento di Altan:



Pillola del giorno: dal blog Prof Antigone: 'A livella.


mercoledì 4 novembre 2009

Farsi domande, cercare risposte. Il Corpo delle Donne.

In alto: Immagine tratta dal blog http://animeimmortali.splinder.com/


L’editore è una persona impiegata in un giornale, il cui lavoro è separare la crema dal fango e far stampare il fango.
Bob Phillips.


L’emancipazione femminile continua a fare paura, molti uomini si chiedono cosa vogliano queste “trentenni assatanate di carriera e aggressive anche sessualmente”. Dal blog Il Corpo delle Donne:

Farsi domande, cercare risposte

Il progetto IL CORPO DELLE DONNE è nato da una donna e due uomini. Credo profondamente nell’essere DUE nel mondo. Credo anche che questo sia un momento storico in cui gli uomini stiano affrontando le difficoltà che possono emergere nell’instaurare relazioni paritarie con le donne. Non c’entra con il femminismo, c’entra solo con il chiedersi cosa vogliamo dalla vita. L’emancipazione femminile continua a fare paura, molti uomini si chiedono cosa vogliano queste “trentenni assatante di carriera e aggressive anche sessualmente”. Stanno provando a trovare un’espressione di sè nel mondo che non sia ne sottomessa ne prevaricatrice, vorrei rispondere. Stanno provando ad esistere senza rinunciare ai figli. Fanno fatica a trovare un equilibrio.

A capo

Contemporanemante c’è dell’altro, più difficile da verbalizzare. C’è che da qualche anno le donne hanno un ruolo attivo anche nella sessualità; c’è che gli uomini non si erano mai chiesti per millenni se “quel” loro modo di fare l’amore tenesse conto delle esigenze delle loro compagne, nè le loro compagne erano in grando di conoscere i propri desideri.

E’ poi avvenuto che noi donne abbiamo iniziato a riconoscere la nostra sessualità e… sorpresa! Che energia e che forza si scatenavano! Questa forza fa obbiettivamente paura: è potente e ancora sconosciuta. Nell’essere DUE io donna chiedo a te uomo di riconoscermi e creare insieme il Nostro modo di essere insieme.

A capo

Nei miei viaggi in Brasile, nei paesi dell’Est, a Cuba ho sempre incontrato centinaia di ragazzi italiani, peraltro giovani e belli, in cerca di sesso, apparentemente. Mi sono sempre chiesta cosa portasse un trentenne attraente a passare tutte le sue vacanze a Varadero, quando in italia non avrebbe avuto alcuna difficoltà a trovare ciò che voleva. Lunghe conversazioni mi hanno convinto che il sesso è solo una delle motivazioni, e la più superficiale. Cercano conferme, cercano la sensazione di essere importanti, di valere, anche se a pagamento. Tempo fa ero ad una cena: la giovane russa ingegnere recente fidanzata di un amico, mentre noi chiaccheravamo, si sedeva sul tappeto e, accoccolata ai piedi del suo uomo, sprofondato comodamente in poltrona, gli accarezzava le gambe: una posizione volutamente subalterna, che però lo gratificava.

Ho sempre daltronde avuto la massima comprensione delle ragazze cubane o brasiliane abili a dare conferme a pagamento ai nostri uomini: ho conosciuto situazioni di indigenza tale per cui ognuna di noi si sarebbe comportata allo stesso modo.

“Schiave radiose” dice Lea Melandri. Che si tratti della 18enne di Bahia o della velina di turno, schiave, radiose a pagamento.

Quando c’è il guinzaglio che ci tiene legati, che piacere c’è nella relazione? Che piacere c’è nel non domandarsi come sarebbe se la relazione fosse da pari?

A capo

Sappiamo che gli uomini hanno più difficoltà ad analizzarsi e a mettersi in discussione come facciamo noi donne, ma forse è venuto il momento.

Quella sensazione di momentanea incertezza, di non conoscere la risposta in tutte le situazioni, di credere di non essere all’altezza che può assalirvi di fronte a donne “esigenti” , donne che chiedono di farsi conoscere e di costruire una relazione di cui non c’è ad oggi ricetta, può essere superata, forse accettando e mostrando di non sapere, momentaneamente.

Non c’entra con il femminismo, o c’entra molto. So e sento che non è una lotta e che nel definire femministe le donne che stanno provando a costruire relazioni forti tra uomini e donne, c’è una forma di discredito che non aiuta.

Probabilmente stiamo semplicemente cercando un modo di stare insieme, uomini e donne, per la prima volta da pari. Può essere una grande e bella avventura.


Il Virus A imperversa su tutta la penisola, ma facciamoci qualche domanda:

2000 persone contraggono l'influenza suina e ci si mette la mascherina.
25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo.

PANDEMIA DI LUCRO
Che interessi economici si muovono dietro l'influenza suina?
Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria,
i notiziari di questo non parlano.

Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si
potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi..
I notiziari di questo non parlano.

Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano
la morte di 10 milioni di persone ogni anno.
I notiziari di questo non parlano.

Ma quando comparve la famosa influenza dei polli. i notiziari mondiali si
inondarono di notizie. un'epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia!
Non si parlava d'altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250
persone in 10 anni.
25 morti l'anno!!

L'influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo.
Mezzo milione contro 25.

E quindi perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli?
Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo".

La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu,
vendette milioni di dosi ai paesi asiatici.

Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico
comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione.
Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di
lucro.

Prima con i polli, adesso con i suini:
e così adesso è iniziata la psicosi dell'inflluenza suina. E tutti i
notiziari del mondo parlano di questo.

E allora viene da chiedersi: se dietro l'influenza dei polli c'era un grande
gallo, non sarà che dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco?".

L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu.
Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio
sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice
della guerra contro l'Iraq.

Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani. felici per la
nuova vendita milionaria.

La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari
della salute.

Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione,
se la Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret
Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute
pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per
combatterla?

DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO, PERCHE' TUTTI
CONOSCANO LA REALTA' DI QUESTA "PANDEMIA".
Dr. Carlos Alberto Morales Paità

Nuova influenza: impunità garantita alle case farmaceutiche per i
danni del vaccino.


Le ultime notizie riguardanti il vaccino dal blog di Antonella Randazzo:

BREVISSIME RIFLESSIONI SUL VACCINO



Il presidente statunitense Barack Obama genera allarmismo per indurre i cittadini a vaccinarsi ma non fa vaccinare le proprie figlie. Per la verità in un primo tempo ufficialmente è stato detto che le bimbe non sarebbero state vaccinate, e poi, dato il vespaio che si è sollevato sul web, si sono affrettati a dire che le bambine erano state vaccinate "da un medico alla Casa Bianca", e che il presidente e la moglie avrebbero aspettato quando il "farmaco sarà a disposizione anche degli americani che non fanno parte delle categorie a rischio, come le donne incinte, le persone al di sotto dei 24 anni di età" (vedi http://www.rightpundits.com/?p=4920). Se davvero il vaccino è necessario come mai si è creato mistero sul fatto che le bambine siano state vaccinate davvero? E perché il presidente e la moglie vogliono farci credere di dover aspettare per "altruismo"?

Negli Usa milioni di cittadini sono sprovvisti di assistenza sanitaria e finiscono nella disperazione anche per una semplice frattura al braccio ma le loro autorità, incuranti di ciò, sono interessate soltanto a spendere miliardi di dollari per farli vaccinare.

E' risaputo, e confermato dagli esperti, che i vaccini contengono sostanze altamente tossiche, ma nessuna autorità lo dice.
... Continua


Come difendersi dagli stupratori? Dal blog A44a la notizia di un metodo inventato da una donna e utilizzato in Sudafrica:

IO NON LO SAPEVO

img_1897.jpg

Il condom antistupro si chiama Rapex, il prototipo è stato lanciato sul mercato il 31 agosto del 2005, a Kleimond, in Sud Africa.
E’ quì che infatti si registra un numero abnorme di stupri, ogni 24 secondi una donna viene violentata.

Vediamo nei dettagli quali sono le sue caratteristiche e come si usa.
Si tratta di un dispositivo di lattice, dalle dimensioni di un tampone, che si infila nel canale vaginale come un diaframma. Si inserisce grazie ad un tampone applicatore, e si toglie utilizzando lo stesso applicatore.
Durante la penetrazione le microscopiche setole dentate che lo ricoprono si conficcano nelle carni del violentatore, provocandogli pene infernali. Il dolore è talmente acuto e forte che la donna ha il tempo di fuggire e chiedere aiuto, dal momento che lo stupratore è ko per qualche tempo, e non riesce a reagire.


Nel momento in cui avviene la penetrazione il rapex rimane attaccato al pene e dunque viene rimosso dalla vagina, quando lo stupratore si ritrae. Può essere poi rimosso dal pene solo con un intervento chirurgico. Il rapex servirebbe così anche ad identificare il violentatore, in caso di stupro.

rapex.gif Questo particolare strumento antiviolenza è stato sviluppato da Sonnete Ehlers per far sì che le donne riescano a difendersi contro gli stupratori. L’idea è sorta quando una vittima di stupro le ha detto: “se soltanto avessi potuto avere dei denti laggiù!” Molte sono state le critiche negative al prodotto: è stato definito un metodo medievale, ma la Ehlers ha risposto che anche lo stupro è una rozza pratica che esiste sin da prima del medioevo e dunque…a mali estremi estremi rimedi.
Se gli uomini non riescono ad educarsi da soli al contenimento dei loro rozzi istinti, allora è giusto usare queste tecniche altrettanto spartane.
... Continua


In Abruzzo la situazione è sempre più preoccupante, i media non raccontano quello che succede, Miss Kappa ci aggiorna sulla drammatica realtà di migliaia di cittadini:

L'Aquila oggi

E' difficile provare a ricostruire una vita. A ricostruire la quotidianità, quando tutto intorno è cambiato. Ed anche dentro te stesso tutto è diverso. Io ci sto provando. Noi, qui, ci stiamo provando. E come tutto appare estraneo. Anche il tuo corpo ed il tuo cervello. Sentire la tua anima straniera. Insieme con il panorama che vedi dalla finestra. Sentire a tratti che ce la farai. Piangere e stringere i denti, quando hai paura di non farcela. I punti di riferimento sono inesistenti. Le persone mancano. Manca quel collante che possa unire il nostro sentire comune. La strada è impervia. Ed è in salita. La cima, lontana. Basterebbe fare un salto di cento chilometri per ritrovarsi nel mondo degli altri. Ma tu resti qui. Attaccato a questi monti. A dare ancora un'opportunità alla tua città, alla tua terra. Ed a te stesso.

Inoltro lo scritto di un Aquilano, Goffredo Juchich. Un'altra voce che parla di quello che vede. E il video di due ragazzi, Aquilani anche loro: come sorridere, pur nella difficoltà di questi giorni. Forse servirebbero i sottotitoli. Gli Aquilani che mi leggono ne beneficieranno. Gli altri ascolteranno la cantilena del nostro dialetto che ci è tanto cara.
... Continua


Da ColpaMetafisica un omaggio alla poetessa e scrittrice Alda Merini recentemente scomparsa:

E' morta la poetessa Alda Merini

Alda Merini

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

[Alda Merini, da Vuoto d'amore, 1991]


E' morta a Milano la poetessa Alda Merini. Aveva 78 anni. Era ricoverata all'ospedale San Paolo (dove sarà allestita la camera ardente) da una decina di giorni per un tumore osseo. Viveva in condizioni di quasi indigenza (una scelta di vita basata su una sorta di noncuranza), tanto che i pasti quotidiani le venivano portati dai servizi sociali comunali. Ha cantato gli esclusi e ha vissuto sulla sua pelle una delle peggiori forme di esclusione: la malattia mentale. Negli ultimi anni, per una strana contraddizione, era diventata quasi popolare: abbastanza frequenti le sue apparizioni in tivù, dove, con la sua voce arrochita dal fumo, diceva sempre cose profondissime e, nello stesso tempo, del tutto comprensibili al grande pubblico. Grazie a lei, molti si erano avvicinati alla poesie.
... Continua

Il virus A raccontato dalla graffiante penna di Lia Celi:

Da quando è sceso in campo ha avuto tutti contro: classe medica, tivù, giornali. Lo accusano di insidiare minorenni, di farsi strada grazie a gente con le mani sporche, di invadere ogni settore della società grazie ai suoi canali di trasmissione capillari, rubando spazio agli altri malanni stagionali. Ma il virus H1N1, responsabile dell’influenza A, non è più disposto a tollerare il linciaggio mediatico: «E’ una persecuzione orchestrata da medici comunisti snob. Ce l’hanno con me perché sono un morbo che si è fatto da solo, nei porcili, non una patologia radical-chic. Ma proprio per questo il popolo è con me: anch’io vengo dal basso. E ogni giorno acquisto consensi.» Secondo gli osservatori stranieri non stupisce che da noi il virus sia più aggressivo che nel resto d’Europa: nato in un paese a democrazia fragile come il Messico, ha trovato in Italia una seconda patria. E la campagna di vaccinazione promossa dal ministero della Salute potrebbe non bastare a fermarlo. «Un’iniziativa stalinista, - tuona H1N1, - per impedire agli italiani di contrarre il virus che preferiscono. Ma io non mi lascerò mettere sotto da qualche anticorpo bolscevico: ho i mezzi per smascherare l’ipocrisia dei miei avversari.» Pare stiano già circolando video compromettenti che mostrano autorevoli infettivologi, direttori di quotidiani, e perfino dirigenti di Asl a letto con l’influenza A: si parla di veri e propri festini a base di Tachipirina e di un illustre politico, soprannominato Bronchi d’Oro, sorpreso ad approfittare in privato dell’aerosol blu di servizio.


Escort, veline, trans nelle ultime settimane non si parla d'altro, la sintesi gustosa di SuzieQ:

Postato da SuzieQ

FORD.........ma anche per gli altri. Ti va bene questo post? Per le gambe femminili il mio Staff sta lavorando per te. Facciamo il possibile, per i miracoli ci stiamo attrezzando........


Dal blog di Shapa una divertente sequenza felina:

Mai dimenticare di pulire la lettiera

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Il virus dell'influenza A commentato da Vauro:



Omaggio di Mauro Biani ad Alda Merini:

Elettroshock o poesia?



La poesia dell'Alda, perchè qua già s'era ascoltata per una bellissima occasione. E come dice Carlo: continuiamo a cercare salvezza negli elettroshock senza sapere che solo la poesia può salvarci.


La Comunità Europea impone all'Italia di rimuovere i crocefissi dalle aule scolastiche, i soliti baciapile difendono ad oltranza l'indifendibile per uno stato laico quale dovrebbe essere il nostro paese, il commento di Mauro Biani:

Posto fisso o Collocazione Provvisoria?



Ricordate? 6 anni fa si straparlava esattamente della stessa cosa. E qui si ricordava un bellissimo scritto dell'indimenticabile Tonino Bello, pensate un po': vescovo di Molfetta. Collocazione Provvisoria.


Dal solito PV64:

Logica matematica

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Logica%20Matematica%20Low.jpg


Soldi

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/IZ%20-%20Soldi%20Low.jpg



Pillola del giorno: L`italiano:
Mi può DISINNESCARE la segreteria telefonica?
(Ordigni moderni...)
Soffro di vene VORTICOSE. (Sarà un ballerino...)
Di fronte a queste cose rimango PUTREFATTO!
(Che schifo!)
Quando muoio mi faccio CROMARE. (Valido!)
Arriva il treno, hai BLATERATO il biglietto?
Come faccio a fare tutte queste cose
simultaneamente? Dovrei avere il
dono dell`OBLIQUITA`!
Un`onda ANONIMA ha travolto i surfisti.
Almeno l`italiano...SALLO! (Eh...)
Basta! Vi state COAGULANDO contro di me!
E` nel mio carattere: quando qualcosa non va, io
SODOMIZZO!
(=somatizzo, stategli lontano!!)
Anche l`occhio VA dalla sua parte...
(Si chiama strabismo...)
Non so a che santo RIAVVOLGERMI.
(Una videocassetta devota...)
Avete i nuovi telefonini GPL?
Il cadavere presentava evidenti segni di DECESSO.
(Ma va?!)

sabato 31 ottobre 2009

Torri gemelle, chi inganna chi. Dal blog Alice da Zero.

In alto: Immagine tratta dal blog http://dalfusoditaiwan.splinder.com/


Il denaro è come il letame che non serve se non è sparso.
Francis Bacon.



L'iniziativa per l'apertura del centro socio-culturale a Faleria sta andando avanti, ringrazio le amiche blogger che hanno pubblicato la missiva al sindaco, nei prossimi giorni darò notizie sugli sviluppi e a proposito di libri, da SuzieQ ricevo la segnalazione del nuovo racconto di Alberto Camerra (blog Keypaxx) "Fiori nella neve" la storia di un ex lottatore di wrestling, correte ad acquistarlo.

Chi non ricorda l'undici settembre 2001, una data che ha sconvolto la nostra storia recente, ma cosa successe veramente quel giorno? dal blog di AliceDaZero un video sconvolgente ricco di particolari che denuncia i retroscena di di quella interminabile giornata:

CHI INGANNA CHI........



In questi giorni si parla molto del virus A e del vaccino messo a disposizione dalle autorità sanitarie per contrastare la diffusione del contagio, ma siamo certi dell'efficacia di questo vaccino? Antonella Randazzo denuncia un disegno inquietante ordito dalle multinazionali del farmaco e appoggiato dall'OMS, una testimonianza da leggere e diffondere:

STERMINIO DI MASSA



Sono molti i medici in tutto il mondo che temono che sarà lo stesso vaccino a scatenare una pandemia di H1N1 combinata con H5N1. Questi timori purtroppo sono fondati. Quello che sta accadendo è fuori da ogni immaginazione: addirittura, in alcuni casi, negli stessi vaccini viene messo il virus, in modo da indurre i bambini vaccinati ad infettare gli altri.
Una società farmaceutica, la Baxter International, è stata sorpresa mentre distribuiva stock di vaccini nasali contaminati dal virus vivo dell'influenza aviaria, la H5N1.
Paradossalmente, il virus sarebbe stato brevettato tempo fa, come fosse una vera e propria arma di distruzione.
Il Dr. A. True Ott ha trovato nell'ufficio brevetti USA un brevetto del virus dell'influenza suina dell'azienda americana Medimmune, richiesto nel 2007 e ricevuto nel 2008. Questa è un'altra prova, se ce ne fosse bisogno, della malafede dell'Oms che ha detto che questo virus non esisteva prima e che i vaccini sarebbero necessari.
E' evidente che ci troviamo in un momento storico in cui il gruppo dominante desidera far diminuire la popolazione mondiale nel giro di poco tempo, e per questo, oltre ai soliti metodi (guerre, massacri, fame) vuole utilizzare la falsa pandemia, inducendo molti a vaccinarsi.
Occorre anche osservare che queste persone sono infastidite dalla corretta informazione sul vaccino che sta circolando in rete, a tal punto che qualcuno sta teorizzando la possibilità di bloccare la rete "in caso di pandemia".
Il GAO, lo U.S. Government Accountability Office, l’agenzia americana ha detto che nei momenti di emergenza la rete va chiusa. Nel documento “INFLUENZA PANDEMIC”, uscito questo mese e scaricabile in pdf da Internet, si fanno pressioni alla Protezione Civile americana, la Homeland Security Department, perché sviluppi una strategia per prendere il controllo della rete in caso di pandemia (fonte: http://www.byoblu.com/post/2009/10/27/La-protezione-civile-blocca-la-rete.aspx#continue). Chiediamoci perché si vuole fare questo.


Chi è il vero nemico degli aquilani e di tutti i cittadini colpiti dal terremoto in Abruzzo? Da Miss Kappa la risposta:

Il nemico

Bertolaso è uomo tutto d'un pezzo. Si fa come dice lui. E non si discute. "Case e non container per gli sfollati" tuona dall'alto della sua cattedra. Dimentica però di mettere i puntini: c.a.s.e. " Voglio tornare qui, fra uno o due anni, e incontrare persone che vivono serenamente nelle case che gli abbiamo dato. Non voglio trovare gente che si lamenta perché vive nei container, al freddo d'inverno ed al caldo rovente d'estate". Toni decisi, da duce. Probabilmente, oltre agli alloggi, fornirà anche la serenità, che, come tutti sappiamo, si vende a peso, nei supermarket.Sulla stessa linea il suo suddito e dipendente dottor Fabrizio Curcio che è intervenuto ieri all'assemblea cittadina, voluta dai comitati, alla quale non hanno partecipato la Provincia, né la Regione, né il nostro plenipotenziario. Ha inviato un emissario. Indottrinato, ma sprovveduto. E' pateticamente caduto davanti alle domande degli Aquilani. E ha fatto la figura del cretino. Il sindaco era presente, ed è riuscito a barcamenarsi fra le istanze pressanti degli sfollati. Ha buona scuola di partito alle spalle. Le richieste erano chiare: moduli abitativi alternativi alle tende, da posizionare nei campi d'accoglienza per coloro che non intendono o non possono lasciare la nostra città, chiarezza sul metodo di assegnazione delle abitazioni del piano c.a.s.e., e trasparenza su tutte le spese che la protezione civile opera sul business terremoto. Le conclusioni? Poche e deludenti. Ci è stato detto che per avere delle case mobili è necessario bandire appalti ed aspettare tempi lunghi. Ovvio che ciò suoni quantomeno strano, alla luce del fatto che, per allestire assi viari inutili, aereoporto altrettanto inutile, poichè mai utilizzato, e faraonici alloggi per i "grandi" della terra si è impiegato poco più di un mese. Basti pensare che un modulo removibile, in classe A, agevolmente e dignitosamente abitabile a lungo termine, costa settemila euro a persona. Uno sfollato in hotel o in tenda costa millecinquecento euro al mese, che, per sei mesi, porta a novemila euro, fino ad oggi. Di fronte a queste cifre schiaccianti, la protezione civile, nella persona del dott. Curcio, non ha saputo rispondere. Così come, miseramente, è caduta di fronte all'evidenza che il piano c.a.s.e. è un fallimento totale.
... Continua


Le notizie sulla benemerita non sono molto confortanti, i militari nei secoli fedeli che dovrebbero tutelare i cittadini pare siano affaccendati in tutt'altre faccende, vedi i quattro implicati nel ricattare l'ex presidente della regione Lazio e la vicenda del giovane Stefano Cucchi massacrato di botte a Roma, la cui unica colpa era di essere stato sorpreso in possesso di un paio di spinelli, un'altra storia sui militi viene raccontata dall'amica Giusi (Smiagola):

Arma dei carabinieri


Carabinieri

che dire, il caso Marrazzo ci dice chiaramente chi sono.

Ripenso agli anni '80 un piccolo paese in montagna con la sua bella casermuccia dei caramba, la divisa suscitava un discreto fascino sulle ragazzine del luogo, i ragazzi cercavano di fare amicizia con i carabinieri, soprattutto con quelli di leva, e il maresciallo stava a guardare. Quel maresciallo sembrava stesse sempre a guardare. Ma cosa? Guardava dentro la caserma o fuori? In quegli anni in caserma i commilitoni giocavano la roulette russa, ma questo si seppe solo quando ci scappò il morto: un giovane carabiniere, se ricordo bene stava facendo il servizio militare, ma avrebbe potuto essere anche uno di noi ragazzi che si viveva lì. A qualcuno era permesso entrare in caserma e ridere scherzare cazzeggiare anche con le armi di ordinanza di chi era in servizio. Erano gli anni in cui li prendevano tutti e non erano tutti svegli, parlavano raccontavano così si seppe presto cosa era successo, nessuno stava pulendo armi, quella notte, ci stavano semplicemente giocando e quella notte erano solo carabinieri non c'era nessuno del paese per fortuna, così si insabbiò tutto velocemente e bene.

Intanto in un bar poco distante si giocava a carte, a soldi naturalmente. In altri luoghi c'era chi si faceva gli affari suoi più o meno leciti guadagnando altrettanto bene e il nostro maresciallo stava a guardare. Poi con il passare degli anni qualcuno aveva accumulato un bel po' di soldi e lui lo sapeva bene, i ragazzi non erano più tanto ragazzini, erano cresciuti, i primi spinelli si fecero strada fra il gruppo allora nutrito di giovani. E il nostro maresciallo cominciò a muoversi..... così sua moglie ricevette in regalo una pelliccia di visone, la sua automobile aveva il cambio gomme assicurato tutto l'anno, poi le pellicce aumentarono e fare la spesa per la sua famiglia era davvero semplice bastava passare nei negozi lasciare la lista e ripassare a prenderla oppure farsela recapitare direttamente a casa. Il tutto senza spendere una lira.

... Continua


Parliamo dei politici che impazzano dalle nostre parti, SuzieQ svela alcuni retroscena poco edificanti riguardo al Senatùr:

Umberto Bossi: faceva il medico, ma senza laurea!

Ebbene sì, prima della camicia verde, il senatur aveva anche indossato il camice bianco! Diciamo subito che Bossi non ha mai avuto accertate competenze mediche, i suoi studi non lo hanno mai condotto a una laurea. Eppure... era riuscito a entrare in un ospedale, indossando il camice bianco. Abbiamo i brividi.
Quella di Umberto Bossi è una vita da millantatore doc. Era riuscito persino a ingannare la moglie, raccontandole che si era finalmente laureato, ma non era vero. La moglie scoprì la falsità e poi lo mollò.
Sempre a causa questa storia della finta laurea, anche la mamma del senatur era stata gabbata dal figlio. Un giorno il Bossi volle accompagnare sua mamma all'Università di Pavia, in occasione della presunta discussione della Tesi, ma la genitrice -poverina- non ha potuto assistere alla performance oratoria del figlio. Perché? Perché fu proprio Umbertino a non farla assistere (chissà con quale scusa). Fece ben tre feste di laurea, naturalmente per altrettante lauree inesistenti.
Nonostante tutto ciò, Umberto Bossi riuscì per due anni a lavorare in un ospedale, spacciandosi per medico (questa professione risulta anche dalla scheda di iscrizione del PCI, al quale aderiva).
Una caterva di menzogne! Ecco per cosa si caratterizza Bossi! Menzogne che continua a divulgare, pur di imbonire la massa col suo populismo da taverna sciatta e triviale. Menzogne che trovano un ambiente molto accogliente nel governo e nelle menti delle persone più ignoranti. Chi si somiglia si piglia!

(Nota di gossip: da ragazzo, Bossi era solito bazzicare al Liceo della sua città per far conquiste di ragazze, ma nessuna se lo è mai filato. Come direbbero i giovani di oggi: che sfigato)!

Ma che zuzzerelloni questi nostri politici!!!


La signorina Odette Toulemonde in questo post si improvvisa dottoressa e dispensa consigli dalla cura contro la stitichezza ai rimedi contro i raffreddori da fieno:

La Signorina Toulemonde tanti anni fa avrebbe voluto diventare un medico. Odette sarebbe stata una favolosa D.ssa., una di quelle che ti ascoltano, che ti consigliano, che non si rompe mai i coglioni. Odette sarebbe stata un favoloso medico condotto o una meritevole volontaria Emergency. Che poi chissà perchè Odette ha sempre 'ste visioni di sé scalza, mendicante e perennemente in ginocchio e penitente. Mah. Comunque sia. Odette che poi medico non ci è diventato, perchè a un certo punto s'è detta, se proprio, proprio devo curare, che si curi l'animo e il cervello il corpo verrà poi. Insomma, sì, la Signorina Toulemonde ha giocato al Dottore sul suo corpo. Ma ora che c'entra? Niente. E' che quando qualche conoscente si sente male, qualche parente lontano soffre di cefalea a grappolo, chissà come mai, invece di chiamare il medico, digitano il numero di casa Toulemonde e chiedono di parlare con Odette.
Odette conosce a memoria i bugiardini di almeno metà dei farmaci in circolazione, inclusi gli effetti collaterali dei suddetti. Il perchè lei li conosca è una storia lunga che tedierebbe il gentil pubblico, motivo per cui, ci si astiene e si procede più semplicemente col voler avvertire il grazioso parentame che:
... Continua

Ed ecco l'elenco dei buoni propositi per l'anno nuovo dell'amica BlueberryPie:

FORZA DI VOLONTA'

Bene. E' ottobre ma io ho già pronti i buoni propositi per l'anno nuovo.
Premetto che questa è la mia prima volta, nel senso che non sono una di quelle che scrivono "voglio diventare una persona migliore" con il rossetto rosso sullo specchio del bagno ogni 31 dicembre.
No, mai fatto.
Per cui non ho ancora fallimenti alle spalle, cosa che mi permette di essere discretamente fiduciosa.
Quindi:

#1 Essere meno curiosa
#2 Essere meno ossessiva nei confronti di certe persone
#3 Imparare a bere il caffè senza zucchero

Con il #3 ormai ci siamo, con i primi 2...no.
Ma ho iniziato presto così avrò tempo di seguire un percorso graduale...



Il blog DalfusodiTaiwan propone spesso quadri molto belli e originali, uno lo trovate all'inizio del post, qui di seguito sempre dello stesso autore Slobodan un altra opera:


Slobodan: Vecchio albero


Sulle frequentazioni dei vari esponenti politici con escort e trans si è parlato molto in queste ultime settimane, Michele Serra svela i filmati più gettonati:

Ma il più hard è Gasparri
di Michele Serra
Presso la redazione di 'Chi' sono depositati filmati e video che documentano gli scandali sessuali più significativi della classe dirigente. Il premier ha selezionato i più eccitanti per i dopocena di Palazzo Grazioli

Maurizio Gasparri
Sono depositati presso la redazione di 'Chi' filmati e video che documentano gli scandali sessuali più significativi della classe dirigente nazionale. Il premier (che li ha avuti in visione come editore del popolare rotocalco, come distributore cinematografico e come proprietario di quasi tutti gli appartamenti dove si sono svolte le orge) ha selezionato i più eccitanti per proiettarli nei dopocena di Palazzo Grazioli. Una apposita giuria, formata dai suoi ospiti e da lui presieduta, consegnerà il Premio Trimalcione al video più meritevole. Verrà anche assegnato un premio della critica, che adotterà criteri di qualità e non di mera quantità: favorito sarebbe il video 'Bondi, il mio nome è Bondi', nel quale si vede il ministro della Cultura che legge 'Penthouse' scuotendo la testa e imprecando perché ha dimenticato gli occhiali. Ma vediamo quali sono i filmati in concorso.

Marrazzo Di particolare efficacia i dialoghi. Il presidente della Regione Lazio chiede a un trans, con espressione stupita, come mai una ragazza così carina si fa chiamare Giorgio. In un'altra sequenza osserva con sorpresa un paio di scarpe da donna numero 48 chiedendo a un altro trans, l'ex sollevatore di pesi bulgaro Boris Struvanko, se al suo paese tutte le ragazze da marito hanno piedi così enormi.

Tremonti
Docu-film di particolare rilievo sociale per il ministro delle Finanze. Lo si vede, ospite della Confindustria, mentre visita un porno-shop esaminando una lunga serie di falli di gomma prodotti nel Nord-Est, nello stesso comprensorio che esporta in tutto il mondo scarponi da sci. Il ministro commenta con grande favore la capacità di diversificare la produzione, ma suggerisce di accelerare i tempi della riconversione: attualmente i falli escono di fabbrica ancora muniti dei ganci da scarpone, che ne rendono difficoltoso l'uso. Presente anche il fido amico Bossi, che per compiacere Tremonti costringe gli uomini del suo seguito a sperimentare di persona i manufatti.
... Continua


Si parla sempre di magistrati politicizzati, il commento di Vauro e una carrellata di sue opere tratte da Anno Zaro:

















La religione islamica nelle scuole? Il commento di Altan:




Pillola del giorno: Ha i piedi talmente maleodoranti che per provare le scarpe deve andare in paesi che non riconoscono la convenzione di Ginevra.
Egidio Morretti.


sabato 24 ottobre 2009

Biblioteca di Faleria 2. Lettera aperta al sindaco.

In alto: Immagine tratta dal blog http://mammastanca.splinder.com/


Il guaio dei nostri tempi è che il futuro non è più quello di una volta.
Paul Valéry.


Quando agli inizi di ottobre abbiamo incontrato il sindaco di Faleria per chiedere la riapertura della biblioteca pubblica la risposta è stata: Non ci sono fondi disponibili e inoltre è previsto il trasloco di alcuni uffici del comune proprio nell'edificio che ospita la biblioteca, pertanto la riapertura è rimandata a data da destinarsi; Noi comunque non ci siamo persi d'animo, da quel giorno abbiamo incontrato diversi abitanti della cittadina chiedendo se fossero a conoscenza di edifici pubblici che potessero ospitare da subito i libri che sarebbero stati sfrattati dagli impiegati comunali, ci è stato indicato un locale completamente vuoto chiamato l'Ospedaletto di San Giuliano un edificio che viene dato in affitto in alcuni giorni per manifestazioni politiche o culturali, e viene tenuto completamente inutilizzato per gran parte dell'anno, confortati dal consenso e in alcuni casi dall'entusiasta approvazione da parte dei cittadini scriviamo due righe al nostro caro primo cittadino, una lettera che verrà pubblicata sui seguenti blog collegati con noi: Odettetoulemonde, che ha partecipato alla stesura della missiva, SuzieQ, Stratosfera, Colpametafisica, BlueberyPie ... e verrà distribuita presso gli esercizi commerciali di Faleria e di Civitacastellana affinchè venga letta e valutata questa proposta di buonsenso dagli indubbi vantaggi per tutti i cittadini di Faleria e dei comuni limitrofi:

Biblioteca di Faleria 2. Lettera aperta al sindaco di Faleria.
sindaco@comunedifaleria.it

ep.c:
assessorecultura@comunedifaleria.it
assessorellpp@comunedifaleria.it

Caro sindaco,
abbiamo appreso dalle tue parole che la biblioteca pubblica non potrà essere riaperta fino a data da destinarsi poichè in quei locali è previsto il trasferimento di alcuni uffici comunali.
Pertanto abbiamo deciso con questa lettera di ribadire il concetto, senza polemica alcuna, che le strutture pubbliche sono a disposizione della comunità e dovrebbero essere i cittadini a decidere il loro uso. Dal momento che abbiamo scoperto che esiste un’altra struttura disponibile, l'Ospedaletto di San Giuliano, ti proponiamo di mettere questo edificio a impiego della nostra comunità così da poterlo adibire a luogo d'incontro permanente, tutti i giorni dalle otto di mattina fino a notte inoltrata. Ci piacerebbe che diventasse un Centro Socio-culturale sul modello del caffè letterario di Roma e del Centro Atrion di Carugate.
Vorremmo che il nostro fosse uno spazio di aggregazione e di proposta di attività culturali e politiche gestito in maniera comunitaria e collettiva. Offrirà a chi partecipa alle iniziative di esserne al tempo stesso promotore e organizzatore un ventaglio di servizi gratuiti o a prezzi politici, in modo da promuovere lo sport, la musica, la lettura di libri e quotidiani, l'uso di attrezzature informatiche e la connessione a Internet, ecc...

Vorremmo sottolineare che desideriamo che lo spazio sociale fosse completamente auto-gestito dagli abitanti di Faleria. Autofinanziato dalle molteplici attività che saranno intraprese: Biblioteca comunale, servizio di ristoro, corsi di informatica, e corsi di formazione alle nuove tecnologie riguardanti la biodilizia, le fonti rinnovabili, la Permacoltura etc.

Quanto sopra esposto è solo una bozza delle iniziative che si potranno realizzare per rendere questo luogo fruibile da tutti e per dare la possibilità ai cittadini di informarsi, leggere e acquisire conoscenze per intraprendere attività lavorative nuove e stimolanti.

Pertanto, caro Sindaco, ci aspettiamo che da subito codesta amministrazione si attivi affinché si proceda alla realizzazione del Centro Socio Culturale. Ribadiamo inoltre che detto Centro dovrà essere dotato di impianti a fonte rinnovabile, pannelli fotovoltaici, energia eolica e geotermica al fine di rendere il manufatto completamente autonomo a livello energetico. Tutte queste tecnologie saranno finanziate, come ben sai, dalla legge "Conto energia". Non chiediamo grandi investimenti di denaro e, soprattutto, pensiamo che questo centro porterà molti benefici a tutta la comunità di Faleria e delle cittadine adiacenti quali Calcata, Rignano Flaminio e Civita Castellana.

Ti proporremo un incontro nei prossimi giorni per illustrare i dettagli di questa iniziativa.

Cordiali saluti

I cittadini di Faleria



Alleghiamo La psicopatologia del lettore quotidiano, le tipologie del lettore medio illustrate da Stefano Benni:

PSICOPATOLOGIA DEL LETTORE QUOTIDIANO
[COME RICONOSCERLO IN LIBRERIA, COME AIUTARLO, COME LIBERARLO DAL SUO VIZIO]
tratto da Effe dell'inverno 1995 (N. 1)


1 LETTORE DEL TIPO "SPERDUTO" (LEGENS FORTUITUS)

Questo tipo di lettore non ha alcuna familiarità con le librerie. Vi entra solo una o due volte all'anno, a volte una o due volte nella vita. Si riconosce dall'aria spaurita e impacciata, da alunno che teme di essere interrogato da un momento all'altro. Cammina tra le pile di libri come tra mucchi di filo spinato, o cespugli di rovi. Ogni tanto lo potete sorprendere mentre legge il titolo di un volume con la stessa espressione preoccupata con cui guarderebbe la sua radiografia del rachide. Sorride solo quando vede apparire, su una copertina, il volto di un personaggio televisivo.
Allora chiama il compare (questi lettori viaggiano sempre in coppia per sostenersi a vicenda nell'impresa) e con grandi cenni di giubilo, gli indica che c'è qualcosa di umano in quel pianeta alieno. A questo punto prende coraggio, avanza e fa subito cadere una pila di pocket, ripiombando nel terrore. Riprende fiato nel settore mappe geografiche, dove lo si vede fingere interesse per la periferia di Hong Kong, mentre sta solo cercando un commesso a cui rivolgersi. Individuatolo, si accosta, ma quasi sempre chiede l'informazione:
a] a un cliente
b] alla cassiera sommersa dagli scontrini
c] alla sagoma in cartone di Umberto Eco.
Se a questo punto un vero commesso impietosito si avvicina, con aria abbastanza rassicurante da non metterlo in fuga, il lettore sperduto gli rivolgerà una delle seguenti richieste:
a] mi dà quel libro di cui parlava un prete con la barba al Maurizio Costanzo Show? (alla richiesta del commesso di fornire dati ulteriori, risponde: era seduto vicino a Heather Parisi)
b] mi dà un libro con la copertina dove c'è una donna e nel titolo c'è la parola "amore"? (alla richiesta del commesso di fornire dati ulteriori risponde: lo ha scritto uno che in televisione è tifoso dell'Inter)
c] mi dà il libro scritto in questo biglietto?
d] mi dà sei libri larghi complessivamente 42 centimetri che devo riempire un buco nella libreria?
e] mi dà un libro per uno che non legge? (domanda a cui più di un commesso reagisce con crisi epilettiche)
f] mi dà un romanzo da regalare a mia figlia per Natale dove la protagonista fa motocross e lui è uno dei Take That? No, non lo so se l'han scritto davvero, chiedevo a lei...
g] mi dà il libro che ha in mano quella della pubblicità dello sciroppo per la tosse?
h] mi dà un libro che si chiama "il processo di Kafka" però non so dirle l'autore?
i] mi dà il libro che è primo in classifica? Come sarebbe a dire, ci sono parecchie classifiche? Oddio, adesso come facciamo?
l] mi dà due Campielli uno Strega e due Viareggi ma mi raccomando, che non abbiano la fascetta rovinata
m] mi dà tredici libri da spendere in tutto duecentomila lire per tredici regali di Natale, ma faccia in fretta che non ho tempo da perdere.
Completiamo la descrizione del lettore sperduto segnalandovi una sua misteriosa particolarità. Il lettore sperduto è magnetizzato. Qualunque sia il libro che ha acquistato, con grande stress e tensione, quando uscirà dalla forca caudina del rilevatore di furti, l'allarme suonerà. Decine di commessi tenteranno di smagnetizzarlo ma sarà tutto vano e il lettore sperduto si troverà a lungo esposto al generale ludibrio. La sua già scarsa propensione a entrare in libreria uscirà massacrata da questa orribile esperienza. Il fatto è che è lui, il lettore, a far scattare l'allarme, e non il libro!
Il caso del lettore magnetizzato è da tempo allo studio di medici, editori e fisici. Per alcuni si tratterebbe di un'allergia all'ambiente, per altri di una vendetta del troll dei libri: ma nessuno è ancora riuscito a sciogliere il mistero.
Nei prossimi numeri parleremo del lettore professionista, del monolettore, del lettore povero e del lettore consigliatore.
Buona lettura.


Altre tipologie di lettore:
Il Lettore Superiore
Il Lettore Entusiasta
Il Lettore Fissato
Il Lettore Indeciso


Stefano Benni


E sempre a proposito di libri, la Libreria delle Donne di Milano tramite il sito Il Corpo delle Donne, ha preparato un interessante documento su donne e lavoro che è stato presentato in 25 città, un documento di straordinaria importanza:

Immagina

Immagina che questa politica morta, che vedi intorno a te, venga infine sepolta e faccia spazio a qualcosa di nuovo che si alimenta della vita narrata da ogni persona.”

A capo

E speriamo che il nuovo che arriva si alimenti anche e molto della vita narrata dalle donne.

Sabato 24 ottobre viene presentato in 25 città italiane il MANIFESTO DEL LAVORO DELLE DONNE E DEGLI UOMINI, scritto da 8 donne del Gruppo Lavoro della Libreria delle Donne di Milano con l’obbiettivo di proporre a tutti, donne e uomini quindi, un modo nuovo di concepire il Lavoro. Ci siamo prese la libertà di guardare oltre, credendo fortemente che forzare i confini di un modo di intendere il lavoro ormai obsoleto, possa recare vantaggi e far crescere la libertà di tutti.

Per un anno noi autrici del Manifesto ci siamo incontrate per confrontarci sul tema “Donne e Lavoro”: partivamo da un sapere ricco e variegato risultato di una lunga ricerca i cui risultati sono condensati in un prezioso volume: Il doppio Si, cioè il sì che le donne di oggi dicono sia al lavoro che alla vita privata, con tutti i problemi che ne derivano.

Il Manifesto è rivoluzionario: come definire altrimenti un documento che parla di lavoro partendo dall’esperienza e dai desideri delle donne?

Fino a ieri sarebbe parso inconcepibile; oggi esiste. D’ora in poi ci sarà uno scritto su cui discutere e riflettere che afferma che sì, possiamo iniziare a progettare modi e tempi del lavoro che tengano fortemente conto di quanto noi donne abbiamo appreso sul campo negli ultimi anni e ancor più, dei nostri desideri finora inespressi e che da oggi possono coraggiosamente plasmare un nuovo modo di concepire il lavoro.

A capo

Il Manifesto è uno dei tanti frutti della Libreria delle Donne di Milano, libreria di femministe di lunga data, da cui negli anni sono usciti documenti che hanno fatto storia, non solo per le donne. Per me la Libreria è un incontro relativamente recente, e con rispetto ho accettato la proposta di far parte del Gruppo Lavoro. Negli ultimi mesi si è molto parlato del silenzio delle donne e delle sue ragioni. Si è parlato anche di femminismo e di come questa parola piaccia oggi a pochissimi. Vorrei ricordarvi che la Libreria è stata negli anni un luogo importantissimo dove le donne hanno saputo stare in ascolto, capaci quindi di rilevare quanto il silenzio delle donne nella società fosse solo apparente. Bisognava avere orecchie fini e le voci sarebbero divenute udibili.

A capo

A capo

Sabato alle h 16 alla Casa della Cultura di Milano in via Borgogna 3, presenteremo il Manifesto a tutte e a tutti quanti vorranno condividerlo con noi.

A capo

La presentazione del Manifesto verrà fatta in contemporanea in 25 città:

Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Chioggia, Foggia,

Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Parma, Pescara, Pesaro, Roma, Siena,

Spinea-Mirano, Squinzano,Verona,Venezia-Mestre, Torino.


Un appello che viene dall'Aquila, denuncia la spaventosa situazione dei cittadini abruzzesi nella morsa del freddo pubblicato da 3e32 rete coordinamento de L'Aquila ripreso anche dal blog di Sabina Guzzanti:

OTTOBRE 2009: ALL’AQUILA E’ EMERGENZA UMANITARIA

english version click here

version française, click ici

Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere.

A chi ha mantenuto alta l’attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma.

Oggi, il 18 di ottobre, all’Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sfiorano i -5°C ed andiamo incontro all’inverno, un inverno che sappiamo essere spietato.

Le soluzioni abitative, promesse per l’inizio dell’autunno, non ci sono. Circa 6000 persone sono ancora nelle tende.

Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C.A.S.E o nei M.A.P.

La maggior parte degli aquilani sono sfollati altrove in attesa da mesi di rientrare. Ora, con lo smantellamento delle tendopoli altre migliaia di persone sono state allontanate dalla città e mandate spesso in posti lontani e difficilmente raggiungibili.

Noi, definiti “irriducibili”, siamo in realtà persone che (come tutti gli altri) lavorano in città, i nostri figli frequentano le scuole all’Aquila, molti non sono muniti di un mezzo di trasporto, altri possiedono terreni od animali a cui provvedere. Siamo persone che qui vogliono restare anche per partecipare alla ricostruzione della nostra città.

Da oltre sei mesi viviamo in tenda, sopportando grandi sacrifici, ma con questo freddo rischiamo di non poter più sopravvivere.

Se non accettiamo le destinazioni a cui siamo stati condannati (che sempre più spesso sono lontanissime) minacciano di toglierci acqua, luce, servizi.

Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno della vostra solidarietà.

... Continua


In questa nostra società siamo tutti costretti a lavorare per poterci mantenere, dal blog Manisullacittà uno scritto di Silvano Agosti che fa meditare:

Mentre fino ad ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso: "Pensa questi ****** che mi stanno rubando l'unica vita che ho, perché non ne avrò un'altra, ho solo questa... e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno...per fare cosa? come si fa in un giorno a costruire la vita?!"
Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire...
Deve sempre pensare, con una coscienza perfetta:
"Questi stanno rubandomi la vita, in cambio di 1.500 euro al mese, bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile"
Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere 77 miliardi e un essere umano 1.500 euro al mese, bene che vada.
Secondo me, poi, siccome c'è un parametro che, con le nuove tecnologie, i profitti sono aumentati almeno 100 volte... e allora il lavoro doveva diminuire almeno 10 volte!
... Continua

Bisogna regolarizzare i rapporti fra Stato e mafia, lo afferma Michele Serra in questo suo autorevole articolo:

Quel pizzino sapeva di pecorino
di Michele Serra
Alla luce delle ultime rivelazioni, emerge l'esigenza di regolamentare i rapporti tra Stato e mafia. Per esempio, gli incontri tra Provenzano e gli emissari dei governi in carica si sono rivelati inutili: questi ultimi non capivano una parola di ciò che diceva il Capo dei Capi

Un fotogramma de "Il Padrino"
Alla luce delle ultime rivelazioni, emerge con chiarezza l'esigenza di regolamentare i rapporti tra Stato e mafia. Troppi equivoci, troppa confusione. Per esempio, secondo le ricostruzioni più attendibili, almeno la metà degli incontri segreti tra Provenzano e gli emissari dei governi in carica si sono rivelati inutili perché questi ultimi non riuscivano a capire una parola del Capo dei Capi. Valga per tutti questo breve stralcio, tratto dal verbale dell'ultimo vertice in uno degli imprevedibili nascondigli segreti del boss, a casa sua. Provenzano - Inquallacchie! È tutto un inquallacchie, voi dovite intrugare lo scocchio! Ministro - Come? Come ha detto? Provenzano - E ci risiamo! A Tipizzi ci dissi dei lupini! Qui non si cava un ramaglio dai porticchi! E i porticchi chi ce li deve mettere, io? Ministro - Eh? Come dice? Eh? Provenzano - Ma tenete li orecchi affitati? Oppuro state voi a fare parizzi tutti i sante? Ministro - Prego?
Eh? Come? La riunione si risolse in un nulla di fatto. Tanto che, per i prossimi incontri, è stato deciso, bilateralmente, di mettere a punto un nuovo protocollo. Questi i punti principali.

Interprete Indispensabile la presenza di un interprete simultaneo, che traduca in italiano le richieste della mafia. La mafia ha accettato purché un altro interprete traduca in italiano le risposte dei politici. Per esempio la frase "vedremo di attuare tutta una serie di misure tese a dare risposta alle esigenze prioritarie dei soggetti interessati a una soluzione rapida e certa delle questioni sul tappeto" verrà tradotta "aboliremo il 41 bis".

Pizzini È sotto accusa lo stato deprecabile della maggior parte dei pizzini. Il forte odore di pecorino ha provocato una protesta formale della polizia scientifica. Il pentito Carmelo Di Snocciolo, killer del rione Santa Intusimata, ha rivelato agli inquirenti di essere stato costretto a uccidere decine di persone perché nel pizzino il nome della vittima non era chiaro. "C'era scritto di uccidere un certo Paolino ma il cognome era coperto da una macchia di sugo. Hai voglia a fare fuori tutti i Paolino, ci ho messo sei mesi, ho lasciato la mafia perché non si può lavorare in questa maniera".
... Continua

Il commento di Vauro sulle primarie del PD ed una carrellata di sue vignette:












Il nostro popolo descritto dalla penna di un fine umorista: Altan



Pillola del giorno: Dario Fo e Enzo Jannacci

mercoledì 21 ottobre 2009

Cos'è la satira. Interviste di Daniele Luttazzi.

In alto: Immagine tratta dal blog http://witchwings.splinder.com/



Un pompelmo è un limone che ha avuto un'opportunità e ne ha approfittato.
Oscar Wilde.


La satira fa paura ai potenti, anzi è una delle poche manifestazioni di dissenso che questi personaggi temono, essi si ritengono invincibili e immuni da qualsiasi legge che possa danneggiare i loro interessi, Sergio Saviane definisce la satira: La satira è un mezzo che permette di esprimere con ironia, sarcasmo o cattiveria giudizi proibitivi, critici o morali spiazzando ed eliminando l'avversario a volte con lo sberleffo più atroce. Può smuovere anche al riso, ma è un riso cattivo, molto amaro. Infatti i grandi artisti della satira come Stefano Benni, Daniele Luttazzi, Dario Fo, Franca Rame, Michele Serra vengono sistematicamente ignorati dai media, per fortuna che c'è la rete che ci consente di arrivare ai loro scritti, in questo post Daniele Luttazzi intervista tre grandi della satira: Stefano Benni, Sergio Saviane e Riccardo Mannelli, nel rinnovare l'invito ad Acquistare l'ultimo libro di Benni: "Pane e Tempesta, edizioni Feltrinelli, propongo questa stuzzicante intervista:

DOMANDE SULLA SATIRA
A CHI LA SATIRA LA FA
di Daniele Luttazzi

a Stefano Benni, Sergio Saviane e Riccardo Manelli

Daniele Luttazzi Cos'è la satira?

Stefano Benni
La satira è una delle cinquantasei tonalità della scrittura umoristica-immaginativa e come tale è contraddittoria, emozionante e complessa, a differenza del dibattito che spesso la accompagna.

Sergio Saviane La satira è un mezzo che permette di esprimere con ironia, sarcasmo o cattiveria giudizi proibitivi, critici o morali spiazzando ed eliminando l'avversario a volte con lo sberleffo più atroce. Può smuovere anche al riso, ma è un riso cattivo, molto amaro.

Riccardo Mannelli Una volta mi piaceva rispondere come Kurt Toucholsky (1934): "Tutto." Ma in questi giorni di "predominio dell'imbecille" conviene specificare un po' meglio. Intendo per "tutto" (e Toucholsky prima di me) semplicemente le cose della vita che mi entrano in corpo attraverso i miei cinque sensi: vista, tatto, olfatto, udito e gusto. È roba materica, chimica, che ha a che fare con il metabolismo. E non con il giornalismo, come piace pensare a tanti passerini in carriera. Accidentalmente può diventare anche un mestiere. Ma prima vivere.

Daniele Luttazzi La satira ha dei limiti?

Stefano Benni
L'autore di satira (quello che piace a me) non ha altro limite che quello che si pone autonomamente e cioè il limite di tutto ciò che lui profondamente rispetta. Non sonno gli altri a doverglielo indicare.

Sergio Saviane
Non ha limiti.

Riccardo Mannelli
L'arte ha dei limiti? Secondo la Santa Inquisizione per esempio sì, doveva averli. E anche per i Soviet. Per i nazisti. I Taleban...

Daniele Luttazzi
Ci sono degli argomenti tabù per la satira?

Stefano Benni
I tabù della satira non dovrebbero essere gli argomenti, ma il modo di affrontarli e cioè la ripetitività, il tormentone, la prevedibilità, la megalomania, la familiarità col potere e l'ipocrisia di dire che "non si è schierati". Questi dovrebbero essere i veri tabù da evitare, altroché le mutande e l'onore dei politici.

Sergio Saviane Gli argomenti tabù distruggerebbero il basamento della satira.

Riccardo Mannelli
Gli argomenti tabù sono quelli che danno più sugo. Quando m'accorgo di avere qualcuno nascosto nelle budella il sugo raddoppia.

Daniele Luttazzi
Il buon gusto è un criterio per giudicare la satira?

Stefano Benni
Il buon gusto, di questi tempi, è un criterio invocato soprattutto da persone cattivissime e senza gusto.

Sergio Saviane
Il termine buon gusto non esiste nella satira. Sarebbe come distinguere la satira di sinistra dalla satira di destra, un'abitudine orrenda entrata in uso e dilagata purtroppo in Italia. L'esempio più recente è il caos, la confusione e l'immaturità dei partiti-televisione scatenata dal caso Satyricon. La satira non va mai discussa e non va mai spiegata. È un gran evento della natura. Il minuetto Luttazzi-Travaglio è un raro esempio di satira autentica.

Riccardo Mannelli Quelli che si appellano al buon gusto non sono per caso gli stessi che s'ingolfano dalla nascita di sofficini e plastiche precotte? Che si masturbano coi calendari? Che si bastonano tutte le domeniche guardando dei miliardari che ricorrono un pallone? Che s'acculturano da Costanzo? Che comprano tonnellate di lamiere cromate per farci spappolare dentro i figli ogni sabato sera? Che si vestono come manichini Standa? Che s'indebitano per farsi deportare 15 giorni all'anno in riviera e in villaggio? Quelli che da 2000 anni adorano l'immagine di un disgraziato che penzola da una croce inchiodato a sangue (che più macelleria non si può...)? Quelli che "'Sto frocio", "Quella zoccola", "Anvedi 'sto negro di mmerda", "Ce vole la pena di morte"... (Potrei continuare per settimane).
... Continua

Dopo avere letto questa illuminante intervista è d'uopo accompagnarla con uno dei più bei racconti di Stefano Benni, I sette gnomi di Zurigo, la versione grottesca di una riunione fra i grandi della terra che, pare si riuniscano davvero una volta l'anno presso un castello in Svizzera per decidere le sorti del mondo, un racconto che è stato postato qualche mese addietro e si trova insieme ad altri bellissimi brani nella categoria "racconti" da leggerli tutti avidamente, preferibilmente in compagnia:

I sette gnomi di Zurigo. Di stefano Benni.

Nella foto pesce falco: " Oggi lasciateme perde che c'ho le madonne!" da http://www.fotoantologia.it/

Si parla di economia, e come al solito le notizie sono sempre più devastanti, se perfino il governatore della Banca d'Italia, Draghi, ammette che siamo in recessione, ma oggi vorrei parlare di una piccola notiziola che ho letto tempo addietro: Dice la leggenda che ogni anno in un castello in Svizzera si riuniscono i grandi della terra: Banchieri, industriali, petrolieri e monarchi si ritrovano in questo ameno maniero per decidere le sorti del futuro del pianeta, persone per intenderci che si spostano con i loro aerei personali; Non sono in grado di sapere se è una notizia vera, o una bufala, però ho scovato nel mio archivio un articolo di Stefano Benni del 1998 che parla di questi argomenti, lo propongo nella sua versione integrale.

I sette gnomi di Zurigo.


IN MEZZO a un bosco, vivevano i sette gnomi di Zurigo. Erano i più ricchi e abili speculatori delle borse mondiali, ma erano rimasti persone semplici. La loro casetta era di sole centonovanta stanze, tutta circondata da cerbiatti e coniglietti, alcuni vivi, altri penzolanti dal reticolato a duemila volt. Nella sala delle riunioni prese la parola l'autorevole Dotto. Era laureato in aggiotaggio a Harvard e aveva studiato scienza della liquidazione con Romiti. Anche Wall Street temeva le sue previsioni.
- Fratelli gnomi - disse - il momento è difficile. Il mercato è impazzito ed è sotto quello che noi chiamiamo l'effetto Clinton, cioè va a tiramenti e non si sa mai se quello che dice è vero. Perciò dobbiamo elaborare nuove strategie di investimento.
- Io ho un'idea - disse Eolo, tirò una riga di coca e esplose in uno starnuto - questo è il momento di investire sul mercato della droga. L'economia sudamericana è debole, e si possono comprare tonnellate di roba a prezzi stracciati. Basta scegliere un socio onesto e affidabile, la mafia italiana, la triade cinese, le nuove mafie russe. E si stanno aprendo nuovi settori di vendita. Ci sono al mondo duecento milioni di giocatori di calcio. Se li convinciamo che la cocaina fa lo stesso effetto della creatina, siamo ricchi.
- Zitto, drogato di merda - disse il mite Mammolo. - Il mercato migliore resta il Giappone. Sono in crisi momentanea, ma presto faranno uscire le ultime generazioni, cioè le invenzioni che non entrano sul mercato finché non è stata venduta la generazione precedente.
AUTO ecologiche con l'airbag fatto con un pagliaio, computer che convincono a comprare un altro computer, telecamere intelligenti che si addormentano durante il dibattito. E poi videogiochi portatili interattivi dove ti sparano veramente addosso, basta che li prendi sotto braccio e vai nel centro di una qualsiasi città italiana. E il gioco "il piccolo genetista", dove puoi coniare i tuoi gattini o fare un ibrido tra il nonno e un basset-hound e vedere se vien fuori Cuccia. Il futuro è a oriente.
- Certamente scemo - disse Pisolo - ma non in Giappone, bensì in Cina. È l'unico paese che ha già risolto il problema delle trentacinque ore, infatti le fanno ogni tre giorni. Sono riusciti a spuntarla contro il Fiume Giallo, che in caso di alluvione è quasi più disastroso della Regione Campania. La Cina è il mercato del futuro. Ad esempio, non hanno le carte da gioco da infilare nelle ruote della bicicletta per fare il rumore del motorino. Lanciamo la moda, un bello spot con la Claudia Schiffer e Pantani, ed ecco che tutti i cinesi vorranno la bicicletta col frullo, è un affare di miliardi.
- Cretino passatista, altro che biciclette, lì stanno fabbricando grattacieli - lo interruppe Cucciolo, il rampante della famiglia, ventidue anni e già diciotto avvisi di garanzia -. In tempi di recessione bisogna rischiare, perciò il mercato migliore è l'Italia. Lì non si sa mai cosa succederà il giorno dopo. Ogni giorno c'è una modifica alla finanziaria, una smentita sulle tasse, un coito interrotto sulla giustizia.
-No, giovane scriteriato, l' Italia è troppo rischiosa - disse il gaio Gongolo, che sembrava un incrocio tra Prodi e Magalli - il futuro è a Est. Infatti tutte le aziende italiane si sono buttate in Romania, in Ungheria e in Russia. La maglieria, i pezzi di ricambio, i film porno, là tutto si fa con meno. Presto Eltsin si dimetterà, perché non hanno più pile per tenerlo caricato. Se vorranno mangiare, i russi dovranno rilanciare il settore portante della loro economia alimentare, e cioè l'orto privato. Zappe, concimi, semi di cetriolo, ecco dove investire. Lanciare nuovi ibridi, come il pomodoro San Marzano con la pelliccia per climi freddi. Ci uniremo a Berezovsky, il Berlusconky russo: proprio come Silvio non sopporta che gli chiedano come ha fatto i soldi ed è pieno di televisioni. La differenza è che lui i comunisti ce li ha intorno davvero.
- Gentile collega, mi consenta di dissentire - disse l'elegante e garbato Brontolo, laureato in money recycling alla Bocconi - il mercato migliore resta quello delle armi. Negli ultimi anni non ci ha mai tradito. Dobbiamo solo superare la diffidenza della gente. In America si possono già comprare i mitra al supermarket, ma presto potrebbe accadere ovunque. Io sogno mercatini di pistole tipiche nelle sagre, il Salone del Missile Marino a Genova, la fiera dell'esplosivo a Piedigrotta, la pistola da borsetta di Trussardi, e le televendite in diretta, con l'annunciatore che dice: "E ora che abbiamo ascoltato queste brutte storie di violenza il nostro sponsor ci dirà come proteggere la nostra casa col mortaio salvavita, così semplice che può spararci anche un bambino".
- Siete un branco di piccoli idioti - li interruppe una voce femminile. Sulla soglia apparve una donna col viso angelico e un caschetto di capelli neri. - Il futuro finanziario è dei Mac Donald. Ogni sei ore nasce un nuovo Mac Donald, si vendono duecento hamburger ogni sei pizze. Il Mac è la vera globalizzazione mondiale, la Madre di tutti i succhi gastrici, l'affare che divorerà tutti gli affari. Il ketchup è il sangue di ogni recessione alimentare. Ho investito tutto il nostro capitale in azioni Mac Donald.
- Sei grande Biancaneve - disse Dotto - sei meglio di Marina Salamon, della moglie di Dini, di Donatella Versace, sei una genia dela finanza, sei...
- Zitto, microbo. E andate subito a preparare i costumi per le foto. Da domani in ogni Mac Donald mondiale, insieme all'hamburger, verranno regalati sette pupazzi di nanetti con le vostre fattezze, più una Barbie Biancaneve gonfiabile.
- Ma costerà una cifra.
- Risparmieremo altrove. Negli hamburger non ci sarà più la fetta di carne, ma un gratta e vinci profumato all'aglio. La gente si abituerà. E adesso andate a lavorare e cantate la canzoncina, ultimamente le vendite dei dischi sono in ribasso. Forza, scattare!
- Sei una vera strega Biancaneve - sibilò Dotto, si prese un rasoterra nel sedere e andò a mettersi in fila con gli altri.
Stefano Benni.

Una donna meno conosciuta dei personaggi sopracitati, Cuordiscarogna, una persona dotata di un grande senso dell'umorismo, in questo post racconta di una disavventura fra le mura di casa, un racconto spassosissimo:

Lo so, avete ragione, stare sempre lì a menarla con i miei ameni mazzi privati inizia a diventare imbarazzante. Ma questo vi tocca.

Premessa.

Le basi della casalingletudine* prevedono che quelle poche, oneste domeniche non impegnate al ristorante vengano trascorse in casa. Sì esatto, quella stessa casa_1971 in cui convivono a turno vari disadattati, 4 cani, un gatto, policrome muffe, molteplici parassiti ed un geco. E già questi sarebbero giustificati motivi di inquietudine.

In più Sara odia i weekend.

Non perché sia una fottuta misantropa (figuriamoci) ma solo perché nei festivi le due versioni di Sara, quella normal (nei limiti) e quella extraordinary, convivono e si innestano con modalità assolutamente random.

Prologo.

Sabato sera.

Sara torna a casa dopo una giornata trascorsa a spignattare al ristornate, apre il frigo che sa di scantinato e dopoguerra e lo trova desolantemente vuoto. Nel breve tragitto che va dal congelatore alla lavatrice Sara si spoglia distrattamente lanciando gli indumenti qui e lì alla rinfusa e dedicandosi alla ricerca delle ciabatte. Ne trova solo una. Non ha tempo e voglia di cercare la gemella, e poi la claudicanza le dona un’aria ancor più naif (Capisco che per l’utente medio di questa Community immaginarmi seminuda sia causa di eiaculazione precoce ma cercate di ricordare che se sono ancora single alla veneranda età di 38 anni un motivo ci dovrà pur essere).

Così discinta Sara apre la dispensa. Che disdetta: non c’è nemmeno quel troiaio di curry e tamarindo in busta che la Nostra è solita mangiare. Nell’angolo, dimenticata da Dio e dagli uomini, giace una confezione da 500 gr di prugne Jumbo denocciolate, comprate in preda ad una ciclica foga salutista. Bene, a questo punto piazzatevi davanti al computer con la vostra scatola violetta e mangiatene quasi tutto il contenuto, leccandovi accuratamente le dita tra una prugna ed un tasto.

Il giorno dopo

Vi sveglierete a causa di strani rumori e vibrazioni che solo dopo parecchi minuti riuscirete a ricondurre al vostro intestino. In preda al panico avrete la forza di chiamare l’Ipocondriaco avendo cura di allertarlo circa la vostra situazione (Ti prego corri ho una colica, porta tutti i medicinali in tuo possesso). Trenta secondi dopo entrerete in bagno per non uscirne prima di quarantacinque minuti.
... Continua

Con l'arrivo dell'inverno la situazione dei cittadini terremotati in Abruzzo si sta facendo sempre più drammatica, l'appello di Miss Kappa a non dimenticarci di loro:

URGENTISSIMO

Domani rientrerò a L'Aquila. Nella casa presa in affitto. Sarò di nuovo in prima linea.Per qualche giorno avrò difficoltà di connessione. Vi lascio un messaggio importantissimo. Fatelo girare più che potete. Aiutateci. Gli attendati hanno bisogno della solidarietà di tutti gli Italiani. Visto che dal Governo e dalle amministrazioni locali non arriva.

OTTOBRE 2009: ALL’AQUILA E’ EMERGENZA UMANITARIA

Facciamo appello a tutti coloro che in Italia hanno dimostrato sensibilità a quanto qui è successo e continua ad accadere.
A chi ha mantenuto alta l’attenzione sul dramma che ha colpito il nostro territorio e sulla gestione del post sisma.
Oggi, il 18 di ottobre, all’Aquila fa freddo. Siamo nella fase più drammatica, la notte già si sfiorano i -5°C ed andiamo incontro all’inverno, un inverno che sappiamo essere spietato.
Le soluzioni abitative, promesse per l’inizio dell’autunno, non ci sono. Circa 6000 persone sono ancora nelle tende.Meno di 2000 persone sono finora entrate negli alloggi del piano C.A.S.E o nei M.A.P.La maggior parte degli Aquilani sono sfollati altrove in attesa da mesi di rientrare.
Ora, con lo smantellamento delle tendopoli altre migliaia di persone sono state allontanate dalla città e mandate spesso in posti lontani e difficilmente raggiungibili.Noi, definiti “irriducibili”, siamo in realtà persone che (come tutti gli altri) lavorano in città, i nostri figli frequentano le scuole all’Aquila, molti non sono muniti di un mezzo di trasporto, altri possiedono terreni od animali a cui provvedere. Siamo persone che qui vogliono restare anche per partecipare alla ricostruzione della nostra città.Da oltre sei mesi viviamo in tenda, sopportando grandi sacrifici, ma con questo freddo rischiamo di non poter più sopravvivere.Se non accettiamo le destinazioni a cui siamo stati condannati (che sempre più spesso sono lontanissime) minacciano di toglierci acqua, luce, servizi.Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno della vostra solidarietà.Gli enti locali e la Protezione Civile ci hanno abbandonati. Secondo le ultime notizie che ci giungono i moduli abitativi removibili che stiamo richiedendo a gran voce da maggio, forse (ma forse) arriveranno tra 45 giorni.Oggi invece abbiamo bisogno di roulotte, camper o container abitabili e stufe per poter assicurare una minima sopravvivenza. Visto che le nostre richieste alla Protezione Civile e al Comune non sono prese in minima considerazione chiediamo a tutti i cittadini italiani un ulteriore sforzo di solidarietà.E abbiamo anche bisogno di non sentirci soli.Per questo vi chiediamo di organizzare dei presidi nelle piazze delle città italiane per SABATO 24 OTTOBRE portando nel cuore delle vostre città delle tende per esprimere concretamente solidarietà a noi 6000 persone che viviamo ancora nelle tende ad oltre sei mesi dal sisma.Un altra emergenza è cominciata oggi. Non dettata da catastrofi naturali ma dalla stessa gestione del post sisma, da chi questa gestione l’ha portata avanti sulla testa e sulla pelle delle popolazioni colpite.
Alcuni abitanti delle tendopoli sotto zero.

Per donazioni e contatti:
emergenzaottobre2009@gmail.com
339.19 32 618 - 347. 03 43 505

per ulteriori informazioni aggiungo il mio numero
348. 30 55 965

E' terribile dover constatare in quali condizioni di estrema sopravvivenza vengano tenute migliaia di persone, ed è ancora più terribile sentir parlare di grandi opere come il ponte sullo stretto, un'opera perfettamente inutile, basti ricordare il devastante terremoto che avvenne a Messina nel 1908 ed i successivo tsunami che provocò migliaia di morti fra Messina e Reggio Calabria, basterebbe ricordare quel terrificante tragico evento per dimostrare l'inutilità e pericolosità di un ponte costruito su una delle zone più a rischio sismico del nostro paese, da Scienza on line un articolo sullo tsunami di Messina:

Il catastrofico tsunami di Messina del 28 dicembre 1908: come ne abbiamo scoperto la causa

Il 28 dicembre 1908, alle ore 5:20 circa, un terremoto catastrofico (magnitudo circa 7), uno dei più forti mai registrati in Italia, colpì lo Stretto di Messina seminando distruzione e morte nelle città di Messina e Reggio Calabria e nei villaggi vicini. Non appena la scossa terminò, alcuni dei sopravvissuti fuggirono dalle case diroccate e cadenti e si rifugiarono nelle spiagge adiacenti nella speranza di trovare un luogo sicuro lontano dagli edifici pericolanti. Pochi minuti dopo il terremoto, però, un'onda di maremoto si abbatté con violenza inaudita lungo le coste calabresi e siciliane dello Stretto penetrando nell'entroterra per alcune centinaia di metri e seminando nuovamente distruzione e morte tra coloro che erano sopravvissuti al sisma. Al termine degli eventi tragici, si contarono non meno di 60000 morti. L'interruzione di tutte le linee di comunicazione impedì ai sopravvissuti delle province di Messina e Reggio Calabria di chiedere un tempestivo aiuto a Roma.

A Roma, nella mattina del 28 dicembre, l'allora Presidente del Consiglio e Ministro dell'Interno, Giovanni Giolitti, ricevette da Catania, Palermo e Catanzaro alcuni telegrammi che annunciavano l'evento sismico avvenuto nelle prime ore del mattino senza però riferire di danni seri nei luoghi da cui i telegrammi provenivano. Nel frattempo, Messina e Reggio Calabria tacevano. Solo nelle prime ore del pomeriggio, un telegramma giunto sul tavolo del Presidente del Consiglio recitava: "Messina distrutta". Pare che Giolitti non volesse credere a tale notizia. In seguito, alle ore 17:25, giunse a Giolitti un secondo telegramma dello stesso tono del precedente, inviato questa volta dal tenente di vascello Belleni, che, partito da Messina dopo il disastro al comando della torpediniera Spica, si era dovuto spingere sino a Nicotera, in Calabria, per trovare finalmente un telegrafo funzionante. In serata, altri telegrammi in arrivo dalle province siciliane e calabresi chiarirono finalmente l'entità del disastro a Giolitti, il quale, con lentezza ed un iniziale scarso convincimento avviò le operazioni di soccorso. La cronaca di quei giorni tragici, i telegrammi con le richieste di aiuto ed i motivi che avevano indotto Giolitti a ritardare l'invio degli aiuti sono riportati con dovizia di particolari nel libro "La terra trema" di Giorgio Boatti (2004, Mondadori, Milano).


Figura 1. Carta fisica del fondale marino (batimetria) del Mar Ionio. Si noti il corpo di frana e la relativa nicchia di distacco nel tratto di mare antistante Giardini Naxos. Figura riprodotta da Marani et alii 2004 ("Seafloor bathymetry of the Ionian Sea", APAT, Roma) e da Billi et alii 2008 ("On the cause of the 1908 Messina tsunami, Southern Italy", Geophysical Research Letters, volume 35, doi: 10.1029/2008GL033251). Clicca x Ingrandire


Una storia simile a quella di Messina del 1908 si ripeterà in occasione del sisma dell'Irpinia del 23 novembre 1980 (ore 19:34 circa). A causa dell'interruzione delle linee di comunicazione, solo molte ore dopo la scossa principale di terremoto le autorità preposte si resero conto che le zone maggiormente danneggiate e bisognose di aiuto erano quelle irpine e non la città di Napoli, verso cui era stata diretta la maggior parte degli aiuti già dalla sera del 23 novembre.
... Continua

Lella Costa è una grande scrittrice, anche lei dotata di una verve umoristica unica, in questo post Soriana parla di questa versatile artista e del suo ultimo libro:

La sindrome di Gertrude

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Un suo testo teatrale, credo del 2003, si chiama “Traviata: l’intelligenza del cuore”.
Beh, io credo che sia proprio lei, Lella Costa, a essere dotata di questa particolare, rara intelligenza.
L’ho percepita anche ieri, alla presentazione del suo libro
La sindrome di Gertrude quasi un autobiografia alla libreria Coop Ambasciatori di Bologna. E’ uscito il mese scorso ed è edito da Rizzoli. Io l’ho acquistato a Mantova, e vado molto orgogliosa della dedica che l’autrice mi ha scritto: A Milvia, ragazza del cuore, con affetto, Lella”. Amo pensare che, avendomi incontrato qualche volta, conoscendomi un poco, la dedica sia “pensata”.
Di intelligenza del cuore è intessuta ogni riga del libro, che è appunto “quasi un’autobiografia”, ma in realtà parla anche di noi, degli avvenimenti che hanno attraversato la sua e la nostra vita in questi ultimi anni.
Cosa significa intelligenza del cuore? Significa, per me, guardare le cose con Umiltà, avere la capacità di ascoltare e di imparare sempre dalle persone che ti trovi davanti, significa non nascondere le emozioni, perché solo così, poi, si è in grado di trasmetterle.
Come nei suoi spettacoli teatrali, Lella Costa, anche in questa sua opera letteraria, non fa mai polemica, non è mai aggressiva: ma con leggerezza, con ironia, con intelligenza, insomma, ci porta a riflettere su di noi e sul mondo che ci circonda, senza utilizzare battute scontate, sarcasmi, senza cadere, come succede a molti, in quelle frasi ormai reiterate, che, se pure riescono a strappare l’applauso o il consenso, muoiono lì, subito dopo che si sono pronunciate. Non a caso un capitolo del libro porta come titolo “La giusta distanza”:
…il teatro deve volare un po’ più in alto, cercare di cogliere lo spirito del tempo o almeno del semestre in corso, deve raccontate non l’attualità, ma piuttosto la contemporaneità.

Lella Costa racconta le sue esperienze come se stesse parlando non con un anonimo lettore, ma come se si trovasse davanti a una persona che lei conosce, come se io e lei stessimo bevendo un caffè nel soggiorno di casa.
Racconta i suoi incontri, le sue amicizie, i posti che ha attraversato da quando da Gabriella Costa è diventata Lella Costa. Il carcere, per esempio. Ritorna in molti punti, il carcere.
... Continua


Dal fuso di Taiwan è un blog che seguo con interesse, in questo post ha presentato una grande violinista che non conoscevo, mirabile interpretazione:

Ikuko Kawai o la Passionalità

Lei e il violino sono una cosa sola. Mentre suona i suoi occhi ardono o si chiudono, col violino trasmette la sua passione divorante per la musica. Le sue arcate hanno una pulizia degna dei più grandi maestri. E' un piacere sentire questi giovani artisti orientali che scoprono i nostri musicisti e li vestono di una freschezza e di una preziosità nuove.



Il calzino turchese del giudice Mesiano, il magistrato che ha condannato in sede civile la Fininvest ha pagare 750 milioni di euro alla controparte Cir di De Benedetti per il famoso scippo della Mondadori ha fatto il giro del mondo, il commento Di Vauro:



Dichiarazione del ministro dell'economia Tremonti sull'utilità del lavoro a tempo indeterminato, il solito Vauro la vede cosi':


Carrellata di vignette di PV64 sui supermercati:

Supermercato
A giugno di quest'anno venni coinvolto per fare alcune vignette (retribuite) per una catena di supermercati della lombardia. Ve ne presento alcune tra le meglio riuscite, a titolo di cronaca...

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/LDM%20-%20varie2.jpg


Il posto fisso di Tremonti visto da Mauro Biani:

Era una provocazione politico-culturale-satirica (stamo a scherzà)




Pillola del giorno: Tutti nella vita hanno la stessa quantità di ghiaccio. Però il ricco d'estate, il povero d'inverno.
Bat Masterson.

domenica 18 ottobre 2009

Lettera aperta alle amiche splinder.

In alto: Immagine tratta dal blog http://sedutainriva.splinder.com/


Ciò che scambiate per pazzia non è altro che estrema godezza dei sensi.
Edgar Allan Poe.

Urgente: ricevo da Perlanelcuore un appello da far girare: Bimbo 17 mesi neccessità sangue GRUPPO B POSITIVO X LEUCEMIA FULMINANTE al nr 328/2694447 RICCARDO CAPRICCIOLI fai girare il msg è urgente.....

Lettera aperta alle amiche splinder

Buon giorno a tutte, questo post è dedicato a voi che da oltre un anno mi deliziate con i vostri scritti, ma prima di cominciare con i complimenti una bella notizia, è uscito da Feltrinelli e nelle migliori librerie il nuovo libro di Stefano Benni, "Pane e Tempesta", l'ho appena acquistato e lo sto letteralmente divorando, cito soltanto il retro della copertina: "Sarebbe bello durare quanto i racconti che abbiamo ascoltato e che raccontiamo." Per i pochi sfortunati che non conoscono questo autentico genio della letteratura italiana allego un suo breve racconto, ma andiamo al sodo come disse l'uovo e parliamo di noi, in questo ultimo anno, ho postato tanti vostri scritti, immagini, poesie e continuerò a farlo, è inebriante leggere tanti post sugli argomenti più disparati, questo blog mi ha permesso di conoscere tante belle persone, ma soprattutto tante donne, tutte voi che fate parte di questo gruppo splinder.
Un caro saluto

Un Casinò chiamato Italia. Di Stefano Benni.

C'è un paese dove, quando accade qualcosa di clamoroso, non ci si chiede come reagirà l'opinione pubblica, ma come reagirà la Borsa. E dove l'approvazione di una Finanziaria consuma più energie di mille scelte politiche. Ovvio che gli abitanti di questo paese sognino grandi fortune e carriolate di miliardi, e siamo diventati un popolo di scommettitori, grattatori, biscazzieri, quizzaroli, schedinologi, cabalisti, lotterioli e lottisti normali e super.
Per i giornali è una febbre, per gli psicologi è una compensazione, per la Chiesa è peccato, per lo Stato è un'entrata. Per noi, è un interessante campionario da cui trarre alcuni esempi.

Il giocatore di cavalli. Antico scommettitore che ha subito una mutazione genetica. Una volta le sale da gioco sembravano un saloon di El Paso, o il bar di Guerre Stellari, adesso sembrano l'aeroporto di Tokio, moderne e computerizzate. Ma potete trovare ancora qualche vecchio giocatore doc all'ippodromo. Si riconosce da tre particolari: 1) beve solo fernet o tombolino, micidiale mistura di caffè e liquore che provoca la tachicardia ippica, al ritmo degli zoccoli dei cavalli. Per individuare un vero giocatore, basta sentirgli il polso. Se ha più di duecento battiti al minuto è genuino; 2) il vero giocatore conosce o fa finta di conoscere, tutti i cavalli. Dice " Veleno oggi non vince, ha lo sguardo triste". Oppure " Vaniglia mi ha strizzato due volte l'occhio, vuol dirmi che arriva seconda"; 3) Il vero giocatore, a fine anno è sempre in perdita.

Il lottista. Il vecchio appassionato del lotto, quello che gioca i numeri dei sogni e dei morti celebri, esiste ancora,ma ha subito una notevole evoluzione. Gli specialisti di Smorfia si sentono rivolgere domande del tipo "ho sognato mia nonna che faceva una strage in un Mc Donald's con un mitra, che numeri devo giocare'". Il giocatore di superenalotto, invece, è un cybergiocatore, ipnotizzato dall'entità della cifra. Vi riporto un dialogo veramente ascoltato (lo giuro sulla costituzione americana).
Signore - Vorrei giocare al superenalotto, secondo lei quanto si vince questa settimana?
Tabaccaio - Cinque o sei miliardi.
Signore (sospirando) - Allora non ne vale la pena.
... Continua

Pare che le conquiste degli anni settanta a favore delle donne siano un ricordo lontano, ma ci sono donne combattive che rivendicano il loro ruolo ed i loro sacrosanti diritti, il blog Il Corpo delle Donne fa parte di queste realtà e chiama a raccolta quante di voi vogliano collaborare:

Forum

Come preannunciato partirà a breve il FORUM che servirà a portare avanti dei progetti in modo chiaro, senza che i commenti finiscano in post non attinenti.

Partiranno 3 argomenti di discussione:

A capoOCCHIO ALLO SPOT. Progetto per un corretto uso del corpo delle donne nei media. Su questo tema alcune/i di voi hanno gia molto dibattuto e contribuito: vi proporrei quindi di iniziare il forum riproponendo i commenti che gia avevate postato su questo tema. (Giorgia se ne era occupata egregiamente, poi ha avuto un problema.)

A capoDIFFIDARE DI CHI HA PIU DI VENTANNI! Spazio dedicato ai ventenni e alle ventenni sul tema del CORPO e dintorni. Noi saremo in ascolto.

A capoLA QUESTIONE DI GENERE: IL MASCHILE. Offriamo ai molti uomini amici che ci seguono una grande possibilità: mettersi in discussione, interrogarsi, confrontarsi tra di loro e con noi donne.

A capoNoi stiamo lavorando molto, a titolo gratuito, e non potremo gestire anche questa nuova attività.

Quindi nei prossimi giorni attendiamo che 3 moderatori si offrano e si si impegnino a gestire al meglio il forum, confrontandosi poi con noi settimanalmente.

E’ un’ attività che rientra nell’impegno costante di cui parlavamo in passato, qualche ora alla settimana dedicata a cercare di migliorare la vita nostra e altrui. Il fare politica, insomma.


Lidia Ravera è un'altra grande donna e scrittrice di rara arguzia ed un grande senso dell'umorismo, anche lei lancia un messaggio nel web, a parte l'invito a interessarsi alle pseudo primarie di questo derelitto di partito che è diventato il PD, il messaggio che le donne sono tante e combattive rimane:

Sorelle d’Italia: L’Italia s’è desta?

Ci si chiede, con qualche timore: voteranno le donne alle primarie? Le donne, che hanno avuto diritto di votare in ritardo rispetto agli uomini. Le donne, che hanno decretato il successo della Democrazia Cristiana nel primo dopoguerra perché in molte credevano in Dio e della sinistra nei primi anni settanta perché il femminismo dialogava con la sinistra (faticosamente) ma non certo con il centro. Voteranno alle primarie del Pd anche se non c’è una donna fra i candidati? Il messaggio è ben chiaro: il femminile di segretario, è “segretaria”: una che scrive sotto dettatura, prende gli appuntamenti, risponde al telefono: “Le passo il Capo”. Eppure voteranno. Presumubilmente voteranno Ignazio Marino, perché, candidato maschio per candidato maschio, almeno Marino si batterà perché le donne possano continuare a scegliere se diventare madri o no, con un legale intervento chiururgico oppure con la RU 486. Perchè possano diventare madri con l’aiuto della scienza. Perché la loro serenità non sia immolata sull’altarino occulto degli scambi di indulgenze con i padroni del “voto cattolico”. Perché l’onorevole Binetti si ricongiunga, finalmente, ai suoi. Che non sono “i nostri”. Se vincerà Marino e si scoprirà che la stragrande maggioranza dei suoi sostenitori appartiene al “secondo sesso” sarà un bel segnale. Per esempio che le donne contano. Di nuovo, come quando hanno scoperto, trent’anni fa, che potevano contare. Sarà una prova generale. Accordare gli strumenti, accordarsi, provare i tempi e i movimenti. In vista della sera della prima. Alle prossime elezioni politiche. Quando tutte le donne di sinistra, di centro e anche di destra, tutte le donne che si sono sentite offese, discriminate, ridotte alle deprimenti categorie di “ “scopabili” e “ non scopabili” si riverseranno sulle urne come un’ onda in piena e travolgeranno Silvio Berlusconi, liberando il nostro Paese. Avanti, Sorelle d’Italia!

Dal blog di Las Vegas Baby una blogger conosciuta da pochi giorni, dotata di un'ottimo senso dell'umorismo, uno straordinario video di Franca Rame che parla dell'orgasmo:

L'orgasmo

Se ieri battagliavo col Berlusca oggi ritorno sul nostro argomento preferito. Parlo ovviamente del fare allegramente i maialini nel mio lettone king size a 8 piazze. E visto che ieri citavo Dario Fo oggi vi posto un video di uno spettacolo di Franca Rame che si chiama appunto "L'orgasmo"




Odette Toulemonde è una blogger che seguo da qualche mese, come tante donne in questo paese è stata licenziata, faceva anche un lavoro che non le piaceva, in compagnia di una collega chiamata Culo Secco, lei, professoressa di nuovo disoccupata:

Alors, andiamo per punti. Primo: alla signorina Odette Toulemonde non è stato ufficialmente rinnovato il contratto. Secondo: Odette Toulemonde da Lunedì 19 Ottobre sarà ufficialmente disoccupata (macchè di nuovo?! Yavol!) Terzo: Odette Toulemonde ora che è jobless è capace che presto diventi pure homeless. Perchè è chiaro che no dinero, no party. Uhm.

Conclusioni: mettetevi le mani in saccoccia e cominciate a fare una colletta sociale per la sottoscritta prima che accendendo il tv sul tg1 delle 20.00 non vogliate vedere come primo servizio la storia di Odette Toulemonde la Freak che protesta lo sciopero della fame sull'ultimo anello del Colosseo!

Senza essere faceti, ma, tornando molto a essere seri, Odette ha preso il suo non-rinnovo del contratto molto serenamente. Non si è ubriacata, non ha sbattuto i piedi, ha perfino dormito stanotte sonni più o meno privi di incubi.
Stamattina si è svegliata piena di iniziativa e voglia di fare. Al primo posto è stata messa la vendetta nei confronti di Culo Secco. Odette ha un grande pregio: non si incazza mai. Ma mai, mai eh. E' sempre calma come un semaforo anche quando fuori infuria la terza guerra punica. Non vedrete mai Odette Toulemonde scomposta. La Signorina Toulemonde può vantare di essersi arrabbiata una sola volta e seriamente nella sua esistenza... Ma, pure questa è un'altra storia. E non è questa la sede per i dettagli. Tornando a noi, anzi, tornando a voi! Al secondo posto delle iniziative per trovarsi un nuovo lavoro Odette ha messo: la meretrice. Essì. Odette-la-Douce (Irma vi ricorda qualcosa?) vestita di verde, con un cerchietto in testa e un lungo bocchino d'avorio alla mano andrà a battere la Colombo alla ricerca del Marinaio solitario da consolare. Terza opzione (banale e scontata): Odette ricomincia la ricerca di un nuovo lavoro da segretarietta, visto che la Professoressina non gliela fa fare nessuno.

Sia chiaro che se avete idee, lavori da proporre, figli, nonni, mariti che hanno necessità di una badante o che-ne-so cene da oorganizzare usufruendo del favoloso servizio di catering 'Da Madame Odette', alzate la cornetta. Odette vi aspetta!

Ma alla fine Odette come segretarietta che ci azzeccava?
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Un'altra grande amica conosciuta da poche settimane, è Di sicuro rido, in questo post si descrive:

Sono.

Sono...due mani morbide e sottili.
Sono...due occhi castani e profondi.
Sono...due piedi nudi e in tacchi a spillo.
Sono...labbra che attraggono e parole che respingono.
Sono...un'enorme borsa piena di ogni che e un cellulare in mano.
Sono...un pigiama in pile e un abito da sera mozzafiato.
Sono...una cena a lume di candela e un sacchetto di pop-corn, a gambe incrociate, sul divano.
Sono...un contare fino a 10 e un aver agito a 5.
Sono...un cervello che crea e un colpo da maestra che distrugge.
Sono...un bacio rubato e un abbraccio desiderato.
Sono...un sorriso che illumina e una lacrima che scende.
Sono...una mente che va a farsi fottere quando è ora di accendere i sensi.
Sono...una donna e...una grande stronza. Se voglio.
Sono...così...
...dolcemente complicata.



Il blog di Kay Blu è una splendida cornice alle sue poesie ed immagini:



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Carrellata di vignette di Vauro tratte da Anno Zero:











Il futuro dei nostri pargoli? Il parere di Altan:




Pillola del giorno: Se Claudia Schiffer mi chiedesse di uscire con lei, come prima cosa ne sarei sorpreso.
Daniele Luttazzi.

mercoledì 14 ottobre 2009

La biblioteca di Faleria

In alto: Immagine tratta dal blog http://sedutainriva.splinder.com/


La natura non si fa mai sorprendere in vestaglia.
Ralph Waldo Emerson.


Il comune di Faleria un paese abbarbicato nel basso Lazio a circa 40 km a nord di Roma con accanto il parco della Valle del Treja e la vicina Calcata formano un paesaggio unico e di rara bellezza,



la cittadina abitata da circa duemila abitanti è formata da un caratteristico centro storico dove si erge il Castello degli Anguillara perennemente in fase di ristrutturazione, la particolarità di questa cittadina è che dispone di una bellissima e fornita biblioteca ubicata a fianco del suddetto castello ma, udite udite chiusa da tempo immemorabile per mancanza di fondi, sappiamo tutti che in questo nostro disastrato paese la cultura non è propriamente al centro degli interessi dei nostri rappresentanti nelle istituzioni, e come diceva un certo Hermann Wilhelm Goering: "Quando sento la parola cultura, la mia mano corre subito alla fondina", dal momento che non crediamo che i membri della giunta comunale abbiano lo stesso pensiero di questo famigerato personaggio, abbiamo incontrato il sindaco e l'assessore alla cultura per proporre la riapertura della biblioteca con lo scopo di rendere questo spazio fruibile a tutti i cittadini, aperta dalle nove di mattina fino a mezzanotte tutti i giorni e oltre alla possibilità di prendere in prestito i libri disponibili, e di navigare gratuitamente in rete, abbiamo anche proposto di rendere autonomo a livello energetico il manufatto con l'utilizzo delle fonti rinnovabili in modo che tutti i cittadini possano informarsi su queste tecnologie e adottarle anche per le loro abitazioni, abbiamo anche contattato Marco Boschini il presidente dell'Associazione Comuni Virtuosi affinchè si possa organizzare un incontro pubblico dove si daranno informazioni anche sull'acqua pubblica, sulla raccolta differenziata porta a porta, sulla connessione gratuita ad internet, su Linux il software libero e gratuito, sulla Permacoltura e su tanti altri argomenti atti alla salvaguardia del territorio, crediamo che i cittadini che abbiano la possibilità di informarsi siano cittadini un pò più liberi, tornando alla riapertura della biblioteca sarebbe interessante far conoscere alle insegnanti delle scuole di Faleria le tante amiche blogger che insegnano, tanto per citarne qualcuna: Alidada, Fiorenascosto, A2punti, Lanoisette, 40enne isterica, per uno scambio di opinioni e per suggerimenti sulla gestione della biblioteca.

A proposito di Comuni Virtuosi, ecco uno degli ultimi esempi di amministrazioni pubbliche rispettose dell'ambiente:

Autarchia energetica


Di Miriam Giudici - Terranauta.it

Quest’anno i Colloqui di Dobbiaco del 2 e 3 ottobre, storico convegno sui temi dell’ambiente e della sostenibilità, si sono aperti con lo slogan “Osare più autarchia”: una riflessione sulla necessità impellente di eliminare i combustibili fossili a favore delle energie rinnovabili, anche nell’ottica di abbandonare certe strutture economiche a favore di altre che privilegiano il decentramento e le autonomie locali.

Il concetto è: l’energia deve essere prodotta là dove viene consumata. Molto semplice. Ma è fattibile? Evidentemente sì, se l’intera Provincia Autonoma di Bolzano ha deciso di crederci. Proprio ai Colloqui di Dobbiaco, infatti, è arrivata la dichiarazione ufficiale dell’Alto Adige che ha deciso di eliminare la sua dipendenza dai combustibili fossili entro il 2020.

L’Assessore all’Ambiente e all’Energia, Michl Laimer, ha dichiarato che “le fonti energetiche rinnovabili sono disponibili in loco, la capacità di sfruttamento è in fase di sviluppo, garantiscono la continuità dell’approvvigionamento, consentono di creare nuovi posti di lavoro, hanno prezzi stabili, sono eco-sostenibili, non danneggiano l’ambiente ed hanno emissioni molto basse o pari a zero”. E gli amministratori locali sono convinti che già entro il 2013 l’Alto Adige potrà dipendere al 75% da fonti rinnovabili, e completare il processo in altri sette anni.

... Continua

In Abruzzo la situazione dei cittadini si fa sempre più drammatica, con il sopraggiungere del freddo, vedi l'articolo del quotidiano La Repubblica, inoltre ci sono delle notizie alquanto inquietanti come racconta il blog Terremoto09:

Informazione?

Riportiamo una mail inviata a Miskappa da parte di una sfollata del campo di Piazza d’Armi, ora ospite presso la Caserma della Guardia di Finanza.

Cara Anna,
sono Patrizia ex ospite della tendopoli di piazza d’armi attuale ospite della scuola sottufficiali della GdF (sfollata). Ti scrivo per segnalarti una cosa gravissima che si verifica da ieri mattina. “Qualcuno” ha messo dei filtri nel server in uso quì e quindi non possiamo accedere ne’ a facebook, ne’ a you tube, ne’ai meetup di beppe grillo e non solo il suo, e risultano spariti anche alcuni video quì sul tuo blog e altrove. Persino sul sito del capoluogo.it.
Sono andata a chiedere spiegazioni al dicomac, ma ovviamente non sono stati affatto…come dire…credibili. Dicono che ci stanno lavorando, ma io non ci credo. Prove tecniche di controllo sull’informazione via internet. Luigi ha gia scritto a tutti quelli che ha nella rubrica, compresi alcuni giornali, ma non tutti. Ti prego di diffondere questa notizia grazie.

raccogliamo e diffondiamo senza bisogno di commentare.


Le donne in questo bistrattato paese sono sono alquanto vilipese, vedi l'ultimo episodio del Cavaliere nei confronti di Rosy Bindi, il blog Il Corpo delle Donne ha partecipato ad un incontro a Praga, ecco il resoconto:

Lettera da Praga

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Approdo a Praga, alla Conferenza Mondiale di Donne Professioniste e Dirigenti, esausta, dopo questi mesi di trincea in Italia.

Ormai dobbiamo difenderci giornalmente da una tv indecente, da attacchi miserevoli a come ci vestiamo e al nostro aspetto fisico, da insinuazioni verso una presunta invidia di donne mature verso le veline.

Mai mi ero sentita caduta così in basso, così occupata a preservare il nostro diritto fondamentale ad essere rispettate come persone, come individui.

Fortunatamente da qui, le quotidiane battaglie italiane, ormai divenute un corpo a corpo per non farci usurpare anche i diritti acquisiti da anni, paiono lontane.

A capo

A capo

Nell’Aula plenaria siedono 600 donne e anche qualche decina di uomini, provenienti da 60 diversi Paesi: donne che scelgono di incontrarsi una volta all’anno per condividere opportunità e problemi e trovare soluzioni comuni.

Donne molto capaci, in grado di innescare cambiamenti, di gestire realtà aziendali importanti, di dirigere con successo organizzazioni internazionali.

I temi sono importanti: la sostenibilità ambientale, gli effetti della globalizzazione sul futuro dei Paesi emergenti, l’utilizzo della tecnologia come strumento di emancipazione nei Paesi in via di sviluppo.

Al panel di discussione a cui sono stata invitata: “Storie e Strategie raccontate da donne in grado di progettare il futuro”, Genevieve Berger racconta con passione di cosa significhi essere la Direttrice Scientifica di di uno dei più importanti centri di Ricerca e Sviluppo di una grande multinazionale, mentre Danica Purg ci affascina sul racconto di come ha costruito la più grande Business School nei Paesi dell’Est, IEDC, affrontando mille difficolta’. Prima di loro Nigel Nicholson della London Business School of Economics relaziona su come possiamo essere fautori di un grande cambiamento mondiale.

Tocca a me ma sono a disagio. Negli anni la percezione del nostro Paese all’estero è andata peggiorando: ora vengo costantemente interrogata sul motivo del silenzio delle donne italiane, sul perché non reagiamo, su come mai accettiamo di non venire rispettate. Così spiego, motivo, mi difendo. Perché proprio noi, mi domando? Perché noi italiane, che pur siamo europee, dobbiamo scontare questa umiliazione? “Avete una tv che non dovrebbe nemmeno potersi dire europea” mi ha detto una norvegese.

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Ma come è potuto accadere che questo paese che ha avuto nel sessantotto la sua espressione massima di emancipazione delle donne sia caduto cosi' in basso? Giovanotta ha postato la storia di questi ultimi vent'anni dal settimanale L'Espresso, leggendolo forse qualcosa si capisce:

Cosa Loro

Buongiorno! .. so che il lunedì bisogna affrontarlo con una certa delicatezza.. ma so anche che pure questa settimana la nostra pazienza sarà come al solito messa a dura prova da SB & Co..

Allora penso che ogni volta che gridiamo sdegnati contro il premier e le sue farneticazioni, dobbiamo tenere sempre bene a mente i fatti che hanno preceduto la sua famosa discesa in campo, incluse le vicende che ruotano intorno alla morte di Paolo Borsellino nel 1992 e che grazie alle denunce -non da ora- di Travaglio, Scarpinato, ecc. e i servizi di Santoro sta venendo a conoscenza di tanti: lo scrivo specialmente per chi nel 1992 era troppo giovane per seguire la politica e per chi come me non era troppo giovane.. ma di certo non abbastanza informato e vigile da capire ciò che si nascondeva dietro ai fatti.

Dal blog di Alessandro Gilioli su l'Espresso.

"Perché è importante quello che è successo tra il 92 e il 94?
Perché è un periodo fondamentale per capire tutto quello che è successo dopo. La situazione in cui viviamo oggi è il risultato del grande caos che ci fu tra il 92 e il 94, con la fine della Prima repubblica e l’ingresso in politica di Berlusconi.

Partiamo dal 1992: i fatti.
Il 30 gennaio del 1992 la Cassazione chiude il maxiprocesso alla mafia con 360 condanne - di cui 19 ergastoli e 2.665 anni di carcere. E’ la prima volta che Cosa Nostra subisce un colpo così duro.

Poco dopo però, lo Stato entra gradualmente in una crisi di gravità mai vista prima, che inizia il 17 febbraio, con l’arresto di Mario Chiesa: scoppia Tangentopoli, il Psi e la Dc (che reggevano il governo) iniziano a sfaldarsi.

Il 1 marzo viene ucciso il deputato dc Salvo Lima, andreottiano, già garante dei rapporti tra mafia e Stato, rapporti entrati in crisi dopo il maxiprocesso e la sentenza della Cassazione.

Il 23 maggio viene ucciso Giovanni Falcone, tra gli artefici del maxiprocesso che aveva messo in crisi Cosa Nostra.

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Come sopravvivere in questi tempi cupi? Tempi da lavoro precario e malpagato, Ossimorosa ha fondato una nuova associazione di utilità sociale:

Alla luce dei lenti nuovi sviluppi, che mi vedranno stringere la cinghia per un po' ma sempre con il sorriso sulle labbra, ho deciso di fondare un servizio utile per la comunità. Dopo lunga elucubrazione ed attenta analisi della gente che mi circonda, e soprattuto spinta da anime disperate quanto me con bollette che incombono come spade di damocle, ho deciso di fondare un'associazione d'utilità sociale:
SPUTO
Sopravvivenza Precaria Urbana Tramite Occasioni.
Il concetto è molto semplice: come riempirsi lo stomaco senza aprire il portafoglio. Tramite una costante consultazione di siti, svariate iscrizioni a newsletter, interessamento ad ogni tipo di avvenimento e manifestazione, elenco alfabetico di gallerie e musei vari, ho creato una sorta di fitto tam tam digitale via mail dove informo un popolo di disgraziati dal labile futuro di qualsiasi interessante prospettiva mangereccia. Chiaramente a gratis. Il tutto è spesso accompagnato dalla mai banale possibilità di intrattenere rapporti sociali. Cosa c'è di più bello dello scambiare due convenevoli riguardo alle mezze stagioni mentre si addenta un pezzo di buonissimo formaggio al sapore di soldo risparmiato?
Fino ad ora tutto bene, a parte lo sgradevole dettaglio che sono l'unica a far girare le informazioni. E dato che non m'è riuscito -ancora- di raggiungere l'onniscienza, mi farebbero comodo delle mail di ritorno di gente informata su fatti che io ignoro. Ma va beh, la massa ha bisogno di tempo per farsi istruire a dovere.
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Lanoisette ci informa sui delicati e intriganti rapporti di coppia:

LE PAROLE CHE CI AVETE DETTO

Noi donne moderne siamo romantiche ma disincantate, sognatrici ma coi piedi (coi tacchi) ben piantati per terra: sbaviamo sulle dichiarazioni d'amore da copione ma siamo consapevoli che l'educazione sentimentale di molti maschietti (che per parecchi si limita a io Tarzan-tu Jane e patapìm e patapèm) è carente soprattutto sotto l'aspetto linguistico. E se per l'uomo medio già non è scontato mettere insieme quattro parole decenti per dirti che gli piaci, figuriamoci quando ti deve comunicare che non c'è trippa per gatti. Dunque, ogni donna ha dovuto fare i conti con capolavori di tempismo, tatto e arte retorica (tutti documentati) che vanno dal crudo, ma sensato non è scattato quello che doveva scattare, al metafisico io vorrei guardare avanti, ma il passato, ironia della sorte, non è ancora passato, allo sveviano io so cosa dovrei fare per riconquistarti, ma non so come farlo, allo scaricabarile se vuoi andiamo a bere qualcosa, ma non è che io ne abbia molta voglia, al freudiano non posso venire a letto con te perché ti stimo troppo.
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La scuola pubblica come si è ridotta dopo le pseude riforme, non ultima l'uscita della signora ministra sul voto anche sull'ora di religione, dal blog di A2puntiblog:

fotosintesi

essere appesi a un filo in attesa  di un futuro di merda tobe hanging by a thread waiting for a shitty future335

certe volte anche le parole costano fatica e non sono facili da trovare;
pubblico questa foto -scattata nel bagno di scuola- perché potrebbe tornare utile a qualcuno, nel caso gli chiedessero come sta e non riuscisse a descrivere una sensazione di disagio, di percezione della precarietà e di una consapevolezza -fondata- che il peggio deve ancora venire... insomma, il sentirsi appesi ad un filo con la prospettiva di un futuro di merda
:)


Altri morti sul lavoro, è un continuo stillicidio, il commento di Vauro:



Il popolo deve scegliere da chi vuole essere governato perbacco! in sintesi il pensiero di Mauro Biani:

Proprio meglio meglio sarebbe il televoto





PV64 ci parla di:

Cravatte

http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Cravatte%20Low.jpg



In Abruzzo inizia l'inverno con un freddo polare, Maramotti ha la soluzione per questi problemi:

























Pillola del giorno:
Le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà. Per fortuna non è difficile.
Charlotte Whitton.