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giovedì 6 febbraio 2020

Corso di cucina vegana Zero Spreco con Antonella Tomassini



Non è vero
che le cose belle
accadono per caso,
le cose belle accadono
perché siamo pronti
ad accoglierle.

[Gio Evan]


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Corso di cucina vegana Zero Spreco con Antonella Tomassini

Corso di cucina Vegana Zero Spreco

Domenica 16 febbraio 2020

Inizio alle ore 17:30 sede AVA Roma

Mini Conferenza di Franco Libero Manco
“Vegan perché: Mille domande, mille risposte”

A seguire
Quasi un 1/3 del cibo nel mondo viene buttato, creando un enorme spreco di risorse.

Cosa è lo spreco alimentare e quali sono le iniziative per recuperare il cibo? Obiettivo del corso è quello di realizzare ricette creative con gli “avanzi” del giorno prima, organizzare la spesa e mettere in atto buone pratiche contro lo spreco alimentare.
Cambiare le nostre abitudini quotidiane non è poi così difficile.

Il corso della durata di 3 ore (dalle 18:00 alle 21:00) sarà così articolato:
Breve introduzione dello spreco alimentare, presentazione e preparazione dei piatti:
Crema ai gambi di carciofo
Hummus di cavolfiore con cipolle caramellate
Riso gratinato con verdure
Farifrittata di bucce di patata
Polpette di pane
Biscottini crudisti con gli scarti dell’estrattore
Dado vegetale in casa
Ed in esclusiva Maschera di bellezza con i fondi del caffè

A fine corso saranno degustate le pietanze preparate.
————————-
Costo corso: € 20,00
Dispense omaggio
Per info e prenotazioni : 339/4914120
Numero minimo partecipanti: 10
Sarà possibile prenotarsi entro le ore 15:00 del giorno prima


Antonella Tomassini è esperta di cucina naturale e senza derivati animali, food blogger, veg chef, collaboratrice dei magazine online ilvegano.it e vegamami.it, autrice del libro Pianeta Vegan, riflessioni e ricette per un mondo cruelty free, edito da Mediterranee e Micio e i suoi a-mici, un romanzo animalista, il cui ricavato è devoluto in beneficienza all’ Associazione D.I.A.NA che si occupa della sterilizzazione e delle cure veterinarie dei randagini.



Cavoli vostri… se avete rinunciato al fritto, se state a dieta, se vi fa male la pancia, se state lavorando, e soprattutto se per cena vostra moglie vi ha preparato il brodino. Ecco i miei cavoli fritti, finiti in 2 minuti. Una pastella croccante fatta con birra, curcuma, farina e paprika dolce.

sabato 20 giugno 2015

Il “Vampiro” emozionale: descrizione e antidoti per neutralizzarlo

Il “Vampiro” emozionale: descrizione e antidoti per neutralizzarlo


tumblr_njw3n8RNon1slofboo1_400Di vampirismo si è spesso parlato nella letteratura e nella cinematografia horror, ma in pochi conoscono il cosiddetto “vampirismo affettivo o energetico”, una sorta di patologia che investe un grande numero di uomini, inconsciamente e consciamente. Poiché la scienza ufficiale non è in grado di misurare (secondo i suoi canoni) queste tematiche correlate a “frequenze e vibrazioni”, il fenomeno è rimasto ad oggi relegato nella sfera della psicologia, della psichiatria e della meditazione.
Chi è il Vampiro emozionale?
Un Vampiro emozionale è solitamente un personalità che si muove ed interagisce con noi quotidianamente e ne subiamo l’influenza senza neppure accorgercene.  Il fenomeno dà origine a dinamiche energetiche così difficili da gestire che finiscono per assumere vita propria. Erroneamente pensiamo che i vampiri somiglino a quelli descritti dalla mitologia delle leggende, ma in realtà, i vampiri energetici sono molto spesso proprio le persone più vicine a noi, con cui ci confidiamo, con cui abbiamo una relazione intima, di amore o amicizia.
Per esercitare al meglio il loro potere subliminale, hanno bisogno di due condizioni: prossimità e tempo. Cioè, hanno bisogno di stabilire legami affettivi con la vittima fino a condurla nel loro universo. La loro bravura consiste nel far leva sui deboli e sui sensi di colpa della vittima, la quale spesso si sente obbligata a cedere la sua energia, il suo amore, la sua protezione e le sue risorse. Grazie a questo ascendente, il Vampiro tesse la sua tela immaginaria intorno alle persone, fino ad intrappolarle mentalmente.
Quando il fenomeno si manifesta all’interno della sfera affettiva, si stabilisce una specie di “pactum sceleris” fra due personalità agli antipodi, entrambe negative: una forte e dominante, l’altra patologicamente dipendente e paranoide.
In questo caso il Vampiro, una specie di morto, di zombie assetato di linfa vitale, assume atteggiamenti di controllo sull’altro e quindi di impoverimento della sua energia vitale.
La patologia nasce sostanzialmente da paure ataviche, da una profonda inconsapevolezza e da evidenti distorsioni dell’ego che sfociano in un pericoloso parassitismo.
Poiché il Vampiro è spesso stato vittima di carenze affettive pregresse, non è in grado di amare e riversa il suo odio nei confronti della vittima sacrificale, che finisce per diventare il capro espiatorio di tutte le sue frustrazioni ed ansie.
Inizialmente l’amata, accetta qualsiasi stranezza del partner pur di non perdere l’Amore della sua vita.
Essa si accorge di avere a che fare con un Vampiro quando ormai la situazione è irreversibile e ribellarsi diventa una lotta titanica contro i mulini a vento.
Caratteristiche del Vampiro energetico
Fondamentalmente, il Vampiro ha una soglia di autostima molto bassa e tenta di allentare le sue ansie dominando su qualcuno, che ovviamente gli lascia campo libero. Per farlo, esalta e mitizza le sue presunte qualità, enfatizzando di contro i difetti della partner, che tiene serrata in una morsa opprimente secondo la logica: o se mia o di nessuno. Arriva addirittura a mettere in scena un clima psicologico di terrore al fine di far sentire la preda perennemente frustrata, delusa, insicura, in continuo stato di ansia, stress e agitazione.  Questo è infatti l’unico modo per mandare in confusione la vittima , che col tempo diventa sempre più vulnerabile. Il problema è che i vampiri emozionali non solo provocano un disagio momentaneo, ma col tempo causano grande stress e angoscia, non solo a livello emotivo, ma anche fisico.
1) Per il vampiro, tutto è dovuto e la vittima deve sempre prostrarsi ai suoi piedi per accontentarlo, lui però, non dà mai niente di se stesso, è sempre sfuggente, misterioso ed enigmatico, non si svela mai del tutto.
2) E’ una persona arrogante, autoritaria e priva di controllo che vuole avere ragione su tutto.
Poiché ha un grande potere manipolativo, riesce a far sentire la preda così insicura e fuori luogo da indurla a pensare alla sua maniera.
3) Il Vampiro energetico è inoltre un pessimista di natura, che si lamenta di tutto. Anche questa è un’abile tattica per nutrirsi dell’energia di chi si prende cura delle sue sofferenze.
 4) Il Vampiro è altresì schizzinoso e ha sempre qualcosa da obiettare. Trascorrere una giornata con lui comporta ascoltare una serie infinita di critiche e la rigidità nel valutare qualsiasi cosa è assolutamente deprimente.
5) Il Vampiro è infine sarcastico e velenoso come uno scorpione e spesso rasenta la crudeltà.
Sveliamo adesso alcune delle tecniche applicate dal narciso manipolatore per assoggettare la sua vittima, secondo quanto riportato da un sondaggio su Donna Moderna.
Innanzitutto il Vampiro cerca di isolare la sua preda dal resto del mondo: dai familiari, dalle amicizie, arrivando talora a chiedere di rinunciare al lavoro.
  1. Colpevolizza gli altri in nome del legame familiare, dell’amicizia, dell’amore, della coscienza professionale.
  2. Riporta la sua responsabilità su degli altri, o si dimette dalle sue.
  3. Non comunica chiaramente le sue richieste, i suoi bisogni, sentimenti e opinioni.
  4. Risponde molto spesso in modo sfocato.
  5. Cambia le sue opinioni, i suoi comportamenti, i suoi sentimenti a secondo delle persone o delle situazioni.
  6. Invoca ragioni logiche per travestire le sue domande.
  7. Fa credere agli altri che devono essere perfetti, che non devono mai cambiare opinione, che devono sapere tutto e rispondere subito alle domande e richieste.
  8. Mette in dubbio le qualità, le competenze, la personalità degli altri: critica senza averne l’aria, svalorizza e giudica.
  9. Fa fare i suoi messaggi da altrui.
  10. Sparge la zizzania e crea sospetti, divide per meglio regnare.
  11. Sa impostarsi da vittima affinché lo si commiseri.
  12. Ignora le richieste anche affermando di occuparsene.
  13. Utilizza i principi morali altrui per appagare i suoi bisogni.
  14. Minaccia in modo mascherato, o pratica il ricatto all’aperto.
  15. Cambia addirittura soggetto nel bel mezzo di una conversazione.
  16. Schiva o scappa dal colloquio, dalla riunione.
  17. Punta sull’ignoranza altrui e fa credere nella sua superiorità.
  18. Mente
19 .Ha bisogno di essere sempre rassicurato
  1. Cerca nutrimento.
21.Ha una bassa energia e si sente sempre fiacco
Al tempo stesso, finge cordialità e ragionevolezza nei confronti delle persone che tenta di allontanare dalla preda, allo scopo di ridicolizzarne ulteriormente le “lagne” ed apparire egli stesso vittima della mente contorta dell’amata.
Quando poi finisce di risucchiare l’energia vitale della vittima, cerca subito altre fonti, mentre quest’ultima resta priva di forze ed esaurita.
Energia e modi per neutralizzare il Vampiro
Tutto è energia e questo concetto non è confutabile.
Come abbiamo spiegato, il Vampiro, vero proprio manipolatore emozionale, tenta di drenare l’energia di un’altra persone per i propri fini.
Secondo la fisica quantistica, tutto ciò che esiste al di fuori di noi è semplicemente un ologramma, comprese le persone accanto a noi.
Fatta questa premessa, dobbiamo ritenere che siamo noi stessi i creatori della realtà che ci circonda.
Solo se possediamo dentro di noi questa energia di manipolazione e coltiviamo il nostro “manipolatore interiore”, esso si impadronirà della nostra mente.
Per superare l’ostacolo dobbiamo dunque trasformare questa energia in qualcosa di potenziante.
Tra i passi da seguire:
1) Riprendere coscienza della propria mente. 
Come abbiamo detto infatti, il vampiro non può attaccare se qualcuno non glielo consente. Non bisogna dunque assecondare le sue stranezze, né lasciarsi condizionare.
2) Evitare di guardarlo dritto negli occhi. Poiché il contatto oculare è uno strumento di sottomissione molto potente, evitando di guardare il Vampiro negli occhi, egli avrà meno forza di rubare energia.
 3) Costruire una barriera psichica immaginaria contro di lui, tenendo presente che la nostra mente è in grado di fare cose sovra umane.
Un aiuto contro il Vampirismo viene anche dalla filosofia Zen, che ci insegna le tecniche per riprogrammare il Punto Zero, in cui siamo andati a trasformare a livello molto profondo dentro di noi l’energia di manipolazione, sciogliendo anche i cordoni che ci tengono legati a persone e situazioni che ce ne fanno specchio.
Secondo la filosofia, le emozioni tendono a creare legami e a rafforzarli, facendoli anche penetrare nei canali interni dei chakra.
Il nostro corpo recepisce le informazioni che appartengono al sistema delle persone con cui siamo in contatto fino addirittura a generare un’entità nuova che è la somma delle due energie.
Se il legame è basato sulla manipolazione, si crea un’ostruzione alla libera circolazione dell’energia nel sistema, nei corpi sottili, nei chakra.
Secondo la filosofia, il respiro è fondamentale poiché ci mette in contatto con la nostra interiorità.
Quando avremo raggiunto un punto di pace, non dobbiamo fare altro che emanare luce e amore verso la persona che ci fa da specchio di quell’energia, in modo da
sciogliere i cordoni energetici nell’amore, allontanando da noi le situazioni tossiche.
di Simona Mazza

venerdì 19 giugno 2015

Immigrazione e rifugiati: 5 cose da sapere prima di aprire la bocca

Immigrazione e rifugiati: 5 cose da sapere prima di aprire la bocca

immigrati copertina

Ad ogni emergenza, come in questi giorni, sui media parte sempre la solita litania infarcita di domande retoriche: Siamo vittime di un’invasione? Perchè stanno venendo tutti qua? Come possiamo difenderci? Mai una volta che si cerchi di rispondere alla domanda delle domande, quella che potrebbe aiutare lo spettatore a mettere veramente a fuoco il fenomeno: per quale motivo e da che cosa questa gente sta scappando?
E’ una domanda che evidentemente non si può fare, perché la risposta comporterebbe anche l’obbligo di una riflessione su noi stessi, sulle politiche dei nostri governi e sui costi sociali del nostro benessere. Ci costringerebbe a guardarci dentro ed a riflettere su alcune questioni che diamo per scontate. Cose del tipo: esiste una correlazione tra immigrazione e guerre scatenate dai nostri governi in giro per il mondo? E la nuova offerta super conveniente che mi hanno proposto per la fornitura domestica del gas a cosa sarà dovuta? E le verdure e la carne che il supermercato mi offre a basso prezzo c’entrano qualcosa?
Ma prima di rispondere a queste domande procediamo con ordine.

1. IN ITALIA SIAMO PIENI DI RIFUGIATI?

Stati che accolgono più rifugiati nel mondo - dati 2014 (clicca per ingrandire)
Stati che accolgono più rifugiati nel mondo – dati 2014 (clicca per ingrandire)
Il Pakistan ospita al suo interno oltre 1,6 milioni di rifugiati, Iran e Libano oltre 800mila (per il Libano i rifugiati rappresentano addirittura il 19% della popolazione totale), la Turchia e la Giordania oltre 600mila (con un’incidenza del 10% sulla popolazione totale). Se ci soffermiamo a ragionare sui dati percentuali, i più pertinenti per capire quanto “l’emergenza rifugiati” pesi sulle società ospitanti, scopriamo che in Svezia rappresentano l’1,19 % della popolazione totale, in Austria lo 0,66, in Francia lo 0,35, in Germania lo 0,23, mentre in Italia la loro incidenza sulla popolazione totale si ferma allo 0,13%. Sono 78mila persone in tutto, una ogni 767 abitanti. In pratica, seguendo i dati, in tutto il vostro quartiere è probabile che vi siano tra si e no una decina di rifugiati. Sorpresi? Scommetto che se siete soliti perdere i pomeriggi guardando Giletti pensavate fossero molti di più.

2. I RIFUGIATI CI COSTANO UN SACCO DI SOLDI?

Il business dei rifugiati a Roma  (clicca per ingrandire)
Il business dei rifugiati a Roma
(clicca per ingrandire)
Questo è l’altro grande cavallo di battaglia di tutti i razzisti: “Ai rifugiati diamo 35 euro al giorno e agli italiani niente”. Ma sapete quanto viene dato a un rifugiato? 2,50 euro sotto forma di buono spesa (il cosiddetto pocket money) da utilizzare presso alcuni negozi convenzionati per beni di prima necessità. Basta. Tutti gli altri soldi che vengono spesi vanno in mano ad italiani. Quando la cosa è gestita a norma di legge servono a ripagare servizi reali e creano anche un indotto con ricadute sull’economia reale: stipendi agli operatori sociali, acquisti di cibo presso servizi di catering, affitti a hotel e residence che li ospitano. Quando invece è gestita tramite tangenti e ruberie – il che succede molto spesso – servono principalmente a far fare un sacco di soldi agli affaristi dell’accoglienza. Come ha recentemente dimostrato il caso di “mafia capitale” con il grande boss del sistema dell’accoglienza – Salvatore Buzzi – intercettato mentre spiegava all’interlocutore: “Ma tu c’hai idea quanto ce guadagno sui rifugiati? Er traffico de droga me rende meno”. Comunque siano spesi è importante sapere anche che i 35 euro al dì in questione sono appositamente erogati dal “Fondo Europeo per i rifugiati”, che li destina all’Italia esclusivamente per questo scopo, quindi non si tratta di soldi che potrebbero essere spesi in altro modo.

3. QUALE RELAZIONE ESISTE TRA GUERRE FATTE DALL’OCCIDENTE E RIFUGIATI?

Principali paesi d'origine dei rifugiati in Europa (clicca per ingrandire)
Principali paesi d’origine dei rifugiati in Europa
(clicca per ingrandire)
Osservate la mappa a lato e guardate quali sono gli stati dai quali provengono la maggior parte dei richiedenti asilo arrivati in Europa. Ai primi quattro posti abbiamo Siria, Iraq, Afghanistan e Kosovo. In Siria da ormai 4 anni si combatte una guerra civile fomentata in gran parte dai paesi occidentali che hanno imposto sanzioni e minacciato guerra al governo legittimo di Assad e finanziano la fazione del cosiddetto Esercito Libero Siriano, mentre sfruttando il vuoto di potere l’Isis avanza e i cittadini siriani, ovviamente, cercano di scappare. In Iraq e Afghanistan assistiamo da oltre un decennio ai tragici effetti della “guerra al terrorismo” voluta da George Bush, con la scusa dell’attentato alle torri gemelle. Le bombe americane autorizzate dopo la formulazione di prove false su ipotetiche armi di distruzioni di massa (Iraq) e allo scopo di stanare Bin Laden che in realtà se ne stava tranquillo e protetto dentro i confini dell’alleato pachistano (Afghanistan), hanno creato nient’altro che insicurezza, bombe ai mercati e distruzione di ogni infrastruttura economica. Per ultimo il Kosovo, dove l’aggressione della Nato contra la Serbia, in barba al diritto internazionale, ha sancito l’indipendenza dell’ex provincia di Belgrado, la quale continua ad essere guidata in nome della divisione etnica, mentre la minoranza serba perseguitata non smette di scappare. Forse prima di tutto il resto i media nostrani dovrebbero chiedersi quanto la nostra politica estera abbia alimentato morte, povertà ed emigrazione, non credete?

4. COSA C’ENTRA LO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE CON L’IMMIGRAZIONE?

Interessi delle multinazionali del petrolio in Africa (clicca per ingrandire)
Interessi delle multinazionali del petrolio in Africa
(clicca per ingrandire)
Ma non è solo la guerra a impoverire i territori spingendo gli abitanti locali a cercare riparo altrove. L’immagine a fianco mostra la fitta rete di commerci petroliferi che dagli stati africani si dipanano verso il resto del mondo. Una relazione commerciale quanto mai iniqua: dove multinazionali petrolifere americane, europee ed asiatiche sfuttano i territori africani lasciando in cambio una manciata di denari a poteri (spesso dittatoriali) compiacenti e frequenti distrastri ambientali. Dal Niger ad esempio, si stima che ogni anno decine di migliaia di persone partano in cerca di protezione umanitaria proprio perché vittime della violenza e dell’inquinamento (che ha reso impossibile la pesca, sostentamento storico per quelle popolazioni) generati dal business del petrolio. Sarebbe sbagliato credere che questa forma di commercio sia paritaria, perché appunto si basa sulla connivenza dei poteri locali (che siano sceiccati come nel golfo arabo o governi autoritari dell’africa post-coloniale) che vengono finanziati e mantenuti al potere in cambio della cessione delle proprie risorse. Nella storia recente due paesi al mondo hanno cercato una strada diversa: la Libia di Gheddafi, dove le risorse naturali erano nazionalizzate, e il Venezuela dopo la rivoluzione bolivariana di Hugo Chavez, che cessò i contratti con le multinazionali e fece gestire le risorse petrolifere a compagnie di stato, sancendo che i proventi dovessero servire in massima parte per lo sviluppo del paese e la lotta alla povertà interna. Il risultato? In Libia sappiamo che fine ha fatto Gheddafi, mentre in Venezuela gli Usa cercarono (fallendo) di fomentare un colpo di stato contro Chavez nel 2002.

giovedì 18 giugno 2015

Il Matriarcato. Quando le donne detenevano il Sapere Magico-Sapienzale

Il Matriarcato. Quando le donne detenevano il Sapere Magico-Sapienzale


annamarcedduSecondo gli studiosi di tutti i tempi, la donna ha da sempre avuto un ruolo essenziale nelle società arcaiche, fondate appunto sul matriarcato (termine che vuol dire “all’inizio le madri”).
In quell’epoca felice, non esisteva alcuna sopraffazione egemonica e gerarchica da parte degli uomini e le donne, grazie alla loro naturale inclinazione spirituale, poggiata sul “divino” femminile e sul legame viscerale con la Grande Madre Terra, avevano imparato a conoscere il “segreto” delle erbe e degli unguenti.
Da quelle officinali, essenziali per le cure naturali a quelle utilizzate per aromatizzare gli alimenti, fino a quelle necessarie per raggiungere lo stato di trance.
Molte di esse, possedevamo il potere di: dominare il fuoco, entrare in contatto con gli spiriti, interrogare l’oracolo (leggendo eventi o malattie in base ai suoi simboli), vedere a distanza, guarire gli infermi, cadere in estasi, trance, collegare energie visibili con quelle invisibili e persino effettuare voli magici.
Per farlo, utilizzavano i sogni quasi fossero varchi dell’essere, ampliativi della conoscenza sacra, così grazie al “sogno lucido” detto anche trance vigile, generavano un sapere magico-sapienziale. Insomma alle donne tutto era noto.
Abbiamo testimonianze di questa grande forza del matriarcato, non solo grazie ad una serie di leggende tramandate oralmente, ma anche e soprattutto grazie al ritrovamento di innumerevoli reperti archeologici sparsi in tutto il mondo, in cui vengono raffigurate donne/deinas, rappresentati dee madri grasse e con grandi seni, dalle anche tondeggianti e le cosce smisurate.
Il corpo femminile e i suoi cicli era difatti collegato ai luoghi profondi della Terra, caverne, sorgenti, in cui si esprimeva l’energia della Grande Madre, la matrice di tutte le divinità femminili della riproduzione.
Secondo antiche leggende, fin dal neolitico le donne e le matriarche erano considerate delle “sciamane” e alla prima metà del Novecento, le deinas continuarono ad essere stimate e temute allo stesso tempo. A loro venivano attribuite infatti relazioni con il mondo occulto e con il divino.
Queste donne, metà fate, metà sacerdotesse appartenevano solo a se stesse. Si racconta che quando a mezzanotte scendevano a ballare nelle piazze, se qualche uomo cercava di toccarle veniva schiacciato da una maledizione.
La società matriarcale attaccata dai maschi e dall’Inquisizione.
Se la donna del passato era tenuta in grande considerazione, con l’evoluzione storica delle società e la stratificazione gerarchica in base al potere, la sua ascesa fisiologica ha subito un brusco alt da parte del cosiddetto “sesso forte”, soprattutto quello dominante.
La società matriarcale era egualitaria, basata su principi di collaborazione tra generazioni e non esistevano distinzioni gerarchiche di alcun genere. Poiché era basata su valori materni, derivati dall’essere feconda e prolifica come Madre Terra e mossa più da principi di bisogno, anziché dal potere, la sua organizzazione costituiva un pericolo per il “sesso forte”, assetato com’era di conquiste ed ascese.
Per tali motivi, gli uomini usarono la loro unica arma, ovvero la forza fisica, per soffocare metaforicamente le donne, e in particolare le madri, cercando di relegarle all’interno delle mura domestiche, in una dimensione di “separazione e segregazione” totale.
Questa esacerbazione si è acuita nel corso dei secoli, quando l’uomo guerrafondaio ed affamato di potere ha estromesso la donna da qualsiasi ruolo primario.
Per meglio giustificare la legittimità dell’esclusione, si arrivò ad istituzionalizzare la caccia alle “streghe, fattucchiere e sortileghe”, attraverso i processi intentati dalla Santa Inquisizione tra il 1562 e il 1688 (furono almeno 750).
In poco tempo il ruolo della donna divenne sempre più marginale e così ad oggi ci troviamo in una società fortemente maschilista.
Basti pensare che a governare il mondo nell’ultimo millennio sono stati solo ed esclusivamente uomini, attraverso i due poteri più forti: Monarchia e Chiesa, due regimi “virili” e maschilisti.
La prima si tramanda di padre in figlio, maschio ovviamente, la seconda non ha mai consentito alle donne l’accesso alle alte sfere.
Non lasciamoci poi ingannare dalla presenza della “femmina” Elisabetta. Lei ha un ruolo centrale all’interno dell’economia mondiale, essendo una dei membri più preziosi del club Bilderberg (conferenza delle maggiori personalità in campo economico, politico e bancario).
La Chiesa, la cui massima espressione è il Vaticano (un grande castello, degno di ogni regnante) in passato ha massacrato le donne, le ha demonizzate a partire da Eva, le ha perennemente mortificate e rese la costola di Adamo.
Oggi del matriarcato si ha traccia sono un qualche sperduta tribù: gli Iro­chesi del Nord Ame­rica, i Minan­g­ka­bau di Suma­tra (Indo­ne­sia), e i Moso della Cina occi­den­tale (I Moso stanno ancora cercando di resistere agli attacchi del governo maschilista).
Matriarcato nostrano
Anche in Italia abbiamo avuto diverse società matriarcali, soprattutto in Sardegna. Qui, al di là dei racconti e delle leggende, fino a qualche decennio fa esistevano donne depositarie di un sapere molto antico, abili erboriste chiamate orassionarjas che guarivano anche con formule magiche dette verbos e usavano tre grani di sale per scacciare il malocchio.
C’erano poi le anziane accabadòras, che venivano chiamate per porre fine all’agonia dei moribondi, oppure si recavano al cimitero per “chiudere la casa”, girando tre volte la punta di una grossa chiave sulla tomba.
Sempre in Sardegna vi sono ancora oggi donne che praticano la cosiddetta “medicina dello spavento” a chi è oppresso da incubi o ossessioni, oppure adottano la gestualità lustrale dell’acqua gettata dietro le spalle.
Insomma la crudeltà degli uomini ha alimentato solo guerre e divisioni. Il vero paradiso terrestre c’è l’avevamo e ci è stato sottratto dai “maschi” e dal loro patriarcato.
Dobbiamo restituire alle donne la gestione delle comunità e ritornare ad essere le Guardiane della Terra, detentrici dei segreti della natura e della guarigione.
di Simona Mazza

domenica 15 marzo 2015

Creta: matriarcato Minoico, una società perfetta all'origine della civiltà europea

dame-di-Cnosso.jpg
La prima civiltà letterata d'Europa
santuario-di-Cnosso.jpgI minoici sono la prima civiltà europea (3000 a. C.). La loro civiltà è sbocciata essenzialmente sulle isole di Creta e di Santorini nel mar Egeo. La loro scrittura non è stata decifrata sino ad oggi. Essi svilupparono un urbanesimo sofisticato come il celebre palazzo di Cnosso e tanti altri, e un commercio marittimo su scala internazionale che permise loro di scambiare con l'Egitto e tutto il Medio Oriente. Questa civiltà matriarcale finì schiacciata dagli invasori patriarcali micenei (ariani, antenati dei Greci), verso il 1200 a. C.
Un popolo pacifico

I minoici non hanno lasciato nessuna traccia di attività militari come fortificazioni o armi, né prostituzione, né schiavismo. La loro iconografia pone la donna in primo piano rispetto all'uomo per un totale di tre quarti di donne. La loro religione era basata sulla fertilità. Nessun culto del padre né della coppia, e nessuna scena di violenza (armi, guerre, combattimenti, mostri). Veneravano la dea madre della fertilità, e il toro, principe maschio fecondatore anonimo.

Delle sacerdotesse raffinate, una successione matrilineare

È generalmente ammesso che il livello di civiltà di Cnosso è estremamente attraente. Gli affreschi e il vasellame mostrano una società pacifica, artista e sofisticata. Le donne occupano un posto di primo piano, liberamente vestite per le feste, esse partecipano agli esercizi rituali, e sono loro a fornire la massa delle sacerdotesse. Sono numerose nel praticare un'arte e a farla progredire. E avrebbero svolto un ruolo primario sino alla trasmisiione del potere poiché si trattava di una successione matrilineare - colui che succede a un re non puoi ereditare la corona che attraverso le figlie di questo re...
Il minotauro: una demonizzazione del matriarcato
minotauro.jpg
È probabilmente questo che ha permesso ai patriarcali greci di di farne la caricatura attraverso la leggenda del minotauro poiché i figli non conoscono il loro padre, e che quest'ultimo è simbolizzato da un toro, è perché le donne devono accoppiarsi con dei tori. È dunque logico che esse diano alla luce dei mostri mezzi uomini e mezze bestie.

Una religione matristica

dc3a9esse-mc3a8re-serpent-de-cnossosLa civiltà minoica aveva una dea che i greci chiamavano Potnia Theron, "la signora degli animali", di cui la maggior parte degli attributi furono più tardi trasferiti ad artemide. La religione minoica è volta alla natura e il culto della vegetazione. Ciò si nota soprattutto attraverso gli dei e le dee che muoiono e rinascono ogni anno, e attraverso l'uso di simboli come i toro (o le corna del toro), il serpente, le colombe, il leone, il papavero...
La religione minoica, benché sparisca con l'arrivo degli Achei e poi dei Dori in Grecia poi a Creta ha tuttavia lasciato tracce nei miti e nel panteon della Grecia classica, come Ditinna, dea associata al monte Ditte e Britomarti, la "Dolce Vergine", cioè, non sposata. Velchanos e Giacinto sono dei nomi del dio mortale mentre Arianna, benché sia stato supposto che il suo nome fosse indoeurope, è una dea della vegetazione che muore ogni anno.