domenica 7 agosto 2022

Non tutti possono essere vegan?



– “Credi nella meraviglia assoluta?”
– “Sì!”
– “E fai bene….
Ne siamo circondati.”



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Non tutti possono essere vegan?

di Franco Libero Manco

“Non tutti possono essere vegan, vivere di soli alimenti vegetali”. Che è come dire che non tutti i cavalli possono mangiare erba, oppure che non tutte le automobili progettate per funzionare a benzina possono utilizzare solo questo carburante. Essere vegan è la nostra vera dieta adatta a noi umani dell’ordine dei primati, della famiglia dei mammiferi, della specie Sapiens. errore più clamoroso in merito all’alimentazione, sia da parte della gente comune che della dietetica moderna, è che quasi nessuno fa riferimento ai testi di anatomia comparata, la sola scienza in grado di far chiarezza alla giungla di diete inventate da furbastri al solo scopo di guadagnare. La macchina umana non è stata progettata per mangiare animali, altrimenti la natura ci avrebbe fornito gli strumenti necessari per metabolizzare, senza effetti collaterali, questi alimenti. Nel mondo vegetale, senza eccezione alcuna, ci sono tutti i nutrienti necessari ad assicurarci un’ottima salute, come dimostra l’eccellente stato di benessere della grande famiglia dei vegani.

———————————-
COLORO CHE VIVONO IN ME

Io sono l’eretico

che crede nella forza

della volontà liberatrice

e canta a Dio

il suo poema d’amore.

Io sono roccia irremovibile

e sono rondine

pronta a trasmigrare.

Sono il pianto

delle vittime immolate

sull’altare dell’ignoranza

e sono inno di gioia alla vita.

La mia azione

è dolce e carezzevole

e il mio perdono

è granata prorompente.

Io sono l’onda che,

avida di carezze,

irrompe sulla sabbia

arsa ed informale.

Sono amore

senza barriere antropocentriche

e sono pungolo

che sprona ad avanzare

verso le mete

della grandezza dell’essere.

Io sono anelito di libertà

profonda ed assoluta

e sono il sogno di un mondo

senza prede e senza predatori.

In me vivono coloro

che amano la verità e la vita

e tutti coloro

la cui saggezza

è considerata follia.

Io rappresento

il tormento e l’accusa

di quanti furono ripudiati

perché scandalizzavano,

scuotevano, infastidivano

e tutti coloro che erano

più umani e più giusti

da quanto previsto

dagli schemi convenzionali.

Sulla mia strada camminano coloro

che hanno creduto troppo

nel loro ideale di giustizia

e che per questo furono derisi,

emarginati, crocefissi.

Io appartengo a coloro che credono

nella vita oltre la vita

ma non hanno inferni o paradisi

che li aspettano.


“Io non conosco nessuna preghiera più bella di quella che concludeva gli antichi spettacoli dell’India: <<Possano tutti gli esseri viventi restare liberi dal dolore>>”

Arthur Schopenhauer

giovedì 4 agosto 2022

EDUCARE L’UMANITA’ ALLA PACE



“Che errore è stato allontanarsi dalla natura! Nella sua varietà, nella sua bellezza, nella sua crudeltà, nella sua infinita, ineguagliabile grandezza c’è tutto il senso della vita.”

(Tiziano Terzani)



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EDUCARE L’UMANITA’ ALLA PACE

di Franco Libero Manco

Un assioma sicuramente condiviso è che se l’uomo fosse sostanzialmente migliore, più giusto e responsabile verso se stesso e verso la collettività, i più gravi problemi umani e sociali si dissolverebbero. E se questo è vero, come credo sia vero, mi chiedo, perché non vengono sostenuti da parte dei letterati, scienziati, politici, programmi di formazione del pensiero e della coscienza al fine di rendere l’essere umano più giusto e responsabile? Perché i vari esperti in fatto di problematiche socio/esistenziali sono concentrati, secondo una mentalità sintomatologica, sugli effetti causati e non sulle cause profonde che generano i problemi e trascurano il fatto che tutti risiedono nella natura egoistica e insensibile dell’uomo?

Se i problemi sono generati dall’uomo è sull’uomo che occorre intervenire cercando di renderlo migliore sul piano etico, civile, mentale, emozionale, spirituale. Allora perché non viene condivisa e sostenuta questa determinate prospettiva che potrebbe risolvere se non tutti gran parte dei problemi che flagellano l’umanità? Perché non si condivide il principio che se l’essere umano fosse migliore nel suo animo e nel suo pensiero, il suo operato, in tutti i campi, compreso quello personale, di coppia e sociale, produrrebbe sicuramente effetti benefici e positivi? L’essere più buoni, giusti e responsabili verso se stessi e verso la comunità non è forse il fulcro del pensiero di tutti i Maestri dello spirito di qualunque paese ed epoca?

Le peculiarità più importanti di un essere umano non sono tanto le sue capacità professionali, la sua conoscenza tecnica, scientifica o economica quanto la possibilità di uniformare armonicamente la sua natura con il tutto. Bontà d’animo, onestà, sensibilità, correttezza nell’agire è ciò che maggiormente qualifica un essere umano al punto da essere indicato come punto di riferimento e guida. Perché queste virtù non vengono valorizzate, esaltate nei programmi televisivi e di educazione scolastica? Se è l’uomo a generare problemi perché ci si concentra su come arginare i danni causati e non sull’uomo che li produce?

Solo da una forte volontà politica a livello globale, intesa a formare i formatori di una nuova compagine di pedagoghi, insegnanti, letterati, scienziati ecc. capaci di promuovere e trasmettere non solo i valori del vivere armonico specialmente alle nuove generazioni ma il pensiero positivo ed una coscienza capace di percepire, le condizioni e le esigenze vitali del prossimo. Diversamente, nelle controversie la soluzione proposta dell’Homo sapiens spiens è quella bilanciare le forze in campo e così arrivare (con la forza e non con la concordia) ad un compromesso, su un ecatombe, o quello di continuare a sterminarsi a vicenda fino all’annientamento della parte “nemica”.

Certamente nel mezzo di una turbolenza la priorità è risolvere le problematiche contingenti e quello di educare l’umanità alla pace è una speranza che ci auguriamo diventi un progetto per un futuro finalmente libero del dramma della guerra che da sempre accompagna il genere umano.

“Quanto più presto ed estesamente noi introdurremo nelle scuole un’educazione più umanitaria e favoriremo lo spirito di giustizia e bontà verso tutte le creature inferiori, tanto più presto ed estesamente raggiungeremo le radici della crudeltà e del crimine”. Miriam Ferguson, governatore del Texas Stati Uniti (1875–1961).

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“L’alimentazione vegetale invece del cibo animale è la chiave della rigenerazione umana”. (Richard Wagner 1813-1883 musicista tedesco)

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– GIRA A PARENTI E AMICI SCRITTI E PROGRAMMI AVA

– VIENI, FREQUENTA I GIOVEDI’ CULTURALI

– VISITA IL SITO DELL’ASSOCIAZIONE VEGAN ANIMALISTA

– LEGGI IL PROGETTO “EDUCARE L’UMANITA’ ALLA PACE”

“Le querce e i pini, e i loro fratelli della foresta, hanno visto sorgere e tramontare così tanti soli, e visto andare e venire così tante stagioni, e svanire nel silenzio così tante generazioni, che possiamo ben chiederci cosa sarebbe per noi “la storia degli alberi”, se questi avessero la lingua per narrarcela, oppure se le nostre orecchie fossero abbastanza sensibili da comprenderla.”
(Maud Van Buren)

martedì 26 luglio 2022

IL PESCE NON E’ UNA COSA



I suoi occhi grandi e neri sono una tregua da tutto. Mi restituiscono a un mondo giusto, che vorrei solo fosse in ogni dove più buono.


(In foto, Otto. Ospite del FarmSanctuary. Non diverrà mai cibo )


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IL PESCE NON E’ UNA COSA
ma un essere senziente che come noi vuole vivere e non essere ucciso;
come noi percepisce il dolore e il terrore della morte.
La morte del pesce, come quella dei crostacei e dei molluschi, è tra le più atroci e crudeli,
sia che vengano uccisi con l’amo, con la fiocina, l’arpione, il coltello o per asfissia nelle reti.

Il corpo dei pesci va in rapida putrefazione e gli alimenti sono tanto più dannosi per l’alimentazione umana quanto più rapida è la loro decomposizione.

Il pesce è carne grassa e, al pari e di più di ogni altra carne, non adatto al corpo umano.

Nel pesce, come in tutti gli animali uccisi violentemente dall’uomo e poi mangiati, vi è l’angoscia, la paura dell’animale accumulata durante la sua cattura: più e lunga e dolorosa la morte di un animale più è pregna di vibrazioni mortali.

Nel pesce ci sono concentrazioni di cloruro di sodio che con la cottura possono causare tumori gastrici, ritenzione idrica, gravi idropisie; diossine, piombo, cadmio. Il mercurio che le industrie scaricano nel mare (circa 10.000 tonnellate all’anno) passa facilmente dal pesce nell’organismo umano. Il mercurio è una potente neurotossina in grado di interferire nello sviluppo del cervello riducendo l’intelligenza specialmente dei bambini.

I pesci sono ricchi di purine (sostanze azotate che aumentano i livelli di acidi urici nel sangue) e di metalli pesanti dovuti all’inquinamento delle acque a causa degli scarichi industriali e fognari. Il pesce contiene le stesse tossine delle carni e può causare, oltre i danni della carne, parassitosi (es. tenia, ascaridi), asma, eczema, prurito, allergie, malattie renali, danni al sistema nervoso, ecc.; può anche trasmettere all’uomo la salmonella, larve di tenia e di ascaridi, né la cottura è sufficiente a scongiurarne i pericoli.
Non vi è alcuna necessità di consumare pesce ma ci sono moltissime ragioni
per smettere di mangiare ciò che danneggia non solo la nostra salute,
il nostro pianeta, la nostra economia, ma soprattutto gli animali e la nostra coscienza.

Nelle pergamene del Mar Morto, scoperte nel 1947, Gesù dice:

“Forse che i pesci vengono a voi a chiedere la terra e i suoi frutti?

Lasciate le reti e seguitemi, farò di voi pescatori di uomini”.

Se si dovesse pagare il reale valore del pesce e della carne, senza i pesanti sussidi dello Stato agli allevatori e ai pescatori, ben pochi potrebbero permettersi il lusso di mangiare questi prodotti. Tra il 1994 e il 2010 l’unione Europea ha elargito 26 milioni di euro ai circa 130 pescherecci italiani, anche se colpevoli di aver violato spesso le norme sulla pesca.

L’OMEGA 3 nei vegetali: (mg/100)

Olio di lino: 66; Semi di lino: 32; Olio di canapa: 18; Olio di noce: 14; Soia cotta: 11; Olio di soia: 7,60; Noce: 6,50; Germe di grano: 5,40; Semi di zucca: 5; Latte di soia: 4; Fagioli di soia secchi: 1,3; Olio ex. verg. d’oliva: 1; Mandorle: 0,3

OMEGA 3 nel pesce: (mg/100 gr)

sardine fresche 1,73; anguilla 1,30; aringa fresca 1,09; salmone fresco 0,89; tonno fresco 0,80;

sgombro: 0,73; spigola 0,48; orata fresca 0,46

La condizione che il pesce contenga minime quantità di Omega 3 è che sia fresco, sia stato catturato a mare aperto e che abbia consumato alghe che contengano l’Omega 3.
Non pescare, non mangiare il pesce: vivi e lascia vivere
Associazione Vegan Animalista APS


VAQUITA, NE SONO RIMASTE 8

Nel 1997 erano 570. Nel 2017 ne hanno censite 30, nel 2018 solo 12, lo scorso maggio 10.
Ora ne sono rimaste 8.
Le vaquita vivono esclusivamente nell’area settentrionale del golfo della California, sono delle piccole focene molto timide e schive, negli anni sono state decimate dai pescatori di frodo (e non).
I pescatori posizionano le reti per catturare i Totoaba, la cui vescica natatoria (detta anche “cocaina acquatica”) viene utilizzata nella medicina cinese e raggiunge quotazioni altissime, 30 volte più alte dell’avorio.
Ma nelle reti ci finiscono tutti, in via di estinzione e non.

Nel 2017 un gruppo di esperti aveva pensato di salvare le vaquita ideando l’assurda strategia di recintare un’area di mare per detenerle in cattività, piano miseramente fallito: una femmina catturata è morta per lo stress poco dopo e il progetto è stato abbandonato.

Ora il governo messicano ha messo in atto una nuova strategia: non riuscendo a tenere lontani i pescherecci dal golfo della California, ha fatto affondare 193 blocchi di cemento in mare affinchè ostacolino le reti dei pescatori in acqua.
Ma la soluzione può essere un’arma a doppio taglio, perchè le reti possono impigliarsi nei ganci metallici dei blocchi e diventare ancora più pericolose. Il cemento, inoltre, renderebbe impossibile il recupero delle reti in mare, aumentando il ghost fishing, causando la morte di un numero elevatissimo di animali che possono rimanere impigliati nelle reti fantasma.

Una soluzione che può rivelarsi peggiore del problema, insomma, con un impatto ambientale che rischia di nuocere non solo alle vaquita, ma anche agli altri abitanti del mare e al suo ecosistema.

venerdì 22 luglio 2022

LO SPLENDORE DI ESSERE VEGAN SALVERA’ IL MONDO



“Camminando nei boschi, mi sono sentita in contatto con l’universo e con lo spirito dell’universo.”

(Alice Walker)



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LO SPLENDORE DI ESSERE VEGAN SALVERA’ IL MONDO

di Franco Libero Manco

L’incremento demografico genera inquietanti visioni future. A mano a mano che aumentano le bocche da sfamare diminuisce il quantitativo disponibile per ognuno: quando il quantitativo sarà insufficiente a garantire la vita gli effetti sociali potranno essere devastanti. La superficie coltivabile del pianeta terra è di dimensioni limitate ed il limite massimo che consente di sfamare 7 miliardi di esseri umani (più cento miliardi di animali allevati) sta per essere superato. L’aspetto drammatico è che le previsioni dicono che nel 2040 raddoppierà nel mondo il consumo di carne e di conseguenza il numero di animali allevati che sottrarranno risorse vitali al genere umano.

Ma la terra non ha la possibilità di nutrire un popolo di carnivori, ci vorrebbero altri 5 pianeti come il nostro per produrre gli alimenti necessari e smaltire l’immensa mole di rifiuti prodotti dall’industria della carne e le altrettanti ingenti risorse per neutralizzare l’inquinamento prodotto: sarà necessario un cambiamento radicale delle politiche alimentari e degli stili di vita se si vuole evitare una prospettiva drammatica che va delineandosi per il futuro prossimo. Il modo più saggio quanto auspicabile è quello non solo di ridurre l’incremento demografico ma fare in modo che la terra coltivata sia destinata a prodotti che consentano a tutti di nutrirsi, evitando di allevare animali.
Generalmente il costo di un solo kg viene considerato quello che si paga al macellaio. Ma il vero costo, se si considerano tutte le componenti necessarie a produrlo e gli effetti prodotti sull’uomo e sull’ambiente, raggiunge cifre inimmaginabili, forse un kg di carne costa quanto un’automobile.

Per i seguenti motivi:

attualmente per produrre 1 kg di carne di manzo (produrre carne di maiale o altri animali il quantitativo è più ridotto ma non molto distante) vengono sperperati: circa 100.000 litri di acqua, 9 litri di petrolio, 15 kg di cereali, e vengono rasi al suolo 12 mq di foresta. Inoltre questo kg di carne di manzo genera 36 kg di anidrite carbonica e consuma tanta energia quanto una lampada di 100 W per 40 ore di seguito. A questi bisogna aggiungere i sussidi che l’industria della carne e del pesce riceve dalla Comunità Economica Europea, e che pagano tutti con le tasse, anche coloro che hanno scelto di essere vegan; a questi bisogna aggiungere l’iperbolica cifra delle spese sanitarie per curare le malattie dovute dalla carne e dall’inquinamento dell’aria, della terra, del mare, delle falde acquifere, il buco nell’ozono, le piogge acide, la desertificazione ecc. Bisogna aggiungere la sofferenza e la morte per fame delle popolazioni in via di sviluppo dovute alla sottrazione delle terre dalle multinazionali agroalimentari e zootecniche per destinarle a pascolo o a coltivazioni di monocolture. Bisogna aggiungere l’estinzione, irrevocabile dalla faccia della terra per tutti i millenni che verranno, di un’infinità di specie di vegetali e animali. Basti pensare che per produrre un solo hamburger si perdono una ventina di specie vegetali, una dozzina di specie di uccelli, di mammiferi e rettili. Bisogna aggiungere il fatto che il mangiatore di carne consuma 20 volte più acqua di un vegetariano; che il 20% della popolazione mondiale può concedersi il lusso di mangiare la carne perché l’80% digiuna, che un terzo di tutte le risorse energetiche dell’Occidente sono assorbite dall’industria della carne.

Su un ettaro di terra, nello stesso periodo di tempo, si possono produrre i seguenti alimenti:1.000 kg di ciliegie, 2.000 kg di fagiolini, 4.000 kg di mele, 6.000 kg di carote, 8.000 kg di patate, 10.000 kg di pomodori, 12.000 kg di sedano, oppure…50 kg di carne di manzo.

Ma la necessità vitale di un’umanità vegan non nasce soltanto dal fatto che l’alimento carneo incide in modo deleterio sulla salute della popolazione, sull’ambiente e sull’economia, ma dal fatto che tale alimentazione genera una mentalità di predominio, di insensibilità e indifferenza verso il valore della vita e verso il dolore della sconfinata famiglia dei viventi non umani. Essendo la carne è un alimento adatto agli animali predatori (serve a dar loro l’aggressività necessaria ad aggredire e divorare la preda) introducendo questa sostanza nel nostro organismo genera lo stesso impulso predatore. In sostanza l’umanità si trova storicamente davanti all’alternativa: o adotta il sistema di vita vegan o è destinata a subirne le conseguenze e sparire dalla faccia della terra.

Gli indomabili della bistecca diranno che in futuro sarà sufficiente contenere l’umanità entro un numero compatibile per perpetuare il consumo di carnami. Ma l’evoluzione è un fatto inarrestabile; l’umanità del futuro sarà migliore dell’attuale e guarderà con orrore e vergogna alle generazioni che consideravano i nostri fratelli animali come cose da mangiare, e si stupiranno come in un mondo di miseria e di fame questa umanità sperperasse le sue migliori risorse allevando animali, condannando poi se stessa al dolore, alle malattie, alla violenza, alla distruzione dell’ambiente.






Finché un animale sarà abbandonato, nessuno sfuggirà alla solitudine.
Finché un animale sarà oltraggiato, nessuno sarà al riparo della violenza.
Finché un animale sarà recluso, nessun uomo sarà libero.
(Franco Libero Manco)

lunedì 18 luglio 2022

CARATTERISTICHE DEGLI ONNIVORI



Insegnare ai bambini ad amare gli animali.. ..rappresenta un momento fondamentale nel processo educativo..


Mai come nella nostra epoca sono state messe in discussione le tre fonti principali di diseguaglianza, la classe, la razza e il sesso.

La graduale parificazione delle donne agli uomini, prima nella piccola società familiare e poi nella più grande società civile e politica è uno dei segni più certi dell’inarrestabile cammino del genere umano verso l’eguaglianza. E che dire del nuovo atteggiamento verso gli animali?

Dibattiti sempre più frequenti ed estesi, riguardanti la liceità della caccia, i limiti della vivisezione, la protezione di specie animali diventate sempre più rare, il vegetarianesimo, che cosa rappresentano se non avvisaglie di una possibile estensione del principio di eguaglianza al di là addirittura dei confini del genere umano, un’estensione fondata sulla consapevolezza che gli animali sono eguali a noi uomini, per lo meno nella capacità di soffrire?

Si capisce che per cogliere il senso di questo grandioso movimento storico occorre alzare la testa dalle schermaglie quotidiane e guardare più in alto e più lontano.
(Norberto Bobbio)


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CARATTERISTICHE DEGLI ONNIVORI

di Franco Libero Manco

Gli esseri umani sono molto spesso descritti come “onnivori”. Questa classificazione e’ basata sull'”osservazione” che normalmente si nutrono di una grande varietà di cibi vegetali e animali.

Tuttavia, cultura, tradizione e formazione giocano come elementi di disturbo nella valutazione delle nostre pratiche alimentari.

Quindi, la mera osservazione non si può considerare come la tecnica migliore nel cercare di identificare quale sia la dieta più “naturale” per l’uomo. Per quanto la maggior parte degli esseri umani siano chiaramente onnivori dal punto di vista “comportamentale”, resta da chiarire se lo siano altrettanto da un punto di vista anatomico.

Focalizzarsi sull’anatomia e fisiologia umana rappresenta il modo migliore e più obiettivo di affrontare la questione. I mammiferi si sono anatomicamente e fisiologicamente adattati a procurarsi e consumare un particolare tipo di cibo (è una pratica comune cercare di dedurre la probabile dieta delle specie estinte attraverso l’esame delle caratteristiche anatomiche dei loro resti fossili).
Mammiferi carnivori, erbivori ed onnivori

Quindi, dobbiamo osservare i mammiferi carnivori, erbivori ed onnivori per individuare quali caratteristiche anatomo-fisiologiche sono associate ai diversi tipi di dieta e comparare le nostre caratteristiche per vedere a quale gruppo apparteniamo davvero.

Volendo definire un metodo per verificare se gli umani sono degli onnivori naturali, la procedura dovrebbe essere questa:

– definire una lista di caratteristiche fisiologiche e parametri biochimici di tutte le specie naturalmente onnivore;

– individuare le caratteristiche comuni a tutte le specie;

– verificare la capacità discriminante di questa lista provando ad applicarla a specie di cui è già noto che sono onnivore, per verificare la bonta’ del test e infine, se questo test risulta accurato e corretto…

– … verificare se i parametri della specie uomo soddisfano questo test

Naturalmente, questa verifica, per quanto piuttosto elementare, non è mai stata fatta, e ogni indicazione, di qualunque fonte, del fatto che gli umani siano “onnivori”, riferisce solamente le tendenze culturali, e non dati oggettivi di natura fisiologica e biochimica.

Ecco dunque il confronto tra le caratteristiche dei carnivori, erbivori, onnivori (notare che nel seguito, con il termine “erbivori” si comprendono anche i “frugivori”)

Muscoli facciali

Carnivori: ridotti, per permettere un’ampia apertura della bocca
Erbivori: ben sviluppati
Onnivori: ridotti
Umani: ben sviluppati

Tipo di mandibola

Carnivori: ad angolo non ampio
Erbivori: ad angolo ampio
Onnivori: ad angolo non ampio
Umani: ad angolo ampio

Posizione dell’articolazione mandibolare

Carnivori: sullo stesso piano dei denti molari
Erbivori: al di sopra del piano dei molari
Onnivori: sullo stesso piano dei denti molari
Umani: al di sopra del piano dei molari

Movimento mandibolare

Carnivori: tranciamento; minimo movimento laterale
Erbivori: nessun tranciamento; buon movimento laterale e anteriore-posteriore
Onnivori: tranciamento; minimo movimento laterale
Umani: nessun tranciamento; buon movimento laterale e anteriore-posteriore

Principali muscoli mandibolari

Carnivori: temporali
Erbivori: massetere e pterigoideo
Onnivori: temporali
Umani: massetere e pterigoideo

Apertura bocca della bocca in rapporto alla dimensione della testa

Carnivori: grande
Erbivori: piccola
Onnivori: grande
Umani: piccola

Denti incisivi

Carnivori: corti ed acuminati
Erbivori: ampi, piatti e a forma di spada
Onnivori: corti ed acuminati
Umani: ampi, piatti e a forma di spada

Denti canini

Carnivori: lunghi, affilati e curvi
Erbivori: non taglienti e corti o lunghi (per difesa), o assenti
Onnivori: lunghi, affilati e curvi
Umani: corti e smussati
Denti molari

Carnivori: affilati, a forma di lama frastagliata
Erbivori: piatti con cuspidi, superfici complesse
Onnivori: a lame affilate e/o piatti
Umani: piatti con cuspidi nodulari

Masticazione

Carnivori: nessuna; deglutizione del cibo intero
Erbivori: necessaria una prolungata masticazione
Onnivori: deglutizione del cibo intero e/o semplice schiacciamento
Umani: necessaria una prolungata masticazione

Saliva

Carnivori: assenza di enzimi digestivi
Erbivori: enzimi digestivi per i carboidrati
Onnivori: assenza di enzimi digestivi
Umani: enzimi digestivi per i carboidrati

Tipo di stomaco

Carnivori: semplice
Erbivori: semplice o a camere multiple
Onnivori: semplice
Umani: semplice

Acidità dello stomaco

Carnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco
Erbivori: pH 4 – 5 con cibo nello stomaco
Onnivori: pH inferiore o uguale a 1 con cibo nello stomaco
Umani: pH 4 – 5 con cibo nello stomaco

Capacità dello stomaco

Carnivori: 60% – 70% del volume totale del tratto digestivo
Erbivori: inferiore al 30% del volume totale del tratto digestivo
Onnivori: 60% – 70% del volume totale del tratto digestivo
Umani: tra il 21% e il 27% del volume totale del tratto digestivo

Lunghezza dell’intestino tenue

Carnivori: da 3 a 6 volte la lunghezza del corpo
Erbivori: da 10 a piu’ di 12 volte la lunghezza del corpo
Onnivori: da 4 a 6 volte la lunghezza del corpo
Umani: da 10 a 11 volte la lunghezza del corpo

Colon

Carnivori: semplice, corto e liscio
Erbivori: lungo, complesso, puo’ essere con anse
Onnivori: semplice, corto e liscio
Umani: lungo, con anse

Fegato

Carnivori: puo’ detossificare la vitamina A
Erbivori: non puo’ detossificare la vitamina A
Onnivori: puo’ detossificare la vitamina A
Umani: non puo’ detossificare la vitamina A

Reni

Carnivori: urine estremamente concentrate
Erbivori: urine moderatamente concentrate
Onnivori: urine estremamente concentrate
Umani: urine moderatamente concentrate

Unghie

Carnivori: artigli affilati
Erbivori: unghie piatte o zoccoli
Onnivori: artigli affilati
Umani: unghie piatte

Tratto da “The Comparative Anatomy of Eating” di Milton R. Mills, M.D.

“Non devi mai avere paura di compiere ciò che è giusto, soprattutto se è in pericolo il benessere di una persona o di un animale. Le punizioni della società sono piccole se paragonate alle ferite e ai tormenti che infliggiamo alla nostra Anima quando volgiamo lo sguardo altrove” (Martin Luther King)
Premio Nobel per la Pace e attivista per i diritti umani, Martin Luther King venne assassinato a Memphis (Tennessee, USA) il 4 aprile 1968, a soli 39 anni.
Resta celebre il discorso che tenne il 28 agosto del 1963 al Lincoln Memorial di Washington conosciuto in tutto il mondo con l’espressione “I have a dream” (“Io ho un sogno”).
Martin Luther King rimane un fulgido, perpetuo e luminoso esempio per chiunque sceglie di dedicare la propria vita per realizzare un Mondo migliore e un’Umanità non più carnefice.
I sogni sono realtà ad un passo dal compiersi.
Chi è sveglio e consapevole è il vero sognatore, perché afferra il Futuro tra le dita. L’Amore chiama Amore e neutralizza l’odio e tutti gli specismi.



venerdì 15 luglio 2022

LE MERAVIGLIE DEL CORPO UMANO



Tutta la natura sussurra i suoi segreti a noi attraverso i suoi suoni. I suoni che erano precedentemente incomprensibili alla nostra anima, ora si trasformano nella lingua espressiva della natura》(Rudolf Steiner, 1861 -1925)



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LE MERAVIGLIE DEL CORPO UMANO

Il cuore batte 100 volte ogni 24 ore, pompando 24.000 litri di sangue al giorno; 7 litri di sangue che devono propagarsi e ritirarsi in una rete sanguigna di 150 mila chilometri a servire i nostri 24 mila miliardi di cellule. Ogni secondo vengono prodotti 7 milioni di nuove cellule del sangue. Il nostro corpo è formato in tutto da 75 mila miliardi di cellule. La sapienza di ogni singola cellula supera le nozioni accumulate dalla specie umana nel corso dei secoli. In una cellula avvengono giornalmente più reazioni chimiche di quante avvengono in tutta l’industria chimica mondiale. In una cellula vivono migliaia di componenti: cromosomi, geni, Dna, orfanelle, mitocondri, enzimi, ormoni, aminoacidi, più migliaia di altre sostanze e composti chimici. La più piccola cellula del nostro corpo è un miliardo di volte più grande del suo componente cellulare più piccolo. All’interno di ogni cellula vi è un nucleo che contiene i cromosomi, che a loro volta contengono i geni, che a loro volta contengono il Dna, (l’essenza della vita, quella sostanza che determina il colore degli occhi, il profumo di un fiore, il colore delle piume di un uccello, le chiazze nere di una razza bovina). Mettendo il fila il nostro Dna percorreremmo 129 miliardi di chilometri. (Valdo Vaccaro)

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CENA ESTIVA IN SEDE AVA

Domenica 17 luglio ore 20

Menu’:

– Insalatona mista di stagione

– Rigatoni al sugo di pomodoro e basilico

– Caponata di verdure miste

– Dolcetto – cocomero

– Vino, pane, olive, acqua.

– Contributo 15 euro

– Alla fine musica e canzoni romanesche

– con la chitarra di Mauro Festa

– E’ necessaria l’adesione prima possibile tramite mail o tel. 333 9633050


《Tutti gli uomini, ma anche tutti gli Animali sono della stessa razza, perché i principi dei loro corpi sono per natura gli stessi, e ancor più perché l’anima che è in loro non è diversa per natura in rapporto agli appetiti, ai ragionamenti e soprattutto alle sensazioni e alle emozioni 》(Teofrasto, 371 a.C. – 287 a.C.)
“Nessuna nazione sarà completamente libera finché gli animali, nostri fratelli, non saranno liberi e sereni” (Sadhu Vaswani, induista).
Sadhu T. L. Vaswani (1879 – 1966) fu molto vicino a Mahatma Gandhi, promuovendo il principio della non violenza. Ancora oggi il suo pensiero di Amore Cosmico è perseguito da milioni di persone. Istituì la Giornata Internazionale Senza Carne, tuttora celebrata, intorno agli Trenta del secolo scorso.
Che i tantissimi Grandi Uomini rivivano nelle nostre azioni e nei nostri spiriti, a sostegno che nulla è ancora perduto. Amore e Armonia sono l’Inizio, il Viaggio, la Destinazione e la Luce verso cui tendere.

lunedì 11 luglio 2022

L’alimentazione carnea ha favorito l’evoluzione dell’uomo?


“Quando vado in campagna e vedo il sole e il verde e la fioritura di ogni cosa, mi dico:
Sì, tutto questo appartiene a me!”
Henri Rousseau~




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L’alimentazione carnea ha favorito l’evoluzione dell’uomo?

di Franco Libero Manco

Se questo fosse vero le scimmie antropomorfe che mangiano anche la carne avrebbero dovuto avere la stessa evoluzione. Se la carne avesse della particolari proprietà al punto da favorire l’evoluzione gli animali carnivori dovrebbero essere i più intelligenti. Il fatto che la carne non sia compatibile con la nostra fisiologia vuol dire che la natura non ha previsto che noi la mangiassimo. La carne non può portare dei benefici alla nostra vita diversamente sarebbe cose se un’automobile progettata per funzionare a benzina funzionasse meglio se alimentata a gasolio. Sarebbe come dire che la carne ha dei principi nutritivi che non esistono nel mondo vegetale, il chè non è vero. Nessuno è in grado di affermare le motivazioni dello sviluppo cerebrale che parte dall’australopiteco in poi. Molto probabilmente è dipeso dalla necessità di doversi difendere dai predatori nel nuovo ambiente della savana, ma più in particolare l’uso delle mani in virtù del bipedismo e del linguaggio verbale.

—————————
CENA ESTIVA IN SEDE AVA

Domenica 17 luglio ore 20

Menu’:

– Insalatona mista di stagione

– Rigatoni al sugo di pomodoro e basilico

– Caponata di verdure miste

– Dolcetto – cocomero

– Vino, pane, olive, acqua.

– Contributo 15 euro

– Alla fine musica e canzoni romanesche

– con la chitarra di Mauro Festa

– E’ necessaria l’adesione prima possibile tramite mail o tel. 333 9633050


Forse non tutti sanno che la caccia dovrebbe durare tre mesi (dipende poi ovviamente dalle regioni, ma in linea di massima è da metà settembre a fine dicembre), a parte la caccia di selezione che, invece, dura quasi tutto l’anno. In realtà la caccia dura sempre: dal primo gennaio al 31 dicembre; in tutte le regioni. Si chiama bracconaggio. Gli animali non stanno mai in pace, continuamente braccato o avvelenati o uccisi nelle tagliole, trappole o lacci. Quindi, la caccia c’è anche a luglio, cioè adesso, in questi minuti; ora.

Vengono uccisi milioni di animali ogni anno, ma di questo si parla solo da settembre a dicembre; triste ma è così. Come del resto si parla solo di alcuni animali e altri no. Alcuni non contano; ma vengono contati da chi di dovere. Si urla agli orsi (giustamente) ma si sta in religioso silenzio sui camosci (che sono molto pochi), si alza la voce nei confronti dei cinghiali ma si dimenticano le nutrie; e via così, in una classifica a chi vale di più, a chi necessita di aiuto o istanze.

La lotta di liberazione animale è anche contro i pesticidi che decimano le libellule, anche se sono piccole. Che inceneriscono le farfalle anche se sono piccole, che massacrano le tortore e le colombe (erroneamente chiamate piccioni) che sono piccole. Insomma, è la liberazione di tutti gli individui, non solo di quelli che piacciono a noi.

Quindi lottare contro la caccia è una ginnastica di 365 giorni l’anno, non di 90. È banale dirlo, ma pare di no. Vi evito come ammazzano le nutrie, non sono sadico fino a questo punto, ma credetemi, usano i mezzi più infami. Forse le nutrie hanno meno valore di un cervo? Certo che no. Come un fratello migrante della Nigeria non vale meno di un rifugiato Ucraino.

L’antispecismo non è una classifica a chi è più interessante ma una lotta estenuante contro il potere che vuole distruggere ogni forma di vita. Anche questo pare ovvio, ma non è così.

Forse, e dico forse, addentrarsi nei boschi, attraversare i campi, muoversi di notte, aiuterebbe la comprensione che la vita è una. Può la poesia aiutare? Può la poesia parlare di liberazione animale? Sono anni che lo dico, e molti ridono; Ma nessuno e nessuna, in un laccio per giorni, a morire in agonia, ride. E la poesia sociale serve anche a questo: a far capire che l’inalienabilità della vita è fondante. Ogni strumento può dare un contributo, mai pensare di avere la ricetta giusta, perché non ci sono ricette ma solo metodi, metodologie. È un continuo sentiero, la liberazione. Un sentiero impervio, dove spesso la poesia è una luce nel bosco in piena notte.

La poesia non ha bandiere con i colori degli animali ma tenaglie. Mai dimenticarlo.

NO ALLA CACCIA

Sarei già andato
davvero lontano
tanto lontano
quanto è grande il mondo
se non mi avessero
trattenuto le stelle

Che hanno legato
il mio al tuo destino
così che solo in te
posso conoscermi

E la poesia, i sogni
il desiderio
tutto mi spinge a te
alla tua natura

E dalla tua
dipende la mia vita.

(Goethe)

venerdì 8 luglio 2022

CENA ESTIVA CON IL GRUPPO AVA



Amate gli animali. Non inquietateli, non tormentateli, non togliete loro la gioia: non opponetevi all’intenzione di Dio. Uomo, non porti al di sopra degli animali: essi sono senza peccato mentre tu, nella tua grandezza, guasti la Terra al tuo solo apparire lasciando dietro di te la tua lurida traccia.

Fëdor Dostoevskij




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CENA ESTIVA CON IL GRUPPO AVA

SI PROPONE UNA CENA CONVIVIALE CON IL GRUPPO AVA DA TENERSI IN UN RISTORANTE A ROMA CON DISPONIBILITA’ ALL’APERTO PER DOMENICA SERA 17 LUGLIO CHE SI EFFETTUERA’ A CONDIZIONE VI SIA UN NUMERO ADEGUATO DI PARTECIPANTI. CHI FOSSE INTERESSATO PUO’ DARE LA SUA ADESIONE PRIMA POSSIBILE DIRETTAMENTE A ME TEL 333 9633050. UN SALUTO A VOI

Franco Libero Manco

——————-
PIU’ SAREMO UNITI E PRIMA VINCEREMO

Il nostro obiettivo è quello di una nuova coscienza umana in difesa di ogni essere vivente. Qualunque sia il nostro credo, la nostra estrazione sociale, politica o religiosa, affretteremo i tempi della liberazione dei nostri fratelli animali solo se metteremo in sintonia le nostre singole energie al servizio del bene comune. (Franco Libero Manco)

Educate i bambini a valorizzare e a rispettare il piccolo, il minuto, il diverso ed egli crescerà valorizzando e rispettando anche il grande; ma se lo educate a valorizzare e a rispettare solo il grande egli crescerà incapace di rispettare sia il grande sia il piccolo e farete di lui un essere violento, egoista ed infelice. (Franco Libero Manco)


SE DAVVERO AMI GLI ANIMALI,
ALLORA SMETTI DI MANGIARLI, SMETTI DI BERE IL LORO LATTE, SMETTI DI CONTRIBUIRE AL LORO SFRUTTAMENTO E MORTE!!
PUOI FARE TANTO PER LORO SCEGLIENDO UN’ ALIMENTAZIONE
VEGETALE!!

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lunedì 4 luglio 2022

CAMBIAMENTI CLIMATICI E CONSUMO DI CARNE


“La natura tende sempre ad agire nel modo più semplice.”
Jacques Bernoulli~



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CAMBIAMENTI CLIMATICI E CONSUMO DI CARNE

di Franco Libero Manco

Non ci vuole un genio per capire che il nostro limitato pianeta non può metabolizzare la progressiva antropizzazione dell’uomo, l’inquinamento che produce e la crescita esponenziale della popolazione. Le metropoli invadono la natura e la conseguente cementificazione riduce a vista d’occhio gli spazi verdi vitali. Le porzioni della “torta” da dividere si fanno sempre più esigue e quando una minestra è appena sufficiente per 10 persone, se queste diventano venti le conseguenze possono essere drammatiche.

La terra è ammalata e a farla ammalare è la specie umana che come un cancro distrugge l’ambiente in cui vive. E così avveleniamo la terra con la chimica, inquiniamo l’ambiente, sventriamo le montagne, deprediamo i mari, e come se non bastasse bruciamo i boschi. Le prospettive sono allarmanti e quello che si sta verificando è solo l’inizio di un’era contro cui l’umanità si troverà a combattere per sopravvivere. Se non ci sarà una forte volontà politica a livello globale di invertire la rotta, ed una presa di coscienza individuale, occorre prepararsi al peggio, rassegnarsi a siccità sempre più roventi, a sbalzi climatici e a conseguenti frequenti inondazioni. Ma la vera rivoluzione può venire solo dalla massa attraverso la responsabilità individuale che deriva dalle scelte quotidiane.

Il problema del cambiamento climatico è ormai tema di continue quanto sterili dissertazioni televisive. Anche se l’ONU afferma che gli allevamenti producono il 14,5% delle emissioni globali di gas nocivi per l’ambiente, cioè un quarto dei gas serra, e che eliminando dalla nostra dieta carne, pesce e derivati si ridurrebbero del 70%, di questo, che è la principale causa del problema, nessuno ne parla, come ci fosse un tacito accordo comune a non menzionare in alcun modo l’industria zootecnica principale responsabile dell’inquinamento globale perché richiederebbe la messa al bando della bistecca e soprattutto metterebbe in contraddizione ogni interlocutore che sicuramente non intende rinunciare al pasto carneo. Nessuno dice che per la produzione di un solo kilogrammo di manzo necessitano circa 50.000 litri di acqua potabile, di 7 litri di petrolio, 15 kg di cereali, che vengono distrutti 12 mq di foresta, che genera 36 kg di anidrite carbonica, e che assorbe energia quanto un’automobile per 40 km. Praticamente solo l’industria zootecnica inquina più di tutti i mezzi di trasporto del pianeta: automobili, aerei, navi e treni compresi. Ma pare che si preferisse morire che rinunciare alla bistecca.

—————————————

CARISSIMI, LA SEGRETARIA DELL’AVA LUANA HA SMARITTO IL SUO CELLULARE

SI CHIEDE AGLI AMICI INTELOCUTORI DI CHIAMARLA AL SUO NUMERO 3391406256

IN MODO DA RICOSTRUIRE LA LISTA DEI SUOI CONTATTI. GRAZIE. FLM

—————————————–

“Anima mia, o splendidissima, dove te ne sei andata? Ritorna di nuovo. Svegliati, Anima di splendore dal sonno dell’ebbrezza nel quale sei caduta. Seguimi al Luogo della Terra Sublime dove Tu da principio dimori” (Mandeismo, “Gnosi della Vita”)
Tornare alle Origini: quel luogo che le Anime degli Animali Non Umani non hanno mai abbandonato. Quel luogo ancestrale di cui invece l’Animale Umano ha smarrito, rinnegando la Via, il Ricordo e la Consapevolezza.
Nell’augurarVi il buongiorno Vi ricordiamo di aderire alla raccolta firme #EndTheSlaughterAge di cui riportiamo il link qui sotto. Per ogni informazione cliccate direttanente sul link o consultate il post (con video) pubblicato ieri qui in Pagina.
Grazie a chi non si tirerà indietro.

giovedì 30 giugno 2022

ANTROPOCENTRISMO, PRINCIPALE NEMICO DA COMBATTERE



“La vita di un individuo ha senso soltanto se contribuisce a rendere la vita di ogni creatura più nobile e più bella. Nulla darà la possibilità della sopravvivenza sulla terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana”.

(Albert Einstein)



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ANTROPOCENTRISMO, PRINCIPALE NEMICO DA COMBATTERE

Nessuna specie potrebbe maturare la deviazione di sentirsi al centro dell’universo

di Franco Libero Manco

Il concetto antropocentrico sembra sia connaturato con l’uomo. Da quando si accorse di essere la creatura più astuta e più capace di organizzazione l’uomo rivolse gli occhi al cielo e ringraziò la divinità per essere stata benigna nei suoi confronti, si convinse che Dio fosse dalla sua parte e tradusse questa sua visione in regole e dottrine.

Ma indipendentemente da una visione religiosa, ogni popolo della terra, da quelli tecnologicamente più avanzati alle popolazioni che ancora vivono allo stato primordiale, sfrutta e uccide gli animali per ogni sua necessità, secondo la impietosa legge naturale del più forte che domina il più debole.

Se immaginiamo un altro pianeta in qualche angolo sperduto dell’universo in cui la creatura più astuta crede che il Tutto sia stato creato in sua funzione e che gli altri esseri siano a sua disposizione, sicuramente penseremmo che quella creatura è perniciosa oltre che fuori di testa.
Il concetto antropocentrico sembra sia connaturato con l’uomo

Da quando si accorse di essere la creatura più astuta e più capace di organizzazione l’uomo rivolse gli occhi al cielo e ringraziò la divinità per essere stata benigna nei suoi confronti, si convinse che Dio fosse dalla sua parte e tradusse questa sua visione in regole e dottrine. Ma indipendentemente da una visione religiosa, ogni popolo della terra, da quelli tecnologicamente più avanzati alle popolazioni che ancora vivono allo stato primordiale, sfrutta e uccide gli animali per ogni sua necessità, secondo la impietosa legge naturale del più forte che domina il più debole.

Spostare la pratica sacrificale dall’uomo agli animali fu per la gente di Mosè un notevole passo in avanti; purtroppo l’umanità è rimasta ancorata a principi primordiali e profondamente condizionata dalla dottrina delle tre religioni monoteiste che più di altre rivendicano il primato dell’uomo sulla natura per l’avvallo dato da Dio in Genesi 9,3 e che trova compiacenza in un mondo di crapuloni e mangiatori di bistecche convinti che, per compiacenza di Dio, oltre al piacere della gola ci si guadagna anche il paradiso.

Il danno che ne viene dalla visione antropocentrica è di proporzioni apocalittiche perché abitua l’essere umano al deprezzamento di tutto ciò che non è specie umana e lo inclina alla legge della supremazia del forte sul debole. La violenza verso ogni forma di vita, l’indifferenza verso la sofferenza degli animali, l’abitudine all’animalicidio, alla vista del sangue, il disprezzo del dolore altrui, inclina inevitabilmente alla violenza verso gli umani e quindi al predominio, alla guerra, alla sottomissione di chi si considera meno intelligente secondo il concetto aristotelico (ereditato appieno dalle religioni di stampo ebraico e non solo) per il quale i deboli sono destinati a servire i forti, gli schiavi fatti per i padroni, , i negri per i bianchi, le donne per gli uomini.
La cultura antropocentrica

In natura non esiste l’antropocentrismo la cui arrogante motivazione primaria fu forse il tentativo di allontanare l’uomo da comportamenti predatori e incanalarlo verso espressioni sociali meno violenti, “animalesche”; ma costituì e costituisce il più grande ostacolo alla conoscenza dell’ordine cosmico. L’universo sarebbe tale anche senza il pianeta terra.

La cultura antropocentrica, sempre parallela con la teorica geocentrica, genera egoismo, individualismo, materialismo, irrazionalismo, perché l’individuo percepisce tutto in funzione di se stesso. Mettere al centro dell’universo l’uomo è come credere che la goccia sia l’oceano, che il granello il deserto, che il filo d’erba l’intera vegetazione terrestre.

Meglio avere cento dubbi che una sola falsa certezza.

Dipinto di Tomasz Alen Kopera

Echi di bosco

Il grillo è presente
dietro angoli abbandonati
gracchiano i corvi in bilico
su cime di pino mugo
anche loro, come le ghiandaie
attenti al respiro del vento
incuranti del mio


Pesante come macigni
mai sollevati
stanco come il terreno arido
inutile come la brezza torrida

Un sussulto
le foglie secche
sgretolandosi
imprigionano i formicai

Sospiro senza controllo
nettare per gli occhi
attrazione fugace
mai compresa
giovinezza a meta’
sguardo staccato
lacrime senza eta’

Partenza
sosta breve
passi inespressi

Sorrisi dimenticati
parole in echi di bosco
ferite contrarie

Corteccia non parli
mille domande
senza risposta
pensieri, pensieri
nient’altro che legno
del frassino toccato
da ossa leggere

Tronchi consumati
gambe nervose
invecchiate al sole
restituite spezzate

Libertà
questa sconosciuta
sempre urlata
mai difesa

Il falco risponde
passeggero di boschi
amico del resto
che poi non è niente
vigliacca esistenza
di generazioni dormienti
salmastra dipendenza

Allegrie
attimi
senza dimora

Ridete signori
ridete
vi è vicina la tomba

Del vostro incespicare
siete ignari spettatori
bruciando le luci
accecanti
dolorose
violente
per anime scomparse

Viva la vita
nidi costruiti
vecchi tarli
tavole schiodate

Ombre di tuoni
nuvole scure
sorelle in ombra
continuate a cantare

Cantate
anche solo per me
gli altri sereni
del bel tempo fasullo

Cantate
anche solo per me
io
vi posso ascoltare

domenica 26 giugno 2022

ERASMO DA ROTTERDAM. GLI UOMINI LA GUERRA GLI ANIMALI



La vera salute è la sintesi dell’armonia

tra la mente, serena, aperta alla conoscenza,

il corpo, attivo, libero da tossine

e lo spirito proteso verso il divino

Franco Libero Manco



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ERASMO DA ROTTERDAM.
GLI UOMINI LA GUERRA GLI ANIMALI


da Bailador redatto e diffuso da Paolo Ricci

Quale fu dunque questo malfatto? Ebbene non ebbero scrupolo a divorare i cadaveri degli animali, di lacerarne a morsi la carne esanime, di berne il sangue, di suggerirne gli umori, e di seppellirsi viscere nelle viscere, come dice Ovidio. L’atto apparve sì disumano alle nature più mansuete, ma s’impose grazie al bisogno e alla convenienza. (Anche in mezzo ai piaceri e ai godimenti l’evocazione del cadavere cominciò a incontrar gradimento. Ti seppelliscono la carne sotto una crosta, te la aromatizzano con spezie, te la decorano con un epitaffio: “Qui giace un cinghiale”, “qui è sepolto un orso”. Che cadaverici piaceri!). Si arrivò anche più in là. Dagli animali feroci si passò alle bestie innocue. Si cominciò dappertutto a infierire sulle pecore, animali senza frode né inganno. Sulla lepre, colpevole soltanto di essere saporita. Non si risparmiò il bue domestico, che aveva lungamente nutrito col suo lavoro l’ingrata famiglia; non ci si astenne da nessuna razza di uccello né di pesce; e la tirannide della gola arrivò al punto che nessun animale fu più in grado di sottrarsi alla caccia spietata dell’uomo, dovunque si mettesse al riparo. Un altro effetto ebbe la consuetudine: consentì di usare crudeltà contro ogni specie vivente, senza percepirla come tale purché ci si astenesse dal colpire l’uomo. Ma succede con il vizio come col mare: si può forse impedirgli di rompere, ma porgli un argine una volta che ha rotto non è in potere di nessuno. L’uno come l’altro, una volta dentro, non sottostà alla nostra volontà, ma è portato avanti dalla sua forza d’urto. Il tirocinio che abbiamo descritto fu un addestramento all’omicidio; fatto l’addestramento, fu un addestramento all’omicidio: fatto l’addestramento uno scatto d’ira indusse l’uomo a colpire il suo simile con un bastone, con un sasso, con un pugno (giacché ancora non si disponeva, suppongo di altre armi). E a forza di sterminare animali, s’era capito che anche sopprimere l’uomo non richiedeva un grande sforzo. Pitagora, quel gran savio, aveva senza dubbio previsto questo esito, quando con un espediente filosofico cercava di distogliere la moltitudine ignorante dall’uccidere animali. Egli intuiva che l’uomo abituato a versare, senza minima provocazione, il sangue d’una bestia innocua, non avrebbe esitato, in balia della collera e sotto lo stimolo della provocazione, a sopprimere il suo simile. Ancora un passo, e siamo alla guerra. Che cos’è la guerra? Un omicidio collettivo, di un gruppo; una forma di brigantaggio tanto più infame quanto più estesa. Ma questo genere di riflessioni muove a riso e a scherno di stolidi personaggi che stanno oggi al vertice: son farneticamenti da maestri di scuola, sentenziano, sentendosi al livello di Dio (e non sono neanche a livello d’uomo, se non perché hanno una faccia).

Oggi a Pisa il sole era rovente e l’aria afosa. Questo è il risultato di 2 ore di manifestazione. Non è un problema se mi sono scottata, o se forse mi sentirò male. Con una crema apposita alla calendula e un po’ di riposo passa tutto. Ma non posso fare altro che pensare cosa vivono e sentono sul proprio manto ogni giorno quei cavalli, sotto il sole a trainare le carrozze, mentre chi paga per farsi portare in giro è riparato da un ombrellone.
Provo a immaginare cosa possa significare avere il corpo invaso da briglie, sentirsi legati e con la vista limitata, con la bocca bloccata da un morso di ferro, con altri ferri inchiodati agli zoccoli che entrano in contatto con l’asfalto bollente.
Una tortura medievale, se venisse così conciato un essere umano.
In natura i cavalli vivono in branco. Percorrono le distanze che vogliono percorrere e decidono autonomamente cosa fare, se mangiare o bere, se riposare o interagire fra di loro. Sono creature intelligenti, sensibili, con un universo interiore di vitale dolcezza.
Mi rammarica sapere che i loro meravigliosi corpi siano ridotti a mezzi di trasporto, a durare fatica.
Mi rattrista sapere che ci siano persone così poco sensibili da vedere nella loro esistenza un motivo di lucro.
Mi sconforta assistere a scene di turisti egoisti che mettono il proprio corpo letteralmente sulla povera schiena del cavallo di turno, dando manforte alla loro subordinazione.
Mi fa rabbrividire che tutto questo sia ancora legale, permesso dalle istituzioni, perché ai miei occhi non è nient’altro che SCHIAVITÙ.
Perdonateci cavalli.
Perdonate le nostre anime dannate e devote al potere e ai soldi. Perdonateci per essere stati la peggiore specie con la quale potevate coesistere su questo pianeta.
Come ho detto oggi al megafono, non vi meritiamo. Non meritiamo di essere circondati da meraviglie come voi, perché ciascuna forma di vita ha ben presto subito violenza, imposizioni, morte.
Nella drammaticità di realizzare di quanto male siamo capaci, uno spiraglio di luce mi fa andare avanti in questo tunnel.
Noi esseri umani non siamo solo questo.
Non rimarremo imbrigliati per sempre nell’ingiusto stereotipo che vede la nostra specie in alto, con corona e scettro, e tutte le altre forme di vita schiacciate sotto.
Non durerà per sempre.
Libertà, per tutte le specie.