lunedì 21 gennaio 2019

La magnificienza dell’albero


L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono

I bambini sono degli enigmi luminosi.
(Daniel Pennac)


La magnificienza dell’albero

L’albero più di ogni altra creatura contribuisce al mantenimento della vita sulla terra. Distrattamente guardiamo un albero e raramente apprezziamo la sua bellezza e la sua immensa importanza biologica. Bello, maestoso, benefico. Le sue radici abbracciano la terra in un connubio inseparabile; la sua forza sfida gli uragani; dai suoi rami, come mani protese verso il cielo, sgorgano foglie multiformi che fremono alla carezza del vento e catturano i raggi cosmici e solari; paziente accoglie nidi di uccelli e folle passeggere di volatili. Lo stormire delle fronde, dalle mille forme e differenti colori, giocano col vento in un delicato concerto sinfonico; all’ombra della sua chioma uomini e animali trovano riparo e sollievo. Quando a primavera si orna di fiori è come una sposa nel giorno delle nozze e i suoi frutti sono dono sublime per il banchetto degli invitati alla mensa della vita.

L’albero è molto più di un’opera monumentale di pietra, è una vera e propria cattedrale vivente, capace di trasportare a decine di metri di distanza, dalle radici all’ultima foglia, la sua linfa vitale. Senza l’albero e i suoi fratelli arbusti, indispensabili per il rinnovamento dell’ossigeno della nostra atmosfera, non ci sarebbe vita sul pianeta. Tutto vive solo in virtù delle piante, tutta la vita dipende dell’universo vegetale dal quale si nutrono gli animali erbivori e dei quali, purtroppo, si nutrono gli animali carnivori. L’albero vive anche senza l’uomo, ma l’uomo senza l’albero non potrebbe vivere. Il carbonio atmosferico è in gran parte assorbito dalle piante, principalmente dalle loro foglie, e dalle alghe degli oceani. In cambio sprigionano ossigeno, generosamente gratuitamente, per purificare la nostra atmosfera.

Noi pensiamo, l’albero percepisce; noi abbiamo vista binoculare, l’albero ha visione sferica. L’albero si nutre, dorme, comunica, addirittura con specie diverse. Significativo in tal senso fu l’episodio riportato da Renzo Boschera nel suo libro “I poteri esoterici degli animali e delle piante”, Ed. Arcana. Racconta che sotto un vecchio salice si davano appuntamento tutti i giorni alle ore 15, sia d’inverno che d’estate, una ventina di gatti. In certi momenti sembrava che tra gli animali e la pianta ci fosse un dialogo, uno scambio di informazioni secondo codici paranormali. Però il proprietario decise di abbattere la pianta per utilizzare il terreno in modo differente. Sembra che la pianta, avendo percepito la volontà del contadino, chiese aiuto ai suoi amici gatti che si organizzarono per impedire il fitocidio. E quando l’uomo munito di accetta arrivò davanti al salice, trovò una scena del tutto inaspettata: i gatti si erano messi in cerchio intorno alla pianta manifestando i loro propositi bellicosi. Alcuni avevano il pelo teso, la schiena inarcata e sbuffavano minacciosamente; altri emettevano miagolii acuti, come se volessero lanciare un grido di guerra.

L’uomo cercò di scansare i gatti e di alzare l’accetta, ma dovette darsela a gambe. E altri due tentativi andarono ancora peggio. Quando l’uomo desistette dal suo proposito e pensò solo di potare l’albero i gatti scomparvero lasciando campo libero all’iniziativa incruenta dell’uomo. Ma a causa della richiesta di terreni da adibire a monocolture e a pascoli per animali, e alla richiesta sempre più pressante di legname, oltre all’insana, criminale tendenza degli incendi boschivi, la terra è sempre più spoglia di foreste, boschi e vegetazione, e questo causa devastanti fenomeni come uragani, cicloni, terremoti, smottamenti di terreni, valanghe, inondazioni, siccità, erosione, scomparsa dell’humus ecc. Una enorme quantità di perturbazioni atmosferiche sono dovute al flagello del disboscamento.

Con le tremende attrezzature moderne a lame rotanti i boscaioli in pochi minuti recidono un gigante secolare della foresta per la cui esistenza si sono associati gli elementi primari dell’universo (terra, acqua, aria e sole) per dar vita a quest’opera d’arte, che l’essere umano non ha ancora imparato ad apprezzare, a rispettare, a guardare con gratitudine. Verrà il tempo in cui abbattere un albero, senza giustificato motivo, sarà considerato un reato contro la vita.


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"La felicità di uno stolto è anch'essa stolta" (Detto Zen)

"Non preoccuparti se non sai qualcosa. Preoccupati piuttosto se non vuoi imparare" (Detto Zen)
Dedicato a chi uccide Vite, assassinandole nei boschi, nei macelli o nei mari. A chi si nutre di animali e distingue tra Creature di serie A e di serie B. A chi li abbandona, li avvelena, li massacra e li sevizia. A chi viviseziona, tortura e schiavizza. A chi disprezza i propri simili, aborra la caccia, ma non esita a portare carne in tavola nelle proprie case. A chi guarda e vede solo quello che più compiace la propria coscienza, ma trascura per indifferenza d'animo quello che è moralmente ingiusto ed inaccettabile. In breve, dedicato agli specisti: coloro che discriminano con ipocriti pregiudizi gli Esseri Senzienti in superiori ed inferiori. A chi dimentica con troppa disinvoltura che l'Uomo è unicamente un Animale tra gli Animali. 
La violenza è una (come l'odio e l'intolleranza), ma infinite sono le sue vittime e troppi coloro che la giustificano e la legittimano. Lo specismo non è altro che la rivendicazione del concetto razzista esteso a tutte le specie animali. Chi vuole davvero cambiare il Mondo, cominci a cambiare se stesso e ad interrogarsi sulle proprie granite certezze.

domenica 20 gennaio 2019

LIBERTÀ È LA LIBERTÀ DI CHI LA PENSA DIVERSAMENTE, CI DISSE ROSA LUXEMBURG


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Abbastanza

Ne abbiamo abbastanza
dei legacci
trappole, tagliole
delle parole
ne abbiamo abbastanza


Ne abbiamo abbastanza
di codici
tribunali, catene
del va tutto bene
ne abbiamo abbastanza

Ne abbiamo abbastanza
delle scorie
petrolio nei fiumi
delle pubblicità sui muri
ne abbiamo abbastanza

Ne abbiamo abbastanza
della società
inferno e schiavitù
violenza e tabù
ne abbiamo abbastanza

Ne abbiamo abbastanza
dei palazzi giardino
quartieri e miseria
della cultura seria
ne abbiamo abbastanza

Ne abbiamo abbastanza
della famiglia
tradizione bigotta
della giusta condotta
ne abbiamo abbastanza...


LIBERTÀ È LA LIBERTÀ DI CHI LA PENSA DIVERSAMENTE, CI DISSE ROSA LUXEMBURG

Lungo il canale Landwehr, ai margini del Tiergarten, a Berlino, c’è un monumento che somiglia al logo di un supereroe. È il bassorilievo del nome di Rosa Luxemburg: si protende verso chi cammina lungo il canale e sembra quasi voler riemergere dall’acqua, pieno di forza e al tempo stesso di grazia, riconoscente per i fiori che qualcuno, passando, lascia spesso lì accanto o sulla cancellata. Si trova nel punto in cui, già morta, Rosa fu gettata nel canale dai suoi assassini, non lontano da dove, più o meno nello stesso momento e dalle stesse squadre di sicari, veniva abbandonato anche il corpo del suo compagno nella Spartakusbund (la Lega Spartachista), Karl Liebnecht. Successe il 15 gennaio 1919, esattamente un secolo fa.

La rivoluzione proletaria allora in corso in Germania, pur fra tante debolezze, era in pieno svolgimento: grazie ai Consigli di fabbrica e non solo iniziava a mettere in discussione la proprietà privata, a proporre la socializzazione dei mezzi di produzione e la creazione di una società nuova. I proletari e i soldati, sfiancati dalla prima guerra mondiale, sognavano un mondo in cui la vita umana avesse valore e dignità per tutti, anche per il popolo. Rosa Luxemburg, quel mondo, era capace di farglielo vedere. “Socialismo o barbarie”, diceva. E non si trattava di una dicotomia astratta, di un annoiato esercizio intellettuale. Per milioni di donne e uomini in tutta Europa rappresentava la concreta differenza tra morire e uccidere da un lato, degradando se stessi a macchine da guerra, o cercare di vivere da umani dall’altro, realizzando quello che all’epoca era ancora un sogno concreto: il socialismo. Sogno degli oppressi e degli emarginati di tutto il mondo, incubo e minaccia insopportabile per le classi dominanti e per lo Stato borghese.
L’inizio della Rivolta spartachista contro il governo della Repubblica di Weimar, Berlino, 4 gennaio 1919
Soldati tedeschi dei Freikorps durante il Kapp Putsch, 1920

Per sconfiggere la minaccia, i socialdemocratici (Spd) al governo in quel momento – partito in cui Luxemburg e Liebnecht avevano militato per anni, fino allo scoppio della guerra – non si fecero scrupolo a ricorrere ai corpi paramilitari di estrema destra e sguinzagliarli come belve feroci a caccia di tutti i rivoluzionari, cominciando proprio dai loro ex compagni. La borghesia diede la stura alla barbarie al fine di uccidere il sogno socialista, approfittando dell’odio che molti dei Corpi Franchi nutrivano nei confronti dei rivoluzionari. Lo stesso odio che, di lì a qualche anno, si sarebbe cristallizzato nel regime nazista, i cui prodromi si possono rintracciare proprio in quel pomeriggio di sangue di 100 anni fa e nelle giornate successive, quando i paramilitari decapitarono la rivoluzione tedesca uccidendone i principali leader. Li odiavano perché erano socialisti, perché rivoluzionari e internazionalisti, e perché, in molti casi, ebrei.
Esecuzione di un comunista tedesco a Monaco di Baviera, 1919

Anche Rosa Luxemburg era ebrea. Ebrea, donna, polacca, di bassa statura, zoppicante da una gamba a causa di una malattia infantile. Vista con gli occhi del vittimismo che tanto va di moda oggi la si sarebbe potuta relegare facilmente al ruolo di perfetta emarginata. E invece fu tutto l’opposto. Fu una grande protagonista dell’epoca che, al contrario, detestava qualsiasi forma di autocommiserazione o vittimismo. Una leader capace di tenere testa ai giganti del tempo: a Lenin, a Trotsky, al “Papa Rosso” Kautsky, leader storico della Spd, considerato a quei tempi l’erede ufficiale di Marx. Con tutti loro non si fece scrupolo a polemizzare, a condurre battaglie ideali rigorose, nel nome del socialismo rivoluzionario, contro tutte le tentazioni che la gestione del potere comportava. Fu la più coerente e la più coraggiosa anche nel polemizzare con i bolscevichi all’indomani della rivoluzione, nel ricordare ai suoi compagni russi che non è vero che il fine giustifica i mezzi, e che la soppressione della democrazia in nome della “dittatura del proletariato” era un grave errore. In un documento critico alla rivoluzione russa – pubblicato postumo, nel 1921, dal suo compagno spartachista Paul Levi – scrisse: “Sicuramente ogni istituzione democratica ha i suoi limiti e i suoi difetti, come tutte le istituzioni umane. Ma il rimedio trovato da Lenin e Trotsky – sopprimere la democrazia in generale – è ancora peggiore del male che si deve curare: esso ostruisce infatti proprio la fonte viva dalla quale possono venire le correzioni alle imperfezioni congenite delle istituzioni sociali. La vita politica attiva, libera ed energica della grande maggioranza delle masse popolari”.
Rosa Luxemburg, 1910

Anche la guerra, che i bolscevichi vollero sfruttare come opportunità rivoluzionaria, secondo Rosa Luxemburg sarebbe stata un grande ostacolo sulla via della “futura umanità” liberata. La guerra imperialista e nazionalista avrebbe prodotto lacerazioni, messo le persone una contro l’altra e sfibrato le coscienze attraverso lo sciovinismo. “Questo spaventoso massacro reciproco di milioni di proletari al quale assistiamo attualmente con orrore, queste orge dell’imperialismo assassino che accadono sotto le insegne ipocrite di ‘patria’, ‘civiltà’, ‘libertà’, ‘diritto dei popoli’, e che devastano città e campagne, calpestano la civiltà, minano alle basi la libertà e il diritto dei popoli, rappresentano un tradimento clamoroso del socialismo”. Così scriveva, nel 1914, in una lettera alla redazione della rivista inglese Labour Leader. Se molti sovranisti odierni che si professano socialisti o antimperialisti avessero il coraggio di leggere le sue parole adesso, non potrebbero fare altro che vergognarsi profondamente, oppure farsi rodere dall’odio e dal bisogno di zittirla. È quanto accadde, in fondo, anche a molti suoi contemporanei, che mal ne sopportavano la lealtà aperta.
Rosa Luxemburg alla Seconda Internazionale di Stoccarda, 18–24 agosto 1907

Rosa Luxemburg sapeva leggere la storia, cercava di capire dove andasse. E della storia si sentiva pienamente parte, disposta a “gettare con gioia la propria vita sulla ‘grande bilancia del destino’, quando è necessario farlo, ma nel contempo gioire di ogni giorno di sole e di ogni bella nuvola”, come scrisse in una delle sue più belle lettere dal carcere. Trascorse detenuta lunghi periodi e lo accettò serenamente, come uno dei prezzi da pagare per la scelta di vivere da rivoluzionaria. Una scelta che aveva compiuto già da giovanissima, quando in Polonia, ancora adolescente, iniziava a sfidare il potere partecipando alle attività dei gruppi proletari di Varsavia. Ma sfidare il potere, per lei, non fu mai un esercizio muscolare né tantomeno di odio. Significava innanzitutto esaltare la libertà di vivere da umani, di pensare, di apprezzare la bellezza, l’arte, gli affetti. Considerava il socialismo una scelta armoniosa al suo spirito pacifico e pacifista. E le lettere che dal carcere ha indirizzato a compagni e compagne, amici e amori, ne rappresentano le testimonianze più dirette: sempre pronta alla polemica, non faceva sconti a nessuno quando si trattava di idee, di scelte, di coerenza. Ma era una donna anche capace di esprimere la profonda sincerità del suo amore per la vita e per le persone. Riteneva il dissenso una delle basi fondanti della ricerca di libertà e nel suo coraggio di pensare, e di non farsi censurare da alcun genere di autorità costituita, si ritrova tutta la sua caratura. Ricorda ancora una volta a Lenin e a Trotsky, nel documento sulla rivoluzione russa: “La libertà solo per i sostenitori del governo, solo per i membri di un partito – numerosi quanto si vuole – non è libertà. La libertà è sempre e soltanto la libertà di chi la pensa diversamente”.



Questo principio così controcorrente nel suo stesso ambiente di provenienza, ignorato e rinnegato anche fra i pochissimi epigoni luxemburghisti rimasti oggi, Rosa Luxemburg lo applicò in ogni movenza: traducendo lei stessa un intervento nell’Internazionale che era rivolto contro di lei, o accettando di rimanere in minoranza quando nei gruppi dirigenti che costruiva si confrontavano opinioni diverse dalla sua. Trattava tutti, rispettosamente, da suoi pari: dai domestici ai capi di partito. Era consapevole delle sue tante diversità, fra le quali ci fu anche non ritenersi mai una femminista, nonostante le battaglie di molte sue compagne anche all’interno del movimento rivoluzionario tedesco, e nonostante la sua lotta per vedersi riconosciuta come leader in un ambiente maschile e maschilista. Ci scherzava su dicendo di essere “l’unico uomo della Spd”, riferendosi al partito nel quale a lungo militò e per mano del quale, infine, trovò la morte, quando di fronte all’incrocio epocale fra guerra e rivoluzione, la socialdemocrazia scelse la guerra e l’imperialismo, mentre lei e i suoi compagni nella Spartakusbund scelsero di fare “guerra alla guerra”, come disse Karl Liebnecht. Di rimanere, cioè, coerentemente dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, dell’internazionale e della libertà.

Fonte: The Vision


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“La scintilla divina che è in me riconosce la scintilla divina che è in te” (Benedizione sanscrita)
Benedici ogni Vita, proteggila e non arrecare sofferenza alcuna. Ringrazia sempre e vivi nella Grazia che solo un cuore colmo d'amore ed una coscienza onnicomprensiva (dilatata oltre ogni confine imposto dalla mente mortale) possono donare. Persegui la Giustizia, ascolta la tua Luce interiore e sii felice. Così l'armonia cosmica avrà compimento. Se ami, può solo amare. Se ami davvero non poni domande e non operi distinzioni o discriminazioni. L'Amore non chiede di essere spiegato, ma di essere vissuto con intensità, con traboccante slancio ed infinita gratitudine. Il Rispetto verso tutte le Creature e verso Madre Terra è un'altra declinazione del verbo amare. 
Namastè. 💗💗💗🌿🙏

sabato 19 gennaio 2019

Carne amica dell'ambiente: chi ci crede?


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"Ogni raggio dell'alba prenda per mano i tuoi sogni più belli. E li conduca alla realtà" (Antico Augurio Tibetano)
Che la Purezza e l'Innocenza degli Animali siano per l'Umanità intera un monito d'amore ed un insegnamento di pace universale. Il Mondo può tornare ad essere quel luogo ancestrale in cui ogni Creatura partecipa al grande disegno vitale e vivifico di Madre Terra.
Namastè… 🙏💙💙


Carne amica dell'ambiente: chi ci crede?


C'è chi si illude, in buona o cattiva fede, che una soluzione per risolvere il problema dell'enorme impatto ambientale della produzione di carne sia di passare agli allevamenti estensivi, a pascolo.

Più che avvicinarsi alla soluzione, questo invece aumenta i problemi: la carne da allevamento estensivo ha un impatto ancora maggiore, perché per produrre la stessa quantità di carne occorre aumentare del 30% gli animali allevati. Già oggi non c'è abbastanza terreno per il pascolo sul pianeta ed è per questo che vengono abbattute le foreste pluviali.

Anche dal punto di vista etico gli allevamenti a pascolo non sono accettabili: gli animali vengono comunque maltrattati e la loro fine è lo stesso macello a cui arrivano quelli provenienti dagli allevamenti intensivi.
Non c'è più spazio sulla Terra, per gli allevamenti

Negli Stati Uniti, i pascoli esistenti possono sostenere solo il 27% dell'attuale produzione. Naturalmente, la situazione è ancora peggiore per le nazioni più piccole e più densamente popolate.

Il 25% del territorio mondiale totale e il 70% di quello agricolo è dedicato, in un modo o nell'altro, all'allevamento: pascolo o coltivazione di mangime per gli animali. Il pascolo è una delle cause primarie di desertificazione e le foreste e altre zone dove vivono gli animali selvatici sono in continuazione distrutte per far posto a pascoli o coltivazione di cibo per gli animali d'allevamento.

Un recente articolo su Nature ha confermato, sulla scia di ormai tanti altri articoli e dossier, che gli americani devono ridurre almeno del 90% il loro consumo di manzo. E noi italiani non siamo certo da meno.
Sta ai singoli contrastare lo spreco di risorse

Inutile illudersi che esista un modo per non distruggere il pianeta e continuare a mangiare carne, che si tratti di manzo o di altri animali: effetto serra, spreco di acqua, di terreni, di energia, emissione di inquinanti, uso di sostanze chimiche... sono tutti gli sprechi e i danni che si accompagnano al consumo di carne e altri prodotti animali come latticini e uova.

Il potere di fermare questa distruzione sta nelle mani di ogni singolo cittadino ed è dunque una sua responsabilità: conta molto di più diminuire il consumo di cibi animali piuttosto che scegliere di "mangiare locale", o di utilizzare mezzi di trasporto meno inquinanti. Più si diminuiscono i consumi, migliore è il risultato: l'ottimo è passare a una dieta 100% vegetale.
Il vero costo della carne non verrà mai pagato

I governi nazionali e le istituzioni sovranazionali dovrebbero, a loro volta, far pagare all'industria zootecnica e a quella della pesca tutti i danni che esse causano, anziché lasciarli sulle spalle dei cittadini, e addirittura regalare sussidi che ai produttori di alimenti vegetali non sono concessi di certo. Se venissero eliminati i sussidi e nel prezzo della carne (e pesce, latticini e uova) fosse incluso il costo dei danni ambientali, i consumatori dovrebbero pagare questi prodotti almeno 10 volte tanto: questo sì sarebbe efficace, come mezzo educativo e come metodo pratico per diminuire i consumi.

Visto il potere della lobby zootecnica e ittica, difficilmente lo vedremo succedere: i loro interessi vengono posti al di sopra di quelli dell'ambiente e della salute delle persone.
Fai la scelta giusta per difendere l'ambiente

Proprio per questo la scelta dei singoli è determinante: se vogliamo contrastare la distruzione prima che sia troppo tardi, diamo un taglio ai consumi di prodotti animali. E anche la nostra salute ci guadagnerà.

Per misurare l'impatto sull'ambiente legato ai nostri consumi alimentari esiste da pochi mesi il sito Mio Eco-Menù: inserendo gli alimenti che mangiamo ogni giorno e le relative quantità, possiamo renderci conto di quanto sia elevato il risparmio di risorse diminuendo - e meglio ancora eliminando - i prodotti animali dalla nostra dieta.

Visita MioEcoMenu e misura il tuo impatto.
Fonti:

In These Times, Climate-Friendly Beef Is a Myth. Don’t Buy It. 21 novembre 2018

Nature, Options for keeping the food system within environmental limits. 10 ottobre 2018

Environmental Research Letters, Nationwide shift to grass-fed beef requires larger cattle population., 20 luglio 2018

Fonte: Agire Ora

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Mangiare carne equivale a mangiare cadaveri in putrefazione e trasformare il nostro stomaco in un cimitero. 
Anche se per molti il concetto è difficile da “digerire”, la carne, decomponendosi, infetta il sangue e il corpo con tossine di ogni genere, causando la maggior parte delle malattie.
I batteri presenti nelle carni sono assai affini a
quelli che si trovano nel letame, e in certe carni fresche sono ancora più numerosi che nel
letame fresco. Da dove viene l'idea che le proteine rappresentino una fonte di energia? 
Le fonti energetiche dell'organismo sono costituite in primo luogo dal glucosio che proviene da frutta, verdura e germogli.
Servono forse ad aumentare la resistenza
dell'organismo? Ancora una volta, falso. 
Un eccesso proteico carica l'organismo di sostanzeazotate che causano fatica.
Le proteine assicurano ossa robuste? Sbagliato anche questo: l 'eccesso proteico è sempre collegato all'osteoporosi, che come è noto comporta l'indebolimento e l'assottigliamento delle ossa.
L 'ossatura più robusta che sia dato di incontrare sulla terra è quella di erbivori e vegetariani.Potrei fornirvi cento motivi del perché ingerire proteine è una delle cose più sbagliate che si possa fare, dirvi per esempio che uno dei sottoprodotti del metabolismo proteico è l'ammoniaca, e aggiungere due altre considerazioni. In primo luogo che la carne contiene forti quantitativi di acido urico il quale è uno dei prodotti di scarto o di escrezione dell'organismo, Una bistecca media contiene 0,90 grammi di acido lirico; l'organismo riesce a eliminare nel corso di una giornata circa 0,5 grammi di acido urico.
E che cosa credete che conferisca il sapore alla carne? Appunto l'acido urico, derivante dagli animali morti che mangiate.

Nota bene : tutti i commenti non pertinenti all'argomento saranno eliminati.

Franco Spina


venerdì 18 gennaio 2019

Abolizione della vivisezione.Ora.

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Quando la radice sfiora l'alba

Ti ho incontrato, non ricordo, sul sentiero delle foglie
guardandomi come si guarda un bambino
hai lanciato canti voltandomi le spalle e ridendo di me
a bocca aperta ho sorriso senza parlare

Ho aspettato cento anni e mille note crudeli
prima di rivederti in una sera limpida di attese
sapessi quanto ho sperato in un tuo ritorno
anche la luna, pensa, si era stufata, i crateri nascosti

Che stupore nel vederti ridere come un tempo
incosciente squarciavi l'ipocrisia senza cambiarmi
davanti a stormi di gabbiani che portavano il sale
le tue mani lontane come le valanghe in estate

Ho provato a parlarti di silenzi
muti dal sapore di vino amaro
ma volavi su tappeti colorati
ascoltando solo la musica di un organo stanco

Vorrei farti comprendere quante leghe di montagna
ho attraversato per un semplice bacio
milioni di miglia per una luce su un viso smarrito
in gennai infiniti a raccogliere rami

Amore non sai cosa significa un sospiro mai dato
come ghiandaie seguono una schiena curva
anche tu seguivi distratta un bimbo mai cresciuto
che saltava su nuvole astratte per dormire e poi morire

Dite pure che si possono rubare le ghiande
dite pure che si possono lanciare i sogni
dite pure che si può correre senza il sole
ma mai vi sentirò dire, come stai?

Tu, radice d'altura, me lo chiedevi sempre




Abolizione della vivisezione.Ora.

Un anno fa le Università di Genova e di Pisa avevano inaugurato il primo Centro delle cosiddette 3R (Replacement, Reduction e Refinement) a fini vivisettori (o di sperimentazione animale come si usa dire, ricorrendo ad un'espressione soft che in nulla modifica il senso e la valenza cruenta, immorale e totalmente ascientifica della prassi preclinica su Esseri Senzienti. Oggi il progetto è ufficialemente raddoppiato: i Centri 3R sono approdati a Milano e a Torino, raccogliendo le adesioni dei Politecnici dei capoluoghi lombardo e piemontese.
Riportiamo dall'articolo (di cui pubbliamo, come di consueto, il relativo link): "I principi delle 3R #non si pongono in contrapposizione alla sperimentazione animale ma il loro obiettivo è di promuovere la sperimentazione #responsabile. Le tre parole reduction, refinement e replacement descrivono i principi #etici che i ricercatori dovrebbero rispettare nel momento in cui intraprendono sperimentazioni sugli animali".
Come ben sappiamo, le finalità delle 3R prevedono la riduzione degli animali impiegati in ambito vivisettorio, il miglioramento dei test allo scopo di ridurre lo stress e la sofferenza indotta e provocata negli animali stabulati e la parziale sostituzione (solo laddove è possibile) della s.a. con metodi scientifici (dunque, predittivi).
In breve, si assicura ancora e sempre lunga vita alla vivisezione invece di approdare alla sua definitiva abrogazione in luogo di procedimenti oggettivi, in vitro e scientifici (colture cellulari, ecc.) che in alcun modo implichino il ricorso agli animali.
Accostare un medodo che è sinonimo di sofferenza indotta ed infine di morte ad aggettivi quale "etico" e "responsabile" non solo è una contraddizione in termini priva di qualsivoglia presupposto logico-scientifico, ma palesa ancora una volta l'opera di manipolazione e di occultamento della realtà. Di nuovo, l'opinione pubblica è vittima di una disinformazione ingannevole e dolosamente travisante e fuorviante.
Rammentiamo a titolo esemplificativo (traendo spunto dalla ormai vastissima letteratura in materia) la posizione chiara e netta del noto farmacologo e tossicologo tedesco Thomas Hartung (Autore della nota opera "Tossicologia per il XXI secolo"). Docente presso l'Università di Costanza, Hartung insiste sul fatto che solo un radicale rinnovamento della sperimentazione tossicologica consentirà di affrontare le prossime sfide per la tutela della salute e dell’ambiente. Egli rivolge una dura accusa nei confronti dell’incapacità predittiva dei test su animali in riferimento agli effetti prodotti sull’uomo, dimostrando come la pratica vivisettoria abbia sostanzialmente vanificato l’immissione nel mercato di un numero sempre più rilevante di farmaci innovativi. La posizione estremamemente accusatoria del tossicologo può essere sintetizzata nella sua celeberrima frase: “Non siamo ratti da 70 kg. Gli uomini assorbono le sostanze in modo diverso, le metabolizzano in modo diverso, vivono più a lungo”. E ancora: “[Gli uomini] sono esposti ad una grande varietà di fattori ambientali”. Ne consegue, pertanto, che, se non fosse stato effettuato un numero così incalcolabile di test sugli animali, oggi disporremmo di modi efficaci e sicuri per curare le malattie.

Vogliamo proporre alla Vostra attenzione l'interessante articolo pubblicato dalla Pagina Hans Ruesch per l'abolizione della vivisezione. Ora. dal titolo "Vogliono farvi credere che gli animali vivisezionati siano , ma è una falsità! LA VIVISEZIONE VA ABOLITA E NON REGOLAMENTATATA!"
[#qui: https://www.facebook.com/…/a.50488234958…/1914825201928650/…

NON dobbiamo rimanere paralizzati, ma rifiutarci di subire questo abominio contro gli animali e la nostra stessa salute (per i vivisettori siamo tutti alla stregua di cavie sacrificabili). La Pagina Abolizione della vivisezione. Ora. ha attivato una capillare diffusione di lettere da inoltrare agli europarlamentari affinché diano ai cittadini europei quelle risposte e quei chiarimenti finora negati. Il link che pubblichiamo ancora una volta in Pagina contiene testo da inoltrare via e-mail e tutti gli indirizzi di posta elettronica. Per favore, chi ancora non avesse avuto modo di attivarsi, lo faccia immediamente, cliccando QUI: https://www.facebook.com/events/295646357729932/

Non è più tollerabile questa mastodondotica opera di disinformazione a tutti i livelli che mira a confondere e a non raccontare la verità.

______

- > Per saperne di più.
"Sperimentazione scientifica su animali, Genova capofila (con Pisa) della nuova etica di riduzione e di sostituzione. Replacemente, Reduction e Refinement sono i cardini di come consideare l'utilizzo di animali in laboratorio": https://www.genova24.it/…/sperimentazione-scientifica-su-a…/

"Sperimentazione animale. Università di Pisa e di Genova: nasce il Centro 3R": https://www.gravita-zero.org/…/sperimentazione-animale-nasc…

- > Ulteriori aprrofondimenti.

Puntata di Report dal titolo “Uomini e topi” (andata in onda su Rai3 il 22ottobre 2004):
http://www.report.rai.it/…/ContentItem-ca58642d-40f8-4ca5-8…

- > Pagine antivivisezione:

* Hans Ruesch per l'abolizione della vivisezione. Ora.(https://www.facebook.com/pg/HansRueschPerlaAbolizioneDellaVivisezioneOra/about/?ref=page_internal)

* Abolizione della vivisezione.Ora.(https://www.facebook.com/Abolizione-della-vivisezione-Ora-…/)

* Sito web: www.hansruesch.net

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“Chi vuole distinguere il vero dal falso, deve avere un’adeguata idea di cosa è vero e cosa è falso” (Bruno Spinosa)

"La Lotta alla vivisezione va condotta in sede morale, in sede scientifica, in sede economica, in sede sociale, in sede politica e in primo luogo in sede informativa" (Hans Ruesch)

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Alcune notti fa ho fatto il peggiore dei sogni. Ero nel bosco vicino casa mia quando sono stata sfiorata da un branco di cerve con piccoli, erano animali tranquilli, pura grazia e felicità. Ad un certo punto è spuntato un lupo e ha iniziato ad inseguirli. E’ iniziata la fuga disperata e, all’improvviso, il lupo ha afferrato una cerva. Sono corsa in quella direzione, la piccola era ancora viva e il lupo mordeva. Mi sono avvicinata e gli ho gridato di andarsene, ‘’non qui’’ gli ho detto. Il lupo ha alzato il muso, ho visto il suo sguardo stupito, la fronte corrugata, non capiva,sembrava volesse dirmi: ’’ho fame’’. Gli ho ripetuto ‘’vattene, non qui’’. Se ne è andato, mi sono accucciata ho accarezzato la cerva che era ancora viva, ho messo la mano sotto il suo corpo per aiutarla ad alzarsi, ha fatto due passi e si è accasciata. Aveva il ventre aperto. Mi sono alzata e ho iniziato a correre, per cercare un veterinario, qualcuno che potesse aiutarla… e mi sono svegliata nel panico. Sono rimasta stordita tutta la mattina quando, ad un certo punto, mi è venuto in mente quanto riferitomi un paio d’anni fa da un cacciatore bellunese: mi è capitato, mi disse, di andare a caccia con gente che, avvistando l’animale nell ’altra valle, valli impervie , irraggiungibili, impossibile quindi recuperare la preda, sparavano comunque, non preoccupandosi di lasciare l’animale ferito! Sparavano giusto per il gusto di vedere, a centinaia di metri, l’altro cadere( cervi, daini, stambecchi). - 

Ho considerato quindi che questi animali non verranno nemmeno depennati dai piani di abbattimento , si aggiungeranno alla lista di quelli fucilati e contrassegnati. Non dimentichiamo inoltre che la Provincia di Belluno due anni fa ha autorizzato l’abbattimento dei cervi anche a 400 metri di distanza. Complimenti!! Ed è stato allora che ho realizzato che durante il sogno, nell’avvicinarmi al lupo, non ho avuto paura, forse perchè lo capivo, lo rispettavo, nonostante tutto il dolore mio e della preda. I suoi occhi avevano una ferocia legittima, priva di quell’ infierire gratuito che noto certe mattine quando incrocio gli occhi di persone che in quegli istanti hanno perso qualsiasi umanità, e pietà. In quei frangenti, spesso, ho davvero paura!!

giovedì 17 gennaio 2019

Istruzioni per diventare fascisti, di Michela Murgia


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Perché amo gli animali?
Perché io sono uno di loro.
Perché io sono la cifra indecifrabile dell’erba,
il panico del cervo che scappa,
sono il tuo oceano grande
e sono il più piccolo degli insetti.
E conosco tutte le tue creature:
sono perfette
in questo amore che corre sulla terra
per arrivare a te.
(Alda Merini)



Istruzioni per diventare fascisti, di Michela Murgia


Non sappiamo se l’autrice abbia letto certi scritti e corrispondenze di Adolf Hitler. Questa citazione per esempio, tratta da una conversazione col gerarca di Danzica Rauschning, riportata da György Lukács ne La distruzione della ragione: “Altrimenti li dovremmo di nuovo inventare (gli ebrei ndr). L’essenziale è avere sempre un avversario visibile e non semplicemente astratto”. Quasi un secolo dopo il narratore (o meglio la narratrice) fascista di Michela Murgia afferma: “Non si diventa fascista senza un nemico, perché il fascismo per porsi deve opporsi”. Oppure, sempre da Hitler: “Il popolo è nella sua grande maggioranza di una natura così femminile che il suo pensiero e il suo modo di operare sono determinati non tanto dalla fredda riflessione quanto dalla sensibilità affettiva”. E la narratrice della Murgia: “Il cittadino medio è come un bambino di 12 anni non troppo intelligente”. Entrambi esprimono lo stesso sovrano disprezzo per il popolo, quell’entità composta da esseri inferiori – la natura femminile, un bambino stupido – da plasmare, spaventare, suggestionare. C’è quindi una continuità tra il progetto nazista di presa del potere e la modalità della fascista moderna che parla nel libro. E’ lo stesso cinismo, lo stesso calcolo criminale che prevede qualunque mezzo, qualunque menzogna per arrivare all’obiettivo.

E’ un personaggio inquietante questa macchina umana autocosciente del male creata da un’autrice che ha fatto dell’analisi della comunicazione autoritaria una delle proprie “cifre”. La fa viaggiare attraverso i vari “step” della distruzione del vivere civile: prima fase, la delegittimazione della democrazia, il peggior metodo di governo del pianeta. La si infanga con ogni mezzo, insultandola, calunniandola, ogni giorno, con metodo: smidollata, ricettacolo solo di confusione e debolezze, sistema bloccato dalle cosiddette “libertà”, per cui ognuno può sentirsi in diritto di manifestare il proprio dissenso bloccandone di continuo l’operatività. Lo scopo è portarla al disfacimento, insinuandosi nelle sue contraddizioni.

La democrazia è un sistema complicato, perché “si fonda sul dissenso, anziché sul consenso”. Complicato. Però il fascista non deve agire per semplificare, ma per banalizzare. Produrre una marea di messaggi banali, che distruggano l’essenziale, lasciando al popolo il superfluo, perché l’essenziale compete al “capo”. Il quale si distingue dal democratico “leader” in quanto non dirige un sistema sprecone e perditempo, ma comanda, agisce, protegge. L’alluvione di messaggi banali, di pillole di odio e di paura, minano l’esigenza, faticosa, di dover scegliere: il popolo può affidarsi al capo, che decide per lui.

A quel punto di procederà alla creazione del nemico, ben diverso dal democratico avversario, “una figura inutile e fastidiosa che per quanto possa avere delle idee diverse resta comunque dentro alla dialettica del riconoscimento”. E a differenza dell’avversario, che ha un’identità riconoscibile, il nemico “può essere incarnato da categorie generiche e nebulose, gli immigrati, gli islamici, il gender, gli anarcoinsurrezionalisti, gli ambientalisti, le femministe”.

Essendo una personalità indistinta il nemico può assorbire la colpa, qualsiasi colpa, anche se non l’ha commessa in prima persona, perché la responsabilità del singolo si fonde con la sua categoria di appartenenza. Così se un negro stupra una ragazza tutti i negri diventano stupratori e così via.

La nostra docente di fascismo militante procede lancia in resta affrontando con puntiglio tutti gli altri passaggi: la comunicazione, o meglio, la tecnica della disinformazione e della menzogna; la violenza, necessaria e naturale per il fascista; il ruolo della donna, custode del focolare e generatrice di bambini; e il populismo, altra arma fondamentale nel percorso di conquista del fascista. I democratici li accusano? Ben venga il populismo perché avvicina il capo al popolo, si comporta come lui, parla come lui, si fa vedere in bicicletta mentre i vip democratici vanno in giro con l’auto blu; mangia hamburger e il dado Star, alla faccia dei radical chic buonisti che passano da un aperitivo a una cena vegana.

Avanza pimpante, quasi strafottente, la fascista narrante. Disegna con capacità dialettica la creatura maligna che, temiamo, si appresta a possedere questa parte di mondo: una gigantesca piovra mutante con tentacoli sensibilissimi che sentono ogni segnale, ogni vibrazione che si sprigiona dall’organismo vivente del quale facciamo parte. Se ne impossessa, li sintetizza, li trasforma in messaggi subliminali, in paura e promesse. E’ sicura di sé, perché sa di essere stata sdoganata, lei i suoi camerati, da decenni di distrazione e di viltà dei democratici, o addirittura da oscene fornicazioni che hanno fatto assieme, come partecipare a dibattiti o feste più o meno palesemente fasciste, ridendo e cantando coi camerati nella più scandalosa irresponsabilità o malafede.

Istruzioni per diventare fascisti è un’opera raffinata, coraggiosa, anche se non esente da rischi: l’autrice stessa sembra rendersene conto quando scrive, nel primo capitolo: “A forza di sentirselo dire sarà naturale per chiunque arrivare alla conclusione che la concentrazione di potere nelle mani di un uomo forte che sa quel serve sarebbe molto più efficace che far esprimere continuamente sul niente un paese debole”. Appunto. A forza di sentirsi ripetere quanto è smidollata, corrotta e sbagliata la democrazia uno può arrivare a dichiararsi d’accordo. E quindi entrare in empatia con la fascista, nonostante tutto.

Oppure la vera natura del fascista: la docente non ne fa cenno. E come potrebbe? Dovrebbe entrare in una fase di autoanalisi politica. E mentirebbe, come sempre. Eppure il fascismo non è un’entita astratta, non vuole conquistare il potere per un’ideale o per il “suo” popolo. I fascisti sono, fin dalla nascita, dei mercenari creati dalle classi dominanti per i lavori sporchi. Da noi sono nati come sicari al servizio dei latifondisti per picchiare e uccidere i braccianti in sciopero. In Germania sono stati il braccio armato dei grandi capitalisti (gli Junkers), desiderosi di uscire dalla depressione delle guerre perdute e di riprendere il dominio del mondo.

La Murgia è riuscita a dribblare questi rischi scrivendo un dettagliato manuale tecnico. Infatti un titolo alternativo potrebbe essere Il manuale del fascista professionista. Ricorda Il manuale del killer professionista uscito nel 1982 con la rivista Frigidaire. Il killer era tra noi, non si impelagava in spiegazioni sul perché era tale.

Così la fascista, i fascisti, sono tra noi, modernizzati, mimetizzati, riorganizzati, e spetta proprio a noi smascherare la vera natura del loro operato e della loro malvagità.

Spetta proprio a noi impedire che il “tra noi” si trasformi, sotto il nostro naso, in “su di noi”.



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DA LEGGERE E DA CONDIVIDERE 

"Cristina Cattaneo è un medico legale, cerca di dare un nome ai morti nel Mediterraneo. Ha scritto un libro in cui racconta il suo lavoro. A un certo punto del libro ricorda una pagella piegata con cura, trovata cucita nella tasca di un ragazzino cadavere di 14 anni del Mali. 
Il ragazzino si era portato la pagella per far vedere a tutti che era un bravo ragazzino.
Non riesco a togliermi questa immagine dalla mente, e onestamente non voglio neanche farlo."

(Saverio Tommasi)

mercoledì 16 gennaio 2019

“La bella e giusta società”. Lettera di Giulio, il vecchio “barbone” del bosco

il vecchio solitario

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"Nessuna cosa che respira, nessuna cosa che esiste, nessun essere di qualsiasi specie può essere ucciso, trattato con violenza, insultato, torturato o respinto. Questa è la pura legge, immutabile ed eterna, proclamata dai saggi che conoscono il mondo, per chi riflette e per chi non riflette". 
(“Anga”, testo sacro della religione indiana giaina)
_____ * * * ______
"Allora gli uomini avevano così grande disponibilità di tempo e potere di stabilire relazioni e conversazioni non solo fra uomini, ma anche con le bestie, facevano uso di tutte queste condizioni in funzione della filosofia, discorrendo appunto fra loro e con gli altri animali ed interrogando tutte le specie animate per sapere se una ve ne fosse che per una sua particolare capacità avesse mai potuto conoscere qualche cosa a tutto superiore nel procurare grande apporto al tesoro dell'intelligenza. È facile giudizio dire che quelli di allora incommensurabilmente eccellevano per felicità sugli uomini di ora" (Platone, “Politico”)
Che cosa fingiamo ancora di ignorare o di non sapere? Per quanto ancora ci aggrapperemo ad alibi posticci che puzzano di ipocrisia stantia e rancida? Ogni male inflitto è frutto di quel libero arbitrio che abbiamo trasfigurato in dominio assoluto verso tutti gli altri Animali. Ci siamo autoproclamati esseri superiori, e ci siamo trasformati in demoni specisti, crudeli e ciechi. Un tempo sani, in pace e parte integrante del Mondo naturale, siamo oggi preda della nostra stessa follia. Follia che conosce una sola guarigione possibile. Ogni Anima implora la cura, ogni Coscienza sa qual è la sua salvezza. Il suo nome è Amore. Semplicemente, unicamente, naturalmente Amore… 
Namastè.🙏💞🙏



“La bella e giusta società”. Lettera di Giulio, il vecchio “barbone” del bosco
Una novella vera

Gennaio 2019, località: il bosco

Cresciamo e viviamo in una società terrificante, talmente squilibrata, che le ricchezze si moltiplicano con la stessa velocità delle povertà che precipitano, dove il concetto di giustizia è misurato sui vestiti di seta e cashmere, dove la tenaglia dei suoi esecutori raggiunge profondità di tale iniquità che risulta “naturale” e “volontario” mantenere istituzioni repressive per perpetuare all’infinito la persecuzione e il martirio di vittime nel nome di aberrazioni ambientali, economiche, sociali.

Cresciamo e viviamo in luoghi dove regna la carità religiosa, il romanticismo da soap opera, l’abnegazione del salario da fame, l’egoismo della proprietà privata, della pistola nel comodino, la difesa dell’ordine costituito, la trasformazione del suolo in cimitero a cielo aperto, la lapidazione pubblica di individui di un’altra epoca storica, la mistificazione, il depistare e nascondere i responsabili delle stragi, la violenza contro i miserabili della strada, la gogna mediatica, il ladrocinio nelle tasche di chi non ha niente.

Cresciamo e viviamo chiusi fra quattro mura di cemento armato dipinto dalla chimica da laboratorio, stritolati da una educazione obbediente misurata in codici scolastici, indottrinati da una morale dove l’ego acquista punti a discapito del silenzio, barricati dietro porte blindate e torrette a vista, dove anche il suono armonioso del vento diventa onda d’urto di deflagrazione, insultati e derisi da soggetti che frustano la nostra schiena, sette giorni su sette, diventando milionari.

Cresciamo e viviamo sepolti da eserciti di articoli e notizie ricoperte di plastica e menzogne e, nonostante tutto questo, cerchiamo di emanciparci in strade percorse da fumi di monossido, resistiamo ai binari arrugginiti inchiodati sui nostri fianchi, ci sdraiamo esausti sul ciglio dell’orizzonte senza mai attraversarlo, urliamo di libertà con infilato in bocca lo straccio che soffoca.

Ma non è sufficiente, perchè intorno vediamo individui che crescono e vivono sordi ai lamenti incessanti che lacerano le pareti dei lager, sorridono ai liquami che avanzano fino a cingerci le narici, scendendo in gola e obbligando a digerirli, abituati ormai alla sovranità di coloro che siedono sui nostri corpi, delegano la vita a carnefici che la toglieranno, distolgono in allegria lo sguardo al baratro, disprezzano la mano tesa del perseguitato, la stessa mano che scomparirà nel fondo del mare.

Ma tutto questo non è crescere, non è vivere. Esseri viventi trasformati in prodotti da masticare e sputare, masticare e sputare. Oggi mi hanno detto che sono un nemico della nostra società, traditore della morale giusta, difensore dei brutti e cattivi, un solitario pazzo che vive nel bosco, un fabbricante di falsità e sogni irrealizzabili, ma sono solo una foglia seccata al sole da un’estate malata, un torrente prosciugato da dighe puzzolenti e marce, un albero troncato da motoseghe astute, una talpa agonizzante da ruspe ripiene di fango, un lago cristallino diventato immondizia.

Non temete, tranquilli, il mio urlo di rabbia e dolore non si sentirà,
travolto e coperto dalle sirene del progresso…



Il vecchio Giulio



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"CHI NON SI MUOVE NON PUÓ RENDERSI CONTO DELLE PROPRIE CATENE". IL 15 GENNAIO 1919 VENIVA UCCISA ROSA LUXEMBURG 

Quella di Rosa Luxemburg fu una vita autenticamente rivoluzionaria.
Nata nel 1871 in una cittadina della provincia di Lublino, ell’epoca facente parte dell’impero zarista, Rosa, ancora bambina, fu colpita da una grave malattia che le deformò in maniera irreversibile l’anca. Questa malformazione, che la costrinse a zoppicare per tutta la vita, non frenò il suo desiderio di apprendere e conoscere il mondo.
Imparò da autodidatta a scrivere e a leggere, e poi frequentò un liceo femminile a Varsavia, città in cui la famiglia si era trasferita. Fin da giovanissima maturò idee vicine al nascente movimento socialista e si unì a uno dei primi gruppi di lavoratori polacchi. Dopo aver rischiato l’arresto per le sue idee, nel 1889, si trasferì a Zurigo dove studiò scienze naturali e filosofia. 
Nel decennio successivo sposò un uomo tedesco. Un matrimonio del tutto fittizio che le permise di ottenere la cittadinanza e di vivere in Germania. Qui si iscrisse alla SPD e partecipò attivamente a molte battaglie in difesa dei lavoratori. Fortemente ostile al colonialismo e all’imperialismo, Rosa si batté da pacifista contro l’intervento tedesco nella Grande Guerra. 
Già minoritaria nel partito socialdemocratico tedesco, decise di lasciarlo definitivamente nel 1916, per fondare la lega spartachista prima e il partito comunista tedesco poi. 
Arrestata nel 1916, nel corso di un lungo periodo di detenzione scrisse alcune delle sue opere più importanti e analizzò i primi sviluppi della Rivoluzione russa, criticandone in maniera decisa la svolta autoritaria e prevedendone in largo anticipo l’evoluzione burocratica e centralista.
Dopo la fine della Grande Guerra partecipò attivamente ai moti che deposero il Kaiser e fecero da preludio alla nascita della Repubblica. Nel gennaio successivo, insieme all’altro leader del movimento spartachista Karl Liebknecht, convocò una grande manifestazione di protesta a Berlino che sfociò in uno sciopero generale. 
Il governo Ebert inviò l’esercito per reprimere la nascente insurrezione. Alla repressione parteciparono anche i Freikorps, le milizie volontarie composte da elementi reazionari che di lì a qualche anno avrebbero fornito numerosi elementi al movimento nazista.
Le soverchianti forze governative appoggiate dai Corpi Franchi ebbero presto la meglio sugli spartachisti. 
Rosa, insieme a Karl, venne arrestata e portata nel Tiergarten, il grande parco di Berlino. Prima fu picchiata, poi assassinata e infine gettata nel Landwehrkanal, uno dei molti canali che attraversano la capitale tedesca. Recuperato solo in maggio, il suo corpo fu tumulato nel cimitero centrale di Friedrichsfelde. 
Bertolt Brecht le dedicò questo “Epitaffio” nel 1919. 
« Ora è sparita anche la Rosa rossa.
Dov'è sepolta non si sa.
Siccome disse ai poveri la verità
I ricchi l'hanno spedita nell'aldilà »

martedì 15 gennaio 2019

Il Cazzaro della Marmotta di Alessandra Daniele


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- SULLE NOTE DEI RICORDI - ( A Faber)

Mi ricordo di quel giorno
era il novantanove,
era muta anche l'orchestra
e non v'eran sale prove.
Era un giorno di gennaio
e la radio che tuonava,
della morte di Fabrizio,
anche il cielo lacrimava.
Sulle note dei ricordi,
tra bevute e sigarette,
eravamo sempre pronti
a duplicare le cassette.
Ora tutto qui è cambiato,
ma per me tu resti un mito,
accarezzo il tuo ricordo
questo si, che è uno spartito.

- Vincent-




Il Cazzaro della Marmotta 
di Alessandra Daniele

Bettino Craxi, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Matteo Salvini.
Da che ho memoria, m’è sempre toccato vedere gli italiani acclamare un cazzaro. Un arrogante cialtrone vanesio e fascistoide, interessato solo a prenderli per il culo.
Certo, ogni volta puntualmente dopo gli applausi arrivano meritatissimi gli insulti, ma ogni volta il ciclo ricomincia da capo col cazzaro successivo.
Non so voi, ma io mi sono rotta i coglioni.
Sono stanca di vedere gli italiani ridotti a svendere il proprio voto a prezzi sempre più stracciati.
Berlusconi prometteva un Nuovo Miracolo Italiano. Renzi s’è limitato a distribuire bonus. Il Grilloverde vorrebbe cavarsela con qualche buono spesa, da chiedere in ginocchio sui ceci d’una burocrazia sempre più kafkiana.
Perché il “Governo del Popolo” considera il popolo un branco di truffatori fancazzisti.
Come il “Governo del Popolo”.
Ogni Cazzaro è la versione semplificata del precedente.
Berlusconi era un astuto piazzista. Renzi un piazzista ottuso.
Salvini è uno spam bot.
Nonostante stia cercando accordi con tutti i neofascisti d’Europa, per definire Salvini persino il Fascismo è un concetto troppo complesso.
Salvini è solo un bot, come quelli che alle due di notte ritwittano in serie i suoi ridicoli hashtag autocelebrativi.
“Io non mollo” proclama, e poi coll’UE molla sempre, perché in realtà a livello europeo non conta un cazzo.
Quando i padani capiranno che mentre li distraeva con la Difesa della Razza torturando naufraghi, gli tagliava le pensioni e gli aumentava le tasse, anche Salvini rotolerà giù dal suo Trono di Spam.
Chi sarà il prossimo?
Uno dei pappagalletti che Casalino e Casaleggio spediscono in giro per i talk show?
Ridono. Caratteristica comune dei grilloverdi è il ghigno perenne. Non si sa bene quanto sia un ordine di scuderia – ostentare ottimismo – e quanto siano proprio così di natura, ebeti, strafottenti.
Se la tendenza degli ultimi quarant’anni continuerà, il prossimo bot sarà più arrogante di Salvini, più ignorante di Di Maio, più cazzaro di Renzi.
Di Battista già si scalda a bordo campo.
Però prima del prossimo Carnevale, ci toccherà un’altra Quaresima.
Non so voi, ma io mi sono rotta i coglioni.


Fonte: Carmilla On Line


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Ci si rallegra per la cattura di un uomo per fatti risalenti ad oltre 40 anni fa e ci si complimenta con un assassino che vessa continuamente oggi milioni di italiani e lascia morire di fame le persone sui barconi. Queste sono le assurdità di un popolicchio dalla mentalità retrograda e razzista dentro.

Pubblichiamo una lista dei camerati alcuni dei quali ebbero ruoli fondamentali già da prima del fascismo per arrivare ai giorni nostri. Basta cercare in rete e digitare il nome per capire di cosa sono stati capaci questi personaggi,si sono macchiati dei crimini più efferati dal singolo omicidio alle stragi. La lista include i più pericolosi ma per aggiornarla tutta non basterebbe una settimana,confido nella curiosità di chi legge per un eventuale approfondimento.Se ho omesso qualche nome altisonante o che si ritiene opportuno dover aggiungere riportatelo nei commenti e in seguito la lista verrà aggiornata.

- Camerata Licio Gelli (Assente,deceduto ad Arezzo nel 2015 al vertice della loggia P2)

- Camerata Giuseppe Pino Rauti (Assente,deceduto a Roma nel 2012 fondatore del centro studi Ordine nuovo)

- Camerata Clemente Graziani (Assente,deceduto nel 1996 fondatore di ordine nuovo)

- Camerata Pierluigi Concutelli (Presente e scrive libri)

- Camerata Delfo Zorzi (Presente ma in Giappone dove vive nel lusso tra una bancarotta e l'altra)

- Camerata Franco Giorgio Freda (Presente e gestisce una casa editrice,vive indisturbato ad Avellino)

- Camerata Mario Tuti (Presente,è stato inserito in una comunità dove tutt'ora lavora)

- Camerata Sergio Calore (Assente,giustiziato lamato al collo con un sorriso da orecchio a orecchio)

- Camerata Alessandro Alibrandi (Assente,morto in un conflitto a fuoco con la polizia stradale)

- Camerata Francesca Mambro (Presente,la donna con più ergastoli in Italia,ne ha collezionati 85 solo per la strage di Bologna ma si è sempre ritenuta innocente mentre si è assunta la responsabilità di 11 omicidi negli anni di piombo).

- Camerata Marco Valerio Fioravanti (Presente,ritenuto responsabile della strage di Bologna insieme a Luigi Ciavardini e Francesca Mambro)

- Camerata Luigi Ciavardini (Presente,vedi sopra,si ritiene l'ottantaseiesima vittima)

- Camerata Gilberto Cavallini (Presente,Killer dei NAR)

- Camerata Carlo Maria Maggi (Assente,è deceduto poco tempo fa)

- Camerata Guido Giannettini (Assente,è deceduto nel 2003)

- Camerata Rutilio Sermonti (Assente,deceduto nel 2015)

- Camerata Carlo Digilio (Assente.deceduto nel 2005)

- Camerata Giovanni Ventura (Assente, deceduto nel 2010 a Buenos Aires)

- Camerata Vincenzo Vinciguerra (Presente)

- Camerata Ermanno Buzzi (Assente,ucciso dai colleghi camerati Mario Tuti e Pierluigi Concutelli nel carcere di Novara)

- Camerata Stefano Delle Chiaie (Presente,spesso presente nelle liste elettorali neofasciste)

- Camerata Ciccio Franco ( Assente,muore nel 1991 ricordato per il motto boia chi molla e i fatti di Catanzaro)

lunedì 14 gennaio 2019

FAUNA SELVATICA SOTTO ATTACCO Pt. 2

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"Ora pro nobis"

C'era una volta un gran poeta
che decantava prosa perfetta
come lui nessuno!
disse Brassens dalla Parigi maledetta

Scriveva col cuore e la matita vecchia
sembrava Baczyński il poeta di Varsavia
un talento unico!
dissero Pasolini e Moravia

Cohen e Bob Dylan
ne avevano stima
gran virtuoso della parola!
esclamarono le due anime gemelle della rima

Poi un brutto giorno del 99
si spense senza clamore, con tenerezza
si spense un artista e un gran musicista
si spense una luce di rara bellezza

Son passati vent'anni e ogni anno è uguale
viene insultato da personaggi cialtroni
era un allevatore!
dicono sti quattro buffoni

Dove eravate nel 99?
forse in fila da bravi dai vostri padroni
o forse mai nati 
e per questo senza assoluzioni

Pensate di essere puri
perchè mangiate da sei mesi tofu leggero
ma siete come gli altri
pieni di difetti e noiosi davvero

Lasciate stare i poeti
non ne capite un bel niente
troppo inchinati al vostro ego 
troppo schiavi felici per avere un pensiero

Sputatevi tra di voi
farete un favore al mondo animale
che ama il silenzio 
o l'equilibrio della voce asociale

Correte correte!
personaggi da conversione
oggi è domenica
da domani servirete ancora il padrone

Su da bravi in ginocchio:
buongiorno dottore!
buongiorno avvocato!
buongiorno direttore!

Testa china e lingua sottile
tutto il giorno fino a sera a leccare
chi poi vi vuole sbranare
ma appena siete a casa accendete il cellulare

E via con gli insulti frustrati
al poeta che sapeva volare nell'aria
mentre ancora avete la lingua 
incollata alla servitù volontaria

Non siete perfetti state tranquilli
non basta un gattino 
a trasformarvi in santino
tacete vi prego e buttate quello specchio

Non vi accorgete 
ma è uno specchio fasullo
vi fa veder belli, unici e puri
quando in realtà siete solo dei loschi figuri

Convertite le vostre lingue
insegnate le vostre idee malate
a chi ancora crede
a queste cazzate

"Finnicella" la poetessa di strada




FAUNA SELVATICA SOTTO ATTACCO Pt. 2

Il Disegno di Legge che modifica la norma in materia di legittima difesa (fortemente voluto dalla componente leghista al Governo) è approdato in seconda lettura in Commissione Giustizia della Camera.
Il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Centinaio (Lega), si è espresso a favore dell’estensione della legittima difesa nei confronti degli animali selvatici, in particolare per consentire l’uccisione dei lupi.

1) Ricordiamo al ministro che la popolazione di lupo in tutta Italia è stimata in circa 2.000 individui.
2) Ricordiamo al ministro che i lupi (in Italia) non attaccano l’uomo, ne sono spaventati.
3) Ricordiamo al ministro che i lupi vivono in branco e, quando sono in branco, cacciano tutti quegli animali selvatici di cui gli agricoltori si lamentano: cinghiali, caprioli, daini, lepri, istrici, tassi etc. Quando un branco di lupi viene smembrato da un cacciatore… ehm… bracconiere, per ora, il lupo diventa in dispersione e da solo non è in grado di cacciare. La sua alimentazione si sposta quindi verso animali allevati non adeguatamente protetti. Prede facili. Come si protegge un gregge di animali allevati all’aperto? Lo spiegano direttamente le regioni e le provincie, che spesso forniscono gratuitamente tutto il necessario: recinzioni adeguate, stalle durante la notte o semplicemente cani da guardiania. Ognuno di questi metodi deve essere manutenuto correttamente perché sia efficace ed efficiente, inclusi i cani (devono continuare ad essere socializzati, devono essere nutriti, dovrebbero essere amati come meriterebbe ogni animale).

E, ribadiamo, stiamo comunque parlando di 2.000 individui di lupo stimati e distribuiti tra l’arco alpino e quello appenninico.

Poiché è molto improbabile che il ministro Centinaio abbia interesse nel chiedere una consulenza ad un pool di etologi che spieghino al partito al quale appartiene il comportamento dei lupi in natura, cosa dobbiamo fare noi? DOBBIAMO far sapere ai partiti, M5S incluso che è stato molto votato dagli animalisti ma che nelle ultime ore sembra silente riguardo a queste uscite, che per avere il nostro supporto ed il nostro voto devono *anche* tutelare la fauna selvatica, devono *anche* tutelare tutti gli animali, devono *anche* apertamente schierarsi per l’abolizione della caccia. Come? Cliccando il pulsante su questa pagina ➡ https://www.rifugiomiletta.org/basta-caccia/ Quando? ORA! Prima che con il pretesto della legittima difesa, facciano estinguere i lupi in Italia.

Leggi qui il comunicato congiunto di LAV, LAC - Lega Abolizione Caccia, ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali, LIPU: ➡ http://www.abolizionecaccia.it/blog/2019/01/modifica-norma-difesa-giu-le-mani-dai-lupi/





"Se non rinasceremo, se non torneremo a guardare la vita con l’innocenza e l’entusiasmo dell’infanzia, non ci sarà più significato nel vivere" (Paulo Coelho)
Responsabilità e consapevolezza sono le chiavi che aprono le porte di tutte le dimensioni, visibili ed invisibili, che attraversano le nostre esistenze e ci connettono ad ogni Vita. Il viaggio che ci rende umani declina la Felicità in ogni suo significato. Un tempo la Felicità simboleggiava la Beatitudine celeste ed eterna. L'antica saggezza ce lo ricorda ogni istante, anche quello apparentemente più fugace. Rinascere impone di rammentare verità che abbiamo soffocato e rinnegato, ma che i bambini hanno bene impresso nei loro cuori puri.
Namasté! 🙏💙🌷