giovedì 19 settembre 2019

RIAPRE LA CACCIA...

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“E non cambiare. Non distogliere il tuo amore dalle cose visibili. Continua ad amare ciò che è buono, semplice e ordinario; animali e cose e fiori” 
(Rainer Maria Rilke)

RIAPRE LA CACCIA...

Gli ordinamenti giuridici vigenti in ogni stato del mondo sono concepiti per conseguire un solo scopo: assolvere i colpevoli e condannare gli innocenti.
Circoscriviamo la questione all'italia e all'ordinamento giuridico in vigore in questa bislacca naz-ione: i cacciatori, un esempio lampante di assoluzione di colpevoli e condanna di innocenti.
I cacciatori possono svolgere in tutta tranquillità la loro turpe attività "ricreativa" (degenerativa) e possono farlo senza incappare in conseguenze legali, perchè?
Perchè cacciare è legale in italia, eppure tale attività implica ingenti danni ambientali al bioma in cui viene espletata; danni agli equilibri preesistenti antecedentemente nella fauna locale, ma anche danni derivanti da inquinamento ambientale dovuto all'utilizzo di armi, quindi contaminazione territoriale originata da metalli pesanti, la cui dispersione in qualsivoglia areale naturale comporta sempre alti tassi di inquinamento.
Assodato tutto ciò risulta evidente che coloro i quali si rendono responsabili di siffatti disastri ambientali sono colpevoli a tutti gli effetti, di disastro ambientale, ma non per la legge!
Ergo: la legge, in questo caso (anche in tantissimi altri invero) assolve i colpevoli ed allo stesso tempo condanna gli innocenti.
Chi sarebbero gli innocenti nel caso specifico?
Ovviamente gli animali che se ne stanno belli tranquilli interagendo costruttivamente coi biomi di appartenenza; il loro incessante divenire esistenziale/evoluzionistico originante fenotipi sempre più evoluti ed armonizzati con le pressioni evolutive costantemente apportate da fattori climatici, geologici, chimici e fisici viene indebitamente e bruscamente interrotto, da un proiettile che inopinatamente dovesse andare a segno.
Il fatto che i poveri animali caduti sotto i colpi di quelle entità rozze e stupide, seppur legalmente accettabili, che sono i cacciatori umani, siano effettivamente innocenti è un inoppugnabile dato empirico, quindi: la legge in questo caso condanna gli innocenti.
Gli ordinamenti giuridici che legalizzano la caccia (e altre turpi attività antropiche) dunque non diffondono GIUSTIZIA ma ingiustizia.
Vi era qualche dubbio in proposito?
No, poichè gli ordinamenti giuridici sono promulgati dalle entità più ridicole, stupide ed ingiuste esistenti, anzi le uniche...esistenti e mai esistite: gli esseri umani.
La chiosa finale è la seguente: per gli ordinamenti giuridici umani gli innocenti sono colpevoli...d'innocenza.
E hanno pure la sfacciataggine di chiamarla giustizia...
Pao Rox

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"Venite in negozio da me, mi indicate una scarpa e mi dite:
"É DI #CAMOSCIO? HAI NIENTE DI CAMOSCIO?"

Ma voi avete idea di cosa mi state chiedendo?
Perché è facile riempirsi la bocca di parole, parole, parole senza sapere di cosa si sta parlando!
FORSE PENSATE CHE LE SCARPE DI CAMOSCIO CRESCANO SUGLI ALBERI?
Mi chiedete il camoscio? ECCOLO!
Ve lo faccio vedere IL CAMOSCIO, se non avete mai avuto il piacere di incontrarlo a casa sua in montagna!

É un capretto, un cerbiattino, un animaletto erbivoro innocente che non fa male a nessuno. E voi volete che lo scuoino per farvi confezionare un bel paio di scarpe, quando esistono altri materiali sintetici con i quali si può evitare tanta inutile crudeltà!
E invece no, voi volete proprio il camoscio!
Perché il camoscio fa "figo" quando davanti a un caffè, raccontate alla vostra amica che vi siete appena comprate una scarpa di camoscio!
Già vi vedo per strada camminare 3 metri sopra terra, più in alto degli altri, con quelle scarpe addosso!
Vi fanno sentire parte di quello "status di persone benestanti" che ormai avete perso, ma al quale volete rimanere aggrappate!
Perché voi "Signore di oggi", se non avete ai piedi un pezzo di cadavere conciato e al collo una pelliccia... vi sentite delle nullità... E fate bene!!"

mercoledì 18 settembre 2019

Nessuno è profeta in patria... nemmeno da vegan


“C’è chi ha le piume e chi le squame,
chi ha i piedi e chi gli zoccoli,
chi ha le antenne e chi le orecchie,
chi ha la coda e chi no….
ma il cuore è uguale per tutti”.
Buongiorno
(SusannaMVet)

Nessuno è profeta in patria... nemmeno da vegan

di Marina Berati

Quando si diventa vegan, si scopre un mondo, o meglio, due: un mondo brutto, fatto di sofferenza e morte per gli animali, ma anche uno bello, fatto della certezza che da ora in poi non saremo più causa della loro morte e potremo impegnarci a informare anche gli altri, diffondendo questa scelta che salva molte vite.

Presi dall'entusiasmo, siamo convinti che le persone a noi più vicine, la nostra famiglia e i parenti stretti, non aspettino altro che di conoscere quello che noi abbiamo appena scoperto, per cambiare anche loro. Noi abbiamo aperto gli occhi su tante cose di cui non ci rendevamo conto... e grazie a noi lo faranno anche loro!

Non è così, purtroppo. Bisogna considerare che non è affatto detto che nella nostra ristretta cerchia familiare ci sia qualcuno a cui importa abbastanza degli animali da cambiare modo di mangiare. La maggior parte di loro accamperà scuse, con noi ma anche con la loro stessa coscienza, per quanto noi possiamo affannarci a spiegare le nostre ragioni.

Teniamo anche conto che insistere con le persone che ci sono più vicine, con le quali abbiamo contatti quotidiani o quasi, implica spendere una quantità di energia emozionale e di tempo davvero enorme: non ne vale la pena. In più, l'insuccesso con loro può avere ripercussioni negative anche sul resto del nostro impegno nella diffusione vegan. Ci diciamo: "Ma se non riesco a farlo capire a loro, figuriamoci a gente che non conosco!".

E qui sbagliamo, perché invece è vero il contrario. Un po' perché, come detto nel titolo, "Nessuno è profeta in patria": i parenti spesso sono i primi a non darci retta. Un po' perché più si insiste e meno si ottiene, dato che il nostro interlocutore si sente troppo pressato. E infine perché tutto il tempo che impieghiamo a intestardirci con chi non è interessato lo possiamo invece impiegare in attività di volontariato efficaci rivolte ad altre persone, agli sconosciuti, ottenendo risultati molto migliori.

Ovviamente non sto dicendo che non importa se i nostri conoscenti diventano vegan o no: il fatto che tanti animali vengano uccisi o meno è importantissimo.

E non intendo neppure affermare che non dobbiamo provarci, coi parenti: anzi, è giusto informarli, spiegare le ragioni della nostra scelta e cercare di fargliele comprendere. Non si sa mai che qualcuno di loro capisca davvero e voglia cambiare. E' del tutto possibile, ma quello che non bisogna fare è insistere a oltranza quando vediamo che non otteniamo nulla: rivolgiamo le nostre energie a menti più ricettive!
Partiamo fin da subito a informare il pubblico generale

Tutto il tempo risparmiato a insistere con parenti a cui non interessano le nostre ragioni lo possiamo impiegare nel volontariato: ricordiamoci che in paio d'ore possiamo dare il nostro contributo per far diventare vegan almeno una persona, salvando così circa 1400 animali, semplicemente svolgendo una delle molte attività diverse proposte nell'Area Volontari di AgireOra, che si rivolgono a tutto il pubblico, non alla propria ristretta cerchia di conoscenti.

Tutti abbiamo 2-3 ore al mese che possiamo dedicare agli animali, iniziamo subito!

Scegli la tua attività di volontariato

Per quanto riguarda i conoscenti, se abbiamo attorno a noi amici, colleghi, ecc. che ci sembrano potenzialmente interessati, possiamo provare con l'iniziativa Mini incontri vegan che consiste nell'organizzare piccoli incontri con conoscenti in modo da spiegare le motivazioni della scelta vegan. Fornire il proprio esempio personale e parlare a voce per chiarire dubbi e perplessità è un valore aggiunto molto importante. In più, in un'atmosfera conviviale viene tutto più semplice.

E' bene evitare di insistere con chi si dimostra non interessato, ma essere sempre disponibile per rispondere alle domande.

Ecco una bella testimonianza in questo senso che abbiamo trovato tra i commenti al film Dominion:

"Sono diventata vegan quando un mio amico è venuto a casa mia e ha fatto una presentazione sul veganismo. Ha cambiato la mia vita! Da allora, cerco sempre di guardare i documentari sul tema, anche per ricordarmi del perché sono diventata vegan. Bisogna farli vedere a tanta gente! Grazie."

Fonte: Agire Ora

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“Che il cinghiale possa correre più veloce delle pallottole, che il fagiano voli più in alto del mirino, che la lepre beffi il cane affannato, che la volpe trovi la buca migliore.”

martedì 17 settembre 2019

ANIMALI & EXTRATERRESTRI


"Il Buddha diceva e lo ripeté continuamente per quarant’anni, che si diventa qualsiasi cosa si pensa. Il pensiero determina tutto ciò che sei. Se sei finito dipende dal tuo punto di vista: abbandona questa opinione e diventa infinito" 
(Osho)

ANIMALI & EXTRATERRESTRI

Nella nostra civiltà basata sul consumo, una condivisione in cui nessuno cerchi di modificare l’altro a proprio vantaggio è una novità.
Giudicata A-normale.
Da molti.
Una patologica mancanza di comprensione per la diversità ci rende ciechi davanti alle tante forme di vita extraterrestre che abitano il nostro pianeta.
Certo, se vivono qui sulla Terra, direte voi, non possono essere extraterrestri. Sono terrestri!
Si, è vero… ma voglio evidenziare che sul pianeta Terra esistono razze che sembrano extraterrestri per via della loro difformità rispetto alla nostra.
Culture che nessun essere umano si azzarderebbe a giudicare tali.
Mi riferisco soprattutto agli animali.
Normalmente non riconosciamo loro nessun tipo di sapere.
E, poiché sono diversi da noi, ci sentiamo autorizzati a usarli come oggetti senza valore.
Più le specie viventi si allontanano dal modello umano e più le giudichiamo beni di consumo a nostra disposizione.
Non riusciamo a considerare cultura una sapienza che si esprima in modi diversi da quelli che abbiamo stabilito noi.
Per la specie umana solo il linguaggio e la scrittura indicano l’esistenza di una cultura.
Chi ne è privo non possiede alcun sapere e per questo nemmeno coscienza.
Immersi dentro un patologico antropocentrismo definiamo cultura solamente la nostra e ci sentiamo autorizzati a sfruttare e depredare impunemente qualsiasi altra forma di vita.
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EGOCENTRISMO E IMMATURITÀ
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L’egocentrismo è innato nei bambini piccoli e serve a sviluppare l’individualità in vista della separazione dalla mamma.
Durante la crescita la sensazione di essere il centro del mondo cede progressivamente il posto alla comprensione della propria relatività.
Questo processo permette lo strutturarsi della socializzazione.
Quando si valuta la maturità di una persona, uno dei primi parametri da considerare è proprio la sua capacità di rapportarsi agli altri.
Maggiore è l’egocentrismo, minore è la capacità di stare insieme.
Dopo la pubertà, una scarsa attitudine a fraternizzare segnala l’esistenza di problematiche gravi.
Ecco perché negli adulti la sensazione di essere l’unica forma di vita esistente è pericolosamente egocentrica e la mancanza di rispetto e comprensione verso gli altri esseri viventi corrisponde a un mancato sviluppo nella crescita psicologica.
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LE PERSONALITÀ CREATIVE AMANO GLI ANIMALI E GLI EXTRATERRESTRI
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Cari amici, lettori e curiosi se state leggendo questo blog probabilmente avete una personalità creativa, amate gli animali e valutate la possibilità che vi siano altre forme di vita sparse nella galassia.
Forse tutto questo non è considerato normale da molti, ma… rassicuratevi!
La vostra A-normalità segnala una sana maturità psicologica.
Maturità che, purtroppo, suscita diffidenza nella nostra civiltà ancora alle prese con egocentrismo e autoreferenzialità.
La soluzione alle incomprensioni (che a volte vi amareggiano la vita) (soprattutto se amate gli animali) non è lobotomizzare la crescita emotiva per trasformarsi in robot senza cuore!
Bisogna comprendere che dopo i dodici anni lo sviluppo interiore è diverso per tutti e, spesso, non corrisponde più all’età anagrafica.
Ci sono adulti che psicologicamente hanno tre anni e bambini che psicologicamente ne hanno più di cento.
Non basatevi sui tratti somatici per valutare la maturità di chi vi sta attorno.
Esaminate invece la capacità di socializzazione.
Osservate quanto le persone riescono ad ascoltare, comprendere e rispettare la diversità.
Questo per noi psicologi è un indicatore importante della maturità, cioè di un sano e adeguato sviluppo psichico.
Il mondo è pieno di culture differenti dalla nostra e perciò extraterrestri.
Dobbiamo imparare a conoscerle, capirle, rispettarle e amarle.
Incluse quelle personalità egocentriche e razziste che fanno parte della nostra specie. Umana.
Il cuore non è normale.
È tollerante.

Carla Sale Musio


L'immagine può contenere: albero e spazio all'aperto

ASSENZA DI PIOGGIA (sem chuva)

Vecchio albero
che affondi le radici nel tempo
in quella foresta impenetrabile
dove anche la falce della luna
osserva intimorita

Davanti ai tuoi rami
ormai sempre più secchi
viene soltanto il picchio nero
a cercare di destarti
battendo quella tua carcassa

E quel lago che avevi come vicino
dove la riva rifletteva
la chioma di antichi fasti
si sta prosciugando
per l'assenza di pioggia

Non piove più
da quando quella timida creatura
che dava linfa alle radici
vestita di labradorite ghiacciata
ha attraversato le sue sponde

Ha cambiato dimora
ha scelto un altra foresta
altri sentieri, altre cascate
in quel nuovo muschio
che ancora trattiene il profumo

Vecchio albero
che affondi le radici nel tempo
in quella foresta impenetrabile
sfiorata dalla falce della luna
dovevi saperlo:

Le foglie verdi senza pioggia
durano un solo istante
.
Olmo

lunedì 16 settembre 2019

VEGAN, LA GRANDE RIVOLUZIONE UMANA



“A pelle si sentono cose a cui le parole non sanno dare nome”

(Alda Merini)


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VEGAN, LA GRANDE RIVOLUZIONE UMANA

di Franco Libero Manco

Negli ultimi anni parlare di alimentazione è quasi un imperativo per chiunque si avvicendi in un canale televisivo e scriva su qualunque settimanale.
Gli esperti di turno consigliano cosa mangiare per tutelare la propria salute, evitare l’obesità e con essa il diabete, l’ipertensione, l’infarto ecc.

Ogni nutrizionista fa riferimento ad una delle innumerevole diete che nascono ogni giorno e che promettono miracoli.

E così succede che tra le tante diete annoverate c’è la dieta Atkins, la dieta Banting, la dieta Fletcher, la dieta Hay, la dieta Mayo, la dieta Messeguè, la dieta Pritikin, la dieta a Punti, la dieta a Zona, quella dei gruppi sanguigni; la dieta South Beach Diet;le diete ipocolesterolemizzanti, la dieta rotazionale, la dieta ipocalorica, la dieta iposodica, la dieta disintossicante ecc. ecc.

Opinione abbastanza diffusa è che la dieta va personalizzata, che non tutti possono mangiare la stessa cosa e la parola d’ordine è “Non far da se”, perché è pericoloso e come per le medicine occorre affidarsi ad un esperto.
E quando si chiede al nutrizionista quali siano gli alimenti che non devono mai mancare sulla tavola immancabilmente vengono elencate frutta, verdura, legumi e cerali integrali.
Praticamente la “dieta vegan”.

Ma si guarderebbero bene dal citarla esplicitamente, rischierebbero di avvalorare ciò che noi sosteniamo da decenni.

Ma quello che sconcerta noi vegani è che la nostra filosofia di vita venga considerata una tra le tante diete nutrizionali in voga; essere considerati come un qualunque improvvisato movimento ossessionato della buona salute o gente sentimentale che, non avendo altro a cui pensare, lotta per la difesa degli animali.
E questo dimostra quanto sia lontana la capacità di comprendere la correlazione esistente tra la nostra scelta di vita ed i problemi più gravi che da sempre attanagliano il genere umano.

Essere vegan non è una scelta come un’altra: è il modo di essere che consente di determinare il proprio destino, liberarsi dai condizionamenti ed essere artefici del proprio bene fisico, mentale e spirituale; è lo strumento più semplice ed efficace per realizzare se stessi e rendere migliore questo mondo; è la sintesi del pensiero e della spiritualità dei grandi che hanno fatto la storia.
Non si decide di essere vegan ma si è per propria essenza e natura perché si vive valorizzando la vita in tutte le sue espressioni.

Nella cultura vegan è la coscienza universalista che si esprime e consente di superare ogni visione parziale ed ogni barriera ideologica, razziale, sociale, culturale, politica, religiosa e porre le basi di una cultura di pace, di fraterna ed universale armonia.
La filosofia vegan è la più grande rivoluzione morale, esistenziale, sociale, culturale, antropologica del genere umano abbia mai attuato perché supera l’anacronistica visione antropocentrica della vita ed estende i codici del diritto alla vita, al rispetto e alla libertà dall’uomo ad ogni essere senziente.

Liberandosi dalla concezione antropocentrica (che giustifica l’uomo a disprezzare, sfruttare, uccidere, sottomettere ogni altro vivente non umano) lo inclina all’ingiustizia e all’insensibilità verso la condizione del proprio simile.

Questo è la causa generante ogni ingiustizia ed ogni delitto, mentre l’etica universale che caratterizza la cultura vegan/universalista libera l’uomo dalla violenza e lo inclina alla pace e alla fraterna collaborazione: “Chi non uccide l’animale non ucciderà l’uomo”(Pitagora).
La nostra filosofia di vita ha in se i prodromi di una nuova coscienza umana in grado di superare i grandi problemi che da sempre attanagliano il genere umano.

La violenza, fisica, psichica, verbale e tutto ciò ad essa correlata (l’ingiustizia, il sopruso, la prevaricazione, l’omicidio ecc.).
Un uomo che rifiuta di schiavizzare e uccidere un essere diverso dalla sua specie non può mai essere egoista o crudele nei confronti del suo simile.

Da questo si deduca che un’umanità vegan è in grado di eliminare il 90% della violenza umana e di conseguenza non ci sarebbero più le guerre, le industrie delle armi, gli eserciti ecc. con recupero economico di proporzioni inimmaginabili.
La malattia
L’inquinamento
La distruzione dell’ambiente
La fame nel mondo

La nostra scelta, i cui benefici per la salute sono una conseguenza della nostra visione delle cose, ha in se gli strumenti in grado di rivoluzionare l’esistenza umana.
E’ la scelta più semplice e potente in grado di cambiare la storia.


“Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo imparato l’arte di vivere come fratelli” (Martin Luther King)


Ancora una volta basterebbe osservare gli Animali per ricordare che siamo già tutti fratelli e sorelle: tra di noi, tra noi e loro.


domenica 15 settembre 2019

Un’altra apertura della caccia

"Come possiamo dubitare di essere tutti liberi per natura, dato che siamo tutti uguali? A nessuno può venire in mente che la natura, che ci ha fatti tutti uguali, abbia costretto qualcuno in servitù" (Étienne de La Boétie)

Un’altra apertura della caccia
di Ermanno Giudici 

Terza domenica di settembre significa apertura della caccia, ufficiale, su tutto il territorio nazionale. Concedendo a pochi quello che è vietato a tutti, un retaggio di quando gli uomini andavano a caccia per fame. Mentre ora vanno a caccia per divertimento. Certo la morte è sempre tale, ma impartirla per divertimento e non per necessità un poco sconcerta.

Come ogni stagione venatoria che si rispetti la caccia si apre seguendo sempre lo stesso straccio e stereotipato copione: i cacciatori invadono le campagne, ci scappano sempre morti e feriti, il mondo venatorio lamenta che non c’è più selvaggina e gli ambientalisti auspicano che a scomparire siano i cacciatori.

Un tormentone che oramai conoscono tutti, ma che viene ignorato a piè pari dai politici. In fondo qualche argomento di riflessione ci dovrebbe pur essere no? Morti e feriti, campagne e boschi interdetti ai cittadini che non siano in armi e gli stessi cacciatori che lamentano manchino le prede. Non pare nemmeno necessario fare il totale di questi addendi, ci si arriva lo stesso. Ma non è così.
La politica ha bisogno dei cacciatori

Il vero motivo per cui la politica non guarda in modo diverso, come sarebbe logico, la caccia è semplice, comprensibile, logico. Si chiama voto di scambio: io lascio fare qualcosa a te, tu voti per me. Comportamento che ha nella Lega il suo massimo esponente, da sempre legata a doppio filo con gli armieri e con i cacciatori del Nord, seguito a ruota dal PD e da altre formazioni. I cacciatori sono una certezza, votano compatti, ci sono, mica come spesso avviene per ambientalisti e animalisti, che si occupano anche di altre questioni per esprimere una preferenza.

Durante il fascismo la caccia era vista con grande favore per il motivo che si trattava di un’attività propedeutica alla guerra. Un po’ come dire che esercitare la violenza sugli animali, esercitarsi a sopportare la vista del sangue, sarebbe poi stato utile in caso di conflitto. Ancora una volta riemerge il salto di specie.

Detto millenni da quando l’uomo ha conquistato la stazione eretta, essendo divenuto quello che oggi è identificato come homo sapiens sapiens un po’ inquieta. La guerra, in tutte le sue variegatissime forme, è nel nostro DNA, l’alleviamo sino da piccoli e non riusciamo a combatterla nemmeno quando siamo grandi. La violenza ci appartiene, solo che qualcuno cerca di spingerla in fondo al pozzo della sua vita, mentre qualcun’altro la alimenta, la nutre, la coccola.
Uccidere per divertimento è una patologia e non può essere ritenuta un’attività normale

L’apertura di caccia inizia solitamente con lo sterminio della fauna che è stata rilasciata dai cacciatori: fagiani, lepre, starne e pernici. Prima che qualcun’altro sottragga loro quello che hanno pagato, questo presumibilmente deve essere il loro pensiero.

Dopo si spara un po’ a tutto e l’abbattimento di specie protetta (umani compresi) diventa il filo conduttore di tutta la stagione, dall’apertura della caccia alla sua chiusura. Un periodo in cui ai normali cittadini, che dovrebbero essere i proprietari legittimi del capitale naturale, anche se in modo traslato visto che la natura non dovrebbe avere padroni, sono invece espropriati dei loro diritti.

La legge recita che “la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelato nell’interesse della comunità nazionale e internazionale“. Un’affermazione tanto fondamentale quanto smentita dai fatti. Pochi centinaia di euro, una licenza di caccia è quello che dovrebbe essere anche mio viene svenduto a un manipolo di armigeri.

Una colpa però gli italiani che osteggiano la caccia ce l’hanno: nessun referendum ha mai raggiunto il quorum per essere ritenuto valido, forse perché troppi han preferito i litorali in tarda primavera che le cabine elettorali. Vanificando gli sforzi di chi ce l’aveva messa proprio tutta per consentire alle persone di esprimersi.

Prima o poi dovremo comunque fare i conti con attività che non ci possiamo più permettere, con una gestione faunistica incentrata sulla caccia, sul perno sbagliato per il raggiungimento di un risultato intelligente.


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Liberazione Totale

Se per politica s'intende
quel carosello ridicolo
plastificato dai seggi
di individui mediocri
che trasportano
la loro spada spuntata
attraverso corridoi illuminati
da riflettori ipocriti
e piastrellati di marmo
estratto dagli schiavi
con in fondo
troni di seta aristocratici
e sangue degli oppressi

allora noi non siamo
nè politica nè politicizzati

Se viceversa la politica
è intesa come lo scardinamento
la liberazione totale
di tutte quelle prassi violente
di mercificazione dell'essere umano
e degli altri animali
di tutte quelle consuetudini
che complici
moltiplicano sofferenza e torture
allora noi siamo politici

Di più!

la politica fa parte
del nostro cammino
inscindibile dal nostro essere
la vita stessa diventa politica
che combatte un sistema
generatore di inganni
che maschera la continua
perpetuazione di dolore e morte...
.

Olmo

sabato 14 settembre 2019

LA COLOMBA E LA FORMICA



“Guardavo quei bei pesci muoversi nell’acqua, guardavo i maialini appesi agli uncini e pensavo a come, a parte la miseria e la fame, l’uomo ha sempre trovato strane giustificazioni per la sua violenza carnivora nei confronti degli altri esseri viventi.
Uno degli argomenti che vengono ancora usati in Occidente per giustificare il massacro annuo di centinaia di milioni di polli, agnelli, maiali e bovini è che per vivere si ha bisogno di proteine.
E gli elefanti? Da dove prendono le proteine gli elefanti?”

(Tiziano Terzani)


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LA COLOMBA E LA FORMICA

Sull’orlo di una limpida fontana

scherzava una colomba,

vide in essa cadere una formica che annegava.

Sen dolse e pensò a darle alcun soccorso

onde un peluzzo d’erba in becco prese

e la settò con tanta maestria

che ella s’arrampicò e venne in salvo.

Ed ecco passar un villanaccio scalzo

che tra se e se si rallegrò dicendo:

“Che boccon che ho ritrovato”.

Tirò l’arco suo dalla spalla

e stava in atto già di saettarla

quando colei cui aveva salvato la vita

con tanta rabbia morsegli un tallone

che quel villano diede un urlo tal

così che l’augello volò via.

(autore anonimo)

—————————-

Tutti i componenti nutrizionali sono intimamente legati tra loro al punto che nessuno di questi può avere attività propria o funzione indipendente senza il concorso degli altri.
Il corpo umano è costituito da complessi colloidali e perciò esige che anche l’alimento sia costituito da alimenti organici, cioè le proteine, i grassi e i carboidrati devono essere allo stato colloidale per essere utilizzati dall’organismo.

Gli enzimi sono sostanze colloidali.

Tutte le modificazioni artificiali (conservazione, cottura ecc.) non solo impediscono la utilizzazione di questi ma generano o preparano il terreno a molte malattie.
Gli schizofrenici, tenuti a digiuno e poi alimentati con una dieta rigorosamente vegan superano lo stato di allucinazione e di delirio.
Un ettaro di terra coltivato a grano produce circa 4000 kg e può sfamare per un anno 4 famiglie di 4 persone ciascuna.

Ma se la stessa terra viene coltivata a foraggio per animali nutre per un anno un solo bovino e questo, una volta macellato, produce circa 200 kg di carne.

RIPRENDONO LE CONFERENZE IN SEDE AVA

Conferenza del 19 settembre

Dr. Federico Calviello, Biologo Nutrizionista,

Master in Alimentazione per il Benessere e la Salute, Nutrizione dello sportivo:



L’alimentazione vegetariana-vegana è chiamata quotidianamente a confrontarsi con la possibilità di prevenire le malattie croniche e migliorare la condizione patologica in soggetti che ne siano affetti.


“E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell’aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio“.
(Tiziano Terzani)

venerdì 13 settembre 2019

IL CANE di Gloria Lai


"L'amore inizia quando mettiamo da parte il nostro ego e facciamo posto all'Altro"
(Rudolf Steiner)


IL CANE 
di Gloria Lai

Non pensava sarebbe accaduto a lei.
Un matrimonio lungo, sereno, due figli ormai grandi, nipoti adorabili. 
I figli erano giunti presto, e anche i nipoti, forse perché avevano tutti fretta di esistere.
***
Da qualche tempo il marito le sembrava più giovane, più attivo.
E aveva anche cambiato profumo: non usava più quello che lei gli regalava da sempre e che le dava il senso consolante di una vita insieme.
Le ricordava le abitudini amate: l’abbraccio notturno, la colazione al mattino, le discussioni politiche, la spesa insieme.
E, ancora, educare i figli, guardarli crescere, ascoltare di nascosto i loro pianti d’amore.
Poi i matrimoni di entrambi, i nipoti.
Tutta un’esistenza quotidiana: crescere insieme, litigare anche, chiedersi scusa.
E abbracciarsi in silenzio.
***
Lui le sembrava diverso, più distante, distratto.
Telefonate serali.
“È l’ufficio”diceva lui.
“Le solite scocciature”.
E si chiudeva in salotto.
***
Poi lei non resse.
Mentre il marito era in doccia, andò rapidamente al suo computer: niente sulle e-mail.
Cercò rapidamente nel cestino.
E trovò quello che cercava.
Si chiese perché lui non avesse cancellato quei messaggi, quegli appuntamenti.
Forse voleva che lei li trovasse?
Rimase gelata.
Intanto si era fatta notte.
E si preparò sconvolta ad andare a dormire, senza dir nulla.
***
Si mise a seguirlo: conosceva perfettamente i suoi orari lavorativi, le uscite per il tennis, gli itinerari.
Lei poteva usare il proprio tempo: aveva rinunciato al lavoro per dedicarsi alla famiglia e da molto ormai, da quando i figli avevano i loro affetti, viveva senza scadenze che non fossero la conduzione normale di una casa e l’occuparsi dei nipoti, quando era necessario.
***
Un bar, lui che arriva di fretta.
Si accosta ad una donna.
La moglie trattiene il respiro: è molto giovane quella che il marito abbraccia, credendosi non visto.
Poi si avviano verso un albergo vicino.
Lei è stravolta: neanche il pudore di nascondersi, pensa.
Poi china il capo e torna a casa.
***
Lui è sempre più distaccato, quasi scortese.
La donna capisce che qualcosa accadrà a breve.
E infatti, una sera, le si para davanti: ha preparato la valigia, è imbarazzato, non la guarda negli occhi.
“So che hai capito”, le dice.
“Voglio iniziare una vita nuova. Non posso stare qui.”
Lei sospira.
“Potrebbe essere tua figlia”, gli risponde.
“L’ho vista. Come hai potuto?”
L’uomo resta interdetto, poi china il capo.
“Da tanto non ero così vivo. Lei mi dà la scossa, mi sento giovane. La vita è mia”.
La donna respira forte, si sente crollare.
Poi gli chiede di stare ancora un poco. 
Prende un album di fotografie: tutta la loro vita in quelle immagini.
Gli siede accanto e comincia a sfogliare le pagine: il giorno del matrimonio e il viso di lei, felice e ansioso insieme.
Lui era stato il suo unico uomo. 
Poi le foto dei figli al battesimo, con l’abitino di pizzo, il primo giorno di scuola, il cagnetto che lui e lei avevano soccorso, sbattuto fuori da un’auto: l’avevano raccolto e fatto curare.


Era stato l’animale amatissimo della loro casa, vissuto tanti anni quanto il cane di Ulisse. Aveva scodinzolato anche prima di andarsene, con gli occhi umidi di affetto.
In una delle immagini dell’album, mostrava il ventre, offerto a ricevere carezze.
***
Lui taceva: quelle fotografie lo toccavano profondamente.
Non le vedeva da tanto e adesso, mentre si preparava ad andarsene, gli sembrava di tradire non solo sua moglie, ma tutto il passato, le promesse, le tenerezze vissute.
La potenza dell’attrazione, però, fu più forte.
Prese la valigia.
“Ti chiamerò”, le disse.
E oltrepassò la soglia.
***
Mesi di silenzio.
***
Una telefonata da un ospedale cittadino.
Le comunicavano che il marito era ricoverato presso di loro.
Si affrettò.
Era magro e pallidissimo, in quel letto in penombra.
Gli sedette accanto e gli chiese cosa fosse accaduto.
“Il cuore”, disse l’uomo. 
Poi lei domandò dove fosse l’altra.
“Era un fuoco di paglia”, lui rispose.
“Non è durata a lungo. Non so cosa mi sia preso, avevo perso la testa. Sono affranto”.
***
Andò a trovarlo ancora: lui si riprendeva piano.
Non parlarono mai dell’altra.
L’uomo non chiedeva nulla, ma si illuminava quando la moglie entrava nella stanza.
***
Il campanello: lei andò ad aprire.
Lui teneva la valigia e con l’altra mano sorreggeva un cagnetto, che aveva gli stessi colori dell’altro.
Anche il muso gli somigliava.
Lei si trattenne dal fargli una carezza. 
“L’ho preso al canile”, le disse.
“Era stato abbandonato per strada, anche lui. L’ho chiamato Argo, come il cane di Ulisse”.
Un’esitazione.
Con voce incerta chiese: “Possiamo entrare?”
Silenzio di lei, sguardo chino.
Dopo alcuni secondi, la donna accolse il cagnetto tra le braccia, poi si recò in cucina a cercare una ciotola per il cibo.
E lasciò spalancata la porta di casa.
Gloria Lai


L'immagine può contenere: cane

Un grande amore...

La vita coi cani è strana.
Diventerai, senza nessuno che te lo insegni o ti spieghi come farlo, il capo branco di un cane che sarà pronto a qualunque cosa per te non appena saprà riconoscere il tuo odore e la tua voce.
La vita coi cani è misteriosa.
Sarai spiato da un Grande Fratello peloso che non perderà nessun tuo movimento, specialmente quando capirà dove sono la cucina ed il recipiente dei biscotti.
La vita coi cani è crescere.
Non puoi farci niente, non puoi fermare il tempo perché quel cucciolo che hai tenuto in braccio crescerà troppo velocemente, per diventare il grande amico che ti vorrà accompagnare ovunque andrai.
I cuccioli durano troppo poco.
La vita coi cani è confronto.
Avrai sempre uno sguardo con il quale misurarti, affogherai senza poterti salvare nelle profondità inimmaginabili degli occhi di un cane.
Dove la gente crede che non ci sia un'anima.
La vita coi cani è sincera.
Non avrai bisogno di raccontar loro una bugia o delle storie inventate perché tanto, qualunque cosa tu dica loro, i cani la sanno.
Sempre.
La vita coi cani è scomoda.
Ti ritroverai una sera d'inverno, con la tramontana che ti graffia il viso ed il gelo che ti arriva alle ossa, a passeggiare da solo con il tuo cane che corre e scodinzola felice, incurante del vento che gli arruffa il pelo e del caldo che avete lasciato in casa.
La vita coi cani è buffa.
Parlerai con un essere che non ti potrà mai rispondere e che però ascolterà ogni tua parola, con così tanta attenzione ed interesse che non ritroverai in nessun altro uomo o donna al mondo.
La vita coi cani è ritorno a casa.
Nessuno come il tuo cane sarà felice di vederti ogni volta che spunterai dalla porta dalla quale ti ha visto andar via; imparerà i tuoi orari, riconoscerà il tuo passo e sarà lì ad aspettarti, anche quando sarà vecchio e stanco, saltando di gioia come se non ti vedesse da un mese.
Anche se sei uscito per comprare il giornale.
La vita coi cani è rinuncia.
Perderai a poco poco quella porzione di divano su cui stavi tanto comodo, dove ti godevi il riposo ed il meritato relax dopo giornate faticose e noiose.
E la cosa bella sarà che non ti dispiacerà affatto.
La vita coi cani è comunione.
Dividerai il tuo ultimo boccone con il tuo cane, perché non potrai resistere al suo sguardo implorante che hai incrociato -purtroppo per te- mentre stavi cenando.
La vita coi cani è insegnamento.
Sono loro che ti mostreranno, semplicemente correndo in un prato o sulla riva del mare, la bellezza di una giornata di sole e l'importanza di stupirsi -ogni volta- davanti alle cose semplici.
La vita coi cani è amore.
Quello che proverai ad emulare, che proverai a restituire al tuo cane senza però riuscirci.
Ma cimentarti in questa prova sarà una delle tue imprese più entusiasmanti.
La vita coi cani è un viaggio.
Nessun sentiero di montagna ti sembrerà lo stesso dopo che lo avrai percorso insieme al tuo cane: ricorderai profumi, odori e colori del bosco che prima non avevi sentito o visto; proprio come succederà per il tratto di vita che farete insieme.
La vita coi cani è una parentesi.
Per te è una parte della tua vita, un dolce intervallo fra mille impegni e anni da riempire di cose da fare, un breve cammino insieme ad un cane che tu ben sai, ad un certo punto, si fermerà per lasciarti andare da solo.
Invece per il tuo cane, la tua vita è tutto...❤️

Emanuele Spud Grandi

giovedì 12 settembre 2019

IL CARATTERE DI UNA PERSONA E’ IL SUO DESTINO



Si è sempre fatto così e quindi seguitiamo a perpetuare le nostre usanze innocenti e cariche di arroganza, senza che la coscienza ne riconosca l’aggressività. È per questo che continuiamo a mangiare la carne ignari dei tanti studi che ne dimostrano la pericolosità per la salute. Ma, soprattutto, inconsapevoli della crudeltà e del cinismo con cui brutalizziamo la vita di tante creature docili e miti.

(Carla Sale Musio)


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IL CARATTERE DI UNA PERSONA E’ IL SUO DESTINO

di Franco Libero Manco

Sicuramente il carattere di una persona è in grado di determinare il suo destino.
Non v’è decisione, dalla dichiarazione di guerra alla scelta del pasto giornaliero, che non passi attraverso il carattere personale.

Gandhi diceva Sii il rinnovamento che vorresti nel mondo, ma cambiare il carattere delle persone, rinnovare se stessi, è la cosa più difficile dell’universo perché richiede una costante e forte volontà di mettere in discussione e superare i propri punti di vista.

Le nostre convinzioni, le ostinazioni sui nostri principi, la mancanza di umiltà, la volontà di doversi giustificare ad ogni costo ad ogni critica, ad ogni divergenza di vedute, sono il nostro peggior nemico.
Anche la persona più importante con un carattere ostico e permaloso è destinata ad essere evitata, esclusa, o al limite sopportata.

E a causa di un cattivo carattere spesso succede che per un’inezia si rovini un’amicizia, un affetto, una buona relazione, un amore.

Quando nel dialogo occorre la massima attenzione per non urtare le opinioni dell’altro significa che occorre lavorare ancora su se stessi per liberarsi dalla prigionia dei propri limiti.

Vi sono persone alle quali è possibile rivolgere solo parole di apprezzamento: qualunque appunto o critica bonaria viene interpretata come on’offesa fino a far vacillare o a volte cancellare un affetto che magari dura da anni disconoscendo il 99% che di buono e di positivo c’è stato tra le parti.

Ma coloro che occorre trattare con i “guanti bianchi” si accontentano della maschera e non sapranno ciò che realmente gli altri pensano di loro.
L’amore vero, l’affetto vero, l’amicizia vera, se è tale si manifesta apertamente in ogni circostanza, con garbo, gentilezza e gratitudine ma senza la paura di essere malintesi.

La nostra vera natura non è quella che si manifesta nelle circostanze di un contesto favorevole in cui c’è armonia di relazione e condivisione di idee: è nella prova, nella provocazione, nell’insulto, nell’offesa, nella critica ingiusta, nella mancanza di rispetto, magari nella derisione, nel tradimento della fiducia, nella privazione di un bene o di un diritto che si manifesta il nostro vero carattere.
Ed è meglio non fare il bene se non si è disposti a sopportare l’ingratitudine.

La reale consistenza di un muro si può verificare solo nel momento in cui si cerca di abbatterlo.

In ognuno di noi si nasconde un santo e un criminale, ma è la provocazione che fa emergere l’una o l’altra nostra vera natura, quello che realmente siamo.

Avere un bel carattere, disponibile al dialogo, capace di mettere in discussione la propria visione delle cose, le proprie certezze, essere aperti al dialogo e all’innovazione questo è il bene più prezioso di una persona per chi ha la fortuna di vivergli accanto; ma una persona permalosa, litigiosa, inflessibile è sicuramente motivo di tensione e discordia.
Credo che la vita ci dia ogni giorno la possibilità di migliorare noi stessi e questo è possibile solo se, attraverso un giusto e salutare esame di introspezione, siamo disposti a mettere in discussione le nostre chiusure, i nostri personalismi.

Ognuno di noi è un universo a se stante, diverso da ogni altro, più o meno in armonia con se stesso e con il contesto naturale, ma il metro di verifica è se il nostro modo di essere torna o no a beneficio di se stessi e della comunità.

Quindi la domanda da porsi è: se tutti avessero il mio carattere il mondo sarebbe migliore o peggiore? Credo che in noi vegan/universalisti alberga una coscienza più vasta, un’etica più profonda, un senso di giustizia più ampio del comune sentire, per questo abbiamo l’obbligo morale di essere di esempio, in ogni circostanza.
Spesso il modo più efficace di aiutare gli altri e rendere migliore il mondo
è quello di cambiare se stessi.


IN QUALUNQUE LUOGO

E hai avuto coraggio
ad indossare quella camicia leggera
per attraversare un oceano
di freddo e oscurità


Facciamo un patto:
troviamoci al tramonto
in quella linea accennata
che sfiora il ricordo

Guarderò quella stella
che vuole nascere
perchè le tenebre di un altra notte
hanno deciso ad alzarsi

E la guarderò con te
anche se sarai dall’altra parte
seduta in altro luogo
in qualunque luogo

E quando quella piccola stella scomparirà?
E non ci sarà più ricordo?
Allora ci serviremo
della luce dei tuoi occhi

E se scomparirà anche la luce dai miei occhi?
Allora osserveremo l’oscurità senza paura
ne saremo immersi
rapiti

Ma che la separazione
non debba mai avvenire
se non da un’assenza
di uno di noi due

Olmo Losca

mercoledì 11 settembre 2019

"11 Settembre 2001 - Inganno Globale"



"E' difficile sapere cosa sia la verità, ma a volte è molto facile riconoscere una falsità" - 
 (Albert Einstein)

Ho rifatto il video del quiz. Ci sono alcune domande nuove, per chi ha voglia di rifarlo. Ma lo pubblico soprattutto perchè lo facciate circolare. Grazie. 

Questo video è stato realizzato da Francesco Tondi, che ha completamente rifatto le animazioni originali del video di Corbett. Ci ha lavorato più di un mese.
Una visione un po' diversa dell'11 settembre. Ho fatto questo video alcuni anni fa.
Da Luogocomune alcuni video su ll'undici settembre, qui il link del film documentario di Massimo Mazzucco "11 Settembre 2001 - Inganno Globale"  è il primo film italiano sugli attentati che hanno cambiato il corso della storia.
Vuoi per le guerre che ne sono state fatte conseguire, e che stanno avendo enormi implicazioni a livello globale, vuoi soltanto per il costo quasi raddoppiato della benzina che tutti consumiamo ogni giorno, non c'è un solo aspetto delle nostre vite quotidiane che non sia stato in qualche modo toccato da quei fatti.
È quindi doppiamente importante per chiunque affrontare la questione con serietà e responsabilità, evitando di dividersi in due bande contrapposte, che possono portare soltanto a dannose spaccature, quando il problema ci riguarda tutti nella stessa misura.
Nel grande polverone mediatico sull'11 settembre, questo film-inchiesta cerca di scartare il grano dal loglio, separando le accuse ridicole della vere responsabilità mancate, proprio per evitare che grazie alla inconsistenza delle prime vengano coperte le seconde, e lo fa attenendosi rigorosamente a fatti documentati e verificabili da chiunque.
Non esiste il "complottismo", esistono solo delle risposte poco chiare da parte dei governi. Noi vogliamo soltanto chiarezza. (Alcune domande sull'undici settembre)
L'undici settembre 2001 ci ricorda anche un altro undici settembre, esattamente l'undici settembre 1973 quando in Cile fu organizzato il golpe e l'uccisione di Salvador Allende...
L'immagine può contenere: una o più persone e testo
11 Settembre, data pregna di ricordi funesti.
I media e i social network oggi daranno spazio quasi esclusivamente alla commemorazione della tragedia delle twin towers, poco ricorderanno che l' 11 Settembre del 1973 avveniva il colpo di stato fascista in Cile, golpe ordito e diretto dagli Stati Uniti contro il governo Socialista di Salvador Allende, democraticamente eletto. Gli USA non potevano accettare che nel continente che essi consideravano come un colonia da depredare potessero crearsi delle condizioni che ne minavano il controllo egemonico. Un paese giunto ad una svolta Socialista attraverso il voto popolare, in alleanza con la Cuba di Castro, in un continente scosso in ogni suo angolo da fermenti Rivoluzionari marxisti, rappresentava per gli imperialisti "gringos" la più grave minaccia in assoluto. Il Cile poteva essere il detonatore di una immensa deflagrazione politica e sociale.
Il capitolo Vietnam stava concludendosi con una sconfitta inimmaginabile per gli imperialisti USA. Un esercito popolare di contadini delle risaie, i Vietcong, armati con fucili obsoleti, ma guidati militarmente dal grandissimo stratega Giap e da un ideologo Comunista e poeta, Ho Chi Min, avevano sconfitto l'esercito più tecnologicamente avanzato del pianeta. Gli USA avevano compreso che a quella umiliazione militare potevano seguirne altre a catena, con un effetto dirompente su scala globale. Dovevano pertanto, laddove possibile, favorire dei golpe militari fascisti utilizzando le forze armate "locali". Compresero che potevano far combattere, uccidere e massacrare altri al posto loro. Per togliere di mezzo il "problema Socialista" cileno trovarono un alleato nel generale Augusto Pinochet.
Il golpe cominciò in sordina con il blocco totale dei trasporti commerciali attraverso la serrata indetta dalla corporazione dei trasportatori e si concluse con il bombardamento del palazzo governativo "La Moneda" e la soppressione nel sangue delle ultime forme di resistenza. Allende morì da Eroe combattendo, con in pugno il Kalashnikov regalatogli da Fidel Castro, che memore dell'episodio della Baia dei Porci, presagiva che l'ingerenza dei gringos non di sarebbe fatta attendere. Ne seguì la feroce dittatura fascista di Pinochet, copia latinoamericana di Francisco Franco, gli oligarchi dell'economia cilena divennero ancor più potenti così come la Chiesa, quella dell'Iglesia Segular che osteggiava la Teologia della Liberazione. Proprio per questo qualche anno dopo Woytila, il papa polacco anticomunista e protettore di prelati pedofili, andò a stringere la mano lorda di sangue del suo amico Pinochet per i servigi resi al Vaticano e ne benediva il criminale regime.
Gli anni che seguirono il golpe cileno furono anni di immensi lutti e dolore, di persone torturate, assassinate e poi fatte sparire per sempre: "Desaparecidos" di cui tuttora non si conosce ove siano sepolti i resti, di bambini resi orfani e affidati a famiglie filogovernative, di soppressione totale della Libertà, di oppressione delle classi lavoratrici.
Non sono passati secoli ma solo qualche decennio, e se avete capacità di discernimento vedrete che le stesse dinamiche si ripetono tuttora: gli USA, quelli che oggi commemorano la loro tragedia nazionale continuano a manovrare colpi di stato nel mondo, vedi il caso Ucraino, favorendo l'ascesa di regimi fascistoidi a loro affini o destabilizzando militarmente ed economicamente paesi che rientrano nelle loro mire imperialistiche e strategiche. Di questi giorni l'assassinio in un attentato del Presidente della Repubblica Popolare di Donetsk Zakharchenko ci riporta in mente altri casi di eliminazione fisica di leaders di Paesi Socialisti : Thomas Sankara, Biko, Ceausescu, Gheddafi, gli innumerevoli tentativi di assassinare Castro, Arafat, Chavez e ultimo in ordine di tempo, l'attentato con droni esplosivi contro Maduro, il presidente del Venezuela Bolivariano e Socialista. Anche l'ingiusta prigionia del Presidente brasiliano Lula è da ascriversi a questa tecnica di eliminazione fisica degli avversari Dell'impero yankee
Ciò che sta accadendo da anni in Venezuela e recentemente anche nel Nicaragua governato dai Sandinisti del Presidente Daniel Ortega, è quasi la fotocopia di quanto accaduto in Cile.
Il governo​ di Nicolas Maduro, democraticamente eletto, prosegue nell'opera iniziata da Hugo Chavez di transizione al Socialismo. La tenuta del governo bolivariano del Venezuela è fondamentale per la sopravvivenza delle economie degli altri Paesi sudamericani che hanno deciso di rompere il gioco impostogli dall' imperialismo USA.
Zio Sam sta finanziando un orda di criminali che da anni sta cercando di portare il Venezuela sull'orlo di una guerra civile per poter giustificare un intervento esterno volto a stroncare la sovranità popolare. Se il "metodo Cile" non ha ancora trovato applicazione in Venezuela (col fine di poterlo controllare politicamente e militarmente per depredarne il petrolio), il merito va tutto alla lungimiranza di Chavez, e ora di Maduro, che hanno formato una coscienza di classe diffusa, una volontà di difendere la rivoluzione bolivariana e la transizione al Socialismo, costituendo un esercito del Popolo fedele ai suddetti principi supportato da una milizia popolare pronta a difendere le conquiste della Rivoluzione e la propria autodeterminazione. Una saldatura politica militare e civile.
Salvador Allende fece un grave errore: non consentì al popolo (che lo richiedeva a gran voce) di armarsi per difendere la Democrazia e mantenne in vita un apparato militare corrotto, oligarchico e intriso di ideologia reazionaria.
Un errore che costò la vita a 60000 persone.
Anche Allende morì, combattendo da Eroe, con il Kalashnikov regalatogli da Fidel stretto in pugno, ma non servì, solo il Popolo armato avrebbe difeso vittoriosamente il Socialismo e la Libertà.
El Pueblo Unido Jamas Será Vencido!



martedì 10 settembre 2019

BAMBINO VEGAN RICOVERATO PER MALNUTRIZIONE



“L’amore inizia quando mettiamo da parte il nostro ego e facciamo posto all’Altro”

(Rudolf Steiner)


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BAMBINO VEGAN RICOVERATO PER MALNUTRIZIONE

di Franco Libero Manco

Si grida allo scandalo quando un bambino di genitori vegani(?) viene ricoverato per ragioni di salute, dimenticando che in Italia ogni anno circa 2400 bambini (cioè circa 500 mila bambini) figli di genitori onnivori muoiono ogni anno per infezioni, malattie varie, traumi, violenza, maltrattamento ecc.
Naturalmente di questo nessuno ne parla.

Quei genitori che fanno ammalare i loro bambini a causa di una cattiva o inappropriata alimentazione non centrano nulla con la cultura vegan: sono solo degli elementi anomali che non hanno raggiunto la maturità necessaria che richiede la conoscenza scientifica delle necessità nutrizionali dell’adulto e del bambino.
La dieta vegetale è in grado di assicurare tutti i nutrienti necessari, come confermato dalla stessa American Dietitic Association: “Tutte le diete vegetariane, comprese quelle vegane, correttamente pianificate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono apportare benefici nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie.”.

Diversamente occorrerebbe dimostrare che la malattia è correlabile alla mancanza di nutrienti reperibili solo nei prodotti carnei.

La carenza di vitamina B12 è la sola che può costituire pericolo, ma facilmente arginabile attraverso integratori, senza incorrere agli effetti collaterali dei prodotti carnei.
Alcuni ritengono ingiusto imporre al bambino una dieta vegan; noi riteniamo ingiusto e irresponsabile imporre l’alimentazione onnivora ai bambini.

Noi portiamo la testimonianza di molti bambini e adolescenti, nati da genitori vegan, che godono ottima salute, e questo ci spinge a dare ai nostri bambini l’alimentazione prevista dalla natura per noi frugivori come la più adatta a garantire loro una vita sana e felice.

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I MIRACOLI DELLA DIETA VEGAN

Uno studio della Oxford University pubblicato dalla rivista Pnas, ha calcolato i benefici della dieta vegan, in termini di salute e di economia.
E’ emerso che se tutto il mondo adottasse una dieta strettamente vegana si risparmierebbero 8,1 milioni di morti premature da qui al 2050, dovute soprattutto alle minori malattie cardiovascolari, ma anche a tumori e patologie correlate all’obesità.

I benefici economici (solo) per i sistemi sanitari, poi, andrebbero da 700 a 1000 miliardi di dollari l’anno.

(Dalla rivista Optima Salute, mensile diffuso in farmacia nel giugno 2016)

L’amore, per essere autentico e puro, non può che essere intrinsecamente spirituale.