sabato 21 luglio 2018

In Africa Stanno Costruendo La Grande Muraglia Verde: Un 'muro' Di Alberi Per Salvare Il Pianeta



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(Lettera di un bambino mai nato)

Mi chiamavo Abayomi, avevo solo 4 anni.

Sono morto ieri, affogato nella indifferenza del vostro Mar Mediterraneo.
Non avevo colpe, solo la speranza di un futuro migliore. Non avevo colpe, se non quella di essere nato dalla parte sbagliata del mondo. Sono stato concepito in Senegal, durante una violenza sessuale. Per questo mia mamma ha deciso di scappare via, cercando l’Europa e un futuro decente. Un futuro senza sangue, senza fame, senza sete, senza povertà.

Sono “cresciuto” nel “ghetto di Alì” a Sabha, uno dei tanti lager in Libia. Ci hanno rinchiusi lì per mesi, ammassati come neanche le bestie. Violentavano e picchiavano mia madre. Poi la picchiavano e la violentavano. Chissà, forse avrei anche avuto un fratellino, così.

Siamo stati per mesi imprigionati nella sporcizia, nel caldo e nella puzza. Un puzza assurda, che non credo esista da nessuna altra parte nel mondo.
Le persone cattive che ci tenevano prigionieri ogni tanto minacciavano al telefono la nonna, rimasta a “casa”, per avere tanti soldi per farci finalmente partire. Altrimenti ci avrebbero fatto morire lì. Ci avrebbero fatto morire così.

Alla fine, una notte, siamo riusciti a partire.
La mamma piangeva e non capivo perché. Siamo saliti su una barca e ho capito il perché.
Siamo rimasti lì per giorni, in balia del mare, ammassati come neanche le bestie. Senza fiato, lentamente uccisi dal sole, dall’afa e dalle onde. Una puzza assurda, ancora più assurda di quella di Sabha.

Poi un giorno ci siamo tuffati. Anzi, ci hanno fatto tuffare in acqua perché su un’altra nave – più bella della nostra – degli uomini cattivi volevano riportarci in Libia. Allora mia mamma ha detto NO!, non esiste! In quell’inferno non torniamo!
Ci hanno fatto tuffare a calci. E poi sono andati via.
Sono rimasto tante ore così, nell’acqua, abbracciato a mia mamma.
Poi siamo andati giù, perché non ce la facevamo più a resistere.

Mi chiamavo Abayomi, avevo solo 4 anni. Sono morto così. Nella indifferenza e nell’odio del vostro egoismo.

—-
* dedico questo mio scritto a tutti i morti nel mediterraneo. E a tutte le anime belle che non si arrendono e combattono la deriva razzista di questo Governo.
Fabrizio Delprete


In Africa Stanno Costruendo La Grande Muraglia Verde: Un 'muro' Di Alberi Per Salvare Il Pianeta

La prima grande muraglia costruita dall'uomo, quella cinese, sorse per ragioni militari. La nuova grande muraglia che l'uomo sta costruendo ha tutte altre ambizioni.

La Grande Muraglia Verde sarà addirittura più lunga dell'originale in mattoni ed è in realtà un progetto di riforestazione dell'Africa Centrale, che taglia trasversalmente il centro del continente ed è volto a fermare l'avanzata dei deserti.

L'idea di creare un "muro verde" di alberi al confine sud del deserto del Sahara con lo scopo di arginare la sua avanzata risale in realtà alla metà del secolo scorso, proposta la prima volta dall'attivista inglese Richard St. Barbe Baker.

Ma è solo negli anni duemila che il progetto ha preso corpo, attraverso il dialogo di vari organismi internazionali e locali, le istituzioni dei numerosi paesi coinvolti nel progetto e enti di ogni tipo.

Il muro, infatti, una volta completato, attraverserà ben 11 paesi diversi, sarà lungo ottomila chilometri e largo undici.

immagine: Great Green Wall/Facebook

Dal 2007 il muro ha preso a camminare, costeggiando di acacie i confini del deserto, piante scelte per la loro particolare resistenza al clima arido.

Ma la tutela dell'ambiente non è il solo scopo dell'iniziativa e forse neanche il più importante. Infatti, l'avanzata della Grande Muraglia Verde sta creando migliaia di posti di lavoro in tutte le regioni che attraversa. Il suo vero scopo è riqualificare quelle zone e rimetterle in piedi economicamente.

Infatti, da un lato le terre ritornano rigogliose, dall'altro le persone vengono direttamente impiegate nei lavori di riforestazione.

La "costruzione" della Grande Muraglia Verde è uno di quei segnali che fanno ben sperare per il futuro dell'Africa e del mondo tutto.

immagine: Great Green Wall/Facebook

Fonte: Curioctopus


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Buon 71esimo compleanno ad un grande uomo, musicista e vegano!
"Io non mangio carne perché la carne trasmette brutte qualità, come la paura, la rabbia, ansia, aggressività, ecc.. 
I vegetali ci vengono offerti pacificamente dalla terra quando sono maturi, così da permettere una sublime e pacifica consapevolezza di pensiero"

(Carlos Santana) 

venerdì 20 luglio 2018

IL POST DEL CETRIOLO. DI BUELADS

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ANCHE I #PESCI SOFFRONO!

"Avevo solo 3 anni, e tutt'oggi il ricordo è ancora vivo in me. Con la mia famiglia eravamo in barca a pescare, quando il primo pesce è stato catturato ho visto come si contorceva e come poi è stato gettato nella cesta. Non si poteva nascondere quello che era, questo è quello che abbiamo fatto per mangiarlo... il pesce è passato da una vita vibrante, a lottare ed in fine a una morte violenta. La riconobbi, come hanno fatto i miei fratelli e le mie sorelle."

Il premiato attore Joaquin Phoenix lotta in acqua, il panico nei suoi occhi e sulla sua faccia, in questo video ricostruisce il terrore di un pesce negli ultimi momenti della sua vita. Il video è stato girato dall'esperto di squali, il noto fotografo Michael Muller.

I pesci sono animali intelligenti con personalità uniche e proprio come cani, gatti ed esseri umani, provano il dolore. 
Gli scienziati che studiano questo, dicono che il dolore provato dai pesci è sostanzialmente identico a quello che provano i mammiferi e gli uccelli. Ma l'industria del pesce ne macella più di 6 miliardi ogni anno. Ognuno di quei miliardi di pesci vengono rubati dall'acqua, lottano fino all'ultimo per respirare fino a quando muoiono di una morte agonizzante. 
Senza alcuna protezione legale da trattamenti crudeli, questi animali sono impalati, schiacciati, soffocati, tagliati e sventrati, il tutto mentre sono ancora coscienti.

Joaquin cattura il loro panico e la loro impotenza in questo video. GUARDALO E CONDIVIDILO: https://goo.gl/uTdrlR



IL POST DEL CETRIOLO. DI BUELADS

QUARTA VOLTA che da ebeto l'ho inavvertitamente tolto... per cui lo rimetto (è sempre quello). E qualcosa mi dice che non sarà l'ultima... Ah, i danni della carenza da BBB12!!!
Su Buelads abbiamo alcune credenze. In una ci teniamo il servizio di piatti "buono". Altre sono, ad esempio, ritenere uomini e animali a pari livello di dignità, di diritto alla vita e alla non sofferenza. Crediamo inoltre che mangiare animali non sia assolutamente necessario alla sopravvivenza umana. Che assumere proteine animali renda un orrendo servizio al nostro organismo. Crediamo che chi fa uccidere per gola non sia una bellissima persona. Che chi uccide per profitto o peggio ancora per diletto sia una merda. Crediamo che gli onnivori siano ciechi e pigri, e che i vegetariani in termini di "moralità" siano quasi peggio. Che l'attuale, dissennato modo di alimentarsi stia distruggendo e affamando il pianeta. Che ci diano da mangiare merda convincendoci che è cioccolata per farsi i miliardi. Che già che ci sono ci diano merda che ci fa ammalare così da poterci spillare altri soldini. Crediamo a queste e ad un sacco di altre cose. Potrebbe essere benissimo che abbiate delle perplessità o delle obiezioni. Ci mancherebbe. Il consiglio che ci sentiamo di darvi, in caso, è di ignorare serenamente questa pagina. Mettersi a polemizzare antipaticamente non porterebbe che ad una discussione infinita. Uhm, è inesatto. Porterebbe ad una discussione lunga fino al momento in cui ci annoiamo e banniamo. E a Buelads ci annoiamo facilmente. D'altra parte non è che noi andiamo nella pagina degli amanti dello zucchino in culo a sindacare che è meglio il cetriolo (è ovvio che è meglio il cetriolo, con tutti quei brufoletti... mmm, vabbè, non è questo il punto). Non si tratta di intolleranza o di imposizione delle idee. Buelads non è una repubblica democratica perchè una pagina personale di Fb è una sorta di salotto buono di casa propria. Siete invitati e graditi, ma non è carino salire sui divani con le scarpe e dire che i quadri di Teomondo Scrofalo alle pareti fanno schifo al casso. Altre cose in cui crediamo, tanto per esser chiari, è che specisti e/o razzisti non sono i benvenuti. Che chiunque possa amare chiunque a prescindere da sesso, colore della pelle etc. Che Jovanotti faccia cagare. Che l'Hellas Verona stia bene in serie Z. Che Minnie Minoprio sia la fidanzata di Topolino Minoprio. Che quella volta Dio ha fatto l'uomo con un mento solo perchè non poteva fare altrimenti (cit.)
Detto questo... accomodatevi pure.
P.s.: per una scelta personale e "aziendale" questa ilare paginuccia non sarà "aperta" 24/24 h, come i drugstore nei films americani. Di sicuro sparirà durante la notte, come la carrozza di Cenerentola che ritorna zucca, per riapparire magicamente al sorgere del sole. Problemi di ordine pubblico e soprattutto igienico (troppe stronzate di troll antivegani). Ma non è detto che potrebbe risultare introvabile anche in altri orari e periodi. Poco male, come l'erba cattiva poi ritorna (purtroppo, secondo alcuni 😄 ) e in fondo mica pagate un canone, no?

Fonte: Buelads

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Non uccidete il mare,
la libellula, il vento.
Non soffocate il lamento
(il canto!) del lamantino.
Il galagone, il pino:
anche di questo è fatto
l’uomo. 
E chi per profitto vile
fulmina un pesce, un fiume,
non fatelo cavaliere
del lavoro. 
L’amore
finisce dove finisce l’erba
e l’acqua muore. Dove
sparendo la foresta
e l’aria verde, chi resta
sospira nel sempre più vasto
paese guasto.
Come potrebbe tornare a essere bella,
scomparso l’uomo, la terra.
(Giorgio Caproni)

giovedì 19 luglio 2018

Selfie made man


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Rilancio quest'idea: facciamo le "feste dell'accoglienza"? Ripopoliamo i nostri paesi deserti?...

Lasciatemi parlare di un'utopia, a proposito di migranti. 
E se, per pura ipotesi, invece di lasciare questi tristissimi "trasferimenti" di poveri disperati in mano alla burocrazia e alle forze dell'ordine - quando non con terribili barricate e proteste di popolazioni altrimenti pacifiche fino all'assenteismo, all'ignavia, all'inazione e al silenzio davanti a qualsiasi mafia o prepotenza - s'inventasse ogni volta, in ogni luogo, una "festa dell'accoglienza": musica, bibite, dolcini e tutti che vanno da questi ragazzi (o donne, o uomini, o bambini) e sorridono, e gli danno pacche sulle spalle, e cercano di parlarci, in inglese, in dialetto, a gesti, e portano loro qualcosa, una caramella, una penna, un fiore raccolto dagli spartitraffico (che tanto qui non tagliano mai l'erba e non curano le aiuole, ma nessuno protesta con tanta veemenza, vuoi mettere?), e dicono "siamo contenti, bravi, vedrete che qui con noi starete bene!" (e magari facessimo loro posto nei paesi sempre più disabitati, nelle contrade incolte e abbandonate, nelle pieghe di quest'Italia che si svuota e si dimentica di sé), secondo voi cosa sarebbe di quella comunità? Secondo voi che impressione avrebbero, queste persone, del luogo in cui si sono trovati - dopo chissà quale viaggio - a sbarcare? Che considerazione ne avrebbero? 
E noi, noi stessi, non saremmo più sorridenti, più vicini, meno pieni di paura e rancore, più... com'è quella parola, accidenti, quella parola che mi sfugge. Ah, sì. Umani.


Selfie made man

“Senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani’ – Matteo Salvini

Salvini è una bolla mediatica.
Tutta la sua popolarità la deve ai media di Berlusconi, Cairo, Murdoch e Zuckerberg.
Non ha idea di quali siano le reali competenze del suo ministero, e non gli interessa. Non ha mai fatto un lavoro vero in vita sua. Non capisce un cazzo di Diritto civile, penale, commerciale, costituzionale o marittimo. Il suo unico talento è sparare slogan razzisti su uno schermo, su un social o davanti a una telecamera.
Salvini è un prodotto della propaganda.
“Realtà fasulle producono persone fasulle” – Philip K. Dick.
Salvini è una bolla mediatica, e non è nient’altro.

Non è il trionfatore delle ultime elezioni.
La Lega nelle urne ha preso solo il 17%, quasi due punti in meno dello sconfitto PD, il voto d’un italiano su 10.
Se il suo 17% pesa come un 71% nel governo Conte è solo per la squallida pochezza, la patetica inconsistenza politica, culturale e umana dei suoi soci 5 Stelle, a cominciare da Pupazzetto Di Maio, che aveva definito i voucher “l’emblema dello schiavismo”, e appena gliel’hanno ordinato li ha riabilitati. Adesso sono anche l’emblema del suo servilismo.

Salvini, per quanto gli piacerebbe, non è neanche il Boia del Mediterraneo, il Bay Harbor Butcher nostrano. La dottrina della criminalizzazione delle ONG e del finanziamento dei lager libici l’ha cominciata Minniti, il suo successore la sta soltanto continuando fino alle grottesche estreme conseguenze: chiudere i porti italiani alla Marina italiana.
Salvini non è più stronzo di Minniti, la differenza è che se ne vanta.
Perché non è nient’altro.

Salvini non è neanche il Donald Trump italiano.
Non sono bastati i nazisti dell’Illinois a Trump per vincere, c’è voluta la Rust Belt, e The Donald a modo suo non lo dimentica. Invece Salvini da quando è al governo è diventato un nazista mono-nota: “Basta sbarchi!”
L’abolizione della legge Fornero, la Flat Tax, gli asili nido gratuiti, tutte le altre promesse adesso sono sparite, inghiottite dalla retorica xenofoba, dall’ossessione del Respingimento.
Per quanto gli italiani siano razzisti, quando i nodi economico-finanziari verranno al pettine, urlare “Basta sbarchi” non basterà più.

Matteo Salvini annuncia che governerà per 30 anni, in realtà forse gli restano solo 3 mesi di pacchia. Il Quantitative Easing di Draghi sta finendo, e la Legge di Bilancio incombe.
Quando gli elettori grilloverdi finalmente capiranno d’aver venduto l’anima a qualcuno che non ha i soldi per pagargliela, allora probabilmente s’incazzeranno.
E la bolla scoppierà.

Fonte: Carmilla On Line

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Ricordare i cento anni di Nelson Mandela. Fatto. Ricordare che stai celebrando i cento anni di Mandela mentre una minoranza bianca decide le politiche di esclusione delle maggioranze multiculturali in Europa e negli Usa. Fatto. Ricordare i cento anni di Mandela mentre una mini-minoranza di ricchi esclude circa un miliardo di esseri umani dall'accesso ad acqua e cibo. Fatto. Ricordare che l'apartheid si è esteso dal Sudafrica all'Europa. Fatto. Ricordare che la principale forza politica di Mandela fu di evitare un bagno di sangue contro coloro che avevano imposto l'apartheid. Fatto

mercoledì 18 luglio 2018

ECCO PERCHÉ... I #VEGANI STANNO ANTIPATICI!

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L'Ombra

Esistono luoghi, maledettamente reali, dove il sole non arriva mai. I raggi non riescono a penetrare la barriera di buio profondo che essi trasmettono. Sono luoghi tristi, funerei. Invadono, con la loro terrificante sensazione di morte, la tua gia' vacillante resistenza alla vita, alla liberta', all'amore. Essi si chiamano in svariati modi: celle, cliniche, laboratori, mattatoi, stabulari, fabbriche. Assumono le sembianze di edifici innocui, silenziosi, mascherati dietro giardini, da parchi rigogliosi e fertili. Esternamente sono statici, a volte puliti, lucidi, altre volte tetri, asettici. Ma sempre paurosamente inespugnabili, invalicabili. Hanno recinti alti e resistenti. I loro nomi sono strani, richiamano la natura, i colori, le valli, oppure la salvezza, la cura, la soluzione. Fuori non si ode nulla. Sembrano vuoti, mai abitati da essere vivente, qualche piccolo ronzio ricorda che all'interno l'aria e' artificiale, ossigeno finto per la frescura dei carnefici. Ma solo alcuni locali hanno il diritto a tale ronzio, solo una piccola schifosa parte. Tutto il resto dell'edificio e' una fornace. La calura e' insopportabile, non da scampo. A una prima superficiale osservazione non ci si accorge di nulla, solo le piante dei giardini si piegano dolcemente alla brezza mattutina, ma basta avvicinarsi alle pareti del perimetro e concentrarsi attentamente e si comincia a sentire qualcosa. Inizialmente sembra un leggero rumore di fondo, come un passaggio di uno stormo di uccelli che si dirigono verso lidi più freschi. Poi, piano piano, si cominciano a udire altri suoni. Sono diversi e di varie tonalità. Ci sono quelli gravi, pesanti, rauchi che ti bloccano il fiato, quelli striduli, acuti, che spingono le loro note all'interno delle tue orecchie, fino a imprimere al tuo timpano una compressione tale che immediatamente riconosci. Cominci a sanguinare. Ti sono familiari, vigliaccamente familiari. Sono lamenti, urla strazianti, sono violenza, prepotenza, infame morte. Prigioni bianche, dipinte con la calce degli innocenti. Bunker resistenti alle bombe, ma non alle tue orecchie, non al tuo ignaro, fiducioso cervello che inconsapevolmente leggeva in quelle pareti una possibile cura. Una salvezza, a scapito di coloro che non possono uscire. I gemiti, i guaiti sono talmente tanti, incalcolabili, infiniti, che devi scappare il più lontano possibile. . Nessuna risposta. . Quando poi si e' a una distanza tale per cui l'edificio non riesci più a scorgerlo, ecco che l'ansia comincia a scendere. Così come il panico, fino a qualche secondo prima insostenibile. Questi luoghi sono intorno a noi. Sono nei centri cittadini come nelle periferie, in pianura come in montagna, in alta montagna. Ma sono i nomi che li uniscono tutti. Nomi semplici, che richiamano la pace. Devo concentrarmi, mi tremano le mani. Concentrati Olmo...concentrati. Ecco! si. Esistono altri luoghi dove il sole non riesce a penetrare, ma sono luoghi diversi. Sono le foreste che con i loro fusti alti celano al sole il loro cuore, sono i torrenti scavati nelle rocce, così in profondita' da non permettere alla luce il suo calore, sono le grotte, i fondali. E' vero, anche in queste realtà, il sole fa fatica ad arrivare, ma a differenza dei luoghi di prima dove la morte regna incontrastata, qui la vita e' immensa. Pullula in ogni angolo, si respira la vita, la si tocca, la si accarezza. Oggi sto percorrendo un ruscello che ha scavato nella roccia per decine di metri, alla base dove mi trovo e' quasi buio. Cerco la mia ombra ma non la trovo. Si sente solo il respiro dolce dell'acqua, l'eco delicato dei saltelli, piccole cascatelle del colore del turchese. Si, il turchese...Perdo il filo del discorso cazzo. Ho nelle orecchie, in fondo alle orecchie, quel suono martellante di lamenti ascoltato qualche ora prima. Non mi lascia scampo. Cerco di allontanarlo guardando il muschio attorno a me, tappeti meravigliosi morbidi come il velluto. Le piccole farfalle nere che si posano sulla mia maglia, curiose, mi avvolgono nel cammino. Ma lo sento lo stesso. Mi concentro allora sulle rocce umide che traspirano acqua dai loro polmoni ma, lo sento lo stesso. Guardo in alto, cerco il sole ma, lo sento lo stesso. Mi chino, bevo l'acqua gelida del torrente, acqua che mi blocca il respiro. Mi bagno la faccia, immergo il viso nell'acqua ma, lo sento lo stesso. Lo sentirò per giorni. Per giorni, maledetti. Maledetti...


ECCO PERCHÉ... I #VEGANI STANNO ANTIPATICI!

Ci vogliono le palle per prendere una decisione radicale come smettere di mangiare la carne.

I vegani l’hanno fatto.

E non per snobismo o autolesionismo, ma per non essere complici del più grande olocausto dei nostri tempi.

È una scelta eroica la loro, rivolta al bene altrui.

Chi di noi è disposto a privarsi di un piacere, come quello della tavola, per favorire un essere che nemmeno conosce?
E per giunta nemmeno umano? Sembra impossibile, ma qualcuno è disposto a farlo.

Io per esempio.

Di ciò ne sono estremamente orgoglioso.

Per il semplice motivo che la carne mi piaceva e mi piaceva tanto, ma il prezzo morale e salutare che dovevo sostenere era diventato insopportabile.

Non è stato facile sostenere questo cambiamento.
Dal giorno seguente ho dovuto dare spiegazioni a tutti in merito alla mia scelta.
Ancora più difficile però è stato cercare di convincere le persone care o vicine, che non ero impazzito, ma lo facevo per una giusta causa.
Non si tratta di fare del proselitismo spicciolo, ma di rendere partecipi gli “altri” sulle ragioni di questa virata.

La reticenza e la diffidenza di chi, quasi tutti anche quelli più sensibili, reputa assurda questa possibilità, sono talmente profonde in loro che ogni conversazione in merito diviene un processo inquisitorio.
Devo argomentare le ragioni che mi hanno portato a questo insalubre gesto.
Solamente chi ha sposato la mia stessa causa può sapere, quanto sia irritante doversi giustificare a ogni cena,
a ogni pranzo,
a ogni ricorrenza,
a ogni occasione.
Stiamo sfiorando il paradosso: ho deciso di non essere più complice di una carneficina,
di una mattanza,
di un orribile sistema secolare di tortura e di morte e devo essere io quello che deve rendere conto del proprio ripensamento.
È il colmo.

Immaginate un club di stupratori e violentatori che non accettano le dimissioni di un membro che ha deciso di smettere di ferire, offendere e far soffrire persone innocenti e soprattutto indifese.
Non posso sapere quanti di voi sono vegetariani, però so che la maggior parte di chi sta leggendo, oltre a mangiare carne guarda con disappunto e diffidenza il nuovo e strano movimento che sta occupando sempre più spazio.
Coloro che hanno smesso di mangiare cadaveri preoccupano il resto della popolazione, perché hanno compiuto una scelta incomprensibile o, peggio, inarrivabile.

Rinunciare al piacere del bolo intriso di carne che scende nella gola, abbandonare la meravigliosa sensazione procurata dai denti che trafiggono i tessuti muscolari è follia pura.
Eppure qualcuno c’è riuscito.

La curiosità è che essi, sono individui normalissimi, solo con un po’ più di coraggio.
Nonostante tutto,questa scelta li relegherà in un gruppo, in una sorta di setta, dalla quale non potranno più uscire.

Veniamo additati,
derisi,
osteggiati: “Volevo presentarti una mia amica, è una ragazza carina, peccato sia vegana” “Non so cosa sia preso a mia figlia, da un po’ di tempo ha smesso di mangiare la carne…speriamo le passi” . Effettivamente cenare con le verdure non è molto macho.

L’uomo, il vero uomo, a tavola, ce lo raffiguriamo intento ad azzannare una coscia di tacchino tenuta possentemente in mano, o tutt’al più, con le posate impugnate pronto a divorarsi una bistecca alla fiorentina alta non meno di tre dita.

La virilità passa anche dal cibo e se non vuoi rischiare di essere preso per una donnicciola, per un debole o per un finocchietto (non a caso) non cambiare idee.
Tutti i grandi del pensiero da Socrate a Benigni, hanno sottolineato, in un certo momento del loro passaggio, come sia più difficoltoso cambiare piuttosto che restare fermi.
Naturalmente tutti si prodigano per avallare questa tesi, che viene, un po’ per deferenza un po’ per convinzione, condivisa, commentata e soprattutto sottolineata con migliaia di “mi piace”. Difficilmente sentiamo qualcuno pronunciarsi in favore dell’immobilismo.

Eppure…eppure quando si tratta di scegliere tra la propria salute, la fine di una mattanza spietata, un regime alimentare insostenibile da una parte e continuare a far finta dall’altra, le persone, nella stragrande maggioranza dei casi non hanno dubbi.
" Io la carne la mangio solo una volta alla settimana”
"Ho bisogno delle proteine ”
" Mi spiace per gli animali, ma rinunciare alla ciccia, proprio non ce la faccio…”
" Io la carne la compro solo dal contadino”
queste e altre nefandezze sono le giustificazioni più utilizzate per sottrarsi dall’imbarazzo da parte di coloro che intravedono il dramma, ma preferiscono guardare altrove.

Le stesse persone amanti e spasimanti del loro cane per il quale sarebbero disposte tranquillamente a sacrificare la vita di un cristiano.
Ma quando si tratta di nutrirsi di altri animali, perdono improvvisamente tutto il compassionevole amore.

Non è colpa loro, ma della disinformazione che si è impossessata delle loro menti, veicolata da chi ha tutti gli interessi affinché venga salvaguardato lo status quo.
Sull’ultimo numero di “Focus” per esempio, il titolo di copertina alludeva a un fantomatico conflitto tra vegani e carnivori.
Come se fossero due categorie compatibili e confrontabili. Per quanto assurdo possa apparire, la scelta alimentare non è l’aspetto prioritario.

Ci sono miliardi, si avete letto bene, miliardi di animali, invisibili agli occhi del mondo che soffrono e muoiono in condizioni di crudeltà, ma peggio ancora la loro breve esistenza è una non-vita che l’uomo si arroga il diritto di rendere tale.

Chi ama, rispetta e difende gli animali non può essere accostato a chi se ne nutre.

Che senso avrebbe proporre il confronto “Infermieri versus assassini seriali, tu da che parte stai?” o “boia contro missionari, chi la spunterà?”. E’ ridicolo, pazzesco.
Anzi mi fa proprio incazzare che si voglia far passare questo messaggio fuorviante, grazie al quale entrambe le categorie assumono la loro legittimità. Non possiamo più relegare questa strage a una disputa gastronomica.

C’è una guerra la fuori.
E i vegani, sono gli unici disposti a combatterla in prima persona.

Sacrificando il loro tempo, le loro energie, i loro soldi e spesso la loro fedina penale per garantire un diritto a delle bestie delle quali sembra non fregarsene niente a nessuno.
Eccetto che a loro.
Encomiabili eroi disposti a qualsiasi sacrificio pur di raggiungere il loro obiettivo, perché “Se si vuole davvero cambiare qualcosa, bisogna cominciare a cambiare sé stessi, andare contro sé stessi fino in fondo. Il massimo impegno civile è l’auto-contestazione.



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 "E in natura la verità è sempre assai più bella di tutto ciò che i nostri poeti, gli unici autentici maghi, possono anche soltanto immaginare."

- Konrad Lorenz

martedì 17 luglio 2018

L’osceno spettacolo del bispensiero


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Il danno
Stavo riflettendo adesso sul concetto di libertà (sarà il caldo insonne di queste notti) e sul pensiero che "ognun@" di noi ha per questo basamento primario all'esistenza. Credo, che all'individuo, tutti gli individui, si debba riconoscere la libertà di fare ciò che più gli aggrada, a patto che questo atteggiamento non arrechi danno agli altri. Crollato questo aspetto (il danno), qualunque azione, movimento altro, attitudine, passione, slancio, non ha motivo di essere biasimata. O giudicata nei suoi aspetti né tantomeno impedita. Non a caso gli/le anarchic@, che per inclinazione e principio sono amanti della libertà propria e altrui, siano da un lato promotori della libertà incondizionata (senza condizioni) e dall'altro contestatori dell'attuale sistema (e quelli precedenti) anche in quegli ambiti che sembrano, a un primo approccio "minori". Dove cioè il termine "libertà" viene decostruito in maniera terrificante. Lapidato. E quindi, successivamente assorbito come nuovo significato. Totalmente in antitesi. Sono proprio gli approcci minori che danno la misura del livello di prevaricazione, malessere, disagio-iniquità (danno) in essa esistenti. Tutte le derivazioni date dal potere al concetto di libertà sono, e non c'è da stupirsi, false. A maggior ragione in quelle derivazioni minori che, "furtivamente" creano danno. "Libertà di impresa" ad esempio (la base del sistema capitalistico) è l'esatto contrario della libertà, ma e' riconosciuta (nella società) come "minoritaria" rispetto alle declinazioni "libertà di stampa" o di "religione". In quei due termini: impresa e libertà, (per natura contrapposti) che vengono legati consapevolmente dal dominio, si celano (ma non troppo) le peggiori vessazioni, intimidazioni e violenze. Gli esempi sono tanti, troppi. Basterebbe dire, che quando si parla di "libertà democratica", in realtà il paradigma e': oppressione del vivente. E non autodeterminazione del singolo e per estensione alle moltitudini. A questo punto mi si potrebbe obiettare che la libertà, per poter fiorire, deve necessariamente arrecare danno a chi, per proprio profitto, ne violenta l'essenza e le radici. In questa società che, per reggersi, arreca danno, noi siamo sempre in una situazione di legittima difesa. Sempre. Finché vi è sfruttamento è ovvio che il lottare per contrastarlo è non solo importante ma necessario anche qualora arrechi danno. Quindi il mio pensiero era in funzione di una prospettiva altra. E del resto non siamo preti siamo anarchic#, vogliamo la libertà di tutt# certo, ma lotteremo sempre perché questa perfezione possa avverarsi. Fino a quando ci sarà sottomissione o dipendenza non potremo fare a meno del danno, tolta l'oppressione, in una società liberata, scomparirà per inutilità e anacronistica espressione. Quindi il non arrecare danno, oggi, e' pressoché impossibile. Il come arrecarlo e a chi e' il nocciolo della questione.


L’osceno spettacolo del bispensiero

In perfetta continuità con quanto accaduto l’estate scorsa, la lunga estate calda in cui si è preparato il terreno a Minniti prima e a Salvini poi a furia di inchieste giornalistiche basate sul sentito dire e di inchieste giudiziare finite archiviate su inesistenti legami tra trafficanti e ONG, continua la campagna di terrorismo voluta dalla borghesia italiana. Lo spettacolo aumenta di intensità, il cambio di passo viene segnato dalla sostituzione dell’algido ministro Minniti con un tizio che sembra un imprenditore varesotto alticcio che si lancia in invettive contro gli immigrati durante una cena aziendale, tipico rappresentante della furbizia bottegaia.

Si sdogana ancora maggiormente il discorso apertamente razzista, quello che prima si poteva dire durante la cena di famiglia si è potuto iniziare a dirlo a bassa voce al bar e ora si può sbraitare ad alta voce.

Salvini si è divorato i Cinque Stelle a livello di presenza video, questi radicano i loro strati intermedi e provano ad occupare le casematte del potere, aprono a grandi opere e olimpiadi e appoggiano, con qualche ipocrita distinguo di quelli che coprono le più alte cariche istituzionali, le politiche leghiste. D’altra parte già prima avevano salvato l’opera del Minniti dagli strali lanciati contro il PD. Il governo reggerà o forse no ma intanto si continuano a distribuire menzogne razziste e propaganda antiproletaria, in perfetta continuità con l’opera dei precedenti governi.

I media liberaldemocratici urlano indignati, si proclamano i nuovi partigiani, fanno finta di non avere mai proclamato quanto sarebbe stato bello bombardare i porti libici o mandare una bella missione militare su quella che considerano ancora quarta sponda, cianciano di fronti repubblicani, dimenticano di avere appoggiato la politica sanguinosa del precedente governo in tema di gestione dei flussi migratori, addirittura si riscoprono di sinistra e ci spiegano come la Flat Tax sia brutta. Grazie, lo sappiamo anche noi e sappiamo pure che con la Sacconi-Fornero – e si ricordi che la riforma Sacconi venne approvata con i voti della Lega – il Jobs Act e altre amenità si è portato avanti un grande attacco alle nostre condizioni di vita. Quindi fateci il piacere di tacere, sopratutto quegli editori che spingono per tale ipocrita linea mentre chiudono i centri di stampa per poi piangere lacrime di coccodrillo davanti a un tecnico degli stessi che si ammazza sul posto di lavoro. O che pubblicano editoriali indignati contro Salvini ed eleggono il novello papa-buono a guida metapolitica mentre il loro codazzo di giornali locali controllati è diventato la versione del Resto del Carlino con una grafica meno cafona.

Pura cretineria? Dissonanza cognitiva? Calcolo di mastri d’opera fine? Tutte le ipotesi sono sul tavolo, alla storia l’ardua sentenza.

Quello che sappiamo è che mentre costoro scribacchiano indignati editoriali si continua a morire nei campi, nelle officine, nel Canale di Sicilia. Anzi, tra una sparata di quei partiti che si proclamano “voce della gente” e l’altra i morti di lavoro sono pure aumentati, d’altra parte il profitto val bene una messa di suffraggio in onore dei caduti. Caduti sulla strada della ripresa economica, diranno i più sfacciati. D’altra parte se, coerentemente con la storia della democrazia, si è deciso che la vita degli stranieri conta meno ciò vale pure per la vita degli sfruttati. Non vi è novità.

La piccola borghesia nel suo eterno esercizio della nobile arte del piagnisteo, arte in cui eccelle da brava mezza classe, si schiera, ancora una volta, compatta dalla parte del gran capitale. Certo potranno dire “Soros e il capitale mondialista vogliono la sostituzione etnica, noi siamo contro il gran capitale” ma, da bravi fessi quali sono, perdono di vista il fatto che lavorano attivamente per conto della grande borghesia italiana, e non solo per questa. D’altra parte il capitale è meccanismo impersonale e, allo stesso modo, permea e forgia tutti i rapporti. Nel frattempo cresce il tasso di astensione nelle aree popolari e i Cinque Stelle perdono d’appeal a sinistra, soprattutto nelle famigerate periferie. Un gruppo di raffinati intellettuali di destra, tra cui degli autodefinitisi “evoliani a cinque 1 Ottobre 1920stelle”, fa uscire una simpatica opera editoriale intitolata “Offrire sostegno spirituale alla buona politica” grazie alla quale possiamo dire, pacificamente, che, dato che tale opera non si prepara in due mesi, i Cinque Stelle sono sempre stati un partito di destra, cosa che d’altra parte già dicevamo anni fa, nonostante qualche cantore della realpolitik poststalinista li inseguisse.

Dopo le molto relative aperture degli anni scorsi si riesumano pure i vecchi attrezzi del cattolicesimo più reazionario come quel personaggio finito a fare il “ministro della famiglia” (grazie, ne sentivamo proprio il bisogno di tal ministero), a dimostrazione che il clericalismo è sempre la stampella del capitale, checchè ne dicano certi personaggi.

Non è questione di decadimento morale: siamo in tempi in cui la crescita langue, il saggio di profitto soffre e le fette di torta si restringono per i lavoratori e per le mezzeclassi. Queste si compattano intorno ai nazionalismi e si tenta di trovare un modo per disciplinare quella merce-lavoro in eccesso, i proletari, che rischia di creare ulteriore instabilità sistemica. Per ora si contentano di lasciare morire la gente nel deserto o di farla affogare, domani chi sa. Magari nel frattempo si introducono delle belle misure di “workfare state” per meglio disciplinare i proletari, e legarli al destino-della-nazione, che han la ventura di essere italiani e non di qualche altro stato.

Il gran ballo del capitale continua, sulle teste dei sommersi e tra le illusioni di coloro che si credono salvati.


La Ciurma Anemica

La gente comune confonde spesso l'anarchia con il caos e la violenza; non sa che il termine, che letteralmente significa ''senza governo'', non indica la vita senza regole, ma uno stato di cose, un ordine sociale assai organizzato, senza dominatori, senza principe. L'uso peggiorativo di questa parola non è forse una conseguenza diretta dell'idea per cui la libertà del popolo era ed è terrorizzante per chi detiene il potere?

Noam Chomsky

lunedì 16 luglio 2018

IL PESCE FA BENE A CHI LO VENDE

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Non solo Animali



La civetta (contro la caccia)

Foresta in pace
sussurri di foglie secche
in un'ultima morsa notturna
Sentieri lontani
inerpicandosi in leggere 
coltri di nebbia.
Amori delicati
richiamano con profondi bramiti 
il diritto all'esistenza
Fucili nemici
sputano fuoco e odio 
al di là dei crinali.
Rospi solitari
si immergono 
in stagni nascosti.
E poi, rumori di sorgente
danno respiro 
al muschio bagnato.
Civiltà mimetica inutile
troppo distante 
per dettare sospiri e rispetto.
Voli appassionati
insegnano ai figli 
le vie di fuga.
Cortecce robuste
lottano instancabili 
ai venti da nord.
Perfette armonie
sconosciute 
ai soldati che danno agonie 
Sonno leggero.
Grotte erbose
adombrano un cielo 
scuro di fantasmi.
E' ora, saltella civetta,
oggi imparerai a scappare.
Oggi insegnerai a liberare...


IL PESCE FA BENE A CHI LO VENDE

Di Franco Libero Manco

Eticamente è molto più grave consumare del pesce che carne di animali terricoli. Mentre con la carne di una mucca o di un maiale si nutrono centinaia di individui per il pesce è necessario sacrificare molti animali e il valore di un animale non è in base alla sua dimensione corporea.
La morte del pesce, in qualunque modo avvenga, per opera dell’uomo, è un fatto crudele: le chiazze di sangue delle tonnare o la contorsione dei pesci in agonia nelle reti fanno capire l’intensità di dolore subito dai pesci e quanto disumana sia la pesca. Si preferisce credere che il pesce non soffra, perché non abbiamo la capacità di percepire il loro grido di dolore.
“Vivi e lascia vivere”, questa è la legge d’amore che ci distingue dagli animali predatori, che sono costretti ad uccidere per vivere. Per noi non basterà il piacere del nostro palato a giustificare l’uccisione di miliardi di creature in grado di soffrire.
Lasciate stare il mare, rispettate questo grande e meraviglioso specchio di cristallo, questo mondo affascinante e misterioso. Non violentate le sue creature. Noi certo non vorremmo che le creature del mare invadessero la nostra terra e tormentassero le nostre genti. Smettiamo di massacrare e di mangiare animali: ne beneficeranno anche la nostra salute, il nostro portafoglio e la nostra coscienza.
Se un qualsiasi essere vivente non fosse in grado di accusare il dolore, se non avesse paura della morte si autodistruggerebbe e nulla esisterebbe nel Cosmo. Il dolore è ciò che accomuna tutti gli esseri viventi: è come una lancia puntata alla schiena di ogni creatura che la costringe ad evitare la sofferenza e la morte e la sprona ad avanzare sulla via dell’evoluzione acquisendo esperienza, memorizzando il pericolo e aguzzando l’astuzia in modo da sfuggire al predatore.
Se noi umani potessimo udire il grido di dolore dei pesci agonizzanti nelle reti un uragano di terrore coprirebbe la faccia della terra e nessuno più oserebbe uccidere o mangiare le creature del mare.
Nelle pergamene del Mar Morto, scoperte nel 1947, Gesù dice:
“Forse che i pesci vengono a voi a chiedere la terra e i suoi frutti?
Lasciate le reti e seguitemi, farò di voi pescatori di anime”.
Alcuni animali marini dotati di zampe quando vengono immersi ancora vivi nell’acqua bollente che entra in ogni cavità dell’animale, oppure arrostiti sulla piastra, schizzano via come saette. Sembra che le aragoste siano prive degli analgesici naturali dei mammiferi e quindi che siano ancora più di noi sensibili al dolore.
Altrettanto tremenda e dolorosa è la morte per asfissia del pesce pescato con le reti: le convulsioni dell’animale che disperatamente cerca di riconquistare il suo ambiente vitale, sono la più palese manifestazione di dolore.
La pesca sportiva, vero e proprio passatempo per gente stupida, insensibile e crudele. L’amo che viene estratto dalla bocca del pesce che si contorce dallo spasimo e che lacera anche parte della testa è paragonabile ad un arpione conficcato nella bocca di un uomo che viene brutalmente estratto fracassandogli le mandibole, la fronte ed il cervello per poi somministrargli con un pò d’acqua pochi grammi di ossigeno per prolungare il più possibile la sua vita e quindi la sua agonia.
Le mattanze delle tonnare: l’orrore che suscita l’enorme chiazza di sangue che, come una profanazione della vita, macchia l’azzurro intenso del mare, fa vergognare di appartenere alla specie umana.
Quale disumana durezza è necessaria perché si tagli le pinne ad uno squalo e lo si rigetti in acqua? E’ come tagliare le gambe ad un essere umano e lasciarlo a dissanguarsi per terra.
E i pesci uccisi per congelamento? E quelli spasimanti in pochi centimetri di acqua nei mercati perché la gentile signora, o signore, possa deliziarsi il palato con il corpo di una creatura appena eviscerata da viva?
Non è forse raccapricciante l’idea degli acquari nei ristoranti in cui il cliente sceglie quale pesce farsi cucinare al momento decidendo vita o morte e sofferenza per una splendida creatura?
Molti pesci hanno intelligenza pari se non superiore a quella di molti animali terricoli: sono dotati di sistema nervoso e quindi capaci come noi di percepire il dolore. Il polpo ha un cervello molto sviluppato, l’intelligenza del delfino, che supera quella del cane, in molte circostanze ha salvato l’uomo da morte sicura, spesso da un attacco da parte di squali.
Il pesce è dotato di percezioni sofisticatissime (altro che radar) oltre che di quegli strumenti naturali che rendono capace il suo corpo di estrarre dall’acqua l’ossigeno di cui ha bisogno per vivere. Il pesce ragiona, sente, vede, dorme, gioca, ha paura e quindi si nasconde. L’agilità e la velocità con cui si muove un pesce nel suo ambiente naturale ha qualcosa di affascinante e di prodigioso. La perfezione dei suoi occhi in grado di percepire chiaramente nell’acqua, la complessità delle sue branchie e dei suoi sensori ricettivi ed elaborativi, la squisita geometria delle sue squame, la gamma pressoché sconfinata dei suoi colori sgargianti, vengono per sempre annientate con la morte dell’animale quando viene privato dell’unica sua ricchezza, la vita, per un attimo di “piacere” che possono dare le sue carni martoriate.
Ritengo delittuoso raccomandare l’uso del pesce nella nostra dieta. Se l’essere umano avesse bisogno di tale sostanza per i suoi processi vitali la specie umana si sarebbe estinta sul nascere. Infatti come avrebbero potuto i nostri antenati fruttariani, (cugini delle scimmie antropoidi) usciti dalla foresta tropicale, e lo stesso uomo delle caverne, catturare il pesce con le mani per cibarsene?
L’elemento acqua non è compatibile con la natura terricola dell’uomo. Probabilmente alcuni uomini della preistoria, solo quelli stanziati lungo i corsi di acqua, eccezionalmente si nutrirono anche di pesce, ma coloro che vivevano nell’entroterra come avrebbero potuto sopravvivere? Lo stesso discorso vale per il latte ed i formaggi da molti “illuminati” nutrizionisti ritenuto indispensabile per la salute umana. Come avrebbero potuto gli antenati dell’uomo consumare il latte di un altro animale nel corso dei 5 milioni di anni che precedono l’addomesticamento degli animali se tale pratica risale a non più di 50 mila anni fa?
- i pesci contengono grassi saturi in quantità maggiore della stessa carne; il grasso del pesce fa ingrassare allo stesso modo della carne di maiale. Secondo la Food and Drug Administration il mercurio contenuto nel grasso può causare malformazione nei neonati, danni renali, deficienza mentale, cancro;
- il pesce contiene molto colesterolo: gamberi e crostacei ne contengono quasi il doppio rispetto alla carne di manzo;
- il pesce per motivi di sicurezza e gusto deve essere cotto, la cottura denatura gli Omega 3, oltre ad inattivare gli enzimi digestivi;
- le raccomandazioni dei nutrizionisti di consumare il pesce almeno 2-3 volte a settimana per garantirsi l’Omega 3 non è sufficiente a garantire il quantitativo necessario. Solo alcuni tipi di pesce contengono modeste quantità di Omega 3 e solo se i pesci sono selvatici o da acquicoltura con pesci che si nutrono di pesci che mangiano alghe;
- i benefici per la salute umana non sono dimostrati o al limite sono trascurabili, per contro i disastri ambientali causati dalla pesca sono ben documentabili;
- studi sugli eventuali benefici dell’olio di pesce non hanno dimostrato maggiore utilità nei problemi neurologici, cancro, demenza, malattie autoimmuni, asma, sclerosi multipla, diabete ecc. rispetto agli Omega 3 di derivazione vegetale.
“Occorre mangiare il pesce per l’Omega 3”. Il valore di un alimento è inversamente proporzionale alla sua velocità di decomposizione. Il fetore serve a tenerci lontani da certi alimenti: solo questo basterebbe a farci capire che il pesce che vive nel mare non è alimento adatto all’uomo che vive sulla terra. Il pesce è tra le sostanze più putrescibili esistenti in natura: basta lasciarlo per qualche ora fuori dal frigo per rendersi conto del fetore, dovuto alla sua decomposizione e questo rende inservibili gli Omega 3. Inoltre, nei pesci spesso si trovano residui di scarichi industriali e fognari, di pesticidi e metalli pesanti, come piombo, mercurio, cadmio ed altri. La maggior parte dei pesci consumati viene da allevamenti intensivi; nei mangimi vengono aggiunti ormoni ed altri prodotti chimici che servono ad aumentare velocemente il peso dell’animale e a scongiurare epidemie. Il mondo vegetale è molto più ricco di Omega 3: il contenuto nelle noci è 4 volte maggiore di quello contenuto nel pesce più ricco, la sardina fresca; i semi di lino addirittura 10 volte di più.

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"Ammirare lasciando vivere,questo dovete capire e far capire , Empatia e compassione ."

Bambini che inseguono i granchi tra gli scogli con le fiocine, sotto gli occhi di mamme adoranti; pensionati rilassati che pescano da riva pesciolini di pochi centimetri; turisti con attrezzi improvvisati che ripuliscono gli scogli da ricci e conchiglie; giovanotti con fucile subacqueo che infilzano polpi di pochi etti. Sono questi i consueti passatempi di moltissime persone che trascorrono le vacanze sulle spiagge italiane e che elimineranno in tutta la stagione non meno 12 milioni di esseri viventi, fondamentali per la biodiversità marina.

Sono perlopiù gli stranieri a denunciare questi maltrattamenti alla Protezione Animali. Invece di torturare dei poveri animali, insidiando la biodiversità marina e rischiando una denuncia, munitevi di maschera e boccaglio per osservare gli “abitanti del mare”, come già accade in moltissime altre parti del mondo dove gli animali hanno imparato a non temere l’uomo e si lasciano avvicinare regalando ricordi indimenticabili.
Ammirate lasciando vivere, questo è un passatempo migliore!

domenica 15 luglio 2018

MOSTRI DA SPIAGGIA di Stefano Benni

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Adesso che a Monfalcone 76 bambini stranieri non potranno frequentare le elementari e quindi apprendere nozioni di cultura italiana, mi sento molto più tranquillo per il futuro di questo paese. È esattamente quel che ci vuole: creare sacche di esclusi stranieri, che non hanno nemmeno accesso alla cultura del paese in cui vivono e nel quale prenderanno un giorno la residenza. E così il salvinismo a chilometro zero fa trionfare l’encefalogramma piatto della visione politica dei nostri giorni, pronti per la prossima guerra civile. Creare incidenti, è questo lo scopo di questi primi mesi di malgoverno, la security della nave alla rada, col pericoloso carico di ben 67 persone, manda mail segrete al ministro dell’interno, il quale parla inopinatamente di ammutinamento. Gli armatori fanno sapere che ci sono state tensioni ma nessun ammutinamento e, soprattutto, nessuna violenza; ma al nostro bastano i titoli dei giornali lecchini di questo paese per gridare al reato, vuole vedere stranieri in manette, sostituendosi in un sol colpo alla polizia e alla legge. Ma tanto agli elettori che gli frega della legge, del bilanciamento controllato delle cariche, tanto cercato dai costituzionalisti del dopoguerra perché mai più avvenisse la pestilenza fascista che diede luogo a tante sofferenze in questo paese. Agli elettori interessa raccontare di aver difeso la costituzione più bella del mondo, oggi calpestata quotidianamente dai bulli nutriti a Nutella e Canale 5, i degni modelli della cultura italiana.


MOSTRI DA SPIAGGIA di Stefano Benni

Anche l’estate porta i suoi mostri, alcuni simpatici, altri nocivi. Ne forniamo qui un primo elenco. Specifichiamo che queste creature non si trovano negli stabilimenti balneari, né nelle spiaggette private, ma quasi esclusivamente nelle spiagge libere.

L’INDECISO
Creatura che verso le nove di mattina entra in acqua con cautela, bagnandosi fino alle cosce. Subito si volta verso i suoi parenti ed esclama: "Brr è gelida” anche se l’acqua è calda come un brodo da tortellini. Quindi avanza un centimetro alla volta, e sembra sempre sul punto di buttarsi. Ma a mezzogiorno è arrivata tutt’al più a metà pancia. Resta così, a mollo e immobile, finché il sole tramonta e arriva veramente il freddo. Allora qualcuno per pietà gli mette un asciugamano sulle spalle e verso le sette, dopo dieci ore di indecisa fissità l'accompagna a riva. È rarissimo che si butti, a meno che non incontri la creatura qui sotto descritta.

LO STRONZO SPINGITORE
Adulto o bambino che ha come maggior divertimento nella vita buttare in acqua con una spinta l’indeciso, oppure spruzzare chiunque non abbia voglia di bagnarsi, o prendere in braccio qualcuno e lanciarlo in acqua tra grandi sghignazzate. A volte agisce da solo, a volte in branco. L’unico rimedio è legarlo a un’ancora.

L’OMBRELLONATORE
Tra tutti gli svaghi della spiaggia, questa creatura ne ama uno soltanto. Piantare uno o più ombrelloni. Conficca succhielli, trapana, scava come un cane da tartufi, ammucchia gigantesche pietre, tira corde e elastici, finché non è riuscito a creare una fungaia di almeno tre ombrelloni, che controlla ogni mezz’ora orientandoli e rafforzandoli. È abbastanza innocuo a meno che non tiri vento forte. Allora si incazza perché le raffiche impediscono il suo hobby. Passa ore a martellare pali fino al centro della terra, a creare trincee di sabbia, a bestemmiare quando la sua tendopoli vola via. Intanto ripete alla famiglia la famosa frase: "Io lo faccio per voi”. E mentre tutti i bagnanti si adattano a stare al sole, lui combatte contro un maestrale a forza otto, finché l’ombrellone non lo centra nei coglioni e finalmente si calma.

IL GONFIATORE
Onesto padre di famiglia che incautamente ha portato, per gonfiare il canottino del figlio, una meravigliosa pompa verticale Speedair. Appena ha gonfiato il natante, alza gli occhi e impallidisce. Una intera fila di padri senza più fiato e bambini piangenti sono in fila chiedendo il favore di gonfiargli coccodrilli, delfini, materassi matrimoniali, salvagenti a papero, canoe e persino gomme di bicicletta. Sudato e ansante, essendo di buon cuore, lavora tutto il giorno come una bestia e non ha neanche il tempo per fare un bagno. Se siete un gonfiatore, pompate di nascosto o verranno anche dalle spiagge vicine.

LE TERRIBILI TRIBÙ
Arrivano in gruppi dalle venti alle cinquanta persone. Sono carichi di masserizie come una carovana del deserto perché devono montare l’accampamento più grande della spiaggia. Per prima cosa innalzano una dozzina di ombrelloni, togliendo l’ombra a quasi tutti i vicini. Sopra gli ombrelloni montano una gigantesca tenda militare da cinquanta metri quadrati, e sistemano un intero reparto Ikea di sedie e tavolini. Nei pressi erigono alcune cabine e tende minori sotto cui radunano dai dieci ai venti frigoriferi portatili, a volte un grill, a volte un forno da pizza trasportato mattone per mattone. Inoltre hanno sempre un tendalino a parte dove parcheggiare la nonna e una cuccia per il cane. Talvolta nonna e cane si scambiano il posto. Le tribù si dividono in due categorie: i Penniconi e i Cromagnon. I primi dopo aver montato l’ambaradan si addormentano tutti insieme, a eccezione di due o tre bambini. Intanto il sole gira, l’ombra si sposta e alla sera si svegliano orribilmente ustionati.
I Cromagnon li conoscete tutti. Montato l’accampamento, tirano fuori i tapper con la pasta fredda e la parmigiana di melanzane. Poi birre, polli, panini, frittate, macro cotolette, cibo sufficiente a sfamare un paese africano. Raramente i Cromagnon vanno a fare il bagno, perché hanno paura che mentre sono in acqua qualcuno si mangi il resto. Verso le sette, il capo o la capa della tribù, estrae da una cassaforte quattro angurie grosse come navi spaziali. Vengono divorate in pochi istanti. È il segno della ritirata, i Cromagnon iniziano a smontare e verso mezzanotte vanno a farsi una spaghettata a casa.

TO BE CONTINUED...

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Kotiomkin
Questa fissa di Salvini di voler chiudere a tutti i costi i porti è un filino sospetta.
Non sarà mica che i 49 milioni rubati sono nascosti lì?
(Aleandro Bartolini)

sabato 14 luglio 2018

Boom dei latti vegetali negli USA: in calo gli allevamenti e gli animali uccisi


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Diventare #vegetariani è il primo grande importante passo, ma non è completo se non si passa a#Vegan.
Mangiare latte e derivati è, nella stessa identica logica, aberrante quanto mangiare carne. Prendere consapevolezza di questo, deve darci la forza di rinunciare all'alimentazione che siamo stati abituati a considerare "normale". 
Sono vegetariana da 20 anni, ma da 2 anni ho deciso di compiere il passo definitivo. Sono stata Vegana "a tratti" fino ad un paio di mesi fa, finchè con mio marito abbiamo deciso: 
Basta latte e derivati, basta uova definitivamente, anche perchè, SAPENDO BENE DA DOVE VENGONO E LA SOFFERENZA CHE INFLIGGONO non riusciremmo più a "goderci" un sol boccone!


Boom dei latti vegetali negli USA: in calo gli allevamenti e gli animali uccisi

Negli USA la situazione sul consumo di latte è sempre stata molto peggiore che in Italia, visto che gli americani sono abituati a bere latte a pasto, anziché bere acqua, una cosa per fortuna impensabile da noi.

Eppure, anche nella patria del consumo di latte - e dell'ingerenza dell'industria casearia - le cose stanno cambiando negli ultimi anni. Un articolo di CBS New York spiega che nello stato di New York sono sempre più numerosi gli allevamenti che chiudono per mancanza di domanda, vista la diminuzione del 37% dei consumi rispetto ai livelli di 50 anni fa, in tutti gli Stati Uniti.

Questo grazie alla diffusione delle alternative vegetali: latti di soia, di avena o altri cereali, di mandorle e altra frutta secca, ecc.

Alcune industrie casearie chiudono gli allevamenti e passano a produrre solo prodotti vegetali: è questo il caso di Elmhurst Dairy, un'azienda che dopo 90 anni di produzione di latte vaccino ha chiuso le stalle ed è passata alla produzione di latti vegetali a base di frutta secca, col nome di Milked.

Altre cambiano completamente settore e più d'una passa alla produzione di... birra! Meglio birra che latte, sicuramente, non solo per la salvezza degli animali, ma anche per la salute delle persone, perché poche bevande sono più insalubri del latte animale.

In altri casi, la produzione di latte vaccino subisce un calo e viene affiancata con la produzione di latti vegetali e derivati (yogurt, gelati, formaggi). Per esempio la Danone, multinazionale dello yogurt, ha creato un nuovo stabilimento in Virginia per commercializzare yogurt vegetali.

Questo lo vediamo succedere anche in Italia: sono molte ormai le aziende lattiero-casearie - dalle centrali del latte alle enormi industrie nazionali - che affiancano la commercializzazione di latti "senza crudeltà" a quelli "con crudeltà" (anche se naturalmente loro non li definiscono certo così...).

Il mercato delle alternative vegetali non è certo decollato in questo modo grazie a noi vegan: siamo decisamente ancora troppo pochi per fare tanta differenza. La differenza è costituita invece dai tanti onnivori che hanno diminuito i consumi di derivati animali e hanno iniziato ad apprezzare anche le alternative vegetali. Sempre negli USA, la metà dei consumatori di latticini consuma anche latte, gelato, yogurt ecc. di derivazione vegetale.

La loro motivazione è quella salutistica: riducono la quantità di prodotti animali per ridurre i consumi di grassi saturi e altre sostanze dannose (le sostanze chimiche che si accumulano nei prodotti animali, il pus presente nei latticini, ecc.).

Dal 2016 al 2017 c'è stato un incremento del 20% delle vendite di alternative vegetali, un trend che certamente continuerà.

Questa è un'ottima notizia per gli animali: diminuire la produzione di latte vaccino significa diminuire il numero di animali che vengono fatti nascere ogni anno solo per soffrire ed essere uccisi al macello.

Le mucche sono trattate come macchine, ingravidate artificialmente a forza e tenute in condizioni orribili. Appena partorito, il vitello viene loro strappato per essere confinato in un piccolo spazio per 6 mesi e poi macellato, se maschio, mentre alcune femmine faranno la stessa fine della madre, costrette a partorire un vitello l'anno e poi uccise dopo 3-4 gravidanze, stremate.
Cosa puoi fare tu

E' facilissimo non essere parte di questo sfruttamento, basta evitare latte, formaggi e ogni altro prodotto animale, optando per le tante alternative vegetali, che sono anche più sane ed ecologiche.

In aggiunta, aiutaci a diffondere la locandina "L'industria del latte strappa i cuccioli alle madri" che vedi qui sotto, sia in forma cartacea che on-line. Leggi come scaricarla e divulgarla.
Guarda e diffondi il video-denuncia di Mercy for animals

Il video è in inglese, ma le immagini non conosco barriere linguistiche, anche perché questi metodi di allevamento sono quelli applicati in tutto il mondo, Italia inclusa.

Sotto il video è offerta la traduzione in italiano.

TRADUZIONE:

Paura.
Isolamento.
Morte.
Sofferenza e infelicità? Il latte le contiene.
Una investigazione sotto copertura di Mercy for animals.
Non appena la madre inizia a creare un legame con suo figlio...
le viene portato via.
Anno dopo anno
le madri vengono ingravidate a forza
e i loro figli vengono di nuovo portati via
di nuovo
di nuovo
di nuovo.
Questo ciclo che spezza loro il cuore continua.
Passano ore o anche giorni
cercando i loro figli e chiamandoli.
Ma questa è l'ultima volta che li vedranno.
Le madri vengono attaccate ai macchinari per la mungitura.
Non allatteranno mai i loro cuccioli.
Tutto il latte viene loro rubato e poi venduto.
Elimina i latticini.
Fonte: Agire Ora
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La Famiglia!
La famiglia. Eravamo uno strano piccolo gruppo di personaggi che si facevano strada nella vita condividendo malattie e dentifrici, bramando gli uni i dolci degli altri, nascondendo gli shampoo e i bagnoschiuma, prestandoci denaro, mandandoci a vicenda fuori delle nostre camere, infliggendoci dolore e baci nello stesso istante, amando, ridendo, difendendoci e cercando di capire il filo comune che ci legava.
(Erma Bombeck)

venerdì 13 luglio 2018

CITTADINI FESSI

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Stanno aspettando di scendere a terra.
Non da ore, da giorni.
Sono solo bambini.


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Il ponte

Il vero degrado di un popolo è nel comando e nell’obbedienza, non in un intonaco scrostato, una vetrina rotta o in una panchina scarabocchiata. E le grida di rabbia non infastidiscono quanto le preghiere dei fedeli ed il silenzio del consenso. La terra si e' tramutata in un outlet adibito al culto della merce, spazio privato chiuso e programmato per ospitare solo gli acquirenti, i venditori e gli immancabili guardiani. La distruzione che sta avvenendo sotto i nostri occhi non è opera nostra, essa viene realizzata, pianificata e condotta contro di noi, il che costituisce un ottimo motivo per cercare di rallentarla, laddove è ancora possibile. Queste inutili comparse politiche vestite del dolore altrui inquinano e consumano le vite di tutti gli abitanti del pianeta. Spingono il delicato equilibrio dell'esistente fin su l'orlo del precipizio. La loro voracità è pari solo alla loro terrificante visione del progresso. Definizione che acquista valenza di morte. Ci indottrinano a correre invece di camminare, a trascurare invece di contemplare, a odiare invece di rispettare, a dormire narcotizzati invece di agire istintivamente, a urlare di gioia ipocrita invece di silenzi determinati. Finchè non realizzeremo la nostra liberazione e cioè quella dai vincoli mentali indotti e indottrinati non riusciremo mai a creare le condizioni per l'altra liberazione, quella degli ultimi fra gli ultimi. L'anarchia è la migliore ginnastica in questo senso, svela le trappole e i lacci del sistema e soprattutto costruisce i ponti per la fratellanza dei viventi. Tutti insieme in un unico semplice abbraccio.


CITTADINI FESSI

Mentre noi Cittadini fessi ci accapigliamo per un maglietta rossa o nera, e molto più gravemente se dobbiamo accogliere dei poveri africani o se farli affogare in mare con tutta la famiglia ed i loro bambini ....

QUESTA ESTATE
I MANAGER DELLE MULTINAZIONALI BRINDANO PERCHE' SONO RIUSCITI A METTERE INDISTURBATI I POVERI GLI UNI CONTRO GLI ALTRI PER DEVIARE LA LORO RABBIA DALL' INGIUSTIZIA SOCIALE SUBITA

POVERTÀ E GUERRE SONO CAUSATE
DAI GRANDI RICCHI CHE HANNO IN MANO LE SORTI DEL MONDO :
Questa e' la scandalosa situazione oggi :
10% di noi Italiani ha il 50% della ricchezza nazionale
8 persone hanno il 50% della ricchezza mondiale
2 miliardi di persone vivono con 2 dollari al giorno.
3 Milioni di bambini muoiono ogni anno di fame in Africa.

L' AFRICA E' UN CONTINENTE RICCHISSIMO :
Oro, diamanti, rame, ferro, carbone, bauxite, uranio, coltan, petrolio, gas, terreni coltivabili : (caffè, the', tabacco, cacao), legame, risorse idriche.....
Ma per l' avidità dell' esigua minoranza di pazzi colonialisti delle Multinazionali che corrompono o impongono i dittatori locali, e non pagano nulla il lavoro e la materia prima ...

GLI AFRICANI SONO COSTRETTI A FUGGIRE
CREANDO GRAVI PROBLEMI A LORO E A NOI

NOI EUROPEI ANCHE DOBBIAMO DIFEDERCI
DALLE MULTINAZIONALI CHE SI STANNO SOSTITUENDO AGLI STATI STESSI E STANNO UCCIDENDO MADRE NATURA
Multinazionali, avvelenatrici del cibo, dei farmaci, dei vaccini, del gas, del petrolio .....

LA LEGA FA IL GIOCO DEI PADRONI :
VUOLE RIDURRE LE TASSE AI RICCHI E
DA' IN PASTO ALLA RABBIA POPOLARE I MIGRANTI :
FA DELLA LOTTA ALLO STRANIERO POVERO IL SUO CAVALLO DI BATTAGLIA
Ricorderei che Salvini odia anche i Meridionali Italiani. Sua la famosa frase :
" Vesuvio lavali col fuoco "
E anche : " Roma ladrona " che oggi può essere più giustamente sostituita da " Lega ladrona " dopo la scomparsa di 49 milioni di rimborsi elettorali.
Mi chiedo nuovamente :

NOI ITALIANI SIAMO DEI FESSI ?????


L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, primo piano

Mi guardo attorno e lo faccio spesso perché giro molto in bicicletta, ma “invasioni” non ne vedo. Vedo ragazzi immigrati, quasi sempre con il sorriso sulle labbra, donne con il velo, con tanti bambini: questi sono gli esseri umani che incontro. Non li temo! Guardo con molta più paura gli Italiani: ognuno di loro potrebbe essere uno che vota il Ministro dell'Inferno!

giovedì 12 luglio 2018

Spoor - Tracce. Slesia, terzo millennio

Sono cresciuta in un epoca in cui la gente animata da una sua visione rivoluzionaria voleva cambiare il mondo.




A Sole
Il vento urla la nostra rabbia
Sole, creatura di montagna
fino alla fine di ogni gabbia
corpo reietto ucciso in battaglia

I giornali argentini scrissero:
"principessa dei matti"
"l'idealista della fine del secolo"
ma eri solo guerriera mai scesa a patti

Tu argentina dal coraggio raro
tu libertà allo stato brado
Sole, niente altro
un bacio lontano


11 luglio 1998 si "suicidava" Maria Soledad Rosas (Sole) combattente anarchica per la liberazione totale. Tre mesi prima, il suo compagno Edoardo (Baleno), aveva lasciato questa terra, anche lui "suicidato" dallo Stato. Sono passati tanti anni ma a me sembra ieri, quando si correva sorridenti per le montagne rivoltose della Val Susa. Su per i pendii, rincorsi da soldati inesperti di montagne, e poi giù, alla velocità del vento. Ricordo lo sguardo in direzione di un riscatto, di una liberazione condivisa. Ricordo il profumo dei boschi. Gli anarchici non dimenticano mai, e mai smetteranno di lottare. A chi insulta il popolo delle montagne da dietro scrivanie e tastiere pulite, noi rispondiamo:
Voi non c'eravate...


Ciao Sole


Spoor - Tracce. Slesia, terzo millennio

"Sono cresciuta in un epoca in cui la gente animata da una sua visione rivoluzionaria voleva cambiare il mondo. Ora vediamo solo lo status quo e pensiamo che durerà per sempre. Ma le cose cambieranno ancora, cambiano sempre, quando Urano entra in ariete o....non importa. Accadrà qualcosa di nuovo che non possiamo prevedere. Un nuovo ciclo comincerà e una nuova realtà rinascerà..."

Così parla la protagonista di "Tracce" (Spoor-Pokot), in una riflessione di rinnovata fiducia. Un film bellissimo. A tratti poetico (nella contemplazione della natura selvaggia). Un film forte, crudo, che lascia disorientati. Una spina infilata nell'angoscia più recondita. Un film drammatico. Di una drammaticità reale, che graffia il corpo. Che lascia piegati. Un pugno allo stomaco. Una storia di cacciatori e poliziotti corrotti. Fino al midollo. Un film profondamente ecologista. Di quella ecologia che sembra scomparsa, inghiottita dalla "nuova ecologia", quella dei supermercati, della green economy, dell'energia rinnovabile. Janina (la protagonista del film) è una vecchia animalista indomita, refrattaria, insofferente. Coraggiosa fino alla follia. Per la società, una "matta" del villaggio. Un animale che vive solitario, senza comodità. Solo accarezzata dal vento e dalla neve. E dagli abitanti delle foreste: Il cervo, la volpe, il riccio, il cinghiale. Ho cercato di guardarlo con la lente del pensiero antispecista, e vi sono spunti interessanti in diversi momenti del film (patriarcato, sessismo, isolamento, emarginazione, esclusione, detenzione). Decisamente una pellicola sulla liberazione animale. Un film d'autore, fatto con pochi soldi, lontano dagli effetti speciali di hollywood. Un film polacco, dove il ghiaccio incontra i camini scrostati. Un thriller eco-animalista, secondo me, tra i migliori in assoluto. Due ore che inchiodano alla sedia. Per chi non l'avesse ancora visto, lo consiglio vivamente. Ogni tanto la "rivincita" ma anche la "vendetta" sono necessarie.
Per continuare a sognare...

Olmo Vallisnera

L'immagine può contenere: pianta, fiore e spazio all'aperto

È morta tra le mie braccia. Troppi dolori e sacrifici, avere tanti animali comporta anche questo. Ringrazio di cuore Ivano M. perche è l'unico di 5000 contatti che mi aiuta mensilmente con 25 euro...una briciola sempre utile però a fronte delle 700 euro al mese che spendo per loro. Ringrazio anche Ercole per l'aiuto. 
Quando saranno morti tutti gli animali di cui mi occupo non ne prenderò più.
Sto troppo male quando si ammalano e quando se ne vanno. Troppo pochi ad aiutare i rifugi. I meriti vanno sempre a chi li salva, ma mai a chi li mantiene e impegna il proprio tempo fino alla loro morte. Non che mi interessino i meriti, ma i sacrifici che facciamo noi per loro non solo spesso non vengono riconosciuti, ma spesso anche giudicati da chi parla parla e non fa i fatti! Gente che abita nei dintorni, mette i like ai post e mai si è proposta per dare una mano.
Sono stanca, delusa ed ho il cuore spezzato. Troppe lacrime, troppo dolore...troppo tutto. Buon ponte piccolina...❤️

mercoledì 11 luglio 2018

E’ bastata una maglietta rossa…


L'immagine può contenere: una o più persone 

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso

RADICAL CHIC SENZA ROLEX

Codesta mattina, appena svegliato e constatato di avere tutti i parametri vitali nella norma, mi sono accinto a degustare una barretta ai patrizi cereali nel mio patrizio poggiuolo sito in Savona downtown beach avvolto da consueta noia, patrizia pure lei. 
Indi mi sono agghindato con bermuda Oviesse e lussuriosa maglietta rossa fina, tanto stretta al punto che la panza risaltava tutta e, in sfregio alle vostra magrezza plebea, sono sortito dalla mia lussuosa magione riccamente fornita di prelibato mutuo trentennale. Poscia sono salito sulla mia turbocapitalista Dacia Sandero impianto a gas e, ahimè, mi sono incautamente visto in volto attraverso l'impietoso specchietto retrovisore. Oh, quanto a dir qual'era è cosa dura, sicché colto da umana pietade mi son gettato due euri nel vano portaspiccioli come si face con li barboni e, risollevato nell'animo e nei sentimenti, mi sono arrecato nel loco ov'io presto abitualmente attività lavorativa lautamente retribuita financo a tarda serata. Lungo il tragitto, almeno due tappe renderonsi necessarie: la prima nello solito bar per il finanziamento delle lobby d'azzardo con l'acquisto di un sontuoso Gratta Vinci Perdi e Curati; la seconda per fare dono di grassa pisciata sulla porticciuola della locale sede della Lega.
E finalmente, in attesa di vostra gradita conferma, credo di essere venuto in possesso di tutti i requisiti per esser nomato SINISTRORSO BUONISTA RADICAL CHIC.
Saluti proletari a tutti.


E’ bastata una maglietta rossa…

E’ bastata una maglietta rossa per scatenare il finimondo. Eserciti di lombrichi, di miserabili, di fanatici, di presuntuosi, di bugiardi, di deviati mentali, di fascistelli dell’ultima ora, di autentici mascalzoni si sono scatenati, usandolo strumento a loro disposizione, cioè facebook, per schizzare il loro veleno senza esclusione di colpi.
E cominciamo con la rassegna delle “minchiate”, ci si perdoni il termine, tra le quali ci si può imbattere digitando là dove, non saprei se definirlo coraggioso o sventurato, si trova chi ha osato pubblicare la sua fotografia con la maglietta rossa.

Prima idiozia: il rosso è il colore dei comunisti, ergo si tratta di una manifestazione comunista. A parte il fatto che, se così fosse, sarebbe una riappropriazione di un colore il cui tono si va giornalmente perdendo, non si vede cosa potrebbe esserci di male. Forse che i comunisti non hanno più diritto di parola? Qualcuno ha addirittura evocato i morti di Stalin, che sarebbero maggiori di quelli di Hitler, come se il popolo in magliette rosse si ispirasse al dittatore sovietico. In realtà si è trattato di una falsa accusa per tenere lontani coloro, come gran parte dei cattolici, che condividono la necessità di fermare l’emorragia di umanità cui stiamo assistendo in questi ultimi tempi. Ciò nonostante, ai vari cortei cittadini hanno aderito l’Azione Cattolica, gli Scout, l’ARCI, l’ANPI e Lega Ambiente. Tutti comunisti!!! Bisognerebbe informare queste teste d’asino che rossa è la cravatta di Trump, rosso è l’abito dei cardinali, rosso è il colore delle scarpe delle donne che protestano contro la violenza nei loro confronti, rosso è un colore della nostra bandiera e che quindi il rosso è un colore che appartiene a tutti. Ho letto addirittura, mettendomi a ridere, di uno che si lamentava di non avere potuto indossare la sua maglietta rossa per non essere confuso con gli altri “protestanti” del giorno. Ma la scelta del rosso ha precise motivazioni che, naturalmente non interessano gli sputasentenze: rosso è l’indicazione di un momento di sosta, l’invito a dire “fermiamoci un attimo e vediamo dove stiamo andando a finire”. E figurarsi se gli imbecilli hanno voglia di fermarsi per riflettere!!!. Rossa è la maglietta che le madri mettono ai loro bambini, prima, ahimè, di abbandonarli al mare, affinchè possano essere meglio avvistati, così come rossa era la maglietta del povero bambino, Aylan, morto, che nel settembre di tre ani fa fece il giro del mondo suscitando indignazione, e rossa era la maglietta dei bambini trovati morti sulle coste libiche qualche giorno fa.

Seconda idiozia: chi ha avuto il coraggio, anzi la sfacciataggine, giorno 7 di indossare la maglietta rossa, ha fatto politica, soprattutto se si tratta di insegnanti. Ha suscitato ingiurie e levate di scudi, minacce, offese e contumelie varie di teppistelli e di sciacquette di strada, la pubblicazione di un’intera commissione di esami di stato, a Cefalù, che ha “osato” indossare la maglietta rossa: “Apriti cielo!”. A scuola non si fa politica, io non affiderei mai mio figlio a insegnanti di questo tipo, le docenti avrebbero dato dimostrazione d’intolleranza contro i maturandi, deve intervenire il ministro per sospendere questi e queste criminali, i più buoni scrivono, per mandarle a fare un anno sabatico, i più cattivi per licenziarle, e altre stupidaggini di questo tipo. Uno dei censori che ha ritenuto opportuno associare la sua voce a questo esercito di asini è stato l’ex sindaco di Roma, il camerata Alemanno e la sua degna comare Giorgia Meloni. E con persone come queste ogni discorso si chiude.
Una riflessione invece è necessaria per le persone più educate che leggono sgomente lo schizzo di tanto veleno: indossare la maglietta rossa non è fare politica, ma se lo è, e se lo fosse, meglio ancora: diceva il grande educatore Lucio Lombardo Radice che “dire: “a scuola non si fa politica”, come si diceva durante il fascismo, è il peggior modo di fare la peggiore politica”. Diceva Aristotele, uno dei più grandi pensatori dell’umanità, che naturalmente per certa gente è “un nuddu mmiscatu cu nienti”, che “l’uomo è un animale politico”. L’essenza dell’uomo è di costruire, nella “polis”, e quindi assieme ad altri uomini, momenti d’incontro e di scambio. E’ nella politica che si realizza l’uomo. Quindi ci troviamo davanti a persone che preferiscono la politica del silenzio e dell’ignoranza, rispetto a quella del rispetto dei valori umani di solidarietà. Ed è di là che poi si diffondono le pecore pronte a calar la testa davanti al primo imbonitore che si promuove a pastore. E’ evidente che questi piccoli cervelli scambiano l’etica per politica, il rispetto dei valori che ogni insegnante è tenuto, obbligato, a indicare come la linea guida del suo lavoro, come principi “sovversivi” che possono mettere in discussione i luoghi comuni dell’odio verso il diverso e dell’insensibilità disumana verso la morte di un bambino. Nessuno deve parlare di queste cose, altrimenti fa politica. Sob!!!

Terza idiozia: alcuni sapientoni hanno scritto che la manifestazione ignora tutti i problemi dei migranti e vuole promuovere una politica delle braccia aperte per tutti quelli che vogliono venire in Italia. Qualcuno non ha partecipato alla manifestazione perché nel comunicato non c’era nessun riferimento a Minniti e invece, pur non essendo citato, si capiva che si manifestava contro la politica di Salvini. Della serie, qualcosa da dire si trova sempre. Non so come Minniti, e non Salvini, abbia fatto per ridurre drasticamente a poche migliaia, il flusso di 130 mila uomini (la cifra non è assolutamente precisa) dell’anno precedente e non so perché tutto il merito se lo stia prendendo Salvini dopo la pagliacciata della chiusura dei porti alle ONG. Probabilmente Salvini sa vendere meglio la sua immagine. Non è assolutamente vero che la manifestazione ignorava o ha finto d’ignorare il grave problema della gestione dei migranti. Sarebbe come chiudere gli occhi per non vedere il male, o guardare da un’altra parte. E’ indiscutibile che esiste un businnes: esiste per i trafficanti di uomini, per coloro che li controllano nei “campi di concentramento” in cui sono stipati, per coloro che li imbarcano dietro pagamento di un biglietto dieci volte più caro di un normale volo di linea, si parla di 2000 euro a cranio, con la promessa di una qualche garanzia di assistenza da parte delle ONG o delle navi della marina militare italiana. Quella di un patto tra ONG e mercanti di uomini potrebbe non essere solo una cattiva ipotesi, che circola sempre più frequentemente, ma un fatto reale, che comunque dovrebbe assicurare, attraverso un sistema che è poco definire illegale, un posto d’accoglienza con pasti, letto e vestiario in strutture o case private messe a disposizione della prefettura, per 37 euro al giorno, date al proprietario degli immobili, più 2,50 euro date dalla prefettura al migrante, il tutto da raddoppiare nel caso di minori. E non è una favola che a tanti ragazzi sia stato assegnato lo stesso giorno di nascita, cioè il primo gennaio del 2001 anche se alcuni sembrano ben più maturi. C’è poi tutto il sistema di assistenza, di forniture di pasti e di vestiario, di personale che provvede a gestire la struttura e a pulirla, talora di insegnanti che tentano di far memorizzare qualche termine italiano, il tutto sotto forme apparenti di volontariato, che nascondono o mimetizzano forme di pagamento. E infine l’odissea del rilascio del permesso di soggiorno: le prefetture ne rilasciano due o tre al giorno e si prolunga a tempo indeterminato il soggiorno “obbligato” di chi spera di raggiungere altrove, possibilmente all’estero i propri congiunti. Proprio questo è il punto su cui sarebbe necessario intervenire se si vuole chiudere il problema: rilasciare permessi di soggiorno “facili”, in modo che i migranti siano liberi di andarsene dove vogliono, con grande arrabbiatura di chi invece non li vuole e ci vuole imporre che restino dove approdano. Ma a questo il duro Salvini non è ancora arrivato, perché salterebbe tutto il sistema.A tutti quelli che dell’immigrazione sano tutto, rispetto ai poveri mortali in maglietta rossa, che non sanno niente vorrei inutilmente fare entrare in testa che i risvolti del problema sono ormai noti a tutti, che non si possono regalare solo a Salvini e che bisogna trovare soluzioni che non mettano in gioco il diritto, sancito dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo, a vivere dove si decida di trasferire la propria residenza.
Quarta idiozia: a manifestare erano i soliti “radical chic”, ovvero gli individui che si piccano di essere intellettuali, che se ne stanno seduti davanti alla loro scrivania, professando orribili idee di sinistra, e che quindi appartengono all’inutile razza di Matteo Renzi, di Minniti, di Stalin, di Bergoglio, , di Gino Strada, di don Luigi Ciotti. Insomma, le persone comuni, le facce pulite, quelle che vogliono dare un segnale, chi vuole sentirsi libero e fuori dallo schifo imboccato dalla politica italiana, non c’erano, solo perché basta dire che non c’erano per cancellarne la presenza. E questo è quello che, nell’insieme di tutto lo squallore dei commenti è stato dimenticato, ovvero che l’iniziativa è stata è promossa da un’Associazione, LIBERA, che da vent’anni si batte per combattere contro la cultura mafiosa, contro l’economia illegale che caratterizza le terre sequestrate e confiscate alla mafia, contro i fanatismi e le inculture tipiche di formazioni e ideologie politiche che sembravano scomparse, ma che stanno riemergendo dalle fogne della storia.
Si è cercato di mettere il bavaglio e criminalizzare, con accuse mostruose, quelle poche persone che hanno voluto dire a tutta Italia che ancora esistono tracce di umanità e di sensibilità, ma il fascismo di queste persone non si ferma all’ingiuria e all’offesa. Sotto ci sta l’intolleranza verso qualsiasi forma di diversità di pensiero, ovvero l’illusione o il progetto perverso di sostituire la maglietta rossa con la maglietta nera.E’ bastata una maglietta rossa…

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È vero che molti ricchi non conoscono e non capiscono cosa sia la povertà. Così come è anche vero che molti di loro conoscono però il valore della vita. E non lascerebbero mai morire qualcuno né in mare né altrove. Più che i #radicalchic preoccupatevi dei nuovi nazisti.