mercoledì 26 luglio 2017

AUGURIAMOCI LA MAFIA PERFETTA

 
AUGURIAMOCI LA MAFIA PERFETTA

DI PAOLO BARNARD

paolobarnard.info

Are you ready for a ride? Pronti a stirare il cervello?

Alla celebrazione per Paolo Borsellino, di cui al precedente, ho portato due ‘Visioni’: una sul perché Borsellino e Falcone sono stati ammazzati in quel modo, e l’altra su come far sparire le mafie, e su come mettere il Vero Potere con le spalle al muro, in un colpo solo.

Piuttosto controversa la seconda, vi avviso.

Parto dalla conclusione del ragionamento, poi ve lo spiego. Borsellino e Falcone sono stati ammazzati in quel modo apocalittico perché sono rimasti schiacciati da un sistema politico-mafioso IMPERFETTO e allo stesso tempo cavernicolo, subumano, demente. Ok, parto.

La domanda da farsi è questa: perché negli USA – dove girano poteri e denari duemila volte maggiori di quelli del mafioso pollitalico pollaio, e dove la violenza armata dilaga come la peste – i giudici importanti non vengono trucidati? Eh? Dall’era Nixon all’ultimo giudice ucciso, cioè ai tempi di Bush Jr., sono stati ammazzati in America 4 giudici importanti, e tutti per motivi futili (vendette di ex carcerati, razzisti ecc). Bè? Eppure in USA di giudici che hanno messo le mani dentro al più spietato Potere del mondo ce ne sono stati, sappiamo i nomi. Allora? Ancora un attimo.

Parliamo di affari e veramente vediamone le proporzioni. Le tre mafie italiane messe assieme, si stima, incassano (lordi? netti?) dagli 80 ai 120 miliardi di dollari all’anno. Nel 2008 un Hedge Fund di New York chiamato John Paulson (complice di Goldman Sachs) incassò in una singola scommessa 15 miliardi di dollari. In pochi giorni. Ed è solo uno delle centinaia di squali finanziari in quel Mostro. Un tal Larry Fink, CEO di BlackRock che gestisce fondi d’investimento, maneggia ogni anno 5.400 miliardi di dollari, ripeto, cinque-mila-quattrocento-miliardi. Ehm… cos’erano pure quegli spiccioli del panettiere di prima? Ottanta… centoventi all’anno? Il tizio sopra fa 15 miliardi in 10 giorni, l’altro ne maneggia 5.400. Cominciamo a capire le proporzioni. La sola Deutsche Bank ha in teoria le mani su investimenti speculativi pari a VENTI volte il PIL di tutta la Germania. Poverini i caproni puzzosi delle nostre mafie, che fanno i polletti con gli spiccioli del distributore di caffè… Mafia, Ndrangheta, e Camorra non ci arriveranno neppure in 2 secoli a fare i soldi che i sopraccitati e affini fanno in un quinquennio.

Diversi anni fa io stavo a Londra, una sera ero sul divano con la Tv accesa e vedo un noto programma d’inchiesta della BBC che annuncia un servizio sulla mafia in Gran Bretagna. Ma và? Lo guardo, ecco come si svolge: il reporter è in un taxi con un informatore che non si vede, e gli chiede di portarlo nei quartieri di Londra dove dominano le cosche e la malavita. L’esperto dà il nome di una via al taxista. Passano diversi minuti, e il taxi si ferma in piena City finanziaria sotto al grattacielo futuristico del gigante assicurativo Lloyd’s. Questa è la BBC, non trasmettono buffonate. Bè il giornalista, interdetto, non dice nulla per qualche secondo e l’altro gli sputa fuori: “Ma ancora non l’avete capito dove sono i boss, i Padrini, qui a Londra? Hanno fatto carriera, altro che puttane, esplosivi o morti ammazzati e latitanze. Questi che stanno in sti grattacieli sono i mafiosi più potenti e rispettati del mondo, e incassano come un milione di gang di teste di cazzo messe assieme. Si sono evoluti, lo ha capito?”.

Parliamo di crimini, e davvero vediamone le proporzioni. Mafia, Ndrangheta, e Camorra non potranno mai fare neppure in 2 secoli ciò che due soli umani hanno fatto al Pianeta intero pochi anni fa. Richard Fuld e Joseph Cassano, rispettivamente CEO di Lehman Bank e della filiale dell’AIG a Londra, hanno trascinato il Pianeta intero nella più grave crisi finanziaria dal 1929, cioè ne sono stati i due detonatori, a proposito di via D’Amelio e Capaci. Vogliamo per favore contare i morti per:
A) depauperata assistenza sanitaria, B) impoverimento, C) alcolismo/droghe, D) fame, E) suicidio (con la stessa Gran Bretagna che denuncia un CALO DELL’ASPETTATIVA DI VITA degli inglesi per colpa di sta crisi), assieme a F) sofferenze di generazioni di giovani e bambini condannate da oggi per decenni a redditi minimi, G) crollo della dignità sovrana d’intere Nazioni…

… causati da quei due uomini e da ciò che hanno scatenato perché appartenenti alla MAFIA PERFETTA? Qualcuno che sia sano di mente pensa che un sub-umano rintanato in un casolare, nascosto come un sorcio e con un tumore, che scribacchiava pizzini patetici su foglietti, o un gorilla analfabeta oggi in galera, avrebbero mai avuto il potere di fare un dolo (e molto di più) come quello che ho elencato sopra? Dai…

Parliamo di proporzioni fra mafie, quella dei sorci coi pizzini e le ‘ponghe’ politiche del Tevere a Roma chiamati mafie IMPERFETTE e la mafia PERFETTA che sto descrivendo, e siamo seri, ok?

Ma non siamo ancora al punto di tutto. Dopo Lehman (ma anche prima come nel caso dello scandalo Savings&Loans anni ’80 ’90) abbiamo scoperchiato una pentola dell’Inferno scoprendo una criminalità immane che infettò quasi tutto il mondo finanziario sulla Terra. Uscirono prove, fatti, reati di proporzioni stellari… E allora chi, dei Padrini della mafia PERFETTA, è finito in galera?

NESSUNO. (Madoff sconta 3mila ergastoli ma solo perché ha fottuto una elite miliardari, vi è chiaro?)

Ma non avevamo detto che ci sono stati fior di giudici e magistrati Senior che hanno indagato su sti Criminali planetari? Sì, ma ancora un po’ di pazienza.

Ricapitoliamo. Una mafia rozza e IMPERFETTA è composta da sti sorci umani alla Casalesi o Corleonesi, col codazzo delle ‘ponghe’ del Tevere a Roma politica, una specie di fossa biologica da cantiere turco che fa esplodere un’autostrada per ammazzare un magistrato e che vive di latitanze con le pustole alla prostata, e il tutto per gestire due soldi da resto del salumiere confronto ai Signori del Mondo. Una mafia PERFETTA è quella che invece, appunto, fa duemila volte i profitti di quegli ‘scarrafoni’ del sud Italia e delle ponghe del Tevere, ma sono tutti uomini liberi, osannati da mezzo mondo, rispettati dai leaders della Terra, dormo sonni di platino ogni notte: si chiama Big Finance. E se gli viene un cancro micidiale, come a Lloyd Blankfein, chissà come mai guariscono, mentre il sorcio beccato nel casolare coi pizzini no.

I magistrati che indagano la mafia PERFETTA ci sono, o meglio c’erano. Ecco i nomi di quelli del livello di carriera di un Borsellino o di un D’Ambrosio: Mary Jo White, Gary Lynche, Linda Thompson, Paul Berger. Cosa fecero negli anni di platino che portarono al crimine mondiale dopo Lehman? Un cazzo, aprirono fascicoli falsi, e rispondevano a un altro ‘magistrato’ di livello immenso, tal Robert Khuzami della Securities and Exchange Commission americana che privatamente chiamava i banchieri Signori del Mondo prima e dopo Lehman e gli diceva (come da atti del Congresso USA): “Hey, datemi uno squillo, se siete indagati per i crimini contro gli Stai Uniti ve lo dico prima e in privato, così aggiustiamo le cose con patteggiamenti e non ergastoli”.

Mary Jo White, Gary Lynche, Linda Thompson, Paul Berger al termine delle indagini di cartapesta che aprirono, si dimisero e indovinate dove sono oggi a prendere centinaia di milioni di $ all’anno? Da Goldman Sachs, JP Morgan, Citi, Bank of America ecc.

Ma non abbiamo sentito di mega multe in America, o di audizioni del Congresso di fuoco? Sì. Ma quando? Quando le agenzie di rating, che l’amico PM Michele Ruggiero ha invano indagato nel Paese dei sorci, fecero i dispetti alla mafia PERFETTA. Capitò che, così come sostenne Ruggiero nella sua eccellente requisitoria sul loro operato criminoso in Italia, la agenzie di rating (quelle che con una bocciatura affondano decine di milioni di umani a botta) andarono a pestare i piedi anche e per coincidenza alla mafia PERFETTA, e allora sì che la mafia PERFETTA li bastonò. L’ex ministro della Giustizia Eric Holder multò Standard & Poor’s per la cifretta di 1 miliardo e 375 milioni di dollari, ops!, e S&P’s belò in ginocchio “Siii, Uaaaaa! Abbiamo barato, pietaaà!”. Stessa cosa con Moody’s, multina da 864 milioni. Ops!

La mafia PERFETTA è riuscita nell’intento di far passare indenne in America la seguente battuta (che è sulla bocca di tutti) “Gli USA sono governati da Government-Sachs”. A Washington non esiste una quota di commistione con ste mafie PERFETTE, come a Roma con le cosche, no, a Washington mafie PERFETTE e governo sono la stessa cosa al 100%, ed è tutto è ‘legale’. Jamie Dimon, Padrino di JP Morgan (in foto con Obama sopra) non sta in un casolare nascosto come un sorcio e con un tumore, a scribacchiare pizzini patetici su foglietti, e non sarà mai un gorilla analfabeta in galera.

Questi sono i nomi degli uomini o donne del governo americano che negli ultimi 17 anni sono venuti da un’UNICA banca, Goldman Sachs (poi ci sono gli altri) e furono tutti Ministri o Consiglieri della Casa Bianca: Stephen Bannon, Gary Cohn, Steven Mnuchin, James Donovan, Dina Powell, William Dudley, Gary Gensler, Stephen Friedman, Joshua Bolten, Robert Steel, Henry Paulson, Robert Rubin, Kenneth Brody.

E torniamo a quel reportage della BBC che vidi a Londa molti anni fa. Là dove il mondo si è evoluto al di sopra degli australopitechi o dei mungi capre (Camorra, Ndrangheta, Cosa Nostra), le mafie si sono trasformate. Non più armi, non più depositi di esplosivi, pizzi, ragliate sulla spartizione del territorio, non più discariche di veleni dietro casa propria, non più puttane, droga, o appalti del valore totale, fra Mafia Ndrangheta e Camorra, di un pomeriggio di ‘bets’ al solo John Paulson Hedge Fund a NY. Le mafie nei Paesi che ‘giustamente’ Marco Travaglio definisce “i Paesi seri” (povero idiota) hanno capito che si può essere un Provenzano alla quindicesima potenza e con in pugno… non gli appalti, ma una trentina di Nazioni del mondo, e allo stesso tempo stare davanti al Presidente degli Stati Uniti con la CBS, MSNBC, CNN a stuoino a fare domande, con onori sul New York Times o sul Financial Times, e sonni di platino. Insomma, please welcome…

… la mafia PERFETTA. E qui arrivo al punto di maggior importanza di questo articolo.

Dopo aver esposto queste cose al convegno di cui all’art. precedente, il PM Ruggiero in totale buonafede ha esclamato: “Barnard, allora sinceramente io mi devo ritenere fortunato di appartenere a un Paese dove le mafie sono IMPERFETTE, se no… bè, se no manco sarei qui!”. E lì io sono arrivato con l’inimmaginabile, eccolo:

“Caro Ruggiero, no, noi dobbiamo AUGURARCI che anche le sozze topaie di scarrafoni politico-mafiosi italiane si evolvano in mafie PERFETTE. E sa perché?”, tremore della platea, mormorrii…

Barnard: “Lei lo sa, Dott. Ruggiero, di cosa NON si sono resi conto i mafiosi americani o inglesi di Wall Street e della City divenuti onnipotenti mafie PERFETTE? Non si sono resi conto che passando dalle latitanze, appalti, pizzi, spaccio droga/armi… a fortune inimmaginabili e prive di reali pericoli d’indagine, essi si stavano…

… si stavano mettendo nella LEGALITA’. Certo, è una legalità perennemente violata e che gli dà il potere di svegliarsi la mattina ed essere il governo stesso al 100% e senza nessun rischio, e accumulando fortune cosmiche che la malavita australopiteca italiana neppure immagina. MA E’ COMUNQUE LEGALITA’. E fermi tutti. Quando un MACRO-sistema criminale senza rendersene conto, perché ubriaco di un potere e di profitti divini che da latitanti non avrebbero mai avuto, quando, dicevo, quel macro-sistema criminale si ritrova distrattamente dentro le regole, allora E’ FOTTUTO. E sapete perché?…

… perché alla fine della giostra è sempre lo Stato che comanda anche se non se ne rende conto. E se le opinioni pubbliche, una volta rinchiusa la mafia PERFETTA dentro le regole della legalità, cominciano a ruggire, la politica è costretta ad agire, ad applicare le regole, perché la politica non può vivere solo di banche, DEVE VIVERE DEI VOSTRI VOTI, e quando a quel punto la politica è costretta dal TERRORE DEL NON VOTO ad agire, la mafia PERFETTA che si è auto rinchiusa in una legalità di diamanti e platino, ma pur sempre legalità, è messa…

… CON LE SPALLE AL MURO. Cosa credete che faranno quell’ipotetico giorno del ruggito delle opinioni pubbliche i vari Jamie Dimon e Lloyd BLankfein o John Paulson? Credete che torneranno alle lupare, spaccio, puttane e ai casolari coi tumori e i pizzini? Torneranno forse agli spiccioli del macellaio, sozzi di applatini, discariche, ponti fatti con la sabbia, e traffici porci, puzzolenti di sudore e latitanze dopo essere stati alla Casa Bianca riveriti come Imperatori? No. Indietro non potranno mai più tornare, e sono fottuti. Basterà allora, con la mafia PERFETTA tronfia di iper-potere-cosmico ma dentro LE REGOLE, che i popoli si muovano, e li fotteranno tutti. Al contrario, Dott. Ruggiero e lettori, se le mafie rimarranno sorci, blatte, scarrafoni e ponghe, cioè mafie IMPERFETTE, quelli non li stermineremo mai, mai e mai, infatti sorci, blatte, scarrafoni e ponghe esistono da millenni”.

Auguriamoci che le tre mafie italiane compiano l’evoluzione da mafie IMPERFETTE a mafie PERFETTE come in USA o in Gran Bretagna. Anzi, invochiamo una trattativa aperta Stato-mafie dove Roma incentiva le cosche da una parte a fare duemila volte gli affari di oggi, ma dall’altra a rientrare nella legalità della mafia PERFETTA. Certo, dovremo soffrire un’epoca d’imperiosi bastardi legali che penseranno di avere in pugno non solo il 100% di Senati e Parlamenti, ma ogni singolo cm quadrato di Istituzioni e business esistente, con profitti da Mille e una Notte. Ma poi, ripeto, quando saranno loro malgrado nella LEGALITA’ delle regole, poiché come in USA sono divenuti mafia PERFETTA, allora il popolo degli elettori, se veramente coeso, potrà fotterli spalle al muro, come spiegato sopra. E ci saremo sbarazzati di mafie IMPERFETTE e PERFETTE in un colpo solo. Sorry, è l’unica via. Non ce ne sono altre. I veri statisti hanno ‘visioni’ a lunghissimo termine e incredibilmente azzardate. Non c’è altra scelta.

Stirate il cervello, e…

THINK.

Paolo Barnard

Fonte: www.paolobarnard.info

lunedì 24 luglio 2017

LETTERA DI UN CAVALLO


I cavalli sono creature che adorano la terra
Mentre galoppano su zoccoli d’avorio
Costretti dalla meraviglia della morte e della nascita
I cavalli continuano a correre, sono liberi.
(John Denver)

Mancano pochi giorni alla cena benefit a favore di Agripunk, ricordati di prenotare e leggi l'invito da parte degli amici del rifugio:
"Giovedì 27 Luglio duemiladiciasette alle 20 non potete mancare alla cena benefit per Agripunk al ristorante La Capra Campa di ROMA.
Vi consiglio caldamente di dare un'occhiata al menù che vale da solo il prezzo di sole 20 euro di cui 5 euro aiuteranno direttamente Agripunk!!
Se non fossimo straimpegnat✖ ci verremmo pure noi, comunque vi anticipo che un pensierino ce lo stiamo facendo!!
E' un menù che prima di finire di leggerlo ti fa venire l'acquolina in bocca".

Cena benefit per Agripunk rifugio per animali liberi in programma giovedì prossimo 27 luglio (locandina e l'evento pubblicato su facebook):

Cena benefit per Agripunk onlus a La Capra Campa!

Cara Virginia Raggi è passato un anno dalla tua elezione a sindaco di Roma e devo confessarti che mi sarei aspettato fin da subito l'abolizione delle botticelle e una giusta sistemazione dei cavalli sfruttati, come d'altronde avevi promesso durante la campagna elettorale:

M5S PROGRAMMA PER I DIRITTI E LA TUTELA DEGLI ANIMALI ROMA CAPITALE 2016

A Roma si è riscontrato in passato un sistema di gestione inadeguato degli animali sia randagi che selvatici e la totale assenza della messa a regime delle norme vigenti. Il Movimento 5 Stelle ed il Sindaco, responsabile civilmente e penalmente degli animali del suo territorio e come massima autorità sanitaria, si impegneranno a ripristinare l’Ufficio Diritti Animali per far fronte ai casi di randagismo, e di concerto con le forze dell’ordine opereranno per vigilare sul rispetto della normativa vigente costantemente disattesa, per prevenire i reati a danno degli animali. La gestione dei canili/gattili pubblici sarà affidata tramite bandi di gara e non più tramite affidamento diretto, con la finalità principale di aumentare il potenziale di adottabilità degli animali anche tramite la creazione di un’a​rea del portale w​eb. 

LINEE DI AZIONE

● Ripristino dell’U​fficio comunale Diritti Animali e istituzione di un numero telefonico da contattare in caso di necessità

● Nuovo R​egolamento Tutela Animali​ del Comune di Roma

● Abolizione delle Botticelle r​omane e​ divieto di esercitare sul territorio comunale qualunque servizio di trasporto a trazione animale

● Progressiva riconversione del “Bioparco” in una struttura destinata all’accoglienza di animali esotici che siano frutto di sequestri e confische, ed estensione dell’attuale Centro Recupero Fauna Selvatica per gli animali che necessitino di assistenza o riabilitazione. Abbandono delle logiche commerciali legate alla strumentalizzazione degli animali tramite il loro acquisto, la creazione di nuove aree e la loro esposizione al pubblico

● Disincentivare l’attendamento di circhi con animali t​ramite emanazione di un Regolamento comunale N​o circhi e mostre itineranti con animali

● Affidamento della gestione dei cani e gatti randagi presenti all’interno delle strutture capitoline tramite bando di gara atto a garantire il benessere ed i diritti degli animali.

● Unita ̀mobile di pronto soccorso H24 i​n collaborazione c​on la Asl p​er animali randagi e selvatici

● Aumentare il numero di a​ree cani


LE TRE PRIORITÀ


● Abolizione delle Botticelle r​omane e divieto di esercitare sul territorio comunale qualunque servizio di trasporto a trazione animale​

● Riconversione del “Bioparco” mediante l’estensione del Centro Recupero Fauna (destinandolo all’accoglienza di animali che necessitino di assistenza, riabilitazione, e/o che siano frutto di sequestri e confische)

● Affidamento della gestione dei cani e gatti randagi presenti all’interno delle strutture capitoline tramite bando di gara

Ora, posso capire che i gravosi impegni ai quali tu e la tua giunta siete stati costretti a dover far fronte non vi abbiano permesso di ottemperare fin da subito alla realizzazione dei punti programmatici di cui sopra, ma dal momento che si tratta di provvedimenti di facile realizzazione, oltretutto sono già a disposizione le macchine elettriche sostitutive che giacciono inutilizzate ormai da due anni nei depositi del comune, mi chiedo perchè non abbiate provveduto in maniera tempestiva, ti allego una missiva un pò diversa dalle solite, è stata scritta da uno dei magnifici e straordinari animali che vengono sfruttati e umiliati ancora oggi tutti i santi giorni, vogliamo abolire finalmente questa anacronistica e crudele tradizione?

LETTERA DI UN CAVALLO

PREMESSA

Questo documento nasce dalla crescente necessità di affrontare una questione molto delicata e spinosa. Sempre più persone che si definiscono “vegane”, infatti, non trovano alcuna contraddizione nel far convivere all’interno del solito stile di vita (o ancora meglio filosofia) il rispetto verso ogni animale, specialmente quando si parla di cibo, con la pratica dell’equitazione. Addirittura si sente parlare di “equitazione per vegani”, “equitazione etologica”, “equitazione sostenibile”.

Beh, il collegamento con la definizione di alcuni allevamenti come “etici” o appunto “sostenibili” è immediato e forte ed è proprio da lì che passeremo con questa riflessione.

L’intento di questo lavoro non sarà quello di giudicare chi monta a cavallo pur avendo fatto un percorso personale che lo ha portato ad eliminare dalla propria dieta ogni cibo di origine animale, ma quello di fornire informazioni e strumenti frutto di un’esperienza che potrebbe dare spunti interessanti a fare chiarezza. Come in ogni forma di “discriminazione”, c’è bisogno di elementi utili e fondamentali per conoscere e poter così rispettare di più colei/ui che fino a prima era vista/o con occhi differenti…fino ad arrivare al proprio cavallo.

Nella speranza che questo possa smuovere ancora di più le coscienze di tanti umani ancora confusi sulla propria relazione con gli altri animali.

Vi auguriamo una buona lettura.

NB: uno tra i realizzatori di questo documento dopo essere diventato vegano ha montato a cavallo ancora per un paio di anni prima di capire che quello che faceva ai cavalli era fortemente in contraddizione con il proprio cammino personale, facendo errori su orrori. Ed è proprio per questo che si sente di offrire la propria esperienza, partita dall’utilizzo indiscriminato dei cavalli e giunta fino alla costituzione di un Santuario di Animali Liberi.



LETTERA DI UN CAVALLO AD UNA PERSONA VEGANA

Ciao amic@,

non so se questa mia lettera è rivolta proprio a te, ma probabilmente presto lo capirai da sol@.

Mi chiamo Oliver, sono nato in Italia nel 1989: classico cavallo destinato al mondo delle corse al trotto, quelle con il calesse dietro per intenderci. Ho trascorso qualche anno di “carriera” a resistere ai miei “padroni”, che usavano spesso maniere molto forti nei miei confronti, per poi finalmente giungere, dopo svariate vicissitudini e una serie di colpi di scena, ad una vita degna e libera in un Santuario.

Scrivo a te, car@ uman@ che stai leggendo.

Scrivo a te che in un momento particolare della tua vita ti trovi come tanti altri in una forte contraddizione, anche se non ben compresa.

Scrivo a te che ti definisci “vegan@” e rispettoso verso gli altri animali, ma che in fondo non ti poni sufficienti domande sul tuo rapporto con i miei simili.

Scrivo a te nella speranza che tu possa semplicemente conoscermi meglio, per capire che certe tue attuali convinzioni non hanno delle reali fondamenta e che basterebbe solo alzare gli occhi per vedere e comprendere le cose da una prospettiva decisamente più alta, più saggia, più evoluta.

Scrivo comunque anche a te che minimamente metti in discussione l’approccio utilitaristico nei confronti di ogni altro animale, persino della tua stessa specie, a te che vivi permettendo che l’uomo bianco, maschio, ricco, adulto ed eterosessuale sia al vertice di ogni piramide del potere. Probabilmente ignorerai le mie parole, ma almeno avrò potuto esprimerti alcuni concetti, che spero possano incuriosirti, disturbarti, ronzarti dentro.

Ti scrivo per parlarti di noi, per permetterti di capire chi siamo: per fare questo non posso che iniziare a raccontarti dei miei fratelli e delle mie sorelle, quelli ancora più fortunati e fortunate di me, i selvatici. I reali e unici possibili riferimenti quasi intatti della nostra specie.

CHI SIAMO

Allo stato brado, cioè l’unico veramente naturale (nel quale tutti dovreste conoscerci), noi cavalli viviamo in branchi liberi di muoverci in lande di superficie sconfinata e immensa. Compiamo ogni giorno dai 60 agli 80 km, per la maggior parte del tempo camminando, ma concedendoci ogni tanto anche qualche sfrecciata nonostante il terreno impegnativo. A tal proposito voglio svelarti una curiosità, sempre con l’intento di affascinarti un po’: in natura abbiamo il primato assoluto di essere gli animali più veloci in rapporto al nostro peso! Qualunque altro animale corra più veloce di noi, lo fa perché più leggero. Questa caratteristica ci rende un perfetto concentrato di muscoli e potenza che lanciandosi su un terreno accogliente e pianeggiante arriva anche a superare i 70 km orari. Che forza!

Non crederai che siamo buoni a correre solamente su terreni facili, vero?

A volte voi umani ve ne scordate, ma in natura tutto è perfetto e, grazie al terreno pieno zeppo di sassi (la steppa è d’altronde la nostra zona di origine, con un ambiente molto brullo, una vegetazione secca e rada), abbiamo sviluppato grande capacità di camminare anche in situazioni rocciose, con grande beneficio ai nostri piedi. Questo è infatti il modo perfetto di curare e fortificarci le unghie: più camminiamo sui sassi, più i nostri piedi diventano duri e quindi resistenti. Sappiamo che alcuni umani che ci hanno osservati liberi hanno paragonato il nostro piede alla spada dei guerrieri Samurai, da tanto che sono forti.



Non appena veniamo al mondo siamo immediatamente protetti dall’intero branco, in primis ovviamente dalla nostra mamma, che ci accompagna fino al naturale svezzamento, che non avviene di certo a sei mesi di vita: anche se molto presto cominciamo a mangiucchiare erba e altri vegetali come fanno gli adulti, è solo dopo un po’ di mesi dalla nascita che diventiamo realmente autonomi e capiamo che cosa ci fa bene e che cosa ci fa male.

Tanta, tanta erba secca e quindi poco calorica: questo è quello che più troviamo negli ambienti dove ci siamo evoluti e per tale motivo abbiamo bisogno di mangiare per tanto tempo al giorno, arrivando quasi a superare le 15 ore!

Perciò niente praterie verdi, nessuna distesa desertica: a noi servono ambienti dove la vegetazione sia presente ma non troppo verde, altrimenti ci potremmo sentire male. “Male” perché se mangiassimo per 15 ore erba in crescita rischieremmo di assumere un carico eccessivo di alcuni elementi come lo zucchero, presente in abbondanza in essa.

Giochiamo e apprendiamo direttamente dal branco le regole della vita, assimilando inevitabilmente l’importanza e l’esigenza di stare uniti, anche se ad un certo punto diventiamo adulti e dobbiamo trovare una nostra strada. Non restiamo mai soli, ma dato che nel branco ci sono tradizioni ben rodate nel tempo, ognuno deve cercarsi un altro posto dove stare. Per le femmine è tutto più facile, poiché saranno ben accolte dagli altri, mentre i maschi devono ingegnarsi di più, arrivando ad organizzarsi in gruppi che effettuino vere e proprie incursioni volte a prelevare femmine dagli altri branchi.

È proprio così, non sto mentendo! Anche se da adulti i “maschi” diventeranno rivali, in questo delicato momento di passaggio essi si aiutano a vicenda, per permettere ad ognuno di creare il proprio branco e garantire in questo modo la sopravvivenza della specie. D’altronde questa è una priorità assoluta della nostra esistenza, che forse qualcun altro ha perso nell’arco degli anni.

Giungerà infine anche il nostro momento di essere genitori: il ciclo si ripeterà e ogni esemplare porterà in sé fino alla fine, anche per 40 anni, tutta la saggezza da trasmettere ciclicamente ai nuovi arrivati. Essa comprende anche l’attenzione nei confronti dei predatori e di tutto ciò che potrebbe essere fonte di pericolo.



Dall’uomo? Ce la filiamo a distanza di qualche centinaio di metri! E facciamo bene!

Eh si…viviamo una bella e lunga vita, piena di soddisfazioni e responsabilità, di conoscenze e di confronti.

Questo è quanto siamo diventati in tanti lunghi anni di evoluzione, e ci piace così!

Ecco una sommaria presentazione di chi sono i cavalli: comprensibile a tutti senza usare grandi parole tecniche che in pochi conoscono e che forse celano come obiettivo unico quello di rendere indecifrabile un contenuto e valorizzare oltre il dovuto un certo argomento. Voi umani siete bravi in questo.

Tutto ciò che vi ho appena descritto è quello per cui dovremmo venire al mondo, l’unico modo per noi di vivere appieno una degna esistenza: tutto il resto è solo un accontentarsi di ciò che ci viene offerto, fino a quando il nostro corpo riesce a reggere (e sorreggere) i vostri errori.

E di commettere errori, purtroppo, sembra non accenniate ancora a smettere.

QUELLO CHE VOI PENSATE NOI SIAMO E CI PORTATE AD ESSERE
Si sente parlare spesso, negli ambienti in cui ci troviamo costretti a relazionarci con l’uomo, di “amore verso i cavalli”. Spesso è proprio tale “amore” che spinge voi umani a commettere errori che comprenderete solo più avanti (si spera).
Tra le reti di questo “amore” distorto, tramandato di generazione in generazione, voi ci avete ingabbiati con le più disparate motivazioni, a partire da una questione di mera sopravvivenza (utilizzandoci come bestie da soma e da lavoro) fino ad arrivare alla soddisfazione della vostra esigenza di divertimento e frivolezza (sfruttandoci per la corsa e l’equitazione).
In ogni caso, qualunque vostro approccio va contro i nostri bisogni, anche nelle occasioni in cui vi definite “giusti” e “rispettosi”. Questo perché semplicemente non ricalcano ciò che la Natura ci offrirebbe allo stato selvaggio, che è d’altronde l’unico vero “giusto” possibile per noi.
Tra l’altro, tu che stai leggendo questa lettera dovresti già essere sensibile e infastidito dall’utilizzo improprio di termini come “etico” o “rispettoso”, perciò mi chiedo il perché non estendere questa sensibilità anche quando si tratta dei cavalli!
Ci si riempie la bocca con definizioni come “equitazione etica”, “etologica”, “doma dolce”: quando sentiamo queste parole ci vengono i brividi.
Come è possibile accostare due termini dai significati così opposti?
Sembra incredibile non avvertire chiaramente quanto l’esplicitazione “doma dolce” sia pura contraddizione: come si fa a comandare dolcemente qualcuno?
Per quanto ci riguarda, la vostra doma non è altro che un puro atto di violenza, con il quale ci strappate letteralmente la nostra parte più pura, più libera, più istintiva.
Per capirlo a fondo non dovrebbe bastare altro che pensare alla cattura di un cavallo selvatico che fino ad un momento prima se ne stava libero con il proprio branco a mangiare erba: esso viene rincorso da oggetti volanti “semina terrore” (quelli che voi chiamate elicotteri), che lo spingono verso spazi chiusi, dove sarà più facile farlo prigioniero. E’ solo dopo tale enorme trauma che arriva il peggio. Separato dai propri simili, legato con il muso ad un palo, senza cibo e, nei casi di individui più tenaci, anche senza acqua, la sua parte vitale r-esiste fino a quando la speranza di tornare a vivere liberamente nella sua casa di spazi sterminati là fuori non muore del tutto.
Sì, sto parlando di “morte”: è morte quella che viene indotta, sia a livello psicologico che a livello fisico, quando ci violentate costringendoci ad indossare pezzi di ferro sotto ai piedi, piazzandoci strani e fastidiosi oggetti in bocca e sulla schiena per montarci sopra.
Tutto ciò a quale scopo? Quello di farci correre al posto vostro in stupide competizioni, per guidarci lungo inutili percorsi e per molte altre cose, che sono tutte senza alcun senso per noi e, se ci pensi bene, anche per voi.
Non avete nemmeno il coraggio di ammettere che per arrivare a rendere il cavallo (che naturalmente vivrebbe libero come tutti gli altri) un obbediente automa, uno zombie, non si può altro che utilizzare coercizione e inganni: ecco quanto è ridicola, la vostra doma “dolce”.
Arnesi di ferro spinti a forza in bocca per guidarci attraverso la paura del dolore, strumenti di vario genere per costringerci in certe posizioni, oggetti sulla schiena più o meno grandi per starci sopra, fino appunto ai pezzi di ferro messi sotto ai nostri splendidi e funzionali piedi ridotti in cattività a nulla più che un’unghia rotta.



Siamo fatti per lanciarci in spazi sterminati, e ci riducete in miseri recinti, o peggio ancora in minuscoli vani che voi chiamate box mentre noi li viviamo come prigioni.
Siamo fatti per vivere in branco, e ci costringete soli in spazi isolati, polverosi e angusti.
Siamo fatti per mangiare erba tutto il giorno, e ci somministrate secchiate di cereali, allo scopo di aumentare la nostra massa muscolare e con chissà quale altra aspettativa.
Siamo spiriti liberi e fieri in natura, ma voi vi convincete di diventare contemporaneamente i nostri padroni e i nostri protettori. “Protettore” è un termine che utilizzate anche in altri ambiti e ciò chiarisce bene il livello di sfruttamento a cui ci sottoponete.



Con premurosa ipocrisia, d’inverno ci vestite di calde coperte, senza minimamente informarvi su quanto sia importante per noi usufruire della nostra pelliccia, che in condizioni naturali è perfettamente funzionale anche all’escursione termica tra il giorno e la notte durante i mesi più freddi: siamo infatti dotati di muscoli piliferi che sanno orientare ogni singolo pelo in base alle varie esigenze.
Ci mettete subito al riparo nelle giornate di pioggia, senza interrogarvi se essa, così fastidiosa per voi, lo sia anche per noi.
Tendete ad umanizzare ogni nostra esigenza, arrivando a causarci enormi problemi fisici, come lo straziante dolore ai piedi che voi definite “laminite”, causato da un’alimentazione esageratamente zuccherina e dallo stress al quale ci sottoponete. La cosa ancora più incredibile è che, in quei casi, molti veterinari intervengono somministrandoci un antidolorifico in pasta, che contiene…indovinate un po’…zucchero! Ma ci siete o ci fate?
Lo stress sfocia anche in altre manifestazioni, da voi fraintese benché le abbiate davanti ai vostri occhi quotidianamente, come ad esempio i tic nervosi.
Pensate che ce li trasmettiamo a vicenda anziché capire che due cavalli chiusi in due box separati ed uno di fronte all’altro saranno sempre frustrati e continueranno a minacciarsi a vicenda, dal momento che stanno vivendo in un contesto del tutto innaturale per le loro esigenze. Cercando di arginare le situazioni peggiori e più compromettenti non siete capaci di far altro che metterci strettissimi collari di ferro e/o cospargere alcune parti dei box con sostanze irritanti, senza pensare invece a comprendere le nostre sofferenze e a rimuovere il reale problema: la prigionia a cui ci costringete.
Non voglio dilungarmi sugli altri dettagli dei quali entrambi siamo perfettamente al corrente, dai trasporti alle competizioni, ai medicinali dei quali ci imbottite fino al liberatorio gran finale.



Che sia a causa di un incidente o dell’età avanzata, il nostro destino sarà comunque sempre lo stesso.
Come un oggetto divenuto improvvisamente inservibile, ci spedite nel più terribile luogo
al mondo, dove sistematicamente, uno dopo l’altro, crolliamo sotto il colpo senza pietà di un gelido ed insanguinato pezzo di ferro che ci spacca la testa: questo è il nostro ultimo sacrificio per voi, che potrete cibarvi delle nostre carni, fatte accuratamente a pezzi.
Ma come vi è venuto in mente di creare luoghi simili?
Non abbiamo proprio parole.

Un’ultima cosa.
Alcuni fra voi sono ancora convinti che quanto descritto sopra non sia da considerarsi valido se un cavallo nasce felice in un contesto domestico, abituandosi all’umano sin da piccolo, senza temerlo e averne paura.
Certo, è vero che entrando in contatto con voi già dai primi mesi di vita non arriviamo quasi mai (e sottolineo “quasi”, visto che alcuni cavalli vanno diffidando di voi anche in condizioni domestiche) alle reazioni che abbiamo in ambiente selvatico, ma in verità ogni situazione merita una valutazione a sé, e se si scava a fondo si scopre che anche in questi apparentemente innocenti casi una grande dose di violenza viene sempre e comunque esercitata.
Dal momento che se si parla di domesticità si parla di allevamento (già solo questo termine dovrebbe mettervi in allarme), la mia riflessione vuole condurvi metaforicamente ad immaginare prima di tutto la parte dello stupro che la fattrice è costretta a subire a causa vostra.
So che cosa stai pensando. In cuor tuo credi che la parola “stupro” sia troppo forte, esagerata.
Sei mai stato in un allevamento?
I miei occhi hanno visto femmine fatte montare, legate con catene alle gambe posteriori per evitare che scalcino il maschio che le copre senza il loro consenso.
Questa è violenza.
Lo so, lo so, l’uomo prova a pensare a tutto ma, nonostante “l’evolutissimo” metodo dell’inseminazione artificiale, la violenza permane, anche se meno brutale e più subdola perché tanto non c’è comunque alcun consenso da parte della femmina.
Dopo il parto comincia la fase che voi definite ”imprinting”.
Mi domando cosa pensi accada nella maggior parte degli allevamenti. Coccole ogni giorno?
Mediamente i cavalli vengono tenuti in recinti, senza che si perda troppo tempo (d’altronde il tempo è denaro, dite voi): nei piccoli si risveglia in tal modo quel poco di selvatico insito in loro.
Ma anche nei rari casi in cui il contatto con voi umani è più ravvicinato e si promette maggiormente sereno gli scontri non sono altro che posticipati al momento in cui verranno pretese dal soggetto in questione azioni che esso mai avrebbe voluto compiere.
Eccoci giunti quindi all’inizio della doma e dell’addestramento più specifico.
Se sei convinto che i cavalli si divertano a svolgere certe attività, che siano passeggiate o salti tra ostacoli artificiali, ti pongo una domanda: perché, per costringerci a farlo, dovete usare tutti quegli strumenti finalizzati a terrorizzarci e piegarci attraverso la minaccia del dolore?
Come mai siete costretti a premerci un pezzo di ferro sulle gengive, tra gli incisivi e i molari (si chiamano “barre”, nel vostro gergo), per trattenerci e guidarci?
Probabilmente perché vi state imponendo con la forza e lo avete fatto fino a spingervi ai casi più estremi: mi riferisco, per esempio, a quella che voi definite monta americana, quando utilizzate dei ferri talmente fini e rafforzati con delle leve che arrivano addirittura a spezzarci in due la lingua.
Sì, ora a difesa della tua coscienza vacillante ribatterai che esistono (rari) casi in cui vengono utilizzati strumenti e metodi meno coercitivi, come le briglie senza imboccatura, ma la questione è che ciò non cambia assolutamente la posizione dominante attraverso la quale vi rapportate con noi e che vi prendete il diritto di avere nei nostri riguardi.
Sapete chi è colui che cede e ubbidisce con queste modalità? Quello che è già più morto di altri.
Chi è stato costretto ad abbandonare la sua natura buona e selvaggia, marcita tra gli angoli polverosi di un box, fuggita dal corpo e dallo spirito di un individuo violentato e torturato psicologicamente.
E nei rari casi in cui uno di noi trovi la forza di fronteggiare ogni vostra prevaricazione, voi risolvete il conflitto anticipandone il viaggio verso la morte, di solito riservato a coloro che non sono più utili a servirvi. In questo modo togliete di mezzo e soffocate anche quel lieve spiraglio di resistenza animale che tanto destabilizzerebbe la vostra convinzione di riuscire a dominarci.
Questo è quello che voi considerate un buon lavoro.

Tu adesso sei libero di dire: “Ma io non faccio tutte queste cose!”
Ti chiedo però di riflettere e di pensare a quanto ho provato a comunicarti.
Non chiuderti nelle tue verità e prova a sentire quanto della tua parte emotiva è stato smosso da questa analisi.

CHI SCRIVE
Sono Oliver, cavallo nato in un allevamento per trottatori: sono stato destinato all’ippodromo di Montecatini in Toscana, dove sono stato picchiato e frustato a più non posso perché ero, e sono ancora, un carattere molto forte e troppo resistente.
Sono i soggetti come me quelli nei quali ri-affiora e si può osservare l’ultimo bagliore di dignità che la mia specie si porta dentro.
Dopo varie vessazioni e diverse peripezie, un giorno conobbi un ragazzino apparentemente come tutti gli altri. Mi guidava da quel carretto a due ruote che mi attaccavano sempre dietro, con malcelata insicurezza, visto che era al suo primo incontro con uno della nostra specie.
Piano piano, nonostante fosse plasmato dagli altri umani per trattarmi alla stregua di un oggetto, lui iniziò incredibilmente a cambiare, sicuramente grazie alla sua personale volontà di farlo, ma anche per merito degli incontri e delle esperienze scambiate con chi ne aveva passate più di lui.
Quell’umano mi salvò la vita in diverse occasioni, quando mi opponevo con forza a coloro che mi costringevano a correre nelle piste e per questo subivo continuamente terribili percosse fino ad essere tirato tramite una catena da un trattore.
Dal mestiere di maniscalco passò a quello di pareggiatore naturale, mi tolse prima i ferri ai piedi e poi mi liberò progressivamente da ogni oggetto che mi impediva di essere me stesso.
Probabilmente il nostro percorso di più di quindici anni insieme, costantemente fianco a fianco, ha permesso che trovassimo la via della liberazione reciproca: grazie al suo aiuto oggi posso vivere al Santuario in completa autodeterminazione e serenità, insieme ad una decina di cavalli e a tanti altri animali di diverse specie.

PERCHÈ TI SCRIVO
Un’analisi, come quella appena presentata, può fornire strumenti per non cadere vittima dei tranelli di coloro che nascondono in realtà solo grossi interessi economici.
Certo…affermare che i cavalli, e anche gli altri animali, debbano essere lasciati in pace non genera alcun business e ovviamente l’attuazione pratica di quanto scritto sopra minerebbe l’interesse più grande di voi umani: il denaro, che genera il potere.
Immagina un mondo nel quale non esistano più cavalli domestici, quale sarebbe il destino di tutte le centinaia di persone che vivono di questo?
Che cosa farebbe un veterinario senza più cavalli che rischiano di morire ogni giorno?
Chi smercerebbe come oggetti un commerciante orfano del suo spaccio di cavalli al miglior offerente?

Se solo tu riuscissi a ragionare con la tua testa, domandandoti se realmente tutto questo sia necessario alla tua vita, già io mi sentirei molto sollevato.
Ti assicuro che mi sentirei meglio per il mio simile che stavi forzando a fare qualcosa contro la sua volontà, ma anche per quelli vicini o legati a lui, perché il tuo esempio andrebbe inevitabilmente a contagiare in qualche modo anche quello di altri umani con i quali probabilmente condividevi le domeniche a passeggio o la passione per i concorsi di salto ad ostacoli.
E se ritieni ancora che quello che tu fai di noi sia rispettoso delle nostre esigenze solo perché ci conosci bene e provi dei sentimenti nei nostri confronti, allora rispondo ispirandomi alle parole di un amico etologo (così lo chiamate voi): la monta, o doma “etologica”, e di conseguenza anche ogni allevamento biologico che sia, è molto peggiore di una convenzionale. In questo secondo caso si ignorano spudoratamente le caratteristiche e le esigenze specifiche dell’animale in questione, che viene trattato come oggetto da sfruttare e spremere fino allo sfinimento.
Nel primo invece ogni conoscenza viene usata non a favore del reale benessere e della vita dell’animale (“benessere animale”, quanta ipocrisia si cela dietro anche a queste parole!), ma solo per riuscire a utilizzarlo e a sfruttarlo di più, cercando di raggirarlo per le sue caratteristiche. L’esempio lampante e peggiore è quello che voi chiamate “rinforzo positivo”. Ci fate fare movimenti o venire incontro a voi con il solo scopo di afferrare un misero pezzo di cibo. Ci prendete per la gola, senza comprendere la verità: a noi interessa solo quello e non collaborare con voi!
Non siete in grado di distinguere le due cose e vi convincete che compiere quell’azione possa addirittura diventare piacevole.
Sai invece che cosa facciamo ora al Santuario dove viviamo?
Nessuno ci offre più carote e mele (né tanto meno zucchero in zollette!), eppure i nostri rapporti con gli umani sono migliori di prima. La nostra relazione è basata sulla verità, i nostri contatti sono sinceri poiché privi di scopi, se non quello di convivere pacificamente insieme, ricevendo magari qualche grattino ogni tanto.
E per aiutarci a raggiungere questa condizione non serve avere studiato, non servono grandi guru delle monte “acchiappacitrulli”, né grandi scritti su malattie e ricerche allo scopo di inventare medicinali più dannosi che mai.

Basta semplicemente aprire gli occhi e osservare ciò che di meravigliosamente bello la natura ci propone, saperlo apprezzare ed essere in grado di riportarlo anche nel nostro piccolo angolo di mondo.
Se ospiti un cavallo a casa tua, se hai un rapporto con uno di noi in una struttura “specializzata” (allo sfruttamento!), la verità non cambia.
Promettimi di fare una cosa. Osserva il mio compagno negli occhi e cerca di comprendere quello che ti vuole comunicare, liberando il tuo sguardo da egoismo ed egocentrismo.
Il mio amico umano l’ha fatto con me e c’è riuscito. Oggi sono libero.
Spero che anche colui o colei che guarderai avrà la stessa fortuna.





UN’ULTIMA RIFLESSIONE
Con questa lettera ed il suo messaggio non sto cercando di venderti qualcosa, poiché essa è solo il frutto della passione che impieghiamo nel rimettere in piedi questo mondo, che da tempo immemore sta andando a rotoli, a causa di tanti umani dagli occhi e dalle orecchie volutamente serrati.
Se tu avrai la fortuna di aprirli adesso, spalanca anche la tua bocca e fatti divulgatore e portavoce di questa rivoluzione dal basso.
Sai bene quanto sarebbe fondamentale il tuo contributo in questo senso.
E’ un mistero come voi umani non siate ancora riusciti a comprendere che la società è l’insieme dei comportamenti di ogni singolo componente.
“Pochi” potrebbero anche avere la prepotenza di trascinare la società in una direzione ad essi più favorevole, ma ogni sforzo sarebbe vano se gli altri non li seguissero in tutto e per tutto.
Sai meglio di me quanto il mondo delle lobbies umane (sì, per fortuna esse sono prerogativa unica della tua specie) condizioni le scelte di tutti gli individui, con grande capacità di circoscrivere e frenare le eventuali reazioni della massa, senza mai farsene sfilare le “redini”.
In passato, solo pochi di voi mostravano sdegno nei confronti degli allevamenti intensivi, persino per quelli equini, ma col trascorrere del tempo il numero di coloro che ne hanno preso le distanze è visibilmente cresciuto e quindi, per assecondare le nuove (o meglio, le risvegliate) sensibilità umane, si è dovuto rivedere i piani, giusto per renderli un po’ più leggeri e digeribili, per farli passare come maggiormente sostenibili.
Si parla di inquinamento? L’allevamento biologico ha l’impronta ecologica “più verde” e meno impattante!
La vostra salute è a rischio? La carne biologica è meno dannosa!
L’aspetto etico degli allevamenti industriali vi mette in crisi? Non temete, perché quelli “etici” sono più rispettosi e sostenibili nel tempo: le vostre coscienze potranno finalmente dormire sonni tranquilli!
Quanta ipocrisia e falsità! Che stiano loro rinchiusi in un “allevamento etico”, che provino loro, anche solo per un attimo, a sentirsi carne destinata ad essere macellata “con rispetto” per soddisfare il palato di qualcun altro.
E’ più che probabile tu abbia già interiorizzato tutto questo, arrivando a prendere le distanze dall’innegabile violenza legata alla produzione di ogni cibo e/o oggetto di origine animale, ed è proprio per questa tua presa di posizione, così forte e determinata, che penso tu non possa evitare di aprire gli occhi sulla connessione che c’è con l’utilizzo che si fa dei miei simili.

Dal più profondo del mio cuore testardo e pulsante, per tutti i miei compagni e le mie compagne che ancora attendono di poter ricominciare a vivere veramente da cavallo o cavalla che siano.

Grazie.



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Grazie a nome di Oliver e di tutte e tutti gli altri cavalli ancora detenuti nei box o in altri luoghi di sfruttamento.

sabato 22 luglio 2017

Le Fetenzie. Mi rivolto dunque siamo



La specie umana è la sola che ha necessità di ricorrere alle vaccinazione per garantire a se stessa quella salute che ogni altra specie possiede senza l’ausilio di alcun apparato medico, farmacologico, vaccinale. Perché la specie umana tra tutte le specie animali è anche la più devastata da malattie?
Vaccinare un bambino sanissimo di pochi mesi di vita è un crimine se non si hanno le garanzie statistico-scientifiche della innocuità del farmaco, perché significa inoculare nel suo organismo, il cui sistema immunitario è ancora immaturo, sostanze riconosciute tossiche e delle quali non si conoscono gli effetti a breve e a lunga scadenza di tempo.
Con queste prospettive siamo proiettati verso vaccinazioni sistemiche: appena nati vaccineranno i bambini contro lo smog, il fumo di sigaretta, la droga, la depressione ecc. ecc.

Nel ricordarti la cena a favore di Agripunk rifugio per animali liberi in programma giovedì prossimo 27 luglio (locandina e l'evento pubblicato su facebook), ti invito a partecipare al presidio a Roma previsto per lunedì prossimo 24 luglio a piazza Montecitorio dalle 16 alle 18, qui di seguito dopo la locandina trovi tutte le indicazioni...

Se non ci svegliamo in massa questi criminali prezzolati rovineranno per sempre le nostre esistenze e quelle dei nostri figli e delle prossime generazioni, è importante partecipare alla manifestazione sit in contro i vaccini obbligatori prevista per lunedì 24 luglio davanti a Montecitorio dalle ore sedici alle diciotto! 
Credevano di averci completamente anestetizzato dopo trent'anni di propaganda televisiva e giornalistica di questi pseudo giornalisti servi delle multinazionali, ma quando è in gioco la vita dei nostri figli e dei figli dei nostri figli, questo meraviglioso popolo diventa un tutt'uno a difesa dei diritti più elementari, da settimane migliaia di mamme con bambini attaccati al braccio scendono in piazza per contrastare questo infame, becero e subdolo attacco alla salute, lunedì prossimo l'ennesimo presidio a piazza Montecitorio! Ecco il link della manifestazione:

LUG24

24 Luglio: Presidio a Roma per la #LibertàDiScelta


Per approfondire ancor più l'argomento vaccini ecco un interessante saggio di Emanuela Lorenzi:

Le Fetenzie. Mi rivolto dunque siamo

DI EMANUELA LORENZI

Che cos’è un uomo in rivolta? È innanzitutto un uomo che dice no. Ma se rifiuta, non rinuncia: è anche un uomo che dice sì. […] Non esiste rivolta senza la sensazione di avere in se stessi in qualche modo e da qualche parte ragione. È per questo che il funzionario in rivolta dice ad un tempo sì e no. Perché afferma, assieme alla frontiera, tutto ciò che custodisce e preserva al di qua della frontiera. Afferma che in lui c’è qualcosa di cui vale la pena prendersi cura. Al limite, accetterà di morire. Mette sulla bilancia la morte e quanto chiamerà, per esempio, la sua libertà. «Piuttosto morire in piedi che vivere in ginocchio».

La parte che l’uomo in rivolta protegge, egli ha la sensazione di averla in comune con tutti gli uomini. È da ciò che essa trae all’improvviso la sua trascendenza.

È nella rivolta che l’uomo si supera nell’altro, e, da questo punto di vista, la solidarietà umana è metafisica. Nell’esperienza assurda, la tragedia è individuale. A partire dal movimento di rivolta, essa ha coscienza d’esser collettiva.

(Albert Camus, L’Homme révolté , 1951)

La rivolta come azione metafisica permanente, come creazione di senso in un mondo insensato e ingiusto, di una realtà umana che riscatta ontologicamente dall’assurdo l’étrangerdando ordine al caos.

LA DITTATURA IN SENO AL SENATO: APPROVATA

L’altra sera (18 luglio) intere famiglie sono tornate dal presidio a Roma in Piazza Cinque Lune dopo aver manifestato dalle 9 del mattino sotto il sole contro il decreto Lorenzin, arenatosi e incagliatosi a più riprese in questi giorni grazie anche a questa fastidiosa presenza, talmente fastidiosa da suggerire il rinvio della seduta con scuse formali tecniche (con un frame palesemente mutuato dagli USA e dalla pantomima che ha visto nel 2014 i lobbisti farmaceutici suggerire all’orecchio del senatore Pan, promotore con Alley dietro mazzetta di 95.000 dollari del SB 277 che imponeva il nuovo piano vaccinale senza possibilità di esenzioni, di accettare il rinvio ad altra data suggerito dalla senatrice Lu senza quei fastidiosi genitori che manifestavano fuori[1]: è la stessa ministra senza laurea a citare la California dove “così si è fatto”), alla giornata del 19 dove quelle famiglie sono state affiancate o rimpiazzate da altre famiglie.

Sono i volti indignati dei GENITORI.

Colui che genera un figlio non è ancora un padre, un padre è colui che genera un figlio e se ne rende degno. (Fëdor Dostoevskij)

Questi (guardateli bene) sono GENITORI degni di tal nome, madri e padri che dopo aver studiato approfondito quella scienza che non solo è democratica (la scienza non è epistemecome la democrazia[2]) nonostante gli insulti di boriosi pseudo virologi manciuriani (ergo pseudo uomini), massoni al soldo delle multinazionali[3] (e di cui Maurizio Romani in Senato ricorda le perle di protervia fra le quali spiccano “Tutti i paesi usano lo schema vaccinale proposto da De Lorenzo quindi se ha preso la tangente l’ha presa per fare una cosa giusta” o “Siete solo un branco di somari raglianti. Facebook vi ha illuso di contare qualche cosa con la vostra mente atrofizzata e con il vostro italiano claudicante. Invece non contate nulla, dovete solo essere messi in condizione di non nuocere -come? ndr- e “La scienza non è democratica” , del resto cosa attendersi da chi è stato presentato come eroi fra i ragli della Leopolda?). Madri e padri che da mesi usano permessi e ferie per prendere un treno e incatenarsi al parlamento o solcare strade piazze in cortei diurni e fiaccolate notturne, lasciando i figli a casa oppure, sempre più spesso, portandoseli dietro, nelle fasce mentre allattano o in braccio con trombette e cartelloni in una pacifica e solenne MARCIA per la libertà di cui già comprendono il senso. E non si fermeranno. Non ci fermeremo.

THE REVOLUTION WILL NOT BE TELEVISED[4] (BROTHER)

A Pesaro eravamo forse oltre 50.000 persone (le foto del drone non riprendono l’altra parte del parco dietro ai cipressi), vergognosamente ignorate dai cagnolini da compagnia del potere che sono ormai diventati i giornalisti italiani.

Un popolo civile che anche qui ha deluso le aspettative del regime: si aspettavano gli hooligan (hanno vietato lattine bottigliette con i tappi) e si sono trovati un’orda di famiglie armate di bimbi attaccati al seno, portati nelle fasce, nei passeggini tappezzati di cartelli o in groppa ai papà, saltellanti e festosi come i virus nella visione parascientifica della Lorenzin, e che hanno restituito alla città un parco lindo come le loro case dopo che si è fatta la festa di compleanno.

Dopo la manifestazione e le fiaccolate e cortei che si moltiplicano ho seguito quasi interamente la discussione in Senato sugli emendamenti e subemendamenti, alcuni migliorativi altri peggiorativi di questo decreto anticostituzionale, liberticida, classista, privo di qualunque ratioscientifica o giuridica, un provvedimento che chiamando i dirigenti scolastici a fare i delatori di regime rompe in un colpo solo l’alleanza terapeutica e quella educativa e che dovrebbe interrogarci tutti come cittadini e di fatto sta risvegliando finalmente le coscienze assopite da un analfabetismo funzionale indotto, voluto e alimentato dalla propaganda, i cui burattinai sono molto al di sopra delle piccole teste dei nostri bambini trasformati in cavie di una futura e non lontana Norimberga (già le NDD e malattie autoimmuni e cronico degenerative sono in aumento sarà una strage silenziosa mentre la proiezione dello ‘spettro’ autistico è di 1 su 32 entro pochissimo).

Un ascolto davvero istruttivo, surreale e pieno di fetenzie.

LE FETENZIE e i FIGLI DI UN DIO MINORE

Le “fetenzie” così folcloristicamente denunciate dal senatore (e biologo) campano Vincenzo d’Anna nei suoi interventi (qui e qui) sono dentro ai vaccini e lo dovrebbero sapere ormai tutti, ma le fetenzie sono soprattutto nei cuori dei corrotti e nelle teste degli ignoranti, entrambe categorie ben rappresentate in parlamento con poche luminose eccezioni. Fra queste l’intervento della De Pin, che invita la Lorenzin ad uscire fuori dove mamme incatenate presidiano pacificamente un parlamento sadicamente vuoto rispetto alle pienissime piazze (dagli oltre 50.000 del parco Miralfiore a Pesaro, alla miriade di presidi, manifestazioni, cortei e fiaccolate in ogni città di questo sciagurato paese che però ha mostrato di avere anticorpi degni di questo nome e capaci di ergersi di fronte alla barbarie anche quando veste i panni dello stato), quello segnatamente scientifico del senatore e dottore Maurizio Romani, e quello accorato, puntuto e colto del senatore Vincenzo d’Anna, il quale ha aspramente criticato l’ombra dello “stato etico” che sostituisce se stesso al diritto naturale che lega genitore e figlio (ma i rilievi sono molti e meritevoli nel contenuto e nello stile) e che citando i dati sulle reazioni avverse nascosti da AIFA e Ministero (oggetto questo di denuncia del Codacons) ha parlato di figli di un dio minore:

“Da poco tempo è stato ritirato dal mercato un vaccino con il quale sono stati trattati 14 milioni di bambini! E questo è avvenuto 10 anni dopo che lo aveva già ritirato il Canada e 5 la Germania. L’Aifa ha riconosciuto, infatti, che tale prodotto era portatore di complicanze: ma erano, per caso, figli di un dio minore tutti quei bambini che nel frattempo erano stati vaccinati?”.

PRIMO: NUOCERE

Sembra questo l’obiettivo della sperimentazione di massa che il senato ha approvato[5]poco fa sui bambini italiani (per poi far pagare i danni anche economici alla collettività con più di qualche problema tecnico (visto che la senatrice Fucksia, quella che riaffermava con arroganza ieri le idiozie scientifiche sdoganate dsl Presidente della Società Italiana di Pediatria Villani “Una volta per tutte la vaccinazione in un soggetto già immunizzato non fa alcun danno anzi rafforza le difese immunitarie“, pare sia stata beccata a votare due volte per se e per il collega assente – e questo senza che il colore del suo viso avesse la decenza di aderire ontologicamente al nome che porta), dopo la trattativa sul numero dei vaccini, sull’entità del pizzo di stato per la fascia in età da primaria, sulla a possibilità di somministrare vaccini in farmacia (dietro accordo fra PD e FI svelato per errore), sul finto tentativo di estenderel’obbligo anche a docenti ed operatori sanitari (emendamento questo di semplice coerenza logica: perché mai dare degli untori ai soli bambini? certo bisogna vedere poi i bidelli e l’autista dell’autobus e il postino e il nonno che fa visita per raccontare la vita contadina come potranno mai avere contatto con la popolazione infantile…ricordiamo però che l’epidemia di morbillo non esiste come non è esistita quella di meningite e che l’immunità di gregge è una credenza antiscientifica[6] e che gli “untori” a dispetto degli sciacallaggi di stato sui morti bambini non sono certo i non vaccinati semmai il contrario[7].

Primum nocere, deinde curare. Sembra essere questo il motto dello ‘stato etico’ condannato dal senatore d’Anna, lo stato che decide in modo paternalistico e che esige delega totale dal cittadino privato del suo discernimento, salvo poi far pagare al singolo e alla collettività i danni.


SOLO NEI LIMITI DELLE POSSIBILITÀ

A nulla sono serviti gli interventi a tratti con voce spezzata di Paolo Arrigoni che denuncia lpassenza di epidemia, lo sciacallaggio del bambino di Monza, cita i nomi di alcune delle vittime fantasma della pratica vaccinale riconosciute dallo stesso ministero affetto da evidente disturbo bipolare, denunciando chiaramente il negazionismo del danno vaccinale che è figlio del nostro paradigma, la presenza di nanoparticelle biopersistenti e non biocompatibili, gli interessi lobbistici e una Agenda che viene da lontano (è l’unico oltre a Vincenzo d’Ala a citare espressamente la GHSA decisa nel 2014 a Washington con ruolo di capofila dell’Italia).

O della Dirindin che definisce gli obblighi e le sanzioni “la forma più arcaica di educazione e di governo della complessità: ad essi sarebbe opportuno fare ricorso solo quando strettamente indispensabili”.

A nulla sono serviti gli interventi veementi di Paola Taverna che si scaglia contro la coercizione chiedendo la raccomandazione come in tutti gli altri paesi europei (saremmo l’unico paese con uno schema simile), rivendica la genitorialità fatta di scelte continue la cui responsabilità è e deve restare del genitore, denuncia fra le passate azioni della ministra tagli di 4 miliardi, le multe ai medici che prscrivevano esami diversi da quelli stabiliti da lei (“la fissa delle multe ce l’ha sempre avuta“) lo sciagurato Fertility Day e le mai troppo citate stupidaggini antiscientifiche come quella sulla contagiosità del tetano e la clamorosa menzogna ripetuta più volte sui 200 morti l’anno di morbillo in Gran Bretagna [8] che hanno fatto “drizzare le orecchie alle mamme” le quali “hanno cominciato a seguire i lavori in parlamento e sa cosa hanno visto? hanno visto la trattativa“. Taverna si riferisce all’emendamento sulla richiesta dei monovalenti (per evitare ad esempio di essere vaccinati – non immunizzati – dopo aver avuto la malattia naturale ad esempio la varicella) che ha di fatto tolto la maschera alle reali relazioni del governo con le Big Pharma alle quali i vaccini in formula monovalente non convengono (giova ricordare, come mostra impietosamente questo video,



quali motivazioni economiche e non certo scientifiche vi siano dietro la creazione dei vaccini combinati, sui quali non esistono studi di sicurezza di alcun tipo come neppure sui singoli rendendo i vaccini di fatto i farmaci meno sicuri al mondo[9]) e così il loro acquisto potrà avvenire “solo nei limiti delle possibilità del Servizio sanitario nazionale”, specifica nella quale la Taverna stigmatizza la tracotanza del governo che nelle sanzioni imposte ai genitori non vaccinanti dovrebbe parimenti specificare “solo nei limiti delle possibilità ” della famiglia “Siete forti coi deboli e deboli coi forti!”.

LA PERIPATETICA ASSENTE

Salvo poi alzare lo sguardo e accorgersi che la ministra non c’è “Perché vede Signor ministro…ma dov’è?”, è andata via, non degnando l’aula di ascolto. E quando c’è cammina in giro (Vincenzo d’Anna l’ha definita peripatetica) oppure si distrae giocando col telefonino come denunciato da Scilipoti “incompetente e distratta“.

“Se essere scienziati vuol dire non avere dubbi, vi dico che io non sono uno scienziato”

Maurizio Romani (medico e omeopata) più pacatamente invita oggi a creare consapevolezza parlare coi genitori non imporre e di assurdità, ribadisce l’umiltà della scienza medica che non dovrebbe essere dogma ma soprattutto “si è messa al servizio per giustificare interessi politici, economici e personali…si sono cancellati gli effetti collaterali dei vaccini, forse semplicemente per non dare adito a effetti contraddittori sulle vaccinazioni” e così “l’operato del medico, che dovrebbe basarsi sui principi di scienza e coscienza, si trasforma in obbedienza e accettazione di un dogma scientifico”. Dopo Paola Taverna, anche Romani solleva il problema del costo sociale e psicologico sia sul genitore che sul bambino del divieto di accesso alla materna e al nido.

LA MENZOGNA È VERITÀ: vaccinati a morte

Cadono le braccia di fronte alle parole apparentemente ingenue di Elena Cattaneo che insiste con il mantra “I vaccini sono sicuri” (a proposito di sicurezza[10]) ed ha poi l’ardire di aggiungere ad esempio che tra i militari, notoriamente “iper-vaccinati” “non sono stati rilevati scostamenti statistici per quanto riguarda malattie autoimmuni, allergie e altre malattie in genere” ma è una clamorosa menzogna come potrebbero testimoniare molte persone che hanno portato la loro testimonianza alla manifestazione dello scorso 4 giugno a Bergamo (chiamata, non a caso, La voce dei fantasmi)e in modo incontestabile questa inchiesta sui militari danneggiati da vaccino.

Affermare che «le case farmaceutiche non diventano ricche con i vaccini» è un ulteriore ribaltamento della verità, come smentito da queste slides sul mercato mondiale dei vaccini e dai dati di profitti.

Se la De Biasi (PD) non ha la decenza di rispettare il grande Dr Andrew Wakefield (sulla cui storia e totale assoluzione dovrebbe informarsi) neppure nel giorno di lutto per la morte del padre, Alberto Lanièce nega la pericolosità dei combinati e la presenza di cellule derivate da feti abortiti nei vaccini in uso in Italia: una bugia anche questa e non li dicono solo scienziati liberi ma la stessa Agenzia del Farmaco alla nota 2 “prodotto in cellule diploidi umane (MRC-5)”

LA (PERI)PATETICA BRACCATA DALLE MAMME NEGA I DANNI[11]

Ecco con quale spocchia la liceale che decide della vita (e della morte) dei nostri figli, braccata in modo garbato dalle mamme del presidio, nega che l’autismo sia causato dal vaccino e financo che esistano danneggiati:

Mamma: Coi danneggiati ha parlato?

Ministra: Signora noi non abbiamo oggi danneggiati da vaccino

Mamma: C’è una Legge

Ministra: Ma è del 1992

Mamma: Vale ancora!

La ministra sfugge e alza la voce con una fin troppo pacata mamma (che viene da Bergamo) la quale forse non mostra la dovuta sottomissione da suddito (così il suo decreto considera i cittadini italiani), poi si volta e afferma che la Legge 210/92 è stata fatta “appositamente” per i danni da polio che tutti gli stati “sapevano” che ci sarebbero stati e che valeva unicamente per quei danni!

Incommentabile, da ogni punto di vista.

(E peggio dei virus che saltellano e dei 470 morti di morbillo in Gran Bretagna).

Si infila in auto, poi scende, sempre scortata, e aggredisce verbalmente queste mamme che non hanno avuto risposte, che vengono da nord e da sud e sono lì da giorni coi bambini sotto il sole, e mostra tutta la sua maleducazione e protervia, evidentemente non avvezza a interloquire al di fuori del sui granitico e immeritato ministero. E dopo aver sfoggiato il tono da maestrina:

“Non è il modo di comportarsi in modo educato”

Se ne va.

LA BATTAGLIA E’ GLOBALE: NON SIAMO SOLI

Come segnalavo qualche articolo fa non potranno dire che ce lo chiede l’Europa visto che nella maggior parte dei paese europei non vige alcun obbligo vaccinale. Come sempre ce lo chiedono i filantropi e le Glaxo e non per beneficenza. Stavolta l’Europa non solo non ce lo chiede ma ci ammonisce con una lettera aperta in formato video dalla Svezia (che ha recentemente rifiutato 7 proposte di legge in tal senso) in cui Sara Boo, presidente dell’organizzazione svedese NHF National Health Fundation che si occupa di diritti umani, dice:

Se proseguirete in questa intenzione ed emanerete ulteriori leggi che rendano obbligatorie vaccinazioni agiremo affinché siate perseguiti per questo e affinché l’Italia sia severamente punita dall’Unione Europea ed eventualmente persino espulsa dai membri dell’Unione Europea.

CALIFORNIA: ABBIAMO I BAMBINI PIU MALATI AL MONDO

Please be inspired and continue the fight

È di oggi la notizia che Brandy Vaughan (whistle blower ex dipendente della Merck[12] che ha partecipato a documentari di denuncia Vaxxed e The Truth about vaccines[13]) verrà a parlare sabato 22 luglio alla manifestazione nazionale di Roma (alla quale si affiancherà il corteo nazionale di Milano denunciando il vero obiettivo la vaccinazione adulti, è un problema globale sono molto triste che l’Italia e la Francia stiano seguendo la California.

Per favore stampate altri volantini continuate a combattere saremo in campo con voi farò tutto ciò che è in mio potere affinché non diventiate la prossima CALIFORNIA abbiamo i BAMBINI PIU malati al mondo.

Sarà con voi ma a volte deve arrivare l’oscurità per vedere la luce le cose sembrano molto oscure adesso e abbiamo bisogno di fare tutto quello che possiamo. Parlerò sabato alla manifestazione incontrerò i giornalisti farò tutto ciò che posso per combattere le BS Bullshit [stronzate, ndR] mi batterò e lo farò per il resto della mia vita nonostante gli attacchi personali e bugie che non mi fermeranno. Stiamo arrivando a Roma!

Una cosa è certa, questa è una battaglia giusta e intera e la generazione che stiamo cercando con tutte le nostre forze di proteggere dall’ignoranza e dalla protervia di uno stato para-etico e tiranno si ricorderanno per tutta la vita le unghie perse nello scavare un futuro per loro:

Ho provato anch’io.

È stata tutta una guerra

d’unghie. Ma ora so. Nessuno

potrà mai perforare

il muro della terra

Questo scriveva il grande Giorgio Caproni di fronte al dolore esistenziale di fronte alla terra solida e inscalfibile, a queste parole ora farei eco con queste:

Il muro della terra

forse lo scava

un bambino

senza unghie

Eccolo lì il senso, la risposta alla domanda, nel canto di una conchiglia ritrovata sotto terra dove non l’avremmo mai cercata, il metafisico che rimbalza e torna al qui e ora: bambini voi siete il senso di tutta l’umanità, i padri dell’uomo, che alla disperazione di fronte all’assurdo rispondono con la necessità di rivolta unendo le umane forze, le più ataviche e istintive, la Grande madre che media l’umano e il divino. E allora

“TREMATE TREMATE LE MAMME SON TORNATE”

Emanuela Lorenzi