domenica 21 luglio 2019

L’INCOMPRENSIBILE (?) DISINTERESSE DEI POLITICI ALLE PROBLEMATICHE ANIMALISTE ED AMBIENTALI



“Nessuna nazione sarà completamente libera finché gli animali, nostri fratelli, non saranno liberi e sereni”

(Sadhu Vaswani, induista)


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L’INCOMPRENSIBILE (?) DISINTERESSE DEI POLITICI ALLE PROBLEMATICHE ANIMALISTE ED AMBIENTALI

di Franco Libero Manco

Noi vegan abbiamo la formula per rendere migliore questo mondo

Come è possibile tanta ristrettezza di percezione?

Come non valutare l’inarrestabile ampliamento della “famiglia” dei vegani e ambientalisti?
Come non considerare la mattazione, la caccia, la vivisezione, la pesca settori destinati a sparire nel giro di pochi decenni perché il pianeta terra non ha la possibilità di nutrire un popolo di carnivori?

Come è possibile che la classe politica ignori l’importanza di quest’enorme serbatoio di voti e si lasci condizionare da organismi ormai al declino?

Come non denunciare il disinteresse delle forze politiche nei riguardi di un problema così determinante per il progresso civile, morale e spirituale della società umana: quello della sofferenza degli animali, un popolo 1000 volte superiore a quello umano, che l’uomo sfrutta e uccide sistematicamente per mera consuetudine e deprecabili interessi economici?
Questo ha dirette conseguenze sull’individuo e sulla società intera i cui effetti principali sono i seguenti:

L’alimentazione carnea, che induce a perpetuare l’esistenza dei macelli, veri e propri campi di concentramento e di sterminio in tempo di pace, genera i 7 problemi più gravi del mondo quali:

– abitua l’individuo a considerare sacrificabile il più debole a vantaggio del più forte, abituandolo all’indifferenza verso il dolore altrui e al disprezzo della diversità e della vita;

– genera sonnolenza morale nel delegare ad altri a commettere ciò che in prima persona ci ripugna;
– causa conflitti armati che spesso scaturiscono dalla carenza di risorse alimentari, idriche ed energetiche e che mantengono l’umanità sotto un costante stato di tensione: gli allevamenti di animali, con la necessità di adibire a pascolo sempre nuove terre, sono stati in passato e sono causa di contrasti, invasioni e guerre;

– contribuisce a generare la fame nel Terzo Mondo perché le popolazioni dei paesi poveri sono costrette a coltivare nelle loro terre alimenti per il bestiame dei paesi ricchi; i cereali necessari a produrre un solo hamburger sfamerebbero 40 bambini per un giorno;

– l’alimentazione carnea causa nel mondo il 70% delle peggiori malattie umane ed un numero incalcolabile di morti e di invalidi. In USA l’abuso di prodotti carnei ha causato più morti di tutte le guerre del secolo scorso;
– genera inquinamento: l’aria, la terra, le falde acquifere: i mari ed i fiumi sono contaminati dalle deiezioni di animali d’allevamento che producono immense quantità di escrementi (metano, ammoniaca, anidride carbonica…);

– causa desertificazione e deforestazione dovute alla distruzione delle terre fertili e delle foreste abbattute al ritmo di 50.000 ettari al giorno principalmente per adibirle a pascolo e a monocolture per animali, causando l’irrimediabile estinzione di migliaia di specie animali e vegetali e la distruzione della biodiversità: per produrre un solo kg di carne di manzo sono necessari: 50.000 litri di acqua, 1,5 litri di petrolio, 15 kg di cereali, 12 mq di foresta;

– causa esaurimento delle fonti di energia: l’industria della carne in Occidente sottrae un terzo dell’intera energia disponibile esponendo i paesi industrializzati ad un probabile collasso funzionale.

Domande:
Perché i politici consentono il perdurare di questo stato di cose ed ignorano la cultura vegan/animalista capace di arginare gran parte degli effetti disastrosi sull’individuo e sulla comunità umana?

Se la carne genera malattie, violenza, distruzione e inquinamento dell’ambiente, danno all’economia;

Se la caccia (non voluta dall’85% della popolazione italiana) e la vivisezione (che oltre a degradarci moralmente ritarda lo sviluppo della vera scienza medica con danni incalcolabili sulla salute dei cittadini) perché non viene osteggiata ma condivisa dallo Stato?

Il Trentino è avvezzo alle stragi di Orsi (come dimenticare #Daniza e gli altri?), e non soltanto. Una Regione che sa solo ammazzare e che con disinvoltura si imbratta di sangue innocente è lo specchio di uno Stato immorale ed assassino!
Scappa con le ali del vento, M49, e salvati!!!
L’UNICA, VERA MINACCIA LETALE NON SONO GLI ANIMALI, MA L’UOMO!!!!!

sabato 20 luglio 2019

I VEGAN, PER QUALCUNO SONO UNA SETTA



“Se io potrò impedire
a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano.
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano”
(Poesia di Emily Dickinson)


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I VEGAN, PER QUALCUNO SONO UNA SETTA

di Franco Libero Manco

Negli ultimi tempi lo chef Franco Vissani più volte ha sentito la necessità di definire i vegan una setta: una setta che però solo in Italia conta oltre un milione di persone in una tendenza a cui è impossibile opporvisi dal momento che rappresenta la coscienza più lungimirante ed evoluta della specie umana.

Se si pensa poi che i vegetariani nel mondo, per vari motivi, sono circa un terzo della popolazione, le sue esternazioni risultano fuori luogo

Ma spesso alcune persone rivelano il peggio di se stesse quando vedono in pericolo i loro interessi.

Mentre una setta ha bisogno di un capo, la nostra filosofia di vita si pone ideologicamente agli antipodi da tali visioni della vita in quanto il nostro scopo è quello di rendere l’essere umano artefice del proprio destino, capace di essere medico di se stesso con una coscienza libera e luminosa, senza condizionamenti mentali e senza attaccamenti a tradizioni di cui dovremmo solo vergognarci.
Ma se Vissani si esprime in modo offensivo e denigratorio nei confronti dei vegani noi non raccogliamo la sfida e non definiamo i mangiatori di animali coloro che continuano a nutrirsi di salme come l’uomo delle caverne

Noi non diciamo che chi usa mangiare animali disprezza la vita ed il dolore di esseri che forse più di tanti umani meritano rispetto.

Non diciamo che promuovere il consumo della carne è un crimine contro la vita, la civiltà, la giustizia, la salute delle persone, l’economia, l’ambiente.
Non diciamo tutto questo, ma lo pensiamo
Vissani pensi piuttosto a verificare il suo stato di salute dal momento che i mangiatori di carnami sono sicuramente in stato di perenne acidosi, e molto più esposti dei vegani a ritenzione idrica, all’acido urico, a putrefazione intestinale, a insufficienza epatica e a tutto ciò che ne consegue l’aumento di colesterolo, di obesità, di diabete, di ipertensione e cancro.

————————————————–
LE CODE DEI MAIALINI

(da “Il dilemma dell’onnivoro” di Michael Pollan – Ed. Gli Adelphi)

“Gli allevatori tagliano le code alla nascita seguendo una pratica che ha la sua logica perversa nel culto dell’efficienza che domina una porcilaia industriale.

I maialini sono allontanati dalla madre a dieci giorni dalla
nascita (in natura lo svezzamento avviene in 13 settimane) perché ingrassano meglio con un pastone pieno di medicine che con il latte di scrofa.
Ma questo distacco prematuro frusta il loro innato desiderio di succhiare e mordicchiare, una voglia che cercano di soddisfare nelle gabbie con la coda di chi sta davanti a loro

Un maiale sano si ribellerebbe a questo morso, ma agli esemplari depressi degli allevamenti non importa nulla, in psicologia si parla di “impotenza appresa”, fenomeno molto diffuso nei Cafo, dove decine di migliaia di maiali passano la vita senza mai vedere la terra o il sole, stretti dentro gabbie di metallo chiuse sui quattro lati e sospese su una fossa settica.

Non deve stupirci il fatto che un animale così intelligente si deprima in queste condizioni e si lasci mordere la coda fino a farsi venire un’infezione.
Visto che curare gli esemplari malati non conviene economicamente, queste unità non più efficienti vengono in genere ammazzate sul posto a bastonate

Il Ministero dell’Agricoltura raccomanda la mozzatura delle code come soluzione al “vizio” porcino di mordersele.

Con l’aiuto di un paio di pinze, ma senza anestetico, si strappa via il codino lasciandone però un pezzetto attaccato.

Questo perché lo scopo dell’operazione non è eliminare del tutto l’organo, ma renderlo ipersensibile.

Dopo questo trattamento il morso di un altro individuo è talmente doloroso da provocare la reazione anche del maiale più depresso”.


La guerra fa schifo. Qualsiasi argomento che il potere , con i soliti sotterfugi infami, vuole dichiarare, la guerra fa schifo. I loro termini: Umanitaria, di liberazione dalle dittature, di salvezza, rimangono termini falsi. E le loro menzogne sono ammantate di una vernice infame che rende bianco il fango della morte. Amo la pace ma non sono un pacifista, le vostre battaglie saranno la vostra tomba..

GUERRA
La guerra è guerra
non ha distanze
ripari
soluzioni
non ha confini
salvezza


Non ha bandiere
recinti
risposte
non ha vita
calore
argomenti

Non ha niente
se non vigliaccheria
oltraggio
infame morte

venerdì 19 luglio 2019

IL MALE IN PICCOLE DOSI



“Dobbiamo essere migliori, dobbiamo amare di più e odiare di meno, ascoltare di più e parlare di meno. È una responsabilità di tutti, di ogni singola persona qui presente, di quelli che non ci sono, di quelli che non vogliono esserci. Di quelli che sono d’accordo e di chi non lo è. Dobbiamo rendere il mondo un posto migliore. Dobbiamo collaborare tutti insieme, questo è il mio compito per tutti voi. Fate quello che potete, fate quello che dovete, fate un passo verso gli altri. Fate di più, siate migliori, siate più grandi di quanto lo siete stati finora”

(Megan Rapinoe)


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IL MALE IN PICCOLE DOSI

di Franco Libero Manco

Un singolo alimento (frutto, seme o pianta di qualsiasi natura esso sia) può essere considerato adatto alla nostra alimentazione solo se può costituire (per noi umani/frugivori) un pasto completo fino a saziarci.

Per esempio cipolla, aglio, peperoncino, melanzane, patate, funghi o una qualunque spezia (basilico, prezzemolo, rosmarino ecc.) consumati crudi e fino a saziarci non può che causare seri problemi alla salute; solo utilizzandoli in piccole dosi l’organismo è in grado di neutralizzare in parte i loro effetti negativi, ma restano sempre sostanze più o meno tossiche e quindi non proprio adatte alla nostra dieta.

Se un determinato alimento deve essere necessariamente cotto per essere reso commestibile allora non era destinato dalla natura a nutrirci

Per questo è opportuno limitare il più possibile i cibi cotti.

Non che una specie animale sia destinata, fin dalla sua comparsa, a nutrirsi eternamente allo stesso modo, ma da 15 milioni di anni il nostro patrimonio genetico è rimasto inalterato.

E’ opinione abbastanza diffusa che alcune sostanze siano utili in piccole dosi e dannose in dosi massicce, come i medicinali, il caffè, l’alcol, lo zucchero, la carne (della quale viene sempre raccomandato un consumo moderato dagli stessi venditori), i formaggi, le uova, il pesce, tutti i prodotti raffinati ecc..

A mio avviso una qualunque sostanza, alimentare e non, se è nociva in grandi quantità lo è anche in piccole dosi; anche se in quest’ultimo caso gli effetti sull’organismo non sono immediatamente avvertibili, ma accumulandosi nel tempo danno sicuramente i loro effetti negativi.
Per esempio, ogni sostanza chimica di un farmaco induce l’organismo ad una particolare reazione di difesa, spesso scambiata come evento terapeutico

Si dice che anche l’acqua nelle giuste quantità è indispensabile alla vita di un organismo ma in quantità eccessive può essere nociva.

E’ vero.

Ma le quantità devono essere compatibili con organismo che riceve gli alimenti nella giusta misura che sazia, non che lo affoga.
L’invito dei nutrizionisti di limitare la carne a due volte a settimana fa capire chiaramente che una quantità superiore è dannosa

L’organismo, in perfetta salute, alle prese con quantitativi modesti di una sostanza nociva, sarà forse in grado di neutralizzare gli effetti negativi, e questo dipende anche dalla frequenza in cui vengono assunte le modeste quantità di quella sostanza.

Ma se la sommatoria dei singoli componenti di una sostanza nociva per l’organismo fanno male, il singolo componente non può far bene.
Se dieci sigarette fanno male una sola sigaretta farà meno male ma non si può dire che faccia bene

Se mangio una pesca farà sicuramente bene alla mia salute ma se ne mangio fino a saziarmi farà ancora meglio.

Lo stesso meccanismo non è riscontrabile con alimenti di derivazione animale.
Se mangiare una bistecca al giorno fa male, mangiarne tre farà sicuramente peggio

Se mangiare un uovo al giorno fa poco male, mangiarne tre non può che essere dannoso.

Se mangiare un etto di formaggio al giorno è pericoloso per la salute, mangiarne tre sarà sicuramente nocivo.

Se bevo un bicchiere di vino o di coca cola al giorno fa male, berne 2 litri non può far bene.
Se prendere un’aspirina al giorno fa male prenderne dieci non farà certo bene alla nostra salute

Il sapore di un alimento è solo uno dei fattori determinanti nella scelta degli alimenti, ma non l’unico ( il fetore serve a tenerci lontani da certi alimenti).

Un alimento per essere compatibile con la nostra fisiologia
dovrebbe rispondere ai seguenti requisiti:

1: essere esteticamente attraente, appetibile, desiderabile

2: avere un buon profumo

3: essere commestibile da crudo, gradevole e gustoso

4: essere facilmente digeribile e assimilabile

5: avere il giusto equilibrio dei nutrienti

6: essere compatibile con la fisiologia umana

7: non contenere residui chimici né adulterazioni

8: non generare patologie

9: non essere facilmente deperibile

10: non causare danni all’ecosistema

11:essere economicamente conveniente

12: essere un alimento necessario e apportare benefici al nostro organismo

13: essere eticamente compatibile.
Noi umani abbiamo perso l’istinto/guida nella scelta dei cibi (che gli animali posseggono) che deve essere supportato dalla conoscenza, dal raziocinio, dal buon senso

Il dilemma da sempre è: mangiare ciò che piace, ciò che fa bene o ciò che è giusto?

La prima fase dell’umanità, in fatto alimentare, è stata caratterizzata dall’istinto guidato dall’attrazione del colore, comprovato poi dal gusto fornito da quell’alimento; la seconda fase, più recente, (in virtù della ragione e dalla conoscenza scientifica dei componenti nutrizionali) è caratterizzata da ciò che fa bene o che può essere utile alla nostra salute; il terzo stadio è e sarà caratterizzato dall’alimentazione etica, da ciò che è giusto mangiare (non disgiunto da ciò che serve a dare al nostro organismo gli opportuni nutrienti) ma soprattutto è e sarà il frutto della volontà e della nuova coscienza umana più matura e sensibile verso un sistema alimentare compatibile con la civiltà a cui l’umanità è inevitabilmente protesa.

A LUGLIO LA NOSTRA TAVOLA SI COLORA DI FRUTTA E VERDURA, RICCA DI GUSTO E PROPRIETÀ SALUTARI.
VEDIAMO ALLORA LA LISTA DELLA SPESA DI LUGLIO E QUALE FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE COMPRARE.

In questo mese caldo abbondano i pomodori in ogni varietà, rossi o verdi, tondi o allungati, buoni da gustare crudi in insalata, o cotti come condimento per la pasta. Protagonisti indiscussi di tantissime ricette estive come il gazpacho, o i pomodori ripieni di riso.

I pomodori sono ricchi di acqua, vitamine, minerali e aiutano a disintossicarsi e dissetarsi.


Luglio è anche il mese della lattuga, nella varietà riccia, cappuccina o romana, ricca di minerali, fosforo, ferro e vitamine A-C, e se mangiata prima dei pasti principali ci aiuta a sentirci sazi.

Fatene una scorpacciata, soprattutto se volete mantenere la forma.
TRA I BANCHI DEL MERCATO TROVIAMO ANCHE AGLIO, BASILICO, BIETOLA, CAROTA, CETRIOLO, CIPOLLA, FAGIOLI, FAGIOLINI, FAVE, FIORI DI ZUCCA, LATTUGA, PANNOCCHIA, PATATE NOVELLE, MELANZANA, ORTICA, PEPERONE, PISELLI, RABARBARO, RAVANELLO, RUCOLA, SEDANO, ZUCCHINA.

Mentre tra la frutta possiamo acquistare le prugne e le susine, contenenti Vitamina A, B e C e che hanno proprietà lassative, soprattutto se consumate a digiuno.

Nel cestino della spesa possiamo mettere albicocca, amarena, anguria, ciliegia, corniola, fico, melone, mirtilli, pera, prugna, pesca, pesca noce, lampone, ribes, uva spina.

Un vero arcobaleno di colori, che ci darà l’energia giusta per affrontare le nostre giornate calde e rilassanti al mare sotto al sole.

Mangiate solo frutta e verdura di stagione, e il vostro corpo vi ringrazierà. 


giovedì 18 luglio 2019

Il latte è necessario, altrimenti il calcio dove lo prendi?



SAPETE COME SI PRODUCE IL #LATTE? MASSACRANDO LE #MUCCHE, FACENDOLE VIVERE 5 ANNI INVECE DI 25 E GONFIANDOLE CON LA #SOIA!
Un film documentario, “The Milk System“, racconta la trasformazione di un intero settore agricolo. Nulla è più naturale nella produzione del latte. E con 1 litro di latte ne arrivano 3 di liquami. Sullo sfondo un mercato che solo in Europa vale 100 miliardi di euro l’anno!



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Il latte è necessario, altrimenti il calcio dove lo prendi?

di Franco Libero Manco

Consumare latte per assicurarsi il calcio è come bere acqua salata per estinguere la sete

Più latte e latticini si consumano e più viene sottratto calcio ai muscoli e al sistema scheletrico e a predisporre l’organismo all’osteoporosi; i latticini, infatti, sono sostanze altamente acidificanti e questo costringe l’organismo a sottrarre calcio alle ossa per tamponare l’acidità prodotta.
Le statistiche mostrano che più le popolazioni consumano latticini più sono colpite da osteoporosi e da fratture

Non è la quantità di calcio presente in un alimento ciò che conta ma la quantità che il nostro organismo è in grado di assimilare.

Il calcio dei latticini è scarsamente utilizzabile perché reso inorganico dalla bollitura o dalla pastorizzazione.

Solo il 30-35% viene utilizzato contro il 40-60% delle verdure.

Il mondo vegetale è ricchissimo di calcio (verdure a foglia verde, legumi, semi ecc.) ma soprattutto è privo degli effetti collaterali del latte (che è una specie di discarica di tutti gli inquinanti consumati dall’animale), da quello che mangia ai residui dei medicinali e alle malattie dell’animale.
Tra il latte umano e quello vaccino vi è la stessa differenza tra una donna ed una mucca

Nessuno si sognerebbe di consumare latte di una donna; nessuno darebbe al proprio bambino il latte di una donna che fuma, che si droga, che prende medicinali, ormoni o ammalata; eppure si ritiene logico e salutare dare il latte di una mucca, in catene dalla nascita alla morte, disperata, ammalata.
Il calcio noi vegani lo prendiamo dalle stessa fonte dove lo prendono gli animali erbivori e frugivori, cioè dal mondo vegetale

Un quarto della popolazione mondiale non usa bere latte e gode di una salute migliore delle popolazioni che ne fanno uso.

Ma la fissazione del calcio richiede la presenza di vitamina D che un’adeguata esposizione giornaliera alla luce sole è in grado di assicurare.

IL CALCIO nei vegetali: (mg/ 100 gr)

Tarassaco: 316

Ruchetta: 309

Soia secca: 257

Fichi secchi: 286

Mandorle: 240

Prezzemolo: 220

Farina di soia: 210

Spinaci: 170

Nocciole secche: 150

Cicoria: 150

Ceci secchi: 142

Fagioli secchi: 135

Pistacchi: 131

Agretti:131

Bieta bollita: 130

Radicchio verde: 115

Crusca di frumento integrale: 110

IL CALCIO nei prodotti animali: (mg/ 100 gr)

Grana: 1169;

Pecorino siciliano: 1162;

Parmigiano: 1159;

Emmental: 1145;

Latte vacca parz. screm.: 1124;

Groviera: 1123;

Latte di vacca, intero: 1050;

Fontina: 870;

Caciocavallo: 860;

Provolone: 720;

Crescenza: 577;

Stracchino: 567;

Scamorza: 512;

Formaggino: 430;

Cacio ricotta: 396;

Ricotta di bufala: 340;

Cioccolato al latte: 262;

Latte di bufala: 198;


12 COSE SPAVENTOSE SUL LATTE!

Un ampio studio condotto in Svezia [1] ha rilevato che le donne che consumano più di 3 bicchieri di latte al giorno, rischiano di morire 20 anni prima rispetto a quelle che ne consumano meno di un bicchiere al giorno. Inoltre, la salute delle loro ossa, ha presentato più fratture, in particolare all’anca.
Questo studio ha attirato l’attenzione dei mass media alla sua uscita, in quanto mette in evidenza il lato deleterio del latte e gli effetti dannosi che i prodotti lattiero-caseari provocano alla salute.

1- Negli studi emerge che l’assunzione di prodotti lattiero-caseari, ha provocato un aumento del rischio di cancro alla prostata. [2] 2- Hanno dimostrato che l’assunzione giornaliera di questi prodotti, incide maggiormente sul cancro ovarico. [2] 3- Le proteine del latte vaccino, possono giocare un ruolo nello scatenare il diabete di tipo 1 attraverso un processo chiamato mimetismo molecolare. [3] 4- In tutti i paesi, le popolazioni che consumano più latticini hanno i più alti tassi di sclerosi multipla. [4] 5- Attraverso studi condotti sull’uomo, le proteine da latte hanno dimostrato di aumentare i livelli di IGF-1 (fattore-1 di crescita insulino e simili). [5] 6- L’aumento dei livelli di IGF-1 è stato ora implicato in diversi tumori. [5] 7- Altri studi sulle persone, hanno dimostrato che le proteine da latte aumentano i livelli di colesterolo e l’aterosclerosi. [7] 8- La proteina del latte primaria (la caseina) favorisce il cancro. [8] 9- Un consumo smoderato di latte provoca l’acne. [9] 10- L’assunzione di latte provoca costipazione [10] e infezioni dell’orecchio. [2] 11- Il latte, è uno degli alimenti allergeni più comune al mondo. [1] 12- Gran parte della popolazione mondiale, non può adeguatamente digerire il latte a causa di intolleranza al lattosio [1].

Questo ennesimo studio, porta una ricchezza di prove sui gravissimi e possibili danni causati dal consumo di latticini, ed anche su quanto il latte non sia ricco di calcio e non faccia per niente bene alle ossa. Se ragioniamo un attimo, è difficile pensare che dovremmo continuare a consumare un liquido da allattamento che esiste in natura per nutrire e crescere rapidamente solo i vitellini

FONTI:
1- Michaelsson K, Wolk A, Langenskiold S, et al. Milk intake and risk of mortality and fractures in women and men: cohort studies. Bmj 2014;349:g6015.
2- Lanou AJ. Should dairy be recommended as part of a healthy vegetarian diet? Counterpoint. The American journal of clinical nutrition 2009;89:1638S-42S.
3- Dahl-Jorgensen K, Joner G, Hanssen KF. Relationship between cows’ milk consumption and incidence of IDDM in childhood. Diabetes Care 1991;14:1081-3.
4- Malosse D, Perron H, Sasco A, Seigneurin JM. Correlation between milk and dairy product consumption and multiple sclerosis prevalence: a worldwide study. Neuroepidemiology 1992;11:304-12.
5- Key TJ. Diet, insulin-like growth factor-1 and cancer risk. Proc Nutr Soc 2011:1-4.
6- Gardner CD, Messina M, Kiazand A, Morris JL, Franke AA. Effect of two types of soy milk and dairy milk on plasma lipids in hypercholesterolemic adults: a randomized trial. Journal of the American College of Nutrition 2007;26:669-77.
7- Youngman LD, Campbell TC. Inhibition of aflatoxin B1-induced gamma-glutamyltranspeptidase positive (GGT+) hepatic preneoplastic foci and tumors by low protein diets: evidence that altered GGT+ foci indicate neoplastic potential. Carcinogenesis 1992;13:1607-13.
8 -Spencer EH, Ferdowsian HR, Barnard ND. Diet and acne: a review of the evidence. Int J Dermatol 2009;48:339-47.
9- Caffarelli C, Baldi F, Bendandi B, Calzone L, Marani M, Pasquinelli P. Cow’s milk protein allergy in children: a practical guide. Italian journal of pediatrics 2010;36:5.
10- Rona RJ, Keil T, Summers C, et al. The prevalence of food allergy: a meta-analysis. J Allergy Clin Immunol 2007;120:638-46.



mercoledì 17 luglio 2019

Chi Ha Paura dei Vegani Animalisti?



“Avete mai sentito l’eco in montagna o in una valle? Gridate e la valle grida, cantate e la valle canta. Ogni cuore è una valle: se ci riversate amore, risponderà”

(Osho)


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Chi Ha Paura dei Vegani Animalisti?

di Franco Libero Manco

Molte categorie di persone ci vorrebbero morti, o almeno feriti.
Incominciamo coi preti

Sono molte le categorie di persone a cui dà enorme fastidio il diffondersi della cultura vegana: la paura è che questo rinnovamento sociale, etico, esistenziale e spirituale, questo stile di vita pacifista, ecologista e lungimirante abbia il sopravvento sulla concezione antropocentrica e sul carnivorismo materialista, crapulone, irresponsabile e distruttivo e molta gente si trovi a dover fare i conti con i suoi interessi economici, la sua gola, i suoi vizi, la sua coscienza.
Sicuramente la categoria più preoccupata, a mio avviso, sembra essere quella clericale anche se fa di tutto per ignorare l’esistenza stessa del problema

Niente (a mio avviso) come l’etica del vegetarismo può mettere in crisi la morale cattolica.

La nostra etica e la nostra compassione è più vasta e più profonda, il nostro amore più autentico e più disinteressato.

Gli ultimi a riconoscere la fratellanza universale saranno sicuramente i preti i quali (a mio avviso) scelgono la carriera ecclesiastica anche o soprattutto perché la loro religione li autorizza a disporre della vita di ogni essere non umano e questo li fa sentire importanti: il loro Dio li benedice quando squartano un agnello e lo divorano.
Gli ultimi a restare con la carne tra i denti: loro che, ufficialmente, hanno rinunciato ai piaceri del sesso come potrebbero rinunciare anche alla carne?

Come si giustifica il prete davanti ad un laico che senza avere la presunzione di essere ad immagine di Dio e senza voler essere un rappresentare in terra della misericordia, della bontà e dell’amore divino, chiede rispetto e compassione non solo per gli esseri umani ma anche per gli animali, mentre essi spingono a reprimere il naturale sentimento di compassione verso la sofferenza di questi nostri sventurati fratelli e di affondare con disinvoltura il coltello nel cuore e nelle loro viscere?.

L’antropocentrismo, cioè la visione sventuratamente più o meno diffusa in tutte le popolazioni umane per cui si ritiene che l’uomo abbia per legge naturale il diritto di disporre della vita degli animali (il cardine teologico delle tre religioni monoteiste) è a mio avviso la causa della maggior parte delle sventure umane specialmente quelle di più recente manifestazione, come la distruzione dell’ambiente, l’esplosione delle malattie degenerative dovute ai grassi animali, la disumanizzazione della coscienza umana e gli orrori dei campi di concentramento-mattatoi per gli animali.
Tale visione, ereditata dall’infausto comando biblico “Soggiogate la terra” e “Crescete e moltiplicatevi”, sta portando il pianeta e i suoi abitanti sull’orlo di un’ecatombe universale

Nel 2005 nella basilica del Laterano in un simposio tenuto apposta per ribadire la centralità dell’uomo nel creato Mons. Angelo Scola ha affermato: “Il cristianesimo e l’antropocentrismo stanno insieme o cadono insieme”.

E siccome i vegani/animalisti considerano l’antropocentrismo l’ideologia più perniciosa e devastante, ciò che preclude lo sviluppo della sensibilità dell’animo umano, della compassione universale e della valorizzazione del diverso, è facile comprendere che la Chiesa vede in noi vegani il Diavolo, l’Anticristo, come si trovò ad affermare il cardinale Biffi durante un meeting a Bologna nell’anno 2000.

Biffi, ispirandosi alle parole del filosofo russo Solovev “L’Anticristo sarà un convinto spiritualista (per cui per essere buoni cristiani è proibito essere spiritualisti), un ammirevole filantropo (per cui essere filantropi è un’attitudine da reprimere se si vuole essere cristiani), un pacifista impegnato e solerte (per cui essere pacifisti, non lo era forse Gesù? è condizione condannata dalla Chiesa), un vegano osservante (per cui nutrire compassione per i più deboli, gli animali, è considerata una attitudine anticristiana), un animalista determinato e attivo, (per cui interessarsi della sofferenza delle creature di Dio e cercare di impedire la loro stessa estinzione è un atteggiamento contrario ai principi della Chiesa).
Per la Chiesa l’Anticristo non è colui che per definizione è agli antipodi di Cristo ma tutto ciò che è diverso dalla Chiesa

Con questo principio nel corso del 1800 la Chiesa ha sterminato con il rogo e la mannaia molte comunità di perfetti imitatori di Cristo come i Valdesi, i Catari, i Monfortini, gli Stendigi, gli Apostolici, i Lollardi ecc. colpevoli non di non essere come Cristo ma di non essere come la Chiesa.

Infatti questi vivevano in povertà, castità, umiltà, mitezza e proclamavano l’uguaglianza.

Ma in fondo se tutti diventassimo buoni, sensibili e giusti come succede per chi si apre all’amore verso ogni creatura e smette di mangiare la carne che rende cattivi, aggressivi e violenti, che motivo avrebbe di esistere un organismo preposto a questo scopo?


FUGGITIVO 

Ti hanno lasciato la porta aperta. Lo sappiamo. Ti hanno dipinto come un feroce e pericoloso nemico. Circondato da muri invalicabili e recinzioni elettriche, e poi, ti hanno lasciato scappare. Cosi possono colpirti, legittimati.

Ora sei libero. Ancora per poco ma libero. Finalmente ti sei scrollato di dosso quello schifo di nome: M49. Un numero, una sigla, un tatuaggio impresso nel corpo. Come gli schiavi.

Corri gigante meraviglioso e quando arriverà il momento della morte, difenditi.

Con gli artigli, i morsi, il coraggio della disperazione. Ma difenditi. Vendila cara la pelle…


martedì 16 luglio 2019

LEONE TOLSTOJ E LA CACCIA



“Ci sono sempre due scelte nella vita: accettare le condizioni in cui viviamo o assumersi la responsabilità di cambiarle”

(Denis Waitley)




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LEONE TOLSTOJ E LA CACCIA

di Franco Libero Manco

Non v’è fetore al quale l’olfatto non finisca per abituarsi,
né mostruosità che l’uomo non abbia imparato a considerare con indifferenza.
Nel costante suicidio morale è il male supremo della caccia.

La sopraffazione, la perfidia, le trappole, l’imboscata e l’assalto di molti ad uno solo, del forte contro il debole, il ratto dei piccini ai genitori e viceversa, sono altrettanti atti vili per se stessi, indipendentemente dalla qualità delle vittime.

Eppure per una inconcepibile contraddizione, tutti questi atti vili e criminali, sono compiuti senza scrupolo, apertamente durante la caccia dagli stessi uomini che rifiuterebbero di stringere la mano a colui il quale li compisse verso l’uomo.

Sventrare, infrangere la testa contro un albero, fare in pezzi ecc. sono gli atti più ordinari od anche più necessari della caccia.

Perché dunque alla caccia gli uomini non solo non hanno pietà degli animali ma non hanno vergogna di sorprenderli, perseguitarli e torturarli in tutti i modi possibili.
Che i cacciatori esaminino la loro condotta di fronte agli esseri che essi perseguitano, si mettano per un momento al loro posto

Noi siamo fieri di proseguire verso la nostra civiltà, ma osserviamo pure che la nostra esistenza è fondata sui principi più ingiusti e crudeli e che l’umanità dell’avvenire ne parlerà con ola stessa ripugnanza che noi proviamo oggi per la schiavitù e la tortura, come errori di altri tempi che la civiltà ha abolito.
Da qualunque lato la guardiamo la caccia è un atto stupido e crudele e nocivo al sentimento morale

E’ superfluo, io credo, dimostrare l’influenza perniciosa che la caccia esercita sulla gioventù. Io non mi rivolgo agli uomini fatti, ma principalmente ai giovani nei quali parla la coscienza suscettibile di espandersi, ai giovani che sono abbastanza coraggiosi per giudicare le opinioni da accogliere e per correggerle, qualora fosse necessario.
La caccia è un suicidio morale perché uccide il sentimento di pietà nell’uomo

L’uomo cerca nella caccia sensazioni primordiali e brutali, si rifà al suo senso di inferiorità esercitando una qualunque forma di potere su esseri più deboli.

La caccia è un ritorno allo stato selvaggio che nell’uomo civilizzato non fa che esercitare e sviluppare istinti bestiali.


“Il tuo compito non è quello di cercare l’amore, ma solo di cercare, trovare e demolire tutte le barriere che hai costruito dentro di te contro di esso” (Rumi)

“Abbatti i muri dell’egoismo. Rendi il tuo amore così vasto e profondo da contenere tutti gli esseri viventi” (Paramahansa Yogananda)

Solo scardinando, uno ad uno, i preconcetti e i pregiudizi che paralizzano ed involvono la mente e il cuore, l’Uomo si libererà dal giogo che si è autoimposto.


Solo spezzando le catene alle quali ha inchiodano il proprio ego, acquisterà di nuovo la vista.

Lo specismo cadrà e l’essere umano riconoscerà se stesso in ogni Vita Senziente.


Il vero cammino di ricerca inizia dentro di noi per espandersi al di là di qualunque orizzonte finito e visibile.


Dove Amore, Armonia, Rispetto ed Empatia si compiono autenticamente, l’Origine diviene vivente, senza spazio né tempo: semplicemente perpetua.


In questo particolare luogo-non-luogo, L’Uomo è Animale, l’Animale è Uomo, e Tutto è Uno.


Non tutte le strade sono un percorso.


lunedì 15 luglio 2019

NON FATEMI SENTIRE IN COLPA SE MANGIO ANIMALI


“La vera bontà dell’uomo si può manifestare in tutta purezza e libertà solo nei confronti di chi non rappresenta alcuna forza. Il vero esame morale dell’umanità, l’esame fondamentale (posto così in profondità da sfuggire al nostro sguardo) è il suo rapporto con coloro che sono alla sua mercé: gli animali. E qui sta il fondamentale fallimento dell’uomo, tanto fondamentale che da esso derivano tutti gli altri” (Milan Kundera)



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NON FATEMI SENTIRE IN COLPA SE MANGIO ANIMALI

“Ovvero, procedo con calma… e per piacere”


Quando si parla di veganismo nella maggior parte dei casi le persone onnivore, come in un intimo poco celato senso di colpa, tendono a giustificarsi dicendo “mangio poca carne” rivendicando poi il diritto ad essere libere di aderire o no alla scelta vegetariana o vegan.

E anche se si è consapevoli che è quanto mai ingiusto per gli animali e dannoso per la salute si vuole procedere senza pressioni esterne, (potrebbe essere un trauma) che è come dire al pompiere, davanti alla casa che brucia, di muoversi con calma e quando ne ha voglia, spesso inorridendo al solo pensiero di alimentarsi in modo vegan per la paura di dover rinunciare alla coscia di pollo.
“Mi dispiace per gli animali ma io alla bistecca non rinuncio”

Che è come dire “voglio fare quello che mi piace ma non fatemi vedere gli effetti che produce la mia scelta.

Sono consapevole che questo causa sofferenza e morte ad un essere innocente ma considero il mio piacere è più importante della loro vita”.
Ma non è forse l’ingiusto piacere a danno di altri il movente di ogni delitto?


I RICCHI NON IMPRECANO

Si grida allo scandalo

perché vengono mostrati i delitti

non perché vengono commessi.

Nella violenza giornaliera della guerra

c’è una differenza di peso dei cadaveri

a seconda delle funzioni che esercitavano in vita.

Il potere si nutre del debito dei poveri

e la miseria generata dall’egoismo

è una bestemmia più grande

del dolore che produce.

La pace dei potenti

è frutto del terrore sugli ultimi

immolati sull’altare del profitto,

ma la solitudine di chi combatte

la sua impari battaglia con la morte

è un insulto più grande del disprezzo.

I ricchi non hanno motivo

di imprecare contro il cielo

troppo impegnati a costruire recinti

intorno alla loro coscienza imbalsamata,

ma l’indifferenza verso quanti urlano

la loro ultima sconfitta nella fame

è un oltraggio alla vita

più grande della negazione di Dio.

(Franco Libero Manco)


RINCONTRIAMOCI IN SEDE AVA PRIMA DELLE FERIE PER UNA CENA BENEFIT ALLA MANIERA DI ROSANNA, LUANA E FRANCO LIBERO

Giovedì 18 luglio dalle ore 20, piazza Asti 5/a Roma

La cena prevede:

insalatona mista di stagione con olio bio del Salento,

aceto balsamico e salsa di soya;

fresca insalata di riso, con condimenti bio;

polpette di melanzane:

peperoni all’agro/dolce;

patate olio, sale e prezzemolo;

ricca macedonia con frutti di stagione;

vino pugliese, olive, pane, acqua.

Il contributo è di 15 euro.

– Prima della cena, alle ore 19,00, proiezione di bellissimi cortometraggi.

– E’ necessaria la prenotazione, prima possibile, direttamente a

Luana tel. 3391406256

E’ un’occasione per rivedere gli amici, conoscerne dei nuovi, confrontarsi sulle tematiche vegan/animaliste e ricaricarsi per la diffusione della nostra missione durante il periodo estivo.

La prossima conferenza settimanale è prevista per giovedì 19 settembre sul tema: La dieta anticancro. Vi aspettiamo numerosi. Un saluto a voi. Flm

——————————-

Ogni anno 570.000 tonnellate di plastica finiscono nelle acque, (solo) del Mediterraneo, come se 33,800 bottiglie venissero gettate in mare ogni minuto.

A mettere in evidenza l’inquinamento del mare Nostrum è il Wwf.

domenica 14 luglio 2019

NON E’ UNA MODA ESSERE VEGAN



“Subito all’inizio della Genesi è scritto che Dio creò l’uomo per affidargli il dominio sugli uccelli, i pesci e gli animali. Naturalmente la Genesi è stata redatta da un uomo, non da un cavallo”

(Milan Kundera)


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NON E’ UNA MODA ESSERE VEGAN

di Franco Libero Manco

Se scegliere di essere vegan fosse una moda degli ultimi tempi sarebbe destinata a passare come tutte le mode.

Credo invece che appartenga alla fase più responsabile ed evoluta del pensiero, della coscienza e della civiltà umana e come tale sicuramente espanderà la sua vitale e benefica adesione ad un pubblico sempre più vasto.

La Rivoluzione francese, il Rinascimento o il Risorgimento sono forse stati il frutto di spinte socio-culturali-spirituali estinte dopo gli effetti sperati?

E’ forse stato lo schiavismo, il patibolo pubblico, il patriarcato, la cessazione degli spettacoli cruenti e tutte le discriminazioni mode del momento?

Allo stesso modo essere vegan è la tendenza naturale verso l’evoluzione morale, civile e spirituale della specie umana; un’esigenza protesa verso l’etica universale in cui l’essere umano diviene sempre più consapevole dell’imprescindibile valorizzazione e interazione armonica con tutti gli esseri viventi e responsabilmente tutela il miracolo della vita in tutte le sue espressioni.
Chi rifiuta a priori il sistema vegan ha solo paura di rinunciare alla bistecca

Parlare di veganismo ai mangiatori di animali ci si rende antipatici



E NON SIAMO NEPPURE UNA SETTA

Chi non intende neppure farsi sfiorare dalla cultura vegan considera i vegani una specie di setta dalla quale stare alla larga, magari per non correre il rischio di essere convinti a rinunciare ai “piaceri” (crudeli) dello stomaco.
Probabilmente costoro non hanno mai aperto un libro di scienza dell’alimentazione, di anatomia comparata o di etica universale

Non hanno mai letto il pensiero dei Grandi che raccomandavano, e raccomandano, di astenersi dai carnami perché rendono la nostra natura pesante, materiale, aggressiva; perchè abbassano i livelli dei chakra e impediscono le vette dello spirito…
In genere alla guida delle sette ci sono sempre guru che dettano le regole alle quali gli adepti devono attenersi, con effetti anche pesanti nell’eventuale violazione delle stesse

La filosofia vegan è agli antipodi: è tutta protesa alla liberazione personale da ogni condizionamento mentale attraverso il pensiero critico e ritiene la conoscenza, la sensibilità del cuore, la compassione, la non violenza, la non prevaricazione, il rispetto supremo delle diversità come la condizione imprescindibile per la realizzazione di se stessi e il bene comune.


La questione non è disquisire sulle ragioni per le quali sempre più individui scelgano di non nutrirsi di animali e di rifuggire ogni tipo di sfruttamento. Il punto centrale è, semmai, un altro. Come si può coniugare il verbo “amare”, declinarlo solo verso alcuni animali e, nel contempo, ridurre tutti gli altri alla stregua di oggetti animati (“macchine” per dirla alla Cartesio) tanto da considerarli cibo? Questo approccio in alcun modo può essere accostato al principio assoluto ed indifferenziato, fondante e motore di ogni cosa che è l’Amore (tutt’uno con l’Armonia Universale), giacché si tratta più semplicemente di “affezione” (dal latino e derivazione di : affetto, attaccamento, passione, moto dell’anima). L’affetto provato soltanto verso alcune specie ha come suo presupposto la concezione antropocentrica; pertanto si colloca all’interno del perimetro dello specismo. L’etica non si sposa in nessuna misura con istanze di stampo specista. Sostenere il contrario sarebbe ed è un grave errore, perché equivarrebbe a suffragare una contraddizione in termini. Sarebbe come, per esempio, accusare i cinesi di essere dei mostri perché mangiano cani (per noi animali d’affezione per eccellenza insieme ai gatti) e trovare assolutamente naturale e legittimo (in breve, giusto) banchettare con carne di vitello, maiale, agnello, coniglio, pollame, pesce, selvaggina ecc. La contraddizione è evidente, eppure non pare così immediatamente chiara a tutti coloro che si autodefiniscono animalisti. Gli occhi di tutti gli Animali parlano un linguaggio insondabile, ma immediato ed inequivocabile a qualunque latitudine. L’uomo è l’unica specie animale che comunica mediante un linguaggio artificioso e convenzionale (suscettibile di interpretazioni e di spiegazioni), perché i suoi sguardi non sanno più esprimersi attraverso i silenzi. Anche in questo gli Esseri Senzienti Non Umani sono migliori di noi e ad uno livello evolutivo decisamente più avanzato del nostro.


#ethicalife con Nino Malgeri


Nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle sofferenze e neppure declinare le proprie responsabilità. Nessuno dovrebbe starsene tranquillo pensando che altrimenti si immischierebbe in affari che non lo riguardano. Quando tanti maltrattamenti vengono inflitti agli animali, quando essi agonizzano ignorati per colpa di uomini senza cuore, siamo tutti colpevoli.
(Albert Schweitzer)


#ethicalife con Nino Malgeri

Vi propongo questa chiacchierata con Antonella Tommasini di Pianeta Vegan che la presenta così:
#ethicalife incontra Nino Malgeri, vegano, attivista e antispecista che ci parla di se e dei rifugi liberi di animali salvati dalla sofferenza. Un messaggio di libertà per tutti gli animali. Parole che toccano il cuore, che ci aiutano a capire come tutti siamo uguali e che la libertà è l'unica cosa che più conta. #pianetaveganTonia Tomas

Ricordati l’evento: Incontro Internazionale di Liberazione Animale 2019 (https://animalgathering2019.noblogs.org/)
Roma, 26-28 luglio 2019

L'immagine può contenere: cavallo e testo


"La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde, arpe, timpani e tamburi. Mi conosco solo come una sinfonia" (F. Pessoa)
Ogni anima risponde all'unica e sola Anima Universale.
Le singole anime non si differenziano tra umane e animali. Sono indistintamente anime.
L'anima è il vivente che fluisce in ogni Essere Senziente.
Anima è Armonia, Rispetto, Empatia. 
E' benedizione. E' Amore.

venerdì 12 luglio 2019

A PROPOSITO DI CARROZZELLE ROMANE



“Hannah, puoi sentirmi? Dovunque tu sia, abbi fiducia. Guarda in alto, Hannah! Le nuvole si diradano: comincia a splendere il Sole. Prima o poi usciremo dall’oscurità, verso la luce e vivremo in un mondo nuovo. Un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto, Hannah! L’animo umano troverà le sue ali, e finalmente comincerà a volare, a volare sull’arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù” (Il Grande Dittatore – 1940)


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A PROPOSITO DI CARROZZELLE ROMANE

LA NOSTRA ASSOCIATA LILIANA RAI INVIA LA SEGUENTE LETTERA RACCOMANDATA A MATTEO SALVINI

Matteo Salvini prima delle elezioni recitava, urbi et orbi, con la faccia seriosa di un pupo siciliano, che tra i suoi programmi c’era… la protezione degli animali: “Basta maltrattamenti”, sputava!!

Passata la festa oggi il leader del Carroccio si butta a corpo morto non su un talamo ma sulle bollenti botticelle in difesa di turisti cafoni i quali, reduci schiamazzanti della corrida spagnola e del palio di Siena ammazza cavalli, dopo aver sozzato la scalinata di Trinità dei Monti con resti di coni gelato spiaccicati, si afflosciano su una carrozzella per obbligare un ronzino sfinito, gli zoccoli arroventati, fusi nell’asfalto e nel catrame, a trascinarli sotto er sole de Roma.

Ma stavolta la drittata del vice premier è un boomerang perché il suo lecca lecca sulle chiappe degli aguzzini di cavalli conferma che se ne fotte delle promesse elettorali e della volontà di un’intera cittadinanza per favorire una manica di vacanzieri che sfregia il Colosseo e si sciacqua i piedi (ed altro) nelle fontane di piazza Navona.

Matteo Salvini, regalati un risciò e corri per Roma sotto il solleone con un paio di panzoni a bordo. Così per vedere l’effetto che fa. (Liliana Rai)



Che poi la soluzione per liberare i cavalli dalla perenne schiavitù ci sarebbe, questo articolo è del 2017 e la Sindaca Virginia Raggi aveva assicurato durante la sua campagna elettorale che avrebbe abolito definitivamente le botticelle con i cavalli, le solite promesse elettorali…

Dal blog di Beppe Grillo:

Addio alle botticelle, in centro a Roma arrivano le biocarrozze. Lo annuncia sul blog di Beppe Grillo Pinuccia Montanari, assessore all’Ambiente della Capitale.

“Grazie alla memoria approvata in Giunta – spiega – si realizza oggi l’inizio di un percorso del programma del Movimento 5 stelle, ovvero la sostituzione nel centro storico delle carrozze trainate da cavalli con le nuove efficientissime biocarrozze elettriche”.

Sul blog del leader M5s interviene anche il professore Fabio Mascioli, esperto di mobilità elettrica: “Oggi è il coronamento di un sogno, presentiamo finalmente il prodotto di una nostra ricerca nata dalla collaborazione istituzionale tra l’Università La Sapienza e il Comune di Roma, che è un veicolo completamente sviluppato e concepito dai nostri ricercatori in Italia, con il design italiano, che rappresenta anche una riscoperta storica e reinterpretata secondo il nostro gusto e la nostra tecnologia attuale. Un veicolo completamente elettrico quindi nato per non emettere, nato per agire in perfetto silenzio e sicurezza nelle strade cittadine, nato anche per avvalersi delle tecnologie più avanzate della ricarica elettrica e per i sistemi energetici”.

“I cavalli delle botticelle romane – osserva Daniele Diaco, consigliere comunale pentastellato – oggi costretti a percorrere le strade trafficate assolate in una città che, sicuramente, non è idonea per il traino animale, verranno finalmente spostate nelle ville storiche. Un punto importante, quello del benessere animale, è centrale e focale per questa amministrazione portato avanti. Sicuramente una grande vittoria di questa amministrazione a 5 Stelle che finalmente pone fine a questo martirio che i cavalli sono costretti a sopportare oramai da lunghi anni”.


Matteo Salvini, regalati un risciò e corri per Roma sotto il solleone con un paio di panzoni a bordo. Così per vedere l’effetto che fa.