domenica 9 novembre 2008

Il diditi', o il drogato da telefonino. Di Stefano Benni.

Nella foto: Bellissima immagine tratta dal blog dell'amica Carmela http://muscy.splinder.com/

Ciàvete fatto caso (come diceva il rimpianto Aldo Fabrizi ), il telefonino è quell'oggetto per il quale gli uomini fanno a gara a chi ce l'ha più piccolo.
Ho un rapporto controverso con il telefonino, mi è indispensabile per la mia professione, ma ne farei volentieri a meno, cerco di utilizzarlo il meno possibile, e solo in casi di emergenza e per pochi minuti ogni volta.
Qui di seguito un articolo di Benni scritto nel 2000.

IL DIDITI', O IL DROGATO DA TELEFONINO. Di Stefano Benni.
Creatura recentemente apparsa ma ormai tristemente nota. Il suo dramma non è il cellulare, ma la dipendenza, cioè il non saper rinunciare al telefonino nei luoghi più improbabili e nelle situazioni più scomode. Per questa ragione è detto DDT, ovvero Drogato Da Telefonino.
Ad esempio, il DDT è appena entrato nel bar e il cellulare trilla mentre sta bevendo un cappuccino. Il DDT continua a bere con la destra e risponde con la sinistra, oppure intinge il cellulare nella tazza e si attacca una brioche all'orecchio. Va alla toilette telefonando, e dentro si odono rumori molesti, sciabordio, e schianti dovuti alla difficoltà di compiere certe operazioni con una mano sola. Spesso quando esce ha il cellulare grondante e strane macchie sui pantaloni. Inoltre ogni anno circa duemila telefonini spariscono in turche o gorghi porcellanati. Una leggenda metropolitana li vuole clonati e usati dai ratti di fogna al posto della comunicazione ultrasonica. Il DDT risponde in qualsiasi situazione, posizione, e occasione. La sua prerogativa è infatti "l'effetto Colt": non può sentire un trillo senza estrarre di tasca l'arma, vive sempre all'erta come un pistolero, risponde velocissimo non solo al trillo del suo cellulare, ma anche a quello del vicino, al trillo della cassa, ai trilli dei telefoni in televisione e, in campagna, anche al canto dei grilli.
Ma soprattutto due sono le situazioni in cui la nevrosi del DDT esplode in tutta la sua violenza. La prima è quando è a una tavolata di ristorante e ha lasciato il cellulare nel cappotto. Udendo il trillo fatidico, che riconosce tra gli altri come il vagito del primogenito, balza sul tavolo, calpesta antipasti, rovescia sedie, ribalta tavoli e parte come una belva verso l'attaccapanni. Qua butta in aria pellicce e cappotti altrui, a volte per far prima li squarcia con un coltello, infila la mano nella fodera, sbaglia tasca, bestemmia e raggiunge il cellulare non appena questo ha smesso di trillare. A questo punto lo porta con sè sul tavolo, parcheggiandolo vicino al piatto. Dopodichè lo osserverà con odio tutta la sera, perchè il cellulare resterà silenzioso, e suonerà solo una volta rimesso nel cappotto.
Un altro evento che mette in crisi il cellularista DDT è quando si accorge che nel locale il telefonino non riceve il segnale. Questo lo atterrisce come se gli si fermasse lo stimolatore cardiaco. Il DDT inizia a percorrere in lungo e in largo la stanza, striscia contro i muri, sale sui tavoli, salta come un canguro alla disperata ricerca di un segno di vita della sua creatura. Spesso si può vedere il DDT in una delle seguenti posizioni:
a. modello "Statua della libertà", in piedi sul tavolo col telefonino innalzato verso il soffitto;
b. modello "Gogna", con mezzo busto fuori della finestra, braccio proteso e mezzo congelato;
c. modello "Frontiera", deambulante avanti e indietro attraverso la porta, in un vortice di spifferi e proteste;
d. modello "Fisherman", col cellulare legato a una canna da pesca infilata nello spioncino dell'aerazione in alto a destra;
e. modello "Delega", nervosissimo dopo aver pagato un ragazzino perchè gli tenga il cellulare fuori del locale. La percentuale di restituzione è del cinquanta per cento, ma pur di avere il telefonino in funzione, il DDT corre questo rischio;
f. modello "Eremita", seduto sul cesso tutta la sera perchè li' è l'unico punto dove riceve.
Che tipo di importante conversazione impegna il cellularista DDT? Quasi sempre è difficile stabilirne la logica e soprattutto la necessità.
Ne facciamo qui alcuni esempi, riportando solo le frasi del cellularista, e lasciando alla vostra fantasia la parte dell'interlocutore.
Telefonata progettuale
Si' io sto qui, tu dove sei?
Ah, e dopo dove vai?
Ho capito, allora ci sentiamo stasera?
No stasera non lo so, perchè tu dove vai?
Si' forse vengo anch'io, ma tu ci sei?
Allora stasera ti chiamo per sentire se ci sei, se no mi dici dove sei, se no dove sei domani.
Si', domani io sto qua, tu vai via o stai qua?
Se vado via chiama che ti raggiungo. Se no ti chiamo io per dirti che non vengo e che è inutile che chiami.
Senti e per le vacanze dove vai?
No io non torno là, tu ci torni?
Beh magari ti telefono se decido che torno, se no se decidi che torni mi chiami tu.
Va bene, si' ciao, ciao.
Senti, e a capodanno cosa fai?
Ad libitum.
Conversazione irosa
Che cazzo vuoi?
Dove cazzo eri ieri sera?
E io che cazzo ci posso fare?
Di' che vada a fare in culo lui e tutta la sua baracca.
Non ci penso nemmeno, cazzi tuoi.
Certo, ciao amore, a stasera, amore (bacetto)
Conversazione urgente di lavoro
Sono Borghi, c'è il dottor Lamanna?
Lamanna? No, sono Borghi, vorrei il dottor Lamanna.
Dottor Lamanna, sono Borghi... Ah non è lei, me lo può passare da li'?
Sono sempre Borghi, santodio mi può passare Lamanna?
Scusi ma è un'ora che dite che mi passate Lamanna, me lo passate o no?
Borghi, sono Borghi, perdio!
Come "cosa voglio?". Voglio il dottor Lamanna!
Lamanna? Ah ciao, sono Borghi, scusa ti posso richiamare tra un'oretta che adesso ho da fare?
Fine prima parte.
Pillola del giorno: Un padre: "Per mantenere in piedi la famiglia mi son venduto anche le sedie!!".
Flavio Oreglio.


5 commenti:

carmela1982 ha detto...

hai proprio ragione sui telefonini...
e anche le conversazioni^^
mi han fatto morir dal ridere....
sei grande^^


fatina carme

ro ha detto...

Io ho orgogliosamente eliminato il telefonino da sei mesi a questa parte, qui in California. Certo, poi sono diventata completamente dipendente dall'e-mail, ma questa è un'altra storia...

Un abbraccio!
Ro

amaranta ha detto...

La mia passione per il blog ha degli andamenti altalenanti....certi momenti sento il bisogno di mettermi in pausa. In altri invece non riesco a farne a meno.
Il tuo blog mi piace. Ho letto tutte le motivazioni per le quali lo hai aperto e le condivido pienamente. Mi sembra il minimo, in un periodo in cui ci propinano solo cose demenziali in tv, organizzarsi in modo "alternativo". Certo, un blog è una goccia nel mare....ma alla fine il mare è la somma di tante gocce.
Se posso esserti d'aiuto in qualche modo lo farò volentieri....tu inviami le "istruzioni" ;-) A presto.

danis ha detto...

Assolutamente irresistibile!!!!
il ddt è così, preciso spiccicato...sputazzato!
baci.
danis

GIfelt ha detto...

Anch'io trovo molto interessante e divertente il tuo blog. Lo seguirò con attenzione, finalmente delle notizie non "confezionate". Grazie
Giulia