L'errore più grande che l'adulto possa compiere nei confronti dei bambini è limitare la loro sfera d'amore al solo essere umano.
Abituando i bambini a non dare valore ad ogni forma di vita, a non curarsi della sofferenza e della morte degli altri esseri viventi, in essi non si sviluppa la sfera del sentimento, dell'amore, della condivisione e il loro animo resta incapace di rispetto, insensibile, egoista anche verso le necessità degli altri esseri umani.
La realizzazione di un mondo migliore è possibile solo se migliore sarà la coscienza di coloro che lo compongono.
Il male si alimenta non dalla violenza dei pochi, ma dalla tiepidezza dei molti.
(Franco Libero Manco)
Refrattari alla guarigione
La liberazione totale annienterà il potere, le autorizzazioni, la proprietà, la competizione, la violenza, il predominio. Anelli della stessa catena originaria. Fino a quando non si capirà che il "consenso" (la delega, la sudditanza, la servitù volontaria) da qualunque strada arrivi, per definizione lo si accaparra imbrogliando il prossimo e lo si utilizza insultandolo, non ci sarà mai liberazione, ma una sorta di teatrino finto che mette in scena sempre lo stesso spettacolo; File interminabili di individui che trascinano ferri insopportabili. La liberazione non arriverà a piccoli saltelli, come un fiumiciattolo di pianura, ma impetuosa come una piena formidabile di novembre. L’onda d’urto strapperà gli anelli rugginosi inchiodati alle pareti e trascinerà tutta la sporcizia della società. Nessuna gabbia reggerà il colpo e finalmente si apriranno tutte le celle dei condannati a morte. Rinchiusi per aver detto: No!, per idee non omologate, per una resistenza animale. Alcun# ci dicono che siamo "sognatori", "innocui utopisti irrazionali", persone che non vivono nel "reale", macchiette che non conoscono i "problemi di tutti i giorni", fortunelli che abitano "lontano dalla lotta". Insomma dei privilegiati. La classica visione antropocentrica che ha la convinzione (sistematica) del controllo delle alterità e dei corpi. Una percezione superficiale-indotta, per statuto di secoli, che l’uomo, per diritto divino, è al centro di tutto. La liberazione scardinerà anche queste tavole inchiodate, nel cervello, da troppe genuflessioni (Nessun@ potrà mai privarci del sogno, nessun@). Si è vero siamo sognatori, e meno male aggiungo, viceversa saremmo assoggettati totalmente a quegli incubi che già demoliscono a sufficienza (senza bisogno di dargli una spinta) il nostro precario equilibrio: schiavi eterni da un martellamento continuo "ideologico". Siamo pure "innocui" e questo, è una manna per la vita già maltrattata di questo pianeta (siamo fin troppo complici e a disagio per alimentarne ulteriormente la distruzione). Irrazionali anche, l’istinto ci muove non il raziocinio, che porta a mortificarsi, ubbidire e ascoltare le sirene di Ulisse. "Vivere poco nel reale" lo prendiamo come un complimento, preferiamo tenere compagnia al tramonto che ai viali di piombo e plastica dei camposanti. I "problemi" che attanagliano li conosciamo bene, probabilmente, anzi sicuramente, non sono i vostri stessi problemi (ma pur sempre di sopravvivenza stiamo parlando, nessun@ gioca). Infine saremmo "privilegiati", e su sta stronzata da gran finale siamo in accordo totale: la libertà non è negoziabile. Non abbiamo mai rincorso le "speranze" date da coloro che ci schiavizzano, non seguiamo le legioni che, in fila, aspettano sereni e placidi l’apertura dei cancelli del consumo, non ascoltiamo gli squilli di tromba (affascinanti) di un sistema che trita tutto. Forse la liberazione totale è proprio per inguaribili sognatori, per animali che spiccano voli al di là dei reticolati, per carcasse indomabili. Questo non significa perdere, fallire; termini che non riconociamo (la lotta di liberazione totale si sposta non si esaurisce) semplicemente significa vivere liberi in armonia con ciò che ci circonda. Lottare per uscire dal giogo del dominio; e se la libertà vi fa paura, non c’è bisogno di dire che siamo vigliacchi, sbagliati o utopisti, lo sappiamo molto bene cosa significa essere "liberi" in una società di catene. Essere etichettati come strani o sbagliati per noi è un complimento: mi spiace. Siamo pazzi per la libertà, visionari assoluti della libertà. Una "malattia" che certamente ci divorerà ma, ho una brutta notizia: preferiamo ammalarci fino all'osso, per il resto della nostra breve vita, piuttosto che essere "sani, giusti e belli" come voi. Non avete la benchè minima idea della devastazione personale interna che (a noi sognatori) ci corrode, giorno dopo giorno, notte dopo notte. Lasciateci sognare! Il nostro sogno è la libertà per tutt#...
Olmo Vallisnera
Olmo Vallisnera
Dalla pagina di Rocco Malgeri:
Due piccolissimi amici......Per i profani: codibugnolo e pettirosso...





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