

Inverno
Sottozero. L'inverno non bussa, entra come il maglio. E come maglio sa di colpire dove fa più male. Anche il vento stamattina sembra farti i dispetti. Arriva leggero e quando, gli dai fiducia e ti esponi, ti sferza la pelle. Ti ferisce. Sa essere freddo il vento. Di quel freddo che entra nelle ossa e nella testa e prima di uscire, passa una stagione. Non sento neanche la voce della Lodolaia alla cascata. Consapevole, lei si, nel rimanere nascosta. Arriverà presto la neve, e con lei, la fugace speranza di un silenzio cercato. Che poi: che cos'è il silenzio? Se non una carezza delicata che ti prende in giro. Non dura mai. Gioca a esserlo. Ma finisce quando si accorge che sei disarmato. E tu non puoi far altro che accettarlo. Come un gioco, si, a cui non ti abituerai mai. Dicono che l'inverno è breve perchè ha le giornate brevi. Solo che nessuno ti dice che ha le notti eterne. ..
Mutuo appoggio e rivolta permanente
La domanda del mercato (che vuole quotidianamente terrorizzare la popolazione) ricorrente è:
“Lavora per guadagnare e poi, se lo riteniamo opportuno e sei stato un buon cittadino, spendi tutto per far girare il mondo globale”.

Il denaro è la chiave di volta di questa sottomissione volontaria e moltiplica all’infinito la perversione del -Produci, consuma e crepa-. Il “buon cittadino” è l’assunto giustizialista per legittimare la repressione. Se sei buono (quindi bianco, etero, familiar-tradizionale, etc., etc.) bene, se no calerà la “bilancia” della giustizia. Come una meteora di piombo. Naturalmente il gioco del potere è molto più subdolo e non si arresta al “buon cittadino”. Per legittimare e approfondire questo terrificante Maelström di menzogne, il mercato, usa anche i metodi chiamati: “solidarietà civile” dove possono accedere anche alcune categorie non “allineate” (i neri ma rispettosi delle nostre tradizioni, le lesbiche ma diligenti, i migranti ma regolari e via dicendo).
Ma se il denaro non ci fosse?
“Impossibile, impensabile, assurdo, certo inattuabile!”
Come direbbero i sacerdoti del capitale. E a ragion veduta visto che, distribuendo disuguaglianza per autoriprodursi e alimentarsi, non possono assolutamente avere “bastoni” tra le ruote nella loro macchina tritatutto. Senza denaro crollerebbero in una settimana. Il mutuo appoggio libertario è, ad oggi, forse l’unico grimaldello che potrebbe scardinare questo teatrino dell’oppressione. Un semplice (ma per gli economi: “Intricato”) sistema orizzontale che aiuterebbe e spingerebbe a un cambio di paradigma. Esiste da sempre, nella storia, oggi però risulta l’unica mossa per sopravvivere (se il pianeta lo consente, climaticamente parlando) poichè libera lo scambio solidale, attua per principio la condivisione e una nuova libera mentalità che porta a favorire gli individui, le loro fragilità, i loro limiti esistenziali, le loro differenze. Dona con forza egualitaria le capacità di costruire e scambiare, piuttosto che alimentare l’ossessione compulsiva di acquistare merci che non servono e che rafforzano il sistema stesso che ci schiavizza. Il superfluo è la catena che cinge i nostri corpi e induce a un continuo soffocamento emancipatorio, per una assurda visione stereotipata di “libertà”. In periodi di drastica povertà, volutamente programmata dal Sistema economico, sottrarsi al cappio del denaro (il più possibile) e degli infami metodi per ottenerlo, può spalancare le porte verso un nuovo approccio all’esistente. Un radicale cambio di stile di vita, una boccata di ossigeno che penetra nelle nostre esistenze dilaniate. Comprendo e non nego la difficoltà del tutto ma credetemi il mutuo aiuto, in senso libertario, è l’unica ancora di salvezza per non affogare in fiumi inquinati e melmosi e per dare finalmente un alito di speranza a chi ritiene che questo mondo sia all’inevitabile deriva. Un salto di qualità chiamato “autodeterminazione” e una spinta straordinaria verso la liberazione animale, umana e della terra.

Ma se il denaro non ci fosse?
“Impossibile, impensabile, assurdo, certo inattuabile!”
Come direbbero i sacerdoti del capitale. E a ragion veduta visto che, distribuendo disuguaglianza per autoriprodursi e alimentarsi, non possono assolutamente avere “bastoni” tra le ruote nella loro macchina tritatutto. Senza denaro crollerebbero in una settimana. Il mutuo appoggio libertario è, ad oggi, forse l’unico grimaldello che potrebbe scardinare questo teatrino dell’oppressione. Un semplice (ma per gli economi: “Intricato”) sistema orizzontale che aiuterebbe e spingerebbe a un cambio di paradigma. Esiste da sempre, nella storia, oggi però risulta l’unica mossa per sopravvivere (se il pianeta lo consente, climaticamente parlando) poichè libera lo scambio solidale, attua per principio la condivisione e una nuova libera mentalità che porta a favorire gli individui, le loro fragilità, i loro limiti esistenziali, le loro differenze. Dona con forza egualitaria le capacità di costruire e scambiare, piuttosto che alimentare l’ossessione compulsiva di acquistare merci che non servono e che rafforzano il sistema stesso che ci schiavizza. Il superfluo è la catena che cinge i nostri corpi e induce a un continuo soffocamento emancipatorio, per una assurda visione stereotipata di “libertà”. In periodi di drastica povertà, volutamente programmata dal Sistema economico, sottrarsi al cappio del denaro (il più possibile) e degli infami metodi per ottenerlo, può spalancare le porte verso un nuovo approccio all’esistente. Un radicale cambio di stile di vita, una boccata di ossigeno che penetra nelle nostre esistenze dilaniate. Comprendo e non nego la difficoltà del tutto ma credetemi il mutuo aiuto, in senso libertario, è l’unica ancora di salvezza per non affogare in fiumi inquinati e melmosi e per dare finalmente un alito di speranza a chi ritiene che questo mondo sia all’inevitabile deriva. Un salto di qualità chiamato “autodeterminazione” e una spinta straordinaria verso la liberazione animale, umana e della terra.

Il mutuo appoggio non ha confini o territori che predilige, può essere vissuto in montagna, campagna o in città, nei quartieri. Non bisogna avere lo “scettro dell’alternativo” (parola: “alternativo” che odio) è lo stesso termine -mutuo appoggio- che rispecchia naturalmente l’alternativa alle barbarie. Scambiare, donare, solidarizzare con chi per ragioni diverse è al tuo fianco, osservare “l’altra”, ecco la prospettiva concreta per infrangere le architetture del mercato. Risulterebbe la vera arma per terrorizzare il capitale. Nel momento in cui si delegittima il “sistema paese” e le sue sovrastrutture alienanti per forza di cose si diventa rivoluzionari e “instabili”, quindi non più manovrabili. Per molti e molte questo è un sogno, troppo impegnate drammaticamente nella sopravvivenza quotidiana, ma basta cambiare le prospettive, l’anarchia insegna. La chiamano utopia per delegittimarla ma nel mondo gli anarchici sono moltitudine. Lo stesso avviene per il mutuo aiuto, viene chiamato inutile, senza futuro, ma nel mondo a praticarlo siamo milioni. E siamo ancora in salute a dispetto di chi ci vuole annientare. E in tutto questo non c’entra nulla il primitivismo classico (che critico aspramente nel concreto. Un filo meno nell’aspetto teorico) ma anzi ricerco una via “altra”, antica e decisamente alla portata di tutt*. Il mutuo appoggio come sollevazione popolare e intransigente e, soprattutto, una lotta alle derive autoritaristiche sociali, economiche e religioso-statali. Gli altri animali sono testimoni da millenni che questo approccio è, certamente, attuabile. E ineluttabilmente l’unico, per poter sopravvivere.

“…Coloro che svolgono attività intellettuali disprezzando il lavoro manuale, che viene davvero svolto in condizioni penose, sono coloro che noi chiamiamo sfruttatori. Ma una comunità di mutuo appoggio che offre in abbondanza a tutti i suoi membri una educazione filosofica e scientifica, saprebbe come organizzare il lavoro manuale in maniera tale che sarebbe il vanto dell’umanità. Un giorno torneremo su questo argomento, e potremo allora dimostrare con abbondanza di prove in che modo, nel mondo animale e umano, la legge del mutuo appoggio sia la legge del progresso, e come la solidarietà, insieme al coraggio e all’iniziativa individuale, la vittoria della libertà…” Pëtr Kropotkin
Nella fertilità del campo
cresce il tempo
nel torrente pulito
beve l’anarchia
nella montagna selvaggia
nasce la condivisione
nella mente liberata
si nutre la rivolta

“…Coloro che svolgono attività intellettuali disprezzando il lavoro manuale, che viene davvero svolto in condizioni penose, sono coloro che noi chiamiamo sfruttatori. Ma una comunità di mutuo appoggio che offre in abbondanza a tutti i suoi membri una educazione filosofica e scientifica, saprebbe come organizzare il lavoro manuale in maniera tale che sarebbe il vanto dell’umanità. Un giorno torneremo su questo argomento, e potremo allora dimostrare con abbondanza di prove in che modo, nel mondo animale e umano, la legge del mutuo appoggio sia la legge del progresso, e come la solidarietà, insieme al coraggio e all’iniziativa individuale, la vittoria della libertà…” Pëtr Kropotkin
Nella fertilità del campo
cresce il tempo
nel torrente pulito
beve l’anarchia
nella montagna selvaggia
nasce la condivisione
nella mente liberata
si nutre la rivolta
Fonte: Frecce in Versi

Quanto più uno vive solo, sul fiume o in aperta campagna, tanto più si rende conto che non c’è nulla di più bello e più grande del compiere gli obblighi della propria vita quotidiana, semplicemente e naturalmente. Dall’erba dei campi alle stelle del cielo, ogni cosa fa proprio questo; c’è tale pace profonda e tale immensa bellezza nella natura, proprio perché nulla cerca di trasgredire i suoi limiti.
(Tagore)
"Ribellatevi, non affogate nella pigrizia mentale. Guardatevi intorno. Osate cambiare. Cercate nuove strade"
(Henry David Thoreau)
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