sabato 7 settembre 2019

Resistenza animale e violenza: due termini diametralmente opposti

Orso schiavo
"Ama intensamente, senza limiti. Rispetta profondamente, annientando ogni pregiudizio. Solo allora danzerai per sempre con Tutte le Creature"



Resistenza animale e violenza: due termini diametralmente opposti

“Gli anarchici sono contro la violenza. È cosa nota. L’idea centrale dell’anarchismo è l’eliminazione della violenza dalla vita sociale; è l’organizzazione dei rapporti sociali fondati sulla libera volontà dei singoli, senza l’intervento del gendarme. Perciò siamo nemici del capitalismo che costringe, appoggiandosi sulla protezione dei gendarmi, i lavoratori a lasciarsi sfruttare dai possessori dei mezzi di produzione o anche a restare oziosi ed a patire la fame quando i padroni hanno interesse a sfruttarli. Perciò siamo nemici dello Stato che è l’organizzazione coercitiva, cioè violenta, della società…”

Errico Malatesta

Obbligare un orso, frustandolo e colpendolo con punteruoli elettrici, a salire su una bicicletta, per il divertimento degli spettatori, è esattamente la stessa violenza (se indichiamo l’etimologia del termine “violenza” non può certo avere differenze tra le specie) che subisce un bambino in india da parte delle multinazionali della moda che lo riducono a numero “lavorativo” e non più a individuo, quindi a schiavo. Immerso fino alle ginocchia, per oltre 14 ore, da agenti chimici liquidi (che servono per decolorare i jeans), obbligato anch’esso da sfruttatori che, come nel caso dell’orso, senza nessuna remora, calpestano come panzer la vita. Vigliacche e spaventosamente -dannose azioni- (le azioni come de-terminazioni della violenza) che inceneriscono, etichettando, marchiando, il colore, la forma, l’appartenenza, l’attitudine, dei corpi sfruttati. La violenza è violenza, non ha scale cromatiche fatte da tonalità più o meno acute, più o meno importanti, è dominio assoluto dipinto da privilegio acquisito. Combattere la violenza è obbligo di ognun* di noi per continuare a vivere con dignità. Detto questo, mai confondere la violenza con la Resistenza perchè non solo è un errore grossolano ma consente, a chi ci sfrutta, di avere l’arma della persuasione e del seguito popolare invitandolo per suffragio a stringere le catene, che opprimono i corpi lapidati, sempre più strette. Dire che, ad esempio, le persone che scendono in piazza (per qualsiasi istanza di libertà e solidarietà) sono violente, occultando di fatto la violenza che i responsabili delle nazioni attuano alla terra e ai suoi abitanti devastando e incenerendo a ritmi vertiginosi tutto e tutt*, è come dire che il bambino che sta per essere stuprato da un prete fa violenza perché gli tira un calcio nelle palle. È violenza dell’orso difendersi con i denti e i morsi per non essere ucciso? O forse la violenza è di colui che lo uccide. Resistere alla violenza di -chi-, per supremazia o opportunismo, potere o profitto, ci annienta, è concetto fondamentale, imprescindibile. Noi siamo sempre in legittima difesa davanti alla piramide capitalista, dei governi, degli Stati, del gendarme, ecco perchè non si può parlare di violenza da parte delle e degli sfruttati ma di legittima resistenza.


I popoli ancestrali, come i Mapuche, non fanno violenza ma Resistono alla violenza, alla stessa maniera fanno i corpi di altri individui. A prescindere dalla “Etologia-zoologia -diversità”. La resistenza animale (e gli umani ne fanno parte in quanto animali), evidentemente, coinvolge tutt*, e tutt* ne siamo responsabili. Cosi come siamo responsabili nel lasciarci manipolare, nell’ascoltare e dare credibilità ai mistificatori dell’informazione, nell’essere imboccati dalla politica xenofoba, nel vedere come unica alternativa assoluta la democrazia per come è strutturata. La responsabilità non è una condizione esterna a noi, da delegare, ma completa un sentiero di dignità personale che nessuno potrà mai indicarci. Siamo già schiavi, almeno non ascoltiamo coloro che vogliono renderci la schiavitù felice. Osserviamo gli altri animali: sono schiavi, nessun* può negarlo, ma non vedo in loro serenità nell’esserlo.

Resistono…



Luna rossa

E' sempre d'estate
che la cura scompare
si era così vicino
in allegria


Come le libellule
sanno danzare
accoglierò la nostra
assurda mania

Di inesplorati percorsi
mai cominciati
di un sentiero
assassino

Di campi di girasole
ormai falciati
all'ombra
del castagno vicino...
.


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