venerdì 9 dicembre 2022

LA FAME NEL MONDO


La gioia incontenibile di quando certi musi buffi ti guardano. Restano momentaneamente interdetti, poi se capiscono che non gli fai del male, gli occhi gli sorridono. E allora impavidi, infine, scodinzolano felici.
Belli quei momenti lì, senza parole. Patrimonio Unesco proprio.



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LA FAME NEL MONDO

di Franco Libero Manco

La povertà non è una fatalità ma la conseguenza di un meccanismo economico pensato per consolidare il potere dei ricchi. E le malattie sono una conseguenza della povertà e della miseria. La fame e la miseria del Sud sono dovute anche alle guerre e alle avverse condizioni climatiche non alla scarsa produzione alimentare, dal momento che milioni di tonnellate di alimenti vengono distrutte nel Nord per bilanciare i prezzi di mercato. La fame e la miseria del 3° Mondo dipende anche e soprattutto dall’ingiusta distribuzione del cibo e dall’azione predatrice delle grandi multinazionali che sfruttano la mano d’opera con una spesa di produzione ridotta ad un decimo. I metodi per mantenere bassi i costi del lavoro sono: salari da fame, aumento dei ritmi produttivi, giornate lavorative doppie, mancanza di norme antinfortunistiche.

E’ in atto una chiara volontà di impedire l’autosufficienza alimentare del Sud perché nessun popolo è più ricattabile di un popolo che ha fame. L’Africa non riesce a sfamare la sua popolazione perché è costretta ad esportare al Nord i suoi prodotti agricoli, strozzata dai debiti delle multinazionali e dalle banche. Le multinazionali, che complessivamente sono circa 35.000, controllano 150.000 società sparse in tutto il mondo, hanno alle loro dipendenze 65 milioni di lavoratori con un volume di affari pari alla metà del prodotto mondiale lordo.

Purtroppo i governi del Sud sono interessati a sostenere un modello di sviluppo basato sulle tecnologie costose che creano dipendenza verso il Nord, in modo da utilizzare i loro interessi per rafforzare il loro potere politico, militare ed economico. Ma le popolazioni del Sud strozzate dai debiti sono costrette a vendere le loro proprietà e le loro risorse. Perfino la poverissima Africa versa al Nord il suo obolo mensile di un miliardo di dollari. I contadini sono costretti a coltivare prodotti richiesti dal mercato del Nord (caffè, tè, cacao) tralasciando di produrre alimenti necessari alla loro nutrizione. Le monocolture oltre al impoverire rapidamente il terreno hanno bisogno sempre più di fertilizzanti che i contadini sono costretti ad acquistare chiedendo prestiti ai quali gli usurai applicano interessi anche del 60%. In breve diventa impossibile pagare i debiti e i contadini sono costretti a vendere le loro terre per pochi spiccioli. Non sono rari i suicidi di contadini disperati e impossibilitati a pagare i loro debiti.


La Regione Lazio ha approvato un piano regionale per eliminare la peste suina africana e la “riduzione e successiva estinzione della popolazione del cinghiale”. Gli animali verranno catturati, narcotizzati e uccisi con carabine a infrarossi dotate di un’ottica di puntamento, abbattendoli di notte da postazione fissa o da un’autovettura, con l’impiego di cani.

Io non so se vi rendete conto della gravità di quello che sta per succedere nella Capitale di Italia. Praticamente ci ritroveremo persone a sparare dalle auto come nel Far West.

Le associazioni animaliste milionarie hanno intenzione di combattere seriamente ed immediatamente questa follia da un punto di vista legale e con ricorsi al TAR, oppure continueranno a far finta di niente, come fatto fino ad oggi, ma gonfiando sempre di più i loro conti correnti?

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