martedì 10 marzo 2009

La tribù di Moro Seduto. Di Stefano Benni. Nona parte.

In alto: Immagine di donna dal blog http://orofiorentino.splinder.com/


A proposito di ambiente voglio segnalare l'intervista a Marco Boschini dell'associazione dei comuni virtuosi, il link si trova sulla destra fra i siti che parlano di fonti rinnovabili, l'intervista è stata condotta da Serena Dandini nella trasmissione "Parla con me" su Raitre, si parla dell'alternativa al nucleare e agli inceneritori, e Marco racconta con dovizia di particolari quello che stanno realizzando i comuni che fanno parte dell'associazione, dalla raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti alle fonti rinnovabili e l'acqua pubblica, a differanza di quello che propone il governo centrale con la sua politica delle grandi opere che non servono a un fico secco, l'ultimo esempio di sprechi e malaffare viene da Colleferro una cittadina alle porte di Roma, dal quotidiano La Repubblica:
Rifiuti, truffa all'impianto di Colleferro tredici persone agli arresti domiciliari.
Rifiuti, truffa all'impianto di Colleferro tredici persone agli arresti domiciliari

L'impianto di Colleferro

ROMA - Due termovalorizzatori dell'impianto di Colleferro sono stati sequestrati e 13 persone sono state poste agli arresti domiciliari con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistemi informatici, violazione dei valori limite delle emissioni in atmosfera e prescrizione delle autorizzazioni e favoreggiamento personale. L'operazione è stata condotta dal Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Roma, diretti dal capitano Pietro Rajola Pescarini. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dalla procura di Velletri, sono state eseguite nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Bari, Foggia, Grosseto e Livorno. Le persone indagate sono in tutto 25.
... Continua

Qui di seguito la nona parte del racconto di Stefano Benni:

Arrivano i tecnici.

ANDREOTTI. Ci siamo tutti?
CORO DI VOCI. Tutti!
ANDREOTTI. Dunque, come avete già capito, con me si cambia il modo di lavorare. Il mio motto è «tutto e subito». In questo mese di agosto ci daremo dentro. Entro settembre voglio che l’economia italiana sia già in netta ripresa. Quindi, che nessuno batta la fiacca. Ossola, per favore, mi svegli l’onorevole De Mita e gli levi dalle dita il sigaro acceso. Per questo ho voluto un governo di tecnici, persone competenti nel proprio settore. Per lavorare presto, bene e in fretta. Avete letto la bozza programmatica? Cosa ne pensate? Onorevole Marcora!
(L’onorevole sobbalza, cerca di nascondere un giornalino che teneva sulle ginocchia, arrossisce.) Comandi!
ANDREOTTI. Cosa ne pensa dei provvedimenti economici allo studio per l’agricoltura?
MARCORA. Io veramente ieri sono stato male di stomaco, non mi sono potuto preparare...
ANDREOTTI. Sa qualcosa almeno della riforma dell’Aima?
MARCORA. No, però so quasi tutto sui piselli. Ieri ho letto tutte le scatoline Findus che avevo in casa...
OSSOLA. Posso uscire un momento?
ANDREOTTI. No! D’ora in poi, tutti i mercoledì, a questo vertice economico, guai a chi si assenta anche solo un minuto. Donat-Cattin!
(Donat-Cattin scatta in piedi, batte i tacchi.)
ANDREOTTI (visibilmente compiaciuto). Bravo, bravo. Così mi piace. Allora, cosa ne dice di questa proposta per il lavoro giovanile, di assumere i giovani negli enti pubblici?
DONAT-CATTIN. Il piano è perfetto. La prima parte è già scattata. Anzi, se mi è consentito il dire, nell’assunzione di personale in enti pubblici modestamente il nostro partito è sempre stato all’avanguardia non solo in Italia, ma a ben vedere...
ANDREOTTI (lo ferma con un gesto della mano). Non divaghi.
DONAT-CATTIN. C’è comunque un piccolo problema. Cioè, se l’adozione di tale provvedimento risolve il problema dei giovani democristiani, lascia altresì sospeso’ il problema dei giovani degli altri partiti...
ANDREOTTI (pallido). Come sarebbe a dire?
DONAT-CATTIN. Be’, capo, non mi verrà a dire che adesso cominciamo ad assumere negli enti pubblici anche i non iscritti...
ANDREOTTI (furibondo, lanciando lapilli). Per Giuda! Per Putifarre! (Tutti si fanno il segno della croce.) Nel bozzone c’è scritto tutti i giovani, e quando dico tutti, dico tutti!
DONAT-CATTIN (birichino). Il capo ha sempre voglia di scherzare.

Tutti ridono, compreso De Mita, che sogna un film di Totò, compresi due signori seri in grigio che siedono in fondo al tavolo. Anche Andreotti, alla fine, non si trattiene, e scoppia in una sonora risata: «Che ragazzacci, che ragazzacci». (Si asciuga con un fazzoletto.) Marcora gli regala una foglia di lattuga.
OSSOLA. Posso uscire un momento?
ANDREOTTI. No caro Ossola, tu sei un tecnico di commercio con l’estero, e non te ne vai finché non mi hai preparato le previsioni di deficit fino all’anno 1990, in bella copia, e se non me le porti fatte bene ti faccio scrivere 200 volte sul quaderno: «Sono uno yesman».
OSSOLA. Ho già fatto le previsioni.
ANDREOTTI. Sentiamo.
OSSOLA. Esportazioni: forte calo a eccezione di essenza di bergamotto ed emigranti. Stazionaria l’esportazione di capitali e di fascisti. Importazioni: prodotti chimici mortali e pestilenziali, scarichi di petrolio, giocatori di pallacanestro, telefilm americani, tutte le materie prime ad eccezione dell’origano.
ANDREOTTI. Proposte tecniche?
OSSOLA. Aumentare le esportazioni e diminuire le importazioni. (Mormorio ammirato nella sala.)
ANDREOTTI. Ma gli Usa sono d’accordo?
OSSOLA. Non importa che lo sappiano. (Strizza l’occhio, applausi dei presenti.)
ANDREOTTI. Questo sì che è un governo coi fiocchi, tutto di tecnici.

DE MITA. Nel quadro degli interventi per il mezzogiorno, sono già in grado di dire che una grande ditta americana è in contatto con noi per raddoppiare i suoi dipendenti nel sud.
ANDREOTTI. Come si chiama?
DE MITA. Cosa nostra. È una ditta che fabbrica souvenir.
ANDREOTTI. Bene, bene...
STAMMATI. Il ministero del tesoro ha indetto una caccia al tesoro fra i dipendenti...
ANDREOTTI. Bene, bene...
GAVA. Io ho comprato una lancia termica.
ANDREOTTI. Bene, bene...
I DUE SIGNORI IN GRIGIO. Noi...
ANDREOTTI (perplesso). Chi siete voi?
UNO. Pandolfi.
ANDREOTTI (illuminandosi). Quello che lavora con la Antonella Steni?
UNO. No, sono il ministro delle finanze.
ANDREOTTI (un po’ deluso). Ah, bravo, bravo. E lei chi è?
L’ALTRO. Io sono Morlino.
ANDREOTTI. E cosa fa?
L’ALTRO. Faccio il ministro del bilancio e il ministro delle regioni.
ANDREOTTI. E poi?
MORLINO. So riparare i lavandini.
ANDREOTTI. Bene. Vada a casa di Fanfani, ce n’è uno che perde.
DONAT-CATTIN. A mettersi con Fanfani si perde sempre. (Risata sguaiata dei presenti.)
(Ossola cerca di sgattaiolare via, ma Andreotti lo blocca per la giacca.)
ANDREOTTI. Alto là! Credete di battere la fiacca? Non mi chiamo mica Moro, io. Lavorare, lavorare. Prendete il quaderno e scrivete. Problema: un petroliere ha 60 miliardi di deficit, ma conosce 46 onorevoli. Un editore ne ha 52 e ne conosce 21. Domanda: quanti anni ancora potranno tener botta?
(Silenzio rotto solo dal cric cric dei pennini che corrono sulla carta. Il sole tramonta.)

A proposito di grandi opere Elena racconta del progetto Ponte sullo stretto:

Il-Ponte-di-Brooklyn-nella-nebbia

Il Comitato interministeriale di programmazione economica (il Cipe, praticamente un Consiglio dei ministri ristretto) ha stanziato in una riunione mattutina 17,8 miliardi di risorse per le infrastrutture. Ai 16,6 già programmati da tempo, si è aggiunto un miliardo per l'edilizia scolastica e 200 milioni per quella carceraria. Si finanzia il Ponte sullo stretto di Messina con 1,3 miliardi, che dovrebbero essere la prima tranche dei sei necessari a completare l'opera.

Una prima cosa va detta sullo stanziamento generale: si tratta di vedere, anzitutto, quanti di questi soldi siano disponibili veramente, e non costruiscano invece il gioco delle tre carte, per cui si ripetono sempre gli stessi numeri ma, in realtà, le risorse spendibili languono.

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Anche Cristina affronta l'argomento Ponte con una minuziosa analisi dei costi e le difficoltà nella realizzazione:

Via libera alle risorse per l'avvio della costruzione del Ponte sullo Stretto:

è quanto ha deciso il Cipe che si è riunito questa mattina a Palazzo Chigi. Il costo totale dell'opera è di circa 6,1 miliardi e le risorse che il Cipe doveva varare e che hanno ottenuto l'ok sono pari a 1,3 miliardi. E' quanto si apprende da fonti di governo.

Lo Stretto

300px-Stretto_di_messina_satelliteLo Stretto di Messina è un braccio di mare a forma di imbuto che collega il Mar Ionio a sud al Tirreno a nord. La larghezza dello stretto varia da un massimo di circa 16 km (all'altezza di Punta Pellaro in Calabria e Capo d’Alì in Sicilia) fino a un minimo di circa 3 km (tra Torre Cavallo in Calabria e Capo Peloro in Sicilia). Una distanza simile separa Cannitello da Ganzirri; in quel punto, lo stretto ha un profondità di 72 m (in altri punti si toccano anche i 2000 m).
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Il nucleare nonostante un referendum abrogativo viene rimesso in gioco ecco l'opinione di PV64:


http://www.unavignettadipv.it/public/blog/upload/Nucleare%20Low.jpg



E' notoria la grande simpatia che il nostro presidente del consiglio prova per l'universo femminile, Mauro Biani ce lo ricorda:

L'amico delle femmine





Telefonini e rapporti fra lui e lei, Ellekappa dà il suo parere:



Anche Ettore Frangipane dice la sua sul ponte:






Pillola del giorno: Era un bambino presuntuoso e saccente. Quando la maestra di prima elementare gli chiese: " Ma tu credi in Dio?", lui rispose: "Bè, credere è una parola grossa. Diciamo che lo stimo".
Walter Fontana.

2 commenti:

RosaTiziana ha detto...

Sei riuscito a farmi sorridere, pur su argomenti così drammatici. Grazie.

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda la prima parte abbiamo avuto la stessa idea!
Grazie per il tuo commento sul mio blog! sajonaradreams