| FESTA DEL “VEGANINSIEME” AVA 2019 |

Iniziato ieri, l'Eid Al-Adha, diffuso in tutto il mondo, terminerà lunedì sera p.v. Questa ricorrenza è più conosciuta come Festa del Sacrificio. In questi giorni viene ricordata, nel sangue e con il sangue, il superamento della prova di Abramo invocata da Dio. Secondo la tradizione, il figlio Isacco fu risparmiato e, al suo posto, Dio pretese il sacrificio di un'altra vittima. Fu così sgozzato e lasciato morire dissanguato un montone."Per fede, Abramo, messo alla prova, offrì Isacco [...] Mentre Abramo sta per compiere diligentemente il sacrificio, impugnando già il coltello, un angelo del Signore scende a bloccarlo e gli mostra un ariete da immolare come sacrificio sostitutivo".
In segno di rinnovata sottomissione, vengono sacrificati a Dio un numero incalcolabile di animali, ricorrendo al metodo in uso nel mondo islamico: appunto, mediante sgozzamento e dissanguamento. Il rito prevede che il sacrificio venga effettuato nelle moschee o all'aperto. È previsto che quest'anno solo in Italia (Roma, Milano, Torino, Napoli e nelle principali città del Paese) saranno immolati circa 400 mila animali (pecore, mucche, montoni), di cui 1/4 nella sola Lombardia (100 mila innocenti).
"L'inferno è l'impossibilità della ragione" (Tratto dal film "Platoon")
VISTO IL GRANDE SUCCESSO DELLE PRECEDENTI EDIZIONI,
L’AVA ORGANIZZA UNA SERATA RICREATIVA/VEGAN/ANIMALISTA DA TENERSI DALLE ORE 20,00 ALLE ORE 24.00 DI MARTEDI’ 5 MARZO (ULTIMO GIORNO DI CARNEVALE) PRESSO LA GRANDE ED ACCOGLIENTE SALA DEL RISTORANTE “DON CARLOS” IN VIA VITO VOLTERRA 41 ROMA, CON IL SEGUENTE PROGRAMMA:
ORE 20,00 CENA:
Antipasto: insalata mista di stagione
Primi: spaghetti e fusilli al sugo di pomodoro, penne all’arrabbiata, orecchiette alle cime di rapa; risotto al funghi misti, ai carciofi, al radicchio; minestra di pasta e fagioli,…
Secondi: varietà di legumi (fagioli all’uccelletto, ceci ecc.); fritture miste, verdure gratinate;
Contorni: broccoletti, cicoria di campo saltata in padella, cipollette, patate al forno.
Frutta, pane, vino, acqua, caffè
– Dalle ore 20, contemporaneamente alla cena, musica e ballo
– ore 21,30: saluto del presidente AVA Franco Libero Manco e a seguire:
– Corpo di ballo di danza del ventre ” Azhar” diretto da Laura Quellerba
(coreografie di Laura Quellerba e Aurora Rofena; danzatrici: Chiara De Nigris e Aurora Rofena)
– Mix di balli spumeggianti e stili moderni con la scuola di Eva Migliorini
– Intermezzi musicali con il cantante musicista Osvaldo Bisello
Seguirà estrazione dei numeri della la riffa con consegna dei premi
e poi…musica e ballo, anche in maschera.
CON LA PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA DI DANIELA POGGI, ATTRICE DI TEATRO, CINEMA E TELEVISIONE, REGISTA E AUTRICE, GRANDE FAUTRICE DI CULTURA VEGAN/ANIMALISTA: RECITERÀ UN BRANO IN DIFESA DELLA VITA DI OGNI VIVENTE
Presenta Pamela Palma
La serata è a sfondo di beneficenza il cui ricavato sarà interamente utilizzato
per i progetti e l’attività dell’AVA
Nella quota di partecipazione di 20,00€ è compreso un biglietto per la riffa
che mette in palio n.5 premi come appresso riportato:
1° premio: 10 libri di cultura vegan della collana del Dr Shelton;
2° premio: lattina di olio extravergine bio del Salento;
3° premio: 3 cene in sede AVA;
4° premio: macchina affettatrice verdure;
5° premio: tessera associativa annuale.
(E’ possibile acquistare separatamente il biglietto per la riffa di 3 euro;
in questo caso saranno decurtati all’ingresso del locale)
E’ gradita la partecipazione in maschera. Sarà premiata la maschera più simpatica
E’ NECESSARIA LA PRENOTAZIONE DIRETTAMENTE AL GESTORE DEL LOCALE FRANCESCO TEL. 06 5580679 – 340 7369132

E nonostante questo, fuggono. Le fuggiasche
La strada per la libertà
–Lo sfruttamento è una comoda poltrona per chi lo gestisce, uno status di oppressione per chi lo subisce. Da sempre lo sfruttamento ricade (per sproporzione di forze) su chi non ha la possibilità (o non è ha a sufficienza) per difendersi: da sempre sono esistite in ogni società le categorie degli oppressi, resi tali con le giustificazioni più disparate, sempre valorizzate da modi di pensare legati agli interessi dello sfruttatore. Gli schiavi esistevano fin dalle antiche civiltà e quando successivamente ci si è accorti che i neri “non avevano un’anima”, diventò molto più facile disporre di soggetti a cui poter fare tutto ciò che si reputava utile per i propri scopi. Così il sesso, il colore, l’abilità, la ricchezza, l’umanità (cioè l’essere umano, non la bontà “tipica” della specie umana) sono motivi per giustificare strutture ideologiche di sopraffazione della diversità. Gli altri animali (come alcune tipologie di umani) non hanno mai goduto di diritti in quanto viventi, talvolta se ne hanno avuti alcuni, ma indirettamente e solamente come -oggetti di proprietà- di un umano possessore di diritti. In questa piramide del dominio gli altri animali sono gli sfruttati per eccellenza, i loro corpi sono utilizzati in funzione di alimentazione e vestiario, nonchè come fonte di divertimento (ma sofferenza per l’animale) per l’uomo. Oggi, in una tale, totale, trasformazione della società, inizialmente da aggregazione comunitaria a complesso industriale, ogni persona o cosa trova spazio per la giustificazione di questo processo di industrializzazione come prodotto finalizzato alla società stessa. In questo contesto l’altro animale occupa la posizione peggiore, di infinita solitudine e sofferenza, di abuso in questo complesso sistema. Lo sfruttamento animale, che prima veniva identificato in sfruttamento “necessario” per la sopravvivenza dell’essere umano, è ora trasformato in sfruttamento industriale senza più nessuna maschera retorica, l’altro diventa un prodotto e perde non solo l’esistenza di una dignità intrinseca, la libertà, ma si tramuta in cancellazione del vivente, il respiro in cenere, la peculiarità in umiliazione, la diversità in annichilimento, la resistenza in nastro trasportatore–.
E nonostante tutto questo, fuggono.
Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
Una moltitudine di fuggiasche e fuggiaschi.
Dare solidarietà e soprattutto aiuto a chi fugge dallo sfruttamento totalizzante e dall’oppressione che mercifica la vita non è un’ipotesi di approccio, è un obbligo morale…
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