domenica 13 marzo 2011

Giappone, terremoto, tsunami e rischio nucleare

In alto: Immagine tratta dal blog http://www.ilcorpodelledonne.net/


La nazione che distrugge il suo suolo distrugge se stessa.
Franklin Delano Roosevelt.


Giappone, terremoto, tsunami e rischio nucleare



Il devastante terremoto che ha colpito il Giappone, si rivela di ora in ora sempre più catastrofico, al momento si contano più di diecimila morti ed il bilancio è destinato ad aumentare, non si conoscono ancora le conseguenze dell'esplosione del reattore atomico di Fukushima, ma le notizie frammentarie che arrivano dal paese del sol levante non sono per niente confortanti, si profila un'immane tragedia, un paese che ha subito le micidiali conseguenze delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki, posizionato su un territorio ad alta densità sismica si è dotato di oltre cinquanta centrali nucleari, una follia cosmica, e le terrificanti conseguenze di questa scelta criminale si stanno abbattendo su tutta la popolazione, la scelta del nostro pseudo governo di tornare al nucleare è follia pura, il referendum che si terrà nei prossimi mesi sarà un plebiscito contro questa demenziale politica energetica e sommergerà nel ridicolo questa misera e scriteriata classe imprenditoriale dei miei stivali e dei reggicoda politici che la appoggiano, tanti gli articoli sul terremoto, da Luogocomune:

Ambiente : Sta per esplodere il “Ring of Fire”?

Ieri mattina molti abitanti della California sono stati risvegliati dall’allarme-tsunami: mentre alcune località costiere venivano evacuate, i più temerari si avventuravano verso le spiagge, per vedere di persona l’arrivo dell’onda distruttrice. (I più imbecilli fra loro decidevano addirittura di affrontarla con le tavole da surf, anche se alla fine sono stati “travolti” soltanto da una indecorosa spruzzatina di melma). Per fortuna non vi sono stati danni gravi, anche se la marea ha risalito le bocche dei fiumi, trascinando con sè dozzine e dozzine di barche e pescherecci.

Non vi sarebbe nulla di straordinario in tutto questo, se quell’onda anomala non fosse partita dal Giappone. La sera prima.

In altre parole, l’onda scatenata dal terremoto giapponese ha attraversato l’intero Oceano Pacifico in pochissime ore, viaggiando alla velocità media di un aereo passeggeri: 800 Km. all’ora.

Naturalmente molti si sono subito accorti che stiamo parlando dei due estremi del cosiddetto “Ring of Fire”, ...

...l’ ”anello di fuoco” che circonda idealmente tutto il Pacifico, collegando fra loro le faglie tettoniche e le zone vulcaniche più pericolose in assoluto del pianeta. Dalla Nuova Zelanda il Ring of Fire risale verso le Filippine, corre lungo il Giappone, e tramite le Aleutine raggiunge la costa nord dell’America, proseguendo lungo la faglia di S. Andrea (California) fino a raggiungere il Cile, all’estremo meridionale del Sud America.

E’ lungo il Ring of Fire che si verifica il 90% dei terremoti nel mondo, di cui l’80% sono fra i più devastanti in assoluto. E siccome gli ultimi due terremoti hanno colpito proprio il Cile e la Nuova Zelanda, ormai molti sono convinti che nel Ring of Fire stia per scatenarsi una reazione a catena che avrebbe delle conseguenze inimmaginabili per tutto il pianeta.

Già alla CNN gli esperti parlano di “spostamento dell’asse terrestre di dieci centimetri”, e di “accelerazione di qualche millisecondo della rotazione terrestre”, anche se nessuno sa bene come abbiano fatto a misurare questi fenomeni con tale precisione, nell’arco di pochissime ore.

A tutto ciò si aggiunga la questione dei reattori nucleari di Fukushima, che è tutt’altro che simpatica: l’ondata dello tsunami non solo ha interrotto la fornitura di elettricità alla centrale, ma pare che abbia anche reso inservibili i generatori di emergenza. (Ma benedetti ragazzi, proprio in riva al mare dovete farle, queste centrali?) Per ora le operazioni di raffreddamento - necessarie dopo lo spegnimento dei reattori - vengono condotte con le batterie di riserva, ma queste stanno ormai per esaurire la loro carica. Se non arriverà al più presto energia fresca a Fukushima, i reattori rischiano di andare in meltdown. Nel frattempo la radioattività nella zona è già salita di 8 volte rispetto alla norma, e la popolazione è stata completamente evacuata nell’arco di 10 Km. dalla centrale.

Gli elementi per un potenziale “panico globale” ci sono quindi tutti, e naturalmente i soliti “esperti sismologi” della TV hanno scelto di tranquillizzare la popolazione della California dicendo “i prossimi siamo noi”. Su questo peraltro è arrivata una notizia davvero rassicurante, quando Piers Morgan (il conduttore della CNN che ha rimpiazzato Larry King) ha intervistato l’inappuntabile sindaco di Los Angeles, Antonio Villaraigosa: quando Morgan gli ha chiesto “Secondo lei la sua città è preparata ad un evento come questo?”, il sindaco ha risposto sereno: “Abbiamo installato i sistemi di sicurezza, di preavviso e di comunicazione più moderni ed efficaci che esistano al mondo.
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Da Byoblu:

L'urlo silenzioso


Non si può certo dire che non l'avessimo detto. L'avevamo detto in tutti i modi. Guardate che il nucleare è pericoloso. Ma no... Ma cosa dite? Le centrali sono sicurissime! Guardate il Giappone, che hanno perfino i terremoti! Ecco, appunto. Il terremoto è arrivato. Quello vero. Il tetto della centrale di Fukushima è crollato. L'impianto di raffredamento ha ceduto. I tecnici volevano spegnere tutto. Un boato ha polverizzato anche la gabbia esterna di contenimento di uno dei reattori. In un giorno hanno scaricato nell'ambiente le radiazioni nucleari che è permesso disperdere in un anno.

Risultato? Tutti nel panico. State in casa. Non uscite. Respirate con uno straccio bagnato sulla bocca e sul naso - come se poi servisse a fermare le radiazioni. Non bevete acqua del rubinetto. E possibilmente non mangiate, perché con tutta quell'acqua e le possibili pioggie, quella merda si fissa al suolo.

Come dicevano? Nei paesi che hanno scelto il nucleare i paesi fanno a gara per accaparrarsi una centrale vicino a casa, perché il nucleare è progresso, è prestigio, è lavoro. Tutti radioattivi e contenti. Poco male se poi scoppiano gli incendi, come in Russia, e tutti si cagano sotto. Poco male se nel 1979 ad Harrisburg (Usa) si è sfiorata la fusione del nocciolo, perché una nuova Chernobyl non è più possibile. Quella volta contaminò l'acqua di 30 milioni di ucraini e oltre 9 milioni di persone fecero un bagno di radiografie da capo a piedi, causando decine di migliaia di tumori e leucemie e perfino mille morti per tumore tra i soli soldati intervenuti. Poco male se nel 2002 nell’Ohio (Usa) si è sfiorato lo stesso disastro. Poco male se nel 2004 a Sellafield (GB) c’è stata una fuga 160 kg di velenosissimo plutonio rivelata solo dopo 8 mesi. Poco male se dal 1995 al 2005 c’è stata una serie di incidenti gravi, con 7 morti e centinaia di persone seriamente contaminate, proprio nelle centrali giapponesi, tra cui uno gravissimo a TokaiMura nel 1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente contaminati e 119 esposti a forti dosi di radiazioni) e il più grande impianto nucleare al mondo che già venne chiuso il 16 luglio 2007, proprio a causa dei danni provocati dal terremoto. Poco male se incidenti analoghi, poco pubblicizzati, si sono verificati in Francia (ricordate la fuga di plutonio nelle acque di un fiume nel sud della Francia?), in Inghilterra (ricordate un episodio analogo uno o due anni fa?) e in Yugoslavia. Poco male perché, secondo gli spot che fanno girare, tutti vogliono il nucleare. Il nucleare è il futuro, anche se di Uranio in italia non ce n'è, e quando sarà finito il materiale fissile derivante dallo smaltimento delle testate nucleari sovietiche e dalle riserve stoccate, il prezzo di produzione di energia nucleare salirà alle stelle.
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Da Agoravox:

Esplosione in centrale atomica Giappone: video

Ecco le prime immagini dell’esplosione avvenuta presso la centrale di Fukushima. L’esplosione avrebbe polverizzato la gabbia esterna di contenimento del reattore nucelare.

Esplosione in centrale atomica Giappone: video


Da Il Cambiamento:

Inquinamenti

Esplosione a Fukushima, si teme la fusione nucleare

Giappone: questa mattina c'è stata un'esplosione a Fukushima, a circa 200 km a nord di Tokyo, sede di due impianti nucleari travolti ieri dallo tsunami. Il livello di radioattività registrato sarebbe di 1000 volte sopra al limite normale. Il governo giapponese ha esteso ad un raggio di 20 chilometri la zona di evacuazione attorno alle centrali nucleari di Fukushima. A Tokyo inizia l'esodo.

esplosione fukushima

Giappone: questa mattina c'è stata un'esplosione a Fukushima, a circa 200 km a nord di Tokyo, sede di due impianti nucleari travolti ieri dallo tsunami. L'esplosione si è registrata nei pressi della centrale Fukushima I, uno dei 25 impianti nucleari più grandi al mondo, gestita dalla Tokyo Electric Power Company (Tepco).

Ancora non c'è stato un allarme certo da parte dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica, l'Iaea, ma ne hanno dato notizia le agenzie giapponesi, compresa quella per la sicurezza nucleare.

Dopo l'esplosione di questa mattina sale l'allerta sull'emergenza nucleare. In particolare, si teme la fusione nucleare. Il livello di radioattività registrato sarebbe di 1000 volte sopra al limite normale.

Il governo giapponese ha esteso ad un raggio di 20 chilometri la zona di evacuazione attorno alle centrali nucleari di Fukushima. A chi si trova oltre questo raggio la televisione pubblica giapponese ha consigliato comunque di non uscire di casa e di coprirsi la pelle e il volto con asciugamani bagnati nel caso in cui ci si trovi fuori dalle abitazioni. A Tokyo sarebbero in molti a fare rifornimenti di beni di prima necessità per lasciare il paese, con lunghe file ai negozi e alle pompe di benzina e vagoni pieni di passeggeri dei pochi treni in funzione.

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Ancora da Il Cambiamento:

Quanti altri incidenti nucleari per cambiare strada?

A proposito delle notizie diffuse dalla azienda elettrica giapponese Tokyo Electric Power Co (TEPCO) sull'incidente alla centrale nucleare di Fukushima, il responsabile della campagna nucleare di Greenpeace International, Jan Beranek, dichiara che: “Qualunque rilascio di radioattività nell'atmosfera pone rischi per la popolazione dell'area interessata. Il fatto che il reattore nucleare di Fukushima stia rilasciando radioattività in conseguenza di una fusione del nocciolo, o che sia stato deliberatamente deciso di rilasciare gas radioattivi in atmosfera, significa comunque che tutte le protezioni fisiche che avrebbero dovuto isolare la radioattività dall'ambiente hanno fallito”.

Secondo i dati resi noti dopo l’esplosione, nell’area della centrale una persona può assorbire in una sola ora una quantità di radioattività pari alla dose massima prevista per un anno. Beranek aggiunge: “Quanti altri casi come questo sono necessari per far comprendere che i reattori nucleari sono intrinsecamente insicuri? L'industria nucleare ci racconta che fatti di questo genere non possono più succedere nei reattori moderni, e invece oggi il Giappone è nel pieno di una crisi nucleare con conseguenze potenzialmente devastanti”.

Se l'obiettivo immediato è quello di mettere la popolazione in sicurezza per minimizzare l'esposizione alle radiazioni, è necessario prendere atto che i reattori nucleari sono sempre vulnerabili a una combinazione di rischi legati a eventi esterni come i terremoti, errori umani o difetti progettuali. Greenpeace chiede una progressiva chiusura di tutti i reattori commerciali che oggi è possibile perché scenari basati al 100 per cento su fonti rinnovabili e aumento dell'efficienza energetica sono tecnologicamente fattibili ed economicamente possibili. Tanto è vero che anche l’Unione Europea li sta prendendo in considerazione.

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E da Libreidee:

Fukushima, lo tsunami smaschera il “nucleare sicuro”

«Terremoto in Giappone, scatta l’allarme nucleare. Evacuate 2000 persone residenti vicino alla centrale di Fukushima. Umberto Veronesi mette a disposizione il suo giardino». La fulminante battuta appare sul sito www.danieleluttazzi.it. Un terremoto terribile come quello giapponese, nel colpire al massimo grado un paese che porta in sé tutte le contraddizioni dello sviluppo più spinto, è un evento che parla a tutte le società e le fa riflettere sul loro futuro. Parla anche a noi in Italia. Il gravissimo incidente nucleare di Fukushima ci racconta ad esempio senza equivoci che la truffa del “nucleare sicuro” è una delle questioni più urgenti da smascherare. Con il referendum ne avremo l’occasione.

L’attuale tecnologia nucleare non può ignorare la geologia, tra rischio sismico attuale e gestione plurigenerazionale delle scorie intrattabili. Per la tsunami 1verità nessun sistema tecnologico in generale può ignorare la geologia. I giapponesi, convivendo con un suolo che glielo ricorda frequentemente, lo sanno meglio di altri. Un terremoto come quello dell’11 marzo 2011, in altre aree popolate del pianeta avrebbe provocato molti più lutti e devastazioni. La cultura simbolica e le pratiche materiali della società nipponica sono invece caratterizzate da una grande attenzione ai cicli della natura. Le istituzioni dell’epoca Tokugawa (1603-1867) avevano capito ad esempio che la deforestazione era un problema gravissimo e seppero imporre il divieto di tagliare indiscriminatamente gli alberi, incentivando invece la riforestazione e trasformando l’arcipelago in uno dei territori ancora oggi meglio tenuti al mondo, nonostante abbia una densità di popolazione elevatissima.

È dell’epoca Tokugawa anche “La grande onda presso la costa di Kanagawa” l’opera più nota di Katsushita Hokusai e forse l’emblema più rappresentativo dell’arte figurativa giapponese. Fu stampata per la prima volta negli anni trenta del XIX secolo, circa 180 anni fa, ma non sto a dirvi perché si dimostra ancora attualissima, nei giorni dello tsunami. Nel quadro vediamo l’impeto della natura yin mentre viene respinto dallo yang della serena fiducia dei pescatori, piccoli e miseri dentro la cavità invincibile dell’onda, eppure rassegnatamente esperti. Non si oppongono all’onda, adattano il movimento delle loro fragili imbarcazioni. Sanno che l’opera umana è segnata da una «impermanenza». È un esile interstizio di vita fra la massa Fukushima espolosione centrale nuclearefluttuante del mare e lo sfondo del vulcano, entità a loro modo mobili, terribilmente mobili, ma permanenti.

I giapponesi serbano molte pratiche di vita legate a questi equilibri, ma essendo tra i maggiori protagonisti dello sviluppo industriale degli ultimi 150 anni, le hanno diluite nelle contraddizioni inconciliabili di quella crescita che pretende troppo dalla madre Terra. Così accade che magari i cittadini del Sol Levante si tengano sì strette le immense foreste di Hokkaido, uguali oggi a quando Tokyo si chiamava ancora Edo, ma che creino gli incanti zen dei rivestimenti in legno delle loro case a spese delle foreste indonesiane.
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I commenti sulle scelte nucleariste del nostro paese, da Mamma:

La manovra pronucleare del “ministro per il sottosviluppo” Paolo Romani

Fukushima: la danza macabra dei nuclearisti sul Titanic energetico

Passata in quarto piano dai grandi media la vittoria dei nuclearisti che nel decreto mille proroghe hanno inferto un colpo mortale al solare e all’eolico.

Ha proprio ragione Oscar Giannino a scrivere sul Messaggero di oggi che il terremoto giapponese è la prova del nove sul nucleare (e sulla sua credibilità professionale). Quell'artata fideistica certezza che pone sulla sicurezza del nucleare si scontra infatti con tutte le agenzie che stavano e stanno arrivando anche sulla sua scrivania e che invece ignora. Quelle agenzie ci indicano che siamo purtroppo sull'orlo del meltdown dell'enorme centrale di Fukushima. Quantunque, come chiunque si augura, una nuova e forse peggior Chernobyl dovesse essere evitata, la prova del nove risulterebbe comunque fallita rispetto ad ogni principio di precauzione.

Quell'editoriale di Giannino strillato in prima pagina, quelle parole supponenti e rancorose (ma anche vili e perfino stupide nel loro glissare sulle fughe radioattive ammesse pubblicamente fin da ieri dal governo giapponese), dimostrano non solo la scarsa avvedutezza (e onestà intellettuale) di Giannino, ma testimoniano il suo ruolo di pedone sulla scacchiera della propaganda nuclearista ideata da Chicco Testa (il compagno Chicco Testa, sic, che costruì la sua carriera con la presidenza di Legambiente e che fu per due legislature parlamentare comunista). Questo è colui che, oltre ad aver ideato una recente campagna pronucleare di successo (il Forum nucleare italiano, con la sua partita a scacchi) e a tenere i cordoni della borsa della propaganda nuclearista, ha pubblicamente minacciato di "spaccare la faccia" al geologo Mario Tozzi proprio per aver osato rivelare gli enormi interessi economici e il traballante rapporto costi benefici che si cela dietro il ritorno al nucleare italiano.

Così hanno un fare sinistro, impeccabili nei loro doppiopetti, quei presunti esperti mandati in tutta fretta a rappresentare gli interessi nuclearisti in ogni singola trasmissione radio e tivù che si sia dedicata in queste ore alla tragedia giapponese. Stavano lì, rassicuranti nel loro aspetto signorile, a spargere fiducia a piene mani nonostante le notizie sempre più allarmanti. Non solo non possono rassicurarci negando l'evidenza ma quei doppiopetti vanno denunciati come un pericolo non tanto o non solo per la sicurezza quanto per lo sviluppo stesso del paese. Sono infatti loro i veri inquinatori dei nostri tempi come quei presunti scienziati pagati dal governo di George Bush 5.000 dollari ad articolo per contrapporre agli studi sul cambiamento climatico altri pseudostudi che li confutassero inondando i media con menzogne che confondessero l'opinione pubblica negando l'evidenza.

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Da Il Fatto Quotidiano, Mario Tozzi:

Nucleare, Mario Tozzi: “La politica farebbe
meglio a stare zitta”

Duro attacco del geologo alle reazioni della maggioranza di governo di fronte alla minaccia atomica proveniente dal Giappone distrutto dal terremoto

“Sono degli irresponsabili. Parlassero di meno e studiassero di più”. Mario Tozzi, maître à penser e mezzobusto televisivo dell’ambientalismo italiano, non usa mezzi termini nel commentare le reazioni di casa nostra al terremoto giapponese e alla minaccia di disastro nucleare. Le dichiarazioni dei vari Fabrizio Cicchitto e Pierferdinando Casini, a Tozzi non sono proprio piaciute. E’ un fiume in piena: “C’è da rimanere allibiti. Questi politici fanno finta di esser dei teorici di fisica nucleare. Non hanno nemmeno la decenza di usare la cautela che in situazioni come questa dovrebbe essere d’obbligo”.

Non parlate a Tozzi poi dell’editoriale di oggi del Messaggero a firma di Oscar Giannino. Un articolo che ha scalato la classifica delle dichiarazioni al buio che poi sono state clamorosamente smentite. Il giornalista scriveva che quanto accaduto in Giappone era “la prova del nove” della sicurezza dell’energia prodotta dall’atomo. “Che figura miserrima quella di Giannino – attacca Tozzi – Ma a una cosa è servita: a smascherare l’abitudine italiana di salire in cattedra e di parlare di cose che non si conoscono”.
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Ancora da Il Cambiamento l'appello ad aderire in massa al referendum contro il nucleare:

Comitato per il Sì al referendum nucleare: “Sicurezza centrali è favola”

Il Comitato 'Vota sì per fermare il nucleare', le oltre 50 associazioni che oggi, a Roma, hanno presentato la campagna referendaria per portare al voto almento 25 milioni di cittadini e far prevalere il sì, denuncia la “follia” di un ritorno dell’Italia, che conosce bene il dramma dei terremoti, all’energia atomica.

“Quello che sta accadendo in Giappone è la conferma drammatica, cui nessuno di noi avrebbe voluto assistere, del fatto che il nucleare a prova di incidenti non esiste, che la sicurezza delle centrali atomiche è una favola alla quale gli italiani non crederanno”. Il Comitato 'Vota sì per fermare il nucleare', le oltre 50 associazioni che oggi, a Roma, hanno presentato la campagna referendaria per portare al voto almento 25 milioni di cittadini e far prevalere il sì, denuncia la “follia” di un ritorno dell’Italia, che conosce bene il dramma dei terremoti, all’energia atomica.
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Da Damiano Zito:

Io voto sì, e senza sindrome di Chernobyl

Qualcuno inizierà a dire che, come nel 1987, gli italiani andranno a votare al referendum con la stessa paura del disastro di Chernobyl.

Oggi il caso è diverso ma analogo. Nella centrale di Fukushima, una volta colpita dal terremoto, si è attivato il sistema di sicurezza. Dalle notizie che ci giungono, pare ci sia qualche difficoltà nella fase di spegnimento (un reattore non si spegne come una lampadina tramite interruttore on-off) e che la procedura abbia causato problemi di emissioni radioattive non controllate. Quindi il governo ha fatto evacuare circa 45 mila persone entro un raggio di 10 chilometri, invitando la popolazione a chiudersi dentro casa. Di solito a chi abita nelle vicinanze di una centrale nucleare vengono fornite delle indicazioni comportamentali per casi di emergenza.

Io non ho pregiudizi sulla tecnologia nucleare, ma sono contrario all’installazione di una centrale nel nostro Paese (in Italia è prevista la costruzione di 5 centrali). So che il livello di sicurezza col quale vengono progettate è il migliore possibile, ma non mi fido abbastanza e quello che più mi preoccupa sono l’errore umano e i possibili incidenti, che per definizione sono imprevisti. Al massimo si possono prevenire, ma da loro potrebbero scaturire dei danneggiamenti pericolosi, per l’ambiente e per chi ci abita vicino.

Il caso di Fukushima sembra essere “sotto controllo”. Le esplosioni potrebbero anche essere dovute a qualche turbina o serbatoi di combustibili, mi auguro che sia così e che altri incidenti non causino problemi più gravi. Le procedure sembrano nella normalità, nel senso che sono quelle previste in caso di incidente. Ma questa normalità mi turba tantissimo. Il fatto che un guasto mi debba far stare chiuso dentro casa, che non mi possa bere acqua potabile, non mi fa stare tranquillo.

Io continuo a pensare a un mondo diverso, dove impareremo a gestire e diminuire i nostri consumi energetici e dove ognuno sarà produttore di energia. Come succede oggi con Internet, dove chiunque può divenire produttore di contenuti. Penso perciò a un modello non centralistico, diverso da quello attuale, dove non ci sono centrali (anche nucleari). Guardiamo a quel che sta succedendo nel Mediterraneo: scoppia una rivolta e Gheddafi ci minaccia, si scaglia contro l’Italia traditrice. Noi dipendiamo dai libici, dai russi e dai francesi che ci danno energia di notte perché una centrale nucleare quando parte non la fermi più.
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Che il nucleare sia un enorme affare per le multinazionali delle armi è ormai risaputo, che i militari siano tutti favorevoli a queste folli scelte è conclamato, ma che cosa ci possiamo aspettare da questi pazzi furiosi? L'apocalittico scenario del prossimo futuro descritto da Libre Idee:

Terza Guerra Mondiale? Benvenuti nell’incubo

Quando ci sveglieremo potrebbe essere tardi: saremo prigionieri di un incubo. All’inizio sembrerà un’operazione militare come tante altre, un semplice raid aereo punitivo sull’Iran ribelle. Sarà invece l’inizio della Terza Guerra Mondiale. Non ci credete? Meglio dare un’occhiata, allora, all’ultimo sconvolgente studio prodotto dall’istituto canadese “Global Research” diretto da Michel Chossudovsky, professore emerito di economia all’università di Ottawa, autore di saggi come “La globalizzazione della povertà e il nuovo ordine mondiale”. L’umanità è a un bivio pericoloso, avverte Choussudovsky: dall’atomica di Hiroshima, mai s’era visto un simile dispiegamento mondiale di armi pronte all’uso.

Uno scenario da fine del mondo: prima mossa, l’Iran. Poi, le reazioni a catena e i veri obiettivi: fermare la Cina neutralizzando la Russia.

guerra 7

Il capitalismo imperiale, in crisi, pensa di non avere più altri mezzi per garantirsi l’accesso privilegiato alle risorse vitali: acqua, petrolio e gas naturale. Se fallisse la politica non resterebbe che la guerra, il conflitto totale su scala mondiale. E anche se nessuno se n’è accorto, avvertono gli osservatori canadesi, l’opzione militare è «in stato di avanzata preparazione». Sistemi di armi hi-tech, tra cui testate nucleari, sono già completamente schierati: gli “obiettivi” sono pressoché accerchiati. «Questa avventura militare», spiega Choussudovsky, «è sul tavolo da disegno del Pentagono» addirittura dal 1990. «Prima l’Iraq, poi l’Iran», stando a un documento del comando centrale Usa del 1995.

L’escalation è già parte dell’agenda militare: mentre l’Iran è il prossimo obiettivo, insieme con Siria e Libano, il nuovo dispiegamento militare strategico minaccia anche Corea del Nord, Cina e Russia. Segnali inequivocabili: a giugno, l’Egitto ha autorizzato il transito di navi da guerra israeliane e statunitensi nel canale di Suez (evidente “segnale” rivolto a Teheran), mentre l’Arabia Saudita ha concesso a Israele il diritto di sorvolo e, nel Mar della Cina, le manovre congiunte con la Corea del Sud hanno irritato Pechino. «Gli Stati Uniti ed i loro alleati stanno “battendo i tamburi di guerra” – scrive Choussudovsky – al culmine di una depressione economica in tutto il mondo», per non parlare della più grave catastrofe ambientale nella storia, il collasso della piattaforma Bp nel Golfo del Messico.

Media completamente accecati, depistati quando non disinformatori: «La “crisi reale” che minaccia l’umanità, secondo i media e i governi, non è la guerra ma il riscaldamento globale». Il vero pericolo non viene percepito: «Nessuno sembra temere una guerra nucleare sponsorizzata dall’America. La guerra contro l’Iran è presentata all’opinione pubblica come un problema tra gli altri», da vivere con l’indifferenza alla quale ormai si è abituati. Del resto, «la macchina di uccisione globale è sostenuta anche da un culto insito di morte e distruzione che pervade i film di Hollywood, per non parlare delle serie Tv di guerra e criminalità in prime time sulle reti televisive». guerra 8

Culto di morte «approvato dalla Cia e dal Pentagono, che supportano anche finanziariamente le produzioni di Hollywood come strumento di propaganda di guerra».

Se l’Iran dovesse essere oggetto di un attacco aereo “preventivo” da parte delle forze alleate, l’intera regione – dal Mediterraneo orientale alla frontiera occidentale della Cina con l’Afghanistan e il Pakistan – si infiammerebbe, conducendoci potenzialmente in uno scenario da Terza Guerra Mondiale, sostiene Choussudovsky. Il conflitto si estenderebbe subito a Libano e Siria ed è «altamente improbabile» che gli eventuali bombardamenti sull’Iran sarebbero circoscritti agli impianti nucleari: pressoché scontato, invece, «un attacco aereo su infrastrutture militari e civili, sistemi di trasporto, fabbriche, edifici pubblici».

Perché proprio l’Iran? Presto detto: col suo 10% di riserve mondiali di petrolio e gas, il paese degli ayatollah si colloca al terzo posto dopo l’Arabia Saudita (25%) e l’Iraq (11%) per la dimensione delle sue scorte. In confronto, gli Stati Uniti possiedono meno del 2,8% delle riserve di petrolio a livello mondiale.
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A proposito di terremoti e catastrofi naturali, ricordiamo sempre il devastante sisma in Abruzzo e le nefandezze del regime, da ElenaMaria:



A proposito di nefandezze, il progetto eversivo di controriforma della giustizia presentato dal piccolo premier raccontato da Nonleggerequestoblog:

C'è anche da viaggio.

E' il suo stesso dentista ad ammetterlo. Nessuna ferita esterna. Quel cerotto, non serve a nulla. Sbaglia. Serve a moltissimo. Tant'è che ce n'è uno per ogni occasione.

... C'è il cerotto per andare dal Presidente della Repubblica, di media dimensione, buono anche per la sera, fa pandan con la stoffa delle sedie, importante ma rispettoso, deciso ed ossequioso.


... C'è il cerotto per le Grandi Riforme, come quella sulla Giustizia, formato maxi, il più grande di tutti. In questi casi bisogna dare il massimo, senza badare a spese, perché funziona da magnifico diversivo: mentre tu ti concentri sul cerotto, lui s'è già assolto da due processi.


... Ed infine c'è pure il cerotto da viaggio, più piccolo e comodo, per gli appuntamenti internazionali. L'atteso debutto oggi, a Bruxelles ... crea il giusto effetto compassione, ma senza esagerare, che oh, non siamo mica in Italia.

Tredici febbraio, otto marzo e dodici marzo, tre date storiche, migliaia di donne in piazza a difesa della costituzione e della dignità delle donne, i racconti delle protagoniste di queste fantastiche giornate, da Il fatto Quotidiano:

In piazza per la Costituzione: “Siamo un milione. La Carta è una cosa meravigliosa”

“Abbiamo fatto una stima e possiamo dire di essere un milione ad essere scesi nelle piazze oggi comprese anche quelle delle città estere, in difesa della nostra Costituzione”. L’annuncio, seguito da un lunghissimo applauso, viene dato a Roma dal palco del C-day allestito a Piazza del Popolo a Roma al termine della manifestazione che ha coinvolto decine di piazze in Italia e all’estero. Il corteo romano, il più grande, si era aperto con un enorme tricolore di 60 metri quadrati aperto a piazza Esedra a Roma. Una piazza che si è andata via via riempiendo. Gremita di giovani, studenti, genitori, docenti ma anche alunni delle elementari che gridano forte la loro intenzione di difendere la Costituzione. Uno slogan su tutti dà il senso della manifestazione: “La Costituzione ci difende, difendiamo la Costituzione”. Nessuna bandiera di partito, ma solo un’immensa folla con bandiere tricolore, coccarde e copie della Carta in mano. Alcune ristampate, altre ingiallite dal tempo. Tantissimi i cartelli fatti a mano che recitano “Prendiamoci la Costituzione sulle spalle: io adotto…” e il numero dell’articolo che si è deciso di difendere. Numerosi gli studenti con i diversi articoli della nostra Carta e che gridano “La Carta è una cosa meravigliosa”. In particolare gli studenti portano sulle loro spalle l’articolo 33 “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Ma anche, l’articolo 4 letto con una triste prospettiva “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.

Un gruppo di bambini di una scuola multietnica di Roma, la Di Donato del quartiere Esquilino, ha sfilato con uno striscione colorato. Ognuno di loro, dietro lo zainetto ha attaccato l’articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinione politica, condizioni personali e sociali”. Moltissimi gli articoli 34 gridati e stampati sulle magliette dei manifestanti “La scuola è aperta a tutti i capaci e i meritevoli anche se privi di mezzi hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Virginia, 11 anni frequenta la prima media e oltre a portare sulle sue spalle l’articolo 34 porta in mano, in bella mostra come tantissimi altri che stanno sfilando per via Barberini il volume in cui sono raccolti gli articoli della nostra Costituzione in mano.
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E ancora le donne protagoniste, da Passatorcortese la vera storia dell'otto marzo e di Walchiria Terradura una partigiana tosta:

Il mio augurio per un futuro migliore è per le amiche che passeranno di quà e per quelle che non passeranno e che tengo nel cuore! Le altre, quelle che hanno fatto dell'Italia un postribolo istituzionale non sono degne di me e delle mie amiche combattenti! PERCIO' AFFRETTATEVI AD USCIRE DAL MIO BLOG, NON SIETE GRADITE, DISTURBATE IL MIO STOMACO! Un pensiero a Tina Anselmi che meriterebbe piu' di "altre" di essere ricevuta e onorata da Napolitano! Ma la dignità non è piu' di casa..... neanche negli alti palazzi. Un pensiero alle donne combattenti della Resistenza: certamente non hanno sofferto e versato il loro sangue per far sì che un giorno i valori venissero soppiantati dal "regime delle prostitute" che adesso si chiamano ESCORT (anagramma di STERCO).

E PERCIO':
Che l'8 Marzo non sia una sciocca kermesse:

La vera Storia dell'8 Marzo

Fu l'8 marzo del 1857 che, per la prima volta, alcune operaie di New York protestarono per migliorare le loro condizioni di lavoro. Venne indetto uno sciopero contro le paghe misere e le pessime condizioni in cui erano costrette a lavorare. Il risultato di questa prima manifestazione, fu un attacco da parte della polizia.
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E da Maddalena le spiegazioni su due cose semplici:


Se le donne governassero il nostro paese si vivrebbe molto meglio, Sant'Agata Bolognese è un paese dell'Emilia dove il consiglio comunale è composto da sole donne, e funziona tutto, da Blizquotidiano:

Sant’Agata Bolognese, è un paese per donne: la giunta tutta al femminile


Daniela Occhiali

SANTAGATA BOLOGNESE – Settemila abitanti circa, un sindaco, quattro assessori e una segretaria: a SantAgata Bolognese la giunta è tutta al femminile. L’insediamento è avvenuto 21 mesi fa e Repubblica ne racconta la vita, proprio a ridosso della diffusione dei dati Eurostat che raccontano un’Italia in cui per le donne è difficile essere mamme e lavoratrici e lo stress è alto.

Sant’Agata Bolognese è l’unico Comune in Italia dove comandano solo le donne. Gli asili nido sono aperti dalla mattina presto e fino a tardo pomeriggio e le liste d’attesa non ci sono.

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Ancora grandi donne dal blog di Silvietta:

Le Attrici che amo di più

Buon pomeriggio!
Dato che qualcuno si lamentava del fatto che non ci fosse un elenco di attrici preferite, eccovelo e come per l'altra anche qui l'elenco è in perenne aggiornamento: il primo nome sarà banale, ma che volete farci...
Ovviamente anche per questa lista cliccando sui nomi avrete una sorpresa^_^..


E non temete, prima o poi, farò un classifica degli odiati così mi attirerò le ire di tutti...


Anna Magnani






Brenda Blethyn






Cate Blanchett


Catherine Deneuve
























Charlotte Rampling

Claudia Cardinale



















Deborah Kerr








Diane Kruger




Evan Rachel Wood


Giovanna Mezzogiorno







































































































































































































Gong Li



Da Donne della realtà dedicato alle donne intelligenti:

Dedicato alle donne intelligenti


Anche se non pratica del lago, la moglie decide di uscire in barca. Accende il motore e si spinge ad una piccola distanza; spegne, butta l’ancora e si mette a leggere il suo libro.
Arriva una guardia forestale in barca. Si avvicina e le dice:
– Buongiorno, Signora, che cosa sta facendo?
– Sto leggendo un libro, risponde lei (pensando “non è forse ovvio?!”).
– Lei si trova in una zona di pesca vietata, aggiunge la guardia.
– Mi dispiace, agente, ma non sto pescando. Sto leggendo.
– Sì, ma ha tutta l’attrezzatura. Per quanto ne so, potrebbe cominciare in qualsiasi momento. Devo portarla con me e fare rapporto.
– Se lo fa, agente, dovrò denunciarla per molestia sessuale, dice la donna.
– Ma se non l’ho nemmeno toccata!, ribatte la guardia forestale.
– Questo è vero, ma possiede tutta l’attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento.
– Le auguro buona giornata, Signora, e la guardia se ne va.
MORALE: Mai discutere con una donna che legge: è probabile che sappia anche pensare.


L'otto marzo raccontato da Lia Celi:

Otto marzo: le ultime parole mimose

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Quest’anno l’8 marzo coincide con il Martedì grasso: più alto il rischio che la Festa della donna si risolva nella solita carnevalata. Ma per l’italiana media la tempistica della giornata delle mimose è già scritta. Vediamola.

Ore 6.30
La nostra eroina si sveglia in un letto coperto di fiorellini gialli, mentre il suo partner, improvvisamente giovane e muscoloso, esegue per lei uno strip da California Dream Man e poi le serve una sontuosa colazione. Lei capisce che si tratta di sogno solo quando lui le sussurra «E ho anche stirato la biancheria». Mentre lei prepara il caffè, come tutti i santi giorni, uno spot radiofonico annuncia la fantastica iniziativa per l’8 marzo di un negozio di intimi: sconti dell’8 per cento alle prime otto clienti che portano l’ottava misura.


Mentre va al lavoro accompagna i figli all’asilo, ma lo trova chiuso senza preavviso: «E’ ancora Carnevale, e ogni scherzo vale,» spiega un cartello. Chiede alla nonna se può tenerle i bambini, ma la signora sta partecipando al casting per lo spot per i pannoloni per anziane Senior Lady Dignity, slogan: «Direste mai che mi sto pisciando addosso?». Prova con la babysitter, una studentessa 20enne, ma ci sta già provando il suo professore. Si rivolge al suo compagno: una volta tanto potrebbe farsi dare un permesso lui per stare a casa con i bambini. Lui sospira: che bello se, invece di quel reportage sui padri norvegesi, lei si guardasse un bel porno.

Ore 9.30
E’ stata costretta a portare i figli con sé in ufficio: un vero guaio, perché per ottenere l’impiego ha giurato al suo capo di essere nubile, sterile e impossibilitata ad avere relazioni affettive in quanto iscritta ai Responsabili, sindrome che la rende ripugnante a chiunque. Per salvare la situazione, spaccia i bimbi per stagisti di statura molto bassa. Il trucco funziona: il maschietto viene subito adibito a portare il caffè e a badare alla stampante, la bambina viene invitata a cena dal capo.

Ore 13
Pausa pranzo, il menù del ristorante è ispirato alle conquiste delle donne: invece degli spaghetti alla puttanesca ci sono quelli alla ministresca, il petto di pollo è siliconato e al posto dell’arrosto c’è una nuvoletta di fumo. In compenso, oggi alla toilette anche le clienti donne hanno il diritto di pisciare sulla tavoletta del wc. Dalla tivù, Daniela Santanché dichiara di voler abolire l’8 marzo, in quanto «costoso, ridicolo e inutile». Molte avventrici osservano che, volendo abolire ciò che è costoso, ridicolo e inutile, si potrebbe cominciare dalla Santanché.

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Il nucleare è pericoloso per noi umani? A sentire l'ex esponente dei verdi Chicco Testa non c'è assolutamente nulla di cui preoccuparsi, le sue demenziali dichiarazioni commentate sa Alessandro Robecchi:

L’incredibile Kikko

Credere a quello che dice Kikko Testa era, fino a ieri, una missione disperata. Da oggi è una missione impossibile. Venerdì sera, mentre il reattore nucleare di Fukushima preoccupava il mondo, Kikko era in tivù a dire: tutto sotto controllo. Ieri mattina, mentre le agenzie giapponesi parlavano di un’esplosione nella centrale nucleare, con distruzione della gabbia protettiva del reattore e rilevazioni di cesio radioattivo, sul sito del Forum Nucleare (presidente Kikko Testa) il titolo era questo: “La centrale di Fukushima è sotto controllo”, corretto da un timido aggiornamento solo a metà giornata. Fortuna che Kikko è giovane e giovanile. Fosse più anziano avrebbe potuto tranquillizzare le popolazioni del Vajont (state sereni, due gocce d’acqua). Ma a quest’uomo così ottimista, uno che sul Titanic avrebbe chiesto all’orchestra di continuare a suonare e ordinato a gran voce altro champagne, dobbiamo dei ringraziamenti. Grazie a Kikko sappiamo esattamente cosa succederebbe qui se avessimo le centrali nucleari. Non sapremmo niente.
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A proposito di cultura il nostro amato ministro dei Beni Culturali ha annunciato il suo penultimatum, se non sarà difeso dalla sua maggioranza si dimetterà, noi tutti siamo preoccupati per la dipartita di questo sant'uomo, la cronaca di questo travaglio interiore raccontata da Alessandro Robecchi

L’Italia che non valorizza Bondi

E’ proprio vero che l’Italia non valorizza il suo patrimonio artistico. Guardate il ministro Sandro Bondi, nonostante sia stato più volte transennato e puntellato dalla maggioranza, alla fine non ha evitato il cedimento strutturale. Ora se ne va, ci lascia con una certezza difficile da scalfire: non ci mancherà. Lui, povera stella, giustifica il suo totale nullismo ministeriale con l’insensibilità dell’universo. Il mondo della cultura “di sinistra” non l’ha cagato nemmeno un po’. Il mondo della cultura “liberale” (ah, ah, ndr) non si è aggregato attorno a lui. Intanto gli è crollata addosso Pompei, qualche affaruccio famigliare è finito sui giornali, i tagli di Tremonti (quello che “la cultura non si mangia”) hanno fatto il resto. Si è fatta strada nel Paese la convinzione che avere un ministro della cultura come Bondi, o non averlo, o avere al suo posto un grizzly degli Appalachi è esattamente la stessa cosa, e forse un po’ meglio, dato che i grizzly non scrivono disgustose poesiole. Eppure la triste storia del triste Bondi ci dice qualcosa del potere in Italia, dove potere significa Silvio Berlusconi. Finiti i tempi in cui bastava la piaggeria. Oggi dire “il duce ha sempre ragione” e comporre sonetti in sua lode non basta più.
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Lo scandalo di affittopoli raccontato da Michele Serra:

All'opposizione dei box stile Robin

Da Roma a Napoli a Locri si estende a macchia d'olio lo scandalo degli affitti di favore. La casta non arretra neppure di fronte all'evidenza. E a Milano la Moratti propone... Gabriele Moratti
Gabriele Moratti
Sempre più inquietanti i retroscena di Affittopoli. Nella capitale sono venuti alla luce affitti di favore risalenti all'epoca imperiale: Mariuccia Caracalla, discendente diretta dell'imperatore, paga per una casa al Colosseo una pigione di favore ancora calcolata in sesterzi. "Non è colpa mia," si difende la signora,"se non esistendo più i sesterzi la mia famiglia non può più pagare l'affitto a partire dal sesto secolo".

Milano. Per tacitare le polemiche sul figlio, che ha trasformato un capannone in una villa in stile Batman, il sindaco ha messo a disposizione dell'opposizione alcuni box arredati secondo il gusto di Robin. La Lega conferma l'appoggio alla Moratti purché preservi le radici padane costruendo alloggi popolari in stile Bertoldo, con salami appesi e poster di Calderoli. Quanto alle case del Pio Albergo Trivulzio, l'amministratore unico, cognato di Mario Chiesa e cugino di Craxi, nega che le parentele possano avere influito sull'assegnazione degli alloggi. Secondo il Comune il patrimonio immobiliare della Baggina, compresi 40 attici a Brera, sarebbe frutto di donazioni delle vecchiette ricoverate nell'ospizio milanese. "Solo per disinfestarle dai gatti, rimuovere il televisore a valvole e smaltire tra i rifiuti speciali i centrini all'uncinetto, i nostri affittuari hanno speso un patrimonio. Non possiamo pretendere un canone troppo alto".

Roma. Gli enti benefici difendono la scelta di avere concesso i loro alloggi a politici e parenti dei politici: "Se no, perché ci chiameremmo enti benefici?". Emergono alcuni casi limite. Il senatore Sbargnana, che abita a Prati in un quadrilocale a 500 euro al mese, aveva capito che i 500 euro gli erano dovuti e li riscuoteva ogni primo del mese. Una palazzina dell'Ente Circo, destinata secondo statuto a trapezisti e acrobati, è stata sgomberata dalla Finanza che l'ha trovata occupata da un sottosegretario: a nulla sono valsi il travestimento da domatore e l'orso ammaestrato che ha aperto la porta agli agenti. Alcuni istituti sono anche accusati di pessima manutenzione: diversi appartamenti dell'Ente di Bonifica delle Paludi Pontine risultano allagati.
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Le immagini delle amiche blogger, da Nadia1946:


Da Kamasa54:

Il fiore della donna


Da Oro Fiorentino:


Da Rosemary3:


Da Kayblu:


L'ho sentito, soffio lieve e gentile
accarezzare rovi di spine
l'ho visto cucire orli ai giorni dimenticati
e scrivere storie immaginate
con la mina intinta nella china del tempo
l'ho fantasticato
mentre cavalcava dune di silenzio
e mi baciava nel sonno
disegnando antichi sorrisi sugli occhi
e poi aspettare le mie mani
per danzare al buio
guidando ogni mio battito
sempre verso un bagliore
era un sussurro
era un respiro
era mare di note
onda a bagnare i pensieri
era ogni cosa che avrei voluto udire:
leggerezza attenta
tenerezza appassionata
culla e pancia del mio piccolo
cuore indomito
e amore ovattato
che canta solo melodia.

Kay


Dal maestro della satira Vauro le ultime notizie sul nostro disastrato paese:










Enteroclisma con le sue esternazioni:

FESTE E FESTINI

Punti di vista ...

SCENDO IN PIAZZA

Firenze : manifestazione del 12 marzo 2011
Anche le mie vignette erano in piazza a dimostrare contro le malefatte del piccoletto.

illola del giorno: Maurizio Crozza a Ballarò festeggia l'otto marzo






1 commento:

Sarah Sader ha detto...

Oii,

Tudo bem!!
Tem selinho para você no meu blog...
http://sarahsader.blogspot.com/2011/03/muitos-posts-alegres-para-2011.html

Bjim