martedì 12 agosto 2008

Estate in città di Stefano Benni seconda parte.


Nella foto tempio di Taj Mahal in India da http://unfilodindia.blogspot.com/
Estate in città di Stefano Benni seconda parte.
Il sordo del televisore. Signore che tiene la finestra aperta e il volume del televisore a livello di concerto rock. Tutta la zona viene svegliata alle sette di mattina dalla sigla delle Tartarughe ninja. Costringe i condomini a vedere tutti lo stesso telegiornale, perchè il suo audio annichilisce gli altri. Guarda tutto, compreso il Dipartimento Scuola Educazione alle quattro di notte, e se gli abitate vicino potrete diventare geometri in un mese. A volte aggiunge al televisore un giradischi a pieno volume. Dalle finestre contigue arrivano lanci di pentole, frecce e bestemmie, ma non c'è niente da fare. Non si può chiamare la polizia perchè l'agente vi risponderà"mi dispiace signora, ma se non abbassa quel televisore non capisco una parola". Non si può suonare il campanello, nè telefonargli perchè non sente il trillo. L'unico modo per fermarlo è scalare la parete della casa ed entrare dalla finestra. Lo troverete addormentato e vi confesserà candidamente che lui la televisione non la guarda mai, la tiene accesa perchè gli fa compagnia.
L'annaffiatore. Entità superiore, che da altezza misteriosa fa precipitare in continuazione getti d'acqua sui passanti. Giorno e notte, il rumore della sua cascatella risuona nel silenzio della strada. Si ignora quale tipo di foresta tropicale o avido baobab debba innaffiare in continuazione. Se siete colpiti dal getto, inutile guardare in su, l'annaffiatore misterioso è invisibile, tutt'al più potrete vedere tremolare un geranio. Se gli gridate di stare attento, smette per due minuti, e poi lo stillicidio riprende. Se lo insultate, molla giù innaffiatoi, bulbi e , in qualche caso, vasi di oleandri di un quintale.
La pallottola vagante. Succede sempre più spesso che, nel corso di sparatorie tra bande camorristiche, qualche cittadino venga colpito. E' un gaio far west di pistoleri strabici sempre più spavaldi e numerosi, a riprova che queste organizzazioni sono padroni del territorio. Perciò, per chi vuol rischiosamente passeggiare, segnaliamo i capi più "in" dell'estate. Per lei, la tuta antiproiettile stile pompierone che fa tanto Sigurney Weaver in Alien. Per lui, la canottiera in lamiera e il giubbotto verde corazzato alla padana. Per i giovani la maglietta con la scritta "Bastardo dentro", ed un bel concerone in piazza. L'unico vero problema sono tutti questi Kalashikov che girano. Perchè questa crisi dei fucili made in Italy?
Pillola del giorno: La pastasciutta Che cosa è.
E' un'opera d'ingegno e fantasia,
una grazia de Dio che s'assapora;
l'unico tranquillante che rincòra
sia er popolino che la borghesia.
E' un sole in panza, è mamma caloria
che tira su chi sciopera e lavora,
è l'unico miracolo che ancora
pò uni mezz'ora ar giorno na famija.
Quanno m'ariva sopra ar tavolino,
er còre me comincia a sartellà
felice de sentissela vicino:
e mentre resto un attimo incantato...
si penso a quello che diventerà,
me pare de commette un gran peccato.
Aldo Fabrizi.

domenica 10 agosto 2008

Estate in città nuovo racconto di Stefano Benni.


Nella foto: "Ahò co sto caldo, ce mancavano puro le ali". da ( http://blabla-sonia.blogspot.com/ ).
Oggi inizia un nuovo spassosissimo racconto di Stefano Benni, in due puntate, buon divertimento.
Estate in città di Stefano Benni prima parte.
Caldo, negozi chiusi, smog, non sono i peggiori nemici dell'estate in città. Sono in agguato insidie da cui non è facile difendersi. Eccone un elenco.
Il tossicopolare. Essere che ha sviluppato una dipendenza all'aria condizionata, tale da temere che un solo istante di esposizione al caldo possa incenerirlo. Obbliga i suoi colleghi di uffcio a vivere sottozero e indossare cappotti. Dopo il lavoro balza dentro la sua auto, riconoscibile dai ghiaccioli sul volante. Appena dentro casa, accende una bufera di climatizzatori che schianterebbe un esquimese. Non va al ristorante se non è sicuro di potersi sedere vicino al getto d'aria fredda, mangia solo mozzarella appena uscita dal freezer tagliandola col piccone. A volte lo si può trovare raggomitilato dentro il cassone dei gelati. Di notte costringe la moglie a dormire nel sacco a pelo sotto un cannone che spara neve artificiale. Si è liberato delle zanzare ma talvolta nel sonno viene morsicato da un tricheco. Il suo motto preferito è: "Che estate di merda, ci sono quaranta gradi e io ho sempre il raffreddore".
Il lavatore d'auto. Uomo in mutande che, in mezzo alla strada, ogni notte, lava la sua macchina in una pozza di schiuma e detersivo larga anche duecento metri. Inutile fargli notare che l'auto è più che pulita. Vi sorriderà tristemente e tornerà alla sua ossessione. Se volete farlo felice vomitategli sul parabrezza.
Il calabrone della notte. Alle tre di notte, quando dopo molti tantativi siete riusciti a prendere sonno, sotto la vostra finestra passa questo essere maligno, a bordo di un veicolo che emette un rumore senza paragoni nella scala cacofonica universale. E' qualcosa che sta tra una sega elettrica, una zanzara gigante e la colica di una formula uno. Il rumore inizia da chilometri di distanza e si spegne all'alba. Nessuno è mai riuscito a vedere chi sia il terribile calabrone della notte. Si favoleggia di un vecchietto su un minuscolo motorino. Blocchi stradali e agguati non hanno dato esito.
La sfilata. D'estate, la città è invasa da sciami di manifestazioni. Sui viali c'è la maratonina, sul lungomare il Festivalbar, nel chiostro cinquecentesco un dibattito sul premio Strega, durante il quale anche i sarcofaghi sbadigliano. Ma la peggior disgrazia è scoprire che la vostra passeggiata è bloccata da una sfilata. Modelle beccheggianti e ramboidi in bermuda hanno occupato la piazza davanti a un parterre di Vip rintronati. Non avvicinatevi, o dovrete subire il selvaggio assalto dei Dolci e dei Gabbani, molto più invadenti di un vù cumprà. Non contenti di aver invaso gli studi televisivi, sfilano in stazioni, scalinate, darsene, morgue, spacciando la ripetitività per scuola, le zip aperte per trasgressione, il griffaggio di profumi e accendini per creatività. Nessun angolo della città sfugge a questi ambulanti miliardari, telepresentati dal Pippone e dalla Pippona di turno in un ininterrotto spot ossequioso. Sono parate militari del banale elevato a potenza, scopiazzature di quadri e costumi antichi, versioni impellicciate e pralinate della sagra paesana e della processione del Santo, senza il miracolo di un attimo di spontaneità, e con la carica sexy di una polleria. Anche se Naomi divora chilometri come una marciatrice russa, e gli stilisti spendono miliardi di pubblicità e organizzano feste lussuose per trovare nuovi complici, il magazzino delle idee è vuoto. Se passate vicino a una sfilata, sfilate via.
Fine prima parte.
Pillola del giorno: La creazione
Dio disse:"Mò che ho fatto Cielo e Terra,
domani attacco luce e firmamento,
mercoledi fo er mare, doppo invento
farfalle e fiori pè la primavera.
Pè giovedi fo er sole, verso sera
fo li pianeti, er foco, l'acqua, er vento,
cosi se venerdi nun vado lento,
faccio sabato ingrese e bonasera!".
Fini defatti er sabbato abbonora.
"Mò" disse "vojo vedè chi protesta
dicenno che er signore nun lavora...
Ho sfacchinato quarant'ore... basta!
Domani ch'è domenica fo festa...
E prima de fà Adamo fo la Pasta!".
Aldo Fabrizi.

venerdì 8 agosto 2008

Diario delle vacanze tre parte seconda.


Nella foto: immagine tratta da http://gallinavecchiafabuonbrodo.blogspot.com/
Da Diario delle vacanze tre, il dottor Norman seconda parte.
Di Stefano Benni.
Oggi finalmente c'è un tempo discreto, pioviggina. Abbiamo fatto il bagno, le meduse non c'erano, c'era solo uno squalo, ma è passato vicino a Luigino ed è morto di tonsillite in pochi istanti. Sul giornale ho letto che in Africa non c'è più un goccio d'acqua e nell'Artide i ghiacci si sciolgono a tempo di record, che il clima mediterraneo è fottuto e si prevedono tornadi mai visti. L'ho letto in un trafiletto tra le notizie della fusione tra Telecom, Cragnotti, Parmalat e la triade cinese.Verso sera la situazione è peggiorata. Si è messo a nevicare. Luigino è stato punto da una nuova zanzara tropicale, mamma starnutisce come un locomotore. Ma papà ha detto che bisogna reagire e fare il bagno, si è fatto prestare una tavola da surf e si è lanciato contro un'onda di sei metri. E' rimbalzato sulla cima di un pino, al centro del solito incendio.Il dottor Norman stava rassicurandolo spiegandogli che era successo qualcosa di simile nel 1789, ma papà gli ha tirato un pugno in faccia di incredibile potenza, scardinandogli metà dei denti, poi lo ha rassicurato dicendo che aveva dato un pugno molto peggiore a un suo compagno di scuola nel 1956, e quindi il pugno doveva considerarsi nella norma.A sera abbiamo arrostito delle bistecche di medusa sulla schiena di Luigino e mamma si è ripresa dall'asma inalando dalla marmitta della macchina. Sembra che abbia una sindrome di dipendenza dal benzene. Papà sta facendo le valigie e piange. Io ho acceso la radio e ho sperato in qualche buona notizia. C'era una lite tra maggioranza e opposizione sui parcheggi da assegnare alle loro auto blu, esattamente uguale alle quindici liti precedenti. Poi c'erano tutti gli indici Mibtel, Nasdaq, e le novità degli amori Vip in Costa Smeralda, il calciomercato e la moda inverno-inverno. Non una parola sull'aria, sugli oceani, sul mio febbrile e alluvionato futuro. Perciò ho deciso di farla finita. Sono andata in riva al mare e ho camminato nell'acqua, aspettando che le onde mi sommergessero. Sfortunatamente il mare era ghiacciato. Vorrei sapere che cosa ne pensa il dottor Norman, ma non riesce ancora ad aprire la bocca. Mi sono sdraiata sulla sabbia e ho pensato: come pretendete che facciamo due settimane di vacanze intelligenti se vi comportate da stupidi tutto il resto dell'anno? Ho contato le stelle. Erano due, tra nuvole nere e vapori di petrolio. Poi mi sono addormentata tutta agitata pensando: beati quelli che hanno paura degli scippi.
Pillola del giorno: La pastasciutta... e i grandi.
Celebrità che ormai nun ce sò più
hanno inventato sughi e sarse nòve.
Carducci, per esempio, quer "pio bove"
Lo scrisse dopo un ummido al ragù.
E Galilei, cò l'animo un pò giù,
entrò in cucina e disse: "Eppur si muove!
Me frega assai de Venere e de Giove,
cò 'no spaghetto me lo tiro su!"
E' stata tutta quanta 'na trafila;
all'epoca che smisero er callaro,*
c'è stato Volta che inventò la pila.**
E come disse Dante in Vita nova
quanno comprò la pasta dar fornaro?"
Intender non la può chi non la prova!".
* Caldaio.
** Pentola.
Aldo Fabrizi.

giovedì 7 agosto 2008

Diario delle vacanze Tre: il dottor Norman.



Nella foto: Tutti al mare di ( http://internapoli-city-2.blogspot.com/ ).
Inizia oggi un nuovo racconto di Stefano Benni.
Diario delle vacanze tre: il dottor Norman.
Caro diario, domani partiamo per le vacanze. Mio padre mi ha preso da parte e mi ha spiegato che ho già tredici anni, sono una ragazzina intelligente e dovrò fare vacanze intelligenti. Non dovrò portarmi dietro la bambola e l'orsacchiotto Paco, perchè non devo dipendere da niente. Anche lui, ha detto, lascerà a casa due dei suoi cinque telefonini. Ci serve proprio un pò di svago e di vita sana. Abbiamo passato un bruttissimo inverno. La mia città ha tre volte il tasso di polveri e benzene consentito. Ma una volta al mese fanno la domenica ecologica, chiudono il centro e ci danno il permesso di girare tutti insieme in bicicletta, cosi possiamo respirare tutta la merda in una volta e il giorno dopo le macchine hanno un pò di aria pulita da inquinare nuovamente. Per via di questo inverno un pò impestato il mio fratellino Luigino ha avuto tredici virus con qurantadue di febbre, io sei bronchiti, mamma una vecchia allergia ai pollini insieme a una nuova allergia ai peli di cammello (per fortuna siamo stati allo zoo solo due volte). Papà ha avuto la congiuntivite allergica con gli occhi rossi per sei mesi, e una stomatite che gli ha scoperto le gengive, e una notte che era vestito di nero un uomo ha cercato di ucciderlo con un paletto nel cuore. Per finire il nostro cane, Bongo, ha preso da un gatto le zecche che i piccioni prendono dai topi. Ma il dottore ha detto che tutte queste malattie sono nella norma e anche nel 1936 ci fu qualcosa di simile. Ma ora respireremo un pò di aria sana.Siamo sull'autostrada bloccati da nove ore. La fila è di cinquanta chilometri ma la radio ha appena detto che nel 1996 ce ne fu una molto più lunga. Diluvia e ci sono dieci gradi all'ombra, ma il metereologo ha appena detto che la temperatura è sostanzialmente nella norma. Nessuno spegne il motore e l'aria non è proprio pulitissima. Luigino vomita. Bongo si gratta, io tossisco, mamma ansima e papà bestemmia. Ho letto da qualche parte che ci sono già le auto elettriche e quelle che vanno ad olio di colza non inquinanti, ma le industrie non le vogliono, l'olio di colza è contingentato e addirittura da qualche parte si sono rifiutati di assicurare le auto che vanno con l'olio di colza. Io spero che qualcuno la tiri fuori davvero questa storia dell'olio, se no siamo fritti.Mentre siamo in fila, ascoltiamo la radio. Siccità in Africa, bufere di vento in Sardegna, alluvioni in Scandinavia e incendi in tutta l'America. Un metereologo però dice che nel 1869 ci fu un anno simile e quindi siamo nella norma. Finalmente abbiamo raggiunto il mare e siamo corsi subito in spiaggia. Soffiava un tipico vento gelido di agosto, gli ombrelloni volavano dappertutto e faceva un freddo bestiale. Io e luigino abbiamo litigato perchè lui voleva fare un castello di sabbia e io invece un pupazzo di neve.Verso sera una nave, spinta dalle onde in burrasca, si è arenata sulla spiaggia. Tutti sono corsi là armati di bastoni e spiedi pensando che fossero curdi. Invece era un traghetto che andava alle Eolie ed era stato spinto là dalla tempesta. Sopra c'era anche un signore che fa il metereologo e si chiama dottor Norman, che ha spiegato a papà che nel 1934 ci fu un episodio analogo. Siamo stati un pò barricati dietro l'ombrellone, e poi papà si è vestito con la muta e la giacca a vento e ha provato a fare il bagno. Si è quasi congelato, ma quando è uscito si è alzato un vento rovente di scirocco che l'ha cotto in pochi istanti. Norman ha detto che era tutto nella norma, compreso l'incendio che ha distrutto la nostra pensione, la bufera di vento che ci ha portato via la tenda, e la tempesta di polvere che ci ha accecato, cosi che papà ha rimontato la tenda sul formicaio più grosso dell'occidente. Abbiamo dormito in una buca nella sabbia.Stamattina per fortuna fa più caldo. cinquantasei gradi all'ombra, e un vento africano che porta sabbia, raffiche di cuscus e, purtroppo, peli di cammello a volontà per la povera mamma. Io penso che noi umanoidi abbiamo combinato un bel casino con questo clima, che ci vorrebbe una commissione climatica mondiale che ci informasse davvero e imponesse regole da rispettare, e mi piacerebbe che le notizie di questa commissione fossero la prima notizia del telegiornale, ancora prima dell'indice Mibtel e delle vacanze dei Vip. Al pomeriggio ha cominciato a piovere, c'è stata una piccola alluvione e una grandinata color tamarindo. Io e Luigino l'abbiamo assaggiata e non era male, però poi ci è venuta la colite e siamo stati tutto il pomeriggio seduti nella norma.Papà ha detto io me ne frego del maltempo, io faccio il bagno, è entrato in acqua e ha trovato prima le meduse e poi la mucillaggine, è uscito che sembrava una gelatina semovente, e tutti i bambini della spiaggia lo hanno preso per Pokèmon e se lo sono disputato.Il dottor Norman ha detto a papà che nel 1965 ci fu un caso di mare inquinato in quel modo, sono calamità naturali e non bisogna cedere all'allarmismo e alla tentazione di incolpare uomini ed industrie. In quel momento è giunta a riva una chiazza di petrolio venuta da chissà dove. Papà e il dottor Norman si sono infilati in un branco di fenicotteri e cosi sono riusciti a farsi ripulire da Greenpeace.Ieri Luigino sotto la tenda ha preso un nuovo virus con quarantasei e mezzo di febbre. Il dottore ha detto che aveva già visto un caso simile nel 1988, però si trattava di un wurstel. Nel delirio, Luigino mi ha confidato che crede di aver capito tutto. Tutte le volte che succede qualcosa di mostruoso, basta dire che è una calamità naturale, ma soprattutto che è già successo e anche peggio. Quindi, basta tenere presente Hitler e ogni politico italiano va bene. Ogni nuovo virus è meglio del colera. Ogni catastrofe climatica è meglio del diluvio universale. Un maremoto non è un problema, a meno che non depositi sulla spiaggia degli extracomunitari. Quindi ognuno può continuare ad inquinare, disboscare, chimicizzare, sfruttare. Pensandoci bene, c'era del metodo nel delirio di Luigino. Volevo discuterne con papà, ma era impegnato in una discussione con i vicini di tenda sui pericoli delle radiazioni da cellulari, e su perchè la pubblicità dice che le telefonate costano meno ma le bollette crescono. Il dottor Norman ha detto che c'era già stato un caso simile nel 1864, in una bolletta del gas in Alabama. Tutti si sono rassicurati.
Fine prima parte.
Pillola del giorno: La pastasciutta, Come viè più bona?
E' sempre bòna, come sia, stufata,
a scappa e fugge, ar salto, abbrustolita,
ar naturale, semprice, farcita,
bollente, fredda, tiepida, gelata.
Ar dente, scotta, insipida, salata,
bastarda, inciafrijata, rotta, trita,
a la Francese, "molla e ribollita",
a la Svizzera,"languida e incollata".
Abbasta solo a scoperchià un tigame,
la panza attacca quer gorgheggiamento,
che pare come er coro de la fame.
E fate caso; quanno se scodella,
chi cià l'incrinazione ar sentimento,
se sente ride tutte le budella.
Aldo Fabrizi.
Diceva anche: Sono un drogato... spaghettodipendente. Purtroppo... e non mi posso disintossicare.

mercoledì 6 agosto 2008

Diario delle vacanze parte terza.



Immagine: Serre ingorgo.
Di Stefano Benni.
23 agosto
La partenza intelligente è riuscita. All'alba ci siamo trovati in una coda di gente tutta intelligente come noi, trenta geniali chilometri di ingorgo. Ma una volta entrati in autostrada abbiamo fatto prestissimo. Dopo un attimo eravamo già in fila del casello di uscita, nel senso che c'erano cento chilometri di coda fino a casa. Mio papà è subito sceso gridando che la colpa era di quelli che non tengono gli spiccioli pronti. Siamo scesi anche noi, l'autostrada è diventata un party all'aperto, si faceva conversazione da auto ad auto. Di fianco a noi un camperista tedesco spiegava a mio padre che le armi più pericolose del terrorismo internazionale sono l'uranio venduto dai russi e l'esplosivo plastico. Papà gli ha chiesto come faceva a saperlo. Il tedesco ha detto con orgoglio che suo figlio è il rappresentante di vendita per l'Africa ed il Medio Oriente. Mamma voleva litigarci, papà l'ha zittita. Io ho creato un movimento di bambini disidratati organizzati e ci siamo messi a gridare lo slogan "vogliamo il gelato". La manifestazione è stata sciolta.
23 agosto sera
Dopo nove ore di coda ci è venuta fame, ma abbiamo scoperto che per un errore di stratificazione la busta delle cibarie era finita in fondo al baule, si sentiva l'odore del provolone e lo scricchiolio delle uova sode, ma non c'era niente da fare. Cosi abbiamo affrontato la calca di un Autogrill mettendoci coraggiosamente in fila alle casse. Mamma ha sbagliato subito, è finita nella fila dei gabinetti e si è chiusa in una toilette a piangere. Papà è stato eroico, ha sgomitato e lottato ed è uscito trionfante con l'ultima "Gazzetta dello Sport". Per la gioia però si era dimenticato di comprare da mangiare. Io ho rubato un pacchetto di brigadini a una bambina, la guerra è guerra. Quando siamo tornati all'auto , il coccodrillo era esploso e un ladro scalatore ci aveva rubato le damigiane d'olio. Eravamo stanchi, ma abbiamo proseguito. Mi sono addormentato sognando che qualcuno cercava di vendermi una scatola di missili Giotto a colori. Quando mi sono svegliato ho visto il volto di papà rasserenato: eravamo usciti dall'ingorgo autostradale ed eravamo nel vecchio caro ingorgo di città.
24 agosto
A casa abbiamo trovato qualche cambiamento. Il ficus era morto, secco e bruciato, e c'è stato un palleggiamento di responsabilità tra la portinaia, il nonno e le regioni. Inoltre la mamma aveva lasciato al gatto una scatoletta per ogni giorno, dicendo che con la sua intelligenza avrebbe capito e si sarebbe regolato. Purtroppo si era dimenticata di aprire le scatolette. Il gatto era molto magro e arrabbiato. E cosi eccomi qua, nel mio comodo letto. Le vacanze sono finite e tornano i problemi. Mancano i posti, non i posti di lavoro, i posti letto per i Vip al Festival di Venezia. Ma ho letto con sollievo che l'industria bellica continua ad assumere. Perchè al mondo non ci sono soltanto gli eserciti statali, ma anche centinaia di eserciti privati in vendita. Come fanno certi paesi a parlare di pace mentre le loro industrie di armi sono un supermarket aperto a tutti, come fanno a spedire proclami di indignazione e cataloghi di missili con lo stesso fax?Ma non devo più preoccuparmi per il mio futuro. Ho deciso. Da grande farò il bersaglio.
Pillola del giorno: La pastasciutta, quanno se magna
Io sempre: a pranzo, a cena, a colazione,
in treno, sulla nave, in aviogetto,
in mutanne, in pigiama, in doppiopetto,
in piedi, inginocchiato, a pecorone.
In ogni caso, in ogni situazione,
contro l'arrabbiatura, pè diletto,
oppuramente, quanno in un sonetto
ritarda er lampo de l'ispirazione.
De notte, si me sveja un languorino,
abbasta solo che me tiro su...
ciò la scudella sopra er commodino.
Insomma, 'sto magnà va sempre a verso,
perfino cor "Giornale" RAI TV,
che manna li bocconi pè traverso.
Aldo Fabrizi.

martedì 5 agosto 2008

Diario delle vacanze parte seconda e ode di Aldo Fabrizi alla pastasciutta.



Nella foto: Vacanze a Niagara Falls.
Di Stefano Benni
Parte seconda.
21 agosto
Il rientro è vicino.Lo capisco da come, nell'albergo, tutti fanno finta di niente per non rivelare l'ora della partenza. I nostri vicini di camera hanno addirittura messo sulla porta una scritta "Vendesi auto come nuova".Invece sappiamo che hanno già caricato le valigie.Papà, per essere pronto, non le ha mai neanche scaricate, ogni notte va di nascosro nel bagagliaio a prenderci le mutande di ricambio. Papà è uno dei più grandi architetti portapacchisti d'Italia. Riesce ad innalzare sul tettuccio dell'auto una costruzione che sta a metà tra una pila per roghi e l'altare di san Gennaro. Per fissarla usa metri di elastici tirati al massimo, ogni tanto qualcuno gli arriva in faccia come una frustata, il vero portapacchista -sostiene lui- è sempre pieno di cicatrici. In cima ai tre metri di bagagli ci mette immancabilmente due damigiane d'olio. Gli ho chiesto perchè, visto che non le usiamo mai. Papà mi ha risposto che è un'antica tradizione. poi mi ha preso sottobraccio e mi ha detto che, riguardo al terrorismo, l'arma migliore è bloccare i conti in banca dei ricchi scheicchi. Ma papà, gli ho chiesto, come facciamo a scoprire i giri finanziari di Bin Laden se non siamo riusciti a capire quelli di Tanzi della Parmalat? Mi sono preso uno schiaffone.22 agostoAlle due di notte papà ha gridato "Sveglia giù dalle brande" e ho capito che il grande giorno era venuto. Dal risuonare di anfibi lungo le scale, abbiamo dedotto che non eravamo soli.Per il viaggio ci siamo sistemati cosi: Papà e mamma davanti, io e il coccodrillo-salvagente di dietro. Lo portiamo a casa gonfio perchè è pieno di salubre aria di mare. Ognuno di noi recava con sè i souvenir della vacanza. La mamma le conchiglie, papà tutti gli asciugamani della pensione, i portacenere ed il tavolo da ping pong. Io i cucchiaini dei gelati. Ho letto che questa estate ogni italiano ha consumato sedici chili di gelato a testa. Bè io li ho mangiati in una sola sera, il gelato si chiamava Supercoppa Grangelo Marmolada Titanic e costava come tre aragoste.Era una coppa cosi grossa che sporgendomi ci sono cascato dentro, ho sentito un gran freddo, un odore dolciastro e la voce di mio padre che diceva "tieni duro ragazzo, adesso ti tiriamo fuori da li". Quando ho ripreso i sensi, c'era Buck che mi leccava la faccia. Buck è un cane da vaniglia, versione marina del cane da valanga, e mi ha salvato la vita. Caro vecchio Buck!
La terza ed ultima parte alla prossima uscita.
Pillola del giorno:La pastasciutta come se fa
Ar tonno, all'Arrabbiata, a la Ciociara,
a la Cinese, a la Festivaliera,
al Latte, ar Gorgonzola, alla Groviera,
ar Pesto, ar Tettattè, a la Carbonara,
ar Funghetto, ar Ragù, a la Marinara,
a la Chitara, a la Contrabbandiera,
a la Ladresca, a la Carabbignera,
ar Pollo, a la Burina, a la Scarpara,
ar Cacio e pepe, a la Trasteverina,
ar Presciutto, a le Vongole, ar Brasato,
ar Pesce, alla Giudia, a la Papalina,
e in antri mille modi e a tutte l'ora...
che puro si stò monno s'è inquinato...
vale la pena de soffricce ancora!
Aldo Fabrizi.

lunedì 4 agosto 2008

Diario delle vacanze il grande rientro parte prima, Aldo Fabrizi ode alla Pastasciutta


Nella foto: Un faro al tramonto.
Da un racconto di Stefano Benni Parte prima.
20 agosto
Caro diario, l'ora X sta per avvicinarsi. Per tutta la vacanza papà ci ha svegliato alle tre di notte per le esercitazioni del Grande Rientro. Dopo aver scoperto che il look militare è di gran moda, ci ha vestito con pezzi della sua tuta mimetica. Ci siamo abituati a dormire con gli anfibi spalmati di grasso, e le lenzuola sono diventate un pò scivolose. Ma papà dice che dobbiamo prepararci alla guerra, perchè ci sono dei Grandi Vecchi nascosti in grotte col fax, la parabolica e i videogiochi.sappiamo tutto di loro, la mappa del bunker, il water segreto e anche quante bombe a mano e mitra hanno e il loro numero di matricola. Ma papà, ho detto io, se conosciamo tutti questi particolari, vuol dire che sappiamo anche chi ha venduto le armi, magari c'è anche una regolare fattura IVA. Allora non era meglio impedire di venderle, piuttosto che contarle adesso? Invece di bombardare, non si fa prima a bloccare qualche fabbrica o mercante internazionale? Papà mi ha guardato male e ha detto che sono un potenziale terrorista. La mamma gli ha detto, caro, non arrabbiarti, è solo un bambino, e lo ha portato in camera da letto. Temo una rappresaglia.
Fine parte prima.
Pillola del giorno: La pastasciutta. Li formati.
Spaghetti, Bombolotti, Tortijoni,
Schiaffoni, Picchiettini, Pappardelle,
Fresine, Bucatini, Recchietelle,
Fusilli, Millerighe, Farfalloni,
Zitoni, Spaghettini, Canneroni,
Lasagne, Strozzapreti, Regginelle,
Bavette, Tajolini, Tajatelle,
Occhi de lupo, Zite, Lumaconi,
Pippe, Cazzetti d'angelo, Fischiotti,
Creste di gallo, Maniche, Ditali,
Linguine, Rigatoni, Manicotti,
Corna de bue, Cornetti, Cornacopie,
'gni zona cià le sagome locali
e ognuno preferisce quelle proprie.
Aldo Fabrizi.

domenica 3 agosto 2008

La favola della fine del mondo, Pasta e fagioli di Aldo Fabrizi.


Nella foto: Paradiso, tratta da http://internapoli-city-2.blogspot.com/
Due grandi personaggi hanno accompagnato la mia incerta esistenza: Aldo Fabrizi ( http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Fabrizi ) e Stefano Benni ( http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Benni ), del primo, attore, scrittore e poeta, conservo ancora alcuni sonetti e poesie eccelse.Del secondo, il più grande scrittore italiano contemporaneo, credo di aver letto tutti i suoi libri ed i numerosi articoli scritti su varie riviste e quotidiani, e poichè siamo in vacanza, le notizie scarseggiano, ho pensato di proporre ogni giorno una poesia di Aldo Fabrizi, ed un breve racconto di Stefano Benni (anche a puntate), ogni volta che li rileggo mi metto a ridere da solo come un matto. Vi consiglio di stamparli e leggerli in compagnia, vi assicuro che passerete un piacevole quarto d'ora.
La favola della fine del mondo.
-Papà, mi racconti la favola degli uomini del duemila?- Va bene, ma dopo dormi. Nel duemila gli uomini avevano un sacco di cose: I sonniferi, il campionato di calcio, le sfilate di moda, il silicone, i computer...- Anche la pizza?- Anche la pizza. Ma, malgrado possedessero tutto questo, la loro vita cominciò a peggiorare. Non sarebbe stato catastrofico, se lo avessero ammesso e si fossero comportati di conseguenza. Ma ormai erano abituati all'idea che la storia era come un'automobile, doveva essere sempre nuova e più bella, anche se non c'erano più le strade per farle andare avanti. Il clima e l'ambiente impazzirono, ma gli uomini sembravano quasi contenti di battere ogni record di caldo e di freddo. La metereologia era l'unico sport dove le prestazioni crescevano mostruosamente e nessuno chiedeva misure antidoping. Nelle città non si respirava più e l'aria fu privatizzata: I più ricchi usavano le bombole Fiat-eolo all'aria di montagna. I giovani avevano lo zainetto-standa all'alito di rockstar, mentre i più poveri si accontentavano della Pneumocentro, la bombola-risparmio che elargiva quattro respiri al minuto.L'agricoltura era sconvolta, ma gli scienziati pensavano a costruire sedani a tre stadi e maiali col manico, c'erano siccità e bibite gassate, yacht e alluvioni, club vacanze e onde anomale.- Cosa vuol dire anomalo?- Quando una cosa l'hai lasciata spadroneggiare e ingrandire fuori da ogni legge e regola, anzi ci hai pure fatto affari, e poi non riesci a torgliertela più dai coglioni, allora la chiami anomala.- Podding, il mio compagno di giochi, lui è molto colto, vive nella vecchia biblioteca, mi ha detto che nel Duemila avevano avevano soprattutto paura di tre cose: Della moviola, delle rughe in faccia e degli squatter.- Si, allora nessuno si preoccupava se le banche, o i palazzinari, o le industrie si impadronivano di intere città, radevano al suolo quartieri, rendevano inabitabile intere zone. Però se qualcuno occupava una casa vuota, si incazzavano come iene.- E' cosi che cominciarono ad andare indietro?- Esattamente. I trasporti divennero sempre più lenti e caotici. Poichè era di moda l'esoterico e il divinatorio, un giornale che si chiamava "La Repubblica", dopo i tarocchi regalò l'orario dell'Alitalia. C'era gente che prenotava un volo alla Malpensa per poter stare li tutta notte a fare lo scambio di coppie. I treni si nascondevano nei tunnel per la vergogna. Le autostrade divennero a cinque corsie, cosi rimasero vuote le tre corsie di destra per l'unica Prinz che non si vergognava ad andarci. E poi c'erano gli incendi.- E come li spegnevano?- Col fiato. Appena ne scoppiava uno grosso, cominciavano a litigare, le Regioni accusavano il ministro, il ministro accusava le Regioni, tutti e due accusavano il forte vento di scirocco, e l'esercito restava in caserma a fare la guardia al ficus del colonnello.- E avevano altri problemi?- Le atomiche esplodevano ancora ma erano deterrenti, le guerre erano intelligenti, i mercanti d'armi li chiamavano esportatori di tecnologia bellica. Solo i morti continuavano testardamente a chiamarsi morti. Dai paesi poveri i disperati cercavano di sbarcare nei paesi ricchi. Alcuni trovavano accoglienza di destra, un calcio nel culo e via, altri un'accoglienza di sinistra, un calcio nel culo e un chinotto. Perchè i paesi ricchi, ormai, avevano paura di tutto: Della zanzara africana, della borsa asiatica, dei neri non calciatori, dei bianchi non bergamaschi. E avevano inventato una parola magica: Emergenza. Emergenza ozono, emergenza incendi, emergenza mafia, emergenza immigrati. Emerganza voleva dire: "Niente paura passerà". Alla fine giunsero all'"emergenza delle emergenze", e non uscirono più di casa.- E nessuno denunciava queste cose?- Come no. C'erano i film catastrofe, i concerti di beneficenza, la pubblicità Benetton. E poi i raduni degli scienziati, al termine dei quali i partecipanti si riunivano tutti insieme e lanciavano un grido d'allarme. Era una cerimonia molto divertente, qualcuno gridava anche "gol" o faceva il verso dell'upupa, poi tornavano a casa contenti. La televisione aveva cento canali, ma dentro ci giravano sempre le stesse facce. Cosi la gente diceva: Bè, se loro sono sempre li, vuol dire che le cose non peggiorano. Magari se avessero visto un presentatore prendere fuoco, un politico travolto da un'ondata, o un gommone di profughi piombare in mezzo a un quiz, si sarebbero preoccupati. Ma le cose brutte si vedevano solo nei telegiornali, che ormai erano considerati delle favole cattive.- E poi cosa accadde?- Bè, te l'ho già raccontato. un giorno il Polo si squagliò e il mare si alzò di sette metri. Tutto sprofondò in trenta secondi di diretta e quattro spot. Restarono solo rottami galleggianti. Sull'ultima zattera un certo Ragionier Brambilla, prendeva a remate un albanese che voleva salire. Poi tutto tacque. Ci salvammo solo noi, e la vita continuò.- Insomma babbo, sono proprio fortunato a essere nato topo.- Proprio cosi, figlio. Hai studiato la lezione per domani?- Si nella storia dell'evoluzione dei topi ci sono tre grandi periodi: Quello di Neanderthal, quello di Simmenthal e quello di Emmenthal.- Bravo, sono orgoglioso di te. E adesso dormi. Buonanotte.
PS del blog: Fortunatamente per gli umani questa apocalisse non avvenne, perchè un manipolo di persone, industriali, negozianti, e semplici cittadini si unirono al grido di "Damose da fà", e riunendosi fra di loro, diedero vita ad enormi cantieri, dalle grandi città ai più piccoli paesini, attraverso una capillare rete di punti vendita contribuirono alla diffusione e l'installazione di piccoli impianti a fonti rinnovabili, iniziarono in modo serio la raccolta differenziata porta a porta, costruirono impianti e fabbriche del riciclo e riutilizzo della monnezza e fecero grandi affari con la gestione intelligente dei rifiuti, ed adesso che siamo nel duemilaundici, possiamo dire che il pericolo non è scongiurato del tutto ma abbiamo qualche speranza in più. (Andò cosi?).
Pillola del giorno: Pasta e fagioli.
La favolosa! La fenomenale!
L'eccersa! La canora! La divina!
La carica più umana e genuina
der primitivo e unico canale.
E' la mammasantissima, la quale
fa la mafiosa in tutta la cucina,
è un pezzo da novanta, la padrina,
e, cò rispetto, l'inno nazzionale.
Siccome gonfia subito la panza,
nun c'è bisogno manco de fà er bisse
e se risparmia puro la pietanza.
In più chi cià er pallino musicale
e vive solo, armeno pò sentisse
er filodiffusore personale.
Aldo Fabrizi.

domenica 22 giugno 2008

Di Stefano Benni: il commentatore bipartisan.

Nella foto: Stadio solare di Taipei.
Lo stadio di Kaohsiung, che ospiterà gli World Games 2009 di Taipei, sarà il primo al mondo ad usare l’energia solare in conformità con un ‘codice di costruzione verde’ che promuove la protezione e il rispetto dell’ambiente. Lin Chin-jung, direttore dell’ufficio dei lavori pubblici, ha spiegato che la copertura a forma di spirale dello stadio sarà coperta di celle fotovoltaiche. Lo stadio sarà energicamente autonomo. Nella città di Kaohsiung ci sono mediamente 2.282 ore di sole l’anno. Con queste condizioni l’impianto fotovoltaico dovrebbe fornire l’80% dell’energia richiesta dalla struttura durante i giochi, e il 100% in condizioni di utilizzo normali.
Lo stadio dovrebbe essere completato entro Gennaio 2009, sei mesi prima dell’inizio dei giochi.

Stefano Benni è il più importante scrittore umorista italiano contemporaneo,propongo un suo scritto di qualche anno addietro ai tempi dei campionati mondiali di calcio, molto attuale durante gli europei:


LA LETTURA DI OGGI:IL COMMENTATORE BIPARTISAN

Sabato 10 giugno 2006

Dopo l’esplosione di Calciopoli, sono già nati due gruppi di ultrà: quelli della condanna e quelli del perdono. La nuova linea “tutti colpevoli, nessuno colpevole” sta fronteggiando l’indignazione iniziale. Ovviamente l’esito dei mondiali influenzerà le decisioni future. Piazza pulita o amnistia? Come abbiamo già fatto nei campionati passati, presentiamo una soluzione bipartisan. Cioè due pezzi, uno da leggere in caso di eliminazione rapida dell’Italia, e un altro in caso di passaggio al turno successivo.Articolo uno (in caso di eliminazione al primo turno)Un manipolo di mercenari guidati da uno stolto incompetente, espressione di un campionato corrotto e guasto, hanno consumato in Germania l’ultimo atto di una catastrofe che noi avevamo previsto da tempo.Il calcio che esce pieno di vergogna da questo Mondiale è il calcio dei Moggi, dei De Santis, dei Galliani e dei Carraro, tutti idealmente corresponsabili del dileggio di cui il mondo ora ci fa oggetto.Uomini che non si sono fatti scrupolo di creare un perverso reticolo di telefonate subdole, di ricatti, di sorteggi truccati, di favori a figli e nipoti, fino alla farsa di chiudere arbitri negli spogliatoi e regalare automobili e orologi a guardalinee e giornalisti, in un’indecente escalation di corruzione.Questo veleno poteva avere un solo effetto: e cioè l’eliminazione della nazionale italiana dai mondiali.I giocatori azzurri hanno mostrato sul campo la loro fiacca pochezza di miliardari viziati mossi non da passione calcistica, ma da sfrenato esibizionismo, onnipresenti in spot ossessivi e volgari pubblicità dove mostrano i corpaccioni nudi e anabolizzati in sordidi spogliatoi, per sostenere un ormai spento e pacchiano Made in Italy. E così li abbiamo visti trascurare gli allenamenti per trastullarsi in conversazioni con passerotti, sfornare libri di battutacce e collezionare amorazzi con veline.E che dire dell’omertà, delle scommesse, e del doping? Si vergogni chi ha taciuto!Ma oggi la realtà del calcio moderno ci punisce. Avevamo deriso e sottovalutato il crescere gioioso del calcio africano, l’entusiasmo dei gagliardi marines del soccer Usa e la grande tradizione ceca.Sul campo si è visto come il nostro calcio, senza la protezione di arbitri compiacenti e di camarille, sia ben poca cosa. Dov’è finita la fantasia italica, se i nostri giocatori nel tempo libero sono ormai onanisti da playstation?Ora una sola è la parola d’ordine: punire i colpevoli.È necessario un vero repulisti. Stipendi decurtati, indagini a tappeto su contratti e bilanci e soprattutto punizioni esemplari. Condanne severe per chi ha distrutto il calcio italiano. Moggi, De Santis e Galliani radiati a vita. Juventus, Milan e Lazio e compagnia bella in serie C, anzi nelle interregionali. Moviola in campo, negli spogliatoi e nelle discoteche, arbitri esteri che sostituiscano la corrotta classe arbitrale nostrana. E come giornalisti, ci impegniamo fin d’ora affinché questo accada, senza favoritismi di sorta. E se a Natale qualcuno di noi riceverà non dico un orologio Rolex, ma anche un semplice panettone, lo rispedirà al mittente con la motivazione: «Adesso basta!».


Articolo due (in caso di passaggio del turno)

Un manipolo di eroi guidato da un Napoleone del calcio, espressione di un glorioso campionato più forte dei sospetti e della caccia alla streghe, hanno consumato in Germania il riscatto morale e tecnico che noi avevamo sperato e previsto da tempo.Il calcio italiano che esce da questa meravigliosa impresa non è il calcio dei corvi e dei mestatori, ma il calcio che anche i tanto vituperati Moggi, Galliani e De Santis, hanno tenuto in vita, forse con qualche esagerazione e birichinata, ma sempre dettata dalla passione sportiva.Uomini che sono stati crocefissi per qualche telefonata di cui era evidente l’intento conviviale e goliardico, colpevoli solo di essersi preoccupati dell’avvenire dei loro figli, additati al ludibrio per qualche innocua burla e la propensione a donare.Ma questo veleno non ha intaccato la saldezza morale degli azzurri che hanno mostrato sul campo come non siano i miliardi, ma l’amore patrio a guidare piedi e cuori. Calciatori moderni che sanno interpretare con intelligenza il loro ruolo di testimonial, fino a esibire la loro maschia bellezza per propagandare il sempre fresco e inventivo Made in Italy. Ma anche capaci di parlare con gli animali, di pubblicare deliziosi florilegi di battute e pronti a ricordare al mondo la superiorità dell’amante latino al fianco di giovani artiste belle e promettenti.E che dire sulle presunte omertà, sulle scommesse, sul doping? Si vergogni chi ne ha parlato.Ma il calcio moderno ci ha dato ragione. Qualcuno aveva sopravalutato e agitato come spauracchio lo sgangherato calcio africano, il ridicolo tentativo americano di giocare a baseball coi piedi e l’ormai bolso calcio cecoslovacco.Sul campo si è visto come non sono gli arbitri o le camarille a determinare il risultato, ma la tecnica e gli attributi. E all’estro del nostro calcio, abbiamo unito i fulminei riflessi allenati dalla pratica dei videogiochi.Ora una sola è la parola d’ordine: punire i colpevoli.È necessario un repulisti. Via gli accusatori e i mestatori. Querele e multe a chi ha sparso fango, sanatorie per i bilanci.Certo qualche piccola irregolarità c’è stata, e non vogliamo il solito insabbiamento. Perciò lanciamo una proposta di indiscutibile limpidezza: il prossimo anno tutte le squadre di serie A, partiranno da meno quindici punti. Con questa giusta penalizzazione, nessuno potrà dire che il campionato non nasca regolarmente.Ma soprattutto, siano comminate condanne severe a chi ha calunniato. Radiati dall’albo Zeman, Rivera e Borrelli. Moggi Galliani e Carraro senatori a vita, a parziale riparazione dei torti subiti.Per finire, come giornalisti, sorveglieremo che niente più turbi il campionato più bello del mondo. E se a Natale qualcuno riceverà non dico un orologio, ma un solo panettone, lo rispedirà al mittente con questa motivazione: «Cazzo, mi avevate promesso una Fiat Croma!».

Pillola del giorno:Sono un autista provetto, le macchine per me non hanno segreti, sono nato con il volante in mano... è stato un parto difficile.

Franceco Salvi.

martedì 20 maggio 2008

Mobili per ufficio - punti vendita Puglia Basilicata

Nella foto: Bari veduta aerea da http://www.fotografieitalia.it/

Mobili per ufficio - punti vendita Puglia Basilicata

Gestione Area:
Agenzia Zeno Malgeri & Co.
Via Luigi Zuppetta, 22
00173 Roma
Telefono: 06 72671912
Cellulare: 334 9590003

Persone di riferimento: Ricciotti Francesco E-mail rccfnc@libero.it
Leo Bovenga leobovenga@interfree.itPunto vendita Bari D O S S.R.L. http://www.dosufficio.it/
Punto vendita Lucera PERAGINE http://www.peragine.it/
Punto vendita Aradeo ZEROSEI http://www.zero-sei.it/
Punto vendita Potenza COLUZZI OFFICE DESIGN http://www.coluzziofficedesign.it/
Punto vendita Lecce AR.CO. SRL
Punto vendita Matera VISCEGLIA S.N.C. DI A & M VISCEGLIA

Mobili per ufficio - punti vendita Calabria

Nella foto: Reggio Calabria il Duomo da http://www.fotografieitalia.it/

Mobili per ufficio - punti vendita Calabria

Gestione Area:
Agenzia Zeno Malgeri & Co.

Via Luigi Zuppetta, 22

00173 Roma

Telefono: 06 72671912

Cellulare: 334 9590003



Persone di riferimento: Zindato Piero E-mail pzindato@yahoo.it

Punto vendita Catanzaro PAONE F.LLI SNC DI M.& V. PAONE http://www.paonefratelli.it/
Punto vendita Reggio Calabria ARREDOLINEA SRL
Punto vendita Cosenza ELECTRACOMPUTER SAS DI BONOFIGLIO http://www.electracomputer.it/
Punto vendita Amantea EXPOMOBILI MICELI http://www.expomobilimiceli.it/

Mobili per ufficio - punti vendita Sicilia

Nella foto: Mondello (Palermo) Vista frontale dell'elegante Charlestone da http://www.fotografieitalia.it/

Mobili per ufficio - punti vendita Sicilia

Gestione Area:
Agenzia Zeno Malgeri & Co.

Via Luigi Zuppetta, 22

00173 Roma

Telefono: 06 72671912

Cellulare: 334 9590003



Persone di riferimento: Giuseppe Cavallo E-mail seipo@seipo.it Renna Giovanni e E-mail mrenna@email.it

Punto vendita Palermo GUCCIONE S.R.L.
Punto vendita Misterbianco LOFT DIVISIONE KREA SRL http://www.loftkrea.com/
Punto vendita Messina EUREKA http://www.eurekaoffice.it/
Punto vendita Siracusa SIR FORNITURE SRL http://www.sirforniture.it/
Punto vendita Ragusa SEIPO SRL http://www.seipo.it/

Mobili per ufficio - punti vendita Sardegna

Nella foto Cagliari porto da http://www.fotografieitalia.it/

Mobili per ufficio - punti vendita Sardegna

Gestione Area:
Agenzia Zeno Malgeri & Co.

Via Luigi Zuppetta, 22

00173 Roma

Telefono: 06 72671912

Cellulare: 334 9590003



Persone di riferimento: Argiolas Bruno E-mail tread@libero.it
Punto vendita Cagliari Tre AD srl http://www.treadsrl.com/
Punto vendita Sassari LA MOZZONI S.R.L.
Punto vendita Nuoro ESSECIEMME SAS DI SEDDONE P. & C. http://www.esseciemme.it/